Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 39 del 22 settembre 1983 - Resoconto

OGGETTO N. 39/VIII - PROVVEDIMENTI PER EVITARE ABUSI NELLE TARIFFE PRATICATE DA ALCUNI ESERCIZI PUBBLICI. (Interpellanza)

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Berti:

INTERPELLANZA

Rilevato come turisti italiani e stranieri abbiano avuto motivo di lagnarsi dinanzi alle tariffe eccessive praticate in alcuni esercizi pubblici - bar e ristoranti - della Valle d'Aosta;

Osservato che il problema dei prezzi praticati soprattutto in alcune località turistiche della Regione è stato trattato dalla stampa quotidiana con accenti sfavorevoli al nostro turismo;

Considerato che i costi elevati praticati in tanti esercizi non invogliano certo la potenziale clientela a soggiornare nei centri turistici valdostani;

INTERPELLA

l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali per sapere se non ritiene opportuno esaminare a fondo il problema adottando provvedimenti che, pur senza ledere gli interessi locali, ridimensionino comportamenti discutibili-di tanti operatori ricorrendo ad azioni repressive in caso di accertati abusi ed a controlli da parte degli stessi organi di polizia (Guardie di Finanza, Carabinieri, Pubblica Sicurezza).

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Berti; ne ha facoltà.

BERTI - (Art. e Comm. valdostani): Allacciandomi all'intervento del Consigliere Tonino, nella mia interpellanza io sono entrato più specificamente nel campo dei prezzi, perché la nostra Regione, purtroppo, non solo talvolta, ma molte volte, viene presa da esempio dalla stampa nazionale distorcendo, un'immagine che non le è propria.

Cioè, si dice che la nostra Regione è quella più cara, che il reddito pro-capite è il più alto. Quest'estate ho letto alcuni articoli su giornali quotidiani in cui veniva accentuato il continuo aumento dei prezzi, che dà l'impressione al turista che qui non ci sia un coordinamento, una garanzia, una certa livellazione da un esercizio all'altro. Quindi io volevo anche chiedere se la Consulta del turismo, che era stata formata circa due anni fa, aveva compiti di controllo o di coordinamento sui prezzi.

Vorrei appunto sapere dall'Assessore se si può fare qualcosa, se abbiamo un programma, o se ha già in atto una limitazione sui prezzi, perché questa lievitazione invece di portare beneficio all'immagine turistica della nostra Regione crea soltanto delle difficoltà anche per gli stessi operatori, perché, per quei pochi disonesti, ne traggono svantaggio tutti gli altri che sono onesti.

Volevo citare un esempio: quest'estate mi trovavo a Courmayeur, assieme a un vigile urbano; è arrivata una macchina targata Milano e ha chiesto il miglior albergo della zona, dove non si superino le 500.000 lire al giorno. Il vigile l'ha indirizzato al "Royal" dove credo si paghi 130-150.000 Lire; e questo signore gli ha dato 50.000 di mancia perché l'ha mandato in un albergo dove si spendevano solo 150.000 Lire!

Perciò chiedo se non si può fare qualcosa attraverso la Consulta, una Commissione che aveva già predisposto l'Assessore precedente, ma che poi non ha quasi mai funzionato, perché non ne ho mai sentito parlare e di cui non conosco le competenze e le finalità.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore Borbey; ne ha facoltà.

BORBEY - (D.C.): Ci siamo accorti che l'amico Berti in questi mesi sta girando la Valle d'Aosta per trovare pecche o possibili errori degli Assessori! In ogni caso ritengo che tutta la Giunta sia preoccupata per i reclami che vengono dai turisti che scrivono all'Assessorato competente perché determinati locali hanno applicato dei prezzi secondo loro non alti in assoluto, ma alti rispetto al servizio che hanno ottenuto. Però, legalmente, l'Amministrazione regionale non può fare qualcosa, ha un potere legale e un potere esecutivo nel predisporre determinate cose, perché mi sembra ci sia una Commissione prezzi, e i prezzi che vengono praticati sono tendenzialmente prezzi di listino. Alcune volte è il servizio che è carente rispetto al prezzo. E' questa l'attività che ha iniziato il mio predecessore e che io continuerò con la Consulta del turismo, dopo essermi confrontato con i colleghi di Giunta e con le forze di maggioranza, circa eventuali modifiche d'indirizzo, per trovare il sistema di sensibilizzare gli operatori, affinché il prodotto della Valle d'Aosta, il nostro prodotto turistico, sia venduto a prezzo idoneo e parallelamente a quello che è il servizio.

Perché non è vero che la Valle d'Aosta costa di più delle altre Regioni: questo non lo credo, perché, personalmente, in tutti i posti dove vado in vacanza pago tanto quanto in Valle d'Aosta.

Ma è necessario trattare bene il cliente e fargli pagare quello che è giusto in base al servizio che gli dai.

Quindi è un invito che noi accettiamo e senz'altro ci confronteremo nei prossimi mesi proprio con motivazioni tecniche che gli esperti in materia ci daranno, forse gli stessi che fanno parte della Consulta del turismo.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parare il Consigliere Berti; ne ha facoltà.

BERTI - (Art. e Comm. valdostani): Mi aspettavo una risposta un po' più incisiva dall'Assessore; però penso sia chiaro che la sensibilizzazione si deve fare, però avvalendosi di tutti gli organismi, dei meccanismi che l'Assessorato possiede, e quindi anche le organizzazioni sindacali di categoria, le Associazioni Commercianti, gli esercenti, ecc.. Oltre a sensibilizzare dobbiamo anche avene un quadro generale del prezzo, perché è vero che in effetti in Valle d'Aosta non è che si paghi il prodotto più caro rispetto ad un'altra Regione, però purtroppo certa stampa lo riporta sotto quell'aspetto e quindi ci crea un'immagine negativa. Noi dobbiamo superare questo attraverso una sensibilizzazione, anche una moralizzazione dei prodotti che si devono vendere in Valle d'Aosta, perché ogni prodotto deve avene un giusto prezzo secondo anche la località. Non si può pretendere che per esempio a Courmayeur e Cervinia, perché sono località turistiche rapportate a livello di Cortina d'Ampezzo, si debba pagare una birra 5.000 Lire, mentre la stessa birra a Pré-Saint-Didier la si paga 1.000 Lire.

Ma a parte episodi così sporadici, non troviamo nessuna applicazione perché manca uno strumento per poter definire e limitare i prezzi.

Io pensavo che attraverso quella Consulta, o comunque qualche altro organismo, si possa arrivare a far qualcosa.

Comunque speriamo che l'Assessore e la Giunta riescano a moderare, anche in previsione della stagione invernale, questa situazione, affinché non dobbiamo più leggere nei giornali che in Valle d'Aosta sono dei ladri, quando invece questo non è vero.