Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 292 del 11 gennaio 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 292/VIII - INVITO AL GOVERNO AD ASSUMERE INIZIATIVE PER LA SOLUZIONE DELLA CRISI MEDIORIENTALE PER IL RITIRO DEL CONTINGENTE MILITARE ITALIANO IN LIBANO - (Reiezione di mozione).

Si dà atto che alle ore 17,19 presiede il Vice-Presidente Franco De Grandis.

PRESIDENTE: Do lettura della mozione presentata dai Consiglieri Dolchi, Mafrica, Tonino, Bajocco, Cout e Millet:

MOZIONE

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

PREOCCUPATO per l'aggravarsi della crisi in Libano, paese in cui al permanente conflitto arabo-israeliano e all'irrisolta questione palestinese si stanno aggiungendo, in un crescendo di terribili attentati e feroci scontri tra fazioni, anche elementi di possibile coinvolgimento diretto delle due superpotenze;

NEL RIBADIRE che soltanto la formazione di uno stato palestinese e un accordo che garantisca la sicurezza di tutti i popoli e tutti gli stati della Regione medio-orientale possono consentire una effettiva pace anche per il Libano;

INVITA

il Governo italiano,

a prendere iniziative verso tutti gli stati e le forze coinvolte nella crisi mediorientale affinché la soluzione dei problemi aperti sia ricercata al tavolo delle trattative invece che sul terreno militare;

a ritirare il contingente militare presente in Libano, perché nella caotica situazione attuale i soldati italiani rischiano, oltre che la propria vita, anche di essere costretti a svolgere un ruolo di parte invece che di garanzia di accordi raggiunti;

DELIBERA

di inviare copia del presente documento al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Parlamentari valdostani, ai Capigruppo parlamentari della Camera e del Senato, affinché sia conosciuta la volontà dei rappresentanti della popolazione valdostana,

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Vice-Presidente Dolchi per l'illustrazione della mozione, ne ha facoltà.

DOLCHI (P.C.I.): Questa mozione era stata iscritta all'ordine del giorno della seduta del Consiglio del 24 e 25 novembre 1983: sono passati quasi due mesi e di questo argomento se n'è parlato ampiamente, ad ogni livello, nel nostro Paese.

Illustrare la mozione diventa quindi facile perché il Consiglio ha seguito non solo le polemiche ma anche le prese di posizione che si sono succedute in questo periodo. Più importanti fra tutte quelle del Presidente della Repubblica, che ha evidenziato nel suo messaggio di fine anno quale dovrebbe essere la posizione dell'Italia nei confronti del contingente di pace in Libano e i pericoli che questa presenza corre non solo per il contingente, ma per il fatto che, prendendo parte alle vicende di quel paese, non sarebbe più un contingente di pace, ma sarebbe un contingente di parte.

Quindi, poiché il Presidente della Repubblica ha illustrato questa mozione molto meglio di quanto potrei farlo io, mi rimetto a quello che lui ha detto ed al voto, che mi auguro sarà unanime, del Consiglio regionale.

PRESIDENTE: E' aperta la discussione generale sulla mozione. Ha chiesto di parlare il Consigliere Baldassarre, ne ha facoltà.

BALDASSARRE (P.S.D.I.): In linea di principio posso condividere la mozione presentata dal P.C.I., non posso - e per questo presento un emendamento - condividere il punto 2) del deliberato, dove si dice "invita a ritirare il contingente militare presente in Libano", per cui aggiungerei questo emendamento: dopo le parole "a ritirare", si aggiunga: "previo accordo con i rappresentanti dei paesi delle altre forze di pace presenti in Libano".

Se questo emendamento viene accolto dalla maggioranza del Consiglio e dai proponenti, voterò a favore della mozione, altrimenti il mio voto sarà contrario.

Un'altra piccola precisazione per il Consigliere Dolchi, è vero che ha condiviso tutto quanto ha affermato il Presidente Pertini, anche noi lo abbiamo condiviso; non possiamo però condividere la parte in cui il Presidente della Repubblica ha messo sulle stesso piano l'America e la Russia: questo è un fatto che rimproveriamo al Presidente della Repubblica, perché non riteniamo uguali le responsabilità di queste due nazioni.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tamone, ne ha facoltà.

TAMONE (U.V.): J'ai demandé à mon groupe de laisser à chacun de nous la liberté de voter comme il veut sur cet argument et même si le Président Pertini émet sympathie de tous les côtés, ce n'est pas pour cela qu'on doit nécessairement le suivre; je crois que Pertini, si on prend seulement la presse italienne des ces jours-ci, à partir de Scalfari pour finir à Biagi, se souviendra très bien de calibrer mieux ses interventions de fin d'année pour l'année prochaine, s'il veut être réélu.

A' titre personnel je déclare mon abstention sur cette motion.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Pascale, ne ha facoltà.

PASCALE (P.S.I.): Credo che questa mozione si possa condividere nella sua sostanza perché le preoccupazioni che sono state espresse per il nostro contingente nel Libano sono di tutti, e le ha giustamente espresse anche il Presidente della Repubblica Pertini.

Il Libano è un paese che ha sempre avuto un equilibrio molto precario per la presenza di tre Comunità religiose al suo interno, ma indubbiamente l'elemento dirompente è stato il problema palestinese. Finché non ci sarà una soluzione per questo problema che garantisca nel contempo anche l'esistenza dello Stato di Israele, non ci sarà pace né in Libano né in Medio Oriente, ed è anche vero che questo problema viene strumentalizzato dalle grandi potenze, sia da una parte che dall'altra.

Noi eravamo andati in Libano per svolgere un'azione di pace e per questo ci siamo meritati il rispetto di tutti i contendenti, adesso però la situazione sta cambiando e quindi va riconsiderato quello che è il nostro ruolo, gli obiettivi che ci eravamo posti.

Alla luce di questa situazione che è mutata anche per la posizione che hanno avuto le altre forze di pace che hanno in Libano i loro contingenti e che ci hanno messo in una situazione un po' ambigua, è opportuno che si prenda in considerazione il ritiro del nostro contingente da questo paese.

Avrei solo una preoccupazione da esprimere: che questo non avvenga sic et simpliciter, perché un ritiro immediato ed improvviso potrebbe anche sembrare una fuga da quelle che sono le nostre responsabilità e potrebbe anche porre la popolazione che siamo andati a difendere in una situazione abbastanza difficile.

Direi che questo ritiro deve avvenire con una certa gradualità, ovviamente d'accordo anche con tutte le altre forze che sono interessate: quindi l'unico emendamento che mi sentirei di proporre ala mozione, è che venga inserito questo concetto di gradualità, aggiungendo al punto 2) della delibera dopo "ritirare" la parola "gradualmente";

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Pedrini, ne ha facoltà.

PEDRINI (P.L.I.): Solo due parole a nome del P.L.I.: mi associo all'emendamento del Consigliere Baldassarre.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Fosson, ne ha facoltà.

FOSSON (D.C.): E' ovvio che siamo preoccupati tutti quanti per la situazione che si è determinata in Libano e siamo d'accordo ad invitare il Governo italiano a prendere tutte le iniziative necessarie per trovare la soluzione della crisi libanese, mediorientale, su un tavolo di trattative e non con le armi.

Sul secondo punto della mozione ci sono, a nostro giudizio, diverse considerazioni da fare e non so se si possa risolvere il problema richiedendo tout court il ritiro del contingente militare. A noi pare che i soldati italiani in Libano abbiano permesso all'Italia di riacquistare un certo prestigio in campo militare, svolgendo in modo serio la funzione che era stata loro affidata, per cui contrariamente a quanto previsto dal punto 2° della mozione, riteniamo di non dover esprimere dei giudizi e lasciare al governo prendere le decisioni di conseguenza.

Potremmo essere abbastanza d'accordo su quanto dicevano i Consiglieri Baldassarre e Pascale, semmai un ritiro graduale del contingente militare, ma riteniamo che tutto sommato forse questo Consiglio non possa andare al di là di un invito ad una pace generica per cui noi ci asteniamo sulla mozione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.): De la part de la Junte il y aura l'abstention sur la motion, en tenant compte de deux considérations: avant tout le fait que si d'un côté c'est correct qu'il y ait l'attention aussi de la part de Conseil régional de la Vallée d'Aoste sur des problèmes de la paix, de l'autre côté je pense que souvent il nous arrive de connaître déjà très mal des problèmes qui nous concernent directement, c'est encore plus difficile d'apprécier des choix qui dépassent longuement certaines attitudes.

Donc, en ne connaissant pas dans les détails - et je pense que personne dans ce Conseil soit à même de faire une exposition satisfaisante du problème, en tenant compte des relations internationales qui concernent le fait de la présence militaire dans le Liban - j'estime correct una abstention qui va dans la direction de maintenir une invitation à tous les états de travailler pour la paix.

Si dà atto che dalle ore 17,30 riassume la residenza il Presidente Giovanni Bondaz.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Vice-Presidente De Grandis, ne ha facoltà.

DE GRANDIS (P.R.I.): Si tratta di un problema di estrema delicatezza e di notevole gravità, tuttavia mi pare che questa mozione abbia in sè una contraddizione molto grave, tra quanto dice al punto 1) e quanto chiede al punto 2).

Al punto 1) si dice di invitare il Governo italiano "a prendere iniziative verso tutti gli stati e le forze coinvolte nella crisi mediorientale affinché la soluzione dei problemi aperti sia ricercata al tavolo delle trattative invece che sul terreno militare". Credo che su questo punto non ci sia niente da ridire. E' questo il desiderio di tutti gli uomini di buona volontà, non solo in questo Consiglio ma in tutto il Paese.

La 2° parte, là dove si invita "a ritirare il contingente militare presente in Libano", mi sembra in contraddizione con la prima parte: noi non possiamo limitarci a fare delle raccomandazioni alle fazioni che si scontrano in Libano con le armi; se abbiamo veramente questa volontà di pace e questo desiderio che non sia lasciata alle armi la soluzione delle contese, evidentemente dobbiamo fare qualcosa di più e questo qualcosa di più il nostro paese lo ha fatto inviando in Libano un contingente di pace.

Questo contingente di pace, come è già stato ricordato in questo Consiglio, ha riscosso l'approvazione e la stima di tutti, non solo delle fazioni belligeranti in Libano, ma nel mondo intero. La forza militare di pace italiana è stata indicata ad esempio di come si deve agire in queste situazioni.

Ora credo che in una situazione del genere l'invito a modificare i propri comportamenti dovrebbe essere rivolto alle altre forze militari di pace e non a quella italiana. Che la situazione possa avere dei momenti degenerativi e implicazioni più gravi, questo è purtroppo nella realtà delle cose, ma non credo che ritirandoci possiamo aiutare il Libano e le popolazioni di quel paese disgraziatissimo in questo periodo. Possiamo rivedere certi concetti o comportamenti, possiamo vedere se si possono attuare altre forme che meglio rispondono alle esigenze di salvaguardare la pace e trovare un accordo al tavolo delle trattative e non con le armi, ma quello di ritirarci sarebbe una fuga incomprensibile.

Per queste ragioni mi sento di approvare quanto detto al punto ° di questa mozione, ma sono assolutamente contrario al punto 2° della mozione, né mi sembra che anche con le modifiche suggerite da parte di alcuni Consiglieri si mutino le cose.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Vice-Presidente Dolchi, ne ha facoltà.

DOLCHI (P.C.I.): Avevo fatto una relazione rapidissima proprio perché l'argomento era ampiamente conosciuto, come poi è risultato dagli interventi dei Consiglieri.

Vorrei solo precisare che non trovo tra il punto 1) e 2) quelle contraddizioni a cui accenna il Consigliere De Grandis, proprio perché il contingente italiano, che è stato chiamato ed è di pace, si è comportato in modo conseguente, ha ottenuto quei riconoscimenti che unanimemente gli sono stati rivolti proprio perché non è intervenuto direttamente; non ha avuto grossi attacchi proprio perché ha saputo svolgere questa funzione e per queste ragioni la nostra richiesta va incontro al prestigio che si è guadagnato questo contingente, non intervenendo negli affari interni di parte esistenti in quel tormentato paese.

Invece le rappresaglie delle altre cosiddette forze di pace, ma che si sono poi dimostrate di guerra facendo bombardamenti ed intervenendo con pesantezza in svariate occasioni, fanno sì che noi riteniamo che il contingente italiano inviato per garantire la pace e proteggere le popolazioni inermi, non sia più in questo momento in grado di svolgere il compito per cui era stato inviato, visto che i partners bombardano e svolgono azioni militari.

Ecco quindi che riconfermiamo con la mozione la nostra posizione, anche in seguito a quanto è stato detto ed alle proposte che sono intervenute. Noi siamo disposti ad accettare, perché lo riteniamo corretto e giusto, l'emendamento proposto dal Consigliere Pascale, in modo che al punto 2° della mozione sia inserita la parola "gradualmente".

Per il resto ci rimettiamo al voto del Consiglio, sia sugli emendamenti che sono stati presentati, sia sul complesso della mozione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Stévenin, ne ha facoltà.

STEVENIN (U.V.): Evidemment ce ne sera pas le Conseil régional qui pourra décider de retirer nos militaires du Liban, mais moi je me suis posé cette question: si par hasard j'avais un fils qui devait partir pour le Liban, est-ce que je voterais pour cette motion?

Je me suis posé cette question et, malgré tout ce qui vient de dire le Conseiller De Grandis, que je partage entièrement car il faut reconnaître que l'Italie a eu un certain succès et tout le monde a reconnu que sa façon de se poser au Liban a été la façon la plus correcte, tout de même, je me suis répondu que j'aurais voté à faveur de la motion présentée par le parti communiste.

Je suis d'accord avec l'amendement du groupe socialiste et, étant donné que notre groupe a choisi librement de voter selon ce que chacun de nous pense vis-à-vis de ce problème, moi, je voterai à faveur.

PRESIDENTE: Metto in votazione gli emendamenti: al 2° punto del deliberato dopo la parola "ritirare" si aggiunga "gradualmente", come proposto dal Consigliere Pascale:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 32

Votanti 12

Favorevoli 12

Astenuti Aloisi, Baldassarre, Bene-forti, Bondaz, Borbey, Chabod, De Grandis, Faval, Fosson, Lanivi, Maquignaz, Marcoz, Martin, Pedrini, Perrin, Ricco, Rolando, Rollandin, Tamone e Voyat.

Il Consiglio non approva

PRESIDENTE: Pongo in votazione l'emendamento del Consigliere Baldassarre, al punto 2° del deliberato dopo la parola "ritirare" aggiungere "previo accordo con i rappresentanti dei paesi delle altre forze di pace presenti nel Libano":

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 32

Votanti 3

Favorevoli 2

Contrari 1

Astenuti Aloisi, Beneforti, Berti, Bondaz, Borbey, Breuve', Chabod, Cout, De Grandis, Dolchi, Faval, Fosson, Lanivi, Mafrica, Maquignaz, Marcoz, Martin, Millet, Pascale, Perrin, Pollicini, Riccarand, Rolando, Rollandin, Stévenin, Tamone, Tonino, Torrione e Voyat.

Il Consiglio non approva

PRESIDENTE: Metto in votazione la mozione nel testo originario non essendo stati approvati gli emendamenti presentati:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 32

Votanti 10

Favorevoli 8

Contrari 2

Astenuti Aloisi, Beneforti, Berti, Bondaz, Borbey, Breuve', Chabod, De Grandis, Faval, Fosson, Lanivi, Maquignaz, Marcoz, Martin, Pascale, Perrin, Pollicini, Rolando, Rollandin, Tamone, Torrione e Voyat.

Il Consiglio non approva