Oggetto del Consiglio n. 447 del 20 marzo 1984 - Resoconto
OGGETTO N. 447/VIII - DISEGNO DI LEGGE CONCERNENTE: "MODIFICAZIONE DELLA PIANTA ORGANICA DEI POSTI E DEL PERSONALE DELL'ASSESSORATO REGIONALE DELLA SANITA' ED ASSISTENZA SOCIALE".
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola per l'illustrazione l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Marcoz; ne ha facoltà.
Comunico ai Signori Consiglieri che sono ora distribuiti i pareri espressi dalla Consulta Femminile e dalla IV Commissione consiliare.
MARCOZ (U.V.): Con l'applicazione del piano socio-sanitario e l'aumento dei servizi dislocati sul territorio si è visto che era necessario ulteriore personale specializzato per adempiere a questi compiti, essendo le 11 assistenti sociali attualmente in servizio insufficienti per coprire tutti i distretti del territorio della Valle d'Aosta.
Come Assessorato alla Sanità ed Assistenza Sociale in questo disegno di legge abbiamo tenuto presenti le esperienze degli ultimi anni, in cui hanno funzionato centri diurni per handicappati gravissimi assegnati ad assistenti educatori con diploma di scuola superiore e con frequenza di un corso di formazione. Questi operatori avevano con la Regione un rapporto stabilito da una convenzione che era nostro dovere rettificare. Dopo una fase sperimentale, infatti, l'Assessorato alla Sanità ha deciso di istituire dei posti per inserire nei ruoli regionali questo personale. In autunno è poi sopraggiunta anche la richiesta dell'Assessorato alla Pubblica Istruzione per l'assistenza agli handicappati inseriti nella scuola.
Questo disegno di legge, stante il problema giuridico che impedisce agli assistenti educatori di essere dipendenti della scuola, cerca di impostare un discorso unitario all'interno della scuola, dei centri di sostegno, dei corsi per handicappati e dell'assistenza domiciliare. Si cerca in questo modo di creare una figura polivalente, in grado di rispondere alle multiformi esigenze dell'handicap, evitando sprechi ed una rigidità di ruolo che impedirebbe a questa nuova figura di cambiare con l'evolversi dei tempi. Gli assistenti educatori avranno un orario diverso dai dipendenti dei presidi scolastici e saranno usati anche nel posto scuola, di modo che siamo integrati nella scuola.
Visto che allegati al disegno di legge ci sono già gli emendamenti espressi dalla Commissione, darei subito una risposta ai vari emendamenti, che non sono da accogliersi perché sono tutti rivolti a configurare l'assistente sociale educatore come una figura professionale della scuola, quando invece esso deve essere un operatore polivalente inseribile nelle strutture e nei servizi attraverso i quali si esplica l'assistenza degli handicappati gravi.
Si fa notare che l'educatore professionale contemplato nel decreto del Ministero della Sanità dal 10 febbraio 1984 non è l'assistente educatore che si vuole realizzare in Valle d'Aosta. Infatti l'educatore professionale configurato nella norma statale è una figura essenzialmente sanitaria, tanto è vero che gli articoli, 81, 82, 83 e 84 del decreto ministeriale concernono personale professionale di tipo infermieristico e tecnico: di laboratorio, di radiologia e di fisioterapia.
Questa nostra posizione è avvallata da un gruppo di studio sanitario a livello nazionale che ha così definito l'educatore professionale nell'ambito dei servizi sociali: "L'educatore professionale è un operatore che, in base ad una specifica formazione professionale di carattere teorico e tecnico pratico nell'ambito dei servizi socio--educativi e educativo-culturali extra-scolastici, residenziali o aperti, svolge la propria attività nei riguardi di persone di diverse età mediante la formulazione e l'attuazione di progetti educativi caratterizzati da intenzionalità e continuità, volti a promuovere e contribuire al pieno sviluppo della potenzialità di crescimento del personale di inserimento e partecipazione sociale, agendo per il perseguimento di tali obiettivi sulla relazione interpersonale, sulle dinamiche di gruppo, sul sistema familiare, sul contesto ambientale e sulla organizzazione dei servizi in campo educativo".
Quindi gli emendamenti proposti dal Gruppo Comunista e dal Consigliere Riccarand sono da respingere.
Da parte mia, propongo alcuni emendamenti: alla terza riga dell'art. 2 del disegno di legge c'è da togliere la parola "finale" che è superflua. Nella terzultima riga dell'art. n. 1 dove c'è scritto: "4 posti di assistente" occorre modificare in: "5 posti di assistente", in quanto la richiesta è avallata dalla necessità di un dipendente che ha frequentato il corso di assistente con profitto e che ha tutti i requisiti per passare alla qualifica di coadiutore. La modifica non comporta maggiori spese perché si tratterebbe solamente di un cambio di qualifica e non di livello.
PRESIDENTE: Pregherei l'Assessore Marcoz di farci avere gli emendamenti presentati.
Ha chiesto la parola l'Assessore alla Pubblica Istruzione Faval; ne ha facoltà.
FAVAL (U.V.): Desidero unicamente aggiungere alcune parole a quanto già detto dall'Assessore Marcoz.
Questo disegno di legge rappresenta una risposta tempestiva all'impegno che mi ero assunto in Consiglio nel mese di ottobre, quando il Consiglio stesso si era trovato di fronte alla impossibilità di inserire nell'ambito della scuola il personale di sostegno per gli handicappati, così come era avvenuto in precedenza a seguito dell'entrata in vigore della legge n. 57.
In quella occasione, l'Assessore alla Sanità e io stesso ci eravamo impegnati a predisporre un provvedimento legislativo che consentisse nel più breve tempo possibile di approntare del personale che non solo doveva curarsi di questo settore della nostra comunità nel periodo e nell'orario scolastico ma anche al di fuori del periodo e dell'orario scolastico.
Per questo motivo è assolutamente da respingere l'emendamento presentato, perché non si deve confondere la funzione degli insegnanti con la funzione di questo personale che deve essere tenuto fuori dagli organici del personale insegnante. Con questo personale potremo aiutare in modo molto più efficace i ragazzi che sono bisognosi, che non saranno abbandonati dopo l'orario scolastico. Di conseguenza non si devono fare confusioni con il personale insegnante e ci si deve attenere unicamente alla legge n. 57.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (P.C.I.): Il fuoco di sbarramento è iniziato prima ancora che noi potessimo presentare gli emendamenti, perciò diventa anche difficile sostenerli. Voglio solo riprendere le nostre argomentazioni perché non sono faziose ed esprimono una visione condivisa da una serie di associazioni e persone che si occupano di queste cose.
La legge n. 57 riduceva il numero di persone che nella scuola potevano seguire gli handicappati. E' stata costituita un équipe e sono stati chiamati provvisoriamente degli assistenti con un provvedimento precario e adesso si vuole dare alla cosa una soluzione definitiva. Noi obiettiamo che con questo provvedimento si costituisce un gruppo di assistenti educatori "polivalenti" che possono intervenire sia nell'ambito della scuola sia nei centri predisposti a sostegno degli handicappati nonché a domicilio, per gli handicappati che frequentano la scuola a domicilio.
Fin qui il ragionamento fila, le difficoltà nascono per quelle persone che opereranno in modo continuativo all'interno della scuola. Se un assistente educatore lavora presso un centro di sostegno, il complesso di requisiti richiesto può andare bene; se un assistente educatore viene incaricato di operare nella scuola, noi riteniamo che a questo debba essere richiesto un titolo specifico ed in modo particolare l'abilitazione magistrale perché altrimenti rischiamo di avere all'interno della scuola tre diversi operatori: l'insegnante titolare del posto che cura l'omogeneità dell'insegnamento per tutti gli alunni; l'insegnante di sostegno, che in alcuni casi ha incontrato delle difficoltà di collegamento con l'insegnante titolare. A queste figure se ne aggiunge una terza, l'assistente educatore, che avrà il compito specifico di occuparsi dei soggetti handicappati.
La nostra preoccupazione è che ci sia un distacco eccessivo tra l'azione educativa complessiva della scuola e l'attività di questo assistente educatore.
I problemi concreti non saranno pochi: gli insegnanti hanno un orario di 27 ore e mezza settimanali nelle elementari e 18 ore nelle scuole medie; hanno poi un certo numero di ore per le attività collegiali. Gli assistenti educatori parteciperanno alle attività collegiali? Se venisse meno questo momento di collegamento tra l'insegnante titolare e l'assistente educatore c'è il rischio che, invece di integrare socialmente l'handicappato, lo si emargini ancora di più.
Il secondo problema riguarda il calendario scolastico che è diverso dal calendario del personale della Regione, cui apparterrebbe anche l'assistente educatore, che dovrebbe anche avere un impegno di circa 36 ore settimanali e un mese di ferie. Nella scuola non tutti gli insegnanti sono occupati per tutto il periodo estivo.
Cosa avverrà di questo personale nel periodo estivo? Come verrà utilizzato se è dipendente dell'Assessorato alla Sanità e non della Direzione didattica o del Preside? Come verranno utilizzati questi insegnanti nelle ore di differenza tra l'orario del personale dipendente dalla Regione e l'orario degli insegnanti? Esistono problemi di diversa natura che è bene affrontare e gli emendamenti che abbiamo proposto richiedono per gli assistenti educatori che opereranno nella scuola il possesso del titolo prescritto.
Prendo atto che la Consulta femminile, costituita alcuni mesi fa, ha fatto pervenire al Consiglio un parere su questo disegno di legge, sostenendo la necessità della abilitazione magistrale per il personale che opererà nella scuola.
Questo è il primo emendamento, mentre il secondo riguarda i problemi che si creano in caso di assenza. Nel testo si dice che, in caso di assenza prolungata, potranno essere chiamati in servizio coloro che si trovano nell'apposita graduatoria, ma non si precisa il concetto di "assenza prolungata". Siccome abbiamo a che fare con persone particolarmente bisognose di affetto e di premura, non la si può lasciare in una situazione di provvisorietà senza stabilire quanti giorni siano da considerare "assenza prolungata". L'emendamento propone di considerare "tre giorni" il tempo dopo il quale occorre sostituire il personale assente.
Chiediamo inoltre di precisare il regolamento al 4° comma dell'art. n. 6 sostituendo le parole "Con successivi regolamenti regionali" con le parole "Regolamenti del Consiglio regionale", onde evitare equivoci.
Un altro emendamento precisa che il personale distaccato nelle scuole sarà alle dipendenze del Direttore didattico o del Preside e quindi parteciperà alle riunioni degli organi collegiali.
A mio giudizio questi emendamenti non stravolgono il senso della legge, non interferiscono con la necessità di intervenire in questa situazione, ma chiariscono alcuni aspetti che dalla legge sono lasciati un pò nel vago.
Il 2° comma del primo emendamento prevede che il personale attualmente in servizio in modo precario, senza l'abilitazione magistrale, in sede di prima applicazione della legge possa partecipare ai concorsi per l'assunzione definitiva.
Si tratta quindi di emendamenti migliorativi della legge, volti a far sì che la scuola diventi struttura in cui l'handicappato abbia le stesse opportunità degli altri alunni.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.
TORRIONE (P.S.I.): Noi non condividiamo le argomentazione del Capo Gruppo del P.C.I. perché riteniamo la materia estremamente complessa, difficile e non semplificabile in termini esclusivamente scolastici.
Io credo che non si tratti di una questione di titolo di specializzazione per chi agisce nella scuola e non condivido in questo neanche il parere della Consulta femminile. Non capisco perché chi deve agire nella scuola debba avere l'abilitazione magistrale e chi agisce nei servizi sociali potrebbe farne anche a meno. Quello che conta è il modo di lavorare, in che modo l'operatore si pone nei confronti dell'handicappato. Non si tratta quindi di titolo di studio, ma di preparazione del personale e di corsi specifici di formazione professionale: solo così si può parlare di specializzazione in termini molto concreti.
Inoltre quantificare l'assenza quando si ha a che fare con un portatore di handicap, che è legato a chi gli sta insieme, dire che dopo tre giorni di assenza bisogna mandargli un altro educatore, mi sembra che sia deleterio anche nei confronti dell'alunno. La sostituzione automatica può essere logica per altre figure professionali, ma non per una maestra. Se invece il lavoro è fatto in un certo modo, secondo una logica di équipe, io credo che si possano superare i formalismi legati al titolo di studio.
E' indispensabile che il personale abbia una sua specializzazione, molto però dipende dalla disponibilità dell'individuo. L'esperienza che abbiamo fatto nei servizi sociali al Comune di Aosta ha dimostrato che chi ha più titoli di specializzazione non sempre si dimostra più adatto a stare vicino ad una persona handicappata per un'azione di recupero. Non voglio generalizzare questo concetto, so benissimo che ha dei limiti, infatti molto dipende dalla carica di umanità e di sensibilità dell'operatore. Io credo però che lasciare una certa discrezionalità nella scelta del titolo di studio sia operare nel senso giusto, così come consentire l'intercambiabilità dell'operatore può essere a volte utile.
Io non sono per niente d'accordo sulla distinzione tra operatore che si occupa solo di bambini ed operatore che si occupa solo di persone anziane. Abbiamo visto che se non c'è intercambiabilità di ruoli il personale si logora facilmente perché la lunga permanenza a contatto solo con l'anziano o solo con il bambino porta a conseguenze negative: ben venga quindi una figura polivalente che possa essere utilizzata in strutture diverse.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
RICCARAND (N.S.): Io ho la sensazione che si sia fatta una lettura un po' affrettata e anche preconcetta degli emendamenti presentati a questo disegno di legge, che pure scaturiscono da richieste ben precise provenienti da associazioni che si occupano del problema dei mutilati e degli invalidi civili, da organizzazioni sindacali che operano all'interno della scuola e che si sono occupate in modo specifico del problema e oggi abbiamo anche il parere della Consulta Femminile, per cui il problema è stato discusso da un arco di organizzazioni e associazioni abbastanza ampio.
Il primo emendamento, ad esempio, non propone affatto che ci sia l'abilitazione magistrale per chi va nella scuola e non per chi va nei centri diurni: l'emendamento si riferisce, invece, a tutto il personale. Il discorso della Consulta è diverso ma l'emendamento da noi presentato prevede il titolo di abilitazione magistrale per tutti gli educatori.
Noi possiamo anche sostenere che il titolo di studio non conta niente, però esiste ancora una scuola media superiore con differenze di preparazione il che può essere discutibile, però ha ancora un suo significato. Quindi noi chiediamo per tutti gli operatori il titolo di studio specifico, ferma restando la possibilità di utilizzare quelli che, pur non avendo il titolo di studio, già prestano servizio per l'Amministrazione regionale nei centri appositi.
Per quanto riguarda la questione delle supplenze, non c'è affatto un'automaticità, cioè non si chiede affatto che automaticamente, dopo il terzo giorno, ci sia il supplente. C'è scritto infatti: "Nei casi di assenza superiore ai tre giorni il personale in servizio nella scuola potrà, su richiesta del Preside o Direttore didattico, se lo valuta necessario, essere sostituito. Non vedo quale difficoltà ci sia ad accogliere questo emendamento riguardante la questione delle supplenze. Si tratta semplicemente di dare la possibilità di supplenza, in una situazione molto particolare, che può richiedere interventi in tempi rapidi. Questo è tutto quello che riguarda la lettura un po' affrettata degli emendamenti.
Sono rimasto inoltre un po' stupito dalle dichiarazioni dell'Assessore Faval, che ha detto giustamente che gran parte di questo disegno di legge mira a sanare una situazione che si è determinata dopo un precedente provvedimento legislativo che ha ridotto il numero degli insegnanti di sostegno nella scuola. Ora, proprio perché si mira a sanare quella situazione, per quale motivo si vuole completamente separare questi nuovi operatori dalla scuola? Perché si vuole creare questa divisione netta, quando invece tutta la tendenza dal passato era quella di integrare il nuovo lavoro all'interno di una équipe che opera nella scuola a parità di preparazione e di livello, ma con una maggiore specializzazione? Non riesco a capire la volontà di separare nettamente queste due figure che invece devono operare insieme all'interno della classe con delle competenze ed una preparazione uniformi.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Voyat; ne ha facoltà.
VOYAT (U.V.): Je crois que sur cette loi s'est déchaînée une lutte vraiment corporative, parce que personne ici n'arrive pas à comprendre que l'institution des assistants d'éducation doit suivre avant tout des jeunes qui, on le sait déjà à l'avance, n'arriveront pas même à lire ni à écrire, parce que ils sont des cas extrêmement graves.
Alors, à ce moment, on doit dire que ces assistants d'éducation forment un corps unique régional qui doit suivre ces enfants soit à l'école soit à la maison ou dans les centres prédisposés, car, au moment de la fermeture de l'école, ces assistants ne resteront pas à la maison, ils ne feront pas les vacances comme les instituteurs, mais ils travailleront chez les enfants ou dans les centres spécialisés.
Deuxième aspect: l'assesseur Faval a très bien dit que ce personnel n'est pas dépendant de l'école mais de l'Administration régionale, département de la Santé.
Troisième aspect (et c'est ce que disait avant le Conseiller Mafrica): les assistants d'éducation ne doivent pas travailler uniquement dans l'école, parce que après l'horaire de l'école peut-être qu'ils devront accompagner ou assister les enfants chez eux.
Supposons que cette année nous avons besoin de 20 assistants d'éducation dans l'école; l'année prochaine nous en aurons besoin seulement de 10. Qu'est-ce que nous ferons? On mettra à la porte 10 assistants? Non, disons plutôt que les personnes qui ne travailleront plus à l'école travailleront dans d'autres centres où bien ils feront assistance domiciliaire.
Il faut quand même souligner un autre fait que l'autre jour le Docteur Burro a examiné. Maintenant on ne peut plus demander le certificat d'étude spécifiquement de institutrice ou d'instituteur parce que ces assistants doivent suivre les enfants aussi à l'école maternelle et, dans certains cas, aussi à l'école moyenne. On peut mettre alors des instituteurs dans l'école maternelle, peut-être que ça ira bien, mais le jour où ces enfants devront aller à l'école moyenne, qu'est-ce qu'on fera? On enverra des instituteurs à l'école moyenne, quand on sait déjà à l'avance que ces gens ne devront pas suivre l'éducation culturelle de ces enfants, mais uniquement les aider dans leurs besoins matériels et les suivre dans l'éducation personnelle.
C'est sous ce point de vue que nous avons déjà, le Conseiller Tamone et moi, exprimé dans la Commission notre avis favorable à la loi avec les amendements présentés par l'Assesseur Marcoz.
Je le répète, la majorité, et surtout le Groupe de l'Union Valdôtaine, est favorable à la loi telle qu'elle nous a été présenté aujourd'hui.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Stevenin; ne ha facoltà.
STEVENIN (U. V.): If faut avant tout rappeler que avec cette loi le Gouverne ment régional a voulu faire face à une situation qui s'est produite quand la loi n. 270 du 20 mars 1982 est sortie. Cette loi souhaitait, à l'article n. 12, un rapport moyen d'un enseignant pour 4 enfants porteurs de handicap.
C'est à ce moment que s'est produite une situation assez désagréable dans notre Région où, grâce à une délibération du Gouvernement régional, il y avait une loi qui prévoyait la présence d'un enseignant pour chaque enfant handicapé.
On s'est trouvé dans une situation très difficile, surtout dans certaines Communes de la Vallée et principalement dans les trois Cercles de la Commune d'Aoste, de Pont-Saint-Martin et de Verrès. A travers une série de réunions (des parents, des enseignants et même des Directeurs didactiques) on a essayé de trouver des solutions à ce problème, étant donné qu'il y avait en même temps le problème des centres pour handicapés qui avaient été ouverts à Aoste et à Châtillon.
Les deux problèmes ont été abordés avec cette loi. Il faut avant tout préciser qu'il serait presque impossible d'envisager de deux différents points de vue l'image de celui qu'on appelle: "l'assistente educatore", c'est-à-dire de celui qui travaillera à l'intérieur des centres ou de celui qui, au contraire, devra prendre la place de ce qu'on a appelé: "l'insegnante di sostegno". C'est bien pour cela qu'il faut comprendre avant tout que cette image de "assistente-educatore" est très différente de celle que les Conseillers Riccarand et Mafrica ont envisagée dans leur intervention.
Moi, pour une fois, je partage complètement ce que le Conseiller Torrione vient de dire. C'est, en effet, une image qui doit rassembler toute une série d'experts. En effet, cet éducateur est aussi un infirmier professionnel qui doit en plus avoir une connaissance de psychologie et, naturellement, une correcte vision sociale et beaucoup d'humanité. C'est bien pour cette raison qu'on ne peut pas remplacer cet éducateur avec ce qu'on appelle tout simplement "assistente-educatore" comme les Conseillers Mafrica et Riccarand viennent de nous proposer.
Je crois qu'il faut aussi préciser que ce n'est pas vrai que toutes les organisations syndicales ont donné cet avis. Il y a, au contraire, une des organisation syndicales, la C.G.I.L., qui a exprimé son avis, en partageant le contenu des amendements présentés par les Conseiller Mafrica et Riccarand. Les autres organisations se sont exprimées en considérant insuffisant "il titolo di scuola magistrale", vu le type de travail qu'on devra poursuivre, compte tenu aussi du fait que, si l'on sépare les deux images, il pourrait se vérifier que dans notre école il n'y aura plus d'enfants handicapés, comme il s'est déjà passé dans certains Cercles.
Cette image de "educatore" pour nous est polyvalente, c'est une personne qui doit aussi travailler dans l'école pour suppléer à la situation actuelle produite par la loi n. 270 qui était incomplète et que nous avons dû perfectionner avec la loi régionale n. 57.
A ce moment une situation difficile se créerait: je veux dire avec cela qu'il faut analyser la situation exacte qu'on retrouve en ce moment dans notre Région. En effet, même ceux qui travaillent dans le centre, les assistants sociaux, envisagent comme solution celle de ne pas empêcher, en exigeant comme seul titre d'études valable le diplôme "magistrale", de trouver une solution à ce problème.
En plus, le Conseiller Voyat vient de le dire, le problème se pose aussi pour les différents niveaux d'école: dans les écoles maternelles, les écoles élémentaires et les écoles moyennes. L'amendement qui a été fait par la "Consulta regionale" ne tient pas compte de la difficulté de séparer cette image d'assistant parce que cela serait pratiquement impossible à faire, en tenant compte des travaux et des devoirs que ces éducateurs-assistents devront affronter.
PRESIDENTE: Prima di concludere la discussione generale debbo informare il Consiglio che gli emendamenti suggeriti dalla Consulta regionale per la condizione femminile, non potranno essere votati perché, a termini di regolamento, devono essere presentati da un Consigliere regionale. Quindi, se un Consigliere o più Consiglieri regionali assumono la paternità di questi emendamenti proposti dalla Consulta femminile, potranno essere posti in votazione, altrimenti ciò non sarà possibile.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Cout; ne ha facoltà.
COUT (P.C.I.): Mi sembra importante fare una precisazione: penso che alcune osservazioni, come quella del Consigliere Voyat, possano mettere in atto dei meccanismi pericolosi per quanto riguarda l'inserimento degli handicappati nella vita esterna e nel mondo della scuola. Io mi ricordo che c'era stato un intervento dell'Assessore Viglino proprio per superare le classi differenziali, per fare in modo che i bambini portatori di handicap potessero essere inseriti nella scuola al pari di tutti gli altri. Anche se molte volte c'erano delle difficoltà, questi bambini hanno avuto la possibilità di vivere in mezzo agli altri e di essere accetti per quello che sono.
Questi emendamenti danno la possibilità ai bambini di partecipare maggiormente e di vivere in mezzo agli altri e al personale addetto di partecipare anche alla vita della scuola. Il momento educativo della scuola non è così separato dall'inserimento nella vita sociale.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore alla Pubblica Istruzione Faval; ne ha facoltà.
FAVAL (U.V.): La Giunta ha letto in modo talmente approfondito gli emendamenti presentati dall'opposizione che, avendo constatato che questi si limitano ad intervenire sui problemi che il disegno di legge propone di risolvere unicamente e limitatamente nell'ambito della scuola, può senz'altro affermare che è invece l'opposizione ad avere fatto una lettura parziale di questa proposta. Infatti bisogna sottolineare che questo disegno di legge va al di là dell'assistenza e dell'intervento rispetto ai ragazzi portatori di handicap limitatamente al momento della scuola.
Stupisce poi che un certo tipo di obiezioni vengano proprio dai banchi di coloro che in modo tetragono hanno sostenuto e voluto che i ruoli regionali fossero agganciati allo stato giuridico del personale della scuola. Questa è la conseguenza del fatto che noi ci siamo trovati nella condizione di dover applicare obbligatoriamente lo stato giuridico del personale della scuola, perché non avevamo dei veri e propri ruoli regionali.
La legge n. 57 è stata inviata due volte alla Commissione di Coordinamento che è stata rigidissima in questo senso, in particolare per quanto riguarda l'art. n. 12, per cui noi abbiamo dovuto subire questa imposizione. Se vi foste ricordati allora, nel 1976, se ci aveste pensato un pò di più e se aveste seguito le indicazioni che venivano da questi banchi e in particolare dal movimento che rappresento, non ci troveremmo ora in questa situazione, che rappresenta un'imposizione che lo Stato ha fatto alla Valle d'Aosta, ed è la conseguenza del fatto che i ruoli regionali hanno di regionale soltanto l'aggettivo, mentre tutto il resto è dello Stato. L'Assessore in questo settore non può fare assolutamente nulla, questa è la verità.
Detto questo e proprio per andare al di là delle imposizioni e delle restrizioni, la Giunta propone al Consiglio regionale di adottare un provvedimento che consenta di intervenire in modo concreto e anche agile.
Il Consigliere Riccarand chiede: "Perché operare separatamente?"; gli rispondo dicendo che operare separatamente è indispensabile, perché se reinseriamo questo personale nella scuola
abbiamo di nuovo le mani legate
Ora, venendo al Consigliere Mafrica, se è vero che ci sono stati dei problemi di convivenza tra l'insegnante di ruolo e l'insegnante aggiunto, ciò può anche essere derivato dal fatto che entrambi gli insegnanti si sono trovati con funzioni e ruoli diversi, pur concorrendo allo stesso obiettivo. Queste cose si possono evitare; non avremo infatti tre figure, ma ne avremo due soltanto.
A questo punto è insostenibile, da una parte, per coloro che opereranno nella scuola, limitare l'accesso a coloro che sono in possesso della abilitazione magistrale; dall'altra è anche insostenibile inserire questo personale nei ruoli della scuola, perché a questo punto non potremo assolutamente operare anche per il limite imposto, che è di uno a quattro, e al di là del quale non si può andare.
Nel frattempo abbiamo operato inserendo del personale preparato con dei metodi di emergenza ma che, dalle relazioni che mi sono fatto dare dall'ispettore scolastico, ha dato degli ottimi risultati e si chiede di approfondire il discorso organizzando in Valle d'Aosta dei corsi di specializzazione: questa è la direzione che noi intendiamo seguire, limitatamente al settore della scuola.
Un'ultima osservazione rispetto alla domanda del Consigliere Mafrica che chiedeva se questo personale parteciperà o no alle attività collegiali.
Io posso anche capire che il Consigliere Mafrica, professore di matematica, abbia un certo tipo di mentalità, per cui uno più uno deve fare sempre due. Noi invece siamo del parere che si debba agire con maggiore pragmaticità, nel senso che ci sono handicap di tipo diverso che richiedono interventi di tipo diverso e forse anche una partecipazione al mondo della scuola di tipo diverso, per cui mi pare ingiustificato e inadeguato imporre questo tipo di presenza.
Dal mio punto di vista non escludo che, nei casi in cui sia necessario, gli operatori del settore possano partecipare alle attività collegiali, non lo escludo a priori, ma non intendo codificarlo perché ci potrebbero essere dei casi in cui non è assolutamente necessario.
Io credo che dobbiamo comunque affidarci al buon senso degli operatori di tutto il settore, direttori didattici e direttori d'istituto.
In secondo luogo dobbiamo avere anche la disponibilità a fare un minimo di sperimentazione per verificare in seguito l'impatto di questo servizio, senza pretendere di codificare fin d'ora tutto ciò che ci pare di poter prevedere, in quanto ci sono tantissime cose che non possiamo prevedere. Di conseguenza la flessibilità che noi chiediamo di avere dovrebbe dare una risposta positiva all'intervento.
Si dà atto che alle 18.33 riassume la Presidenza il Presidente Bondaz.
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola dichiaro chiusa la discussione generale. Passiamo all'esame dell'articolo 1:
ART. 1
In attesa del riordino delle funzioni in materia di servizi socio-assistenziali, nelle tabelle organiche dei posti del personale dell'Amministrazione regionale, nonché nelle tabelle di attuazione della carriera economica, di cui agli allegati A) e C) della legge regionale 9 febbraio 1978, n. 1, sono istituiti i seguenti nuovi posti:
- 4 posti di assistente sociale (8° livello - ruolo speciale);
- 32 posti di assistente educatore (7° livello - ruolo del personale addetto all'assistenza educativa);
- 4 posti di assistente (5° livello ruolo del personale addetto all'assistenza).
PRESIDENTE: All'art. n. 1 vi è un emendamento proposto dall'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Marcoz, che chiede di sostituire, all'ultimo capoverso, le parole: "4 posti", con le parole: "5 posti". Lo metto in votazione:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 31
Votanti: 23
Favorevoli: 23
Astenuti: 8 (Bajocco, Baldassarre, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet, Riccarand e Tonino)
Il Consiglio approva.
PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 1. così emendato e lo pongo in votazione:
ART. 1
In attesa del riordino delle funzioni in materia di servizi socio-assistenziali, nelle tabelle organiche dei posti del personale dell'Amministrazione regionale, nonché nelle tabelle di attuazione della carriera economica, di cui agli allegati A) e C) della legge regionale 9 febbraio 1978, n. 1, sono istituiti i seguenti nuovi posti:
- 4 posti di assistente sociale (8° livello - ruolo speciale);
- 32 posti di assistente educatore (7° livello - ruolo del personale addetto all'assistenza educativa);
- 5 posti di assistente (5° livello ruolo del personale addetto all'assistenza).
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 31
Votanti: 23
Favorevoli: 23
Astenuti: 8 (Bajocco, Baldassarre, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet, Riccarand e Tonino)
Il Consiglio approva.
PRESIDENTE: Do ora lettura dell'articolo 2:
ART. 2
Per la nomina al posto di assistente educatore è richiesto il titolo finale di studio di istruzione secondaria di secondo grado integrato da attestato di assistente educatore conseguito a seguito di specifico corso di formazione professionale.
Per la nomina al posto di assistente è richiesto il titolo finale di studio di istruzione secondaria di primo grado integrato da attestato conseguito a seguito di specifico corso regionale di qualificazione professionale.
Le modalità di svolgimento, la durata e i programmi dei corsi di formazione professionale, di cui ai precendenti commi, saranno stabiliti dalla Giunta regionale su proposta dei competenti assessori.
PRESIDENTE: Esistono vari emendamenti all'art. 2. Do lettura dell'emendamento proposto dall'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Marcoz: togliere la parola "finale" alla terza riga del primo comma e alla seconda riga del secondo comma dell'art. 2, e lo pongo in votazione:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 31
Votanti: 24
Favorevoli: 24
Astenuti: 7 (Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet, Riccarand e Tonino)
Il Consiglio approva.
PRESIDENTE: Do lettura dell'emendamento all'art. 2 presentato dai Consiglieri Mafrica e Millet:
Il 1° comma dell'art. 2 è sostituito con il seguente: "Per la nomina al posto di assistente educatore è richiesto il titolo di abilitazione magistrale, integrato da attestato conseguito a seguito di specifico corso di formazione di durata biennale di cui all'articolo 1, punto 3 del Decreto 10 febbraio 1984 del Ministero della Sanità.
In sede di prima applicazione della presente legge possono concorrere alla nomina di assistente educatore anche coloro che, in possesso del titolo finale di studio di istruzione secondaria di secondo grado, prestino già servizio presso l'Amministrazione regionale nei centri diurni di sostegno socio-educativo per handicappati".
Lo pongo in votazione:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 31
Votanti: 27
Favorevoli: 7
Contrari: 20
Astenuti: 4 (Aloisi, Baldassarre, Pascale e Torrione)
Il Consiglio non approva.
PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 2 così come è stato emendato e lo pongo in votazione:
ART. 2
Per la nomina al posto di assistente educatore è richiesto il titolo di studio di istruzione secondaria di secondo grado integrato da attestato di assistente educatore conseguito a seguito di specifico corso di formazione professionale.
Per la nomina al posto di assistente è richiesto il titolo di studio di istruzione secondaria di primo grado integrato da attestato conseguito a seguito di specifico corso regionale di qualificazione professionale.
Le modalità di svolgimento, la durata e i programmi dei corsi di formazione professionale, di cui ai precedenti commi, saranno stabiliti dalla Giunta regionale su proposta dei competenti assessori.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 31
Votanti: 24
Favorevoli: 24
Astenuti: 7 (Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet, Riccarand e Tonino)
Il Consiglio approva.
PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 3 e lo pongo in votazione.
ART. 3
Nell'allegato A) alla legge regionale 10 maggio 1983, n. 32, sono aggiunte le seguenti qualifiche:
QUINTO LIVELLO - Assistente;
SETTIMO LIVELLO - Assistente educatore.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 31
Votanti: 24
Favorevoli: 24
Astenuti: 7 (Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet, Riccarand e Tonino)
Il Consiglio approva.
PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 4 e lo pongo in votazione.
ART. 4
Alla copertura dei posti di assistente sociale e di assistente educatore di cui al precedente articolo 1 l'Amministrazione regionale provvede con concorsi pubblici per titoli ed esami.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 31
Votanti: 24
Favorevoli: 24
Astenuti: 7 (Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet, Riccarand e Tonino)
Il Consiglio approva.
PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 5 e lo pongo in votazione.
ART. 5
Alla copertura dei posti di assistenti di cui all'articolo 1 della presente legge, l'Amministrazione regionale provvede con concorso interno, per titoli ed esami, al quale saranno ammessi i dipendenti in possesso dei prescritti titoli di studio e di qualificazione professionale.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 31
Votanti: 24
Favorevoli: 24
Astenuti: 7 (Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet, Riccarand e Tonino)
Il Consiglio approva.
PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 6.
ART. 6
Il personale inquadrato nelle qualifiche di assistente educatore e di assistente è utilizzato nei servizi, anche domiciliaci, e nelle strutture assistenziali e scolastiche di sostegno ai soggetti portatori di handicaps operanti sul territorio della Regione.
L'utilizzazione di cui al comma precedente è disposta con decreto dell'Assessore regionale alla sanità ed assistenza sociale. Per il personale da utilizzare nei servizi scolastici 11 decreto è assunto di intesa con l'Assessore regionale alla pubblica istruzione.
Nei casi di assenza prolungata e, limitatamente al periodo di svolgimento delle lezioni, il personale in servizio nelle scuole potrà essere sostituito, su segnalazione del preside o direttore didattico, anche con il conferimento di supplenze secondo l'ordine delle graduatorie di merito dell'ultimo concorso regolarmente espletato, relativo alla qualifica.
Con successivi regolamenti regionali saranno determinate le modalità di espletamento del servizio del personale di cui alla presente legge.
PRESIDENTE: All'articolo 6 vi sono gli emendamenti proposti dai Consiglieri Mafrica e Millet: il primo è il seguente:
Il terzo comma dell'articolo 6 è sostituito dal seguente: "Nei casi di assenza superiore ai tre giorni, e limitatamente al periodo di svolgimento delle lezioni, il personale in servizio nella scuola potrà, su richiesta del Preside o Direttore Didattico, essere sostituito anche con il conferimento di supplenza secondo l'ordine delle graduatorie di merito dell'ultimo concorso regolarmente espletato, relativo alla qualifica".
Lo pongo in votazione:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 31
Votanti: 27
Favorevoli: 7
Contrari: 20
Astenuti: 4 (Aloisi, Baldassarre, Pascale e Torrione)
Il Consiglio non approva.
PRESIDENTE: Do lettura del secondo emendamento all'articolo n. 6:
Al 4° comma dell'articolo 6 la parola "regionali" è sostituita con le seguenti: "del Consiglio regionale".
Lo pongo in votazione:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 31
Votanti: 31
Favorevoli: 10
Contrari: 21
Il Consiglio non approva.
PRESIDENTE: Il terzo emendamento è il seguente: Dopo il 4° comma dell'art n. 6 dopo è aggiunto il seguente nuovo comma: "Per quanto concerne gli assistenti educatori operanti nella scuola resta definita la dipendenza funzionale dalle Direzioni didattiche e dagli Istituti a cui sono assegnati e la loro partecipazione agli Organi collegiali della scuola".
Lo pongo in votazione:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 31
Votanti: 27
Favorevoli: 7
Contrari: 20
Astenuti: 4 (Aloisi, Baldassarre, Pascale e Torrione)
Il Consiglio non approva.
PRESIDENTE: Essendo stati respinti gli emendamenti pongo in votazione l'articolo 6 nel testo originario:
ART. 6
Il personale inquadrato nelle qualifiche di assistente educatore e di assistente è utilizzato nei servizi, anche domiciliari, e nelle strutture assistenziali e scolastiche di sostegno ai soggetti portatori di handicaps operanti sul territorio della Regione.
L'utilizzazione di cui al comma precedente è disposta con decreto dell'Assessore regionale alla sanità ed assistenza sociale. Per il personale da utilizzare nei servizi scolastici il decreto è assunto di intesa con l'Assessore regionale alla pubblica istruzione.
Nei casi di assenza prolungata e, limitatamente al periodo di svolgimento delle lezioni, il personale in servizio nelle scuole potrà essere sostituito, su segnalazione del preside o direttore didattico, anche con il conferimento di supplenze secondo l'ordine delle graduatorie di merito dell'ultimo concorso regolarmente espletato, relativo alla qualifica.
Con successivi regolamenti regionali saranno determinate le modalità di espletamento del servizio del personale di cui alla presente legge.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 31
Votanti: 24
Favorevoli: 24
Astenuti: 7 (Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet, Riccarand e Tonino)
Il Consiglio approva.
PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 7 e lo pongo in votazione.
ART. 7
L'onere derivante dall'applicazione della presente legge previsto in f. 350.000.000 per l'anno 1984 e in annue f. 700.000.000 a decorrere dall'anno 1985, graverà sul capitolo 20900 del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio 1984 e sui corrispondenti capitoli dei futuri bilanci.
Alla copertura dell'onere di cui al comma precedente si provvede:
per l'anno 1984: mediante l'utilizzazione per lire 350.000.000 dello stanziamento iscritto al capitolo 50000 "Fondo globale per il finanziamento di spese per l'adempimento di funzioni normali (spese correnti) del bilancio di previsione per l'esercizio 1984.
(Allegato n. 8 - Spese di funzionamento istituzionale);
per gli anni 1985 e 1986 mediante utilizzo per f. 1.400.000.000 delle risorse se disponibili iscritte al programma 1.2. personale regionale del bilancio pluriennale 1984/1986.
A decorrere dal 1987 gli oneri necessari saranno iscritti con la legge di approvazione dei relativi bilanci.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 31
Votanti: 24
Favorevoli: 24
Astenuti: 7 (Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet, Riccarand e Tonino)
Il Consiglio approva.
PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo e lo pongo in votazione.
ART. 8
Al bilancio di previsione della Regione per l'esercizio 1984 sono apportate le seguenti variazioni:
Parte spesa
Variazione in diminuzione
Cap. 50.000 "Fondo globale per il finanziamento di spese per l'adempimento di funzioni normali (spese correnti)"
£. 350.000.000=
Variazione in aumento
Cap. 20900 "Spese per il personale addetto ai servizi della Regione - stipendi, altri assegni fissi e contributi diversi a carico dell'Ente"
£. 350.000.000=
La presente legge sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione.
E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 31
Votanti: 24
Favorevoli: 24
Astenuti: 7 (Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet, Riccarand e Tonino)
Il Consiglio approva.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola per dichiarazioni di voto il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (P.C.I.): Il nostro gruppo si astiene su questo disegno di legge perché non sono stati accolti gli emendamenti proposti non da un gruppo politico ma da diverse associazioni. Contrariamente a quello che ha sostenuto il Consigliere Stevenin, oltre alla e C.G.I.L. anche la C.I.S.L, la Consulta femminile e l'associazione A.N.M.I.C. erano favorevoli alla questione del titolo di studio della scuola magistrale, quindi non si tratta di schieramento politico ma di visione del problema.
Noi siamo preoccupati perché nello sforzo di risolvere una questione si fa un passo indietro rispetto alle impostazioni che la stessa Giunta aveva avuto negli anni precedenti.
Dire, come il Consigliere Voyat, che questi operatori non hanno compiti veramente educativi e che dovranno occuparsi solo di problemi materiali ci sembra rinunciare alla possibilità che questi portatori di handicap possano imparare a leggere e scrivere, e possano avere un inserimento nella vita della scuola: ci sembra una rinuncia su cui non possiamo essere d'accordo.
La nostra è una astensione perché riteniamo che esiste il grave rischio di una separazione tra un certo tipo di operatori e altri nel mondo della scuola; secondo noi tutti quelli che operano nella scuola devono avere dei collegamenti, non una dipendenza funzionale dai ruoli, per una questione di unità di obiettivi, di convergenza di propositi, di finalità didattiche e educative.
In questo senso noi ci asteniamo perché riteniamo che la soluzione prospettata presenti dei rischi: non si è ancora capito bene come questo personale opererà, chi regolerà il suo impegno orario, se il Direttore didattico o l'Assessore alla Sanità, in quali giorni ed in quali ore farà alcune cose piuttosto che altre.
In questa situazione c'è il rischio di fare un passo indietro, un ritorno a situazioni che si ritenevano ormai superate, invece che un miglioramento sul problema dell'inserimento degli handicappati nel mondo della scuola.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola per dichiarazioni di voto il Consigliere Voyat; ne ha facoltà.
VOYAT (U.V.): Notre vote favorable est surtout soutenu par toutes les forces participant à la "Consulta degli handicappati", exclu le Conseiller Riccarand e l'A.N.M.I.C. représentée par Monsieur Bosonetto, mais si l'A.N.M.I.C. était représentée par une autre personne à la "Consulta degli handicappati" peut-être serait-elle d'accord; toutes les autres associations sont d'accord avec nous.
Sur la question de l'interprétation donnée par le Conseiller Mafrica à ce que j'aurais dis, j'affirme que ce n'est pas exact. J'ai dit que ces gens agiront dans l'école pour résoudre des problèmes éducatifs qui ne sont pas strictement liés à l'enseignement, car celui-ci restera toujours confié à l'instituteur de l'école.
PRESIDENTE: Se nessuno chiede ancora la parola per dichiarazioni di voto, passiamo alla votazione segreta sul disegno di legge n. 40.
VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 32
Votanti: 25
Favorevoli: 25
Astenuti: 7 (Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet, Riccarand e Tonino)
Il Consiglio approva
