Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 535 del 10 maggio 1989 - Resoconto

OGGETTO N. 535/IX - IMPEGNO DELLA GIUNTA REGIONALE AD ASSUMERE INIZIATIVE IN CONSEGUENZA DELL'APPROVAZIONE DEL DECRETO LEGGE CONCERNENTE MISURE URGENTI PER LA RIORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE. (Approvazione di mozione).

PRESIDENTE:Do lettura della mozione in oggetto, presentata dai Consiglieri Riccarand e Mafrica ed iscritta al punto 37 dell'ordine del giorno dell'adunanza odierna.

MOZIONE

PRESO ATTO che il Decreto Legge 25 marzo 1989, n. 111 "Misure urgenti per la riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale" contiene misure in materia di assistenza specialistica ospedaliera e farmaceutica, che prevedono una quota di partecipazione alla spesa nella misura di lire 1.000 per ogni analisi di laboratorio, lire 10.000 per ogni esame radiografico, lire 30.000 per le ortopantomografie, lire 20.000 per le ecografie, da lire 15.000 a lire 25.000 per le visite specialistiche, nonché lire 10.000 per ogni giorno di ricovero;

CONSTATATO che tale decreto contiene norme che prevedono la trasformazione con più di 500 posti-letto in aziende autonome, staccate dalle U.S.L. nonché l'intervento dello Stato nel caso la Regione non ottemperasse all'approvazione della legge relativa;

SOTTOLINEATA l'iniquità del provvedimento, la confusione che ha provocato, l'ingiustizia di un'azione di governo che vuole sanare il Bilancio dello Stato senza colpire le spese inutili e l'evasione fiscale;

EVIDENZIATO che nemmeno in questa occasione di riordino delle norme sugli ospedali si è affrontato il nodo del Mauriziano, e la Valle d'Aosta si troverà nella sempre più reale ipotesi di non poter controllare le proprie strutture sanitarie senza avere nemmeno la possibilità di costruirne delle proprie;

IL CONSIGLIO REGIONALE

IMPEGNA

il Presidente della Giunta regionale a esprimere al Governo italiano il giudizio negativo della Regione sul provvedimento in questione;

a richiedere il ritiro degli art. 6 e 7 del D.L. 111 nonché la predisposizione di provvedimenti che consentano l'attribuzione alla Valle d'Aosta delle strutture ospedaliere necessarie alla erogazione di un adeguato livello di assistenza sanitaria;

a chiedere all'U.S.L. della Valle d'Aosta di assumere i necessari provvedimenti per consentire alle categorie non esenti di rinviare il pagamento delle quote di partecipazione in attesa di conoscere la sorte finale del decreto;

IMPEGNA INOLTRE

il Presidente del Consiglio

a inviare copia della presente mozione

a tutti i Presidenti dei Consigli regionali e ai Presidenti dei Consigli

provinciali di Trento e Bolzano.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (PCI):Come ho già ricordato questa mattina, oggi è in corso uno sciopero generale indetto dalle organizzazioni sindacali confederali contro i ticket e per il riordino del sistema sanitario. Il 25 marzo scorso era stato emanato un decreto legge con il quale si affrontavano principalmente due questioni: una relativa all'istituzione di ticket che in passato erano stati soppressi, per esempio quelli sulle analisi e sulle visite specialistiche, che prevedevano anche interventi abbastanza consistenti, mentre una seconda parte del decreto ancora in discussione riguarda la riorganizzazione delle UU.SS.LL.

Il Governo non ha ritirato il decreto di marzo, ma ne ha emanato uno successivo che corregge solo in parte gli importi dei ticket e prevede ulteriori casi di esenzione, mentre rimangono in piedi tutte le altre parti del precedente decreto del 25 marzo. Anche le correzioni apportate alla normativa sull'entità dei ticket da pagare e sulle esenzioni non hanno incontrato un sufficiente gradimento da parte delle organizzazioni sindacali, per cui lo sciopero generale, che era già stato proclamato, è stato mantenuto, nonostante questo ulteriore decreto integrativo.

Con la mozione i gruppi di Nuova Sinistra e del Partito Comunista Italiano intendono sottoporre all'attenzione del Consiglio la possibilità di esprimere al Governo italiano un giudizio negativo sul decreto originario, che, torno a ribadire, non è stato ritirato, ma è stato modificato solo in parte per ciò che riguarda gli importi dei ticket, ma non è stato modificato per ciò che riguarda la riorganizzazione delle UU.SS.LL., e che, insieme al successivo decreto, deve ancora essere votato dal Parlamento.

La votazione della mozione, a mio giudizio, esprime un giudizio negativo su questo intervento del Governo in materia sanitaria e sottolinea la sua non attuabilità nella nostra Regione. Come i Consiglieri sanno, il decreto di marzo prevede di trasformare le UU.SS.LL. da organismi che rappresentano i Comuni in aziende che non possono avere bilanci in deficit. Si tratta di una decisione che indubbiamente introdurrà delle novità molto forti. Per cui ci dobbiamo chiedere, ad esempio, come si potrà mantenere non in deficit il bilancio dell'U.S.L. della Valle d'Aosta, che a tutt'oggi è costretta ogni anno a farsi ripianare svariate decine di miliardi di deficit. Io mi chiedo come e dove si potranno tagliare delle spese per riportare in pareggio per decreto le UU.SS.LL.. Si licenzieranno i medici? Si diminuiranno i medicinali?... Mi pare che questo tipo di intervento sia molto discutibile.

Non solo si prevede la trasformazione delle UU.SS.LL. in aziende, ma si prevede che, nel caso esse abbiano dei costi aggiuntivi, questi siano fatti ricadere sulle Regioni. Ora, sia i rappresentanti dei Comuni, sia gli Assessori alla sanità delle varie Regioni italiane hanno già detto di non essere d'accordo con questa impostazione. E' lo Stato che, attraverso le imposte, le tasse ed i contributi, raccoglie una parte del denaro che serve per pagare la spesa sanitaria, mentre in questo caso i costi verrebbero fatti ricadere sulle Regioni, che non hanno potestà normativa autonoma in materia, tant'è che sull'organizzazione delle UU.SS.LL. possono dire poche cose.

Al di là quindi della scelta di far pagare ai cittadini una parte delle spese per il ricovero ospedaliero, anche se soltanto per un periodo limitato, stando almeno alle correzioni dell'ultimo decreto, e al di là della decisione di far pagare anche a persone molto malate, con procedure molto complicate, dei ticket per le visite specialistiche e per le analisi di laboratorio... è la stessa struttura del decreto che merita un giudizio negativo, perché, per quanto concerne la Valle d'Aosta, trasformerebbe il nostro ospedale in una azienda a sé stante e la sottrarrebbe al controllo della Regione.

Noi crediamo quindi che ci siano più motivi per votare questa mozione: motivi di solidarietà da esprimere nei confronti delle organizzazioni sindacali e della loro battaglia, motivi di contenuto per ciò che riguarda l'imposizione di questi ticket e motivi più seri e più profondi di scarsa attuabilità di questi decreti alla realtà della Valle d'Aosta.

Noi pensiamo che la mozione possa anche essere approvata così com'è, perché il primitivo decreto, anche se integrato da uno successivo, è ancora in piedi e quindi il giudizio negativo espresso da questo Consiglio regionale potrà essere uno dei tanti elementi che dovranno essere presi in considerazione nel corso delle prossime discussioni parlamentari.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Vicepresidente Beneforti; ne ha facoltà.

BENEFORTI (DC):Nessuno può disconoscere che il Governo ha assunto quel decreto legge per frenare la spesa sanitaria, che è una delle cause principali che alimentano il debito pubblico del nostro Paese. Credo che su questo non ci debbano essere dubbi.

Dobbiamo tener conto inoltre che quel provvedimento è stato preso anche per l'impossibilità immediata di portare avanti un discorso di riforma sanitaria. Noi riteniamo che, se proprio vogliamo fare una mozione o un ordine del giorno, dobbiamo farlo, portarlo avanti e sostenerlo per affrontare definitivamente il discorso di una vera riforma sanitaria nel nostro Paese. E' chiaro che la legge 833 ha fallito in gran parte i suoi obiettivi nella prevenzione, nella cura e nella riabilitazione del paziente; pertanto noi dobbiamo esaminare le ragioni che hanno portato a questo fallimento, dobbiamo correggere e portare avanti una nuova riforma, che del resto è già stata presentata al Parlamento, ma che è ancora in discussione presso le Commissioni e non riesce a decollare. Nell'attesa, sono stati presi questi provvedimenti.

Io sono tra quelli che hanno sempre scioperato per la riforma sanitaria e credo di averla sempre sostenuta anche nel mio passato. Ma perché mi riallaccio alla riforma sanitaria? Probabilmente perché oggi noi vediamo i bruscoli e non la trave: quando qui ci si sciacqua la bocca in difesa del pensionato, del povero ammalato e del meno abbiente e si va a criticare il ticket...

( ... Interruzione del Consigliere Bajocco... )

... Laciami finire, Bajocco! Lasciami finire! Bajocco, lasciami finire, per piacere! Io non interrompo mai

PRESIDENTE:Consigliere Bajocco, per favore!

BENEFORTI (DC):Devo dire che, nel corso della mia attività in campo sociale, sono sempre stato contrario all'imposizione di certi ticket o di certi "balzelli", come dice qualcuno. Tuttavia bisogna inquadrare il tutto all'interno della riforma sanitaria.

Si parla delle 10.000 lire al giorno per il ricovero ospedaliero, sulle quali io non sono affatto d'accordo, per un massimo di 200.000 lire da pagarsi in un anno, ma non si pensa al pensionato con le 400.000 lire di pensione minima o con le 800.000 lire o con il milione di pensione mensile, il quale per avere una visita specialistica deve andare a spendere 100.000 lire alla volta. Questo non è un ticket anche nella nostra Regione?

Noi abbiamo 300 medici all'ospedale di Aosta, su 600 posti-letto disponibili: andiamo a vedere quanti fanno le visite specialistiche e chi le fa! Anche questi sono punti fondamentali da esaminare nell'ambito di una riforma sanitaria.

Ci sarebbe forse da esaminare anche un'altra questione, quella delle persone meno abbienti che, quando si devono operare fuori Valle, ricevono un rimborso pari all'80% della spesa sostenuta, ma alcune persone non possono permettersi di pagare il restante 20%. Su questi casi, però, non ci si sofferma: non si fanno mozioni o ordini del giorno. Consigliere Bajocco, ecco su cosa volevo richiamare l'attenzione del Consiglio!

Io voglio dire che i ticket sono stati imposti dal fatto che non va avanti la riforma sanitaria, per la quale invece dobbiamo impegnarci tutti. Se la mozione ha il senso di sollecitare la riforma sanitaria, noi siamo d'accordo, perché solo con una effettiva riforma sanitaria si può rivedere tutto quello che non appare, ma che esiste, in Valle d'Aosta come nelle altre Regioni, anche se da noi esiste forse un po' meno ed altrove di più. Se vogliamo veramente fare gli interessi dei pensionati e dei cittadini meno abbienti, dobbiamo riconoscere che il discorso di fondo è quello di affrontare radicalmente la questione della riforma sanitaria.

Se vogliamo fare una mozione in tal senso, noi siamo d'accordo; però, non possiamo accettare una mozione che è parziale e che non tiene conto della reale situazione oggi esistente anche nella nostra Regione.

PRESIDENTE: Inviterei i Consiglieri a mantenere il dibattito entro i canoni della buona armonia.

Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (PCI):Il Consigliere Beneforti cerca di sostenere la tesi che si farebbe un passo in avanti nella riorganizzazione della sanità nel nostro Paese, se si facessero pagare i ticket, così come del resto è previsto dal decreto. Io credo invece che le due cose siano assolutamente da scindere, perché il far pagare ad un malato 10.000 lire, anche solo per 10 giorni, non aiuterà a risolvere i problemi di organizzazione e di ricerca di efficienza del sistema sanitario nazionale. Si tratterebbe solo di una questione di reperimento di entrate, ma per far questo si sarebbero potute trovare altre soluzioni, prospettate, per esempio, anche dai sindacati. Invece di far pagare i ticket o la degenza, si potevano vedere forme di contribuzione differente da parte dei lavoratori dipendenti ed autonomi.

Io non credo che la riforma sanitaria sia da mettere da parte, perché la riforma prevista dalla 833 aveva assunto un principio fondamentale, che distingueva il sistema sanitario italiano da quello di altri Paesi. Mi riferisco al principio della gratuità, per qualunque cittadino, delle cure e degli interventi necessari per la sua salute.

Con questo decreto, invece, a mio giudizio si interviene contro quel principio: cominciare a far pagare anche solo 10.000 lire può significare che, magari fra sei mesi, il Governo possa dire che quelle 10.000 non bastano più e che ne occorrono 150.000. Il decreto, quindi, intacca il principio della gratuità del servizio sanitario.

Credo inoltre che con tutte le scelte contenute nel decreto si voglia diminuire il deficit pubblico, ma si va a modificare surrettiziamente la struttura delle UU.SS.LL., che vengono trasformate in aziende di servizi con personalità giuridica, autonomia organizzativa, amministrativa, patrimoniale e contabile. Io credo che questa scelta, semmai, vada fatta nell'ambito di un altro discorso, non di reperimento di entrate, ma di discussione dell'organizzazione sanitaria.

Ho molti dubbi poi che possa andare avanti questo tipo di managerialità: si vogliono diminuire le spese, ma si prevede di pagare il manager oltre 100 milioni all'anno; si vogliono diminuire le spese, ma si vogliono applicare ai direttori sanitari degli ospedali dei contratti di tipo privatistico. Ma dove sono questi manager? Dove sono questi esperti? I problemi della sanità sono molto più complessi e riguardano centinaia di migliaia di dipendenti del servizio sanitario: un manager non può risanare i bilanci, se non con forzature che vanno a toccare i diritti del cittadino.

Noi quindi crediamo che questo decreto, che è stato fatto senza consultare le Regioni, senza consultare i Comuni che sono titolari della competenza in materia sanitaria, senza consultare il Parlamento e che ha l'ostilità di milioni di lavoratori di questo Paese, debba meritare un giudizio negativo anche da parte del Consiglio regionale.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Rusci; ne ha facoltà.

RUSCI (PRI):Colleghi del Consiglio, io ho letto con attenzione la mozione presentata sull'argomento, alla quale comunque rimane il pregio di aver sollevato una problematica che c'è ed esiste. Direi che alcune perplessità me le ero evidenziate nel corso della lettura, ma queste perplessità si sono accresciute sentendo gli interventi illustrativi, soprattutto l'ultimo, quello del Consigliere Mafrica.

Vogliamo a tutti i costi ridefinire, anzi sottolineare, questo atteggiamento di tipo assolutamente sociale del nostro Stato, ma noi come Partito abbiamo alcune perplessità su questo atteggiamento. Dal dibattito in corso a livello nazionale credo di aver capito che comunque è ormai acquisizione culturale di tutte le forze politiche la necessità di un ripensamento di questa situazione. Dagli anni '50 in avanti, l'esasperazione della gratuità ha dovuto poi trovarsi ad un certo punto al crocevia del redde rationem, perché, tutto sommato, forse abbiamo capito che in questo Stato non è più possibile ottenere tutto gratis.

Emblematica è la recente vicenda del decreto sanitario e, sotto questo aspetto, è esemplare di una mancanza di criteri generali cui far riferimento quando è necessario adottare scelte concrete. Per ricavare questi criteri, bisognerebbe poter rispondere alle seguenti domande:

- quali sono nelle presenti condizioni della società occidentale i servizi che lo Stato è chiamato a rendere ai cittadini?

- quali di questi servizi richiedono di essere offerti direttamente da strutture pubbliche?

- quale tipologia giuridica debbono avere tali strutture?

- come garantire l'efficienza e la correttezza della gestione delle strutture pubbliche?

- quali categorie di cittadini hanno diritto all'erogazione di prestazioni a condizioni di favore rispetto al loro costo?

- quali categorie di cittadini debbono pagare e come, per tali prestazioni gratuite o semigratuite, che costituiscono quindi comunque una redistribuzione dei redditi?

Nelle linee generali io mi trovo a concordare con parte dell'intervento del Consigliere Beneforti, ma se noi non diamo risposte a questi interrogativi, credo che non riusciremo a venir fuori da una impasse che comunque deve tener conto della ridistribuzione e riorganizzazione di queste possibilità finanziarie, accanto comunque ad una tutela dei ceti più deboli.

Mi sembra che la mozione contenga un certo facile atteggiamento di disponibilità nei confronti dello Stato sociale, mentre i tempi, sotto questo aspetto, sono un po' cambiati. Per cui, pur rimanendo alla mozione il merito di aver sollevato la problematica, diventa estremamente difficile al mio Partito votare per la stessa. Io credo, quindi, che, rimanendo tale il testo della mozione, noi ci asterremo.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio; ne ha facoltà.

MILANESIO (PSI):Io penso che, volendo, si possa trovare una soluzione unitaria del Consiglio su questo argomento, perché credo che tutti noi, in una certa misura, ci sentiremmo di fare delle considerazioni o valutazioni negative sui provvedimenti adottati dal Governo.

Noi però non condividiamo quel certo tipo di analisi che tende ad incentrare tutta l'attenzione sui ticket, come se con quest'arma si fossero voluti risolvere i problemi della sanità e della finanza pubblica, mentre è chiaro che il decreto sanitario è un provvedimento discutibilissimo ed inadeguato a risolvere sia gli uni sia gli altri. Esso tuttavia introduce un criterio di responsabilità personale, che secondo me è positivo, per evitare che nel nostro Stato, quando c'è bisogno di 10 prestazioni, ci si trovi di fronte ad una richiesta di 15 o 20, alcune delle quali non solo non necessarie ma neppure utili.

Noi non ce la sentiamo di criticare completamente il provvedimento in questione e pertanto, se c'è la disponibilità a modificare, sia pure minimamente, la parte impegnativa o deliberativa della mozione, dicendo, per esempio, "ad esprimere al Governo italiano il giudizio critico..." e non "negativo", e ad aggiungere "ad invitare il Governo ed il Parlamento ad approvare in tempi brevi una riforma organica del settore sanitario", dopo "...della Regione sul provvedimento in questione", siamo disposti ad esprimere il nostro voto in senso favorevole alla mozione.

Per quel che mi riguarda, tutto il resto andrebbe bene, anche se non so se sia ancora il caso di impegnare il Presidente della Giunta regionale "a chiedere all'U.S.L. della Valle d'Aosta di assumere i necessari provvedimenti...", perché mi pare che li abbia già assunti, per cui forse questa parte andrebbe tolta.

Se c'è la disponibilità di arrivare ad una indicazione di questo tipo, noi ci sentiamo di esprimere un voto favorevole alla mozione, altrimenti credo che dovremo riconsiderare la nostra disponibilità ed il nostro parere.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Vicepresidente Beneforti; ne ha facoltà.

BENEFORTI (DC):Vorrei solo riconfermare al Consigliere Mafrica, senza alcun intento polemico, un aspetto della questione. Egli afferma che con il decreto sanitario si è passati da una politica sanitaria a carico dello Stato ad una politica sanitaria a pagamento. Nel mio intervento, invece, io volevo far rilevare al Consigliere Mafrica che la politica sanitaria nel nostro Paese è fallita proprio perché si è già passati da un sistema gratuito ad un sistema a pagamento.

Se le 15.000 lire, previste dal decreto del Governo per le visite specialistiche, venissero applicate nel nostro ospedale di Aosta, alcune persone risparmierebbero anche 75.000 lire, perché quando si sottopongono a delle visite private ne spendono 100.000, 150.000 o 200.000. Questa è la realtà, oggi! Quanta gente dice che ci si può curare solo a pagamento! Perché? Perché all'ospedale devono passare tre, quattro o cinque mesi prima di essere visitati. E poi, quando si viene visitati, da chi si viene visitati? Quanti sono i primari che nel nostro ospedale fanno le visite specialistiche come dovrebbero farle?

Consigliere Mafrica, questo vale per dire che già prima del decreto si era in un sistema a pagamento. Quando io dico che la riforma sanitaria è fallita, lo dico perché essa avrebbe dovuto offrire delle prestazioni totalmente gratuite, invece si è passati dalle prestazioni gratuite a quelle a pagamento. Oggi, con questo decreto si cerca di mettere un freno a certe spese farmaceutiche ed ospedaliere in attesa di poter fare quella vera riforma che oggi è necessaria nel nostro Paese.

Certamente noi non pensavamo di dover intervenire con questo decreto nel campo della politica sanitaria, che non è riuscita a decollare, come invece ci si sarebbe aspettati con la legge n. 833, così come non sono decollate le UU.SS.LL., pur essendosi rivelate come validi strumenti per la gestione della politica sanitaria, anche se sono strutture da rivedere. Cerchiamo quindi di non voler colpevolizzare un Governo o uno Stato, vedendo solo il bruscolo e non la trave.

Se proprio vogliamo fare una battaglia per portare avanti un discorso di politica sanitaria che riesca a rivedere tutto l'insieme, io confermo che anche noi siamo d'accordo. Però non ci venite a dire che è con il decreto di oggi che si passa da una politica gratuita ad una politica a pagamento, perché è da parecchio tempo che la gente paga e pagano anche i pensionati, pagano anche i meno abbienti e paga, in modo particolare, la povera gente. Infatti, le visite specialistiche, gli interventi effettuati all'estero, le spese farmaceutiche, i ticket sulle spese farmaceutiche e sulle ricette... già esistevano. Il bubbone, invece, è scoppiato nel momento in cui si è detto di pagare 10.000 lire al giorno per i ricoveri ospedalieri.

Torno a ripetere che io sono contrario a tutti questi ticket, perché io non prevedevo allora e non voglio oggi una politica sanitaria di questo genere, così come non la vuole neanche il nostro partito. Oggi, tuttavia, il decreto è il risultato di uno stato di necessità, come è stato riconosciuto da tutte le forze della maggioranza, per porre un freno e per consentire di portare avanti un discorso di politica sanitaria e di riforma.

Per queste ragioni, se vogliamo fare una mozione che impegna tutto il Consiglio e tutte le forze politiche a sostenere in sede romana un discorso teso a portare avanti una riforma della politica sanitaria nel nostro Paese, anche noi siamo d'accordo e ci dichiariamo disponibili a firmare tutte le mozioni.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (NS):Io credo che l'impostazione proposta dal Consigliere Beneforti non possa essere accettata da questo Consiglio. Richiedere un pronunciamento del Consiglio per una riforma della riforma sanitaria significa parlare in modo estremamente generico, perché si tratterebbe di vedere quali sono i contenuti della correzione che si vuol apportare alla riforma sanitaria, mentre qui il problema politico che noi abbiamo di fronte è il giudizio rispetto ad un decreto fatto alla fine di marzo, che evidentemente trasforma in una determinata direzione i contenuti della riforma sanitaria. E' vero che su una serie di servizi erano già previsti dei ticket o dei pagamenti, però questo decreto della fine del mese di marzo allarga notevolmente l'area colpita dai ticket e, soprattutto, va a colpire non solo i ricoveri ospedalieri, cosa già di per sé molto discutibile, ma va a colpire tutta la diagnostica preventiva, incidendo proprio in quel settore che, invece, dovrebbe essere maggiormente curato dal servizio pubblico.

Io credo, quindi, che da parte del Consiglio regionale - il significato della mozione è proprio questo - ci debba essere un pronunciamento sul decreto e che questo pronunciamento non possa che essere negativo o critico, perché la cosa non cambia molto; ritengo però che debba sicuramente trattarsi di un giudizio negativo sul contenuto di questo decreto, sull'orientamento che esso esprime e sul fatto che, come altri hanno detto, esso è inefficace.

Tra qualche tempo si potranno fare i conti, ma fin d'ora sappiamo tutti, anche perché ce lo dicono gli esperti, che esso è inefficace rispetto al disegno di contenimento della spesa pubblica, perché non è attraverso questi provvedimenti che si realizza un significativo contenimento della spesa pubblica. Non solo, ma in secondo luogo esso va a colpire e ad indebolire tutto il settore della prevenzione e, in terzo luogo, non garantisce alcun miglioramento rispetto all'erogazione dei servizi.

Quest'ultimo punto è il più negativo ed è per questo che deve essere, evidentemente, espressa una valutazione o un giudizio da parte del Consiglio regionale. Questo è fondamentale. Dopodiché, siamo tutti d'accordo nel dire: "Introduciamo determinati correttivi rispetto alla riforma sanitaria; cerchiamo di migliorare determinate situazioni; superiamo le situazioni che si sono realizzate...". Questo però non può essere sostitutivo rispetto ad un giudizio critico e negativo che dobbiamo dare rispetto a questo decreto.

Noi insistiamo, quindi, affinché il Consiglio voti questa mozione, eventualmente con dei correttivi che siamo disposti ad accettare.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (UV):Je crois que faire aujourd'hui un débat sur l'ensemble des problèmes sanitaires serait un peu difficile. Le problème qui a été l'objet de cette motion prend en considération deux aspects qui, selon moi, sont plutôt difficiles à accepter. Le premier est le fait que, par décret, on ait modifié d'une façon radicale un système se référant à une loi qui a eu un long débat et qui prévoyait une entente avec les Régions, les Communes et les organisations sanitaires. Or, selon moi, prévoir que, dans le délai d'un mois, il y ait des changements de ce genre est pratiquement impossible.

L'autre aspect difficile à accepter est le fait qu'on va prévoir la possibilité d'avoir une contribution de la part du citoyen sur un système qui, jusqu'aujourd'hui, a eu de la part des Régions une série de raisonnements qui ont donné les calculs exacts de ce qui est le montant des dépenses de la santé en Italie, montant qui est encore au-dessus des dépenses des autres Etats européens (le 5,6% du P.I.L. au niveau national).

Mais au-delà de ça on veut prévoir que les Unités Sanitaires Locales aient certaines possibilités économiques, tandis que de l'autre côté on n'a rien fait pour arriver à établir, dès le début de l'année, les frais nécessaires et le budget. En effet on a calculé que les frais de l'Etat pour les emprunts autorisés aux Unités Sanitaires Locales, qu'on va payer cette année pour les années 1986-88, dépassent largement les recettes conséquentes aux tickets.

Celui-ci est un raisonnement qui ne peut pas être accepté; cela ne veut pas dire qu'on ne peut pas modifier et améliorer le système sanitaire et programmer une participation aux frais: au contraire, il faut le dire, mais d'une façon un peu plus intelligente, qui ne soit plus dramatique comme a été jusqu'aujourd'hui. Mais prévoir qu'il y ait un changement radical au niveau de l'hôpital me semble impossible.

En effet, pour la deuxième partie de la motion ("a chiedere all'U.S.L. della Valle d'Aosta di assumere i necessari provvedimenti per consentire alle categorie non esenti di rinviare il pagamento delle quote di partecipazione in attesa di conoscere la sorte finale del decreto"), avec la délibération du Gouvernement régional, adoptée le 7 avril, on avait déjà donné l'indication au point 6, et je crois que l'Assesseur l'avait déjà communiquée: "Il pagamento della quota di partecipazione per il ricovero ospedaliero nei presidi dell'U.S.L. della Valle d'Aosta deve comunque essere effettuato non oltre i 120 giorni dalla data di emissione"; Cela signifiait: dans l'attente, prévoir la possibilité de voir ce qui se passait avec le décret. Il est clair que, si le décret est accepté et devient loi, il est impossible de prévoir d'autres solutions.

Donc je crois que le point concernant ce passage est déjà dépassé avec les indications donnée par l'Administration régionale; pour le reste, le débat sur le problème sanitaire devra être repris le plus tôt possible au moment où on parlera de l'hôpital et des opportunités que l'hôpital donnera pour l'assistance.

Je dois dire aussi à M. Beneforti que, malheureusement, ce n'est pas en payant le ticket qu'on a le service, car les services que l'hôpital peut donner sont toujours les mêmes; la seule différence est qu'on doit payer quelque chose. Les possibilités d'aller à l'extérieur avec des conventions ne sont plus prévues avec le décret, ce qui va empirer encore la situation à niveau local, car si, par hasard, je ne pouvais pas avoir l'assistance publique et je voulais une assistance indirecte, cela n'est plus possible. Je crois que ce débat ne portera pas très loin.

Pour ce qui concerne la motion, je crois que là où on dit: "Preso atto che il Decreto Legge 25 marzo 1989, n. 111 "Misure urgenti per la riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale" contiene misure in materia di assistenza specialistica ospedaliera e farmaceutica, che prevedono una quota di partecipazione alla spesa nella misura di lire...", il faudrait enlever le passage "... nella misura di lire...", et dire tout simplement "...nella spesa da parte dei cittadini".

Pour ce qui est du passage: "Il Consiglio regionale impegna il Presidente della Giunta regionale a esprimere al Governo italiano il giudizio negativo della Regione sul provvedimento in questione; a richiedere il ritiro degli art. 6 e 7 del D.L. 111...", je crois que cela n'a plus de sens, car sur les données du décret 111 on a déjà discuté au premier alinéa, donc il est inutile d'entrer dans le mérite des différentes articles qui ont été modifiés.

Pour ce qui concerne le passage: "... a richiedere... la predisposizione di provvedimenti che consentano l'attribuzione alla Valle d'Aosta di strutture ospedaliere necessarie all'erogazione di un adeguato livello di assistenza sanitaria..." sarebbe opportuno aggiungere la dizione: ,,... invitando Governo e Parlamento ad approvare in tempi brevi una riforma organica del sistema sanitario".

Je crois qu'ici on prévoit la possibilité d'un débat à entamer avec l'Administration régionale et les autres structures.

Le troisième point est dépassé car il y a déjà la délibération; donc dans ce sens il pourrait résumer un peu les différentes propositions qui ont été faites. De la part de M. Beneforti on ne veut pas, je crois, entrer dans le mérite de ces propositions, mais plutôt revoir la loi même n° 833.

Selon moi il est très difficile d'introduire des modifications comme celle de voir l'Unité Sanitaire Locale comme une entreprise avec du personnel d'un certain niveau; tandis que je crois qu'avec cette composition on peut reprendre un peu les différentes analyses faites par les Conseillers qui ont pris la parole...

(...Interruzione del Consigliere Mafrica...)

PRESIDENTE:Consigliere Mafrica, è d'accordo?... Rilegga la mozione, Presidente.

ROLLANDIN (UV): "Impegna il Presidente della Giunta regionale a esprimere al Governo italiano un giudizio critico della Regione sul provvedimento in questione;..."

(...Interruzione del Consigliere Mafrica...)

... Non, ce n'est pas sur les prémisses. C'était sur les prémisses qu'il y avait des difficultés? Non, c'était dans le "deliberato"...

(..Interruzione del Consigliere Mafrica...)

PRESIDENTE:Per le premessa c'è l'accordo di tutti?

ROLLANDIN (UV):J'avais proposé d'enlever une partie qui, à présent, n'est plus à l'attention dans la discussion, étant donné que le décret a été modifié. Je crois que le problème est dans le point: "Il Consiglio regionale impegna il Presidente della Giunta regionale a esprimere al Governo italiano il giudizio negativo della Regione sul provvedimento in questione...".

BENEFORTI (DC):Ma è l'altra parte che manca...

ROLLANDIN (UV): Laquelle?...

PRESIDENTE:Forse non ci capiamo. Vicepresidente Beneforti, è d'accordo sulla parte esplicativa della mozione?

BENEFORTI (DC):E' proprio su quella che non siamo d'accordo

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (UV):Je crois qu'il y a deux parties: les prémisses et l' "impegna". Dans la première on explique les raisons pour lesquelles on donne un jugement critique au décret dans son ensemble.

Le point: "Constatato che tale decreto contiene norme che prevedono la trasformazione degli ospedali con più di 500 posti-letto in aziende autonome, staccate dalle U.S.L. nonché l'intervento dello Stato nel caso la Regione non ottemperasse all'approvazione della legge relativa", reprend les mesures du décret.

Le point: "Sottolineata l'iniquità del provvedimento, la confusione che ha provocato, l'ingiustizia di un'azione di governo che vuole sanare il Bilancio dello Stato senza colpire le spese inutili e l'evasione fiscale...".

(...Interruzione del Consigliere Mafrica...)

PRESIDENTE:Allora, la parte: "Sottolineata..."

(...Interruzione del Consigliere Beneforti...)

ROLLANDIN (UV):Mais je crois qu'on peut même l'enlever et ça ne changerait rien...

(...Interruzione del Consigliere Beneforti...)

PRESIDENTE:Vicepresidente Beneforti, faccia la sua proposta di mediazione sulle premesse della mozione.

BENEFORTI (DC):Poiché non sono stato io a presentare la mozione, voglio sapere come gli altri intendono portare avanti la mozione. Io dico solo ciò che non mi sta bene.

PRESIDENTE:Si, però, siccome tutti hanno contribuito a dare un colpo di lima, cerchiamo di vedere quale parte delle premesse può essere ritenuta accettabile.

BENEFORTI (DC):Il capoverso che recita: "Sottolineata l'iniquità del provvedimento...", non ci vuole.

Quanto è detto nel seguente capoverso: "Evidenziato che nemmeno in questa occasione di riordino delle norme sugli ospedali si è affrontato il nodo del Mauriziano...", non può essere affrontato in questa occasione, perché il problema del Mauriziano deve essere affrontato con la Regione.

PRESIDENTE:Quindi lei propone la soppressione degli ultimi due capoversi della parte esplicativa della mozione. E' così?

BENEFORTI (DC):Si, ma cosa dite voi in riferimento alla pagina due? Qual è la vostra proposta sulla pagina due?

PRESIDENTE:Procediamo per gradi e per il momento restiamo alle premesse.

I presentatori della mozione sono d'accordo sulle modifiche alle premesse formulate dal Vicepresidente Beneforti?

Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (NS):No, non siamo d'accordo. Noi riteniamo che questi due punti debbano essere conservati, altrimenti si stravolge completamente la mozione. A nostro avviso, il riferimento al Mauriziano va mantenuto perché nella legge n. 833 c'era una normativa specifica per la questione del Mauriziano, che adesso invece scompare, con il rischio di trovarci in una situazione giuridica modificata, senza più sapere che cosa fare del nostro ospedale.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Rusci; ne ha facoltà.

RUSCI (PRI):Faccio una brevissima dichiarazione di voto.

Con gli emendamenti e, soprattutto, con lo spirito evidenziato dall'intervento del Presidente della Giunta, voteremo a favore della mozione.

PRESIDENTE:Do la parola al Presidente della Giunta perché rilegga la mozione, in modo che possiamo disporre di una collazione precisa del documento.

ROLLANDIN (UV):"Il Consiglio regionale impegna il Presidente della Giunta regionale:

- a esprimere al Governo italiano un giudizio critico della Regione sul provvedimento in questione;

- a richiedere la predisposizione (è stata tolta la dizione: "il ritiro degli art. 6 e 7 del D.L. 111 ") di provvedimenti che consentano l'attribuzione alla Valle d'Aosta delle strutture ospedaliere necessarie alla erogazione di un adeguato livello di assistenza sanitaria invitando Governo e Parlamento ad approvare in tempi brevi una riforma economica del sistema sanitario".

On a enlevé la dernière partie. "Impegna inoltre il Presidente del Consiglio a inviare copia della presente mozione a tutti i Presidenti dei Consigli regionali, ai Presidenti dei Consigli provinciali di Trento e Bolzano e ai Parlamentari valdostani"

Questo sarebbe il testo della parte impegnativa della mozione.

PRESIDENTE:Se non ho capito male, la proposta del Presidente della Giunta non modifica le premesse della mozione... Interessa anche il preambolo?... Allora d'accordo... Va bene...

Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (UV):Si j'ai bien compris, sur la partie "impegna", je crois qu'il y aurait un accord. Sur les prémisses il y a deux positions: une qui prévoit dans son ensemble ce que j'ai dit, l'autre qui est soutenue de la part de M. Beneforti, qui veut enlever les deux derniers alinéas "sottolineato..." et "evidenziato...".

Alors on pourrait prévoir deux votations: une avec et l'autre sans la partie conséquente à "sottolineato..." et "evidenziato...".

PRESIDENTE:A questo punto do lettura delle premesse della mozione, nel testo emendato secondo le proposte del Presidente della Giunta, senza cioè le ultime quattro righe del primo capoverso.

"MOZIONE

PRESO ATTO che il Decreto Legge 25 marzo 1989, n. 111 "Misure urgenti per la riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale" contiene misure in materia di assistenza specialistica ospedaliera e farmaceutica, che prevedono una quota di partecipazione alla spesa da parte dei cittadini;

CONSTATATO che tale decreto contiene norme che prevedono la trasformazione degli ospedali con più di 500 posti-letto in aziende autonome, staccate dalle U.S.L. nonché l'intervento dello Stato nel caso la Regione non ottemperasse all'Approvazione della legge relativa;

SOTTOLINEATA l'iniquità del provvedimento, la confusione che ha provocato, l'ingiustizia di un'azione di governo che vuole sanare il bilancio dello Stato senza colpire le spese inutili e l'evasione fiscale;

EVIDENZIATO che nemmeno in questa occasione di riordino delle norme sugli ospedali si è affrontato il nodo del Mauriziano, e la Valle d'Aosta si troverà nella sempre più reale ipotesi di non poter controllare le proprie strutture sanitarie senza avere nemmeno la possibilità di costruirne delle proprie".

PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione le premesse testé lette della mozione in oggetto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 29

Votanti: 28

Favorevoli: 21

Contrari: 7

Astenuti: 1 (Maquignaz)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE:Do ora lettura della parte dispositiva della mozione, comprensiva degli emendamenti proposti dal Presidente della Giunta ed accettati dai Consiglieri che l'hanno proposta.

"IL CONSIGLIO REGIONALE

IMPEGNA

il Presidente della Giunta regionale

a esprimere al Governo italiano un giudizio critico della Regione sul provvedimento in questione;

a richiedere la predisposizione di provvedimenti che consentano l'attribuzione alla Valle d'Aosta delle strutture ospedaliere necessarie alla erogazione di un adeguato livello di assistenza sanitaria invitando Governo e Parlamento ad approvare in tempi brevi una riforma economica del sistema sanitario

IMPEGNA INOLTRE

il Presidente del Consiglio

a inviare copia della presente mozione a tutti i Presidenti dei Consigli regionali, ai Presidenti dei Consigli provinciali di Trento e Bolzano e ai Parlamentari valdostani".

PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la parte dispositiva emendata, testé letta, della mozione in oggetto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 29

Votanti: 22

Favorevoli: 22

Astenuti: 7 (Beneforti, Bondaz, Fosson, Lanièce, Limonet, Trione e Vesan)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE:A questo punto terminano i lavori del Consiglio regionale. Pregherei i colleghi Capigruppo di volersi ritrovare nella saletta delle riunioni, così potremo concludere già stamani anche la parte concernente il calendario dei lavori del Consiglio regionale.

La seduta è tolta