Oggetto del Consiglio n. 339 del 9 febbraio 1984 - Resoconto
OGGETTO N. 339/VIII - NECESSITA' DI UN INTERVENTO REGIONALE PER FAVORIRE L'INSTALLAZIONE NELLE STAZIONI TURISTICHE INVERNALI DI IMPIANTI DI PRODUZIONE DI NEVE ARTIFICIALE. (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Maquignaz:
INTERPELLANZA
Senza che i meteorologi sappiano dirci per il momento cosa sta capitando al clima, è stato osservato che nelle ultime stagioni l'apertura delle stazioni invernali, si è progressivamente spostata verso le vacanze natalizie.
Osservava il giornalista de "La Stampa" Gigi Mattana in un recente articolo "Se soltanto dieci anni fa era normale la prima uscita a Sestrière nel giorno dei Santi, ora non sempre il "ponte" di Sant'Ambrogio e dell'Immacolata consentono l'apertura degli impianti". Io credo che lo stesso può essere detto per il Breuil e ancora più per le nostre altre stazioni. Il recente slalom di
Coppa del mondo di Courmayeur ha potuto essere disputato solo grazie all'innevamento artificiale.
Ancora più che per le gare prestigiose, la soluzione contro i capricci climatici sembra essere una sola "Soltanto con i cannoni potremo salvarci" Cannoni che sparano neve, evidentemente. Scrive sempre il giornalista Mattana: "La pazzia del clima... fa toccare con mano come gli impianti per la produzione di neve stiano diventando quasi una necessità". L'hanno capito gli americani, già equipaggiatissimi in questo settore, molto si è già fatto in Francia. Ed in Valle d'Aosta? Per adesso c'è stata solo l'iniziativa di Courmayeur, legata al problema delle gare di Coppa del mondo. E' chiaro che, invece, la neve artificiale può essere un mezzo efficace affinché le settimane di inizio stagione non vengano "bruciate" per mancanza di innevamento sulle piste.
Un buon impianto per la produzione di neve artificiale (tubature di acqua e aria compressa, cannoni, macchinari, serbatoi d'acqua) pare costi attorno ai cento milioni per ettaro. E' una spesa ingente che non è facile affrontare. I gestori di impianti di risalita non possono affrontarla da soli e non sono certo gli altri operatori che possono accollarsi le spese per le piste. La Regione interviene sia per gli impianti di risalita, sia per la manutenzione delle piste, con appositi provvedimenti finanziari. Mi sembra che anche la questione della neve artificiale sia importante per lo sviluppo economico e turistico della nostra Valle.
Per quanto sopra considerato, il sottoscritto Consigliere regionale
INTERPELLA
l'Assessore al Turismo onde sapere:
1) se è già allo studio il problema degli impianti di produzione di neve artificiale per le nostre stazioni di sports invernali;
2) in caso negativo, se non ritiene opportuno, analogamente a quanto disposto in favore delle società di impianti di risalita o per la sistemazione delle piste, predisporre un apposito provvedimento legislativo.
PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Maquignaz, ne ha facoltà.
MAQUIGNAZ - (Féd. DP-UVP): Ho presentato questa interpellanza per attirare l'attenzione del Consiglio regionale sulla necessità di affrontare con urgenza, in modo adeguato, il problema dell'innevamento artificiale in Valle d'Aosta e quindi di predisporre idonei strumenti legislativi, atti ad agevolare il finanziamento di questi impianti.
D'altra parte, tutti sappiamo che quest'anno le stazioni turistiche in Valle d'Aosta hanno subito dei danni gravissimi a causa della mancanza di neve. Basti pensare che nel periodo estivo l'impianto di risalita normalmente perde un terzo degli incassi che si realizzano durante la stagione invernale.
Questi danni li hanno subiti evidentemente non solo i gestori degli impianti di risalita, ma soprattutto gli operatori turistici, gli albergatori, i commercianti, gli artigiani, per cui qualche soluzione dovrà essere trovata.
Ricordo che il Presidente degli Albergatori della Valle d'Aosta aveva proposto di costituire un'assicurazione per garantirsi contro i danni conseguenti al mancato innevamento e credo che si tratti di una proposta che deve essere considerata valida, però bisogna rendersi conto che i costi di questa assicurazione sono molto alti e difficilmente affrontabili.
Voglio ricordare oggi alla Giunta e all'Assessore al Turismo che ormai in tutto il mondo le stazioni di avanguardia stanno cercando di costruire impianti per la produzione di neve artificiale.
A questo proposito voglio portare al Consiglio un esempio emblematico: in una località vicino a Grenoble, è stato realizzato il più grande impianto del mondo per la produzione di neve. Si tratta di un impianto sito a 1050 mt, e questo dato è molto importante perché ci fa capire che questi impianti possono essere teoricamente costruiti in qualsiasi stazione invernale della Valle d'Aosta.
Riferirò inoltre alcuni dati pubblicati dalla rivista "Quota Neve" su questo impianto artificiale, che è stato realizzato dalla "York", azienda leader in Europa per la costruzione di questi impianti.
Fra l'altro si dice: "a Natale abbiamo sciato solo grazie all'innevamento artificiale prodotto dai cannoni ed abbiamo così incassato 250 milioni di lire solo in quel periodo e relativamente a impianti di risalita.
Poi, proseguendo e passando alla descrizione dell'impianto vero e proprio, si dice: "bisogna premettere che la configurazione attuale è solo a prima tappa di un piano più ampio che porterà all'innevamento di 50 ettari su 850 mt. di dislivello e 6 Km. di piste, ai bordi delle quali potranno operare 75 cannoni con una potenza istallata di 1700 Kw. La prima tappa, quella già realizzata, interessa 3200 mt. di piste, compresa fra quota 1150 mt. e 1130. Sui lati delle piste, 72 pozzetti di raccordo alle tubazioni permettono l'innesto di 45 cannoni".
Colgo l'occasione oggi per chiedere qual è l'intendimento della Giunta a questo proposito e se intende studiare a fondo questo problema ed eventualmente elaborare dei provvedimenti idonei ad agevolare il finanziamento di questi impianti.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Borbey, ne ha facoltà.
BORBEY - (D.C.): Certo la problematica che il Consigliere Maquignaz porta oggi in Consiglio regionale con questa interpellanza è veritiero e specialmente quando capitano stagioni come questa o come quella dell'81-82, la questione si fa sempre più attuale e pressante da affrontare.
Abbiamo già ricevuto, da parte delle società di impianti a fune, delle richieste di aiuti economici perché in questo periodo hanno un deficit enorme: bisogna tenere presente che queste società hanno del personale fisso in numero di ca. 300-350 addetti e personale stagionale che supera i 600 addetti per un totale di quasi 1000 addetti. Pertanto per l'economia e per l'occupazione in Valle d'Aosta sono delle società che bisogna tenere presenti in quanto danno lavoro, anche se in parte stagionale; però è proprio questa un'attività in integrativa indispensabile per determinate categorie di persone che abitano in Comuni di alta e media montagna.
Il discorso è molto importante e infatti, il 10 avremo una riunione con l'esecutivo e il 15 ci sarà l'assemblea generale delle società degli impianti a fune, ma vorrei dire al Consiglio regionale che giustamente il Consigliere Maquignaz ha toccato solo un aspetto della situazione turistica in Valle d'Aosta: questa è una problematica fra tante altre. Una commissione di esperti andrà a verificare quanto è stato fatto in queste stazioni invernali che sono all'avanguardia, in Austria, Svizzera ed anche in Francia, paesi dove una parte di questi impianti, vengono pagati dallo Stato ma con un intervento anche da parte degli operatori turistici. Questo per dire che in Valle d'Aosta è arrivato il momento in cui anche l'albergatore non può più fermarsi sulla porta ed aspettare il cliente, ma deve cercarselo e deve dare tutto quello che è possibile, non solo la cortesia e la vista del Cervino - e mi rivolgo al Consigliere Maquignaz perché è un albergatore di Valtournenche - ma anche altre attrattive, per cui l'albergatore deve oggi intervenire, anche economicamente, per l'esecuzione di quelle strutture che, in questo difficile momento, l'Ente pubblico non può affrontare da solo.
Il Consigliere Maquignaz sa che c'è ora una legge-quadro statale sul turismo, per cui dovremo affrontare la ri-classificazione alberghiera, il problema delle aziende di soggiorno, il problema delle agenzie di viaggio: in questo discorso generale inviteremo tutte le forze operanti nel settore a dare alla Valle d'Aosta una nuova struttura turistica perché quella di oggi non è più attuali e di conseguenza non siamo più concorrenziali sul mercato.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Maquignaz, ne ha facoltà.
MAQUIGNAZ - (Féd. DP-UVP): Sono pienamente d'accordo con l'Assessore Borbey che alla costruzione di questi eventuali impianti per la neve devono collaborare tutti gli operatori economici, non solo, ma devono collaborare anche i proprietari degli impianti di risalita e direi che in Valle stiamo acquisendo, un poco alla volta, questa mentalità collaborativa.
La domanda che ho fatto è un po' diversa però; volevo sapere qual era a posizione della Giunta, in modo particolare dell'Assessorato, su questo problema specifico. A tale domanda non ho ricevuto purtroppo alcuna risposta.
