Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 550 del 29 maggio 1989 - Resoconto

OGGETTO N. 550/IX - Rapporti fra produttori di latte di Aosta e dintorni e della bassa Valle ed il Presidente della Centrale del latte. - (Interrogazione e interpellanza).

Presidente: L’interrogazione e l’interpellanza, presentate rispettivamente dai Consiglieri Mafrica e Chenuil e dal Consigliere Riccarand, iscritte ai punti 8 e 15 dell’ordine del giorno, vengono discusse congiuntamente trattando analogo argomento. Ne do lettura:

INTERROGAZIONE

RICORDATO che attraverso una petizione sottoscritta da numerosi produttori del latte venivano segnalati i pessimi rapporti tra gli stessi ed il Presidente della Centrale del latte;

CONSTATATO che tale situazione ha provocato difficoltà alla trattativa per la determinazione del prezzo del latte alla stalla;

i sottoscritti Consiglieri del Gruppo comunista

INTERROGANO

la Giunta regionale per sapere:

1) a che punto è la trattativa per la determinazione del prezzo del latte;

2) quale è il giudizio della Giunta sullo stato dei rapporti tra il Presidente della Centrale del Latte ed i produttori.

F.ti: Demetrio Mafrica

G. Chenuil

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INTERPELLANZA

Nello scorso mese di marzo le Associazioni dei produttori di latte di Aosta e dintorni e della Bassa Valle hanno inviato l’Assessore regionale all’Agricoltura un documento di vibrata protesta contro i metodi del Presidente della Centrale del latte definiti "disumani ed intollerabili". Le due Associazioni hanno, inoltre, dichiarato che non avrebbero più condotto le trattative per il prezzo del latte con il Presidente della Centrale, chiedendo un nuovo interlocutore ed un autorevole intervento della Regione.

Nonostante siano trascorsi due mesi dalla protesta dei produttori di latte non risulta, al sottoscritto Consigliere, che il contrasto abbia trovato una soluzione; anzi, è stato segnalato il fallimento dell’ultima Assemblea dei produttori a causa dell’assenza dell’Assessore regionale all’Agricoltura che aveva in precedenza assicurato la sua partecipazione.

Poichè il contrasto sorto fra produttori di latte e Presidente della Centrale danneggia gli agricoltori e la stessa Centrale del latte bisogna superarlo al più presto, anche in considerazione delle ripercussioni negative che la vicenda potrebbe avere in una fase delicata in cui da una parte si va verso lo smantellamento della vecchia Centrale e dall’altra parte la nuova Centrale del latte è ben lungi dall’essere realizzata ad entrare in funzione.

Tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere regionale

INTERPELLA

l’Assessore regionale all’Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale per sapere:

1) quali sono le cause dell’aspro contrasto sorto fra le Associazioni di produttori di latte e il Presidente della Centrale del latte;

2) cosa intende fare la Giunta regionale per superare la contrapposizione, dare una risposta positiva alle esigenze dei produttori di latte, ampliare il numero di produttori che conferiscono il latte alla Centrale;

3) se, negli ultimi due anni, si è verificato un aumento o una diminuzione dei produttori valdostani che conferiscono il latte alla Centrale ed in che misura;

4) se è vero che il Presidente dell’attuale Centrale del latte è anche Presidente della nuova Centrale che deve essere realizzata a Gressan; inoltre si chiede di conoscere se i lavori per la nuova Centrale sono stati appaltati, a chi sono stati aggiudicati, e quando si concluderanno.

F.to: Elio Riccarand

Presidente: Ha chiesto di illustrare l’interpellanza iscritta al punto n. 15 dell’ordine del giorno il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (NS): Questa interpellanza è nata dalla lettura del testo di un documento che nello scorso mese di marzo le associazioni dei produttori del latte di Aosta e dintorni e della Bassa Valle hanno inviato dapprima all’Assessore regionale dell’Agricoltura e poi anche a tutti i Capigruppo, per protestare contro i metodi del Presidente della Centrale del Latte.

Le due associazioni hanno lamentato, in questo documento che ci è pervenuto, una grave difficoltà di rapporti con il Presidente della Centrale del latte ed hanno anche affermato che non avrebbero più accettato di continuare dei colloqui con quest’ultimo; pertanto chiedevano l’intervento di un interlocutore diverso per arrivare ad una conclusione della trattativa riguardo alla questione del prezzo del latte.

Ero stato anche informato che ad una successiva riunione dei produttori del latte, convocata per risolvere la questione, c’era stato un nulla di fatto perchè i produttori di latte dapprima avevano notato con rammarico e dispiacere l’assenza dell’Assessore che aveva garantito la sua presenza a tale riunione, e poi avevano abbandonato la riunione in cui aveva preso la parola il Presidente della Centrale.

Si tratta di un contrasto di cui vorremmo capire i motivi di fondo; è un contrasto che non può che preoccupare perchè ci troviamo di fronte ad una situazione che rischia di pregiudicare un rapporto che è fondamentale sia rispetto all’attività della Centrale del latte, quella attualmente esistente, sia all’attività della nuova Centrale del latte, di cui dovrebbe essere in questi giorni partita la costruzione.

I motivi di questa interpellanza sono per capire quali sono le cause di questo contrasto; in che modo la Giunta è intervenuta per cercare di superare la situazione e per evitare che si ripetano contrapposizioni come quella che già si è verificata; per avere una informazione rispetto ai dati sui conferitori del latte, cioè quali sono i rapporti fra i produttori e conferitori del latte e la Centrale di Aosta, per vedere l’evoluzione che c’è stata nel rapporto; infine, tenendo presente che il Presidente dell’attuale Centrale del Latte è anche Presidente della nuova Centrale, in che modo la Giunta intende affrontare questo problema della crisi di rapporto fra la base dei produttori del latte e il vertice della Centrale, sia vecchia che nuova, e inoltre quali sono le ultime informazioni e gli ultimi dati rispetto alla realizzazione della nuova Centrale del latte.

Presidente: Ha chiesto di parlare l’Assessore all’Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale Perrin, ne ha facoltà.

Perrin (UV): Il me semble de voir, soit dans l’interrogation soit dans l’interpellation, un problème de fond qu’il faut avant tout éliminer.

On parle de retard dans la fixation du prix pour le lait, que certains producteurs d’Aoste et des alentours et de la Basse Vallée portent à la Centrale laitière d’Aoste.

En réalité il n’y a pas de retard, puisque dans l’accord qui avait été rejoint le 15 avril 1988, le prix du lait avait été fixé pour une année et demie et donc l’accord est valable jusqu’au 31 décembre 1989.

Ceci avait été voulu justement pour reporter la date de modification du prix du lait au début de chaque année et non à moitié de l’année comme il arrive maintenant, et aussi parce que justement dans l’accord qui avait été rejoint l’année derniére il y avait eu toute une série de modifications. Entre autres par rapport à la loi régionale n° 9 de 1977 et à la loi de l’état n° 306 de 1975 on avait introduit - chose très importante - pour la première fois le payement selon la qualité du lait porté à la Centrale, en modifiant le prix que chaque producteur reçoit non uniquement par la quantité mais par la qualité, ayant une différence qui était de 60 lires selon la qualité. Selon les barèmes adoptés le lait de meilleure qualité recevait 30 lires en plus, celui de qualité moyenne 15 lires en plus, le lait inférieur une perte de 5 lires, et le lait qui vraiment avait très peu de valeur une perte de 30 lires par rapport aux prix de base fixés par cet accord même.

Il m’est difficile évidemment d’entrer dans les causes de ce contraste, que je crois pouvoir attribuer à des problèmes de caractère, à des problèmes personnels, qui ne vont pas tellement vers les producteurs mais plutôt vers un des secrétaires des deux associations.

Pour ce qui nous concerne, nous avons essayé d’éliminer ce contraste et de pouvoir arriver à un accord. Je repète que la modification du prix du lait n’était pas due jusqu’à la fin de cette année; si modification devait y être, c’était un pur agrément de la Centrale laitière à l’égard des producteurs. Justement étant l’intérêt aussi de la Centrale, le 20 du mois de février de cette année dans une réunion qui s’était tenue entre producteurs et Centrale auprès de l’Assessorat, il y avait eu la disponibilité de la part de la Centrale d’augmenter de 75 lires le prix du lait à la condition que ce prix soit accepté par le CIPE , c’est-à-dire qu’il entre dans le prix de centralisation du lait, chose qui à ce moment-là semblait impossible parce que, à la suite de contacts entre le Président de la Centrale laitière et l’Assessorat à l’industrie, Commerce et Artisanat, il paraissait impossible d’arriver à cette modification.

A la suite il nous a été dit que, s’il y avait eu un accord entre les deux parties, l’Assessorat à l’Industrie et Commerce aurait pu présenter la requête pour cette modification et donc obtenir après délibération du CIPE l’augmentation du prix.

Nous nous sommes activés pour arriver à cet accord, et même si M. Riccarand plusieurs fois a mis l’accent sur l’absence de l’Assesseur le 20 avril, je tiens à dire que l’intermédiation doit être faite par l’Assessorat et non uniquement par l’Assesseur et malheureusement, M. Riccarand, je n’ai pas le don de l’ubiquité. La Junte ayant été dépassée du vendredi au jeudi, justement le jour où avait été convoquée la réunion, je n’ai pas pu être et à la séance du Gouvernement et à la séance entre les producteurs et la Centrale.

En tout cas nous nous sommes revus la semaine dernière et un accord a été rejoint pour arriver à une modification et donc pour établir un prix qui soit valable déjà pour l’année prochaine - justement cette augmentation de 75 lires - à condition qu’il y ait de la part du Ministère l’acceptation, suite à un avis préalable du CIPE, de 75 lires. Donc l’éventuelle modification avant de la fin de l’année pourra être donnée uniquement à cette condition.

D’autres paramètres ont été revus dans cette séance.

Pour ce qui est de l’interpellation, qui va au delà de ce désaccord et du problème du prix du lait, j’essayerai de répondre. Nous croyons que de la part de la Centrale laitière d’Aoste et de la part de l’Assessorat il y avait une réponse positive aux exigences des producteurs, qui avait vu au début de l’année diminuer leur gain d’environ 30-40 lires pour le fait de la modification de la TVA, modification qui n’est pas de responsabilité de la Centrale laitière, ni de l’Administration régionale, mais au niveau des lois financières de l’Etat.

Pour ce qui est des autres questions posées par M. Riccarand, il y a eu au cours de la vie de la Centrale une diminution, qui est constante dans les années: plus de 200 producteurs au début, 86 producteurs au mois d’avril 1989. Je ne sais pas si la liaison est uniquement fortuite ou voulue pour affirmer que cette diminution est due à ce rapport entre producteurs et Centrale Laitière, parce qu’il s’agit d’une diminution constante dans les années.

Au delà de certains moments de points où la production était supérieure, la production conférée à la Centrale laitière d’Aoste est d’environ 130 quintaux par jour et donc une production moyenne qui égale celle des années dernières. D’ailleurs, contrairement à ce qui demande l’interpellation, il ne s’agit pas d’augmenter le numéro des producteurs, puisque la philosophie de l’Assessorat a toujours été celle d’utiliser le lait produit en Vallée d’Aoste pour la transformation en fontine, qui a une rentabilité supérieure, et donc d’adresser les producteurs de lait plutôt que vers la Centrale laitière d’Aoste, vers les coopératives fromagères.

S’il y a eu une diminution des producteurs, c’est aussi parce que ce sont les petits producteurs qui s’en sont allés, vraiment parce que - et là la chose est regrettable, mais il s’agit d’un problème au niveau général - il y a la fermeture de ces petites étables. Plusieurs producteurs étaient dans cette situation dans le passé; évidemment se fermant ce type d’étables, il y a l’abandon de ces producteurs mêmes.

Pour ce qui est des rapports avec la nouvelle Centrale laitière, M. Riccarand sait très bien que le Président de l’actuelle Centrale est Président de la nouvelle Centrale aussi. Pour ce qui est des travaux de la Centrale, qui doit être construite dans la Commune de Gressan, au début du mois de mai les travaux ont été adjugés à l’entreprise Longarini pour la partie civile. Il y aura maintenant l’appel d’offres et donc l’attribution pour la partie technologique; on pense de pouvoir terminer les travaux pour la fin de l’année prochaine. Au début de 1990 la nouvelle centrale laitière devrait entrer en fonction.

Il y a entre-temps des accords qui sont en train d’être portés de l’avant entre la Centrale laitière d’Aoste et la Centrale laitière Vallée d’Aoste, pour qu’il y ait une période de commercialisation commune, de façon qu’il n’y ait pas un passage brusque au moment de la fermeture de la Centrale d’Aoste et le passage à la centrale laitière Vallée d’Aoste, mais qu’il y ait une continuité et que donc les clients actuels puissent voir au moment où entrera en fonction la centrale laitière Vallée d’Aoste une continuité de l’actuelle. Donc pour toute une série de produits il y aura un accord pour ce qui concerne la production et la commercialisation. Quant à nous, je répète, au delà des problèmes de caractère ou des problèmes individuels, on essaye de veiller à ce que il y ait la sauvegarde des intérêts des producteurs, qu’il y ait la sauvegarde des intérêts de la Centrale et à travers l’action que la Centrale a menée à partir de l’année dernière, à travers le payement du lait selon la qualité, aussi la sauvegarde des intérêts des citoyens qui utilisent ce lait même.

Presidente: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

Mafrica (PCI): Crediamo che la Centrale del latte abbia un ruolo importante per due aspetti: il primo, perchè si riferisce ad una produzione agricola primaria che interessa un buon numero di allevatori; il secondo, perchè comunque la centrale del latte ha un suo ruolo di calmiere nel prezzo che deve essere per i consumatori il più opportuno possibile.

Proprio perchè si tratta di una struttura che ha questi due compiti, siamo convinti che la Regione deve fare il massimo sforzo perchè questa struttura proceda con chiarezza, proceda senza grossi problemi.

Abbiamo ricevuto una lettera, che pensiamo sia stata firmata dalla maggioranza dei conferitori della centrale, lettera che si esprime in termini piuttosto fermi nei confronti del Presidente della Centrale, perchè parla di comportamento disumano e intollerabile.

L’Assessore oggi ci dice che sostanzialmente il problema del prezzo del latte è risolto e che secondo lui non ci sono grosse questioni: sono solo questioni di carattere. Con questo l’Assessore riconferma la sua fiducia al Presidente della Centrale, che, come è stato ricordato, è anche Presidente della nuova centrale. Siccome la responsabilità della scelta e del controllo spetta all’Assessorato, prendiamo atto di queste dichiarazioni dell’Assessore e ci auguriamo però che l’Assessore faccia quanto in suo potere perchè la stessa pacatezza, la stessa moderazione che lui usa in Consiglio, venga usata dai suoi rappresentanti nelle altre sedi. Pensiamo che chi ha un ruolo pubblico di una certa importanza, dovrebbe attenersi anche nel comportamento ad uno stile quale quello che l’Assessore dimostra sovente, nelle più svariate occasioni.

Presidente: Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (NS): Consideriamo insoddisfacente la risposta dell’Assessore a questa interpellanza, perchè non ci sembra che si possa ridurre la questione che è sorta fra le associazioni dei produttori e il Presidente della Centrale del latte ad un contrasto fra due persone.

Qui abbiamo una lettera di protesta che è stata firmata da oltre una sessantina di produttori, e in base alle cifre che diceva prima l’Assessore (86 confezioni) significa che praticamente tutti quelli che consegnano alla centrale hanno protestato in termini molto vigorosi, con parole che sicuramente non sono state misurate. Questo evidentemente sta ad indicare che c’è un qualcosa che va al di là di un problema caratteriale, che pesa negativamente e che la Giunta deve cercare di risolvere, altrimenti non possiamo accettare anche questo ultimo accordo, in quanto sappiamo essere stato fatto in assenza del Presidente. Evidentemente il Presidente è una figura autorevole che rappresenta tutta quanta la centrale; non può essere una persona che, per una situazione che si è determinata, è obbligata a stare fuori da determinate trattative che sono poi determinanti rispetto al funzionamento dell’azienda.

Siamo preoccupati rispetto a questa situazione che si è creata, crediamo che la Giunta dovrebbe andare a fondo di questa questione e cercare una strada di uscita, in modo che si ricostruisca un rapporto di fiducia fra i conferitori e la dirigenza della centrale del latte.

Siamo anche preoccupati dai dati che ha fornito l’Assessore rispetto ad alcuni elementi di funzionamento della centrale, ad esempio la diminuzione dei conferitori. Sicuramente è un fatto positivo che ci sia stato un aumento di coloro che si sono rivolti nel conferimento del latte ai caseifici per la produzione di fontina, però bisognerebbe avere un quadro globale. Tuttavia, anche le informazioni che sono state date in Commissione relativamente ad un disegno di legge, che discuteremo prossimamente in Consiglio, sul deficit della Centrale e sul modo per ripianarlo, ci portano a delle considerazioni piuttosto preoccupanti: ad esempio, si è verificata una notevole diminuzione nelle vendite del latte della Centrale negli ultimi due anni e nello stesso tempo abbiamo avuto un incremento della vendita di latte proveniente da fuori Valle da altre aziende concorrenziali. Questo significa che nel suo insieme questa azienda presenta degli aspetti che non funzionano. L’altro aspetto che ci preoccupa è che il gruppo dirigente dell’attuale centrale del latte lo ritroveremo poi nella nuova centrale; non vorremmo che determinati aspetti negativi che già si sono verificati e che non lo sono soltanto da un punto di vista strutturale, ma anche gestionale, si ritrovassero poi fin dall’inizio nella nuova struttura, impedendo ad una struttura importante come la centrale del latte della Valle d’Aosta di avere un ruolo positivo ed attivo nell’economia della nostra Regione.