Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 334 del 29 giugno 1981 - Resoconto

OGGETTO N. 334/81 - ATTIVITÀ DEI VARI CANTIERI DI LAVORO DIPENDENTI DALL'AMMINISTRAZIONE REGIONALE. (Interpellanza)

Presidente - Do lettura dell'interpellanza:

INTERPELLANZA

I Consiglieri regionali del Gruppo del P.C.I., Enzo Cout, Franco Carral e Igino Bajocco

INTERPELLANO

gli Assessori competenti per sapere:

1) se corrisponde a verità il fatto che la Giunta ha l'intenzione di andare a chiudere o sospendere i vari cantieri esistenti;

2) quali cantieri vi sarebbero interessati: di quali Assessorati, in base a quali criteri, per quali periodi, per quante persone;

3) se non è possibile, considerata la grave situazione occupazionale del momento, cercare di mantenere, comunque, in attività i cantieri, molti dei quali già iniziati in ritardo, operando opportune scelte di destinazione di fondi.

Presidente - Illustra l'interpellanza il Consigliere Cout. Ne ha facoltà.

Cout (PCI) - Penso che sia da tutti conosciuta la situazione occupazionale soprattutto in molte zone della Regione, che sia conosciuta la situazione della diversità di trattamento tra i vari cantieri, che sia anche conosciuta la difficoltà di funzionamento di molti di questi cantieri, e che c'è quindi, la necessità di una loro ristrutturazione e di un eventuale riaccorpamento e definizione esatta dei compiti che debbono essere assegnati a questi cantieri. Tutto questo è stato aggravato dal riparto, che continua a questo punto a provocare i suoi guasti, tanto che, da varie parti si è sentito ventilare l'ipotesi di una chiusura, o per lo meno di una sospensione di questi cantieri.

Con questa interpellanza noi vorremmo quindi sapere dagli Assessori competenti, cosa c'è di vero in questo; quali sono i criteri che saranno messi in atto per decidere per quanto tempo e quali cantieri chiudere, soprattutto che rapporto ci sarà in questa scelta tra un Assessorato ed un altro.

Presidente - Risponde l'Assessore all'Agricoltura e Foreste, Marcoz, ne ha facoltà.

Marcoz (UV) - È di norma, come tutti gli anni, che l'Assessore all'Agricoltura e Foreste sospenda i cantieri forestali nel periodo estivo, mesi luglio e agosto. Lo abbiamo sempre fatto da quando la Regione ha istituito questi cantieri. Il tempo variava, fino agli anni scorsi, fino a 15-20 giorni.

Quest'anno invece si sono visti di 30-40 giorni per due motivi. Il motivo principale è quello che non sapendo a priori, al momento della stesura del bilancio regionale quale fosse l'incidenza della contingenza, che dal 1° gennaio a giugno ha avuto un aumento di 445 lire per ora, quindi, dai dati presumibili, si pensa che a fine d'anno raddoppi, con un costo per la Regione di circa 800 milioni in più solo di contingenza; per i tempi di chiusura dei cantieri da 20 giorni si è passati a 30-35 giorni, quindi solamente 15 di giorni in più rispetto agli anni scorsi. È una cosa normale anche in seguito ai consigli dati, in sede di bilancio, dal Consiglio regionale. Si è voluto diminuire, nel cantiere forestale il numero degli operai in quanto, si diceva o si dice ancora, che questi si rifiutano di essere impiegati in altre attività collaterali tipo albergatori, una cosa o l'altra. Quindi, avendo in questo campo più disponibilità di mano d'opera, si vedrà quest'anno se veramente sono i cantieri forestali che portano via il personale a queste altre attività. Ma questo è un fatto secondario.

Come scelta di priorità, quali cantieri resteranno aperti? Saranno aperti i cantieri, come tutti gli anni, più importanti per l'Assessorato, cioè quelli che fanno attualmente i paravalanghe, non verranno chiusi. Verranno mantenuti pure i cantieri per zone franose, perché sono importantissimi, quindi quei cantieri continueranno ad andare avanti e non verranno chiusi. Lo stesso discorso vale per le arginature. Le zone alberate, i famosi parchi da pic-nic, quelli continueranno ad andare avanti, non verranno chiusi, per esempio Carè, quello che stanno ultimando adesso a Saint-Doney, a Saint-Polchet. Verranno sempre mantenuti i cantieri dei piani economici, i famosi centri di studenti, quelli non verranno chiusi nel modo più assoluto. Verranno sempre tenuti in vita i cantieri che servono per sistemare le zone, le strade franose o la pulizia delle strade. Quindi i cantieri che verranno chiusi da parte del mio Assessorato sono veramente pochissimi.

Per concludere, quindi, rispetto all'anno scorso, per me l'incidenza di chiusura per certuni cantieri aumenta solo dei 20-30 giorni, non di più.

Presidente - La parola all'Assessore ai Lavori Pubblici, Borbey.

Borbey (DC) - In linea di massima la previsione è che i cantieri dei Lavori Pubblici siano chiusi per un mese e mezzo, due al massimo, per mancanza di fondi. Abbiamo già chiuso quello di Saint-Rhémy, e tendenzialmente, cercheremo di tenere aperto il più possibile quello di Aosta, anche perché la situazione della occupazione là è più critica che in altre parti, almeno rispetto alle persone che fanno parte di questo cantiere, perché ci sono molte persone che appunto hanno determinate prerogative che non possono andare in altre imprese e via dicendo. Mi riferisco anche ad un caso particolare, di una persona nel cantiere di lavoro di Cogne.

Presidente - Gli interpellanti intendono prendere la parola per la replica?

La parola al Consigliere Cout.

Cout (PCI) - Non penso che queste risposte ci possano far dire di essere soddisfatti completamente. Infatti le risposte confermano quella che era la nostra paura, cioè che la Regione non faccia delle scelte in questo senso, se il riparto arriverà in ritardo, ci sono, secondo me, dei lavori che possono aspettare, per cui il ritardo di un mese, di due mesi, di tre mesi non porterebbe dei grossi disguidi. Ci sono invece delle scelte che la Regione deve fare, per quanto riguarda la garanzia di una occupazione, in molti di questi cantieri, soprattutto nella Bassa Valle, ci sono una serie di persone, mano d'opera maschile e femminile, che sono state impiegate nei cantieri proprio per tamponare quella che è una situazione grave e che si sta sempre più aggravando. Quindi, sia per i cantieri della forestale che per quelli dei lavori pubblici, ci sarebbe dovuta essere, da parte della Regione, una garanzia di continuità anche per questi mesi, perché a questi operai, una volta che hanno perso il loro mese di stipendio, per la chiusura di questi cantieri, non ci sarà nessuno che glielo potrà rendere; e mi stupisco anche quando si dice che questi operai, questa mano d'opera potrebbe essere trasferita da altre parti, negli alberghi o in altri luoghi di lavoro. La situazione è quella che è. Se non diamo delle garanzie, se questi operai sanno che negli alberghi o in altri posti di lavoro potranno essere occupati per un mese o due, mi chiedo quale prospettiva seria hanno di lavoro queste persone e chi è che li può obbligare ad iniziare un lavoro per cui c'è una garanzia solo per un mese o due? C'è già una situazione occupazionale difficile in alcune zone della Valle, dove ci sono delle famiglie in cui c'è una sola persona che lavora, mentre un anno, due anni fa, c'erano due o anche tre persone che lavoravano, è quindi una situazione che sta diventando sempre più difficile ed io direi che prima di fare altre scelte sul bilancio, o di non fare delle scelte, bisognerebbe pensare prima di tutto all'occupazione, soprattutto a quelle situazioni che stanno diventando sempre più critiche.

Quindi inviterei caldamente la Regione a meditare su queste cose, eventualmente fare delle scelte anche di bilancio, di spostamento di destinazione di fondi.