Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 38 del 22 settembre 1983 - Resoconto

OGGETTO N. 38/VIII - ANDAMENTO DELLA STAGIONE TURISTICA ESTIVA 1983 IN VALLE D'AOSTA. (Interrogazione).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interrogazione in oggetto, presentata dai Consiglieri Tonino, Millet e Dolchi:

INTERROGAZIONE

Gli organi di stampa hanno anticipato in questi ultimi giorni alcuni dati parziali, spesso contraddittori, sull'andamento della stagione turistica estiva nella nostra Regione.

Il bilancio pare sia diverso da località a località, tuttavia nel complesso si sarebbe verificata una ulteriore flessione che si aggiunge alla graduale perdita di peso del turismo estivo in Valle d'Aosta.

Al fine di avere un quadro ed un'analisi più precisa cella situazione, i sottoscritti Consiglieri regionali

INTERROGANO

l'Assessore regionale al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali per conoscere:

1) qual'è stato l'andamento degli arrivi e delle presenze negli esercizi alberghieri ed extra-alberghieri, raffrontato con quello degli anni precedenti;

2) in quali stazioni turistiche si sono verificate le variazioni più consistenti e, sulla base delle analisi dell'Assessorato, per quali cause;

3) qual'è la valutazione della Giunta regionale sull'andamento della stagione estiva 1983 e quali provvedimenti la situazione generale del turismo in Valle d'Aosta, consiglia di assumere.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Borbey; ne ha facoltà.

BORBEY - (D.C.): Viene richiesto qual'è stato l'andamento degli arrivi e delle presenze negli esercizi alberghieri e extra-alberghieri raffrontato con quelli degli anni precedenti: io devo immediatamente dire in linea generale, che parecchie Aziende di Soggiorno, anzi la maggior parte, non ci hanno ancora fatto pervenire i dati, in particolare per il mese di agosto e per la prima quindicina di settembre. Abbiamo i dati di giugno e luglio e la media di presenze raffrontata all'anno scorso e più o meno sulla stessa percentuale.

Per alcune località - rispondo alla seconda domanda - a Courmayeur, nella Valtournenche, nella Val di Gressoney, abbiamo percentuali di presenze superiori a quelle dell'anno scorso. Dai tecnici questo ci è dato come un raffronto non perfettamente in linea con a realtà, forse perché ci sono dichiarazioni più veritiere rispetto a quelle degli anni precedenti.

Quindi la valutazione della Giunta regionale - l'ultimo punto richiesto - si farà in seguito. Da parte della Giunta regionale si è molto attenti a quanto si sta evolvendo nella politica del turismo. E cioè in questo anno - e già l'anno scorso in parte - ci si sta accorgendo che le presenze sono aumentate, ma sono presenze limitate come periodo; 2-3 giorni, e il turista che prima si fermava 15 giorni, ora li riduce a sette.

Abbiamo avuto un calo di presenze straniere, in modo particolare francesi e tedeschi, e voi sapete per quali motivazioni: i francesi per le restrizioni di moneta, e i tedeschi perché hanno scelto di fare le vacanze nel loro paese perché per legge hanno un'agevolazione fiscale. Ho già avuto degli incontri con gli operatori turistici; la nostra preoccupazione è di cercare con essi un rapporto di correttezza, di sensibilità. Gli albergatori di Cervinia, con i quali ho avuto poco tempo fa una riunione, sino all'altro ieri non sono mai stati preoccupati; oggi lo sono anche loro, e dicono che c'è un calo proprio di disponibilità finanziaria. La crisi c'è e la classe politica, la classe imprenditoriale, tutti gli operatori turistici devono essere all'altezza del loro compito; quindi affabilità, dare le strutture necessarie, adottare dei prezzi che siano i prezzi normali sul mercato e non forse, a volte, quelle stangate che alcuni esercizi alberghieri possono adottare e adottano.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

TONINO - (P.C.I.): Giustifico l'insufficienza della risposta dell'Assessore Borbey perché mancano i dati complessivi. Chiedo tuttavia all'Assessore Borbey che non appena ci sono i dati questi siano esaminati in modo approfondito, perché, per riprendere una delle ultime frasi che l'Assessore ha detto, siamo in un momento di crisi in cui si richiedono anche trasformazioni del modo di vendere l'immagine della Valle d'Aosta e di fare il turismo nella nostra Regione. Chiederei inoltre all'Assessore di valutare, se possibile non soltanto i dati sulle presenze e sugli arrivi, che non dicono tutto, perché in questa stagione - almeno da quello che si sente dire dagli operatori turistici - si ha anche la sensazione di un turista che ha speso di meno, che ha limitato notevolmente gli extra e le spese non indispensabili, che ha prodotto di conseguenza un calo anche nell'attività di quello che comunemente viene chiamato l'indotto del turismo. Per cui si tratta di valutare anche questi altri dati per capire come sta cambiando il tipo di turismo e come sia praticamente scomparsa la cosiddetta villeggiatura, così come era intesa anni fa.

Per quello che ci riguarda noi siamo dell'avviso che esistono evidentemente delle cause esterne.

Per quanto riguarda il turismo internazionale indubbiamente le restrizioni francesi e il fatto che i tedeschi possono scalare le spese per le vacanze dalla denuncia dei redditi hanno influito, ma ci sono delle questioni nostre interne. Il calo nazionale è dovuto indubbiamente a una situazione di crisi, di incertezza, di paura per il futuro, ecc..

Riteniamo però, e lo ribadiamo, che ci sono anche problemi organizzativi della Valle d'Aosta, interni della nostra Regione. Il problema dei prezzi è uno di quelli che ha sollevato l'Assessore e che condividiamo, ma c'è anche un problema di organizzazione dell'attività della Regione; nel senso che di fronte a questa situazione non è più sufficiente vendere l'immagine della Valle d'Aosta.

Occorre invece organizzare la presenza di tutte le stazioni della Valle d'Aosta, anche delle stazioni minori, sui mercati, in modo da avere un'offerta come Regione che sia una offerta differenziata, un'offerta che si rivolga particolarmente alle diverse categorie di turisti che oggi compongono la domanda di turismo.

Per quello che ci riguarda, inoltre, riteniamo importantissimo offrire anche quelle località minori della nostra Regione che, se adeguate di alcune infrastrutture essenziali, oggi rispondono alla richiesta crescente di turismo in zone e località in cui la qualità dell'ambiente è ancora a livelli buoni, di mantenimento, in cui il rapporto con la natura, e non solo con la natura, ma anche con le popolazioni, è un rapporto che ha una qualità diversa rispetto ad alcuni centri maggiormente affermati.

Mi sembra che questi principi debbano diventare punti fermi nella politica della nostra Regione e siano tradotti in programmi operativi che finora non abbiamo avuto modo di vedere.

Con queste preoccupazioni, con queste indicazioni, noi richiediamo alla Giunta una valutazione più approfondita e più seria di quanto sia stato fatto oggi su come è andata la stagione estiva in Valle d'Aosta.