Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3463 del 3 febbraio 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 3463/VIII - AUTORIZZAZIONE PER ATTIVITÀ ESTRATTIVA IN PROSSIMITÀ DELLA FRAZIONE FLEURAN DEL COMUNE DI ISSOGNE. (Interrogazione).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interrogazione in oggetto, presentata dai Consiglieri Tonino e Cout.

INTERROGAZIONE

A monte della frazione di Fleuran in Comune di Issogne una impresa edile del luogo ha iniziato una attività di cava che interessa una pietraia naturale, da tempo sotto osservazione da parte della gente del posto per la sua instabilità.

L'attività dovrebbe durare un decennio, anche se nell'autorizzazione alla scadenza essa è rinnovabile per un analogo periodo.

Nel passato si era ritenuto necessario anche un sopralluogo accurato della zona, con i tecnici della Protezione Civile, al termine del quale era risultato confermato il giudizio di grave instabilità della parte alta della pietraia.

L'impresa interessata all'attività estrattiva ha consegnato al Comune una copia del progetto di escavazione, solo a titolo consultivo, non avendo il Comune competenze per entrare nel merito del processo autorizzativo.

Risulta però dalla documentazione al legata al progetto che gli uffici regionali abbiano fornito pareri favorevoli, consentendo così l'inizio dell'attività estrattiva.

L'intervento sulla pietraia potrebbe però provocare frane o caduta di massi sul sottostante villaggio. Questa è la fondata preoccupazione della gente che vive in quelle case.

Ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri regionali

INTERROGANO

la Giunta regionale per conoscere:

1) nel dettaglio i contenuti dei diversi pareri espressi dai competenti uffici regionali;

2) se sia stata valutata la pericolosità dell'attività di cava in una zona così instabile;

3) se la Regione ha provveduto alla predisposizione di una propria perizia geologica sulla stabilità del versante.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale, Perrin; ne ha facoltà.

PERRIN (U.V.): Courant '86, l'entreprise Freydoz présentait une demande au Corps des mines portant dénonciation d'exercice de la carrière de Zerbio, dans la commune d'Issogne. Ce dernier, le 14 octobre 1986, demandait à l'entreprise toute une série de documents dont le "rilievo plani-altimetrico in scala 1/500; relazione geologica, geogiacimentologica, idrologica della zona; progetto dei lavori di preparazione accessi piazzale, rampe ecc.; di coltivazione, con piani a sezione illustrativa in dettaglio; computo dei volumi mobilizzati e estratti; rapporto geotecnico sulla stabilità generale locale; progetto delle opere di sistemazione ambientale e tempi di realizzazione". Toute cette documentation a été successivement présentée au Corps des mines de la province de Turin et de la Région Vallée d'Aoste et à l'assessorat de l'Agriculture, Forêts et Environnement. Ce projet contient tous les détails demandés par le Corps des mines.

Parallèlement, l'entreprise demandait à la Surintendance aux Beaux Arts le "nullaosta" à propos de la loi n° 431 de 1985, loi dite "Galasso". La décision du bureau de la Surintendance était la suivante:

"Per quanto di competenza, questa Sovraintendenza autorizza la realizzazione delle opere in oggetto specificate, a condizione che, a prelievi ultimati, il terreno venga ripristinato come da progetto di sistemazione ambientale, prodotto in modo da evitare lacerazioni permanenti nel paesaggio. La verifica del rispetto delle prescrizioni della vigente legislazione urbanistica e delle norme del piano regolatore generale comunale rientra nella sfera di competenza dell'autorità comunale".

L'entreprise avait également demandé - décembre 86 - le "nullaosta" à l'assessorat de l'Agriculture à propos du défens hydrogéologique et demandait un "nullaosta" préventif afin de pouvoir préparer les projets. Evidemment, nous n'avions pas la possibilité de donner un jugement préventif en l'absence - justement - des projets.

Il y avait eu grand nombre de visites sur les lieux opérées par le directeur du Service de défense de l'environ nement et par le géologue du Service d'aménagement hydrauliques. Suite à la présentation de toute la documentation du projet global, à la date du 7 octobre '87, après avoir vu l'autorisation délivrée par la Surintendance des biens culturels, l'assessorat autorisait "per il momento, nei soli riguardi della legge sopradetta" - soit uniquement en ce qui concernait le défens hydrogéologique - fatti salvi eventuali diritti di terzi e fatte salve anche le competenze del Comune di Issogne e degli organi, uffici regionali e statali in indirizzo, la predisposizione di un piazzale basale di carico e del relativo accesso alle seguenti inderogabili condizioni".

Suivait une série de conditions dictées: "esatta individuazione, su apposita planimetria mappale, del terreno del piazzale di carico, nonché delle volumetrie superficiali ivi stesso utilizzabili; rispetto, per quanta possibile, della vegetazione forestale alla base dei conoidi dei detriti in argomento, in fase di formazione del piazzale, in modo da conservarlo come schermo protettivo; abbattimento dei soli alberi strettamente necessari alla predisposizione....; esbosco ordinato...;..." auxquelles il était ajouté: "Si fa presente che la presente autorizzazione non costituisce garanzia per il prelievo totale del quantitativo indicato nel progetto allegato alla domanda. La relativa autorizzazione sarà data dopo un approfondito esame dello stesso".

Donc l'autorisation n'était - et n'est - que pour la préparation du parking nécessaire pour commencer les travaux éventuels.

Pour sa part, le Corps des mines du discrict minéraire de Turin, en date du 16 octobre 1987, autorise l'entreprise Freydoz "all'esecuzione dei lavori estrattivi della cava di Zerbio, conformemente ai programmi presentati ed alle seguenti condizioni...", et dicte une série de conditions concernant la loi sur les carrières.

La situation est celle-ci: notre Assessorat accorde toute son attention aux moyens d'éviter tout danger pour un projet qui a été élaboré dans le cas où le programme irait de l'avant, pour remettre en état le milieu.

Pour ce qui concerne les questions 2) et 3) il y a eu, évidemment, une évaluation d'un éventuel danger qui n'est cependant pas de notre compétence mais de celle du Corps des mines qui justement a demandé un rapport géologique à cet égard et qui l'a approuvé.

Nous n'avons donc pas préparé nous mêmes la "perizia geologica" puisque nous jugeons valable le document élaboré par le technicien de l'entreprise, qui a révisé les documents demandés par le Corps des mines. Nous suivrons de près, certes, l'évaluation de ce problème en essayant d'apporter la contribution nécessaire pour sauver l'incolumité des habitants de Fleuran et pour sauvegarder le paysage.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

TONINO (P.C.I.): Innanzitutto voglio far notare che anche in questa circostanza si rivela la grave situazione venutasi a creare, per la mancata approvazione, in tempo utile, da parte del Consiglio regionale, di un provvedimento che regolasse la concessione delle attività di escavazione e di estrazione di materiali inerti. Ci troviamo di fronte ad una scelta, operata da una impresa privata, nel merito della quale il Comune non ha alcuna possibilità di intervento, tant'è che si è visto completamente scavalcato. La Regione, invece, ha a disposizione alcuni strumenti mi riferisco ai "pareri" - che, a mio avviso, in questa occasione, sono stati utilizzati in modo piuttosto discutibile.

Entrando nel merito della questione, occorre dire che il parere dell'Assessorato all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale, è un parere a metà. Che senso ha, infatti, per un'attività di cava complessa come quella di Fleuran, autorizzare la costruzione della strada che sale, a fianco della pietraia, e che comporta la costruzione di piazzali idonei per il prelievo del materiale, senza che ci si esprima, anche attraverso le possibilità offerte dalla legge sul vincolo idro-geologico, sulla stabilità dell'attività di cava?

L'Assessore dice che è stata presa per buona la perizia geologica fatta predisporre dall'impresario. Ma io non sono assolutamente d'accordo, perché noi dobbiamo avere gli strumenti idonei per valutare il problema sotto l'aspetto del pubblico interesse. A questo punto l'impresa sta già per realizzare questi piazzali. Che cosa le diremo quando chiederà all'Assessorato competente il parere relativo alla pietraia? Le diremo di no? Sarà molto difficile.

Anche in questo caso, c'è, nel complesso, una sottovalutazione che riguarda, prima di tutto, le condizioni di vita degli abitanti di Fleuran. Credo che l'Assessore abbia ben presenti le condizioni in cui vive quella gente, che, da una parte, ha già tutta l'attività delle imprese che depositano materiale, passano con i camion e creano - come è già stato segnalato anche nel passato - molti inconvenienti. Questa gente si ritroverebbe, ora, circondata da questa attività di cava, che pesa, come una spada di Damocle, sulla stessa incolumità delle case. Il Consigliere Cout può testimoniare, infatti, che, un po' di tempo fa, gli abitanti della zona chiesero, addirittura,un intervento della Protezione Civile. In seguito a tale richiesta, alcuni tecnici della Protezione Civile ed il geologo dell'Assessorato all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale, eseguirono un sopralluogo, proprio perché quella pietraia era già instabile nello stato in cui si presentava allora e come, del resto, è ancora oggi. Ciò dimostra, ovviamente, che con troppa leggerezza si autorizza un'attività di prelievo di materiali in quell'area, dove i rischi sono piuttosto notevoli.

Si potrebbero aggiungere tante altre osservazioni. Parlando di disagio, ad esempio, si può dire che la convenzione presentata dall'impresa prevede un'attività di escavazione di durata decennale, rinnovabile. Nessun atto, però, allo stato attuale, offre alcuna garanzia di ripristino di quell'area. Non c'è alcuna fidejussione e non c'è alcun impegno scritto che ci garantisca che, da parte dell'impresa, venga effettivamente eseguito il successivo intervento di ripristino. Ci troviamo, cioè, di fronte ad un vuoto legislativo che consente di intraprendere delle vere e proprie avventure, perché i rischi conseguenti potranno essere, davvero, molto negativi.

L'ordine del giorno che è stato votato dal Consiglio regionale il 12 novembre 1987 e che recita testualmente: "Il Consiglio regionale delibera di dare mandato alla Giunta di osservare rigorosi criteri restrittivi, nell'esame di richieste di apertura di nuove cave, nel periodo intercorrente dalla entrata in vigore della citata legge e l'approvazione del piano generale delle cave", pone nelle mani della Giunta qualche strumento che può servire a rallentare o a ripensare tutto questo progetto. Pertanto, nello spirito di quell'ordine del giorno, noi chiediamo alla Giunta di utilizzare gli strumenti di cui dispone.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Cout; ne ha facoltà.

COUT (P.C.I.): Vorrei solo aggiungere un'osservazione...

PRESIDENTE: Consigliere Cout, stando al regolamento, non le posso dare la parola. Sono spiacente e le chiedo scusa, ma il Consigliere Tonino ha già superato il tempo a disposizione.