Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 387 del 28 febbraio 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 387/VIII - AFFIDAMENTO DI INCARICHI FIDUCIARI TEMPORANEI A TRE VICE COMMISSARI ADDETTI AI SERVIZI DI CONTROLLO REGIONALE PRESSO LA CASA DA GIOCO DI SAINT-VINCENT.

PRESIDENTE: Do lettura della delibera in oggetto allegata al punto 28 dell'ordine del giorno:

IL CONSIGLIO

DELIBERA:

1°) di affidare ai Signori:

a)...................................................................

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il.....................................................................

b)...................................................................

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c)....................................................................

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l'incarico fiduciario di espletare le mansioni di Vice Commissario regionale addetto ai servizi di controllo regionale presso la Casa da Gioco di Saint?Vincent, a decorrere dal e sino al , salvo eventuali proroghe;

2) di delegare alla Giunta regionale la determinazione del relativo trattamento economico dando atto che la spesa conseguente graverà sui Capitoli 20900 e 21400 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1984 (20900 "Spese per il personale addetto ai servizi della Regione" 21400 "Spese per la corresponsione di premi ...... al personale della Casa da Gioco di Saint-Vincent"), che presentano la necessaria disponibilità ed, eventualmente, sui corrispondenti Capitoli di spesa del bilancio preventivo per gli anni successivi.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.): Après avoir fait de longs pourparler et une longue expertise sur les caractéristiques des différentes personnes qui pouvaient accéder à cette charge selon l'avis des experts de la matière, nous soumettons à l'attention du Conseil et nous nous souhaitons que puissent avoir votre confiance les noms suivants:

- VALLET Graziano, né à Aoste le 29 octobre 1933;

- LIMONET Renato, né à Aoste le 20 mai 1946, résident à Charvensod;

- PERRIN Livio, né à Torgnon le 28 septembre 1949, résident à Torgnon, hameau de Champagnod.

D'après ce que nous connaissons des trois personnes que nous avons indiquées, et nous savons que plusieurs Conseillers les connaissent, on sait qu'ils ont de bonnes relations avec les populations de leurs pays. Pour le reste, vu que c'est un rapport de confiance, que c'est un rapport à terme, nous pensons qu'il n'y a pas besoin d'avoir d'autres "curriculum" sur les personnes nommées.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.

BALDASSARRE (P.S.D.I.): Abbiamo assistito alla spartizione dei pani! Io che non sono un cattolico debbo dare atto che è una spartizione perfetta, in quanto Limonet dovrebbe essere un funzionario o un attivista della Democrazia Cristiana, Vallet dovrebbe avere qualche carica all'interno dell'Union Valdôtaine, Perrin non so chi sia ma, come suggeriscono alla mia destra, dovrebbe essere un D.P.: questo significa una perfetta spartizione dei pani.

Chiusa la parentesi, io non riesco a capire il diverso comportamento della Giunta che per posti da controllore ha indetto un concorso per titoli ed esami, mentre per quanto concerne l'incarico a tempo determinato dei vice-commissari ha scelto la strada partitica. Secondo me era più coerente scegliere anche in questo caso la strada dei concorsi.

Ma io vorrei fare una piccola parentesi, se mi è permessa: i controllori, come i vice-commissari, sono stati messi in libertà provvisoria. Io ho avuto modo di leggere la motivazione di questi provvedimenti da parte dei Giudici di Torino e non risulta che i controllori siano pericolosi per loro stessi e per la società. Oltretutto mi sembra che sia prevista, anche perché è stata fatta richiesta da parte dei controllori, la possibilità di un reinserimento nel posto di lavoro. Siccome questi non sono stati ancora rinviati a giudizio, io chiedo ufficialmente che vengano rimessi nelle loro funzioni, sia i commissari, sia i vice-commissari, almeno fino al rinvio a giudizio. Quando poi ci sarà il rinvio a giudizio si potrà prendere anche un altro provvedimento di sospensione.

Io chiedo cortesemente al Presidente della Giunta di essere preciso: per questi tre posti da vice-commissario, nello stato giuridico del personale della Regione è scritto che è necessario un diploma di laurea, perché mi sembra facciano parte della carriera direttiva. Non so che titolo di studio possano avere Vallet, Limonet e Perrin. Quindi, poiché questi tre probabilmente non hanno il titolo di studio necessario per occupare un posto che, credo, sia di ottavo livello, io chiedo come possano essere nominati vice-commissari, a parte il metodo scelto, senza il titolo di studio necessario.

Signor Presidente, Signori della Giunta: state attenti perché è pericoloso fare queste cose. Ecco, fatta questa breve precisazione, io personalmente voterò contro questo provvedimento.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Signor Presidente, io non l'ho invidiato in questa sua incombenza: l'ho detto anche forte a mò di battuta, lo ripeto adesso in sede di intervento. Ho notato, se mi consente, un minimo di imbarazzo da parte sua, perché non credo che sia frutto di una sua personale convinzione il proporre tre nominativi scelti attraverso il metodo della lottizzazione selvaggia e volerceli far passare per una scelta oculata, ponderata e che è giustificata, mi consenta, dal suo punto di vista con il fatto che questi tre Signori hanno delle buone relazioni bon le popolazioni dei loro paesi.

Vivaddio! Anch'io ho delle buone relazioni con i cittadini della mia città e non ho ancora avuto l'ardire di propormi, almeno per ora e senza voler porre dei limiti alla Provvidenza, per un incarico di questo tipo! Credo che sarebbe stato più opportuno, a mio avviso, che la Giunta regionale, nei confronti di questo problema, avesse usato un'ottica completamente diversa e avesse ragionato non più in termini partitici, ma in termini politici.

Ci siamo detti in quest'aula, centinaia di volte, che era necessario cambiare rotta: l'ha affermato il Presidente della Giunta, e noi l'abbiamo apprezzato per questo. Tutti abbiamo detto con giudizio unanime, che bisogna lanciare alcuni segnali all'opinione pubblica, che bisognava tranquillizzarla, che bisogna farle vedere che questo nuovo Governo presentava alcune novità rispetto al passato, proprio per dare un segnale alla stessa opinione pubblica del cambiamento di rotta. Io, invece, mi trovo di fronte a tre designazioni che mi ricordano, e così faccio un riferimento personale, i "gloriosi anni del centro sinistra", detto tra virgolette, in cui si lottizzava tutto. Però allora si era in un periodo di relativa tranquillità, mentre ora abbiamo, come dicevo, l'opinione pubblica estremamente scossa, abbiamo gli fochi della Magistratura sul Casinò, abbiamo la necessità e l'esigenza di riconsiderare il modo di essere della Regione nei confronti del Casinò e, di fronte a queste tre esigenze principali, la Giunta viene qui e ci propina tre nominativi di sua fiducia e ciò è l'unico dato di fatto che consente alla Giunta di dire che questi tre nominativi sono proponibili.

Sul piano della professionalità, Signor Presidente e me lo consenta, perché non parlo di altre doti, qui siamo a livello di gente che arriva al Casinò e può sapere di Casinò quanto ne so io. Obiettivamente non mi risulta che nessuno dei tre abbia un'esperienza specifica di lavoro eppure queste tre persone sono chiamate, anche se attraverso l'escamotage di una legge sulla quale mi soffermerò dopo, perché avevo ragione io a non votarla in quanto nascondeva alcuni trabocchetti e, anche se in Commissione sono stato tacciato di vedere il pelo nell'uovo, mi sono in seguito accorto che si trattava di una trave, ma fortunatamente se ne sono accorti anche dei colleghi presenti in quella stessa riunione, ebbene queste tre persone sono chiamate a sostituire, bene o male, tre persone di ruolo.

Forse il Consigliere Baldassarre non ricorda che in uno degli ultimi Consigli per rendere possibile questa operazione, abbiamo approvato la legge regionale che consentiva alla Giunta di dare degli incarichi fiduciari. Io dissi, in quell'occasione, che le norme che riguardavano la possibilità, per coloro che sono già dipendenti regionali, di essere trasferiti al Casinò, erano talmente restrittive da non consentire una scelta all'interno dell'Amministrazione. Dissi allora che prevedere l'istituto dell'aspettativa senza assegni per coloro che sono già dipendenti regionali, per essere trasferiti al Casinò dalla Regione, significava disincentivare qualsiasi possibilità per costoro di andare a lavorare. Perché l'aspettativa senza assegno, oltretutto, interrompe il rapporto di impiego e quindi è come un periodo vuoto nella carriera di un individuo, con l'ulteriore aggravante che queste persone, tra l'altro già dipendenti regionali, sono iscritte alla Cassa Dipendenti Enti Locali, la C.P.D.E.L., mentre sappiamo benissimo che i dipendenti del Casinò sono ancora iscritti all'I.N.P.S..

Io mi permisi di dire queste cose, ricordando che, se la scelta doveva essere interna, non doveva comportare dei vincoli talmente rigidi da rendere impossibile ad un dipendente regionale, capace e volenteroso, di assumere un incarico di questo tipo. Mi si diceva che ero uno che piantava grane, che non dovevo dire quelle cose perché c'era l'esigenza di fare in fretta, e la fretta, Signor Presidente, è stata una cattiva consigliera: lo vediamo adesso.

Questo per quanto riguarda gli incarichi fiduciari ai tre nuovi dipendenti, perché in effetti la Giunta con quella legge ha scelto di lasciare da parte la possibilità di coprire questi posti con un aumento, per esempio, dell'organico che era fattibile sul piano tecnico, ed ha scelto di ricorrere al metodo della fiducia. Per carità! Il Presidente della Giunta ha ragione di dire che gli incarichi che noi stiamo per conferire sono assolutamente legittimi! La cosa che io gli contesto è che non sono opportuni, perché non garantiscono che il funzionamento del controllo sia più efficace di quello che abbiamo e non consentono di valutare se quelle persone sono obiettivamente adatte a lavorare in un ambiente come quello del Casinò.

I posti di vice-commissari, per una vecchia regolamentazione, sono tre, inseriti nell'organico, mentre il posto di commissario è fuori ruolo. Ora la disparità è notevole perché, se noi procediamo secondo la tabella organica, dobbiamo trovare delle persone che sono in possesso di un titolo di studio per accedere ai posti della carriera direttiva. Se invece procediamo attraverso incarichi fiduciari, questo vincolo cade e quindi, anche se sotto certi aspetti la laurea non costituisce un titolo di merito dequalifichiamo la nostra scelta perché non abbiamo del personale in possesso dei requisiti che erano previsti per coloro che fino all'altro ieri ricoprivano quell'incarico.

Le chiedo, Signor Presidente, se in questa intera vicenda dei controllori non era possibile procedere senza una fretta eccessiva e con maggior oculatezza. La nomina di questi tre vice--commissari si inserisce nella vicenda che interessa l'intero corpo dei controllori regionali, che sono sospesi dal servizio e sono in attesa che l'Amministrazione si pronunci sulla loro eventuale riassunzione. Su questo argomento, effettivamente, abbiamo una remora che è rappresentata da una deliberazione della Giunta regionale che dava incarico ad un avvocato di tutelare gli interessi dell'Amministrazione nei confronti dei controllori. Si tratta di una specie di costituzione di parte civile anche se qualcuno contesta che sia una costituzione, comunque rimane questo tipo di atteggiamento. Se si vuole, quindi, ritornare indietro e riprendere in esame il discorso dei controllori c'è da modificare innanzitutto l'atteggiamento della Giunta, attraverso l'eventuale revoca di quella deliberazione. In secondo luogo è da vedere se, nei confronti di questi controllori, è possibile non applicare l'istituto della sospensione cautelativa; che la Giunta ha adottato in virtù del fatto che in quel momento era in corso un mandato di arresto ed i controllori erano praticamente impediti a prestare la loro attività. Se il provvedimento della Giunta era giusto quando i controllori, il commissario ed i vice-commissari erano in stato di arresto, non lo era più quando sono stati rimessi in libertà. La Giunta aveva due strade da seguire: o riconfermare la sospensione cautelativa, o prendere in esame, eventualmente, la possibilità che questi dipendenti venissero reintegrati in attesa della fine dell'istruttoria. Quindi, come prescrive il regolamento organico, in attesa del rinvio a giudizio o dell'assoluzione, potevano essere reintegrati. Stando anche ad un parere legale, mi sembra che questa possibilità ci fosse. Comunque si tratta di una scelta che la Giunta regionale deve spiegare anche perché mi sembra che proprio in questi giorni i controllori regionali abbiano inoltrato una richiesta specifica per il loro reintegro in servizio. Forse su questa materia, per non creare ulteriori elementi di confusione, sarebbe stato bene definire, a mio avviso, il problema di coloro che sono sospesi dal servizio, dopodiché assumere i provvedimenti di conseguenza, qualora questa strada non fosse stata praticabile da parte della Giunta per motivi di ordine giuridico e di eventuale contrasto bon il regolamento organico. Qui invece procediamo con provvedimenti tampone. Mi consenta, signor Presidente, stiamo discutendo della nomina dei vice commissari, poi troviamo con una ulteriore delibera di aumento del compenso al commissario, sulla quale chiaramente diremo anche il nostro pensiero.

Mi sembra che si proceda per tentativi. E' vero che la materia è difficile e complessa, però è altrettanto evidente che la Giunta non ha un suo atteggiamento univoco su questo argomento del Casinò. Io mi ero permesso di dire che anche il discorso dei controllori poteva essere affrontato in maniera diversa, mentre la Giunta regionale ha ritenuto opportuno procedere bon una prova di selezione per l'assunzione di personale provvisorio. A mio avviso, la Giunta avrebbe potuto rendere definitivo l'assetto del controllo regionale: visto che il Commissario ha detto che i controlli dovevano essere perlomeno raddoppiati per essere funzionali, bastava aggiungere due righe alla legge o alla delibera, modificando il numero dei posti in organico e portandoli da 28 a 50. Si assumevano i nuovi controllori e li si immetteva direttamente in ruolo, senza farli passare attraverso un prova di selezione, attendendo nel contempo il responso della magistratura nei confronti dei sospesi. A questo punto si sarebbe dovuto o sopprimere qualche posto, qualora i controllori vecchi dovessero essere licenziati, oppure si sarebbe dovuto riaggiustare l'organico. Era un'operazione possibilissima sia sul piano tecnico che sul piano giuridico, e sarebbe stata forse la strada migliore per affrontare in maniera organica il discorso del controllo al casinò.

Si è scelta questa strada, ma siccome noi riteniamo che sia essenziale avere un corpo di controllori che sia efficiente ed efficace, per l'Amministrazione, ebbene allora noi riteniamo di non poter accettare l' atteggiamento della Giunta che procede attraverso incarichi fiduciari che, se anche legittimi, non rispondono a criteri di opportunità.

In secondo luogo, riteniamo che sul problema Casinò la Giunta abbia assunto atteggiamenti contrastanti: questa volta abbiamo il problema dei Vice commissari; nel Consiglio precedente avevamo il problema della trattenuta del 25% sul pagamento delle decadi da parte della SITAV, sul quale io mi augura che la Commissione di Coordinamento abbia espresso il suo parere, e vediamo ora che anche in quest'ultimo caso si procede per tentativi.

Sig. Presidente, lo dico con rammarico, e bon il cuore in mano, la gente ha bisogno di avere un'altra immagine dei rapporti tra la Regione autonoma Valle d'Aosta e il Casinò di Saint Vincent. Non credo che sia utile a questa Giunta presentarsi all'esterno bon l'immagine della lottizzazione dei tre nominativi per assegnare gli incarichi al Casinò di Saint Vincent.

Credo che questa sia l'immagine di una Giunta che non ha capito che qualcosa è cambiato anche nell'opinione pubblica, che c'è un'altra esigenza che sale dal basso e che esige che le questioni di carattere partitico vadano risolte in un modo, mentre le questioni di carattere politico debbano essere risolte nell'ambito istituzionale. Se non fossimo caduti nella trappola della legge, che è estremamente restrittiva, per non dire vessatoria, nei confronti dei dipendenti regionali, io avrei visto bene una gestione transitoria che dipendesse direttamente dalla regione.

Credo di interpretare anche il pensiero della Giunta, ringraziando pubblicamente coloro che, in questi mesi, in una situazione difficile, hanno prestato la loro opera apprezzata all'interno del Casinò di Saint Vincent. Io credo che sarebbe stato un vantaggio notevole poter continuare ad affidare incarichi a questi dipendenti regionali, sarebbe stato effettivamente un atto che avrebbe evitato delle polemiche su un argomento in cui le polemiche purtroppo a questo punto non fanno che lievitare. Avrebbe dato la sensazione che in effetti sul problema del Casinò c'era ancora da esprimere un giudizio che si sarebbe potuto esprimere fra due o tre, affrontando con un'altra tranquillità d'animo il problema dei controlli.

Queste sono le osservazioni che noi avevamo da fare. Purtroppo ci rammarichiamo, e lo diciamo sinceramente, che questo tipo di atteggiamento abbia presieduto alle decisioni della Giunta e aspettiamo un'altra volta in questo Consiglio un atto che sia il segno reale di un cambiamento.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Ancora due giorni fa, quando il Presidente della Giunta, nel corso della manifestazione sull'autonomia, disse alcune cose noi gli credemmo. In quell'occasione il Presidente della Giunta aveva fatto riferimento alle vicende della Casa da Gioco parlandone come di un terremoto che aveva sconvolto la Valle d'Aosta e su cui bisognava meditare per cambiare tutto quello che c'era da cambiare.

Noi pensavamo che quell'intendimento fosse sincero, ma questa deliberazione ci fa in parte ricredere. Credevamo che fosse volontà della Giunta regionale, nella soluzione delle tante questioni aperte sulla Casa da Gioco, avere un consenso più ampio di quello della sola maggioranza, avvalersi del contributo di tutto il Consiglio, non continuare bon decisioni unilaterali della maggioranza, della Giunta o magari del suo Presidente. Oggi, al momento della nomina dei vice commissari, vediamo invece che non si vuole assolutamente cambiare strada, che ci si presenta, a pochi mesi da fatti che hanno colpito gravemente l'opinione pubblica, con un provvedimento che non può essere definito in altro modo che come una indegna spartizione di potere.

Noi non riusciamo a comprendere perché si è voluto procedere in questo modo. Innanzitutto, riprendendo le domande già fatte da altri Consiglieri, ci chiediamo: Perché non si sono utilizzati per un incarico temporaneo, quei dipendenti regionali che in questi mesi hanno prestato la loro opera presso la Casa da Gioco per queste funzioni. In secondo luogo ci chiediamo se l'incarico fiduciario della Giunta può prescindere dai titoli che vengono richiesti normalmente per espletare queste funzioni, cioè se questi signori, proposti dalla Giunta, hanno i titoli che vengono richiesti per poter essere ammessi ad espletare l'incarico di vice commissario. In terzo luogo, sapere come mai si procede alla nomina di tre vice commissari quando soltanto due, per quello che ci risulta, sono i sospesi. E ancora, ammesso che tutte le altre questioni siano risolubili, ci chiediamo se queste persone hanno la competenza per affrontare una situazione delicata che già si è manifestata creando gravi problemi per l'Amministrazione regionale.

A noi sembra che l'unico criterio seguito e utilizzato dalla Giunta, sia quello dell'appartenenza ad un partito, della spartizione e della lottizzazione dei posti, quindi della distribuzione di questi tre incarichi tra persone in qualche modo legate a tre partiti della maggioranza.

Dobbiamo dire che, se questa è la strada che si vuole seguire per affrontare la situazione della Casa da Gioco, ed i problemi che ancora ci sono da risolvere, a nostro giudizio si commetteranno altri errori e ci saranno ancora delle conseguenze che ricadranno sulla popolazione valdostana.

Noi quindi esprimiamo il totale dissenso su questa scelta, chiediamo al Presidente della Giunta se ha qualche altra spiegazione da darci, oltre a quelle che ci da brevemente, perché ci sembra che con questa decisione si voglia realmente continuare su strade che si sono rivelate sbagliate e non tenere conto della lezione dei fatti precedenti.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi. ne ha facoltà.

ALOISI (M.S.I.): Oggi stiamo a scandalilizzarci sulla lottizzazione di tre vice commissari. Però nessuno di voi o di coloro che mi hanno preceduto ha messo in risalto che questo tipo di lottizzazione avviene dal 1948 fino ad oggi. Ultimamente la lottizzazione c'è stata anche quando si è fatto il concorso per i controllori regionali ed ha riguardato tutti i partiti, dal P.C.I alla D.C.

Questo è il sistema che vige in Valle d'Aosta ed in Italia, il sistema delle lottizzazioni che ha portato al degrado delle istituzioni di questa nostra repubblica: tutti abbiamo visto i famosi blitz!

Comunque io volevo brevemente limitarmi, ripetere ciò che è già stato detto da altri, sugli ultimi tre vice-commissari che sono stati nominati: il signor Vallet, il signor Perrin ed il signor Limonet. Uno della D.C., uno dell'U.V. e l'altro dei Democratici Popolari o dell'U.V. Progressiste, non si capisce bene. Questi personaggi, il signor Vallet ed il signor Perrin, avevano partecipato nel 1981 al concorso per controllori regionali e, guarda caso, uno è arrivato 28°, l'altro 30°, mentre persone che oggi svolgono queste mansioni al Casinò di Saint Vincent, arrivate molto prima di loro con delle capacità e con una professionalità molto maggiore, non sono state prese in considerazione.

Non possiamo quindi accettare questo sistema di lottizzazione. Il Casinò è un ambiente particolare, un ambiente dove ci vuole della gente preparata, valida e capace.

Il criterio più logico era quello di individuare, nell'ambito di coloro che attualmente ci lavorano, le persone ritenute più idonee. In questo senso c'era stata anche una richiesta da parte del Commissario regionale il quale aveva fatto delle proposte che non sono state prese in considerazione, ma si è voluto comunque lottizzare. Quindi voterò contro a questa delibera.

Volevo inoltre ricordare alla Giunta il dramma che stanno vivendo gli ex controllori regionali. Noi li vediamo, quando siamo qui riuniti in Consiglio, quasi tutti i giorni e ci ascoltano, ci seguono e aspettano da noi che si faccia qualcosa di concreto per loro. E' un invito che faccio alla Giunta ed al Presidente! Quei controllori sono i meno responsabili di questa situazione, però sono coloro che hanno pagato più di tutti. Allora mettiamoci una mano sulla coscienza, cerchiamo di riflettere e cerchiamo di fare il possibile per reintegrarli, perché c'è la possibilità di farlo. Quindi è una questione di coscienza, non si possono abbandonare venti famiglie, venti giovani che trepidano giorno dopo giorno. Diamo il nostro contributo, facciamo tutto ciò che è possibile per reintegrarli nel loro posta di lavoro!

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Voyat; ne ha facoltà.

VOYAT (U.V.): Sincèrement je ne comprends pas la rage avec laquelle se sont exprimées les forces de l'opposition sur cette question. Si le Président du gouvernement vous a proposé trois nominatifs je crois que de la part de l'opposition il y a aussi la possibilité de proposer d'autres nominatifs et ce sera le Conseil régional à voter.

Je crois qu'à ce moment c'est la majorité du Conseil qui va exprimer la volonté du Conseil et je ne comprends pas pourquoi en ce même moment devrait être la majorité à demander à l'opposition ce qu'on doit faire de la part de la majorité.

Deuxième chose: il ne faut pas confondre la situation des contrôleurs avec celle du commissaire adjoint. En effet, nous savons très bien que, pour les premiers, il y aura en tout cas, après une modification de la loi vu que le gouvernement régional a déjà dit qu'il serait nécessaire, au bout de quelque temps d'augmenter "l'organico" des contrôleurs au Casino, la possibilité de faire un concours, réservé à tous ceux qui ont fait la sélection.

En revanche, nous savons très bien que les commissaires adjoints n'auront aucune possibilité de participer à ces concours, s'ils n'ont pas certains titres d'étude, parce que la loi parle extrêmement clair: "I vice commissari devono avere la laurea". Donc, si ces gens n'ont pas la licence, ils n'auront pas la possibilité de participer au concours.

Tout cela évidemment, si la magistrature retiendra que les commissaires adjoints qui à ce moment sont encore en preuve, ne pourront plus exercer cette fonction.

Il y a aussi une autre chose à dire: peut-être que le partage, comme on dit maintenant pour les commissaires adjoints, soit existé aussi dans le concours que nous avons fait pour les contrôleurs. Ecoutez, d'autre part tout le monde sait que dans cette commission il n'y avait personne de l'U.V., il avait quand même l'Assesseur au Tourisme, il y avait un autre conseiller de la majorité, il y avait aussi un conseiller de la partie de l'opposition, mais dans cette commission il n'y avait personne de l'U.V., ce n'est pas une question de partage, de la partie de la majorité au moins. Sur le problème du rengagement des contrôleurs je crois que maintenant nous avons la possibilité d'en discuter soit dans la commission spéciale "Affari generali et Chefs des Groupes", soit au sein du Conseil régional, parce que ni l'Union Valdôtailine, ni les forces de la majorité, je crois, ne voudrons pas s'assumer certaines responsabilités sans l'appui des autres forces politiques.

Si le Conseil régional, les forces de l'opposition et les forces de la majorité, diront que les contrôleurs devront rentrer dans leurs fonctions et contrôler les intérêts de l'Administration Régionale à l'intérieur du Casino, évidement, ce ne sera pas l'U.V. à être contraire, mais nous voulons discuter( de ça avec toutes les forces. Nous voulons connaître, à ce moment, ceux qui seront favorables et ceux qui seront contraires. Si ce n'est pas le moment nous aurons la possibilité d'en discuter en commission et sans doute il nous sera permis dans l'avenir d'en discuter, ici, au Conseil et toutes les forces pourront exprimer leur opinion: si ces gens devront rentrer au Casino, s'ils ne devront pas y rentrer, s'il devront attendre encore et ne pas travailler.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Borbey; ne ha facoltà.

BORBEY (D.C.): Non avrei chiesto la parola se avessi saputo quello che il Consigliere Voyat ha risposto al Consigliere Aloisi, ma intervengo ugualmente per ragioni di chiarezza perché mi sembra che gli interventi dei Consiglieri regionali aumentino la confusione e confondano le idee al pubblico.

C'è stato un concorso: normalmente la Commissione ha un Presidente che è generalmente l'Assessore competente per settore. Questo concorso doveva essere presieduto dal Presidente della Giunta il quale, per mancanza di tempo in seguito ad impegni a Roma per la Conferenza dei Presidenti, è stato sostituito quale Presidente di questa Commissione dal sottoscritto, come Assessore competente per settore, in quanto sin dal 1978 i controllori erano sotto le direttive dell'Assessorato al Turismo.

Oltre a chi vi parla, facevano parte della Commissione un Consigliere di minoranza ed uno di maggioranza (giustamente il Consigliere Voyat ha detto che il movimento di maggioranza relativa, che comprende nove Consiglieri non era rappresentato nel concorso), il segretario generale della Regione ed il membro esperto, a cui non abbiamo chiesto la tessera politica.

I due componenti politici non hanno senz'altro interferito nel lavoro del membro esperto, il quale era enormemente preso dal suo impegno perché sentiva di dover fare in pieno il proprio dovere, in quanto sapeva che si trattava di un concorso molto delicato. C'erano inoltre, nella Commissione, anche il rappresentante dei sindacati, il Dott. Sosso, nominato dalle organizzazioni sindacali, e due professori di francese per la prova preliminare.

Spero che quanto ho detto serva a fare un pò di chiarezza e a non aumentare la confusione: francamente avremmo fatto volentieri a meno d'essere commissari in quel concorso.

Se il Consigliere Aloisi ci tiene la prossima volta farò in Giunta il suo nome come Consigliere di minoranza nelle commissioni selezionatrici per alcuni concorsi dove, ad esempio, per sedici posti ooncorrono 320 candidati.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (N.S.): Credo che le osservazioni e gli interrogativi posti nei precedenti interventi abbiano già indicato chiaramente perché questa deliberazione, proposta dalla Giunta, non può essere accettata dal Consiglio. Ci sono troppi punti interrogativi, troppe osservazioni che lasciano perplessi.

Anzitutto il fatto che, improvvisamente si scopra la necessità di coprire i tre posti vacanti di vice commissario quando, come diceva giustamente il Consigliere Mafrica in precedenza, il posto del vice commissario Bich è stato ed è tuttavia vacante, credo dal '78, cioè da moltissimo tempo, senza che si sia mai sentita questa urgenza inderogabile di sostituirlo.

In questo momento, invece, si vuole approfittare della situazione non solo per coprire i posti delle due persone sottoposte a procedimento giudiziario, ma anche il posto di Bioh che è in aspettativa in quanto ricopre la carica di sindaco della città di Aosta.

In secondo luogo, la domanda che tutti si pongono è la seguente: visto che ci troviamo in una situazione di attesa e di transizione, in cui ci saranno delle decisioni di che spettano alle autorità giudiziarie, perché prendere delle decisioni politiche, che spettano alla Giunta ed a questo Consiglio, per quanto riguarda il ruolo dei controllori regionali sospesi dal servizio? Perché, in attesa di tali decisioni, che saranno prese al più presto possibile, non si trova il modo per affidare questi incarichi temporanei ad altri dipendenti regionali che già sono in servizio e che possono continuare, in un lasso di tempo evidentemente limitato e breve, a svolgere questa funzione sostitutiva così come è avvenuto nei tre mesi appena trascorsi?

Questa deliberazione è ingiustificata nelle sue motivazioni, è eccessiva nel modo in cui viene impostata, nelle intenzioni che le stanno dietro ed è profondamente sbagliata nel tipo di logica che essa esprime.

Mi rare che il nodo di fondo che emerge da questa deliberazione sia che la filosofia che la ispira sia completamente inaccettabile e indichi che non si è affatto colta la lezione che viene dagli avvenimenti del Casinò di Saint-Vincent. Credo che chi ha fatto parte e fa parte della Commissione di indagine del Casinò, ma anche tutti gli altri Consiglieri regionali in questi mesi abbiano avuto una serie di elementi per rendersi conto che, nel servizio di controllo presso il Casinò di Saint Vincent, esisteva tutta una serie di disfunzioni che solo in minima parte erano e sono imputabili ai dipendenti regionali che svolgevano l' attività di controllo, ma che derivavano soprattutto e anzitutto da ohi guidava questo corpo di controllori, dal Commissario regionale il quale aveva dietro di sè una particolare logica che per tradizione portava alla nomina di una certa figura di Commissario regionale, nominato in base ad una spartizione, in base a quella che qui è stata chiamata la "lottizzazione delle ariose" e non in base a determinate esigenze ben precise, a determinati obiettivi che si volevano raggiungere, a determinati requisiti che si dovevano avere.

Oggi si ripropone la stessa logica, per cui abbiamo delle nomine che rispondono ad un interesse di partito, ad un equilibrio nei rapporti di forza tra i partiti e non a una logica che parte dalla necessità di ricoprire in modo efficiente quel posto.

Questo tipo di logica viene poi estesa a livello dei vice-commissari, e questo pur sapendo quali guasti abbia già provocato: sintomatico di ciò è il fatto che il Presidente della Giunta, nell'indicare i requisiti che giustificherebbero l'indicazione dei Signori

Limonet, Vallet e Perrin, come adatti a questo scopo, abbia indicato come unico requisito il fatto che hanno dei rapporti positivi bon la popolazione dei loro comuni. Secondo me questo elemento è irrilevante rispetto all'obiettivo che qui si vuole raggiungere: si tratta di una motivazione completamente ridicola, che testimonia la volontà di continuare bon il vecchio sistema che ha prodotto i frutti che sappiamo, non solo, ma lo si vuole aggravare.

Faccio un accenno anche all'oggetto che discuteremo più avanti e che è strettamente collegato a questo perché ha alla base la stessa filosofia, ed è quello che riguarda il rammento economico che viene proposto al commissario regionale provvisorio attualmente in servizio al Casinò di Saint Vincent.

Anche in questo caso si segue la stessa logica: sembra che i guai, le inefficienze, il problema dei controlli regionali al Casinò di Saint-Vincent siano derivati dal fatto che c'erano poche persone e che erano pagate poco. Non è questo il motivo di fondo che ha determinato la situazione attuale e non si risolve questo problema allargando a dismisura il numero di controllori e neppure adottando certi metodi nell'individuare chi deve coordinare il ruolo di questi controllori.

Questi problemi non si risolvono neppure aumentando gli stipendi: sono altri i correttivi che vanno cercati.

Ho sentito che in sede di Commissioni consiliari si è accennato al discorso della rotazione dei dipendenti regionali che prestano questo tipo di servizio. che comporta dei disagi e dei

contatti bon un ambiente difficile. Sono altre le strade che vanno percorse e che non sono certamente quelle della monetizzazione selvaggia, come emerge da certi documenti che ci propone la Giunta e tantomeno quella di una lottizzazione selvaggia come. emerge da questa deliberazione.

Quindi il voto di Nuova Sinistra sarà negativo rispetto a questo provvedimento: chiediamo che la Giunta ci ripensi e, se possibile, lo ritiri. Chiediamo ancora che la Giunta imposti tutta questa problematica in termini diversi e molto più chiari di quelli attuali.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Bajocco; ne ha facoltà.

BAIOCCO (P.C.I.): Se il Casinò fosse stato aperto prima del 1945 forse tutti quelli che vi lavoravano avrebbero avuto la tessera del partito fascista. Ne abbiamo un grande esempio: nelle prefetture, nelle province e nei comuni, potevano lavorare solo quelli che avevano la tessera del fascio littorio, quelli che seguivano la dittatura di Mussolini. Noi contro questo stato di case abbiamo combattuto e combatteremo sempre, perché noi crediamo nella libertà, crediamo che nei posti di lavoro le persone debbano accedere bon regolare concorso, grazie alla propria volontà alla propria intelligenza.

Non vorrei le forze di maggioranza si comportassero come diceva il Consigliere Voyat: "Voi siete all'opposizione, noi siamo la maggioranza. Presentate altri nomi...". Lo sappiamo che se la minoranza non ha la forza non può fare un'alternativa.

Ma veniamo alle tre persone che voi oggi presentate, tre persane con una tessera ben precisa: uno è responsabile dell'organizzazione della Democrazia Cristiana, una persona benemerita nel comune di Charvensod. Io sarei preoccupato, mio caro Presidente, di fare certe affermazioni, perché non penso che a Charvensod non vi siano altre persone che abbiano la stima della popolazione. La stessa cosa può dirsi per Sarre, dove non credo che esista il solo Vallet ad avere la stima e la fiducia della popolazione. Perrin non lo conosco, e quindi non posso dare di lui alcun giudizio.

Ma io vorrei aggiungere un'altra cosa: noi spendiamo come Regione diversi miliardi per creare pochi posti di lavoro. Io credo che sia giusto che anche l'Amministrazione Regionale intervenga per dare un posto di lavoro a ohi ne ha bisogno: in questo caso però diamo del lavoro a delle persone che sono già in pensione, che si sono licenziate o che hanno delle attività commerciali e che sono piene di lavoro fin sopra la testa.

Cerchiamo di prendere in considerazione anche questi fattori, mio caro Rollandin! Io ho sempre avuto buona fiducia in te, ti ho seguito attentamente domenica e mi sono anche piaciute certe tue affermazioni, ma non vorrei che tu, andando avanti per questa strada, faccia la fine di Andrione. Stai attento Rollandin! Stiamo attenti a queste cose! Se proprio vogliamo dare dei posti di lavoro facciamo dei concorsi. Io sono favorevole ai concorsi e anche per questi tre vice-commissari avrei preferito che si seguisse la via della prova di selezione. All'Ufficio di Collocamento vi sono delle persone che attendono e che forse sono altrettanto capaci: cerchiamo di fare in modo di creare e di salvaguardare posti di lavoro.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Voyat; ne ha facoltà.

VOYAT (U.V.): Pour une petite précision: je ne veux pas entrer en polémique avec le parti communiste mais je voudrais bien que, en tout cas, le parti communiste nous dise pourquoi aujourd'hui il est d'accord de faire le concours pour entrer au Casino, tandis que, quand il était en majorité, il n'avait pas envie de le faire pour faire entrer au Casino les gens inscrits au parti communiste.

Aujourd'hui tout le monde doit faire le concours mais à ces temps-là...

...INTERRUZIONE...

Maintenant j'aimerais bien que le parti communiste soit cohérent avec ce qu'il dit. Nous allons faire certaines propositions, les forces de l'opposition feront leurs propositions et le Conseil votera. Mais, s'il vous plaît quand même, pas de démagogie, parce qu'à vos temps nous avons vu des choses assez fortes.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.

ALOISI (M.S.I.): Consigliere Bajocco, ti rispondo per fatto personale. Lei deve ricordare, anzi tu devi ricordare, diamoci del tu, che io rappresento il Movimento Sociale Italiano li Destra Nazionale. Durante il periodo fascista il sottoscritto non era nato, non ha vissuto e quindi non sa come si viveva allora. E' vero, mi hanno detto che avevano la tessera per andare a comprare il pane, il formaggio... Però mi avevano anche detto che i più fascistoni di ieri sono diventati i comunisti di oggi.

Io faccio anche un esempio che è emblematico e vale per tutti: Pietro Ingrao. Tempo fa due presidenti, uno della Camera del Senato erano due fascistoni del periodo fascista: uno era, guarda caso, Pietro Ingrao, e l'altro era Amintore Fanfani.

Per quanto riguarda la tessera, è vero che allora avevano bisogno di avere la tessera, ma se noi andiamo a vedere nei Paesi comunisti, in Polonia ad esempio, oltre ad avere la tessera è necessario anche fare la fila: da quello che ho sentito io, perché non c'ero, la fila non si faceva. Avevano solo la tessera

...INTERRUZIONE...

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Chiedo scusa al Presidente della Giunta, ma prima mi sono dimenticato di chiedere una precisazione sulla deliberazione che forse potrà servire per la discussione successiva a proposito del compenso del Commissario. Che cosa si intende, nella seconda parte del deliberato, quando si dice: "...di delegare alla Giunta Regionale la determinazione del relativo trattamento economico"? Io voglio chiedere se il trattamento economico è ragguagliato a quello della tabella organica, della pianta organica, e quindi dei vecchi vice-commissari, oppure, trattandosi di un incarico di fiducia, se è un trattamento economico che sarà stabilito dalla Giunta Regionale.

PRESIDENTE: Se nessun altro Consigliere chiede la parola dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.): Au moment de présenter des noms au niveau de Conseil Régional on a essayé de voir s'il y avait quand même la possibilité de s'appuyer encore une fois sur l'activité des employés régionaux. Je dois dire que depuis longtemps les dépendants régionaux demandent d'être substitués. Je sais qu'il y a eu de la part du commissaire un nom pour cette charge, mais l'employé indiqué n'a pas accepté d'aller comme commissaire adjoint au casino. Donc, je dois dire que, s'il y avait cette possibilité, on serait heureux de l'accueillir. Au contraire si quelqu'un encore aujourd'hui est en condition de nous donner un nom parmi ceux qui jusqu'à présent ont fait ce travail et qui voudraient continuer cette activité, qu'il le fasse. Soit le commissaire soit le commissaire adjoint nous ont demandé d'être substitué, et depuis longtemps. Ils attendaient la possibilité de reprendre leur travail normal. Donc, pour le point que tout le monde a souligné la réponse c'est que malheureusement personne n'a accepté de continuer ce travail.

Pour la question des compétences, lorsqu'on nous avait proposé comme expert pour le dernier concours un représentant qui avait travaillé dans la maison de jeu de Saint-Vincent, on nous a dit: "Mais vous reprenez en force quelqu'un qui est déjà trop mêlé avec le casino". Alors je voudrais savoir, pour reconnaître les compétents, vu que c'est une charge provisoire, de quelle façon des personnes à l'extérieur de la maison de jeu pourraient avoir cette compétence, qu'ils auront la possibilité de se faire dans un peu de temps, tenant compte de la situation.

Je partage l'avis du Conseiller Riccarand, car il y a aussi un commissaire qui pourra donner des instructions assez claires aux trois commissaires adjoints. C'est un commissaire qui a été choisi ici, dans le Conseil. Donc, ce n'est pas question d'avoir des compétences particulières.

A propos des observations que le Conseiller Torrione avait fait, on peut dire qu'à niveau de prédisposition de projets de loi on n'avait pas accepté de mettre une formule qui puisse donner cette possibilité, mais je dois dire que "l'aspettativa senza assegni" n'est pas une interruption du travail. Les dépendants régionaux pourraient très bien la prendre mais ils ont choisi d'y renoncer: c'est un choix à eux. Ils avaient cette possibilité et, je le répète, on aurait choisi, si c'était possible, des dépendants régionaux qui vouaient maintenir cette charge. On a dû arriver à ça parce qu'il n'y avait personne qui voulait le faire.

Je pense que ce n'est pas un problème d'interprétation, ce n'est pas nécessaire d'aller à faire un enquête sur les personnes qu'on a choisies et que nous croyons respectables, même si n'ont pas un certificat d'études d'un certain niveau.

Mais il y a un autre chose à dire: cette délibération, avec ces charges de commissaire adjoint, est à terme, dans l'attente de faire les concours. Je le dis clairement, on veut faire les concours pour ces places, on ne veut pas donner cette possibilité pour n'importe quel temps, mais seulement pour un temps fixé. A' ce moment-là il n'y avait pas d'autres personnes qui, ayant déjà certaines charges, voulaient accepter d'aller au Casino.

On a vu quelle a été a difficulté pour trouver le commissaire. Je pense que tout le monde a pensé s'il y avait des noms à faire pour occuper cette charge, qui est assez lourde. Ce n'est pas simple, je pense, à ce moment, d'aller travailler à l'intérieur du Casino Donc on a choisi ces trois noms, je sais qu'il y aurait d'autre noms à faire pour aller occuper cette place, mais, je m'adresse au Conseiller technicien, le problème ce n'est pas d'enlever des places de travail, car, je le répète, on fera les concours dans les termes prévu. Le fait c'est qu'à présent on ne pourrait pas faire les concours, compte tenu que ces laces sont occupées directement par les commissaires adjoints qui sont à l'instant suspendus. Il faut voir si les commissaires adjoints actuels auront la possibilité de reprendre le travail ou non, et après on décidera. Donc, c'est une charge à terme, c'est seulement une substitution du personnel qui ne peut as, à présent, travailler au Casino.

Je ne pense pas qu'on puisse voir ici, comme quelqu'un voulait faire voir à nouveau, un certain système de reprendre les partages entre les parts. Oui, je peux comprendre que la Vallée d'Aoste est assez petite, tout le monde sait quelle est la pensée de chacun, heureusement qu'il y a encore quelqu'un qui a des idées politiques. Je ne pense pas que ce soit un crime d'avoir des idées politiques, ça ne veut pas dire que les personnes intéressées ne soient pas des personnes qui peuvent très bien faire leur travail, en donnant de la satisfaction et avant tout de la collaboration au commissaire et peuvent donner en même temps la possibilité à l'Administration Régionale de juger ce qui se passe à l'intérieur de la maison de Saint Vincent.

S'il y a des difficultés à présent, c'est justement le fait de faire ce choix et, croyez-nous, ce n'était pas si simple de proposer, tenant compte que c'est une charge à terme, des noms pour cette charge. Alors je pense que plusieurs conseillers qui ont pris la parole ont un peu exagéré le fait qu'on a choisi trois personnes que, comme j'ai dit, peuvent même avoir une certaine idée politique, en tenant compte du fait que c'est une charge à terme pour le restant.

Je répète au Conseiller Riccarand, que l'urgence de reprendre en service des personne qui puissent collaborer avec les commissaires était une exigence que justement le commissaire nous avait sollicitée. Pour le restant, nous aurons la possibilité d'ici peu de revoir la situation, en reprenant le problème de tous les dépendants qu'à présent sont suspendus. Et à ce propos je veux ajouter encore une fois, que c'est très simple de dire que nous sommes pour les uns ou pour les autres, en tenant compte du fait que les contrôleurs ont eu la liberté provisoire, au niveau des responsabilités, pour ce qui nous concerne et pour ce que nous pouvons juger jusqu'à l'instant, nous ne pouvons rien ajouter à ce qu'on avait dit il y a deux mois.

Nous n'avons pas, jusqu'à pressent, malheureusement, je dois dire, des éléments pour juger cette affaire. On est en train de voir, avec les experts que la Junte a nommés, la situation, selon les avis des avocats que j'ai déjà lus ici pour voir s'il est possible de donner un jugement qui soit responsable, car nous ne pouvons pas ici prospecter le fait que ces gens reprennent leur service sans avoir des éléments pour croire quand ils reprendront leur travail que ce soit d'ici à un mois ou deux. C'est une difficulté objective que les avocats nous ont fait présent et c'est même une responsabilité au niveau politique car, s'il était si simple, si tout le monde était si convaincu, comme nous l'espérons, qu'il n'y a pas de responsabilités, à ce point nous auront déjà confirmé cette attitude, cet avis et pour nous ce serait vraiment une libération. Finalement même pour les autres ce serait un éclaircissement que nous attendons depuis longtemps, mais jusqu'à présent, je le répète, nous n'avons pas d'éléments pour dire ni que nous sommes favorables à une chose ni que nous sommes contraires. Nous sommes en train d'avoir des documents pour nous prononcer à cet égard, après que nous aurons transformé la première délibération, qui était suspension obligatoire, en suspension facultative.

Donc je pense que la Junte est très attentive sur ce point et elle veut y voir clairement avant de prendre des décisions car, je l'ai déjà dit, personne n'est contre quelqu'un, mais uniquement nous devons rendre compte de ce que comme administrateurs nous faisons. Ce n'est pas une question de sympathie à l'égard de quelqu'un, bien loin de cela! Je dirais que, en tenant compte de ces observations et du fait que dans n'importe quelle direction nous irons faire un choix nous devrons quand même nommer quelqu'un, nous pourrons bien donner notre confiance aux trois personnes que j'ai proposées, vu que c'est une charge à terme. Nous pourrons ensuite faire un examen global de la situation en attendant même l'évolution que nous auront la possibilité d'examiner ensemble.

A propos de la requête que Monsieur Torrione a fait sur le paiement, nous pensons de donner le même paiement des commissaires adjoints d'autrefois. Pour le commissaire, je le dirai à propos de la prochaine délibération, nous avons eu des difficultés, en tenant compte du fait qu'on nous a fait des comparaisons avec les autres Maisons de Jeux, dont je parlerais ensuite; en tant que possibilité d'une charge à terme, on nous a prospecté cette initiative que nous soumettrons au Conseil. Au contraire, pour les commissaires adjoints la situation est la même qu'autrefois.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Credo che si debba precisare fin quando dura questo incarico perché, nella deliberazione, lo spazio "dal...al" è rimasto in bianco: noi crediamo comunque che non sia opportuno che i vice-commissari abbiano un incarico al di là dei quattro mesi, termine per il quale la stessa Giunta regionale ha preso l'impegno di rimanere in carica, prima delle dimissioni.

C'è inoltre una questione di fondo rispetto alla quale l'argomentazione del Presidente della Giunta è stata grosso modo questa: i dipendenti regionali che abbiamo consultato e che attualmente fanno quel lavoro, non hanno voluto più accettare questo tipo di incarico, gli unici disponibili sono questi, se voi avete qualche nome, fatecelo.

Io ribadisco: "Perché non facciamo anche per i vice-commissari una selezione, così come abbiamo fatto per i controllori? Innanzitutto io credo che almeno il nome di un dipendente regionale disponibile per questo incarico, ve lo potrei fare: andate a controllare la graduatoria degli idonei per i posti di vice commissari. C'è una persona, che non so per quale ragione, non è mai stata presa in considerazione. Credo che almeno questo nome esista e che sia un problema eventualmente dell'interessato farsi vivo visto che il Presidente afferma che nessun dipendente regionale ha voluto accettare questo incarico.

Il problema è che non riusciamo a capire perché non vogliate fare una selezione, per la quale è sufficiente un solo mese! Noi siamo convinti che ci sarebbero domande a sufficienza e probabilmente sarebbero anche numerose.

Come si dice che la democrazia sia lo strumento più difficile ma è quello che garantisce di più la convivenza democratica tra le diverse opinioni, così il concorso, tra le diverse forme di assunzione, resta per noi lo strumento più affidabile. Può anche capitare che sia vinto da questo o da quello, comunque, secondo noi il concorso, ed in questo caso la selezione, è sempre lo strumento migliore. Se delle persone che hanno determinate tessere, risultano prime nella selezione, ben vengano, la cosa non ci interessa.

Non ci sembra invece accettabile che si estenda questo mandato di tipo politico, che prima era solo per il commissario, anche ai vice commissari, noi quindi crediamo che sia opportuno ripensarci. Invitiamo nuovamente la Giunta a ritirare questo provvedimento, a organizzare in tempi brevissimi una selezione e quelli che risulteranno primi nella selezione, saranno quelli che avranno l'incarico senza critiche e remore se non da chi non ha altro da dire.

Vi invitiamo a ritirare il provvedimento oppure noi ci asterremo, non voteremo in nessun modo perché riteniamo che sia una votazione la cui responsabilità deve ricadere solo sulla maggioranza.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Mi scuserà il Sig. Presidente, ma devo riprendere un argomento che sta alla base di questa discussione, che altrimenti risulta falsato sin dall'inizio.

Io ho sostenuto, mi scuserà l'amico Leonard Tamone se lo cito, anche se il nostro è stato un colloquio di tipo privato, che l'errore di fondo sia stato commesso approvando la legge regionale n. 1 18/2/1984. E' altrettanto antipatico dire: "l'avevo detto," però in questo caso devo dire che questo provvedimento era viziato all'origine. L'amico Tamone che, in altre occasioni ha avuto un rapporto conflittuale con me, in questa occasione ha detto: "Probabilmente è vero, questo discorso è stato affrontato con eccessiva leggerezza!". Io continuo a sostenere, signor Presidente, che ha ragione lei quando dice che non c'è nessun dipendente che ha accettato un incarico di questo tipo. Ma io sostengo che, sulla base di quanto ha votato il Consiglio, era difficile trovare un dipendente regionale che accettasse delle condizioni che a mio avviso sono vessatorie.

Signor Presidente, è inutile che la si giri come si vuole, ma quando uno va in aspettativa gli si interrompe il rapporto di impiego. A meno che non siano cambiate le cose, l'aspettativa senza assegni è un istituto di questo tipo, ed io sono ancora convinto che questo sia un discorso valido.

Tutta la filosofia che presiedeva al disegno di legge andava contro la collocazione di dipendenti regionali nell'ambito del Casinò. Io non dico che ciò sia stato fatto volutamente, forse non ci si è accorti degli inghippi a cui si andava incontro perché, obiettivamente, il momento era grave.

Io ritengo che il discorso andava invece fatto senza eccessiva fretta, perché forse la fretta in questo caso è stata cattiva consigliera, nel senso che si poteva compiere un esame più approfondito.

Signor Presidente, mi scusi ma, visto che lei è stato coi gentile da farmi avere il regolamento io lo leggo: "L'aspettativa è una modificazione temporanea del rapporto, consistente nella sospensione della prestazione. Essa non rende disponibile il posto e non fa venir meno gli obblighi dell'impiegato.." .... Signor Presidente, qui ho ragione io, mi dispiace ma lei mi deve riconoscere un minimo di professionalità, visto, che ho fatto il Capo dell'Ufficio personale per 17 anni.

Mi consenta quindi di dirle che l'aspettativa senza assegni interrompe il rapporto di impiego a tutti gli effetti. Voglio citarle un caso personale: io avevo tre mesi di aspettativa senza assegni conseguita durante la mia carriera di dipendente regionale, e non ho potuto recuperarla addirittura ai fini della pensione. Le cito il mio caso solo per dirle che il discorso è in questi termini. Sono certissimo di quello che sto dicendo perché l'ho vissuto sulla mia pelle e la situazione non può essere cambiato nel giro di tre mesi.

Ripeto che il provvedimento era viziato sin dall'inizio e anche nella assunzione dei controllori esistono purtroppo degli inghippi, infatti lei se ne accorgerà nell'applicazione della quella graduatoria perché obiettivamente, per il personale regionale, esistono delle difficoltà maggiori.

Io capisco che la Giunta abbia l'esigenza di inviare qualcuno, perché non posso pensare che una casa da gioco rimanga senza controllo. Questo Consiglio ha deciso unanimemente, o forse con un astensione, di inviare un Commissario. Ci si è resi conto che non si poteva rimanere senza controlli.

Io ritengo che anche in questo caso la Giunta abbia scelto sulla base di una legge, che io critico in quanto, lo ripeto, è una legge vessatoria nei confronti dei dipendenti regionali. E' stata una scelta sbagliata e sono ben contento di non aver contribuito con il mio voto a far sì che quella legge passasse.

Ora io mi guardo bene dal giudicare le persone che lei ha indicato. Io non dò nessun giudizio, anzi ne conosco due e ritengo che siano delle ottime persone, per il lavoro che hanno fatto finora. Mi preoccupa solo il fatto che non è stato utilizzato chi, come dipendente regionale, in questi quattro mesi aveva già acquisito una preparazione. E' questo il discorso di fondo: se nel disegno di legge, oltre a parla re dello stato giuridico si incentivava l'aspetto economico un certo numero di dipendenti regionali lo si sarebbe trovato.

Certo che, a parità di condizioni, affrontare il disagio del viaggio, della trasferta del lavoro notturno e non avere un compenso, Signor Presidente, lei mi consente, non è molto incentivante!

E chiudo questo argomento, per dire che, e su questo ha ragione lei, ci sono delle persone che hanno delle idee politiche e non dobbiamo criticarle per questo. Ben lungi dal fare affermazioni di questo tipo! Sappiamo che i tre sono schierati politicamente e ci fa piacere che abbiano delle idee precise in merito. Ciò che ci turba in qualche modo è che queste idee politiche possono, per qualche verso, avere influenzato la scelta: tutto lì. Se lei investiva i capi gruppo dell'incarico di individuare delle persone che erano al di fuori di partiti politici, forse ne avrebbe giovato la credibilità del Consiglio. Ognuno di noi avrebbe portato un minimo contributo. Lo sbaglio è stato di studiare questo problema, ancora una volta, solo all'interno della maggioranza.

Io credo che l'opposizione, di fronte a un discorso di tipo diverso, avrebbe dato tutto il suo contributo per una soluzione di tipo diverso del problema.

E aggiungo un'ultima cosa su coloro che sono stati sospesi dal servizio: ha ragione il Presidente, quando dice che non abbiamo sufficienti elementi per giudicare. Ma allora io credo che la Giunta abbia il dovere di fare tutto il possibile perché siano portati elementi di chiarezza al riguardo. Proprio per agevolare il compito della Giunta, io proprio oggi, ho inviato una lettera al Presidente della Commissione di inchiesta per chiedere un parere legale. In essa, anche a nome del mio partito, chiedo di formulare un analogo quesito all'Avvocato Del Piaz, così avremo la possibilità di mettere a disposizione, anche di coloro che credono che ci sia della prevenzione nei loro confronti, due pareri di legali di una certa importanza, non sospetti di essere partigiani di una parte o dell'altra.

Però, fatta questa indagine, io credo che anche la Giunta debba esprimere un proprio parere su questa vicenda. Non dico che da domani mattina si debba affrontare il problema per dire: qui è tutto falso o è tutto vero. Questo atteggiamento non gioverebbe neanche agli interessati.

Io dico che, con molta accortezza, con molta ponderatezza e anche, se mi consente, con un briciolo di umanità, perché all'interno del corpo dei controllori ci sono delle situazioni umanamente difficili che vanno capite se si può fare un passo nei loro confronti, se giuridicamente questa impostazione sta in piedi, è un dovere da parte dell'Amministrazione intervenire. Se questo non sarà possibile bisognerà con altrettanta chiarezza dirglielo e farglielo sapere. Ci sono alcune norme che io credo si possano anche interpretare in un certo modo piuttosto che in un altro. La Giunta ha scelto questa impostazione e abbiamo detto i motivi per cui siamo contrari .....

PRESIDENTE: Consigliere Torrione, sono trascorsi i dieci minuti regolamentari.

TORRIONE (P.S.I.): Non ritengo che ci sia altro da dire. Il nostro voto sarà cioè analogo a quello del partito comunista, sarà un voto di astensione.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.

ALOISI (M.S.I.): La replica fatta dal Presidente della Giunta non mi trova consenziente, perché lei ha detto che comunque avrebbe dovuto nominare tre personaggi ed ha scelto i personaggi della lottizzazione. Che sia una lottizzazione è lampante ed inviterei eventualmente il Consigliere Torrione a riferire quello che mi aveva riferito prima.

Sul problema dei controllori regionali c'è da chiarire un aspetto: o c'è la volontà politica di risolverlo o questa volontà manca. E' chiaro che è difficile da parte della Giunta ammettere che i controllori non erano responsabili. Che fossero i meno responsabili nel momento in cui la Giunta si è costituita parte civile, questo lo sappiamo tutti, è una realtà. A questo punto non è facile ammetterlo ma, siccome io faccio parte di una commissione di inchiesta e altri miei colleghi qui presenti fanno parte della stessa commissione, dagli incontri che abbiamo avuto all'interno di questa commissione non è scaturita la benché minima azione di colpevolezza nei confronti di questi controllori i quali hanno dichiarato loro stessi che percepivano i soldi e firmavano le ricevute.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.): Non ritorniamo su questo discorso, Aloisi, perché ho chiarito pubblicamente in Consiglio il motivo per cui abbiamo dovuto assumere questo atteggiamento.

ALOISI (M.S.I.): Per me è un discorso di volontà politica: se c'è la volontà, si risolve, se manca la volontà non si risolve. Comunque io ho detto quello che pensavo e ritengo che la soluzione del problema risieda nella volontà politica. Io comunque voterò contro questa delibera.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.

BALDASSARRE (P.S.D.I.): Signor Presidente, io credo che si siano affrettati i tempi perché forse prima era necessario valutare la posizione dei vice commissari. Occorrerà valutare se era il caso di riassumerli, se la legge permetteva la riassunzione e poi, eventualmente, sottoporre al Consiglio la nomina dei tre nuovi vice commissari.

Io ribadisco che, secondo il mio modesto parere, il fatto di avere un incarico fiduciario non fa decadere certi requisiti necessari per essere dipendenti pubblici. La loro non è una posizione strana o una posizione di fiducia, in quanto sono dipendenti pubblici, tanto è vero che si è stati costretti a portare in Consiglio regionale il disegno di legge per l'approvazione. E' stato necessario approvare la legge n. 1 dell'84, in Consiglio, quindi essi assumono le caratteristiche di dipendenti.

Io ho detto il mio modesto parere che naturalmente rimane registrato, e queste sono le mie riserve.

Caro Assessore, l'importante è che certe responsabilità, noi Consiglieri a volte le mettiamo da parte, in quanto esse cadono tutte su quelli che prendono certi provvedimenti.

Avevo espresso il mio voto contrario, ma mi asterrò per far cadere tutta la responsabilità su chi di dovere, perché con un mio voto contrario potrei far capire di avere votato a favore, invece mi astengo per cui non avrò a che fare con questa votazione.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Stevenin; ne ha facoltà.

STEVENIN (U.V.): Nell'esprimere il voto favorevole del nostro gruppo su questo provvedimento, riteniamo necessario chiarire fino in fondo alcuni fatti, dopo i due interventi del Consigliere Baldassarre.

Riteniamo fondamentale chiarire che non esiste un problema di illegittimità, come si è cercato di far credere nei due interventi dei Consiglieri Baldassarre e di Bajocco. Esiste, al limite un problema di opportunità perché è chiaro e scontato che in questo provvedimento non esiste illegittimità.

C'è una legge del Consiglio che dà la possibilità di affidare degli incarichi fiduciari e quindi non esistono problemi di sorta e non hanno senso minacce e paure contro coloro che voteranno a favore di questo provvedimento o contro chi l'ha proposto.

Esiste un problema di opportunità e la Giunta ha scelto il mandato fiduciario proponendo una terna di nomine: Qualsiasi tipo di terna proposto dalla Giunta poteva essere discutibile.

Per quanto mi risulta coincide a piena verità che coloro che avevano svolto questo incarico fino ad oggi non intendevano proseguirlo, anche qualora fosse stato tolto il dispositivo dell'art. 1, là dove dice che il personale regionale è posto in aspettativa senza assegni. Mi risulta inoltre che l'aspettativa senza assegni interrompe la carriera, vale a dire blocca gli scatti, ma non interrompe il rapporto di lavoro. Anche fosse stato eliminato questo aspetto, da quanto mi risulta per aver parlato personalmente con gli interessati e vista la responsabilità e l'impegno che questo tipo di lavoro richiedeva, nonché il trattamento economico, bisogna dire chiaro che al di là delle 165.000 lire al mese di differenza, qui c'è scritto "incarichi di fiducia", e la scelta non poteva che ricadere all'esterno della Regione.

Pertanto ritengo che la Giunta abbia valutato a sufficienza questi nominativi e che li abbia proposti convinta di operare nell'interesse della Regione e tenendo conto dell'esigenza immediata del funzionamento della Casa da Gioco.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (N.S.): Avevo già espresso in precedenza il giudizio nettamente negativo su questa deliberazione che ci propone la Giunta: la prosecuzione della discussione non ha ovviamente modificato questo giudizio.

Volevo quindi soltanto chiedere al Presidente del Consiglio, ed al Presidente della Giunta, di spiegare prima della votazione le modalità di votazione e poi di dare i dati che sono indicati nella deliberazione "Nato a...il.. ecc." che mancano, e soprattutto indicare le date di scadenza dell'incarico fiduciario.

PRESIDENTE: Preciso che prima di votare la deliberazione è necessario procedere alla votazione dei nominativi, per schede segrete. I nominativi proposti dalla Giunta sono i seguenti:

a) Limonet Renato nato ad Aosta il 20/5/1946;

b) Perrin Livio: nato a Torgnon il 28/9/1949;

c) Vallet Graziano nato ad Aosta il 29/10/1933.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.

ALOISI (M.S.I.): Io avevo detto prima che avrei votato contro ma visto che la votazione è segreta, mi astengo.

PRESIDENTE: E' chiusa la discussione.

Si passa alla votazione segreta. Ripeto i nomi proposti dalla Giunta, che sono:

Limonet Renato;

Vallet Graziano;

Perrin Livio.

VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 32

Votanti: 21

Astenuti: 11 (Aloisi, Bajocco, Baldassarre, Berti, Breuvé, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet, Pascale, Tonino.)

Hanno ottenuto voti:

LIMONET Renato: 20

PERRIN Livio: 20

VALLET Graziano: 19

FREYDOZ Romano: 1

GIOVANNINI Paolo: 1

CHAMONAL Franco: 1

PRESIDENTE: Visto l'esito della votazione, risultano pertanto nominati i Signori: Limont Renato, Perrin Livio e Vallet Graziano.

PRESIDENTE: Do lettura della deliberazione, completata con i nominativi e dichiarata immediatamente eseguibile, per specifiche ragioni d'urgenza.

IL CONSIGLIODELIBERA:

1) di affidare ai Signori:

a) Limonet Renato nato ad Aosta il 20/5/1946;

b) Perrin Livio nato a Torgnon il 28/9 /1949;

c) Vallet Graziano nato ad Aosta il 29/10/1933;

l'incarico fiduciario di espletare le mansioni di Vice Commissario regionale addetto ai servizi di controllo regionale presso la Casa da Gioco di Saint Vincent, a decorrere dal 1° marzo 1984 e sino al 31 agosto 1984, salvo eventuali proroghe;

2°) di delegare alla Giunta regionale la determinazione del relativo trattamento economico dando atto che la spesa conseguente graverà sui Capitoli 20900 e 21400 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1984 (20900 "Spese per il personale addetto ai servizi della Regione" 21440 " Spese per la corresponsione di premi... al personale della Casa da Gioco di Saint-Vincent"), che prestano la necessaria disponibilità ed, eventualmente, sui corrispondenti Capitoli di spesa del bilancio preventivo per gli anni successivi;

3°) di dichiarare, per specifiche ragioni d'urgenza, immediatamente eseguibile la presente deliberazione, ai sensi del 1° comma dell'art. 63 della legge 16 maggio 1978, n. 196.

PRESIDENTE: Pongo in votazione la deliberazione testé letta.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 30

Favorevoli: 18

Contrari: 12

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Credo di interpretare il parere del Consiglio nel sospendere i lavori, che riprenderanno domani alle ore 9.30.

La seduta è sospesa.

La seduta termina alle ore 19.25.