Oggetto del Consiglio n. 322 del 11 giugno 1981 - Resoconto
OGGETTO N. 322/81 - PARZIALE ABROGAZIONE DELLA DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE N. 1997, IN DATA 14 APRILE 1981, CONCERNENTE COMPENSI AGLI ESAMINATORI DI CONCORSI REGIONALI. (Ritiro di mozione)
Presidente - Do lettura della mozione in oggetto.
MOZIONE
Il Consiglio regionale
VISTA la deliberazione n. 1997 del 14 aprile 1981;
RICORDATO l'articolo 4 della legge regionale 30 aprile 1980. N. 18;
CONSIDERATO che l'applicazione del citato articolo data con la deliberazione di cui in premessa appare contrastante con lo spirito informante l'azione del legislatore;
AL FINE di chiarire definitivamente la questione il Consiglio regionale
IMPEGNA
La Giunta regionale ad abrogare parzialmente la deliberazione n. 1997 del 14 aprile 1981 nella parte concernente l'impegno e la liquidazione di un compenso ad un dipendente regionale per la funzione svolta in qualità di esaminatore durante un concorso regionale.
Presidente - La parola al Consigliere Viberti.
Viberti (DPROL) - La richiesta che faccio con questa mozione è molto semplice. Chiedo che venga chiarito, una volta per tutte, che cosa si intendeva quando con la legge n. 18 del 30 aprile dello scorso anno, avevamo inteso togliere i compensi dovuti, devoluti a titolo di compenso, appunto, a dipendenti regionali che partecipassero in qualità di commissari a dei concorsi.
E a seguito anche, tra l'altro, di questa legge, avevo proposto che per i consiglieri ci fosse lo stesso trattamento. Perché? Perché si vuole intendere che il trattamento economico, tanto dei dipendenti quanto dei Consiglieri, sia onnicomprensivo. E invece con questa deliberazione si scavalca l'art. 4, con, a mio avviso, una interpretazione non giusta, non corretta, possibile perché è stata lasciata una porta aperta scrivendo che "è fatto divieto di corrispondere a personale regionale compensi dovuti in connessione con la carica". Ebbene, io non voglio fare una questione personale perché credo che, trattandosi di un concorso riguardante le guardie forestali ed essendo i dipendenti in questione al servizio dell'amministrazione in questo specifico settore, anche volendo interpretare a rigore che non siano dovuti solo compensi in connessione con la carica, a mio avviso, qui si è voluto forzare la legge; per cui la Giunta e la maggioranza possono giustamente fare quello che il numero di voti che hanno a disposizione gli permette. Però non mi sembra giusto lasciar passare quello che, secondo me, non era una corretta interpretazione della volontà che questo Consiglio aveva messo nell'approvare quell'articolo e cioè che non dovevano più essere corrisposti compensi di nessun genere perché esiste lo straordinario, perché esiste uno stipendio che è diventato onnicomprensivo e che è stato sfrondato da tutta una serie di voci che lo rendevano di difficile comprensione e tra l'altro davano un sacco di problemi ogni qualvolta si doveva modificare il contratto. E qui, lo ripeto, non c'è niente di personale: è soltanto la prima occasione in cui si è vista dare una interpretazione di questo genere che noi non riteniamo corretta. Di conseguenza chiediamo che ci sia una parziale abrogazione della delibera n. 1997 del 14 aprile di questo anno, parziale modifica che vada ad abrogare quella parte che secondo noi è contrasto non tanto con la lettera che potrebbe a stretto rigore essere interpretata in tal modo, ma con lo spirito di chi aveva steso la legge e di chi poi l'aveva approvata, cioè questo Consiglio.
Presidente - È aperta la discussione. La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (UV) - Mi dispiace, in ogni concorso, per legge, ci deve essere un membro esperto. Un membro esperto è scelto non perché è dipendente della Regione Autonoma Valle d'Aosta perché potremmo prendere un dipendente di Torino o di Roma. È scelto perché riconosciuto idoneo dalla Giunta come membro esperto e quindi anche la parte che il Consigliere Viberti terrebbe in piedi di questa delibera non sarebbe giusta perché riceve uno stipendio dalla Regione autonoma Valle d'Aosta; però non è invitato a questo concorso in quella veste, è invitato perché considerato membro esterno in altre materie. Il Consigliere Viberti potrebbe fare una mozione dicendo "La Giunta regionale si impegni a non invitare più membri esperti dipendenti della Regione". Non mandi cioè più dipendenti della Regione a concorsi. Ma i membri esperti sono sempre indennizzati, dappertutto, in qualsiasi maniera. Quindi anche in riferimento alla legislazione questa mozione deve essere respinta.
Presidente - Altri intendono prendere la parola? La parola al Consigliere Viberti.
Viberti (DPROL) - Io sicuramente non ho l'esperienza e la conoscenza che ha il Presidente della Giunta in questo campo; certo è che la spiegazione che mi è stata data non mi soddisfa completamente. Comunque, signor Presidente, io chiedo di ritirare la mozione e mi riservo di approfondire ulteriormente la questione e, se del caso, seguirò la proposta fatta dal Presidente della Giunta perché non ritengo che si debba aggirare - perché è questo a mio avviso che si fa - una norma che era stata stabilità in modo preciso. Non voglio mettermi a discutere adesso sul fatto che sia obbligatorio o meno, non lo so, se il Presidente della Giunta lo dice probabilmente è così. Purtroppo però ci ha abituato, molto spesso, a non poter più credere a quanto lui dice, per cui mi riservo di ripresentare eventualmente la mozione; tra l'altro non ero a conoscenza che anche l'altro, diciamo così, contraente fosse dipendente regionale.
Signor Presidente, io le ho detto che non ho tutte le sue conoscenze e non so chi sia questo signore; potrebbe essere un professore universitario, un professore che proviene dall'esterno della amministrazione e che insegna, per esempio, al Liceo Linguistico di Courmayeur. Ho fatto per fare un esempio, ed anche quello è pagato dalla Regione? No, Signor Presidente, non lo so, me lo dice lei; io mi informerò e se questo è vero ritiro la mozione. Adesso che lei possa avere ragione ed io essermi sbagliato, sono d'accordo; ho detto che ritiro la mozione, ma farmi passare davanti un carro armato dicendomi che è una lucciola questo non lo posso accettare, ecco.
Di conseguenza, lo ripeto, mi riservo di approfondire ulteriormente e, se del caso di presentare una mozione diversa che va in quel senso, perché non mi sembra giusto che si vada al di fuori di quella che era la volontà espressa con quella legge.
Presidente - Pertanto la mozione iscritta all'oggetto n. 28 viene ritirata dal proponente.
Il Consiglio prende atto.
Passiamo all'esame dell'oggetto iscritto al n. 29 dell'ordine del giorno.
