Oggetto del Consiglio n. 508 del 24 giugno 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 508/XVII - Reiezione di Mozione: "Impegno per il miglioramento delle condizioni lavorative del personale della Società dei servizi".
Aggravi (Président) - Point n° 5 à l'ordre du jour. Prima di dare la parola alla prima firmataria, ricordo che i punti n. 5, 6, 7 e 8 verranno trattati secondo le tempistiche previste per le risoluzioni.
Per la presentazione dell'iniziativa la parola alla collega Minelli.
Minelli (AVS) - Con questa mozione, che è stata depositata ormai due mesi fa, abbiamo voluto portare all'attenzione del Consiglio una situazione che è emersa con forza attraverso lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori della Società dei servizi e con la manifestazione che si è svolta qui, sotto il Palazzo, il 21 aprile scorso.
Parliamo di persone che ogni giorno garantiscono dei servizi essenziali per la nostra comunità: gli operatori socio-sanitari, gli assistenti sociali, gli operatori di sostegno, il personale educativo e assistenziale, figure che lavorano accanto a persone fragili, ad anziani, a minori, a famiglie con difficoltà, a persone con disabilità.
È un lavoro, il loro, spesso poco visibile, ma che è fondamentale per la stessa tenuta sociale della nostra regione.
Le rivendicazioni che sono state poste non riguardano delle questioni marginali o secondarie, riguardano degli aspetti molto concreti delle loro condizioni di lavoro, e ne cito soltanto alcune: il mancato riconoscimento dell'anzianità e della carriera, che è previsto dal contratto nazionale; l'obbligo di usufruire delle ferie solo nei periodi di chiusura scolastica; il mancato riconoscimento del tempo di spostamento e del rimborso chilometrico tra un istituto scolastico e l'altro per gli operatori di sostegno; lo scorretto inquadramento delle assistenti sociali, ne abbiamo quasi di serie A e di serie B: quelle regionali e quelle della Società dei servizi, e altre rivendicazioni ancora.
Delle questioni che, secondo quanto è stato denunciato anche dalle Organizzazioni sindacali, non hanno trovato delle risposte adeguate da parte della Società dei servizi, infatti la procedura di raffreddamento che era stata aperta si è conclusa negativamente portando alla proclamazione di quello sciopero a cui facevo riferimento.
Noi crediamo che questa situazione non possa essere però letta come una semplice vertenza aziendale, proprio perché qui parliamo di servizi pubblici essenziali e di attività che incidono direttamente sulla qualità della vita delle persone e anche sulla nostra capacità, come comunità, di prenderci cura di chi è più fragile.
Quando chi lavora in questi settori, in questi servizi, denuncia dei carichi eccessivi di lavoro, la mancanza di riconoscimenti di tipo professionale, le difficoltà organizzative e contrattuali, a quel punto il problema non riguarda soltanto quei lavoratori, ma inevitabilmente, e credo che sia sotto gli occhi di tutti, anche la qualità e la continuità dei servizi erogati, che possono risentirne.
C'è poi un altro elemento che io credo vada sottolineato: questo disagio non è episodico, non è isolato, dura nel tempo e ci sono state, accanto alla mobilitazione, delle prese di posizione, delle testimonianze di solidarietà, anche da parte di altri operatori del settore.
Io penso in particolare agli insegnanti di sostegno e agli insegnanti di classe che lavorano quotidianamente insieme agli operatori che sono deputati al sostegno. Questo ci dice che c'è un malessere diffuso che merita di essere ascoltato, merita attenzione e non deve essere sottovalutato ed è, come dicevo, un malessere che va avanti da molto tempo.
Io sono otto anni che sono fuori dal mondo della scuola, che sono qui, però ricordo che già allora questo era un problema di cui si discuteva ogni anno, quindi è da tempo che non si affronta alla radice la situazione.
Con la mozione non intendiamo certo sostituirci alle parti sociali e nemmeno entrare impropriamente in una dinamica di contrattazione, però pensiamo che la Regione, perché è socio unico della Società dei servizi ed è il soggetto che è responsabile dell'organizzazione dei servizi - scusate il bisticcio di parole - debba esercitare pienamente il suo ruolo.
Per questo nella mozione chiediamo innanzitutto l'attivazione urgente di un tavolo di confronto con la società, le Organizzazioni sindacali e i rappresentanti dei lavoratori per costruire delle soluzioni concrete. Chiediamo inoltre una verifica attraverso le strutture regionali competenti delle condizioni contrattuali, organizzative e dei carichi di lavoro del personale impiegato nei servizi socio-assistenziali.
Infine, chiediamo che si lavori per il riconoscimento e la valorizzazione professionale di queste figure, anche attraverso l'applicazione corretta degli strumenti contrattuali mettendo a disposizione - e questo è probabilmente il punto centrale - le risorse necessarie.
Crediamo che, come ho detto, sia una questione che non riguardi soltanto il rispetto dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, ma riguarda anche il modello di welfare che vogliamo difendere e rafforzare nella nostra regione e auspichiamo, quindi, che sulla mozione ci possa essere un confronto serio e una convergenza ampia da parte del Consiglio regionale.
Presidente - Sì, perché avevamo detto: proponente, replica del Governo e poi uno per gruppo. La parola al presidente Testolin.
Testolin (UV) - Grazie, non volevo passare davanti, ma mi sembrava di aver capito che la dinamica degli interventi fosse questa.
Ho ascoltato con attenzione l'illustrazione da parte della collega Minelli: è una situazione che conosciamo anche nei dettagli, in quanto ci siamo presi carico di un confronto con le rappresentanze sindacali e anche con una parte dei lavoratori nella giornata dello sciopero, per approfondire e per cercare anche di spiegare nel dettaglio e in maniera molto seria e puntuale delle dinamiche che bisogna capire per poi andare a intervenirci e cercare di migliorare delle situazioni che possono avere, e hanno, dei margini di miglioramento e dei margini di crescita anche dal punto di vista delle opportunità, non solo per i lavoratori, ma anche per i beneficiari di questi servizi.
Con molta serietà bisogna anche dire che l'inquadramento contrattuale è all'interno di un rapporto che risiede in questo momento nella Società dei servizi, che, seppure sia a socio unico (Regione Autonoma Valle d'Aosta), ha una sua identità, e la Regione Autonoma Valle d'Aosta compra dalla Società dei servizi i servizi destinati a questa tipologia d'intervento.
Le richieste all'interno di questa mozione non possono essere dirottate all'Amministrazione regionale nel momento in cui competono alla società che eroga questi servizi e che è la detentrice del rapporto contrattuale con le persone che vi lavorano.
L'Amministrazione regionale - io credo con le dovute attenzioni e anche inquadrando questo percorso all'interno di un contesto un po' più ampio - ha individuato un percorso che è quello della creazione di un ente strumentale, sul quale ci si è iniziati a confrontare, sul quale sono emerse delle valutazioni che stanno animando le attività di ricerca, per capire quali possano essere i presupposti, anche normativi e organizzativi, che possano incontrare i desiderata delle organizzazioni sindacali e dei dipendenti dell'attuale Società dei servizi, affinché questi possano essere ricompresi in un contesto che, funzionalmente, da un punto di vista operativo e anche dal punto di vista di quello che sarà il contesto economico e delle prerogative contrattuali delle persone che attualmente lavorano all'interno della Società dei servizi, possa essere migliorativo rispetto a quello attuale e, soprattutto, allineato con le prerogative degli stessi lavoratori che invece usufruiscono di un contratto all'interno dell'Amministrazione regionale.
Questo è un percorso serio; non è serio nel momento in cui si cerca di mischiare le carte in maniera non corretta, cioè indicando dei percorsi che non competono, in questo caso, all'Amministrazione regionale.
L'Amministrazione regionale si è fatta parte attiva per rendersi disponibile a sollecitare maggiori approfondimenti da parte della Società dei servizi rispetto a quelli che sembravano non essere degli aspetti rispettosi del contratto. La Società dei servizi ha fornito gli elementi in questo senso, che andavano invece a confermare una corretta applicazione contrattuale; ci sono ancora dei confronti a livello tecnico che, però, competono alla Società dei servizi.
Da questo punto di vista, per questi motivi e per il lavoro che si sta facendo, invece, nella ricerca di un percorso condiviso che abbia le finalità auspicate dal personale, così come si è cercato di spiegare, il tema troverà probabilmente un suo confronto anche in quest'Aula, così come è già stato anche un po' preannunciato, perché dai banchi della minoranza ci sono delle visioni anche diverse rispetto al percorso dell'ente strumentale, sul quale però, in maniera molto seria, noi stiamo lavorando per trovare anche dei percorsi normativi che possano agevolare questi passaggi, creare i presupposti per un'omogeneità di trattamento nei confronti dei lavoratori e un miglioramento soprattutto della loro parte contrattuale e principalmente economica, e per dare un servizio che, nel suo complesso, possa essere migliorativo, soprattutto a livello organizzativo e soprattutto per l'utenza, che è poi la destinataria di quest'impegno, per cui il nostro voto...
Presidente - La parola al collega Centoz.
Centoz (PD-FP) - Grazie al Presidente della Regione per la risposta, ma ovviamente, almeno per quanto ci riguarda, non è soddisfacente, poi immagino che i colleghi di AVS interverranno anche loro.
Non è soddisfacente per il semplice fatto che torniamo a discutere del rapporto tra la Regione e le sue società partecipate, in questo caso mi sembra addirittura una società in house, se ricordo bene, quindi il socio unico, cioè la Regione, in qualche modo tutte le volte che c'è un problema mette un filtro e dice: "È la società che deve gestire", lo abbiamo visto con il Casinò, lo abbiamo visto con altre società partecipate, quindi la Regione - pur essendo un socio dominante, nel senso che ha una partecipazione al 100%, peraltro in questo caso mi pare addirittura una società in house, quindi un controllo analogo ancora più penetrante - si nasconde dicendo che è la società che in qualche modo deve occuparsi del rapporto di lavoro tra la società stessa e i suoi dipendenti.
Aggiunge dicendo: "Abbiamo iniziato questo percorso per la costituzione di un ente strumentale che ancora non sappiamo quando approderà a un articolato di legge che si possa in qualche modo discutere insieme", ma nel frattempo la situazione rimane quella che è: non risolviamo il problema, non proviamo a risolvere il problema e scarichiamo quindi tutto sui lavoratori che, in qualche modo, hanno lamentato delle situazioni di difficoltà di cui il socio, cioè la Regione, deve potersi fare carico.
È chiaro che la gestione ordinaria sta in capo alla società, al Consiglio di amministrazione, ai dirigenti e a chi lavora nella società, ma il socio unico, cioè la Regione, non può far finta di nulla, non può in qualche modo dire: "Okay, quando va bene è merito della Regione, perché il servizio funziona bene, quando invece ci sono dei problemi in qualche modo è la società che se ne deve occupare".
Io credo che da questo punto di vista la risposta di questo Consiglio debba essere invece di tipo diverso, cioè il Consiglio deve prendere in carico questa situazione e occuparsi di questi servizi, che sono servizi importanti, lo diceva la collega Minelli prima, sono quello che noi chiamiamo il welfare. Sono servizi fondamentali che toccano situazioni anche abbastanza delicate, non soltanto nella scuola, ma nei servizi sociali, toccano situazioni veramente delicate sulle quali noi non crediamo che il semplice costo sia l'unico elemento da prendere in considerazione, ma il servizio deve avere una qualità che presuppone del personale che ci lavora, che ci lavora bene, con delle garanzie, con delle tutele, con una qualità del lavoro che possa in qualche modo rendere giustizia del lavoro importante che fanno.
Ha ragione quindi il Presidente quando dice che il servizio deve essere all'altezza delle aspettative di chi riceve il servizio, ma altrettanta attenzione va posta su chi quel servizio lo svolge, cioè su quei lavoratori e su quelle lavoratrici che fanno un servizio importante, fanno un'attività molto importante, sulla quale l'Amministrazione regionale, quindi in questo caso il Consiglio regionale, non può semplicemente lavarsene le mani.
Mi dispiace dell'intervento del Presidente, noi speravamo… perché poi peraltro l'ha detto bene la collega Minelli, la mozione non chiede nulla di particolare, chiede d'intavolare una discussione, di cominciare a prendersi carico di questo problema e di tornare a riferire in Consiglio, non è che stiamo chiedendo una delega in bianco, non stiamo chiedendo nulla di così trascendentale; stiamo semplicemente chiedendo di farsi carico dei problemi che i lavoratori e le lavoratrici della Società dei servizi hanno evidenziato: rimandare il tutto a quando ci sarà, forse, in un futuro, non sappiamo quando, l'ente strumentale evidentemente è un modo elegante per lavarsi le mani.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Comincio con il dire che ovviamente siamo perfettamente d'accordo con quanto è contenuto all'interno di questa mozione e che quindi la voteremo, però mi perdonerà qualche collega se... prendendo in mano questa mozione, mi è caduto l'occhio sulle firme e, guardando le firme di questa mozione, mi rendo conto all'improvviso che - giustamente i colleghi di AVS, a seguito anche dell'iniziativa ispettiva che avevamo presentato noi nel Consiglio di marzo, avevano elaborato questa proposta, che va esattamente nella direzione di quello che abbiamo sempre sostenuto, hanno tutto il diritto di dirlo - tra queste firme c'è la firma di chi, fino al 2025, sedeva in Giunta ed era parte attiva di questa maggioranza.
Allora mi sono chiesto: "Ma è sufficiente cambiare lato della barricata per dire: 'Avevamo un sacco di belle idee, prima non ce le avevamo, adesso ce le abbiamo'?".
Mi chiedo obiettivamente: va bene che in politica va bene tutto e ci sta tutto, però un po' di coerenza. Se credete, come io ci credo, in quanto è rappresentato all'interno di questa mozione, avevate gli strumenti per realizzarla nella scorsa legislatura, perché non l'avete fatto? Questa è la vera domanda che mi sono fatto.
Perché, quando avevate il potere di farlo - e il PD teneva in piedi questa maggioranza nella scorsa legislatura - non vi siete imposti dicendo: "Adesso tutto quello che voi avete sottoscritto qua lo facciamo"? Perché sennò è troppo facile: "Non l'abbiamo fatto la volta scorsa e adesso che siamo all'opposizione abbiamo tutte le soluzioni per i problemi che potevamo risolvere prima".
Io sinceramente di farmi anche prendere in giro no, quindi credo che sia giusto, anche per chi ci ascolta fuori, dire: "Se qualcuno oggi viene a spiegarvi che ha tutte le soluzioni in tasca, le poteva realizzare quando era in Giunta nel 2025, fino al 2025". Ha avuto 5 anni, non lo ha fatto, ne prendiamo atto.
Detto questo, veniamo a quello che è stato detto da parte del Presidente.
Presidente, io non concordo con quello che lei ha detto, nel senso che quello che ha detto il collega Centoz è giusto, cioè ogni volta se si vogliono dare delle indicazioni e si ha il potere e il peso lo si fa, quando però dare indicazioni è scomodo, a quel punto si dice: "Eh, va beh, ma non lo gestiamo noi, lo gestisce qualcun altro".
A noi non va bene, o si è responsabili sempre o non si è responsabili mai.
Credo che qui, e proprio qui, si debba concentrare la famosa questione di cui abbiamo parlato più volte in quest'aula, spesso in maniera strumentale, ma qui ci sia la chiave di comprendere di cosa parliamo quando parliamo di lavoro povero.
Questi sono temi su cui ci si deve inserire sul lavoro povero, perché è di tutta evidenza, è sotto gli occhi di tutti - e io credo che se ancora qualcuno non se ne è accorto è bene che apra gli occhi - che la Società dei servizi altro non è che una società di somministrazione del lavoro, le cosiddette "Società interinali" per la Regione, quindi praticamente la Regione, invece di rivolgersi a una società esterna di somministrazione lavoro, si rivolge alla Società dei servizi.
Perché lo fa? Perché gli costa di meno, e perché gli costa di meno? Perché paga meno i lavoratori, perché ovviamente se dovesse assumerli direttamente con l'Amministrazione regionale dovrebbe pagare di più, dovrebbe pagare il periodo di ferie, dovrebbe pagare tutta una serie di cose, con la società "Interinale", di somministrazione lavoro che ha la funzione di Società dei servizi li paga di meno, ma a rimetterci sono in primis i dipendenti e, in secondo luogo, ovviamente gli utenti del servizio. Stiamo parlando, per larghissima parte, della Società dei servizi, di dipendenti che lavorano nelle scuole a contatto con persone con disabilità.
Quindi è evidente che persone che lavorano - ovviamente ci sono poi tutta un'altra serie di servizi, assistenti sociali, ci sono le guide museali, ci sono altre serie di figure, ma la stragrande maggioranza sono gli operatori di sostegno, e a rimetterci ovviamente sono loro, perché persone che hanno un sostegno minore, inferiore rispetto a un loro collega che fa lo stesso lavoro ma è assunto dalla Regione (in questo caso non ce ne sono, ma tanto per darci un paragone), è evidente che potrà fornire un servizio sicuramente in maniera più difficoltoso.
Ora lei dice, Presidente, che la soluzione di tutto è l'ente strumentale, ci permetta di formulare i nostri gravissimi dubbi e la nostra grandissima contrarietà, cosa che abbiamo detto e sottoscritto come centrodestra durante le elezioni, Forza Italia compresa, e che desideriamo ribadire all'interno di quest'aula.
Eravamo contrari all'ente strumentale, rimaniamo contrari all'ente strumentale, noi la parola non ce la rimangiamo, ci auguriamo che la stessa cosa non accada come fatto dai colleghi del Partito Democratico, ma quello che non si dice - guardi alla sua sinistra - di chi sedeva in Giunta, poteva fare le cose e non le ha fatte per cinque anni... qual è il problema fondamentale, al netto delle questioni contrattuali che vengono sollevate?
Il problema dell'ente strumentale è che, e questo non si dice mai, al netto del fatto che voglio vedere se le condizioni siano migliorative, perché stiamo parlando di una soluzione puramente ipotetica, ci sarà l'ente strumentale, sarà la terra promessa, la terra di latte e miele e risolverà tutti i problemi...
Non è così, stiamo parlando di ipotesi, quindi poi tutto va verificato, ma qual è il vero problema dell'ente strumentale? Che per entrare nell'ente strumentale non c'è un semplice passaggio: "Oggi sei dipendente della Società dei servizi e domani sei dipendente dell'ente strumentale". Quello che è stato detto durante le audizioni lo abbiamo sentito tutti, per andare dalla società di servizi all'ente strumentale devi superare un concorso, e non sei da solo, ci sono altre persone che partecipano a quel concorso, non sono solo le persone che sono dipendenti dalla Società dei servizi, ma possono partecipare tutti, e sapete cosa succede in questo caso? Che se partecipano 100 persone che sono già dipendenti della Società dei servizi e altre 100 persone che invece non lo sono, quelle 100 che non lo sono potrebbero prendere il posto di quelle che lo sono, perché è un concorso che è aperto a tutti, e non c'è scritto che chi fa parte della Società dei servizi abbia un vantaggio, e non può neanche essere scritto, perché anche questo è stato detto durante le audizioni.
Illudere quindi le persone dicendo: "Guardate che con l'ente strumentale ci saranno le condizioni migliori"... prima gli si dovrebbe dire: "Se ci arrivate a essere assunti dall'ente strumentale, se ci arrivate", e questo mi sembra una condizione d'incertezza direi molto netta, cioè "Se sarai assunto dall'ente strumentale, forse le condizioni saranno migliori".
In secondo luogo, dell'ente strumentale le condizioni di lavoro non le conosciamo, perché non significa essere assunti dalla Regione, significa essere assunti da un ente esterno, motivo per cui non soltanto ovviamente i dipendenti della Società dei servizi, ma anche i dipendenti delle Unités des Communes, non ci vogliono andare, perché hanno vinto un concorso pubblico e non vogliono andare all'interno di un ente che pubblico non è.
Immaginare quindi di dipingere quella soluzione come la panacea di tutti i mali... non è assolutamente la panacea di tutti i mali. Lo dico e lo ripeto, perché - guardate - lo sciopero che giustamente è stato fatto per le condizioni di lavoro da parte di quei lavoratori lì, domani, se andrete avanti sulla strada dell'ente strumentale, ci troveremo non soltanto i dipendenti della Società di servizi qua sotto, ci troveremo anche tutti i dipendenti delle strutture per anziani sul territorio, e non solo.
Per noi quindi la soluzione dell'ente strumentale non è la soluzione adatta. Voteremo convintamente questa mozione. Mi auguro che chi poteva fare qualcosa - e non l'ha fatto per questi cinque anni - magari abbia un sussulto ed esca dall'aula e non partecipi al voto, a meno che ovviamente voti con il contrario di quello che ha fatto nei cinque anni e allora avremo il giudizio dell'affidabilità del voto espresso in quest'aula.
Presidente - Ci sono altri interventi? La collega Minelli.
Minelli (AVS) - Io devo aggiungere a quanto è già stato detto dai colleghi un'osservazione: il Presidente, nel suo intervento, a un certo punto ha anche detto che non è serio il percorso che abbiamo fatto e le cose che chiediamo.
Io le dico, Presidente, che quello che non è serio è lasciare nell'incertezza e in una situazione di grande difficoltà e di disagio tutti questi lavoratori, e penso anche che se questa mozione fosse stata discussa a tempo debito, quando l'avevamo presentata, forse non sarebbe stata proprio questa la reazione.
Qui sotto sono venute 200 persone il 21 aprile a rappresentare la loro situazione, c'erano, ad ascoltarle, delle situazioni che facevano drizzare i capelli in testa! Io qui fuori avevo la mia collega, operatrice di sostegno fino a quando sono stata a scuola, che ha la mia età, ha 60 anni, e che cosa dovrà fare questa persona se arriverete a fare questo benedetto ente strumentale? A quell'età dovrà prima licenziarsi, poi dare il concorso, capire se lo passa o se non lo passa alle soglie della pensione, e poi passare all'ente strumentale. Non si può pensare che questa sia la soluzione!
E le dico di più: ho recuperato uno degli articoli di quei giorni, tutte le sigle sindacali, tutte, nessuna esclusa, hanno sottolineato la necessità di avere delle risposte immediate.
Qui, dicendo: "C'è lo studio per l'ente strumentale", rimandiamo la questione sine die, ma non possiamo continuare a fare così!
Questa gente è in difficoltà da anni, è in difficoltà oggi, lo sarà anche domani, e noi le diciamo che cosa? Perché questo uscirà da qui oggi: le diciamo: "No, non è giusta questa mozione, non bisogna chiedere alla Regione di occuparsene, perché la Regione ha dato incarico di studiare la soluzione dell'ente strumentale e lì si affronteranno tutte le questioni".
Quando, come, dove?! E questi intanto che cosa fanno? Continuano a tenere in piedi, perché lo tengono loro in piedi, un sistema, guardate che c'è gente che passa con meno di 50 minuti da una scuola all'altra per passare da un ragazzino all'altro e poter fare il suo lavoro!
Le famiglie chiedono anche che ci sia continuità nell'incarico a questi educatori, cosa che non si può garantire, e noi diciamo: "Facciamo l'ente strumentale". Magari lei non ha neanche detto: "Andrà tutto bene", però: "Ne parleremo quando avremo in mano, avremo in piedi questa cosa dell'ente strumentale".
Ma quando?! Non possiamo continuare a fare così! Questi sono arrabbiati e hanno ragione. Qui sotto, a parlare con loro, ci si sentiva in qualche modo anche molto inadeguati a non saper dare un minimo di risposta.
Le dico una delle cose che sono state dette, l'avrà letta anche lei, immagino, da parte del delegato della UIL, che ha anche detto, riguardo all'ente strumentale: "Non risolverebbe le criticità esistenti, rischiando anche di crearne di nuove, perché serve un'uniformità di trattamento per i lavoratori" e ha ricordato in quell'occasione che in passato sono state adottate delle soluzioni che hanno portato alla stabilizzazione del personale senza concorso, riguardava il caso dei dipendenti, degli esperti dell'agenzia del lavoro.
Era stato chiesto anche di coinvolgere il Comitato per le relazioni sindacali per condividere un percorso nel rispetto delle norme contrattuali.
Non solo, i delegati del Savt, Cretier, e Grassi, della CISL che cosa hanno detto a un certo punto? Che serve un confronto concreto.
Allora, quello che noi chiedevamo, e che lei ha definito come scorretto come percorso, perché poi fa così di solito, era esattamente questo, attivare un tavolo di confronto con la Società dei servizi, che è della Regione!! Quindi la Regione parli con la Società dei servizi, con le organizzazioni sindacali e con i rappresentanti dei lavoratori per provare a trovare delle soluzioni adesso, nel breve, non fra quanti anni, perché ormai ne parliamo da quanto? Da due anni di quell'ente strumentale, da tre, non mi ricordo neanche più, però non c'è ancora nulla!
Poi chiedevamo un'altra cosa, e non credo che non si possa fare, cioè verificare le condizioni contrattuali e organizzative e il carico del lavoro di queste persone e di venirci a riferire qual è.
E poi di chiedere alla Società dei servizi, per quelli che sono adesso lì, e non che saranno magari nell'ente strumentale, di chiedere alla Società dei servizi degli interventi per il riconoscimento e la valorizzazione professionale delle figure coinvolte.
A me sembra che non ci sia niente di scorretto in questa mozione, mi sembra che sia invece - se non vogliamo chiamarla scorrettezza - un atteggiamento un po' pilatesco, quello di dire: "Beh, adesso noi abbiamo dato incarico, rimandiamo, quando saremo al momento se ne discuterà", e questi staranno lì, gente che ha 60 anni e continua a non avere certezza del suo futuro lavorativo!
Ci sarà anche qualcuno che a un certo punto abbandonerà, e tutto questo avrà delle ricadute sulle persone che sono in maggioranza fragili, anziani, minori e via di questo passo, persone con disabilità, di cui, fortunatamente, per senso di responsabilità tanti di questi operatori continuano a occuparsi, non so però fino a quando.
Presidente - La parola al collega Lattanzi.
Lattanzi (FdI) - Questa mozione mi fa venire in mente quello che 15 giorni fa in quest'aula discutevamo: un bilancio ricco, solido, che permette a questa Regione di poter affrontare le tematiche di prospettiva dei servizi che i Valdostani giustamente si aspettano.
Questa mozione ha il merito di mettere in evidenza il rumore assordante di uno stomaco che fa veramente male, perché non è tanto il fatto che venga detto: "Ma ci stiamo pensando", il problema è che ci stiamo pensando da cinque anni, e non vale solo per questi servizi, vale per molti altri, sappiamo com'è la situazione nella sanità, nel socio-sanitario, sono tutti approcci gestionali carenti di una tematica che è l'umanità nei confronti dei portatori di servizio.
Noi voteremo convintamente questa risoluzione, come sempre abbiamo fatto quando incontra quello in cui crediamo, perché noi non guardiamo le bandiere di chi la firma, quindi ringrazio i colleghi che hanno presentato questa mozione.
Ancora una volta rimarchiamo con dispiacere la posizione di chi dice: "Ma ci stiamo già lavorando", perché questo avviene praticamente per ogni problema che venga portato in quest'aula, però il tema è che 15 giorni fa noi vendevamo ai Valdostani una comunità che ha un bilancio solido, che può permettersi di avanzare 300 milioni di euro l'anno, di spostare 800 milioni da un piano pluriennale all'altro, cioè vendevamo un'identità socio-economico-finanziaria che poi non trova riscontro in quelle sacche d'inefficienza di servizi che vengono affrontati con la tematica della burocrazia.
Noi avevamo sollecitato nel dibattito di 15 giorni fa che le tematiche e i problemi venissero risolti con maggiore velocità, noi chiediamo questo.
Qui c'è scritto un tempo, 90 giorni, per portare a casa una soluzione che forse, se affrontata subito, potrebbe trovare la luce il prossimo anno, forse.
Io credo che accettare questa risoluzione significhi accettare la presa d'atto del problema - che siamo sicuri che la Giunta ha già fatto propria, non è che aspettiate noi - però nelle tempistiche non potete non condividere la necessità e l'urgenza di addivenire a delle soluzioni per delle persone che oggi, ha ragione la collega Minelli, tengono in piedi il sistema, e non solo su questo tema, su tanti altri temi.
Grazie quindi ai colleghi che hanno presentato questa mozione, noi la voteremo.
Presidente - Se non ci sono altri interventi, pongo in votazione... La parola al presidente Testolin come gruppo.
Testolin (UV) - Non pensavo di dover intervenire nuovamente, ma lo faccio perché qualche volta gli interventi devono anche avere delle finalizzazioni e delle conoscenze alla base che permettano di fare delle affermazioni.
Se poi queste affermazioni si traducono in un po' di demagogia, un po' di voglia solo di creare anche delle situazioni politicamente favorevoli, io a questo giochino non ci sto tanto, nel senso che questi temi si affrontano con attenzione da tutti i punti di vista, dal punto di vista della minoranza e dal punto di vista della maggioranza e del Governo, per l'importanza di queste situazioni, l'importanza dei lavoratori, che nessuno ha mai messo in discussione, ma ci sono degli approcci che vanno anche calati su delle situazioni concrete, reali e attuabili.
Quando io parlo di poca serietà all'interno di un percorso che è definito da questa mozione, dico che il verificare attraverso le competenti strutture regionali le condizioni contrattuali non è competenza della Regione, perché la competenza contrattuale è della Società dei servizi che gestisce il percorso, quindi questo è un modo di approcciare: è sempre un piccolo pezzettino, ma è sempre un pezzettino che si mette in fila.
Quando si dice che queste situazioni non sono attenzionate, bisognerebbe capire cosa vuol dire la sostenibilità di questo tipo di servizio.
Questo servizio, nel suo complesso, la Società dei servizi, io non so quanti di voi lo sappiano, ma ve lo dico perché è stato frutto del confronto anche con le Organizzazioni sindacali, è un servizio sul quale l'Amministrazione regionale investe 27 milioni all'anno, quindi non sono risorse banali.
Queste risorse possono essere migliorate ed efficientate con dei percorsi di trasformazione da questo tipo di gestione, Società dei servizi, che era nata in un contesto storico di un certo tipo e di cui ci siamo presi carico, assieme ai colleghi interessati per i vari settori, rispetto a un'interlocuzione che è già avviata da tre anni e che qualche risultato l'ha già portato, per poi arrivare a una ristrutturazione complessiva che è stata affrontata nell'ultimo anno, anno e mezzo, capisce? Perché ci sono poi delle situazioni che bisogna anche conoscere, perché sennò facciamo i bulli del quartiere che arrivano qua e che ci dicono come dobbiamo lavorare.
Le interlocuzioni con i sindacati sono state molto puntuali, precise e anche molto serie, nel senso che noi ci siamo presi carico di analizzare quelli che possono essere i percorsi normativi che possano andare incontro a queste esigenze di un passaggio da una Società dei servizi a un ente strumentale, con un miglioramento complessivo del servizio da una parte e del contratto dall'altra, non solo dal punto di vista remunerativo, ma soprattutto da un punto di vista remunerativo, e che ci permetta, anche come Amministrazione regionale, di continuare a sostenere questi costi, perché la gestione all'interno della Società dei servizi è una gestione particolarmente onerosa, che ci vede pagare un 22% suppletivo di IVA su un servizio che viene erogato.
Queste risorse, se utilizzate in maniera alternativa, in maniera diversa rispetto a delle spese che non vanno in tasca ai lavoratori e non vanno in tasca al miglioramento del servizio, per noi non sono correnti e quindi si cerca un altro tipo di percorso e, su segnalazione delle criticità segnalate dai sindacati, stiamo cercando di trovare dei percorsi che ci permettano di andare incontro alle esigenze manifestate.
Non sono passaggi, vi assicuro, così semplici da affrontare anche tecnicamente, per cui ci siamo mossi anche con degli interlocutori che possano sostenere questo nostro percorso e agevolare questo tipo di iniziativa.
Questo con l'attenzione dovuta, perché l'attenzione è sicuramente alta non solo da parte di chi si mette dalla parte del lavoratore, che giustamente ha dei problemi, ce li ha segnalati e noi li abbiamo ascoltati e cerchiamo di dare le aperture che sono di nostra competenza, perché quando parliamo di altri aspetti, invece, ci sono delle esternalizzazioni che passano attraverso delle società, come la Società dei servizi, e dei rapporti che devono essere gestiti dalla società, altrimenti sarebbero interni a un lavoro dell'Amministrazione regionale, che invece certi servizi non li compie.
Era solo per dare una chiusura anche a determinate considerazioni che non sono sempre troppo corrette.
Presidente - La parola al collega Marzi.
Marzi (CA) - A livello del centro autonomista è secondo me importante, da un punto di vista politico, fare una valutazione rispetto a quest'iniziativa.
Naturalmente non interveniamo rispetto a quanto rappresentato adesso dal Presidente della Regione, in dichiarazione di voto per l'Union Valdôtaine, perché ha ottimamente rappresentato che una mozione è, a tutti gli effetti, una deliberazione che, se approvata, diventa atto d'indirizzo, per cui anche nella sua parte impegnativa non è secondario il fatto che si possano o meno fare le cose che vengono indicate.
Non credo sia questo il punto della questione perché, di fatto, le iniziative possono anche essere emendate, però è assolutamente importante invece, da un punto di vista politico, rappresentare, come movimento, assoluto sostegno - quindi astenendosi su quest'iniziativa - a una rappresentazione politica di quanto in realtà da un punto di vista politico-amministrativo si sta facendo.
Il tema inerente, la Società dei servizi, è un tema delicatissimo che ha visto ai tempi già del Governo Lavevaz cercare di trovare una soluzione a un tema, quello della valorizzazione del personale della Società dei servizi, che è un tema a dir poco di lunga data, mettiamola così; probabilmente un vulnus che nasce in nuce, quindi, di conseguenza, quando si fece fu una scelta assolutamente legittima e valida, ma che naturalmente per il semplice fatto che siano trascorsi anni, in questo momento evidenzia questioni da migliorare, mettiamola in questi termini.
Io ricordo perfettamente come il vicepresidente Bertschy, nel passaggio tra il Governo Lavevaz e il Governo Testolin fu chiaramente chiamato in causa, nel suo ruolo di facente funzione, a dirimere questioni che riguardavano la Società dei servizi, lanciando il cuore oltre gli ostacoli e facendo in modo che, già da quando il Governo Testolin partì, il Governo Testolin 1, ci trovammo tutti nella necessità di dover affrontare questo genere di problematica.
Una delle scelte politiche che venne fatta fu cercare una soluzione congiunta a tutta una serie di problemi enormi per quanto riguarda in particolar modo il tema, e quindi la gestione dei servizi alla persona.
Ricordiamo però anche che all'interno della Società dei servizi sono coinvolti tutta un'altra serie di lavoratori con peculiarità specifiche che naturalmente non attengono e non afferiscono ai servizi della persona.
In quel momento, una delle scelte che furono fatte fu quella di demandare a uno studio dedicato una serie di soluzioni, che poi sono arrivate nel 2024, alla fine del 2024 hanno visto la luce e la presentazione di riferimento.
Nel 2025, da un punto di vista politico, e non sto a ricordare i colleghi che sono qui presenti, perché se siamo qui le elezioni del 2025 le abbiamo fatte e in una qualche maniera siamo stati eletti, in un anno assolutamente delicato la scelta che venne fatta di piena responsabilità, ecco perché io non sono assolutamente d'accordo con la messa in discussione dell'umanità, se c'è stato un argomento che ha dimostrato, tra mille difficoltà, la scelta del "Governo Testolin 1" di pensare prima di tutto al bene della comunità, e in particolar modo al bene dei dipendenti della Società dei servizi e poi anche delle Unités, per quanto riguarda lo sviluppo futuro che questi servizi devono avere in una comunità, ne abbiamo già parlato quando abbiamo presentato il bilancio regionale: se c'è stato un momento nel quale chiaramente si è messo al centro il bene della comunità rispetto all'opportunità politica è stato rispetto a quest'argomento.
Nel primo semestre nel 2025 la scelta fatta di rappresentare alle rappresentanze sindacali lo studio fatto con le soluzioni individuate, la scelta fatta di portare questa discussione con i colleghi del CELVA, la scelta fatta di arrivare a una mediazione che ha visto in quel momento una sospensione del processo - non richiesta tra l'altro dalla politica - vista la complessità del caso era, da un punto di vista politico, tutto tranne che opportunità, tant'è che in particolar modo due membri di quel Governo, e cioè il Presidente e il sottoscritto, sono stati poi annoverati come le peggiori persone esistenti sulla faccia della Terra per la scelta di essere trasparenti e decisi nel superare un problema politico e amministrativo che stiamo tuttora gestendo.
Per cui va tutto bene, in politica ognuno può avere le proprie tesi, però poi di fatto esistono i tentativi di risolvere i problemi, problemi annosi e di lunga data, che hanno delle soluzioni, vista la complessità del caso, che vanno un po' al di là del voto, o meno, di una mozione; anzi, questa mozione non può essere votata politicamente, perché questa mozione incentra tutta la questione su un dato che oggi non ha una soluzione nel permanere della Società dei servizi così come è strutturata.
Quello che è certo è che la Società dei servizi a oggi, per poter avere una soluzione che valorizzi le professionalità che lavorano per lei, ha necessità di una soluzione terza.
Poi, collegata a questo, c'è tutta un'altra serie di aspetti che sono legati a quello che oggi, nella resa di alcuni servizi alla persona, comunque viviamo dei periodi di assoluta difficoltà, che abbiamo spesso evidenziato e che, tra l'altro, con 25 iniziative ispettive che speriamo di affrontare durante questi due giorni, avremo anche la possibilità, grazie al lavoro delle minoranze, di approfondire ancora di più.
Dire però che non ci si stia occupando di questi temi, ebbene, è qualcosa che non corrisponde al tentativo di gestire complessità che vedono piattaforme diverse, avere specificità diverse e quindi poi dopo dover trovare delle soluzioni comuni.
Queste soluzioni comuni, come richiamato dal Presidente poc'anzi, sono tuttora in corso, nel senso che, per fortuna, i lavori stanno procedendo, stanno procedendo non solo i lavori da un punto di vista giuslavoristico, vista appunto la complessità delle piattaforme di partenza, ma anche nelle interlocuzioni con le rappresentanze sindacali, quindi, di conseguenza, anche - spero nel minor tempo possibile - di confronto diretto con i lavoratori coinvolti con i quali, nelle occasioni che ci sono state istituzionalmente e ufficiosamente, si è cercato di essere non simpatici, ma chiari e trasparenti.
Questo ha avuto come conseguenza anche il fatto di allontanare totalmente la simpatia ma del resto, come spesso ci diciamo tra noi, quando si amministra e quando si affrontano problemi di lunga data, se si sceglie la trasparenza, in alcuni casi si accantona il fatto di risultare almeno in un primo momento persone simpatiche, ma profondamente umane però, perché se ci si occupa dei problemi della gente, ci si sta occupando in termini anche umani del bene della propria comunità.
In alcuni momenti il bene della propria comunità arriva un secondo dopo quello che apparentemente potrebbero essere delle scelte che risultano essere di più facile percezione.
Per superare il problema che c'è oggi rispetto alla valorizzazione delle professioni all'interno della Società dei servizi, soprattutto in alcuni ambiti, è necessario individuare, come stiamo facendo, un percorso complesso che ha come soluzione una soluzione ampiamente condivisa ed è una soluzione ampiamente condivisa che probabilmente, in una prima istanza, non risulta essere di immediata percezione e neanche scaldare i cuori, ma per forza di cose c'è necessità di un confronto, così come quello che abbiamo avviato e che abbiamo intenzione di continuare.
Per questo motivo noi ci asterremo rispetto a quest'iniziativa, rispettandola per il suo ruolo ispettivo, ma non condividendola politicamente soprattutto in alcune delle dichiarazioni che sono state fatte in aula.
Dalle ore 11:28 assume la Presidenza la vicepresidente Petey.
Petey (Présidente) - La parole au conseiller Carrel.
Carrel (ADC) - Io parto con il fare i complimenti al collega Manfrin per l'analisi politica. La prima metà del suo intervento sembrava mirato alle elezioni politiche ormai imminenti concentrandosi esclusivamente sul campo del centrosinistra, la seconda invece ha riportato un po' di verità anche in merito al tema nel centrodestra che oggi si troverà a dover un po' cambiare punto di vista su questa tematica.
Bene, parlo proprio perché anche io ero in Giunta, quindi è corretto anche ribadire alcune posizioni, cercare di fare un po' di chiarezza e motivare le posizioni che si prendono. Ero in Giunta e ho fatto anche una campagna elettorale con il mio ormai nuovo vicino, non lo so, Marzi, con il quale ci siamo confrontati in quanto autonomisti di centro proprio su questo tema - guardo il collega Viérin che aveva una posizione molto simile alla mia di andare con calma e andare ad approfondire questo tema prima di dire che avevamo già la soluzione.
Bene, più di due terzi dei movimenti che componevano quella lista avevano un punto di vista molto attendista e reputavano necessario approfondire all'inizio di questa legislatura una serie di documenti prima di prendere una decisione definitiva.
Dopodiché, è stato corretto, come Giunta nella scorsa legislatura abbiamo dato incarichi per andare ad approfondire quali fossero le strade possibili.
Dal mio punto di vista, e lo avevo detto ai compagni di viaggio durante le elezioni, in campagna elettorale mancava un po' di comunicazione dello spiegare che cosa si era fatto ai lavoratori, perché nel momento in cui manca questa chiarezza e questa trasparenza che invece l'assessore Marzi ha ribadito a chiare lettere più volte, dal mio punto di vista questa è un po' mancata, perché può essere anche corretto l'indirizzo che stiamo dando, ma, se i dipendenti non lo percepiscono come tale, abbiamo un problema e allora è corretto fare un passo indietro, aspettare un attimo, approfondire la questione, capire quali siano le loro esigenze e mettere sul tavolo tutte le soluzioni possibili.
Mi permetta una battuta: l'IVA è un problema, ma ovviamente i 10 decimi dell'IVA tornano in Regione, quindi non starei a fare chissà che problema, perché sennò iniziamo a fare le pulci su vari aspetti, ma mi sembra veramente un po' eccessivo come scusante.
Politicamente quindi abbiamo sostenuto il fatto che bisognava approfondirla, oggi quello che chiediamo con questo documento, con questa mozione che andremo ad approvare, è avere maggiore chiarezza, perché purtroppo abbiamo avuto testimonianza che sino a oggi questo Governo i dossier non li ha affrontati ma li ha lasciati lì, speriamo che su questo invece si stia muovendo qualcosa, temiamo di avere brutte notizie per l'ennesima volta.
Per quanto riguarda la chiarezza e la simpatia, collega Marzi, alcune operatrici di sostegno, alcune operatrici della Società dei servizi in piena campagna elettorale sono state convocate per dirgli che andavamo a predisporre un aumento dei loro stipendi a breve proprio per cercare di effettuare un'operazione simpatia e per evitare uno sciopero.
Dopodiché è ovvio, siamo tutti qui perché abbiamo ricevuto dei voti, siamo tutti qui perché abbiamo detto e fatto certe cose e dobbiamo cercare di essere coerenti e corretti anche con noi stessi.
Dalle ore 11:32 riassume la Presidenza il presidente Aggravi
Aggravi (Presidente) - Immagino che interverrà il collega Baccega. Prego, collega.
Baccega (FI) - Anche la voce di Forza Italia su questo argomento, che è pregnante, vuole essere un messaggio che diventa pubblico e all'attenzione di tutto il Consiglio regionale, ma non solo.
È chiaro che in campagna elettorale se ne sono dette di tutte e viste di tutte, caro collega Carrel, quindi da questo punto di vista quello che possiamo dire, perché chi è qui da tanti anni, c'è una memoria storica che va in qualche modo definita: era il periodo in cui ebbi la delega della sanità, quando si riscontrò che c'erano delle oggettive difficoltà, soprattutto nei centri residenziali per anziani, e da lì iniziò un percorso sicuramente irto d'insidie, un percorso difficile e complicato - nella scorsa legislatura, dove io ero qui all'opposizione, in qualche modo sottolineavo alcuni aspetti di possibile criticità che potevano esserci - ma con grande convinzione il percorso che si è avviato mi porta a dire che quello che pensavo nel 2019 è la strada giusta e che andrà nella direzione di dare delle vere risposte alla collettività valdostana.
Attenzione, ma voi potete pensare che noi, che siamo adesso in maggioranza, pensiamo che non vogliamo creare per questi lavoratori, che vi assicuro conosciamo con grande attenzione, conosciamo bene, sappiamo che cosa fanno nei diversi ambiti in cui operano per la Società dei servizi, voi potete pensare che li mandiamo così al percorso "Cavoli vostri"?
No, ci sono dei cambiamenti che vanno nella direzione e tutta una serie di opportunità di valorizzazione.
Se andiamo a leggere bene quel documento di Poleis che certamente dà delle risposte significative per la collettività valdostana, ma che secondo me va ancora aggiornato rispetto alle reali esigenze, troveremo le vere risposte che la collettività valdostana vuole avere, quindi state certi che Forza Italia, che è stata critica nella fase in cui, ma non critica al 100%, perché poi aveva capito che il percorso da avviare era quello che io dissi nel 2019 che poteva essere la strada da intraprendere per quelle persone, quindi dico che noi siamo convinti che quella sia la strada giusta per dare delle risposte. Per questo ci asterremo riguardo a questa mozione.
Voglio anche dire due cose: noi non abbiamo venduto ai Valdostani con la demagogia che in qualche modo è stata riscontrata dal collega Lattanzi. Noi diciamo le cose come stanno, caro collega Lattanzi, noi non andiamo in giro con la Maserati a dire di qua e di là le cose che facciamo e non facciamo, noi diciamo le cose come stanno da anni e andiamo in quella direzione.
Comunque le vostre tesi non erano quelle...
(intervento fuori microfono di un Consigliere)
...caduto in basso, sì, comunque quello che le volevo dire è che non vendiamo fumo ai Valdostani, noi diciamo le cose come stanno e il bilancio dice delle cose molto serie.
Presidente - Consentitemi una battuta, non faremo la pausa mattutina perché abbiamo un lungo ordine del giorno. Lo dico solo a beneficio di tutti e non sul merito, ma è una considerazione delle ore 11:40. Collega Testolin.
Testolin (UV) - Un chiarimento per la collettività...
Presidente - Abbia pazienza... Io lo demanderei a un comunicato stampa.
Porrei ai voti la mozione, se siete d'accordo. Apro la votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 15
Favorevoli: 15
Astenuti: 20 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Girod, Grosjacques, Jordan, Lavevaz, Lotto, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Viérin Laurent e Viérin Marco).
La mozione non è approvata.
