Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 341 del 9 febbraio 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 341/VIII - SITUAZIONE DELL'INDUSTRIA IN VALLE D'AOSTA CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLA CRISI OCCUPAZIONALE NEL SETTORE TESSILE. (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Millet, Cout e Bajocco:

INTERPELLANZA

RICORDATI gli impegni presi dall'Assessore regionale competente, in merito al futuro del settore tessile, nel corso della seduta del Consiglio regionale del 26 ottobre 1983, in risposta ad un'interpellanza del Gruppo comunista;

CONSIDERATO che in data 25 novembre è stato trasmesso ai Consiglieri uno studio sull'industria tessile valdostana

VENUTI a conoscenza dell'impegno assunto dalla Giunta regionale per la presentazione alle organizzazioni sindacali di una "mappa" delle aziende in crisi e delle possibili attività sostitutive alternative nel settore industriale;

i sottoscritti Consiglieri regionali

INTERPELLANO

l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti per conoscere:

1) il contenuto di detta "mappa" della situazione industriale valdostana;

2) le intenzioni della Giunta in merito alle conclusioni dello studio sul settore tessile valdostano;

e per sapere:

3) se sono state individuate soluzioni per le lavoratrici dell'INTEVA, licenziate senza cassa integrazione da oltre un anno e ormai neppure più assistite dalla disoccupazione speciale;

4) quali proposte concrete sono state elaborate per dare prospettive di lavoro alle lavoratrici della SIV;

5) quali soluzioni occupazionali si prospettano per le lavoratrici della Fortuna West che non hanno trovato occupazione nella SAIFORM.

PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Millet, ne ha facoltà.

MILLET - (P.C.I.): Abbiamo voluto presentare questa interpellanza perché riteniamo, come ha detto più volte l'Assessore all'Industria, che sia necessario mantenere l'attenzione sui vari settori industriali.

Avevamo già presentato in ottobre un'analoga interpellanza per sapere cosa sta succedendo nel settore tessile, però, nonostante alcune proposte, non ci risulta che si riesca a concretizzare una qualche soluzione.

Vorremmo sapere intanto a che punto è la "mappa" delle aziende in crisi promessa ai Sindacati, se è già stata elaborata oppure quanto tempo occorre ancora, perché riteniamo che sia importante avere le idee chiare.

L'altra cosa che vorremmo sapere è in che misura l'Assessore tiene conto di quello studio che ha inviato a noi Consiglieri, nel novembre 1983, sull'industria tessile e dell'abbigliamento, cioè se ne ritiene valide le conclusioni. In esse, tra l'altro, si afferma che è necessario rimpiazzare quanto già esistente per articolare il settore produttivo, poiché ci sono già degli stabili ed una professionalità che riteniamo validi.

In particolare, per l'INTEVA di Pollein ci era stato detto allora che esistevano alcune proposte, però noi non ne abbiamo più avuta notizia: dobbiamo tener conto del fatto che per quei dipendenti la situazione è tragica!

Per quanto riguarda la SIV, a che punto siamo con le varie proposte che c'erano? Mi sembra che sia stata erogata la Cassa Integrazione ad altre realtà valdostane, ma non alla SIV e vorremmo avere notizie in merito.

Infine, la Fortuna West: si era trovata la soluzione della SAIFORM, ma per i dipendenti della Fortuna West che non sono stati assorbiti dalla Saiform cosa si pensa di fare? Vorremmo avere informazioni sulla Saiform, perché dai giornali si è appreso che il relativo dossier era stato messo sotto sequestro: questa notizia corrisponde al vero?

Poiché nel corso del 1983 sono state fatte alcune deliberazioni ed è stata approvata una convenzione, vorremmo sapere quando questa ditta ha iniziato la sua attività poiché da quel momento inizia una serie di adempimenti, tra cui l'assunzione di dieci persone subito e, dopo dodici mesi, di altre venticinque. Tra questi nuovi assunti quanti erano dipendenti della Fortuna West? Mi pare di ricordare che c'era stata una polemica, lo scorso anno, perché non si privilegiava l'assunzione degli ex dipendenti della Fortuna West; in effetti nella convenzione si dice che le assunzioni devono riguardare in primo luogo i residenti di Arnad e dei Comuni limitrofi.

Nella delibera la Regione si impegna per una quota di 430 milioni del capitale sociale: vorremmo sapere chi sono i soci della Saiform, quanto hanno versato, qual è il capitale sociale e a che punto è tutta la procedura. Vorremmo avere, in definitiva, un quadro esauriente di questa nuova iniziativa.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Pollicini, ne ha facoltà.

POLLICINI - (Fed. DP-UVP): Nell'interpellanza si chiede innanzitutto di conoscere la situazione complessiva dell'industria nella nostra Regione, in definitiva ciò che va sotto il nome di "mappa" della situazione industriale della nostra Regione.

Stiamo elaborando (ed è in via di definizione) questa mappa che si propone di presentare la situazione complessiva nel settore dell'industria, le ipotesi di nuovi insediamenti, le richieste degli imprenditori, gli impegni circa il numero degli occupati nelle nuove iniziative.

Sarà quindi sulla base di questo documento globale, che verrà presentato alla Commissione Consiliare per l'occupazione e alle Organizzazioni sindacali, che la Giunta assumerà le determinazioni di sua competenza.

Per quel che riguarda invece la seconda parte dell'interpellanza, cioè le intenzioni della Giunta circa lo studio di 80 pagine per l'industria tessile e dell'abbigliamento, devo dire che l'esercitazione ci pare degna di rispetto; però se cerchiamo delle proposte concrete (a meno che non siano scritte con inchiostro simpatico) non si riesce a leggerle .... o almeno io non le ho trovate. E' vero che sono corto di vista .... ma nonostante gli sforzi fatti anche con la lente, si tratta solo di considerazioni e non di conclusioni.

Nello studio si fa presente che episodi pregiudizievoli per l'occupazione, proprio nel settore tessile, hanno suscitato dubbi circa l'opportunità di favorire oltre l'insediamento in Valle in questo ramo dell'industria. questo capoverso (che è il primo delle conclusioni) si intenderebbe concludere che non è opportuno procedere nella direzione di insediamenti nel settore tessile e di abbigliamento.

Poi pero si dice: "Se tuttavia si considera che c'è una scarsa diversificazione dell'industria nella nostra Regione, che c'è una forte concentrazione nelle aziende oltre i 500 dipendenti (57% degli addetti contro una media del 19% nel resto d'Italia) si conclude che la presenza del tessile potrebbe recare un contributo al riequilibrio in termini di diversificazione. Quindi, si dice tutto il contrario di quanto affermato nella prima parte ed è un po' difficile trarre delle conclusioni.

Si continua affermando che, in vista di attività che dovrebbero rimpiazzare quelle citate, non si scorgono elementi obiettivi e precisi per escludere iniziative nello stesso ramo, privilegiando altri rami manifatturieri: io ho delle perplessità sull'interpretazione di questo termine.

Continuando: "a favore di un rimpiazzo di unità tessili giocano questi fattori: esistono già stabilimenti attrezzati, c'è la presenza di personale qualificato, c'è una contiguità fra la Regione Valle d'Aosta e il territorio dove sorgono le industrie tradizionali tessili (Lombardia e Piemonte) e questo fatto potrebbe far affluire imprenditori nella nostra Regione.

Sarebbe opportuno privilegiare iniziative autonome che tendono alla realizzazione dei prodotti per il consumo, possibilmente sofisticati, piuttosto che iniziative aventi per oggetto la produzione di semi-lavorati (cioè i filati-tessuti come per la SIV)".

L'ultimo punto, il settimo, relativo alle conclusioni dà la più rigida applicazione dei criteri generali: l'individuazione di imprenditori del tessile, il cui decollo in Valle conviene favorire, scaturirà da una seria e sistematica selezione caso per caso. E' quello che stiamo già facendo da tempo come Giunta senza però poter trarre ipotesi molto ottimistiche!

Al documento è allegata una nota della FULTA, il Sindacato di categoria del tessile-abbigliamento, in cui si afferma che la Commissione speciale aveva il compito di analizzare la situazione del tessile, di studiare eventuali

prospettive (con riferimento alla situazione regionale e nazionale volte a reperire imprenditori per attività sostitutive, e di definire il concetto principale emerso dai lavori e concernente la validità della permanenza del tessile in Valle d'Aosta, tenuto conto che la crisi che attraversa il settore in Valle d'Aosta è da collocarsi nel contesto più generale della crisi dell'industria nel nostro paese.

La Commissione speciale aveva il compito di reperire gruppi o imprenditori per attività sostitutive. Debbo dire, a malincuore, che questo importante obiettivo non è stato raggiunto, perché avrebbe eliminato problemi che invece sono ancora presenti. Purtroppo in conclusione, non esiste nessuna proposta concreta in questo studio; è un'analisi fatta con molta buona volontà e capacità, però manca di proposte concrete.

Siamo in via di definizione per nuove possibilità nel settore, però c'è una richiesta costante e specifica per l'industria tessile: poiché il costo dell'energia elettrica è pari al 50% del costo del personale oppure al 25% del valore aggiunto, tutte le iniziative che sono state presentate alla Regione richiedono l'energia elettrica a prezzo di autoproduttore, pari cioè ad un quinto del prezzo dell'energia elettrica praticato normalmente dall'ENEL, con una riduzione di circa 80 lire al KW/h. La Regione procede in questa direzione attraverso l'acquisizione delle Centrali Cravetto e la formazione - abbiamo rivolto un quesito al Ministero ed all'Enel - di un consorzio che consenta di avere l'energia elettrica a prezzo di autoproduttore per chi nel consorzio è inserito.

Per quanto riguarda specificamente il problema dell'INTEVA, sono in corso delle verifiche rispetto a iniziative interessanti sotto l'aspetto della possibilità di mercato, però vi sono delle difficoltà circa le garanzie patrimoniali che queste sono in grado di fornire rispetto ad interventi finanziari che la Regione metterebbe a disposizione attraverso la FINAOSTA, cioè mutui a tasso agevolato.

Per quanto riguarda le prospettive della SIV di Arnad, vi sono due ipotesi serie, però ambedue pongono come pregiudiziale l'ottenimento dell'energia elettrica al costo di autoproduttore di cui ho parlato poc'anzi.

Il problema della Fortuna West è sicuramente il più complesso fra quelli che oggi dobbiamo affrontare. Intanto la Saiform, che è subentrata nel capannone della Fortuna West, sta portando avanti la sua attività iniziata nel mese di agosto: attualmente lavorano due linee, ed è in programma la terza con altri 25 addetti, però devono verificarsi certe condizioni. E' vero, il dossier riguardante la Saiform è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza ed oggi si trova presso la Magistratura. Non conosciamo le motivazioni del sequestro, possiamo solo dire quali sono stati gli adempimenti da parte della Saiform. Poiché non sono Pico della Mirandola e non ho il dossier riguardante la Saiform, alle domande riguardanti tutti gli azionisti posso rispondere solo che l'azionista principale è il Sig. Paracchi, però non conosco né il numero degli azionisti né la composizione del Consiglio di Amministrazione.

Quindi a specifiche domande, per la serietà che debbo nel rispondere, o le risposte sono precise o preferisco non darle.

PRESIDENTE: Ha chiesto di replicare il Consigliere Millet, ne ha facoltà.

MILLET - (P.C.I.): Per la questione della "mappa" spero che tra breve si possano avere delle proposte di cui discuteremo nelle sedi competenti.

Se ho ben capito il giudizio sul documento (al di là di un omaggio a chi ha partecipato alla stesura) non è positivo; si ritiene che non possa essere la base per operare, anche se a me pare che l'indirizzo proposto di non fare nuovi insediamenti e di impegnarsi per rimpiazzare quelli in crisi sia già una linea per procedere. E' chiaro che comunque questo studio non poteva trovare delle soluzioni, ma poteva presentare solo delle prospettive e dare delle indicazioni.

Penso che il problema del costo dell'energia debba essere approfondito, in quanto i costi energetici non sono cosa di poco conto; si cerchino quindi quelle soluzioni che possono essere un elemento particolare di incentivazione per le industrie ad insediarsi in Valle d'Aosta.

Per quanto riguarda l'INTEVA e la SIV, posso capire le difficoltà, però non si sono fatti grossi passi in avanti.

Sulla questione della Fortuna West, mi riservo di porre le domande in modo più specifico in un altro momento.

Riteniamo che, essendo la Saiform una delle poche soluzioni concrete in atto, debba essere tenuta ben sotto controllo, per evitare che fra un anno o due, per questioni di mercato o altro, questi imprenditori decidano di licenziare o mettere in cassa integrazione il personale, aggiungendo così un'altra perla a questa collana non molto soddisfacente.

Ci riserviamo in seguito di approfondire l'argomento e comunque l'Assessore sa che noi lo terremo, per così dire, "sotto tiro".