Oggetto del Consiglio n. 106 del 30 marzo 1977 - Verbale
OGGETTO N. 106/77 - REIEZIONE DI MOZIONE CONCERNENTE: "ISTITUZIONE DEL DIPARTIMENTO DI EMERGENZA E DI ACCETTAZIONE PRESSO L'ENTE OSPEDALIERO REGIONALE E PREDISPOSIZIONE DI UNA LEGGE REGOLANTE LA RISTRUTTURAZIONE DEL SERVIZIO DI SOCCORSO URGENTE SUL TERRITORIO".
Il Vice Presidente CHABOD dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione, presentata dai Consiglieri Dolchi, Siggia e Monami, concernente l'oggetto: "Istituzione del dipartimento di emergenza e di accettazione presso l'Ente Ospedaliero regionale e predisposizione di una legge regolante la ristrutturazione del servizio di soccorso urgente sul territorio", mozione trasmessa in copia ai Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 24 e 25 febbraio 1977:
"I sottoscritti Consiglieri regionali chiedono alla S.V. di voler inserire all'ordine del giorno della prossima adunanza del Consiglio regionale l'allegata mozione concernente "Istituzione del dipartimento di emergenza e di accettazione presso l'Ente Ospedaliero regionale e predisposizione di una legge regolante la ristrutturazione del servizio di soccorso urgente sul territorio".
La mozione è accompagnata da una proposta di regolamento per tale dipartimento secondo le linee indicate dalla Federazione Sindacale unitaria CGIL, CISL, UIL, SAVT, che può essere acquisita come allegato facente parte della mozione.
Distinti saluti.
F.to Giulio Dolchi Gianna Bianco Siggia - Luigi Monami
Aosta, li 7 febbraio 1977
Allegato:
- Mozione
- Proposta di regolamento
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MOZIONE
La tempestività e la corretta impostazione delle prime prestazioni rappresentano spesso una condizione determinante non solo per il recupero funzionale, ma anche per la sopravvivenza del paziente. Il Pronto Soccorso rappresenta attualmente un punto particolarmente debole, pur nel panorama di un'organizzazione sanitaria tanto carente. Occorre perciò guardare ad esso come ad un punto nodale della ristrutturazione dei servizi sanitari, in cui è necessario capovolgere completamente alcune impostazioni attuali.
- Al Pronto Soccorso si rivolge il cittadino in una condizione particolarmente debole di indifesa, spesso imminente pericolo di vita; al personale presente in Pronto Soccorso si presentano spesso problemi diagnostici e terapeutici particolarmente complessi che richiedono oltre ad una adeguata e specifica preparazione un intervento pluridisciplinare e tempestivo.
- Inoltre il P.S. dovrebbe in determinate situazioni proiettare il proprio intervento sul territorio portando un intervento qualificato là dove l'emergenza si è verificata e provvedendo al trasporto assistito dell'emergenza stessa fino in ospedale.
- Il PS dovrebbe infine funzionare da servizio di accettazione, compito oggi totalmente disatteso (essendosi trasformato in un semplice transito burocratico cui il malato deve sottoporsi prima di arrivare nei reparti di degenza); al contrario un servizio di accettazione efficiente in grado di usufruire immediatamente dei vari servizi (laboratorio, radiologia, ecc.) rappresenterebbe da un lato un filtro ai ricoveri indiscriminati, rinviando al medico curante i pazienti che non necessitano di ospedalizzazione; d'altra parte potrebbe fornire in pochissimo tempo una serie di dati al reparto cui viene inviato il malato o al medico curante se non si ritiene opportuno il suo ricovero,
Un P.S. in grado di svolgere tutte le funzioni che sono state sommariamente ricordate, può diventare il punto di incontro tra ospedale e territorio e un punto di riferimento per affermare in tutta la struttura ospedaliera una nuova concezione dell'assistenza,
Deve essere perciò strutturato, attrezzato e localizzato in modo da poter far fronte immediatamente a tutti i problemi che si presentano attraverso tutte le potenzialità offerte dall'ospedale in cui è situato, Non più dunque semplice smistamento dei malati ad altre sezioni dell'ospedale ma zona ospedaliera dove non è concepibile che si verifichino pause nell'erogazione degli atti diagnostici ai reparti di competenza; punta avanzata comunque nei vari servizi e nelle varie divisioni nel cui ambito deve essere possibile realizzare una collaborazione poli-specialistica sia nel momento della diagnosi che in quello della cura, al fine di attuare fin dal primo momento il trattamento medico e chirurgico più idoneo.
LA GESTIONE
Una gestione più funzionale del P.S. (polìspecialistica) non può essere disgiunta se vuol risultare efficace da una gestione democratica che superi le attuali rigide divisioni di ruolo e di categoria,
Sono quindi da rifiutare gli schemi che la via a modelli inaccettabili come le divisioni di Chirurgia d'Urgenza o i Primariati di pronto soccorso.
Al contrario noi vediamo nel P.S. un terreno particolarmente adatto per rompere con l'attuale concezione gerarchica dell'organizzazione ospedaliera attraverso l'unitarietà degli interventi, la collaborazione pluridisciplinare, la corretta articolazione con il territorio e con le divisioni ospedaliere, la prefigurazione della figura del medico unico e dell'infermiere unico.
Tali obiettivi possono essere realizzati solo attraverso una struttura dipartimentale.
Alla gestione del dipartimento dovrà quindi concorrere sia il personale medico, che quello non medico, superando tramite opportuni interventi di indirizzo da parte della Regione le limitazioni poste dalla legge ospedaliera (che prevede una gestione del dipartimento affidata ai più alti gradi gerarchici).
Tale gestione democratica del dipartimento si intende inquadrata in un programma generale definito dalle amministrazioni ospedaliere, sentito il Consiglio dei sanitari e le Organizzazioni Sindacali.
FUNZIONI E ORGANIZZAZIONE
Il Dipartimento di Emergenza (P.S.) come fin qui è stato delineato rivolge la propria attività in tre direzioni:
1) Emergenze che si verificano all'interno dell'ospedale;
2) Emergenze esterne;
3) Servizio di accettazione,
E' indispensabile che nell'area di emergenza operino a turno sia direttamente sia sotto forma di reperibilità sanitari altamente sperimentati e qualificati, ad evitare ogni possibile rischio di ritardi negli atti terapeutici e diagnostici necessari.
IL SOCCORSO URGENTE SUL TERRITORIO
E' un problema a cui si accenna soltanto in quanto per la sua complessità ed importanza merita un esame a parte ed investe anche competenze diverse.
Appare tuttavia chiaro che l'esigenza fondamentale si concreta da una parte nel totale rinnovo degli attuali mezzi di trasporto, nonché nella riqualificazione e nell'aumento degli organici del personale infermieristico e, d'altra parte, in un diverso rapporto tra i mezzi di soccorso e dipartimento di emergenza.
Per quanto concerne la riqualificazione del personale sottolineiamo come essa risulti necessaria non solo per il personale paramedico, ma per lo stesso personale medico, ospedaliero ed extra ospedaliero e come essa debba assumere carattere di formazione permanente e periodico aggiornamento sui problemi delle urgenze. Occorre che la Regione si faccia carico del problema istituendo corsi e strumenti di informazione adeguati.
Va rilevato infine che il dare un'organizzazione simile a quella suesposta al dipartimento di emergenza dell'Ospedale di Aosta faciliterebbe i rapporti con la Regione Piemonte che ha programmato una rete di 23 dipartimenti di accettazione e P.S. sul territorio. Il dipartimento di emergenza di Aosta garantirebbe cioè il collegamento per le emergenze che richiedono interventi ad alta specializzazione con i dipartimenti di secondo livello interospedaliero di Aosta.
Pertanto il Consiglio regionale
Delibera
di impegnare la Giunta:
a) a promuovere, in applicazione del D.M. 8.11.1976, l'istituzione del dipartimento di emergenza e di accettazione presso l'E.O.R. Valle d'Aosta secondo le linee indicate nell'allegato documento della Federazione unitaria CGIL-CISL-UIL-SAVT, del Consiglio dei delegati dell'E.O.R. e dell'ANAAO, linee che vengono inoltre recepite dal Consiglio regionale;
b) a provocare, attraverso i propri rappresentanti presso il Consiglio di Amministrazione dell'E.O.R., le opportune iniziative e decisioni per l'istituzione formale del dipartimento di cui al punto a) entro 15 giorni da oggi;
c) a predisporre e presentare all'esame delle competenti Commissioni e del Consiglio, entro sei mesi, un disegno di legge regionale per la ristrutturazione del servizio di soccorso urgente sul territorio.
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Si allega copia di "PROPOSTA DI REGOLAMENTO PER IL DIPARTIMENTO DI EMERGENZA PER L 'E.O.R. VALLE D'AOSTA"
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PROPOSTA DI REGOLAMENTO PER IL DIPARTIMENTO DI EMERGENZA PER L'E.O.R. VALLE D'AOSTA
Art. 1
Gli obiettivi fondamentali del Dipartimento di emergenza sono:
1) L'inserimento dell'ospedale nella realtà territoriale.
2) Il collegamento tra ospedale e le altre istituzioni sanitarie della zona.
3) Realizzazione di una metodologia interdisciplinare e partecipata nella erogazione dell'assistenza ospedaliera.
Il dipartimento di emergenza e di accettazione ha come fini principali:
a) la maggiore qualificazione delle prestazioni di pronto soccorso e di accettazione sanitarie precipuo interesse del cittadino;
b) la stretta unitarietà di intervento da parte delle varie componenti mediche e non mediche delle divisioni, sezioni e servizi ad esso appartenenti;
c) la partecipazione di tutto il personale interessato onde conseguire la migliore utilizzazione delle capacità di ciascuno;
d) un'efficace collaborazione con le strutture socio-sanitarie extraospedaliere con funzioni di medicina preventiva, curativa e riabilitativa;
e) una più corretta organizzazione del trasporto degli ammalati abbisognevoli di cure ospedaliere;
f) una maggiore economia di gestione a parità di prestazioni.
In particolare il dipartimento di emergenza ed accettazione ha il compito di:
1) svolgere le funzioni di pronto soccorso erogando tutte le prestazioni indifferibili nei confronti dei pazienti esterni.
2) Provvedere successivamente a ricoverare, se necessario il paziente presso la divisione o sezione di competenza o a trasferirlo ad altro ospedale dotato della divisione idonea a fornire le prestazioni necessarie o a rinviarlo a strutture extraospedaliere. In tal caso al paziente dovrà essere consegnata una dettagliata relazione da cui risultino l'orientamento diagnostico-terapeutico e gli accertamenti eseguiti.
Per i piani di cui sopra deve essere prevista, sul piano organizzativo, la possibilità di usufruire delle varie competenze interne ed esterne;
3) Provvedere all'accettazione ordinaria, richiedendo la sollecita esecuzione di indagini diagnostiche onde poter assumere adeguate decisioni, in collegamento con le guardie divisionali o interdivisionali;
4) Mediante servizi di guardia divisionale od interdivisionale provvedere all'emergenza nei confronti dei pazienti ricoverati;
5) Effettuare attività didattica nell'orario di lavoro per il personale medico non medico operante nel dipartimento per gli studenti iscritti alla facoltà di medicina e per gli allievi della scuola di infermieristica;
6) Contribuire alle attività di medicina preventiva, di secondo livello, ove richiesto, in collegamento con i presidi extraospedalieri;
7) Realizzare un costante collegamento con le strutture che svolgono servizi di guardia medica e di trasporto ammalati;
8) Collaborare, in ottemperanza a convenzioni stipulate dall'Amministrazione ospedaliera, coi poli ambulatori delle Comunità e mutualistici onde evitare inutili duplicazioni;
9) Effettuare attività di ricerca anche con la raccolta e la comunicazione di dati epidemiologici.
Art. 2
Il Consiglio di Amministrazione dell'Ente Ospedaliero in applicazione della delibera della Giunta regionale con la quale viene disposta la regolamentazione del dipartimento di emergenza e di accettazione, su proposta della direzione sanitaria, su parere del Consiglio dei sanitari, sentite le organizzazioni sindacali ed i comitati di zona territorialmente competenti, delibera l'istituzione del dipartimento e contestualmente individua quali divisioni, sezioni e servizi debbano formalmente entrare a far parte del dipartimento stesso.
Art. 3
Le prestazioni e le finzioni di cui all'art. 1 vengono svolte dal personale medico e non medico appartenente dalle divisioni, sezioni e servizi che sono inseriti nel dipartimento,
Anche le divisioni, sezioni e servizi, che non fanno formalmente parte del dipartimento di emergenza e di accettazione sono tenuti, ai sensi dell'art. 10 D.P.R. n. 128/1969 a fornire, su chiamata, immediata consulenza ed ogni necessaria prestazione tramite i sanitari dì guardia e di pronta reperibilità.
Art. 4
Di norma fanno formalmente parte del dipartimento di emergenza e accettazione almeno le seguenti divisioni, sezioni e servizi:
Divisione di medicina generale
Divisione di chirurgia generale
Divisione di Ostetricia e ginecologia
Divisione di pediatria
Servizio di anestesia e rianimazione
Servizio di laboratorio analisi
Servizio trasfusionale
Servizio di radiodiagnostica
Unità di cardiologia intensiva
Sezione di accettazione e/o medicina di urgenza
Divisione di ortopedia e traumatologia.
Art. 5
Nel dipartimento operano guardie divisionali e interdivisionali organizzate dalla Direzione sanitaria secondo quanto previsto dall'ultimo comma dell'art. 7 del D.P.R. n. 128 del 27.3.1969.
Pertanto le prestazioni e consulenze che si rendono necessarie da parte di altre divisioni e servizi verrà prioritariamente utilizzato il personale già presente in servizio per le necessità istituzionali oppure il personale in pronta disponibilità, secondo le caratteristiche organizzativo-funzionali dell'Ospedale.
Per le specialità di raro intervento urgente (o di cui non esiste la disponibilità nell'Ente possono essere stipulate convenzioni tra Ospedali ed Istituzioni viciniori e per organizzare servizi di pronta disponibilità consorziati,
Art 6
Le Amministrazioni ospedaliere, tramite le Direzioni sanitarie sono tenute a garantire, nell'orario di lavoro la riqualificazione, il perfezionamento e l'aggiornamento del personale presso le divisioni, le sezioni ed i servizi competenti interni ed esterni all'ospedale allo scopo di porre il personale sanitario e di assistenza diretta che prestano la loro opera presso il dipartimento di emergenza; in condizioni di eseguire correttamente le prestazioni indifferibili che possono essere richieste nel Dipartimento.
Art. 7
Prestano servizio continuativo presso il Dipartimento di emergenza sanitaria delle divisioni o servizi di medicina e chirurgia, secondo gli schemi organizzativi proposti dal Comitato di dipartimento e deliberati dal Consiglio di Amministrazione su parere del Consiglio dei sanitari e delle R.A.S.
A seconda delle caratteristiche dell'Ospedale e delle esigenze del territorio, con la procedura di cui al comma precedente, può essere disposta la presenza continuativa di sanitari e di altre branche; la divisione di ostetricia e ginecologia e quella di pediatria effettuano l'accettazione diretta dei pazienti di loro competenza. Tali divisioni dovranno entrare a far parte del dipartimento di medicina perinatale collegato a quello di emergenza.
Presso il dipartimento deve essere assicurata la presenza continuativa di personale non medico in misura sufficiente a garantire un corretto espletamento delle attività istituzionali.
Art. 8
La Direzione sanitaria su proposta del Comitato di dipartimento stabilisce i turni di servizio.
I sanitari che operano nel dipartimento, mantengono la loro autonomia per quello che attiene alle decisioni di tipo strettamente diagnostico-curativo, con le conseguenti responsabilità.
Il responsabile di ogni turno viene indicato con ordine di servizio dalla Direzione sanitaria ai sensi dell'art. 7 del D.P.R. 128/1969.
Il suddetto responsabile, coordina, se necessario gli eventuali provvedimenti diagnostico-terapeutici a cui deve essere sottoposto il paziente, nonché l'attività del personale non medico in applicazione degli schemi organizzativi determinati dal Comitato direttivo del dipartimento.
I sanitari prestano il primo soccorso, sono tenuti ad accettare i pazienti bisognosi di ricovero nei limiti entro i quali le caratteristiche organizzativo-funzionali dell'ospedale siano in grado di assicurare loro un'adeguata assistenza, ovvero a garantire il trasferimento, previamente concordato, presso un ospedale dotato delle strutture necessarie.
Per le strutture dipartimentali gli organici dell'Ente saranno potenziati assegnando il personale alle divisioni e servizi appartenenti al dipartimento in proporzione adeguata alle necessità derivanti dall'espletamento dei compiti anzi detti.
Art. 9
Il dipartimento di emergenza e di accettazione utilizza locali dotati di letti soltanto per la temporanea osservazione dei pazienti, quando la stessa sia ritenuta necessaria per poter assumere una definitiva decisione in merito al ricovero nella divisione o sezione nosologicamente competente, o al loro rinvio a domicilio, o in attesa di trasferimento ad altro ospedale, o per brevi permanenze dopo piccoli interventi.
La responsabilità di tali pazienti spetta al personale sanitario della sezione di medicina di urgenza.
Art. 10
Organi del dipartimento sono:
L'assemblea di tutto il personale medico e non medico delle divisioni, sezioni o servizi ospedalieri ed extra ospedalieri inseriti nel dipartimento, compreso il personale non medico addetto all'accettazione e pronto soccorso.
Il Comitato direttivo del dipartimento,
Art. 11
Il Comitato direttivo del Dipartimento è costituito ai sensi dell'art. 10 del D.P.R. 128/1969 integrato all'art. 55 primo comma della legge 148/4/1975.
Il Comitato di dipartimento è istituito con deliberazione del Consiglio di Amministrazione dell'Ente Ospedaliero il quale deve provvedere alle formalità occorrenti per l'elezione di responsabili sanitari degli enti extra ospedalieri collegati col dipartimento.
Fanno parte del Comitato di dipartimento:
Gli aventi diritto a norma dell'art.1 D.P.R. 28 del 27.3.1969.
I responsabili sanitari delle istituzioni sanitarie della zona a norma dell'art. 55 della legge 148/1975.
Alle riunioni del Comitato di dipartimento partecipa con voto consultivo, salvo precisazioni diverse del D.M. in emanazione, una rappresentanza del personale non medico appartenente alle divisioni, sezioni e servizi che fanno parte del dipartimento, compreso il personale non medico addetto all'accettazione e pronto soccorso, nella proporzione di 1/3 dei membri di diritto.
Detta rappresentanza viene eletta dal Consiglio dei delegati.
Il Comitato direttivo dura in carica un anno rinnovabile; può essersi effettuata la sostituzione dei membri appartenenti alle divisioni, sezioni e servizi la cui rotazione all'interno del dipartimento avvenisse in un periodo più breve.
Art. 12
Il Comitato direttivo del dipartimento esercita le responsabilità direttive collegiali ai fini di una migliore organizzazione di tali strutture così come previsto dall'articolo 55 della legge 148/75.
Il Comitato direttivo del dipartimento hai seguenti compiti:
a) proporre al Consiglio di Amministrazione dell'Ente ospedaliero gli schemi organizzativi del Dipartimento e le loro modifiche.
b) Proporre al Consiglio di Amministrazione le modalità di avvicendamento nel dipartimento di divisione, sezioni e servizi della stessa disciplina.
c) Proporre alla Direzione sanitaria i turni di servizio del personale.
d) Promuovere la formazione dei gruppi di lavoro.
e) Promuovere ogni tipo di incontro fuori e dentro l'ospedale utile al raggiungimento dei fini del dipartimento e tenere i collegamenti utili per realizzare gli indirizzi di politica sanitaria nel territorio.
f) Proporre modificazioni sull'organico.
g) Proporre il rinnovo e l'aggiornamento delle attrezzature.
h) Elaborare i programmi di ricerca, didattica, di qualificazione, di riqualificazione ed aggiornamento del personale.
i) Elaborare protocolli diagnostici e terapeutici.
1) Proporre l'adeguamento delle strutture dipartimentali, divisioni e servizi, m) Realizzare una collaborazione stretta tra dipartimenti, divisioni e servizi.
Alla riunione il Comitato direttivo elegge tra i propri membri il coordinatore.
L'elezione avviene a scrutinio segreto; risulta eletto il sanitario che ottenga la metà più uno dei voti del numero dei membri, purché alla votazione abbiano partecipato almeno il 50% + 1 del numero dei membri di diritto al voto.
L'Assemblea di dipartimento deve essere convocata almeno una volta ogni sei mesi.
L'ordine del giorno è formulato dal Comitato direttivo su proposta di coordinatore.
Le riunioni del Comitato direttivo vengono indette dal coordinatore che deve far pervenire, almeno 5 giorni prima, l'ordine del giorno ai membri sia con voto consultivo che con voto deliberativo.
In caso di motivata urgenza la riunione deve essere convocata con 48 ore di preavviso.
Art. 13
Il coordinatore rimane in carica per tutto il periodo di durata del Comitato direttivo. Può essere rimosso dalla carica a seguito di un voto di sfiducia motivato emesso a maggioranza assoluta dal Comitato direttivo in una riunione convocata secondo le modalità indicate successivamente.
Il coordinatore ha le seguenti funzioni:
a) convocare e presiedere le riunioni del Comitato direttivo almeno ogni 30 giorni.
b) curare la corretta esecuzione delle decisioni assunte dal Comitato direttivo e sottoporre al comitato le mozioni dell'assemblea.
c) mantenere i rapporti con la direzione sanitaria e l'Amministrazione dell'Ente.
d) mantenere i contatti e favorire la collaborazione con gli altri dipartimenti dell'Ospedale.
e) convocare almeno ogni 3 mesi l'assemblea generale del dipartimento cui partecipa tutto il personale medico e non medico del dipartimento stesso.
La convocazione del comitato direttivo può essere richiesta da 1/15 dei componenti; la richiesta deve essere inviata per iscritto al coordinatore insieme agli argomenti da porre all'ordine del giorno.
Il coordinatore deve convocare il comitato direttivo entro sette giorni dal momento in cui gli perviene la richiesta.
L'ordine del giorno è formulato dal Comitato direttivo su proposta del coordinatore.
Le riunioni del comitato direttivo vengono indette dal coordinatore che deve far pervenire ai membri, almeno 5 giorni prima, l'ordine del giorno.
In caso di motivata urgenza la riunione può essere convocata con 48 ore di preavviso.
In caso di impedimento o dì assenza, il coordinatore viene sostituito dal componente più anziano in età.
Art. 14
I sanitari che al momento di entrare in vigore del presente regolamento fanno parte i servizi autonomi di accettazione e pronto soccorso vengono trasferiti con i relativi posti, e mantenendo la qualifica in atto a divisione del dipartimento.
L'assegnazione verrà effettuata su domanda dell'interessato anche in altre divisioni o servizi in presenza di posti di organico vacanti in quanto in possesso dei requisiti di legge.
Art. 15
Viene sostituita con apposito organico da deliberare da parte della Amministrazione dell'Ente, sentito il parere del consiglio dei sanitari e delle organizzazioni sindacali aziendali, una sezione dì medicina di urgenza, col compito -di provvedere all'assistenza dei pazienti ricoverati nella zona di osservazione, in collaborazione col personale non medico del pronto soccorso, e di provvedere almeno durante le ore diurne alle incombenze dì accettazione ordinaria e di dépistage dei pazienti che si rivolgono all'ospedale in collegamento con le strutture del dipartimento.
Art 16
Entro 3 anni la Regione delibererà il regolamento definitivo sulla base delle esperienze acquisite nominando una apposita commissione con la presenza paritetica dei rappresentanti delle OO.SS.
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Il Consigliere MONAMI vuole criticare l'intervento dell'Assessore che si è limitato ad esprimersi negativamente sulla mozione senza apportare validi contributi al dibattito e, soprattutto, senza lasciar intravvedere alcuna possibilità di interventi concreti per un effettivo adeguamento delle strutture sanitarie della regione.
Ricorda infatti che, oltre ai numerosi adempimenti connessi con l'imminente attuazione della riforma sanitaria, rimangono da risolvere diversi problemi di carattere sociosanitario, non ultimo tra i quali l'ultimazione dell'edificio ospedaliero di Beauregard, la cui funzione, a giudizio del Gruppo comunista, deve essere vista nel quadro di una ristrutturazione generale di tutta la situazione ospedaliera aostana.
Per questi motivi insiste affinché la mozione in argomento sia posta in votazione.
Il Consigliere LUSTRISSY sottolinea la contraddittorietà delle affermazioni dell'Assessore alla Sanità, il quale, da un lato, ha manifestato la propria adesione alla necessità di istituire, presso l'Ospedale regionale, il dipartimento di emergenza, mentre, dall'altro lato, ha dichiarato, adducendo giustificazioni di carattere tecnico amministrativo assai poco convincenti, di non poter accogliere la proposta.
Constata, pertanto, con amarezza che, vista questa preconcetta opposizione dell'Assessore competente, nei confronti di tutte le proposte provenienti da determinate forze politiche, e considerata l'incapacità del medesimo, nonchè degli organi tecnici del suo Assessorato, a predisporre concrete proposte, le prospettive di una efficiente organizzazione dei servizi ospedalieri, nonchè delle strutture socio-sanitarie, sono tutt'altro che rosee,
Sostiene quindi la necessità di approvare la mozione con quelle modificazioni migliorative suggerite dal Gruppo demopopolare, nell'intendimento che la medesima, pur se perfettibile, costituirà un primo passo verso una ristrutturazione dell'apparato socio-sanitario regionale.
Il Presidente della Giunta ANDRIONE, dopo aver comunicato che entro breve tempo saranno sottoposte all'esame del Consiglio le proposte contenute in uno studio della S.P.O., concernenti l'utilizzazione del complesso ospedaliero di Beauregard e dell'Ospedale specializzato maternità, dichiara di concordare sulla opportunità di non approvare la mozione in discussione, in quanto sarebbe ipocrisia il voler istituire il dipartimento di emergenza in mancanza delle strutture, dei mezzi tecnici e del personale necessari per un buon funzionamento del medesimo.
Il Consigliere MONAMI, nell'insistere per l'approvazione della mozione di cui si sta discutendo, fa rilevare che, per un miglior funzionamento dell'Ospedale, sarebbe opportuno anche affrontare il problema degli strani orari praticati da alcuni medici che prestano servizio a tempo definito.
Il Consigliere CHANU annuncia che il Gruppo dei Democratici Popolari voterà a favore della mozione in discussione e, nel criticare gli interventi assai poco convincenti dell'Assessore alla Sanità e del Presidente della Giunta, constata che il presente dibattito è l'ennesima dimostrazione dell'incapacità dell'attuale esecutivo ad affrontare e risolvere problemi di un certo impegno.
Il Consigliere BORDON, dopo aver ricordato di essersi sempre interessato dei problemi della sanità e di aver sempre seguito, con particolare attenzione, l'annosa vicenda dell'ospedale geriatrico di Beauregard, si rivolge all'Assessore competente per invitarlo a portare avanti quanto prima concrete proposte in materia sanitaria, destinando all'argomento un'intera adunanza del Consiglio regionale.
Il Consigliere PARISI constata con amarezza che il grave disservizio delle strutture ospedaliere dipende, in gran parte, dalla mancanza di una precisa volontà politica di far rispettare l'ordine ed i regolamenti.
Il Consigliere SIGGIA Giovanna vuole annunciare il voto favorevole del Gruppo comunista sia nei confronti della mozione in discussione, che nei confronti dell'emendamento presentato dai Democratici Popolari. Insiste sulla necessità dell'istituzione del dipartimento di emergenza la cui indiscutibile utilità è stata concordemente riconosciuta dalle forze sindacali e da alcuni operatori del settore sanitario,
Il Vice Presidente CHABOD, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola sulla mozione in argomento, in sede di discussione generale, dichiara chiusa la discussione stessa e pone ai voti, per alzata di mano, il seguente emendamento presentato dal Consigliere Pollicini:
- completare la parte dispositiva con il seguente nuovo capoverso:
"d) a predisporre gli strumenti per la realizzazione dei collegamenti fra l'Ente Ospedaliero regionale e i presidi extra ospedalieri socio-sanitari esistenti e istituendi sul territorio (medici di base, poliambulatori, ambulatori, consultori, C.R.I., laboratori di analisi, Consorzio Antitubercolare, ecc.)".
Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Vice Presidente CHABOD accerta e comunica che il Consiglio, con voti contrari diciotto e voti favorevoli quindici (Consiglieri presenti e votanti: trentatre), non ha approvato il soprariportato emendamento,
Il Vice Presidente CHABOD, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola sull'argomento in esame, pone ai voti, per alzata di mano, l'approvazione della mozione in discussione.
Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Vice Presidente CHABOD accerta e comunica che il Consiglio, con voti contrari diciotto e voti favorevoli quindici (Consiglieri presenti e votanti: trentatre), non ha approvato la seguente mozione:
"La tempestività e la corretta impostazione delle prime prestazioni rappresentano spesso una condizione determinante non solo per il recupero funzionale ma anche per la sopravvivenza del paziente. Il Pronto Soccorso rappresenta attualmente un punto particolarmente debole, pur nel panorama di un'organizzazione sanitaria tanto carente Occorre perciò guardare ad esso come ad un punto nodale della ristrutturazione dei servizi sanitari, in cui è necessario capovolgere completamente alcune impostazioni attuali.
- Al Pronto Soccorso si rivolge il cittadino in una condizione particolarmente debole di indifesa, spesso imminente pericolo di vita; al personale presente in Pronto Soccorso si presentano spesso problemi diagnostici e terapeutici particolarmente complessi che richiedono oltre ad una adeguata e specifica preparazione un intervento pluridisciplinare e tempestivo,
- Inoltre il P.S. dovrebbe in determinate situazioni proiettare il proprio intervento sul territorio portando un intervento qualificato là dove l'emergenza si è verificata e provvedendo al trasporto assistito dell'emergenza stessa fino in ospedale.
- Il P.S. dovrebbe infine funzionare da servizio di accettazione, compito oggi totalmente disatteso (essendosi trasformato in un semplice transito burocratico cui il malato deve sottoporsi prima di arrivare nei reparti di degenza); al contrario un servizio di accettazione efficiente in grado di usufruire immediatamente dei vari servizi (laboratorio, radiologia, ecc.) rappresenterebbe da un lato un filtro ai ricoveri indiscriminati, rinviando al medico curante i pazienti che non necessitano di ospedalizzazione; d'altra parte potrebbe fornire in pochissimo tempo una serie di dati al reparto cui viene inviato il malato o al medico curante se non si ritiene opportuno il suo ricovero.
Un P.S. in grado di svolgere tutte le funzioni, che sono state sommariamente ricordate, può diventare il punto di incontro tra ospedale e territorio e un punto di riferimento per affermare in tutta la struttura ospedaliera una nuova concezione dell'assistenza.
Deve essere perciò strutturato, attrezzato e localizzato in modo da poter far fronte immediatamente a tutti i problemi che si presentano attraverso tutte le potenzialità offerte dall'ospedale in cui è situato. Non più dunque semplice smistamento dei malati ad altre sezioni dell'ospedale ma zona ospedaliera dove non è concepibile che si verifichino pause nell'erogazione degli atti diagnostici ai reparti di competenza; punta avanzata comunque nei vari servizi e nelle varie divisioni nel cui ambito deve essere possibile realizzare una collaborazione poli-specialistica sia nel momento della diagnosi che in quello della cura, al fine di attuare fin dal primo momento il trattamento medico e chirurgico più idoneo.
LA GESTIONE
Una gestione più funzionale del P.S. (polispecialistica) non può essere disgiunta se vuol risultare efficace da una gestione democratica che superi le attuali rigide divisioni di ruolo e di categoria,
Sono quindi da rifiutare gli schemi che la via a modelli inaccettabili come le divisioni di chirurgia d'urgenza o i primariati di pronto soccorso.
Al contrario noi vediamo nel P.S. un terreno particolarmente adatto per rompere con l'attuale concezione gerarchica dell'organizzazione ospedaliera attraverso l'unitarietà degli interventi, la collaborazione pluridisciplinare, la corretta articolazione con il territorio e con le divisioni ospedaliere, la prefigurazione della figura del medico unico e dell'infermiere unico.
Tali obiettivi possono essere realizzati solo attraverso una struttura dipartimentale.
Alla gestione del dipartimento dovrà quindi concorrere sia il personale medico che quello non medico, superando tramite opportuni interventi di indirizzo da parte della Regione le limitazioni poste dalla legge ospedaliera (che prevede una gestione del dipartimento affidata ai più alti gradi gerarchici).
Tale gestione democratica del dipartimento si intende inquadrata in un programma generale definito dalle amministrazioni ospedaliere, sentito il Consiglio dei sanitari e le Organizzazioni Sindacali.
FUNZIONI E ORGANIZZAZIONE
Il dipartimento di emergenza (P.S.) come fin qui è stato delineato rivolge la propria attività in tre direzioni:
1) Emergenze che si verificano all'interno dell'ospedale;
2) Emergenze esterne;
3) Servizio di accettazione.
E' indispensabile che nell'area di emergenza operino a turno sia direttamente sia sotto forma di reperibilità sanitari altamente sperimentati e qualificati, ad evitare ogni possibile rischio di ritardi negli atti terapeutici e diagnostici necessari.
IL SOCCORSO URGENTE SUL. TERRITORIO
E' un problema a cui si accenna soltanto in quanto per la sua complessità ed importanza merita un esame a parte ed investe anche competenze diverse.
Appare tuttavia chiaro che l'esigenza fondamentale si concreta da una parte nel totale rinnovo degli attuali mezzi di trasporto, nonché nella riqualificazione e nell'aumento degli organici del personale infermieristico e, d'altra parte, in un diverso rapporto tra i mezzi di soccorso e dipartimento di emergenza.
Per quanto concerne la riqualificazione del personale sottolineiamo come essa risulti necessaria non solo per il personale paramedico, ma per lo stesso personale medico, ospedaliero ed extra ospedaliero e come essa debba assumere carattere di formazione permanente e periodico aggiornamento sui problemi delle urgenze. Occorre che la Regione si faccia carico del problema istituendo corsi e strumenti di informazione adeguati.
Va rilevato infine che il dare un'organizzazione simile a quella suesposta al dipartimento di emergenza dell'Ospedale di Aosta faciliterebbe i rapporti con la Regione Piemonte che ha programmato una rete di 23 dipartimenti di accettazione e P.S. sul territorio. Il dipartimento di emergenza di Aosta garantirebbe cioè il collegamento per le emergenze che richiedono interventi ad alta specializzazione con i dipartimenti di secondo livello interospedaliero di Aosta.
Pertanto il Consiglio Regionale
Delibera
di impegnare la Giunta:
a) a promuovere, in applicazione del D.M. 8.11.1976, l'istituzione del dipartimento di emergenza e di accettazione presso l'E.O.R. Valle d'Aosta secondo le linee indicate nell'allegato documento della Federazione unitaria CGIL-CISL-UILSAVT, del Consiglio dei delegati dell'E.O.R. e dell'ANAAO, linee che vengono inoltre recepite dal Consiglio regionale;
b) a provocare, attraverso i propri rappresentanti presso il Consiglio di Amministrazione dell'E.O.R,, le opportune iniziative e decisioni per l'istituzione formale del dipartimento di cui al punto a) entro 15 giorni da oggi;
c) a predisporre e presentare all'esame delle competenti Commissioni e del Consiglio, entro sei mesi, un disegno di legge regionale per la ristrutturazione del servizio di soccorso urgente sul territorio".
Il Consiglio prende atto.
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