Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 315 del 11 giugno 1981 - Resoconto

OGGETTO N. 315/81 - DISEGNO DI LEGGE CONCERNENTE: "CONCESSIONE DI UN CONTRIBUTO STRAORDINARIO ALL'AZIENDA AUTONOMA 'AGRARIA REGIONALE VALDOSTANA'".

Presidente - La parola all'Assessore all'Agricoltura e Foreste, Marcoz, per l'illustrazione del disegno di legge n. 286.

Marcoz (UV) - Anche per questo disegno di legge, già in sede di approvazione di bilancio, si era discusso di questo volano indispensabile all'Agraria Regionale, di questa liquidità per poter rifare la sua attività. Come tutti sanno, infatti, la Agraria Regionale opera in condizioni disagiate rispetto ad altri imprenditori, in quanto la mancanza di finanziamenti la costringe a fare certe trattative con certi fornitori e a subire certe condizioni.

Questi 200 milioni, quindi, erano un primo volano indispensabile acché l'Agraria Regionale si rimettesse un po' in quadro. Come avevo anticipato, il Presidente della Giunta ha nominato una Commissione che sta rivedendo tutto il problema dell'Agraria Regionale. Il Dr. Garbi sta attualmente studiando, come Direttore Amministrativo, mi sembra, tutta la questione dell'Agraria Regionale, quindi il Presidente della Giunta potrà fornire in merito i ragguagli sull'andamento dell'Agraria Regionale.

Presidente - Su questo disegno di legge esiste il parere della Commissione Affari Generali, della Commissione per lo Sviluppo Economico e il parere favorevole dell'Assessorato alle Finanze.

È aperta la discussione generale.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica. Ne ha facoltà:

Mafrica (PCI) - Su questo contributo straordinario all'Agraria, credo che meriti fare qualche riflessione. Continuiamo, come Consiglio Regionale, in una serie di situazioni a intervenire in modo frammentario, dando un certo respiro in situazioni insostenibili, però non prendendo mai un provvedimento che vada verso una soluzione di maggior respiro del problema.

Per quel che riguarda l'Agraria Regionale, innanzitutto, vorrei fare all'Assessore all'Agricoltura e Foreste che, purtroppo, quel giorno, ha detto prima, non poteva essere presente, una serie di domande per avere più chiara la situazione.

Quando ci si trova in una situazione grave come quella dell'Agraria è indispensabile fare qualcosa, però bisogna vedere se quello che si fa raggiunge, poi, gli scopi prefissi oppure se non rappresenta un qualcosa che contribuisce a mantenere uno stato precario, se non preagonico, a volte, in determinate situazioni. Vorrei sapere dall'Assessore qualche notizia di più su questo progetto assegnato - ha detto il Presidente della Giunta - ad una Commissione presieduta dal Dr. Garbi, perché nella relazione introduttiva, Assessore, le notizie sono molto scarse, si capisce solo che c'è un tentativo di riorganizzare il magazzino.

La mia domanda è semplice: il giro d'affari dell'Agraria è intorno ai 2 miliardi, mi piacerebbe sapere a quanto ammonta, a dove siamo arrivati con il livello dell'esposizione finanziaria, perché con un giro di affari di questo tipo, dare 200 milioni di contributo e non risolvere la situazione lascia molte perplessità, evidentemente la situazione deve essere molto più grave di quello che potrebbe apparire. Ora, le ragioni che ci sono state dette in Commissione dai tecnici dell'Amministrazione regionale sono le seguenti: la mancanza di un fondo di rotazione ha fatto sì che l'Agraria si dovesse accollare una parte di crediti in luogo degli agricoltori che utilizzavano i suoi servizi per un certo tempo. Da un po' di tempo si è cambiato il sistema, però permane una situazione debitoria con tali livelli che il tutto si ripercuote nella capacità contrattuale dell'azienda, rispetto ai fornitori, che quindi nel complesso, non si riesce ad uscire da una situazione molto pesante. Le domande che facciamo all'Assessore sono, prima: con questi 200 milioni, in che modo riusciamo effettivamente ad intervenire? Seconda: è possibile una ristrutturazione che si limiti soltanto al magazzino, all'esposizione delle merci o non occorre qualcosa di più profondo? Terza: non è venuta meno, in questa situazione, la finalità stessa dell'Agraria che si è trasformata in un negozio che lavora in perdita - mentre ci sono negozi di privati che su questo fanno affari anche consistenti - non facendo assolutamente più nulla per quanto riguarda un aiuto dal punto di vista tecnico ai soci, agli agricoltori per le ricerche di mercato, per l'adeguamento delle produzioni? Siamo qui che teniamo in piedi una struttura che, però, non è competitiva rispetto ai privati e non ha una funzione calmieratrice e che per di più, si trova in condizioni finanziarie, che si presumono abbastanza negative e che in realtà, non conosciamo esattamente.

Vorremmo avere qualche chiarimento e soprattutto sapere se è possibile avere un impegno per una discussione, un progetto da portare nella Commissione Sviluppo Economico che abbia capacità risolutive maggiori che non questo semplice tamponamento di 200 milioni per contentare un po' i fornitori e per riprendere un po' di credito sul mercato.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

Andrione (UV) - Definire questi 200 milioni un tamponamento è esatto. Io partirei dall'ultima domanda posta dal Consigliere Mafrica per vedere se riusciamo a spiegare bene quale è la situazione. Le finalità dell'Agraria permangono nella legge esecutiva e in questi anni quale è stato il compito dell'Agraria? Quello di garantire che i contributi, siano essi CEE, siano regionali, siano semplicemente dei Consorzi di credito agrario, arrivino effettivamente al destinatario e non vengano assorbiti dalla fascia commerciale, cosa che avviene e che era avvenuta con la cessione immediata del bene acquistato dall'agricoltore e con il successivo recupero da parte dell'azienda venditrice del contributo in questione.

Per mantenere questa politica, vista l'insufficienza del fondo di dotazione, e soprattutto, la sempre maggiore stretta creditizia che si verifica su due piani: da un lato, i fornitori che non aspettano più e vogliono essere pagati a breve, non accettano più il pagamento a 120 giorni, ma chiedono quello a 30; dall'altro, il tasso di interesse che è salito in maniera enorme.

Il mercato valdostano è, questo bisogna riconoscerlo, ricco perché, trascorso il periodo di tempo - l'esempio tipico che faccio è quello dei trattori - si ha di nuovo diritto al contributo, esiste un ottimo mercato dell'usato che va a finire in Canavese, e cose di questo genere, e qui si ricominciano a comperare attrezzature e macchinari nuovi.

Una grossa ditta che è sul mercato, la Beton, per intenderci meglio Gerbore, intende chiudere e vendere e l'amministrazione comunale non sarebbe aliena dall'esaminare, evidentemente in Commissione, in Consiglio, il trasferimento, l'acquisto dell'Agraria o la concessione all'Agraria stessa di un fondo di rotazione in maniera da renderla veramente un'Azienda autonoma che possa staccarsi completamente dalla tutela della Regione e, quindi, a darla in mano agli utenti, che effettivamente hanno bisogno di un'azienda di questo genere, e dalla tutela, altresì, bancaria.

L'esposizione - poi potrò consegnare al Consigliere Mafrica i bilanci - dell'Agraria, attualmente, è di 626 milioni e 393 presso i fornitori e di 548 milioni presso banche; i 200 milioni che diamo, praticamente, servono alla chiusura del conto interessi impedendo che gli interessi divengano capitale, si moltiplichino e pregiudichino ancora di più la sua situazione. La nostra proposta è quella di mantenere l'Agraria, perché le sue finalità sono valide, le sue possibilità sono enormi, in attesa - e avremo modo di discutere, credo, in questa tornata più a lungo, - che il nuovo riparto fiscale dia alla Regione i mezzi finanziari necessari per quell'intervento più profondo, determinate che è stato richiesto dal Consigliere Mafrica; intervento che, evidentemente, consiste nel dare a questa azienda i mezzi necessari per la sua funzione. C'è da stabilire qual è la cifra, quali sono i compiti che si vogliono.

Nei confronti dell'Agraria, in questi ultimi tempi, si erano sviluppate numerosissime critiche, rivolte alla gestione, al personale e soprattutto alla concezione diversa della direzione, che la vedeva più come un ufficio di vendita, e quindi, magari, anche con degli incentivi promozionali per delle vendite, che, come un'azienda tipica, per l'agraria.

Dopo aver nominato una Commissione, avere esaminato a fondo questi conti e queste questioni abbiamo nominato il Dr. Garbi Direttore Generale. Non si tratta soltanto di mettere a posto il magazzino, perché, formalmente, Consigliere Mafrica, l'Agraria che ha avuto delle perdite per 67 milioni come si è visto dal bilancio, avrebbe esattamente lo stesso capitale di quante sono le perdite. Soltanto che se un trattore rimane 6 mesi in deposito o se certe falciatrici vengono vendute con ritardo tutti gli oneri vengono caricati all'Agraria e di conseguenza si accumulano delle perdite. Il compito di questo Direttore Generale è quello di riorganizzazione completamente l'Agraria come Azienda specifica del settore evitando qualsiasi premio, evitando qualsiasi cosa che non sia un'azione calmieratrice e l'effettivo raggiungimento degli scopi che ci proponiamo con l'assistenza agli agricoltori.

I primi mesi, e qui concorderei con il Consigliere Mafrica mi dia tempo quindici giorni e potrei organizzare l'incontro con le spiegazioni e tutto il resto, di questa gestione sono stati positivi, diversi risultati, apparentemente piccoli, ma di valore come organizzazione sono stati raggiunti, c'è stato anche un licenziamento e quindi anche nei confronti del personale le cose sono migliorate. La scelta che il Consiglio deve fare è di questo ordine: operare un tamponamento, dare l'ossigeno necessario per potere, in un secondo tempo, e con maggiori finanziamenti, operare una scelta sull'Agraria Regionale ancora esistente, oppure liquidarla fino da adesso e dire: "no i conti sono questi, si paga e non ci sarà più Agraria Regionale". La scelta che la Giunta propone è di mantenerla viva per potere, poi, operare un risanamento in profondità perché secondo noi, ha degli scopi e delle possibilità notevoli di appoggio all'agricoltura in Valle d'Aosta.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo. Ne ha facoltà.

Minuzzo (PSDI) - Circa il problema dell'Agraria - io sono due anni che sono in Consiglio regionale - di anno in anno si parla di ristrutturazione, di rivederne il ruolo e le finalità, però siamo sempre andati avanti dello stesso passo. Ogni anno si dice sempre: bisogna rivedere e fare. Quest'anno, però, un certo passo avanti è stato fatto, ho sentito il Presidente della Giunta che ha detto al collega Mafrica che è in grado di fargli vedere il bilancio, cosa che a me è stato impossibile l'anno scorso, perché il bilancio era irreperibile. I funzionari dell'Assessorato dicevano che l'aveva il Presidente dell'Agraria, il Presidente dell'Agraria diceva che lui l'aveva versato, ecc. ecc. L'anno scorso ho fatto un'interpellanza su questo problema perché era impossibile parlare con i responsabili dell'Agraria; chi era decaduto dalla carica di Consigliere, chi era appena subentrato, per cui non sapeva bene come stavano le questioni, e via dicendo.

Mi auguro che questa volta, con la nomina di questo Amministratore, Direttore Responsabile, si sia imboccata la strada giusta.

Prendendo esempio e spunto da dichiarazioni fatte dall'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Pollicini, il quale ha pensato bene, in previsione dell'arrivo del riparto fiscale di riaprire le domande sui fondi di rotazione, sulla ristrutturazione per il capitolo 1 e 2, mi sembra, siccome il Presidente della Giunta è un anno che sta parlando di queste ipotesi di acquisto da parte dell'Amministrazione regionale della Beton e dice che la Giunta non è aliena a questa operazione; è giusto chiedere al Presidente della Giunta, vista la sua disponibilità a far discutere il problema nella Commissione competente o nelle Commissioni competenti, se non ritiene utile predisporre una bozza di questa operazione e iniziare a mandarla avanti.

Questo riparto fiscale, infatti, da come stanno andando le cose a livello romano, penso che ben difficilmente, a meno che l'On. Spadolini non riesca a formare questo Governo, potrà arrivare per il 1981. Iniziamo quindi a studiare, a valutare questa ipotesi; mi accennava il Presidente della Giunta, in modo che, quando arriverà questo benedetto riparto probabilmente la Regione sarà già pronta ad effettuare l'operazione. Questo per evitare ulteriori perdite di tempo, perché quest'anno sono 200 milioni per un contributo straordinario, il prossimo anno certamente non basteranno più, e si dovrà fare un'altra legge per un altro intervento straordinario. Sarebbe opportuno quindi iniziare ad affrontare i problemi fin d'ora e cercarne la risoluzione.

Questa è una proposta, che faccio al Presidente della Giunta perché, forse, siamo arrivati alla conclusione della questione della Centrale del Latte - almeno in Commissione abbiamo espresso parere, in linea di massima, favorevole a una bozza di ristrutturazione, abbiamo chiesto alla Giunta che ci presentasse un progetto esecutivo di ristrutturazione per esaminarlo; iniziamo allora ad affrontarlo oggi questo problema dell'Azienda Autonoma Agraria Regionale, per un risparmio di tempo e denaro di cui certamente beneficeranno i nostri agricoltori.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta per concludere la discussione generale. Ne ha facoltà.

Andrione (UV) - Solo per dire al Consigliere Minuzzo che si può fare una discussione di principio: si vuole o non si vuole. Le trattative in questione non sarebbero lunghe, perché, da una parte, c'è l'intenzione di vendere e se il Consiglio ha intenzione di comperare la questione si mette in moto in brevissimo tempo; ma è difficilissimo fare delle trattative quando, da questa parte, manca la liquidità perché la maggioranza ha ritenuto di dare priorità ad altre spese. La discussione che io proponevo in cui può essere esaminata anche la collocazione e il futuro dell'Agraria Valdostana, in termini generali, era, invece, sulla strutturazione interna dell'Agraria, che sia qui o là è un'altra questione.

Su questo punto siamo d'accordo, o fate voi come Commissione, e, se mi date tempo, vengo anch'io e ne possiamo discutere più ampiamente.

Presidente - Passiamo all'articolato del disegno di legge 286.

Do lettura dell'art. 1:

La Giunta regionale è autorizzata a concedere, per l'anno 1981, un contributo straordinario di L. 200.000.000 a favore dell'Azienda autonoma "Agraria Regionale Valdostana" per i fini di cui all'art. 16 della legge regionale 23 maggio 1973, n. 27, recante l'istituzione dell'Azienda autonoma "Agraria Regionale Valdostana".

L'onere derivante dall'applicazione della presente legge graverà sul capitolo 33400 della Parte Spesa del bilancio preventivo della Regione per l'anno finanziario 1981:

a tal fine lo stanziamento del capitolo stesso è aumentato di L. 200.000.000.

Alla copertura dell'onere, si provvede mediante riduzione di pari importo dello stanziamento iscritto al Cap. 50000 (fondo globale per il finanziamento di spese per l'adempimento di funzioni normali - spese correnti).

Presidente - Pongo in votazione l'art. 1:

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevole: 24

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - Do lettura dell'art. 2:

Al bilancio di previsione della Regione per l'anno 1981 sono apportate le seguenti variazioni:

Parte Spesa

Variazione di diminuzione:

Cap. 50000 - Fondo globale per il finanziamento di spese per l'adempimento di funzioni normali - spese correnti.

L. 200.000.000

Variazione in aumento:

Cap. 33400 - Contributi all'Azienda Autonoma "Agraria Regionale Valdostana" (L.R. 23.5.1973, n. 27)

L. 200.000.000

La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.

Presidente - Pongo in votazione l'art. 2:

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 24

Il Consiglio approva all'unanimità

DICHIARAZIONE DI VOTO

Presidente - Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il Consigliere Mafrica. Ne ha facoltà.

Mafrica (PCI) - Noi abbiamo votato a favore di questi due articoli e voteremo a favore del provvedimento con un sì condizionato, cioè vogliamo prendere per buona la proposta del Presidente della Giunta che questo tamponamento, che oggi il Consiglio regionale fa, sia l'ultimo e che si vada, effettivamente, ad una modifica della situazione. Condividiamo infatti le finalità di questo tipo di struttura e pensiamo che possa avere ancora un futuro pur non avendo, ancora oggi, soluzioni - visto che le cose sono arrivate a questo punto - alternative. Teniamo in vista, però diciamo che è l'ultima volta, se si può dire una cosa di questo tipo. Noi spesso critichiamo, e lo facciamo in questo Consiglio, analoghe strutture dello Stato dicendo che sono piene di debiti, e che divorano denaro pubblico, poi quando abbiamo qualcosa di analogo nella nostra Regione, non sempre riusciamo a gestire in modo differente. Abbiamo discusso qualche settimana fa della Centrale del Latte, discutiamo oggi dell'Agraria, quindi, o a livello regionale riusciamo a dimostrare che effettivamente è possibile avere una gestione e una utilizzazione di queste diverse aziende, strutture, centrali che abbia una funzione positiva e che, però, non sia, dal punto di vista economico, una frana, oppure molte critiche che spesso vengono fatte si dimostrano, per lo meno, generiche e difficili da modificare quando ci si trova in condizioni analoghe.

Quindi voteremo a favore di questo contributo aspettando che si porti alla Commissione Sviluppo Economico l'argomento con qualcosa di documentato, con un progetto scritto, con delle cifre esposte, perché la discussione non avvenga in modo generico, ma si sviluppi concretamente, e perché con l'arrivo del riparto fiscale, effettivamente, si possa procedere ad un risanamento generale e definitivo.

Presidente- Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

Andrione (UV) - Come dichiarazione di voto, ma in realtà come specificazione di una questione. Noi votiamo a favore, ma distinguendo nettamente due aspetti: uno è quello dell'amministrazione, che deve essere buono comunque; l'altro è quello della capacità regionale di finanziare certe iniziative o di stabilire la priorità. O noi siamo in grado di fare questo lavoro, oppure diciamo: "preferiamo fare questo piuttosto che gli acquedotti" ed è una scelta possibilissima.

Comunque sia, il primo passo da fare è quello di garantire che l'amministrazione delle strutture pubbliche, in questo caso delle strutture pubbliche regionali, sia un'amministrazione corretta, dopo di che il Consiglio deciderà, se è in grado, se vuole fare questo o se vuole fare l'altro.

Presidente - Si passa alla votazione sul complesso della legge che è la 286.

Esito della votazione:

Presenti, votanti: 26

Maggioranza richiesta: 14

Favorevoli: 24

Contrari: 2

Il Consiglio approva.