Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 290 del 11 gennaio 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 290/VIII - REVISIONE DELLA LEGGE REGIONALE RECANTE NORME PER LA COSTRUZIONE, LA GESTIONE ED IL CONTROLLO DI ASILI-NIDO COMUNALI. - (Approvazione di mozione).

PRESIDENTE: Do lettura della mozione presentata dai Consiglieri Torrione, Pascale e Breuvé:

MOZIONE

La legge regionale n. 39 in data 20 dicembre 1973 recante norme per la costituzione, gestione e controllo di asili-nido comunali in Valle d'Aosta rispecchia indubbiamente nelle sue linee impostative una situazione socio-culturale tipica in una realtà post-sessantottesca.

Infatti le finalità evidenziate allo art. 1, puntualizzano in pratica quanto già espresso dal corrispondente art. 1 della legge nazionale, una legge quest'ultima che postula e prospetta l'asilo-nido come punto di riferimento di una serie di grandi temi, peculiari tra l'altro di quel periodo, quali: l'occupazione femminile, la divisione dei ruoli sociali fra uomo e donna, la maternità e paternità consapevoli, la mancata attuazione di una riforma radicale del settore assistenziale, ed infine la ricerca di modalità operative che consentano ad un servizio sociale, che si occupa della crescita dei minori, di diventare un luogo ove si attivano processi di partecipazione e di cambiamento di modelli culturali.

Se è vero che simili problematiche restano tuttora valide ed attuali è però innegabile che la società nel suo complesso ha assunto obiettivi di riferimento e comportamenti completamente diversi da quelli ipotizzabili soltanto una decina di anni or sono.

Un certo accentuato "riflusso" nel privato, la riscoperta di un ruolo più tradizionale del modo di essere genitori, il contenimento del numero delle nascite con una conseguente stabilizzazione demografica uguale allo "zero", mettono in discussione l'impostazione e quindi la "struttura" stessa della L.R. in questione che, oltre agli scompensi sopra evidenziati, appare marcatamente caratterizzata più da una preoccupazione di tipo sanitario-assistenziale che da un'attenzione ai problemi di sviluppo dei minori inseriti in una comunità, qual è appunto l'asilo-nido.

E' per questi motivi che si rende indispensabile rivedere in termini radicali tale legge attualizzandola rispetto alle più avanzate acquisizioni culturali e alle effettive esigenze dei singoli Comuni o dei Consorzi di Comuni e alle legittime aspettative, ed ai bisogni dei genitori.

Tutto ciò premesso il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

DELIBERA

di impegnare la Giunta regionale a sottoporre al Consiglio regionale un provvedimento di legge di modifica della legge regionale 20 dicembre 1973, n. 39, uniformandosi ai seguenti criteri orientativi e di principio:

modificare o completare le finalità del servizio in base alle attuali necessità delle famiglie e della collettività nel suo insieme;

definire la gestione sociale prevedendo la possibilità di avvalersi della attività di cooperative di operatori sociali;

superare il criterio rigido di utilizzazione di figure professionali prettamente sanitarie (vigilatrici e puericultrici) che sono tra l'altro in fase di esaurimento sul mercato del lavoro;

rivedere in quanto eccessivamente pletoriche le competenze dei Comitati di gestione;

riconsiderare il ruolo e la formazione degli operatori privilegiando all'interno delle strutture il lavoro di "équipe" e all'esterno un collegamento maggiore con altre figure professionali dipendenti degli Enti locali o del Servizio sanitario;

riaggiornare requisiti tecnico-costruttivi riducendo ad esempio le capienze che per unità funzionale tipo devono essere attualmente di 30 e 50 unità per posti bambino nonché prevedendo l'istituzione di sezioni minime strettamente annesse a preesistenti scuole materne;

consentire il passaggio automatico dell'asilo-nido alle scuole materne al compimento del 3° anno di età per quei minori che già usufruiscano del servizio eliminando le attuali difficoltà burocratiche connesse all'inserimento nella scuola materna;

prevedere per la gestione un finanziamento pari al 100% delle spese anziché all'attuale 80% in considerazione delle enormi difficoltà dei Comuni per l'assunzione di personale.

PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare la mozione il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Credo che la mozione così com'è stata presentata abbia già in sè sufficienti elementi di valutazione in quanto abbiamo ritenuto opportuno riportare nella mozione stessa alcuni aspetti che rendono la L.R. n. 39 del 20.12.1973 - che riguarda appunto la costruzione, la gestione, il controllo di asili-nido - una legge ormai del tutto superata.

D'altronde, una società che si evolve con a velocità di questi ultimi tempi, rende i provvedimenti di legge a volte desueti e obsoleti nel giro di pochi anni. Era una legge che effettivamente rispecchiava nella sua impostazione quella che era un po' una filosofia post-sessantottesca, nel senso che accanto al problema centrale, che era quello della donna, poneva in essere una serie di strumenti atti a far si che la donna nell'ambito della società recitasse un ruolo sostanzialmente diverso. L'asilo-nido veniva interpretato come un punto di riferimento di grandi temi quali l'occupazione femminile, la divisione dei ruoli sociali fra uomo e donna, la maternità e paternità consapevoli ed anche, se vogliamo, la mancata riforma di un settore assistenziale, riforma che è ancora a mio avviso da attuare in quanto quelle grandi petizioni di principio non si sono poi concretizzare in una riforma organica e sostanziale del settore assistenziale.

Dicevo poc'anzi, dieci anni sono passati e la legge è invecchiata in maniera terribile, anche perché nella società, accanto alla problematica della donna, sono emerse altre problematiche: il calo demografico ha posto in una diversa dimensione il problema dell'asilo-nido e delle sue strutture, per cui possiamo dire che presiede al concetto di famiglia un certo tipo di mentalità sostanzialmente diversa, ed è quella che ormai è definita una tendenza costante ad un riflusso nel privato.

Pareva negli anni caldi del '68 che tutto dovesse risolversi nel collettivo; a dieci anni di distanza invece il privato ha ritrovato un suo significato ed una sua validità, sotto certi aspetti. E chi come me aveva creduto allora che tutto si potesse risolvere anche con delle strutture di tipo pubblico, si è accorto che, tutto sommato, non dico potenziare certe strutture di carattere privato, ma considerare come essenziali anche alcuni aspetti del privato stesso, costituisce un dato di fatto di cui bisogna tenere conto.

La legge regionale che allora fu sostanzialmente innovativa perché, tra l'altro, si calava in un contesto dove l'aspetto sociale era stato trattato sino allora in maniera marginale da parte dell'Ente Regione, ad un esame più approfondito - esame che hanno fatto d'altronde i Comuni e le collettività minori che si trovano a contatto continuo con la realtà dell'asilo nido - ha fornito alcune risposte delle quali sarebbe bene che la Regione prendesse atto per adeguare lo strumento legislativo alle effettive necessità della società e della collettività valdostana.

Per esempio, una certa parametrazione che c'era nella legge per l'inserimento dei bambini, il fatto che i bambini che si prevedeva di poter gestire nell'ambito dell'asilo-nido andavano dalle 30 alle 50 unità, danno una dimensione spropositata di una struttura che adesso non troverebbe neanche più un certo tipo di utenza; il fatto che alcune figure professionali si stiano esaurendo, forse perché il mercato del lavoro presenta quelle difficoltà cui accennavamo stamani. Il Comune di Aosta ha bandito recentemente un concorso per dodici puericultrici e mi hanno detto che al concorso si sono presentate sette persone: questo sta a significare che certe qualifiche professionali sono sempre più difficili da reperire sul mercato, mentre la legge sugli asili-nido fa specificatamente riferimento a quelle determinate figure e, senza quelle figure, il discorso della gestione dell'asilo-nido diviene impossibile. Lo stesso vale per l'aspetto principale del piano gestionale, che ruota intorno alla figura della vigilatrice d'infanzia: anche qui il mercato del lavoro trova sempre più difficoltà a reperire figure professionali del genere, mentre allora, con un escamotage che non ha trovato poi, e di questo me ne rammarico, pratica attuazione, si prevedeva per esempio l'utilizzazione di maestre d'asilo. Si è notato poi che l'ammissione delle maestre d'asilo ai concorsi non era possibile perché era vincolata ad una precisa disposizione di legge che diceva che per fare la puericultrice e la vigilatrice d'infanzia ci vogliono determinati requisiti.

C'è ancora il fatto che i Comuni si trovano per la gestione di questi servizi in difficoltà sempre maggiori, primo per questa carenza endemica di personale, secondo perché le disposizioni che regolamentano l'assunzione di personale diventano sempre più vessatorie nei confronti dei Comuni.

Ecco che allora il Comune stesso, in alcuni casi, ha fatto ricorso (ci accorgiamo discutendo di questa mozione come si innesta in tutto il discorso occupazionale che facevamo stamani) a Cooperative di lavoro, con ottimi risultati. Qui ad Aosta ci sono due servizi sociali che sono gestiti da Cooperative di lavoro che finora hanno risposto appieno alle esigenze dell'utenza. In parole povere, e senza scendere nel dettaglio, tutta la legge è vecchia e va modificata. E' un provvedimento che così com'è rischia di non trovare una sua pratica attuazione da parte di quegli enti minori che maggiormente hanno bisogno di queste strutture. Crediamo che sia doveroso riproporre in termini più concreti ed aderenti alla realtà attuale le disposizioni di questa legge, chiediamo che sia emendata e ci auguriamo che la Giunta accolga questi nostri suggerimenti. Se così sarà, ringrazieremo la Giunta per questa sua disponibilità, sollecitando solo il fatto che le modifiche siano portate all'attenzione di questo Consiglio con una certa sollecitudine.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Marcoz, ne ha facoltà.

MARCOZ (U.V.): Pur non condividendo tutte le motivazioni che testè ha detto il Consigliere Torrione, sono favorevole in linea di principio - e credo anche la Giunta - ad accogliere questa revisione della legge, in quanto è chiaro che è una legge rigida che deve essere rivista non solo in campo sanitario, ma in tutti i campi, perché i tempi corrono e l'esperienza acquisita di una legge vecchia dimostra che l'applicazione pratica della stessa ha avuto delle défaillances.

Infatti, accennando adesso alle considerazioni che faceva il Consigliere Torrione, sono d'accordo che le figure stesse del personale sono svanite in quanto c'è una riconversione del personale, manca ormai la figura delle professionali che era prevista nella legge, mentre oggi come oggi si richiede un altro tipo di personale. Per quanto riguarda la dimensione degli asili-nido, cui accennava prima il Consigliere Torrione, sui 30-50 posti, è chiaro che c'è un calo di natalità per cui, se ci sarà ancora bisogno di fare nuovi asili-nido, la legge dovrà essere rivista nel modo più assoluto.

Ribadisco la mia più completa disponibilità per quello che riguarda la revisione della legge. Voglio solo aggiungere, visto l'elenco degli orientamenti che il Consigliere Torrione ci ha dato nella sua mozione, di aggiungere nel deliberato, dopo "uniformandosi", le parole "ove possibile".

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): La mozione presentata dal gruppo socialista pone dei problemi che sono reali, quindi a noi sembra che le indicazioni date nel deliberato possano effettivamente servire per andare ad una revisione di una legge che oggi forse non è più adeguata.

Non condividiamo invece fino in fondo l'analisi sociologica svolta nelle premesse: dire che oggi si è passati dall'interesse per il collettivo all'interesse per il privato, o che siamo in una fase di riflusso secondo me implica delle valutazioni che possono più o meno essere condivise.

A nostro giudizio, più che di atteggiamenti culturali e politici, qui si tratta di mutamenti nelle condizioni sociali ed economiche delle famiglie, delle donne, delle persone; in un periodo in cui si pensava che l'occupazione femminile potesse svilupparsi sempre più, determinate strutture avevano un senso diverso rispetto alla fase attuale, in cui le donne sono ricascate dall'industria nelle proprie case. In momenti in cui la speranza di avere un mutamento di determinati assetti sociali era forte, la partecipazione forse era maggiore. Oggi viviamo in un'epoca di grande insicurezza soprattutto economica per tutti i cittadini: se aggiungiamo a questo anche l'insicurezza per la crescente tensione internazionale, è chiaro che, in queste condizioni, per il singolo anche la famiglia può rappresentare qualcosa di diverso, ma secondo me questo non presuppone un mutamento di tipo psicologico o culturale; è semmai più riferito a mutamenti di condizione politiche economiche e sociali, ma non voglio disquisire o polemizzare su questo.

Secondo noi per evitare una discussione sul riflusso o sul '68 che potrebbe essere interessante ma che forse sarebbe fuori luogo, proporremmo al Gruppo socialista di semplificare le premesse, dicendo semplicemente:

"Poiché con il mutamento delle condizioni sociali ed economiche si sono evidenziati problemi di applicazione della legge regionale n. 39 del 20 dicembre 1973;

essendo opportuno rivedere tale legge adeguandola alle più avanzate acquisizioni culturali ed alle effettive esigenze dei singoli Comuni o dei Consorzi di Comuni ed alle legittime aspettative ed ai bisogni dei genitori". senza modificare il deliberato.

Quindi proponiamo di semplificare l'analisi svolta nelle premesse, perché ci sembrano giuste alcune proposte concrete per far funzionare meglio la legge sugli asili-nido. Voglio ricordare che nel bilancio regionale assommano a cifre rilevanti i residui per questo tipo di spese, quindi esistono delle difficoltà nel funzionamento della legge.

Con queste proposte, se il Gruppo socialista accetta queste modifiche che non sono di sostanza ma di presentazione del problema, voteremo a favore della mozione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Mi associo ala proposta che ha formulato il Consigliere Mafrica per quanto riguarda una semplificazione della parte illustrativa della mozione perché, se da una parte è vero che questa legge, che risale al 1973, ha delle parti che sono ormai superate e che vanno riviste, non mi sen di poter condividere completamente la premessa che viene fatta dai Gruppo socialista prima della parte deliberativa,. In particolare non credo di poter condividere la polemica un po' larvata che c'è con la produzione legislativa post-sessantottesca, che sarà stata magari una produzione legislativa che cercava forse con eccessiva larghezza di tener conto di determinate spinte e ragioni sociali e che quindi può anche aver avuto dei difetti, ma che a mio avviso rimane comunque, quantomeno a livello regionale, la miglior produzione legislativa che abbiamo avuto, perché se confrontiamo la legislazione regionale di quegli anni con quella recente c'è amaramente da piangere e da rimpiangere la legislazione post-sessantottesca.

Quindi sono d'accordo con la semplificazione delle premesse, mentre la parte deliberativa va bene così com'è.

Si dà atto che alle ore 17,04 presiede il Vice Presidente Giulio Dolchi.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Rinviamo ad altra sede un dibattito sul '68 e sulle sue conseguenze.

Non abbiamo alcuna difficoltà a rivedere nei termini che ha proposto il Consigliere Mafrica il problema della parte iniziale della mozione.

Vorrei solo aggiungere che anch'io negli anni '70-'72 mi innamorai di alcune utopiche convinzioni che erano tipiche del '68, purtroppo un certo tipo di evoluzione della società ed una certa brutalità del sistema hanno vanificato quelle che allora erano alcune petizioni di principio, che fra l'altro hanno avuto il grosso merito di invertire totalmente in certi settori tendenze che non solo erano superate ed obsolete, ma erano addirittura contrarie allo spirito con cui si affrontavano certi problemi.

Tutta la problematica sugli anziani che maturò in quegli anni e che emerse con tutta la sua evidenza portò a dire no a certe strutture e portò a dire sì ad altre. Credo che non vada assolutamente vanificato ciò che c'era di positivo in questa svolta che incise in modo sostanziale nel sociale.

Prendiamo atto con piacere che la Giunta ha accolto la nostra mozione e prendiamo atto con soddisfazione che anche gli altri Gruppi di opposizione si sono pronunziati favorevolmente: ci permettiamo solo di raccomandare all'Assessore di portare il provvedimento in Consiglio più presto possibile, perché la legge denunzia i limiti che abbiamo qui evidenziato.

PRESIDENTE: Ci sono due emendamenti: il primo riguarda la soppressione dei primi quattro commi delle premesse iniziando poi in questo modo:

"Poiché con il mutamento delle condizioni sociali ed economiche si sono evidenziati problemi di applicazione della L.R. n. 39 del 20.12.1973.

Essendo opportuno rivedere tale legge, adeguandola ....", riprendendo poi nel testo originario.

Il secondo emendamento, proposto dall'Assessore Marcoz, riguarda il dispositivo della mozione: alla terza riga, si aggiungono le parole "ove possibile", dopo le parole "uniformandosi".

Metto in approvazione i due emendamenti con un'unica votazione:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità

PRESIDENTE: Metto ora in approvazione la mozione nel testo così emendato:

MOZIONE

Poiché con il mutamento delle condizioni sociali ed economiche si sono evidenziati problemi di applicazione della L.R. n. 39 in data 20.12.1973;

Essendo opportuno rivedere tale legge, adeguandola alle più avanzate acquisizioni culturali e alle effettive esigenze dei singoli Comuni o dei Consorzi di Comuni e alle legittime aspettative, ed ai bisogni dei genitori.

Tutto ciò premesso il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

DELIBERA

di impegnare la Giunta regionale a sottoporre al Consiglio regionale un provvedimento di legge di modifica della legge regionale 20 dicembre 1973, n. 39, uniformandosi, ove possibile, ai seguenti criteri orientativi e di principio:

modificare o completare le finalità del servizio in base alle attuali necessità delle famiglie e della collettività nel suo insieme;

definire la gestione sociale prevedendo la possibilità di avvalersi della attività di cooperative di operatori sociali;

superare il criterio rigido di utilizzazione di figure professionali prettamente sanitarie (vigilatrici e puericultrici) che sono tra l'altro in fase di esaurimento sul mercato del lavoro;

rivedere in quanto eccessivamente pletoriche le competenze dei Comitati di gestione;

riconsiderare il ruolo e la formazione degli operatori privilegiando all'interno delle strutture il lavoro di "équipe" e all'esterno un collegamento maggiore con altre figure professionali dipendenti dagli Enti locali o del Servizio sanitario;

riaggiornare requisiti tecnico-costruttivi riducendo ad esempio le capienze che per unità funzionale tipo devono essere attualmente di 30 e 50 unità per posti bambino nonché prevedendo l'istituzione di sezioni minime strettamente annesse a preesistenti scuole materne;

consentire il passaggio automatico dell'asilo-nido alle scuole materne al compimento del 3° anno di età per quei minori che già usufruiscano del servizio eliminando le attuali difficoltà burocratiche connesse all'inserimento nella scuola materna;

prevedere per la gestione un finanziamento pari al 100% delle spese anziché all'attuale 80% in considerazione delle enormi difficoltà dei Comuni per l'assunzione di personale.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità