Oggetto del Consiglio n. 504 del 24 giugno 2026 - Resoconto
OBJECT N° 504/XVII - Communications du Président du Conseil.
Aggravi (Presidente) - Alla presenza di 34 colleghe e colleghi possiamo iniziare i lavori di questa adunanza.
Punto n. 1 all'ordine del giorno.
In apertura dei lavori di questa adunanza desidero ricordare due figure che hanno segnato in tempi e con sensibilità diverse la vita politica e istituzionale della nostra regione. La Valle d'Aosta ha infatti perso nei giorni scorsi due protagonisti della sua storia: Bruno Milanesio e Carlo Curtaz, entrambi Consiglieri regionali, che hanno dedicato parte importante del loro impegno civile al servizio delle istituzioni e della comunità valdostana.
Bruno Milanesio è stato Consigliere per tre legislature, dal 1968 al 1978 e dal 1988 al 1993, ricoprendo anche il ruolo di Assessore al turismo e contribuendo per oltre 60 anni al dibattito politico, con uno sguardo sempre attento sulle sfide della nostra società.
Carlo Curtaz, Consigliere in due legislature, dal 1998 al 2006, ha rappresentato in Consiglio una voce attenta ai temi della giustizia sociale, della qualità dell'azione pubblica e della tutela delle persone più fragili, svolgendo il proprio mandato con passione e competenza.
Nel ricordarne il percorso umano e istituzionale rivolgo, a nome dell'intero Consiglio Valle, il più sentito pensiero di vicinanza e cordoglio ai loro familiari e a quanti hanno condiviso con loro un tratto di vita e d'impegno politico.
Chiedo ora ai colleghi se qualcuno intenda intervenire. La parola alla consigliera Minelli.
Minelli (AVS) - La scomparsa improvvisa di Carlo Curtaz, avvenuta esattamente una settimana fa, è una notizia che ancora fatichiamo ad accettare: è arrivata come un fulmine a ciel sereno e ci ha sprofondati nello sgomento.
La sera di martedì, sulla chat del nostro coordinamento, Carlo ci aveva mandato un messaggio scherzoso e neanche dieci ore dopo non c'era più.
In questi giorni ho ripensato molto alle tante occasioni in cui abbiamo condiviso discussioni, progetti, momenti di amicizia. Carlo era una di quelle persone che lasciano un segno profondo nella vita degli altri, forse senza nemmeno rendersene completamente conto. Molti lo ricordano giustamente per il suo ruolo nella vita pubblica valdostana, avvocato, amministratore pubblico, scrittore, autore di analisi sempre attente e documentate, uomo di cultura e di impegno civile.
Era una persona che studiava, che approfondiva, si interrogava continuamente sulla realtà che lo circondava, non si accontentava delle semplificazioni e rifuggiva dagli slogan, cercava sempre di capire, di andare al fondo delle questioni, di offrire un contributo serio e rigoroso al dibattito pubblico.
Fino all'ultimo, all'interno di Rete Civica e Alleanza Verde e Sinistra, Carlo ha continuato a mettere a disposizione idee, competenze e esperienza, non era interessato alla visibilità. Quello che gli stava a cuore era contribuire alla costruzione di una comunità politica fondata sui valori della giustizia sociale, dell'uguaglianza, della pace, della tutela dell'ambiente e dei diritti, i diritti di tutti e lo faceva con passione e determinazione, ma sempre con grande rispetto delle persone e delle opinioni altrui.
La sua cifra però era soprattutto umana, perché Carlo sapeva ascoltare, sapeva esserci, sapeva dedicare tempo agli altri in un modo che oggi è sempre più raro. Offriva una parola d'incoraggiamento, un consiglio, un suggerimento, una riflessione da condividere, e lo faceva senza mai assumere degli atteggiamenti di superiorità, nonostante la sua preparazione.
Si metteva al servizio degli altri con naturalezza e discrezione.
Personalmente gli devo molto, nei momenti di difficoltà, nei dubbi, nelle scelte più complicate, ho sempre trovato in lui una persona capace di offrire un punto di vista lucido, ma soprattutto umano.
Il suo studio, qui davanti, dove tante volte ci ha ospitato, è stato il luogo dove, come gruppo, abbiamo preso delle decisioni e fatto delle scelte importanti.
Carlo era uno di quei riferimenti che si danno quasi per scontati, perché si pensa che ci saranno sempre, e invece la vita, alle volte, decide diversamente.
Negli anni scorsi, aveva affrontato una dura battaglia contro la malattia e l'aveva combattuta con tenacia, con coraggio, riuscendo a vincerla. Quell'esperienza aveva ulteriormente rafforzato in lui la consapevolezza del valore delle relazioni, del tempo che abbiamo per noi, degli affetti.
La sua famiglia era il suo punto fermo, il suo porto sicuro, la sua priorità. Quando parlava di Antonella, di Chérie e di Cécile emergevano un amore e un orgoglio che colpivano chiunque lo ascoltasse.
Dietro l'uomo impegnato nella vita pubblica c'era un uomo profondamente innamorato della propria famiglia, alla quale dedicava le energie migliori e le attenzioni più autentiche.
Per questo oggi il nostro pensiero va innanzitutto a loro e ai suoi fratelli, che stanno vivendo un dolore immenso.
Io voglio ricordare Carlo come un uomo buono e giusto, una persona libera, curiosa, colta e generosa. Ci mancheranno il suo pensiero, la sua intelligenza, la sua ironia e la sua umanità. Mi mancheranno le nostre conversazioni e la certezza di poter contare sempre su di lui, anche quando c'erano questioni su cui non eravamo completamente d'accordo.
Grazie, Carlo, per quello che hai insegnato e per quello che hai dato a tutti noi.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Sorbara.
Sorbara (FI) - Bruno Milanesio, uomo delle istituzioni, socialista, che ha dedicato parte della sua vita e dell'impegno politico al servizio della comunità valdostana, anche come Consigliere regionale.
Credo sia importante che il ricordo di Bruno e di Carlo, persone che hanno contribuito alla crescita della nostra autonomia e della nostra comunità, non si perda, ma venga trasmesso anche alle nuove generazioni. Per questo sarebbe bello che la sua esperienza, la loro esperienza e il percorso che hanno trovato trovassero spazio di memoria e di riflessione anche all'interno dell'Università, luogo dove si formano i cittadini di domani.
Al di là delle diverse appartenenze politiche, rimangono il rispetto per l'impegno, il confronto e il servizio alle istituzioni.
Alle loro famiglie e a chi ha voluto loro bene, rivolgo le mie più sincere condoglianze, a Bruno e a Carlo.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Torrione.
Torrione (AVS) - Il dolore è una cosa intima e profonda, è un fatto personale, è privato, non è pubblico, però oggi in quest'aula, che ha visto Carlo presente a lasciare un ricordo indelebile di un politico che amava la vera politica, che sosteneva che il bene di tutti doveva prevalere sul bene dei singoli, voglio unirmi al ricordo di Carlo, anche perché il mio decidere di occuparmi di politica attiva è strettamente legato a lui.
Ricordo ancora la prima riunione politica a cui ho partecipato, una riunione a cui sono andato non tanto per la forza politica che c'era, ma perché c'era Carlo, perché mi piaceva la sua persona, la profondità e la lungimiranza dei suoi ragionamenti, perché Carlo mi infondeva una sicurezza - e in quella riunione me lo ricordo perfettamente - di sapere che ero in un posto dove la sola sua presenza e la sua limpidezza morale mi trasmettevano una garanzia di serietà.
Innanzitutto voglio rivolgere un pensiero pubblico, dopo quelli privati, di vicinanza alla moglie Antonella, alle figlie Chérie e Cécile e anche a tutte le persone che gli hanno voluto bene.
Il mio ricordo di Carlo oggi, in quest'aula, sarà non un ricordo personale, ma vuole essere il ricordo di tutte le persone che lo hanno conosciuto e appunto gli hanno voluto bene, quindi sarà semplicemente una sintesi, assolutamente non esaustiva, di quel lunghissimo elenco di parole che in questi giorni ho udito, ho letto, nelle conversazioni e nei messaggi, fra una lacrima e l'altra, tra di noi, tra tutti gli amici che Carlo aveva in Rete Civica e in Alleanza Verde e Sinistra.
Carlo è stato un bravo avvocato, un bravo politico, ma soprattutto una brava persona, onesta e buona. Di Carlo sono stati ricordati l'intelligenza e la perspicacia, la lucidità delle sue analisi e la capacità di comprendere i problemi in profondità, l'integrità e la coerenza con cui ha vissuto il proprio impegno civile e politico.
La discrezione, una qualità rara, in un tempo in cui spesso prevale il bisogno di apparire. La disponibilità ad ascoltare e a dare consigli; aiutava tutti, mi ha detto una persona, e conosco molte persone a cui Carlo ha dato una mano in maniera assolutamente disinteressata, solo per buon cuore.
Carlo è stato un punto di riferimento anche senza occupare ruoli di primo piano, un profondo conoscitore della storia della Valle d'Aosta, della politica e dei politici valdostani ma non solo, Carlo aveva uno sguardo anche molto aperto a quello che succedeva in Italia e nel mondo.
Di Carlo ricordo e ricordiamo la sua serietà, il suo rigore, il suo senso delle istituzioni, la competenza in ambito lavorativo e politico, la passione per il dibattito pubblico e per la democrazia, la capacità di guardare lontano e la sua visione del futuro.
E ancora l'umanità, la gentilezza, la misura e il rispetto nei rapporti con gli altri, la sua pacatezza, il suo essere lottatore in una battaglia che ha potuto combattere e vincere, una qualità che una settimana fa purtroppo non gli è servita.
Poche parole pubbliche per un dolore che è molto intimo, parole vere di tanti di noi che lo conoscevano bene, parole vere per una persona vera.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Marco Viérin.
Viérin M. (CA) - Desidero associarmi al ricordo di Bruno Milanesio e Carlo Curtaz, due figure che hanno lasciato un segno nella vita politica valdostana e che meritano oggi un pensiero di sincera riconoscenza.
Bruno Milanesio è stato un uomo che ha avuto due vite politiche, verso la metà degli anni '90 ha ricoperto ruoli istituzionali importanti sia al Comune di Aosta che in Consiglio regionale. Subito dopo ha privilegiato il ruolo di regista politico per favorire la ricomposizione di un quadro politico in un periodo storico travagliato e passato alla storia come Seconda Repubblica.
Bruno era una personalità di grande spessore politico, dotato di un'intelligenza vivace e raffinata, sapeva leggere con anticipo le dinamiche della politica e interpretarne le evoluzioni. Amava il dibattito politico e la costruzione di strategie di equilibri che caratterizzarono la vita dell'istituzione, ed era un interlocutore acuto, spesso anche imprevedibile, capace di animare la discussione con argomentazioni puntuali e una visione che andava oltre l'immediato.
Pur appartenendo a una tradizione politica diversa dalla mia, ho sempre riconosciuto in lui una profonda passione per la cosa pubblica e una rara capacità di comprendere la complessità della politica, soprattutto in quel periodo della Seconda Repubblica.
Carlo Curtaz rappresentava, sotto molti aspetti, un profilo differente, uomo coerente, rigoroso, affrontava l'impegno politico con serietà, misura e discrezione, era una persona pacata, lontana dagli eccessi, che sapeva ascoltare e ricercare il dialogo con tutti, mettendo sempre al centro il bene comune.
La sua umanità non gli impediva di difendere con fermezza le proprie convinzioni: al contrario, ne rafforzava la credibilità e l'autorevolezza.
Le nostre strade si sono incrociate in Consiglio regionale e non solo, anche negli sport popolari - e anche nella bataille des reines - nei quali lui ha militato e ha dato il proprio contributo.
Le nostre differenze politiche non sono state così lontane, ho avuto modo di apprezzare le sue qualità umane e il suo profondo senso dell'istituzione, un uomo buono e giusto, come è stato ricordato, e disponibile con e per tutti.
Percorsi diversi, dunque, ma proprio per questo il loro ricordo assume oggi un significato particolare, testimonia come, pur partendo da idee e sensibilità differenti, si possa condividere lo stesso impegno per la comunità valdostana e il medesimo rispetto per le istituzioni democratiche.
A nome del gruppo Centro Autonomista rivolgiamo le nostre più sentite condoglianze alle loro famiglie e a tutti i loro cari.
Presidente - La parola alla collega Forcellati.
Forcellati (PD-FP) - Io ho conosciuto entrambe le persone che oggi ricordiamo, purtroppo io dico.
Bruno mi perdonerà se io parlerò di Carlo, due parole però rispetto al percorso che con Bruno io ho avuto il piacere di fare in Consiglio comunale: per cinque anni seduti vicini, persona con la quale ho fatto innumerevoli chiacchierate, dalla quale ho imparato molto in politica e che ricordo con affetto e che mi ricordava sempre con affetto.
Mi perdonerà Bruno se ora parlerò di Carlo. Dire che oggi siamo disorientati e increduli è solo un modo per coprire con le parole un vuoto che toglie il fiato. La verità è che quando un uomo come Carlo Curtaz se ne va in questo modo, così improvviso e violento, non si spezza solo una vita, si strappa anche un po' della nostra stessa anima.
Per me, Carlo, sei stato molto più di un compagno di strada, sei stato un punto di riferimento, politico e umano. Nel disordine della vita e della politica, la tua presenza era una bussola e mi viene da sorridere pensando a quanto fossi rigoroso.
Dico rigoroso - e mi sono permessa di scherzare anche con la moglie e con le figlie - puntiglioso e io dico rigoroso, persino nelle piccole cose.
Per te ho dovuto imparare a fatica ad arrivare in orario ai nostri appuntamenti per il caffè.
Per me sei stato un amico fraterno, quel tipo di amico raro, colto, ironico, con cui il dialogo non era mai banale, sapevi ascoltare la complessità del mondo e restituirmela con una riflessione profonda, senza mai farmi sconti, costringendomi a pensare, a guardare oltre.
Tutti qui conoscono, e l'hanno detto i colleghi che mi hanno preceduto, il Carlo pubblico: abbiamo salutato l'avvocato rigoroso, il politico coerente e limpido, che non ha mai cercato il potere o il denaro, ma ha vissuto l'impegno civico come puro servizio alla nostra comunità, con lo sguardo sempre rivolto ai più fragili.
Il parroco di Gressan, Don Michele Ottin, nella sua omelia,ha proposto una bellissima immagine dicendo: "Mi piace molto pensare a questa nostra esistenza con un'immagine trovata in un libro tanti anni fa, che paragonava la vita a un passaggio sulla scena. Non importa quanto ci resti dall'entrata all'uscita, importa come ci passi" e tu, Carlo, hai camminato sulla scena della vita pubblica lasciando un'impronta indelebile, fatta di lealtà e di passioni autentiche.
Eppure il tuo capolavoro più grande non è stato nei Tribunali e nemmeno nei banchi dei Consigli comunali di Gressan, di Aosta e nel Consiglio regionale; il tuo capolavoro era il modo in cui amavi la tua famiglia: un marito, eri profondamente innamorato di Antonella, e bastava guardarti quando parlavi di lei per capire cosa fosse e cosa significasse un legame vero, solido, nutrito di rispetto e complicità ed eri un padre attento, tenero, immensamente innamorato delle tue figlie, Chérie e Cécile, in ogni loro passo c'era l'orgoglio profondo di un uomo che vedeva il senso della propria esistenza riflettersi nei loro occhi.
Dicevi che la felicità non sta nell'avere, ma nel senso che decidi di dare al tuo passaggio su questa terra. Tu quel senso lo hai trovato nell'amore che hai seminato, nella coerenza dei tuoi valori e nella straordinaria umanità che ci hai regalato.
Oggi il sipario è calato troppo presto, il mondo mi sembra improvvisamente più povero e buio.
Grazie per ogni tua risata, per ogni battaglia, per ogni lunga chiacchierata e per quel caffè che da adesso in poi mi mancherà ogni singolo giorno. Buon viaggio amico mio.
Président - La parole au collègue Martinet.
Martinet (UV) - È con profonda emozione che ricordo Carlo Curtaz oggi. Per me Carlo Curtaz è stato un amico, prima che un alleato, uno che mi ha sostenuto nella mia attività di Sindaco a Gressan per 15 anni. Pur non essendo seduto in Consiglio comunale con me, lo abbiamo sempre coinvolto, perché tutti quanti, amici politicamente o meno, riconoscevano in lui una persona profondamente legata al territorio, una persona sincera, una persona schietta.
Profondamente legato al territorio, voglio ricordare in quest'aula che è stato l'ideatore e il realizzatore del primo museo della Rebatta.
Lui Grèsaén, anzi, Tsevreuteun, proprio di razza mancheranno non solo a Gressan, ma a tutta la Valle d'Aosta i suoi interventi, il suo attaccamento e l'amore profondo che aveva per questo territorio.
È proprio con questo spirito veramente di amicizia che mancherà che io rivolgo alla sua famiglia, ai suoi familiari, le più sentite condoglianze perché è una perdita molto, molto importante.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Marquis.
Marquis (FI) - La scorsa settimana, nell'arco di poche ore, la nostra Valle ha perso due figure che hanno inciso nella storia politica e istituzionale della nostra regione. Ci ha lasciati improvvisamente Bruno Milanesio, che è stato un protagonista di decenni di vita pubblica valdostana, un uomo di profonda cultura politica, socialista, che ha interpretato il proprio ruolo con visione e intelligenza.
Fino all'ultimo ha continuato a seguire con passione le vicende della nostra comunità, offrendo riflessioni e i suoi punti di vista.
Un tragico incidente stradale ha invece strappato la vita all'avvocato Carlo Curtaz, un uomo di cultura che, pur appartenendo a un'area politica diversa dalla nostra, ha sempre rappresentato un esempio di competenza, di correttezza istituzionale e di rispetto dell'avversario. Misurato nei toni, fermo nelle convinzioni e determinato nelle scelte, ha interpretato la politica come servizio e confronto.
Oggi viviamo una stagione in cui troppo spesso prevalgono l'aggressività verbale, la ricerca dello scontro e la superficialità; la perdita di persone come Bruno Milanesio e Carlo Curtaz ci ricorda quanto siano preziose la competenza, l'autorevolezza, il rispetto e la passione autentica per la cosa pubblica.
A titolo personale quindi, e a nome del gruppo di Forza Italia, esprimo il cordoglio alle loro famiglie, ai loro amici e a tutti coloro che hanno condiviso con loro un percorso umano e politico.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Lotto.
Lotto (CA) - Carlo Curtaz era un uomo straordinario nel senso più autentico della parola, nel senso di fuori dall'ordinario. Era un uomo gentile ma risoluto, sicuro di sé ma sempre pronto ad ascoltare. La sua lucidità e rettitudine impressionavano chiunque lo incrociasse, ed era proprio il suo pensiero che appassionava.
Per quanto mi capitasse di non condividere alcune sue idee, era innegabile ed era impossibile non trovare sempre una certa lucidità, chiarezza e logicità nei suoi pensieri e nel come li esprimeva.
Leggere i suoi scritti era sempre un piacere e poteva scatenare due reazioni: o ci si trovava d'accordo con lui, oppure si avviava dentro di sé una riflessione profonda, anche sui temi di cui eravamo più certi e su cui eravamo più sicuri.
Carlo mancherà molto a noi, alla politica e alla società, era un vero leader, una persona capace di vedere le cose prima degli altri e con la fantastica capacità di spiegarti il perché, anche quando tu non eri ancora arrivato a vedere queste cose chiaramente.
La Valle d'Aosta non perde solo un politico, ma perde un filosofo della politica valdostana. Carlo mancherà anche perché era una persona buona e gentile che sapeva farsi rispettare, ma soprattutto che rispettava tutti.
Carlo ci mancherà. A Cécile, Chérie, Antonella e a tutta la sua famiglia un abbraccio affettuoso.
Président - A demandé la parole le collègue Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Oggi ricordiamo due ex Consiglieri che hanno dato un contributo importante alla vita politica valdostana. Quando ricordiamo ex Consiglieri molte volte ci ripetiamo, rischiamo di dire delle ovvietà, delle banalità.
Da un lato ci sono le persone che hanno avuto dei rapporti più stretti con Bruno e Carlo: l'intervento il giorno del ricordo di Bruno Milanesio al cimitero di Aosta, la commozione di Bruno Giordano, la commozione di Leonardo La Torre. Oggi, mentre parliamo di Carlo, la commozione della collega Minelli, della collega Forcellati la dicono lunga: persone che hanno lasciato una traccia.
Qualche collega, nell'ambito del suo intervento, ha detto: "Nonostante non fossimo allineati con le idee". Io voglio dire una cosa diversa: "Avevano delle idee", questo è il succo, dopodiché, che tu sia d'accordo, che tu non sia d'accordo, erano delle persone che avevano delle idee. Nel deserto che c'è oggi, erano degli stimoli, erano delle persone che davano un contributo, ecco perché oggi siamo commossi, perché andandosene se ne è andata via anche una parte di noi; anche se avevamo delle posizioni da avversari, purtroppo quando ci sono queste situazioni è una parte di noi che se ne va, con tutte le varie implicazioni, le implicazioni politiche e le implicazioni personali. Tante le discussioni con Bruno e anche con Carlo.
L'umanità di Carlo. Qualcuno ha ricordato la sua malattia, io ho ancora inciso nella memoria quando mi ha raccontato che ha scoperto di avere un tumore. Ha detto: "Ero su un lettino per fare una banale ecografia e mi hanno diagnosticato un tumore. Mi è cascato il mondo".
Allora, capite poi, questa condivisione è una condivisione che crea un rapporto. Io devo dirvi che ho apprezzato anche molto quello che pronunciato da Don Paolo, il fratello, che ha detto: "Preghiamo per Carlo e preghiamo anche per quella ragazza che, purtroppo, vive questa tragedia".
Vedete, questa è l'umanità di questa nostra comunità, quindi oggi come oggi avere questo momento di raccoglimento, mi viene da dire, proprio per la commozione di tutti noi, che ricordiamo Carlo e Bruno, dovrebbe servirci a coltivare quello che ho detto: le idee, il contributo che hanno dato e speriamo che con il loro impegno e il nostro impegno si possa immaginare un futuro migliore per la nostra comunità.
Condoglianze alle famiglie, ai figli di Bruno, alle figlie di Carlo, a tutti i loro familiari e ai loro amici da parte del gruppo dell'Union Valdôtaine.
Presidente - La parola al collega Lattanzi.
Lattanzi (FdI) - Ci uniamo anche noi al ricordo dei due colleghi scomparsi, due persone profondamente diverse ma che, come diceva il collega Marguerettaz, erano unite dall'idealità della politica intesa come servizio per il bene pubblico.
Bruno certamente un visionario, stratega, capace, una fine intelligenza che chi ha avuto, come diceva la collega Forcellati, la fortuna di condividere, certamente non può non ricordare oggi, non può non riconoscere che ha certamente tracciato alcune pagine importanti della vita politica di questa nostra piccola regione.
Per Carlo credo che non ci siano più parole per dire quanto sia grande, quanto sarà grande l'assenza di quel dibattito sincero, umano, di altissimo valore etico, nel quale ci si poteva sempre confrontare, pur avendo visioni diverse, ma poi neanche tanto, perché poi sui valori ci si incontrava.
Anche a me uniscono i ricordi delle chiacchierate con Carlo, delle discussioni sui social e della sua straordinaria umanità e capacità di ascoltare i pensieri diversi, magari per rinforzare il proprio, per modificarlo in funzione del bene comune, del bene di tutti.
Perdiamo due colleghi straordinari, uno per capacità strategica e politica, uno per capacità umana, strategica e politica e credo che la Valle d'Aosta oggi faccia bene a ricordarli entrambi.
Anch'io mi unisco alle condoglianze, anche il nostro gruppo, per le famiglie e va anche a noi, come ci ha suggerito la famiglia di Curtaz, un pensiero alla ragazza che in questo momento sta vivendo un dramma terribile, quindi un pensiero lo vogliamo far arrivare anche da noi.
Président - La parole au collègue Carrel.
Carrel (ADC) - Un momento di ricordo di due politici, ma anche di due uomini molto diversi nel loro essere e nel loro anche rappresentare le istituzioni e il ruolo della politica. Entrambi con tante idee, entrambi ho avuto il piacere di conoscerli negli ultimi anni.
Con Bruno abbiamo condiviso diverse analisi politiche dal 2018 in poi: sempre attento ai minimi dettagli, sempre pronto ad aggiungere la prossima mossa, a proporla, quasi interessato, quasi fosse ancora attore principale della politica, mentre di fatto gli piaceva essere il regista, gli piaceva proporre delle idee che innovassero. Nonostante l'età guardava a un'autonomia diversa, guardava a dei concetti in cui ci riconosciamo. A volte ci si riconosce sul dove si vuole andare, non sul come si vuole arrivare, ma anche su questo avevamo modo di confrontarci, abbiamo avuto talvolta idee diverse, ma è sempre stato interessante con lui il confronto.
Dall'altra Carlo, con cui i rapporti politici si sono limitati a poche chiacchierate, ma ho avuto modo di conoscerlo più come avvocato.
Come avvocato da lì ho capito la persona che avevo di fronte, perché era un avvocato degli agricoltori, o meglio, gli agricoltori lo riconoscevano come un de nò, uno che ci difende, uno che guarda le pratiche per noi, che affronta i vari dossier con gli uffici, che cerca di capire laddove si possa migliorare e laddove si possa difendere l'agricoltore.
Uno che si occupa di coloro che magari talvolta non hanno troppo tempo da dedicare ai documenti e alla burocrazia, ed è lui che mi ha detto di fare molta attenzione a come impostiamo determinate leggi, a come impostiamo determinate delibere, perché da lì creiamo talvolta delle difficoltà insormontabili e lui mi diceva scherzando: "A me va bene, ma fino a un certo punto".
Lì ho capito la persona che era, parlando con lui e parlando con le persone che lui ha difeso, con le persone con cui ha avuto dei rapporti diretti.
Una persona vera, una persona che dava per dare e non per avere, e io credo che questa sia una grande dote che dobbiamo riconoscergli tutti, una grande dote che mancherà a questa nostra comunità e spetta a noi oggi, oltre che fare le condoglianze alle famiglie, agli amici, ai compagni di partito, a tutti coloro che hanno avuto l'onore di condividere dei percorsi con queste due grandi persone, di tradurre quelle che sono e quelle che erano le loro idee in qualcosa di concreto e di mandare avanti questa nostra amata regione.
Presidente - La parola al collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Anche il gruppo Lega si unisce alle condoglianze espresse da quest'Aula. Anche io non voglio essere assolutamente ridondante, sappiamo che queste occasioni sono purtroppo delle occasioni tragiche, soprattutto quando arriva la morte in maniera così inaspettata e in maniera anche cruenta.
Non ho avuto il piacere di incrociare l'avvocato Curtaz, se non saltuariamente in incontri in quel condominio dove aveva l'ufficio, perché un amico abita sopra, ma abbiamo avuto rapporti semplicemente di saluto, però leggevo spesso le sue analisi e, per quanto non le condividessi, riconoscevo l'intelligenza politica.
Voglio però ricordare invece una persona con cui ho avuto modo di confrontarmi, anche se poche volte ma direi in maniera determinante, ovvero Bruno Milanesio.
Quando cominciai a fare politica, anzi, quando affrontai la prima campagna elettorale, era il lontano 2003, mi venne spiegato che c'erano pochissimi mostri sacri in politica in Valle d'Aosta, e uno di questi era proprio Bruno Milanesio.
Era una persona su cui aleggiava questo alone di sacralità, di mistero, di persona che era sempre all'interno delle vicende, magari anche se non era un esponente istituzionale, però le gestiva da fuori, e rimasi affascinato da questa figura, anche perché mi parlarono più volte di questo libro che aveva scritto, "La Repubblica delle Fontine", che penso tanti qui conoscano.
Ebbene, mi confrontai con lui per la prima volta in maniera diretta e anche politica nel 2020, assieme al collega Aggravi, lo ricordo bene, a casa sua a Saint-Pierre, dove peraltro mi regalò appunto la copia di questo libro di cui avevo solo sentito parlare.
Ebbi l'impressione in quel momento, la certezza in quel momento, che in un mondo che mai come oggi, ma già allora, viaggiava con immediatezza, dove tutti possono leggere le notizie in tempo reale, dove rispondere al messaggio, alla mail, al social è diventato fondamentale, è diventato immediato, lui vivesse in un'epoca nella quale le cose non andavano fatte con la fretta, andavano approfondite, andavano lette, andavano comprese, poi masticate e poi elaborate e, una volta fatta questa analisi, eventualmente commentare.
Ebbi, nonostante questo, però l'impressione di avere di fronte una persona che, nonostante non avesse questi sistemi, nonostante non avesse questa immediatezza di comunicazione, fosse bene a conoscenza di quello che stava succedendo in Valle d'Aosta e che fosse, appunto, tra quelli che governavano spesso alcuni cambiamenti, anche se non avevamo la percezione.
Credo che la Valle d'Aosta perda molto, perda due persone che si sono battute a loro modo, con la loro visione del mondo per migliorare la nostra comunità, e penso che questo e il ricordo di queste persone debba ovviamente rimanere vivo nei cuori di tutti noi.
Presidente - Ci sono altri interventi? Se non ci sono altri interventi chiedo ai colleghi di osservare un minuto di silenzio.
Si osserva un minuto di silenzio.
Presidente - La Conferenza dei capigruppo, riunita ieri in merito all'organizzazione dei lavori di questa adunanza, ha concordato le seguenti determinazioni: le sedute pomeridiane inizieranno alle ore 14:30 e si protrarranno fino alle ore 21:00 con una breve pausa a metà pomeriggio, con flessibilità nel caso di trattazione di atti di componenti della Giunta che siano eventualmente assenti per impegni istituzionali tra le ore 14:30 e le ore 15:00 e tra le ore 20:00 e le ore 21:00.
Le tempistiche di trattazione delle mozioni saranno le stesse delle risoluzioni.
La Conferenza ha inoltre convenuto di trattare congiuntamente i seguenti punti: il punto n. 12.02 e il punto n. 12.03 sul bilancio di CVA; i punti n. 14, 14.01 e 95 sull'Istituto musicale da trattarsi al punto n. 14; i punti n.18, 22 e 24 sulle gallerie di Sorreley e Signayes da trattarsi al punto n. 18; i punti n. 29 e 86, sulla caccia allo stambecco, da trattarsi al punto n. 29; i punti n. 41 e 43 sul collegamento Pila-Cogne; i punti n. 47, 98, 99 e 100 sulla Cogne Acciai Speciali da trattare al punto n. 47; i punti n. 58 e 62 sul personale dell'USL; i punti n. 66 e 67 sullo stato di agitazione del Casino; i punti n. 80 e 81 sulla sentenza della Corte costituzionale 83/2026; i punti n. 109 e 111 sul codice Argento in Pronto Soccorso; i punti n. 110 e 112.
Ho inoltre assunto l'impegno a verificare, con i componenti e con gli staff della Giunta, la possibilità di fornire, nell'arco di una settimana, risposta scritta a eventuali atti ispettivi per i quali i Consiglieri chiedano la trasformazione in interrogazione a risposta scritta.
Questa disponibilità è confermata e, in particolare, ho già ricevuto la richiesta da parte dei primi colleghi firmatari di poter avere le risposte scritte delle iniziative n. 35, 45, 54, 56 e 113 e chiedo ai colleghi che intendano fare la stessa cosa d'indirizzare alla Presidenza i numeri delle iniziative per le quali intendano la trattazione in forma scritta.
Raccomando, ove possibile, un congruo contenimento nei tempi di trattazione degli atti ispettivi, come ci siamo detti ieri in Capigruppo, e informo, infine, che alla prossima riunione consiliare, in programma per le giornate del 15 e del 16 luglio, sarà aggiunta anche l'intera giornata di martedì 14.
Si è deciso, sempre nel corso della Capigruppo, che i punti che non saranno trattati in quest'adunanza saranno iscritti all'inizio dell'ordine del giorno della giornata di martedì 14.
A seguito delle notizie di stampa di questi ultimi giorni, ho ritenuto opportuno richiamare alcuni principi essenziali per il corretto funzionamento delle istituzioni democratiche, con particolare riguardo all'esercizio delle prerogative attribuite ai Consiglieri regionali nell'ambito delle attività di sindacato ispettivo e di accesso alla documentazione.
In particolare ho ribadito l'esigenza che l'esercizio delle prerogative dei Consiglieri regionali avvenga nel pieno rispetto della riservatezza, della correttezza istituzionale e dell'autonomia del mandato consiliare.
Allo stesso modo ho richiamato l'auspicio che l'azione delle società partecipate regionali - e più in generale di ogni articolazione del sistema regionale - sia sempre fondata su fatti, analisi e decisioni oggettive assunte con responsabilità dagli organi competenti.
Tali decisioni devono rimanere estranee a condizionamenti legati al momento politico, a fatti estemporanei o a dinamiche non coerenti con il corretto esercizio delle rispettive funzioni.
Questo richiamo viene formulato in questa sede in termini generali, mentre è stato oggetto di specifico seguito nelle sedi competenti nell'interesse del Consiglio regionale, dell'Amministrazione e dell'intero sistema regionale; di questo i Capigruppo sono stati coinvolti nel giro della corrispondenza.
A seguito del dibattito sulla proposta di legge di modifica dell'Osservatorio della legalità, il consigliere Centoz ha chiesto di poter prendere la parola per scusarsi pubblicamente per una frase pronunciata nel corso del dibattito e lo farà intervenendo a seguito di queste mie comunicazioni.
La parola al collega Centoz.
Centoz (PD-FP) - Come ha anticipato il Presidente, due settimane fa, nell'ultimo Consiglio, nella foga della discussione mi è partita una frase infelice, di cui ovviamente mi scuso, mi scuso innanzitutto con gli uscieri ma mi scuso con l'Aula intera perché ovviamente non è un comportamento che mi rendo conto sia consono.
Ringrazio anche il Presidente e la Segretaria generale per aver inoltrato la mail subito il giorno dopo.
Président - A demandé la parole la collègue Minelli.
Minelli (AVS) - Intervengo su uno dei punti delle sue comunicazioni, e più specificatamente sulla vicenda che vede coinvolti il dottor Argirò, amministratore delegato di CVA, e il consigliere Marguerettaz, che merita, a nostro avviso, delle considerazioni attente, perché ha una connotazione specifica, ma investe anche un problema più generale, di grande portata, che è costituito dal tema dei rapporti che esistono, o meglio, dovrebbero esistere, tra CVA e la Regione Valle d'Aosta.
La comunicazione del Presidente del Consiglio, pur in modo cauto e con parole molto misurate, dice in sostanza che non si può negare il diritto di accesso di un Consigliere regionale agli atti di una società partecipata della Regione, anzi, in questo caso a una società a totale partecipazione della Regione, perché un Consigliere regionale non ha soltanto il diritto ma, a nostro avviso, ha anche il dovere d'indagare, di chiedere, di capire e di segnalare cose che non vanno.
Se poi queste indagini, queste segnalazioni, producono degli atti da parte di Finaosta, allora a mio avviso vuol dire che non si tratta di rilievi peregrini, ma di questioni che necessitano perlomeno di un approfondimento, e la reazione che noi giudichiamo eccessiva dell'amministratore delegato a questa richiesta di approfondimento di alcuni aspetti del bilancio 2025 non può essere condivisa, ma devo anche sottolineare che è una reazione sopra le righe non nuova.
Sono stata protagonista nel 2024 di due attacchi pesanti da parte dell'amministratore delegato Argirò e dall'allora Presidente Cantamessa per aver messo in discussione l'esplosione dei compensi degli amministratori di CVA e le modalità non conformi alla legge di procedere alla nomina degli amministratori delle società controllate da CVA e da CVA EOS.
Due lettere: una del maggio 2024 e una del 27 novembre 2024, in cui i toni erano già gli stessi di oggi: violazione di riservatezza, diffusione di notizie acquisite attraverso l'istituto del 116, messa in discussione della reputazione della società e dell'onorabilità degli amministratori eccetera eccetera. A queste lettere ha poi fatto seguito anche un'intera Commissione durata ore in cui, in maniera totalmente assurda, invece di discutere della questione, si discuteva della sottoscritta e delle sue affermazioni.
Infine la decisione, che era stata messa per iscritto nella lettera di novembre dai vertici CVA, che non avrebbero più dato risposta alle mie richieste di documentazione ai sensi dell'articolo 116, una decisione che si sono poi dovuti rimangiare.
Comportamenti dunque analoghi nelle due vicende, anche se ci sono sicuramente dei distinguo, che hanno alla base un atteggiamento che si fonda sulla teoria per cui CVA sarebbe una società che deve agire come una società privata e che assurdamente nega il potere d'indirizzo e di controllo di chi è proprietario della società, cioè della Regione tramite Finaosta.
Questi amministratori hanno pensato di poter agire senza interloquire con la proprietà e questo - noi l'abbiamo detto ormai tanto tempo fa - ha portato a un pericoloso sbandamento. Dicevo che lo abbiamo ripetuto negli anni, dal 2023, e lo abbiamo detto in questo Consiglio più volte, non a caso anche oggi c'è una nostra iniziativa in cui chiediamo di conoscere, di esaminare quali siano le indicazioni sull'attività di CVA che la Regione intende dare ai nuovi amministratori quando infine saranno designati.
Servirebbe però a poco, a nostro avviso, cambiare tutto, e cioè Presidente, amministratore delegato e Consiglio di amministrazione, se poi non ci fosse un cambiamento negli indirizzi e negli obiettivi, un cambiamento che deve venire su impulso della Regione.
Président - A demandé la parole le collègue Martinet.
Martinet (UV) - Il gruppo consiliare dell'Union Valdôtaine esprime pieno sostegno e la propria solidarietà nei confronti del capogruppo Aurelio Marguerettaz per i gravi e ingiustificati attacchi che ha ricevuto in questi ultimi giorni nell'esercizio della propria attività consiliare.
Come correttamente ricordato dal presidente Aggravi nella lettera inviata ieri alla partecipata regionale CVA, e per conoscenza al Presidente Finaosta, al Presidente della Regione e ai Capigruppo consiliari, le facoltà attribuite ai Consiglieri regionali dal regolamento interno del Consiglio Valle e dalle disposizioni vigenti costituiscono prerogative particolarmente tutelate dall'ordinamento; esse trovano fondamento nei principi costituzionali della rappresentanza democratica e dell'autonomia delle assemblee elettive, che sono state più volte riconosciute e rafforzate dalla giurisprudenza amministrativa contabile e costituzionale, che ha evidenziato il carattere funzionale dell'esercizio pieno ed effettivo del mandato consiliare.
Presidente - La parola al collega Perron.
Perron (LEGA VDA) - Interverrò molto rapidamente sul tema "Accesso agli atti".
Ho visto la sua lettera, Presidente, nella quale lei giustamente sottolinea che l'accesso agli atti costituisce circostanza che attiene a prerogative del Consigliere e che non dovrebbe essere oggetto di divulgazione o comunicazione a soggetti terzi.
Bene, ho ricevuto un accesso agli atti pochi giorni fa relativo al Casinò in cui chiedevo alcune schede informative, alcune data inizio rapporti e eventuali fini di lavoro, inquadramento contrattuale eccetera; la risposta che mi è arrivata, gliela leggo, mi sono arrivati i dati e mi viene detto: "La documentazione inviata è da considerarsi riservata e si sottolinea che il trattamento dei dati comunicati dovrà essere effettuato in conformità alla normativa privacy" - ci mancherebbe - "anche al fine di evitare d'incorrere in eventuali azioni e responsabilità da parte degli interessati, in primis verso la società" e chiude: "della richiesta pervenuta provvederemo a informare i dipendenti o ex dipendenti interessati".
Lascio a lei le considerazioni su questo, io la segnalo, farò un ulteriore accesso agli atti e chiederò come l'hanno comunicato, hanno telefonato? Non lo so. Mi pare che siamo in un campo francamente molto, molto minato.
Volevo aggiungere questo al dibattito, poi interverrò nuovamente per i minuti restanti.
Presidente - Sui minuti restanti non ho capito, però, collega Perron, la invito adesso, al di là del fatto che lei me l'ha rappresentato in aula, come è avvenuto in altre situazioni, di rappresentare ufficialmente alla Presidenza il tema della risposta perché noi non vagliamo... No no, attenzione, la Presidenza non vaglia le risposte degli accessi agli atti, proprio perché gli accessi agli atti... No, no, ma io glielo dico... non è un... è un metodo, nel senso che lo dico a tutti, nel senso che, come molti suoi colleghi sanno, la Presidenza, almeno io parlo per questa, perché poi ho avuto prova di lunga corrispondenza con altri Presidenti... su questo aspetto sono ferreo e quindi sicuramente interverremo, però quello che voglio specificare è che noi non vagliamo le risposte, e quindi di questo lei ce ne dà contezza, prenderemo buona nota della cosa e faremo quanto in nostro dovere.
Lo dico adesso al di là di lei, la segnalazione il singolo Consigliere la deve fare alla Presidenza che poi agirà, quindi grazie.
La parola al collega Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Grazie, Presidente, per la comunicazione che ha voluto fare e che evidentemente ha messo per conoscenza ai Capigruppo.
Ora vorrei fare una precisazione rispetto alla narrazione anche di oggi sul giornale o su delle agenzie, dove c'è una presunta lite tra me e l'amministratore delegato di CVA.
Io non sono assolutamente in lite con nessuno, io ho semplicemente preso atto di un attacco, come ha detto la collega Minelli e, come già è accaduto in passato, assolutamente fuori dalle righe, nel senso che apprendiamo da una lettera riservata che l'amministratore delegato, nell'ambito dell'attività del Consiglio di amministrazione, ha preso in solitudine una posizione in contrasto con tutto il Consiglio di amministrazione e, per giustificare questa posizione in contrasto con i quattro quinti del Consiglio di amministrazione, adduce un'eventuale interferenza da parte del sottoscritto nelle decisioni di Finaosta.
Ora, essendo Finaosta la finanziaria regionale, cioè sostanzialmente la cassaforte dell'Amministrazione regionale, immaginare che si agisca sulla base di un presunto mal di pancia di un Consigliere è da far venire i brividi, perché credo che un soggetto che non deve solo avere la diligenza del buon padre di famiglia, ma una diligenza professionale, agisca con delle valutazioni approfondite da parte dei Consiglieri di amministrazione, da parte dei dirigenti, quindi se la società, che è l'azionista, chiede dei supplementi di valutazione, io credo che abbia tutti i motivi e tutte le ragioni per farlo, senza immaginare di buttare tutta questa questione in caciara, perché è così.
Io non ho, torno a dire, nessuna lite, ma nel momento in cui vedo di essere il capro espiatorio di un certo procedimento, dico: "Guardate che non è così".
Io trovo che questa frase sia una frase gravissima e che ovviamente dovrà essere valutata nelle sedi competenti, non certo dal sottoscritto, perché in realtà, chi viene messo in discussione, è la Finaosta.
Dopodiché oggi devo anche complimentarmi con il Presidente della CVA, dove ha preso atto che anche la dichiarazione che ho fatto in un'intervista è una dichiarazione che corrisponde alla verità: una società come la CVA ricorre a un indebitamento, io ho indicato una cifra, e il dottor Aliboni ha detto: "Questa cifra è corretta".
Dopodiché se l'indebitamento netto (quello che a un certo punto viene determinato sommando algebricamente i debiti con le disponibilità di cassa) dà un valore inferiore, questo è un altro discorso, però è chiaro che uno si pone la domanda: "Ma perché pagare gli interessi su un determinato importo per tenere questi soldi in cassa?".
Questa è una domanda che può essere fatta, però non è che io entro nelle cose, sono delle domande, come ha detto la collega Minelli, che un Consigliere regionale può fare e può valutare, ma non c'è nessuna operazione che va a ledere la reputazione della società o dell'amministratore, per cui tranquillizzo, non c'è nessuna lite tra il sottoscritto e l'amministratore delegato.
Finaosta deve tutelare la società CVA che, ricordo a tutti, è un gioiello della nostra regione e noi dovremo dare sostegno alla CVA negli anni futuri e soprattutto nell'occasione del rinnovamento delle concessioni, che è l'appuntamento più importante che abbiamo.
Presidente - La parola al collega Marquis.
Marquis (FI) - Intervengo anche io con alcune considerazioni a titolo personale sulla comunicazione che è stata data dal presidente Aggravi in merito al rapporto tra istituzioni e società partecipate.
Credo che sia una nota importante che ci è stata trasmessa per conoscenza, che è stata trasmessa alla società CVA in relazione ai fatti intervenuti in questi giorni.
Credo che sia indispensabile in quest'aula rappresentare l'esigenza che il Consiglio regionale e che i singoli Consiglieri possano esercitare le loro funzioni, le funzioni che gli sono attribuite nel ruolo elettivo e in base al regolamento interno del Consiglio, che trova fondamento nei principi costituzionali della rappresentanza democratica e dell'autonomia delle assemblee elettive.
Sono questi i principi che sono stati anche rafforzati dalla giurisprudenza costituzionale che ne ha evidenziato il carattere funzionale all'esercizio pieno ed effettivo del mandato consiliare, pertanto l'attività ispettiva è un'attività fondamentale che devono fare i Consiglieri, e teniamo conto che stiamo parlando di una società che ha 1 miliardo e 400 milioni di ricavi, vale a dire il 70-75% del bilancio regionale.
Credo che si parli fin troppo poco di questo argomento in quest'aula per l'importanza che riveste per la nostra Regione e per la pubblica Amministrazione.
Credo che tutta l'attività ispettiva che sia stata fatta in questi anni da diversi Consiglieri sia un'attività finalizzata a conoscere, ad avere delle informazioni necessarie per poter esprimere dei giudizi a livello politico.
Questo è fondamentale nella tutela del nostro ruolo, ma è anche fondamentale nel rispetto degli elettori che ci hanno eletti a rappresentarli in questa Assise, perché bisogna ricordarsi che, al di là del fatto che Finaosta sia la controllante, alla fine il vero proprietario della CVA sono i cittadini valdostani, ai quali noi Consiglieri dobbiamo rendere conto.
Pertanto non posso che esprimere piena solidarietà al collega che è stato tirato in ballo in questa vicenda, l'abbiamo appreso da notizie stampa, peraltro su delle attività che dovrebbero essere riservate e non dovrebbero trovare divulgazione: le attività che vengono svolte dai vari Consiglieri ai sensi dell'articolo 116 del regolamento interno.
Queste sono esternazioni che sono già uscite in più occasioni negli ultimi anni e quindi crediamo che richiamare tutti a svolgere il proprio ruolo in modo corretto e trasparente sia un'attività che sia stata fondamentale da parte del presidente Aggravi, pertanto non possiamo che auspicare che per il prossimo futuro ci siano dei comportamenti più adeguati nella conduzione societaria perché non trovo che sia corretto ascoltare delle esternazioni di questo tipo, di questa natura in merito a dei comportamenti che vengono presi all'interno di quest'Aula, e credo che non faccia neanche onore a Finaosta leggere le affermazioni che hanno avuto anche modo di leggere loro attraverso i mezzi stampa, dove sembra che la loro attività di controllo venga esercitata solo perché qualcuno ponga il problema all'interno di quest'Aula.
Qui stiamo parlando di un dovere di controllo, perché bisogna ricordarsi che non è sufficiente dare un'informativa di un EBITDA per conoscere l'andamento di una società, credo che ci siano tanti altri parametri che vadano analizzati e giustamente Finaosta fa il suo lavoro, l'esercizio di controllo, l'esercizio di chiedere della documentazione supplementare penso che vada nell'indirizzo generale di avere tutti a disposizione la chiarezza necessaria per poter esprimere delle valutazioni con cognizione di causa, perché credo che troppo spesso in quest'aula noi siamo chiamati a esprimerci sulla lettura dei bilanci societari del gruppo, ma l'abbiamo detto in diverse occasioni che non sono sufficienti i dati che emergono dai numeri di bilancio per portare a esprimere delle valutazioni complessive su un andamento societario.
Presidente - Per il tempo restante la parola al collega Perron.
Perron (LEGA VDA) - Mi viene un po' da sorridere a sentire questo dibattito.
La questione che è arrivata sui giornali oggi non è altro che l'epilogo di una lunga partita, che riguarda il gioiello valdostano, che dura in maniera carsica da anni.
Per quanto ne sappiamo il primo segnale pubblico è stata la dichiarazione: "Testa e cuore di CVA devono rimanere in Valle", era il giugno 2023, quindi che oggi a qualcuno sembri che sia tutto tranquillo francamente ci fa ridere.
Sono tre anni che questa questione è sul tavolo, oggi, ripeto, siamo forse all'ultimo atto di questa partita o non lo so, noi quantomeno l'abbiamo portata già a partire da dicembre 2024 la questione sul tavolo con la conferenza stampa.
Ci furono le audizioni dei vertici della società in due puntate - vado veloce perché ho poco tempo - c'era la questione degli emolumenti fissi o variabili, la questione dell'acquisizione in Sardegna con scritte sui muri annesse, la questione dell'acquisizione della società in Valle, lettere minatorie anonime e, presumo, interessi da parte di altri livelli. Dossier decisamente complicato che non inizia oggi.
Ora, la cosa più assurda è che tutta questa sia una lotta praticamente interna anche a uno stesso partito, collega Martinet, porti pazienza, qui c'è un'anomalia gigantesca di tipo politico. Questa battaglia, che viene portata avanti da anni, è interna al suo partito, perché in questo caso non è l'opposizione che, come sul caso del Casinò, è critica verso delle nomine, verso una governance che non ha messo, ma chiaramente in questo caso vediamo invece una questione tutta interna al partito che, essendo egemone in maggioranza ha fatto le nomine e poi, allo stesso tempo, una parte colpisce e si muove al contrario.
Questa è la vera grande anomalia politica, e mi stupisco che si faccia finta di niente, mi chiedo come si sia arrivati ad abbassare così tanto il livello.
Questo è il problema grosso e, ripeto, non è una questione di oggi, la questione grave, ulteriormente grave, forse la più grave in assoluto, è che questa lotta viene fatta con dei rischi. Abbiamo una società interamente pubblica che compete sul mercato, la quarta probabilmente del settore idroelettrico, una società che fa utili in crescita costante dal 2020, con numeri da capogiro per una regione come la nostra.
C'è un indotto che è di 1.400 persone che lavorano; ora fare delle lotte su un tema come questo, lotte completamente interne, e oggi vedo che si abbassano i toni, interessante, a questo punto saranno anche i Tribunali a parlare, molto bene, se sono vere le affermazioni che abbiamo scritto si vedrà il Tribunale cosa ha da dire su questo tema, basta fare la lotta carsica, che venga fuori, che vengano messe le carte sul tavolo.
Noi, come Lega, sono due anni praticamente che lo chiediamo, e adesso quello che noi chiediamo come Lega è che si chieda un'audizione urgente della IV Commissione e si chiamino i vertici di Finaosta e i vertici di CVA per capire sul bilancio, perché non è possibile altrimenti arrivare qua e fare finta di nulla, è una roba assurda.
Adesso non voglio rievocare il lapeun lapeun che era stato dato a noi, ma chiaramente un pensierino me lo faccio.
Ma scusate, quindi quello che dobbiamo chiedere come Consiglio è che la politica faccia la sua parte e si esaminino le carte. Poi sulle questioni personali, ma se le sbroglieranno chi deve... noi vogliamo vedere le carte, vogliamo capire questo ritardo del bilancio a cosa è dovuto e perché, in quali tempi verrà fatto, ci sono i question time.
Audizioni in IV Commissione d'urgenza, questo era da fare in Consiglio normale, e mi chiedo perché nessuno lo dica.
Presidente - La parola alla collega Minelli.
Minelli (AVS) - Per il tempo restante brevemente, per fare una precisazione. Io non entro nel merito...
Presidente - No, però il tempo, mi dicono i tecnici, lei l'aveva già superato, cioè l'aveva già completato.
Minelli (AVS) - No, non l'ho esaurito, ma 30 secondi...
Presidente - Ma guardi che il timer sopra non è un'opinione, abbia pazienza.
Minelli (AVS) - No, ma lo vedo lì...non è rosso... Avevo 1 minuto e 37.
Presidente - Prego.
Minelli (AVS) - No, voglio solo precisare una cosa, io non entro nel merito delle discussioni interne che ci sono nell'Union Valdôtaine, non mi interessano, sono affari loro, però di sicuro, consigliere Perron, non è vero che l'opposizione non ha mai sollevato problemi su quello che riguarda tutta una questione anche legata alla gestione, alle nomine e a tutta una serie di questioni che sono molto importanti all'interno di CVA e di CVA EOS.
Lei parla dell'azione che avete fatto nel 2024, della sua conferenza stampa, la ricordo benissimo anche io, io ricordo anche che noi abbiamo sollevato il problema nel 2023 e per tantissimo tempo ci è stato, in qualche modo, risposto picche sul fatto che ci fossero dei problemi.
Poi, a un certo punto, effettivamente qualcuno ha cominciato a pensare che forse bisognasse scandagliare un po' di più e occuparsi di CVA in maniera più precisa.
Presidente - La parola al collega Carrel.
Carrel (ADC) - Questa discussione credo mi abbia generato un po' di confusione, e non solo a me, perché parlando un po' in giro c'è tanta confusione su questo tema, abbiamo il collega Marquis che ci dice che ci vuole una conduzione societaria, abbiamo il capogruppo dell'Union Valdôtaine che ci dice che bisogna tutelare le prerogative dei Consiglieri, e su questo ci vedo pienamente d'accordo, e credo che sia una questione che giustamente il Presidente del Consiglio sta portando avanti, abbiamo il vicecapogruppo dell'Union Valdôtaine che, a nome dell'intero gruppo dell'Union Valdôtaine, esprime solidarietà al Capogruppo.
Ebbene, sono confuso perché la conduzione societaria la svolge e la deve dare una persona: chi ha le deleghe alle società partecipate, e questa persona è il Presidente della Regione grazie all'appoggio e ai voti anche di Forza Italia, perché senza l'appoggio di Forza Italia non ci sarebbe una maggioranza oggi in questa Assise.
Questa persona è all'interno del gruppo dell'Union Valdôtaine, per il quale il vicecapogruppo dell'Union Valdôtaine ha parlato esprimendo solidarietà al Capogruppo dell'Union Valdôtaine. Capite che c'è un'estrema confusione.
Non pretendiamo che la gente fuori di qua ci capisca e capisca quello che stiamo dicendo. Abbiamo una società a cui tutti teniamo, a cui ognuno di noi ha fatto degli atti ispettivi proprio per cercare di capire come funzionava - e quello va sicuramente tutelato - dall'altra parte c'è una mancata direzione, una mancata gestione politica del dossier.
L'ennesimo dossier che è lasciato in biblioteca e non si risolve, l'ennesimo dossier che da anni aleggia in quest'Aula ma nulla è stato fatto e ora ci avviciniamo alle nuove nomine e casualmente escono i problemi. Un ennesimo problema che non viene gestito, un ennesimo problema che va risolto ma va risolto ovviamente nelle sedi opportune, prima di venire in Consiglio e prima di finire sui giornali ovviamente ci sarebbero altre sedi.
Presidente - La parola al collega Zucchi.
Zucchi (FdI) - Non è vero, collega Perron, che non interessa a nessuno. Anche a noi interessa capire e capire bene la sostanza di queste situazioni, non ci interessano le bagarre, sono state smentite questa mattina, ma sappiamo tutti che ci sono delle bagarre interne e anche, se vogliamo, di carattere personale, anche se sono state smentite.
A noi interessano i numeri, quindi anche io e noi riteniamo che sia quanto mai opportuno, al più presto, che le Commissioni vengano riunite per poter capire, per poter fare delle domande ai soggetti qualificati per poter rispondere - quindi sicuramente la Finaosta - a cui bisognerà chiedere se ci sono degli atti e delle situazioni che noi non conosciamo per poter avere più elementi, per poter trarre dei giudizi, su una materia estremamente complessa, perché quando il Capogruppo autorevole dell'Union, Marguerettaz, che di mestiere e di professione fa il commercialista, sostiene determinati numeri, noi non ci possiamo mettere su questi argomenti che sono veramente molto ma molto difficili, pertanto è sui numeri che noi vogliamo fare la nostra analisi e credo anche compiere il nostro dovere per poter capire se sono state fatte delle cose opportune o inopportune.
Fino adesso stiamo parlando d'illazioni, di situazioni che giacciono anche queste come in tanti altri dossier nei cassetti.
Fuori gli acari dai cassetti, tiriamo fuori le carte, cerchiamo di fare un poco di trasparenza, di pulizia, anche e soprattutto su questo dossier quindi, cari Presidenti, presidente Sorbara, presidente Borre, cerchiamo di convocare, così come è stato fatto recentemente, soprattutto questa mattina, che ci sarà una convocazione da parte dei componenti del Consiglio di amministrazione della SAV, che la stessa cosa debba avvenire velocemente con i componenti della Finaosta per fare un confronto e per fare delle domande soltanto a seguito dell'emersione dei dati, a cominciare dai debiti e dalla situazione che è stata descritta come in qualche modo non opportuna nella scelta di certe acquisizioni, di cui noi dobbiamo soltanto assumere dei dati e delle conclusioni; tra l'altro mi risulterebbe che delle conclusioni ci siano già, che altre siano in procinto di arrivare, quindi vediamo i numeri, magari mi dicono che sono imminenti, ma io credo che già adesso ci possano essere degli elementi affinché i vertici della Finaosta e i vertici della CVA, dal Presidente all'amministratore delegato, possano venire nelle Commissioni, perché è questo il luogo dove noi possiamo e dobbiamo assumere le informazioni per trarre le nostre conclusioni.
Noi non facciamo certe valutazioni sulla base di dicerie, lo vogliamo fare in base ai numeri e questo noi speriamo che possa essere fatto, quindi chiediamo ai Presidenti delle Commissioni e a tutti di poter convocare al più presto quanto è necessario per poter assumere la verità.
Presidente - La parola al collega Sorbara.
Sorbara (FI) - Presidente, colleghi Consiglieri, intervengo su questa vicenda perché credo che il tema che stiamo affrontando oggi vada guardato con grande attenzione e con grande responsabilità.
In questi giorni si sta parlando molto di CVA, di partecipate, di alcuni Consiglieri e di quanto sta emergendo quasi tutto attraverso articoli e ricostruzioni giornalistiche.
Proprio per questo credo che serva equilibrio. Oggi non siamo davanti a conclusioni definitive, ma davanti a notizie che naturalmente richiedono approfondimenti e chiarimenti nelle sedi opportune.
Detto questo, però, sarebbe sbagliato pensare che tutto nasca oggi. È evidente che ci sono dinamiche, tensioni e situazioni che arrivano da lontano, e allora dobbiamo avere il coraggio di dirci una cosa: attenzione a non trasformare tutto in una battaglia interna, in una lotta tra persone, tra correnti o tra posizioni diverse, perché se la politica diventa solamente questo, rischiamo di perdere la cosa più importante, la responsabilità che abbiamo verso i nostri cittadini.
La chiarezza deve esserci, la trasparenza deve esserci. Chi ricopre ruoli pubblici deve sempre essere pronto a spiegare e a rispondere, anche perché per chi come noi, come me, è entrato da poco in quest'aula, è fondamentale poter conoscere e comprendere fino in fondo quello che è accaduto e quello che sta accadendo.
Io credo però che il tema sia ancora più grande, dobbiamo chiederci quale politica vogliamo costruire per il futuro.
Una politica basata sugli scontri interni, sui riposizionamenti e sulle strategie personali o sulle invidie o sulle scorrettezze tra le persone, oppure una politica dove tornino al centro il lavoro, la competenza, la serietà e la capacità delle persone?
Abbiamo appena dato un saluto a due persone, e penso che ognuno di voi abbia evidenziato alcuni temi nei confronti di quelle persone: la serietà, la coerenza e prima di tutto mettere davanti l'individuo.
Io credo che sia questa la strada giusta, almeno parlo per me. Abbiamo bisogno di una politica nuova, non solo nelle parole, ma soprattutto nei comportamenti, una politica che scelga i propri dirigenti e le persone chiamate a ricoprire ruoli importanti, non sulla base degli equilibri, ma sulla base della competenza, della preparazione e della capacità di portare risultati, perché quando vengono meno questi principi, quando prevalgono altre logiche, il rischio è quello di allontanare ancora di più i cittadini dalle istituzioni, e questo non possiamo permettercelo.
Le discussioni interne fanno parte della politica, il confronto anche duro può esistere, ma non deve mai diventare l'unico obiettivo.
La nostra missione non è combattere battaglie interne, la nostra missione è lavorare per la nostra Regione, per le famiglie, per le imprese, per i giovani e per il futuro della nostra comunità.
Sì quindi alla chiarezza, sì alla trasparenza, sì alla responsabilità, ma facciamo attenzione a non fermarci solo allo scontro, guardiamo avanti e dimostriamo che la politica può ancora essere servizio, competenza e impegno concreto.
