Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 495 del 10 giugno 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 495/XVII - D.L. n. 16: "Approvazione del rendiconto generale della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste e del rendiconto consolidato dell'esercizio finanziario 2025". (Reiezione di due ordini del giorno).

Aggravi (Président) - Point n° 13 à l'ordre du jour. Pour l'illustration du premier rapport, a demandé la parole le collègue Sorbara.

Sorbara (FI) - Nella seduta di lunedì 26 maggio 2026, la II Commissione Affari generali ha espresso parere favorevole a maggioranza, con l'astensione dei gruppi Fratelli d'Italia, AVS e Renaissance, sul rendiconto generale e sul rendiconto consolidato della Regione per l'esercizio 2025.

Sono stati inoltre nominati relatori del provvedimento il sottoscritto Marco Sorbara, Presidente della Commissione, per la maggioranza, e il consigliere Massimo Lattanzi per la minoranza.

Presidente, colleghi e Consiglieri, il rendiconto generale della Regione autonoma Valle d'Aosta per l'esercizio finanziario 2025 è, prima di tutto, una fotografia dello stato di salute della nostra Regione, della sua capacità di programmare, amministrare e costruire risposte concrete per i cittadini.

Dietro ogni cifra ci sono delle scelte. Ci sono famiglie, imprese, lavoratori, giovani, anziani, Comuni, territori di montagna, che chiedono alla politica una cosa fondamentale: capacità di guardare avanti.

Il dato che emerge con chiarezza è quello di una Regione solida, con conti ordinati, senza ricorso all'indebitamento, con una capacità finanziaria che rappresenta una garanzia per il presente, ma soprattutto una responsabilità per il futuro. Una Regione con un'autonomia finanziaria forte.

Uno degli elementi più significativi riguarda le entrate. Nel 2025 le entrate complessive della Regione, al netto delle partite di giro, raggiungono 1.772.000.000 milioni di euro, rispetto a 1.754.000.000 milioni del 2024, una crescita in media dell'1%. Un incremento più contenuto rispetto agli anni precedenti, ma estremamente importante perché conferma una stabilità strutturale.

Un dato politico fondamentale è altro: la Valle d'Aosta finanzia il proprio bilancio senza nuovo indebitamento, questo significa difendere concretamente la nostra autonomia. L'autonomia non è soltanto una parola scritta nello Statuto, vive nella capacità di una comunità di reggere, programmare e decidere il proprio futuro.

La liquidità ci dà un dato: una Regione affidabile. Il fondo cassa evidenzia un altro elemento importante: al 1° gennaio 2025 era pari a 933 milioni di euro e al 31 dicembre 2025 raggiunge 1.214.000.000 milioni di euro. Questo significa avere una Regione finanziariamente solida, capace di rispettare gli impegni e sostenere gli investimenti futuri.

Un dato concreto riguarda i pagamenti. L'indicatore è pari a -14,53 giorni. Cosa vuol dire? Che la Regione paga mediamente le fatture quasi 15 giorni prima della scadenza.

Questo non è solo e semplicemente un dato tecnico. Per un'impresa significa liquidità, per un artigiano significa programmare, per un lavoratore significa sicurezza.

Le entrate tributarie: la forza del sistema valdostano. Le entrate tributarie rappresentano quasi il 78% delle entrate complessive, ammontano a circa 1.380.000.000 di euro, con un incremento del 3,9% rispetto alle previsioni definitive.

In particolare i tributi propri raggiungono circa 179 milioni di euro, i tributi erariali arrivano a circa 1.201.000.000 di euro.

Un elemento positivo riguarda l'IRES: 34,5 milioni di euro, segno anche della capacità del sistema economico e produttivo di generare valore. Le imposte crescono di 5,4 milioni di euro. Si registra invece una riduzione dell'IRPEF, pari a 21,4 milioni di euro, legata alle modifiche fiscali sulla riduzione della pressione fiscale.

Questa riduzione sarà parzialmente compensata con 2,64 milioni nel 2026, 2,7 milioni nel 2027 e 1,4 milioni nel 2028.

La riscossione tributaria raggiunge il 92%, un dato che conferma efficienza amministrativa e contabile.

Investimenti: guardare al futuro. Un bilancio sano però non deve limitarsi a conservare, una Regione forte deve investire. Le entrate in conto capitale crescono del 28%, arrivando a 108,5 milioni di euro. Sono risorse destinate allo sviluppo: tra queste circa 28 milioni da PNRR e PNC, quasi 14 milioni per la riduzione del rischio idrologico, circa 7,5 milioni da fondi, 5,2 milioni per la valorizzazione della montagna, circa 4 milioni per lo sviluppo e la coesione.

Qui si gioca una delle sfide più importanti, perché una Regione di montagna deve investire non soltanto per mantenere ciò che ha, ma per creare nuove opportunità: difesa del territorio, lavoro, innovazione e servizi e lotta allo spopolamento devono essere al centro della nostra visione.

La spesa: risorse che tornano alla nostra comunità. La spesa complessiva impegnata nel 2025 ammonta a 1.807.000.000 di euro. La spesa corrente rappresenta 1.298.000.000 euro, pari al 75,69% del bilancio, in diminuzione rispetto al 79,78% dell'anno precedente.

Questo significa maggiore equilibrio: non solo gestione ordinaria, ma più spazio alla programmazione.

Il ruolo dei Comuni. Un capitolo fondamentale riguarda gli enti locali. La finanza locale rappresenta il cuore della nostra autonomia diffusa. Le risorse impegnate sono pari a 425 milioni di euro, pari al 96,5% degli stanziamenti disponibili. I trasferimenti correnti senza vincolo, 104 milioni di euro, sono stati completamente impegnati e trasferiti.

I Comuni sono il primo punto di contatto con i cittadini e i territori. Sostenere i Comuni significa sostenere la Valle d'Aosta.

Investimenti e patrimonio. Le spese in conto capitale raggiungono 300 milioni di euro, con pagamenti sugli impegni pari al 91,61%, in crescita rispetto all'87,18% del 2024.

Sono dati importanti, perché dimostrano una capacità non solo di programmare, ma anche di realizzare.

Le partecipate e gli strumenti finanziari. Le spese per incremento dell'attività finanziaria ammontano a 90,3 milioni di euro, tra cui 35 milioni per aumento capitale Cervino S.p.A., 33 milioni per fondi di rotazione presso Finaosta, 7,5 milioni per efficientamento energetico dello stabilimento ex-Verrès. Sono strumenti attraverso cui la Regione sostiene economia, investimenti e sviluppo.

L'avanzamento di amministrazione: una responsabilità. Il risultato di competenza 2025 è pari a 331 milioni di euro. L'avanzo complessivo di amministrazione raggiunge 461,8 milioni di euro, tolte quote accantonate 103 milioni, quote vincolate 90 milioni. Rimane un avanzo disponibile di 268 milioni di euro.

Questa cifra non deve essere letta solo come un risultato positivo: è una responsabilità.

Questo rendiconto racconta una Valle d'Aosta finanziariamente forte, una Regione che non crea nuovo debito, mantiene equilibrio nei conti, sostiene gli enti locali, paga velocemente imprese e fornitori, dispone di risorse per investire.

Presidente, colleghi Consiglieri, i numeri che abbiamo analizzato oggi ci consegnano una certezza: la Valle d'Aosta è una regione solida.

Come riportato precedentemente, abbiamo un bilancio sano, non abbiamo nuovo indebitamento, abbiamo una capacità di pagamento che rappresenta un esempio di serietà amministrativa contabile e abbiamo un avanzo disponibile di 268 milioni di euro.

Ma proprio questo risultato positivo deve portarci a una riflessione più profonda, perché un avanzo importante non può essere soltanto motivo di soddisfazione, deve essere soprattutto una grande responsabilità.

In un momento storico in cui il mondo sta vivendo incertezze economiche, tensioni internazionali, aumento dei costi, difficoltà per le famiglie e trasformazioni profonde del sistema produttivo, una Regione che ha queste possibilità finanziarie ha il dovere di fare qualcosa di speciale.

Non possiamo limitarci a dire che i conti sono in ordine. I conti in ordine sono il punto di partenza, non il punto di arrivo, perché un bilancio non si misura soltanto dai milioni che rimangono in cassa, ma anche dalla capacità di quei milioni di diventare opportunità, lavoro, servizi e speranza per una comunità.

La vera domanda che dobbiamo porci oggi non è solamente quanto abbiamo risparmiato, la vera domanda è: quanto saremo capaci di migliorare la vita dei Valdostani?

Secondo me abbiamo davanti una grande occasione: una stagione nella quale la Valle d'Aosta non amministri semplicemente le proprie risorse, ma le utilizzi con visione. Dobbiamo accelerare sicuramente sugli investimenti, dobbiamo dare risposte più rapide alle famiglie, che fanno fatica, ai giovani, che cercano il loro futuro, alle imprese, che chiedono strumenti per competere, e ai nostri Comuni, che rappresentano il cuore della nostra comunità.

Abbiamo il dovere di rendere la nostra autonomia speciale ancora più concreta, perché l'autonomia non si difende solo ricordando la nostra storia. L'autonomia si difende provando ogni giorno che sappiamo utilizzare meglio gli altri strumenti che abbiamo.

La Valle d'Aosta, per dimensioni, storia e possibilità, può diventare veramente un laboratorio, un esempio anche per le altre Regioni, un territorio capace di unire equilibrio finanziario, innovazione, solidarietà e qualità della vita.

Per farlo, però, serve una cosa: il coraggio delle scelte. Perché lasciare risorse ferme è sicuramente prudenza, ma trasformare quelle risorse nel futuro della nostra comunità è politica. E oggi questa nuova maggioranza ha davanti una responsabilità importante: dimostrare che da una buona gestione dei conti può nascere una nuova stagione di crescita.

Colleghi Consiglieri, permettetemi una riflessione. Ho letto le relazioni passate, negli anni passati, anche da questi banchi, abbiamo ascoltato interventi e contributi che ponevano un tema importante: la necessità di non limitarci alla semplice gestione, ma di costruire una visione più forte per il futuro della Valle d'Aosta.

Veniva richiamata l'esigenza di andare oltre la gestione quotidiana, oltre i singoli provvedimenti, per provare a immaginare quale Valle d'Aosta vogliamo lasciare nei prossimi anni.

Io credo che quella riflessione fosse corretta, perché quando un territorio ha risorse, competenze e possibilità, la vera sfida non è soltanto conservarle, ma trasformarle in opportunità. La differenza, oggi, è che quella riflessione può passare dalla fase dell'analisi a una fase di realizzazione.

Chi ieri, anche nel ruolo fondamentale della minoranza - e ribadisco: ruolo fondamentale della minoranza - stimolava il confronto, chiedendo più programmazione, più strategia e una prospettiva di lungo periodo, oggi partecipa a una nuova fase politica nella quale quelle idee possono diventare azioni concrete.

È questo il valore del confronto democratico: non dividere le idee in base a chi le propone, ma avere la capacità di raccogliere ciò che è utile per la nostra comunità. Una critica costruttiva di ieri può diventare un impegno condiviso di oggi.

Allora dobbiamo avere il coraggio di dirlo: una Regione con una situazione finanziaria solida non può accontentarsi di amministrare bene, deve avere l'ambizione di progettare meglio, perché la buona amministrazione garantisce solidità, ma la visione costruisce il futuro.

Oggi abbiamo davanti una grande responsabilità: dimostrare che questa nuova maggioranza non nasce solo per garantire continuità, ma per dare una nuova accelerazione.

Dobbiamo trasformare la possibilità della nostra autonomia in risultati concreti. Dobbiamo fare in modo che la Valle d'Aosta possa diventare un modello, una piccola Regione capace di sperimentare soluzioni nuove, più vicine ai cittadini, più veloci nelle risposte, più attente ai giovani e alle imprese e con una particolare attenzione alle fragilità.

Le risorse economiche sono importanti, ma da sole non bastano. Servono idee, serve capacità di scelta, serve anche il coraggio di cambiare quando il cambiamento è necessario. Quello che ieri era uno stimolo oggi dovrebbe diventare una responsabilità.

Abbiamo l'occasione di dimostrare che il confronto politico, minoranza e maggioranza, anche quando nasce da posizioni diverse, può trasformarsi in un progetto comune per la Valle d'Aosta. Perché alla fine il vero risultato non sarà quanto saremo stati capaci di conservare, ma quanto saremo stati capaci di costruire.

Il valore del dialogo istituzionale è costruire insieme le risposte.

Come Presidente della Commissione credo che il primo passo debba essere quello del confronto. Il prossimo assestamento di bilancio non può e non deve essere visto soltanto come una distribuzione di risorse, ma come un momento strategico nel quale definire una direzione comune. Per questo è fondamentale aprire un dialogo istituzionale serio, basato sull'ascolto e sulla collaborazione tra Consiglieri regionali, governo, forze politiche, Comuni, categorie economiche, parti sociali e cittadini.

Le grandi sfide di un territorio non si affrontano con scelte isolate, ma attraverso una responsabilità condivisa. La politica deve tornare a essere il luogo dove si ascoltano i bisogni, si costruiscono soluzioni e si guarda oltre la scadenza immediata.

La Valle d'Aosta è una comunità piccola nei numeri, ma straordinariamente ricca di competenze, esperienze e capacità. Mettere insieme queste energie è il modo migliore per trasformare le risorse economiche in valore reale. Perché un bilancio non è solo fatto di capitoli di spese, dietro ogni scelta ci sono persone, famiglie, imprese, giovani, che aspettano risposte. Significa chiederci quale sarà il nostro territorio fra vent'anni, come garantiremo servizi e presenza nei piccoli Comuni, come daremo ai giovani motivi per restare o tornare, come accompagneremo imprese e lavoro dentro una trasformazione economica sempre più veloce, come proteggeremo il nostro modello sociale, come renderemo la nostra autonomia speciale uno strumento moderno e non solo una grande eredità del passato.

La politica deve avere la capacità di guardare oltre la durata di una legislatura, perché amministrare significa gestire il presente, ma governare significa costruire il futuro.

Il rendiconto ci dice che abbiamo solidità, noi adesso dobbiamo dimostrare che abbiamo visione.

Grazie per l'attenzione.

Président - Pour l'illustration du deuxième rapport, la parole au collègue Lattanzi.

Lattanzi (FdI) - Io intervengo in apertura di questo dibattito sul disegno di legge n. 16, cercando di rimanere il più chiaro possibile e di aggiungere commenti politici i più bassi possibili.

Voglio essere chiaro fin dall'inizio su come intendo svolgere questo intervento, come ho scritto nella relazione che avete a vostra disposizione: non come un'opposizione di principio, come suggeriva il collega Sorbara, che nega la realtà dei numeri, ma come un'opposizione e un'analisi rigorosa di quei numeri, separando con cura metodologica ciò che funziona da ciò che, secondo noi, non funziona e va portato all'attenzione di quest'aula. Due questioni politiche di fondo che il rendiconto pone e che non possono essere eluse.

Un rendiconto non è un documento simbolico, è il rendiconto della realtà, è la fotografia di quello che l'amministrazione ha fatto, non di quello che ha promesso o programmato. È il documento più onesto che una Giunta possa produrre, perché i numeri non si discutono, si leggono.

Nella nota metodologica per l'Aula ho voluto disaggregare sistematicamente la spesa del titolo "Spese correnti, investimenti e attività finanziarie" nelle tre voci, perché aggregarli in un'unica percentuale di esecuzione, secondo me, è metodologicamente scorretto, nasconde esattamente l'informazione più rilevante, che credo interessi, cioè dove la macchina regionale funziona e dove eventualmente si inceppa.

La relazione non è qui per costruire un processo politico, fondato su affermazioni false o travisando la realtà.

Inizio quindi dal riconoscimento di quello che il rendiconto 2025 certifica positivamente e, aggiungo, faccio le mie congratulazioni agli uffici dell'Assessorato al Bilancio, perché mi rendo conto che anche attraverso l'utilizzo delle tecnologie è veramente molto complesso. Basti pensare che abbiamo dovuto analizzare più di mille voci di allegati per addivenire al consuntivo di questo 2025.

La spesa corrente regionale. Il Titolo 1 (che comprende stipendi, finanziamenti ordinari della sanità, trasferimenti agli enti locali, contributi correnti) ha registrato nell'anno una capacità di impegno dell'85% - dobbiamo farci i complimenti, anzi, scusate, dobbiamo farvi i complimenti - sulla previsione definitiva, con una velocità di pagamento che sfiora il 90% sugli impegni assunti. Sono dati di una macchina amministrativa che, come diceva il collega Sorbara, riesce a tenere in piedi l'ordinario.

In particolare, il finanziamento ordinario del Servizio sanitario regionale è stato impegnato al 98% della previsione; i trasferimenti ai Comuni valdostani, che li attendono sempre con grande ansia, sono stati impegnati e pagati al 99,9%; il personale scolastico e universitario regionale ha ricevuto le proprie aspettative e risorse senza interruzioni; la spesa sociale corrente gira a circa l'80% dell'impegno.

Riconosciamo anche agli uffici dell'Assessorato, come abbiamo detto, il complicato lavoro di analisi e di quadratura dei conti. Abbiamo preso atto - non semplice - con rispetto per il lavoro del Collegio dei revisori che, con il parere n. 84 rilasciato il 21 maggio del 2026, attesta la corrispondenza delle risultanze del rendiconto delle scritture contabili, il rispetto degli equilibri formali di bilancio e del conseguimento di un risultato di competenza positivo per oltre 331 milioni di euro.

Il fondo cassa al 31 dicembre 2025, un dato rilevante, è di 1. 214.000.000, in crescita costante nel triennio, mentre il debito, e qui è un dato positivo che condivido, si è ridotto del 66% in tre anni. Complimenti al lavoro delle Giunte precedenti.

Questi sono i fatti, non li neghiamo e soprattutto non li manipoliamo. La Regione Valle d'Aosta, con 1.244.000.000 di disponibilità liquide totali e 461 milioni di euro di risultato di amministrazione, è finanziariamente - sì, ha ragione collega Sorbara - solida. Il problema che solleviamo non è la liquidità, è la capacità di governo.

Il numero che cambia tutto della lettura di questo rendiconto sta altrove. Colleghi e colleghe, c'è un numero che in questo rendiconto cambia tutto, un numero che non trovate nelle comunicazioni ufficiali della Giunta, che non avete sentito nella relazione del collega Sorbara, che non è nei comunicati stampa, ma che è scritto con assoluta chiarezza nelle pagine del conto del bilancio. Quel numero è il 22,4%.

Su una previsione definitiva di 1.337.000.000 di euro destinati agli investimenti, il Titolo 2 del 2025, ne sono stati impegnati 300 milioni, appunto il 22,4%. Ogni 100 euro programmati per costruire la Valle d'Aosta del domani, di cui parlava il collega Sorbara, ne sono stati attivati 22.

Qui c'è un dettaglio che rende questo dato ancora più significativo: di quei 300 milioni effettivamente impegnati, il 91% è stato anche pagato nell'anno, dimostrando quindi quello che diceva il collega Sorbara: la Regione, quando impegna e si impegna, paga. Il problema non è la tesoreria e non è neanche il fondo cassa, il problema è che si impegna pochissimo.

La capacità di avviare i procedimenti di spesa è il vero collo di bottiglia strutturale di questa amministrazione, e posso immaginare quanto i tecnici dell'Assessorato abbiano dovuto lavorare per far quadrare i conti.

Qui c'è il dettaglio che rende questo dato ancora più significativo, appunto quel 91%. Spese correnti: 1,5 miliardi previsti, impegnati 1,3 miliardi, pagamenti per 1,1 miliardi, appunto l'impegnato è l'85% previsto, il pagato l'89%.

Sugli investimenti abbiamo detto 1.339.000.000, impegnati 300 milioni, pagati 274, il 22% impegnato, il 91% pagato.

Poi le attività finanziarie, i 100 milioni previsti, i 90 impegnati, i 78 spesi per una percentuale appunto dell'87%.

Le sette missioni che raccontano il fallimento degli investimenti sono sostanzialmente una paralisi distribuita uniformemente. Si concentra però in particolare su sette missioni strategiche, quelle di cui si parla tanto in questo Consiglio, quelle dove una Regione autonoma dovrebbe esprimere la propria capacità di governo, nel medio e nel lungo periodo.

Le espongo in ordine crescente di gravità. Tutela della salute: previsti 253 milioni in investimenti, spostati nel fondo pluriennale in uscita 223, impegnato il 4,6%; Istruzione: 108 milioni di previsto di investimenti, spostati nel fondo pluriennale 100 milioni, realmente impegnati l'8,1%; Diritti sociali: 9,5%; Turismo 9,8%; Energia 19,9%; Sport e impianti a fune 22,5%, Ambiente e difesa del suolo 23,1%.

Permettetemi di soffermarmi su questi tre dati, perché sono i più gravi e quelli che, a nostro avviso, hanno la maggior rilevanza diretta sulla vita dei cittadini.

Missione 13, investimenti sanitari: 4,6% la capacità d'impegno, su 254 milioni di previsione per il programma 13.005 (che comprende il nuovo ospedale Parini, la diagnostica per immagini, l'edilizia sanitaria territoriale e gli interventi PNRR Missione 6) sono stati impegnati 10 milioni. Il fondo pluriennale vincolato sulla sanità e investimenti cresce di 34 milioni in un anno, invece di scendere verso lo zero.

Colleghi, questo è il dato singolo più grave dell'intero rendiconto 2025, e lo dico con la consapevolezza del peso di questa affermazione.

Sulla Missione 4, l'edilizia scolastica, l'8,1% sono stati gli investimenti realmente realizzati, siamo nell'anno del PNRR della scuola di cui abbiamo parlato per 12 ore, 100 milioni sono andati a finire nel fondo pluriennale vincolato, quindi traslati in avanti, su edifici che nella maggior parte dei casi superano i quarant'anni di vita, e sul bisogno di edilizia scolastica abbiamo più volte dibattuto in quest'aula.

Non è quindi un problema, come diceva il collega Sorbara, di risorse disponibili, è un problema di capacità amministrativa di mettere a terra, di spendere concretamente quelle risorse.

Stiamo parlando del 2025, quindi naturalmente non stiamo parlando di quello che si vorrà fare, ma di quello che si è fatto.

Sulla Missione 9, Difesa del suolo, impegnato il 23% dei soldi che erano stati previsti, nell'anno dell'alluvione dell'aprile 2025.

Qui arriva un dato che ho potuto verificare in modo concreto analizzando le delibere di Giunta trasmesse al Consiglio: la delibera n. 402 del 24 aprile del 2026, cioè poche settimane fa, iscrive a bilancio i fondi per la sistemazione idraulica dei torrenti Urtier, Grand Eyvia e Lys, eventi alluvionali del 29-30 giugno 2024, quasi venti mesi dopo quegli eventi.

Capisce, Assessore, che il quadro che emerge non ci rasserena. Nell'anno in cui la Valle d'Aosta viene colpita da una nuova alluvione, l'anno scorso stavamo ancora iscrivendo a bilancio i soldi di quella precedente.

Voglio ricordare, colleghi, che il fondo pluriennale vincolato al 31 dicembre 2025 ammonta a 891 milioni di euro, cresciuto di 110 milioni in un anno e di 306 nel triennio. È la misura esatta di quanto questa Regione programmi senza riuscire poi a eseguire: 891 milioni di euro di impegni futuri accumulati anno dopo anno.

L'operazione contabile che però pone una domanda... vengo alla seconda questione, quella di rilievo, che riguarda la gestione degli accantonamenti e del risultato di amministrazione. Il rendiconto consolidato a pagina 29 e 31 certifica un'operazione di Giunta che non può e non deve essere minimizzata. In sede di chiusura dell'esercizio 2025, qui è dove si fanno quadrare i conti, sono stati ridotti accantonamenti per 46 milioni. Questa variazione negativa degli accantonamenti è quella che porta in equilibrio il bilancio a 195,9 e in equilibrio complessivo di 242 milioni di euro.

Non dico che si tratti di un'operazione illegittima, anzi, ho fatto i complimenti sia ai tecnici che al Collegio dei revisori dei conti, che hanno naturalmente espresso parere favorevole su un'attività assolutamente finanziariamente possibile; dico che è un'operazione che richiede una giustificazione puntuale, che ci aspettiamo, pubblica, analitica, e sono certo che verrà data, davanti a questo Consiglio, perché pur consapevoli che la parte più consistente riguarda i rinnovi contrattuali del personale scolastico e regionale, dei fondi di dubbia esigibilità cosa ne facciamo? -42 milioni sui fondi del contratto del personale scolastico, -4 milioni sui fondi del contratto personale del regionale, -3 milioni sulle partecipate, -1 milione sulla dubbia esigibilità. Totale: 46 milioni.

Tuttavia, chiedo alla Giunta quali nuovi contratti del personale scolastico siano stati definitivamente chiusi: tutti? Se sì, grazie. O sono stati pagati altrove? Oppure se si è ritenuto di non accantonare più quella somma semplicemente perché produceva un effetto positivo sull'avanzo di amministrazione disponibile.

La stessa domanda vale per il fondo perdite società partecipate, ridotto di 3,8 milioni. In Commissione dai colleghi ci è stata sollevata la questione "Casino de la Vallée", che peraltro torna all'aula, che chiude il bilancio 2025 con una perdita di 8,5 milioni. Su questo fondamento tecnico si è ridotto il fondo a copertura delle perdite delle partecipate? Soprattutto alla luce degli eventi a cui stiamo assistendo, siamo compatibilmente tranquilli?

I 46 milioni di accantonamenti liberati non sono una somma astratta, sono le risorse che la Giunta, come dichiarava esplicitamente la relazione del disegno di legge n. 16, intende utilizzare immediatamente - speriamo - grazie alla dichiarazione d'urgenza dell'articolo 5. Li hanno liberati in sede di chiusura dell'esercizio e ne chiedono l'immediato utilizzo. Questa sequenza merita un'attenzione istituzionale.

Sull'articolo 5 nella dichiarazione d'urgenza sarò breve, ma preciso. La relazione motiva l'urgenza con parole che cito testualmente: "Consente di abbreviare i tempi per l'entrata in vigore della legge e permette, di conseguenza, di poter procedere subito all'utilizzo delle quote accantonate, delle quote vincolate e della quota libera del risultato di amministrazione dell'esercizio 2025".

No, non è una beffa, è una definizione d'urgenza, come se i bilanci precedenti non contenessero la stessa sollecitazione e non si fossero, purtroppo, rigenerati con avanzi colossali.

Non è una motivazione istituzionale, lo abbiamo compreso tutti, è una motivazione di opportunità politica di spesa, che in un certo senso auspichiamo possa essere realizzata. La parte disponibile del risultato dell'amministrazione, dei 268 milioni di euro, non scompare se il Consiglio si prende 15 giorni ordinari di pubblicazione, e scompare solo la possibilità della Giunta di utilizzarla prima della chiusura dell'anno politico.

Questo Consiglio regionale ha la funzione costituzionale di esercitare il controllo sulla Giunta. Comprimere i tempi di esame di un atto che dispone di 461 milioni di risultato di amministrazione, inclusi i 47 milioni di accantonamenti appena edotti, significa comprimere quella funzione, ma non ne facciamo certo un problema, possiamo accettarlo in silenzio se queste spiegazioni che verranno saranno plausibili e condivisibili.

La Valle d'Aosta al 31 dicembre 2025 ha un fondo cassa di 1.214.000.000 depositati presso l'Unicredit, ha un risultato di amministrazione di 461 milioni, ha un debito residuo di 29 milioni praticamente azzerato, ha entrate correnti che superano abbondantemente le spese correnti, e quindi ha ragione il presidente Sorbara a dire che dal punto di vista della solidità finanziaria questa Regione non ha eguali - aggiungo io - nel panorama delle autonomie italiane. Posso dire? Forse neanche in Europa.

Tuttavia, questa stessa Regione non riesce a far partire il nuovo ospedale, impegna l'8% della previsione dell'edilizia scolastica nell'anno del termine del PNRR, lascia ferme le opere di prevenzione idrogeologica nell'anno della nuova alluvione, iscrive a bilancio nel 2026 i fondi per l'alluvione del 2024, e accumula 891 milioni nel fondo pluriennale, come una montagna di promesse non mantenute.

Una Regione che ha le risorse che abbiamo noi ma non le sa trasformare in opere, servizi e infrastrutture, ha ragione il collega Sorbara, non è una Regione ben amministrata. Punto. Non per partito preso, non per pregiudizio politico, ma perché governare significa esattamente questo, lo diceva giustamente: trasformare risorse disponibili in risultati misurabili sulla vita reale dei cittadini valdostani.

Il rendiconto 2025 certifica che questa trasformazione sugli investimenti non sta avvenendo, perlomeno non nel 2025. È corretto anche ricordare che il 2025 è stato l'anno delle elezioni, quindi sicuramente il bilancio ha accusato il colpo di un rallentamento amministrativo-gestionale pre-elezioni, e sicuramente nella normale amministrazione del post-elezioni, quindi è un anno che riconosciamo particolare. Non solo ci sono state le elezioni regionali, ma anche un referendum in pieno agosto, quindi quando la stessa Giunta, in sede di chiusura dell'esercizio, riduce di 46 milioni... il Consiglio generale crediamo abbia il diritto, ma anche il dovere, di chiedere spiegazioni in quest'aula.

Al termine del dibattito generale, dopo aver ascoltato le risposte che la Giunta avrà il piacere di darci, spero, sulle questioni qui poste, esprimeremo quindi il nostro voto, solo dopo, non perché i numeri non quadrino formalmente - lo ribadiamo: quadrano - ma perché i numeri raccontano una storia di risorse abbondanti e di risultati a nostro giudizio insufficienti, che non possiamo avallare con un voto favorevole a occhi chiusi.

Chiedo formalmente, nell'ambito dei lavori di questa sessione, che la Giunta risponda puntualmente a tre domande: qual è la giustificazione (incomprensibile) per il fondo per la riduzione dei 46 milioni di accantonamenti, ma soprattutto come si intenda usarli; qual è il cronoprogramma reale per smaltire i 223 milioni del fondo pluriennale sulla sanità, questo è un tema che ricorrerà e credo che l'Assessore dovrà rispondere sempre sulla stessa situazione, perché sappiamo che il 90% di questa risorsa è l'ospedale Parini, che mi pare non stia andando nella direzione del programma voluto; perché si chiede l'urgenza del rendiconto, quando ogni anno si è chiesto e ogni anno non si è utilizzato.

Presidente, mi fermo qui, riservandoci naturalmente negli interventi successivi di approfondire punti specifici che emergeranno dal dibattito.

Presidente - Annuncio che è stato depositato un ordine del giorno collegato. La discussione generale è aperta. Ha chiesto la parola il collega Torrione.

Torrione (AVS) - Grazie al lavoro degli uffici, mi associo ai ringraziamenti che ha fatto il collega Lattanzi. Mi permetto anche di ringraziare il collega Lattanzi, che ha fatto sicuramente un dettaglio estremamente utile e interessante rispetto a un argomento che non è tanto interessante e sicuramente non appassiona l'Aula come altri che abbiamo toccato in questi giorni.

Il rendiconto generale della Regione ovviamente non è un semplice documento tecnico o contabile, è la fotografia economico-politica di come effettivamente noi traduciamo in azioni la nostra autonomia, di come vengono utilizzate le risorse, quali priorità vengono perseguite e anche quale idea di Valle d'Aosta emerge dalle scelte di bilancio.

Mi sono piaciute le due definizioni, "il documento più onesto" e "la fotografia più chiara" di quello che la Regione ha effettivamente fatto. Mi permetto di citarla nuovamente.

Inoltre, aggiungo un altro elemento: il rendiconto ci dà anche la misura di quanto potremo disporre nel prossimo assestamento di bilancio e quindi verso quali scelte e verso quali priorità vorremo indirizzare questo imminente, importante, passaggio del Consiglio.

Parto da alcuni numeri essenziali del rendiconto 2025, numeri che peraltro sono già stati citati precedentemente anche dal collega Sorbara e dal collega Lattanzi.

Le entrate accertate della Regione raggiungono 1.884.000.000 di euro. Le spese impegnate si attestano intorno a 1.807.000.000, il risultato di amministrazione rimane comunque alto anche dopo gli accantonamenti, le quote vincolate e le somme assorbite dalla programmazione pluriennale. Parliamo di un avanzo disponibile intorno ai 268 milioni di euro.

Su questo dato sono andato a guardare qual è stato il dato di assestamento del 2025, e nel 2025 si è parlato di un assestamento di 277 milioni. Quindi noi arriviamo a un avanzo di bilancio di 268 milioni con un assestamento fatto già di 277. Parliamo di cifre, dal mio punto di vista, altissime.

È chiaro quindi che siamo di fronte a un trend che sembrerebbe molto evidente: le entrate crescono, gli impegni crescono.

Un altro dato, e questo è assolutamente positivo: la Valle d'Aosta ha una capacità finanziaria straordinaria. Credo che l'abbia ben chiarito il collega Lattanzi.

Lo si vede anche da un altro dato: la spesa impegnata pro capite della Regione si colloca intorno ai 13.000 euro per abitante, è tre volte e mezzo la media nazionale. Siamo abbastanza vicini alla spesa delle Province autonome di Bolzano e Trento.

È quindi un rendiconto che porta sicuramente un dato di solidità finanziaria importante, un elemento assolutamente positivo, che è stato evidenziato, dei pagamenti ben oltre il 95%. Questo è un dato, per le imprese, essenziale e fondamentale, e questo va sicuramente a merito della nostra Regione.

La questione vera, però, diventa come questi soldi vengano utilizzati e con quali priorità.

Parto da un elemento tecnico del rendiconto, perché può essere utile per sottolineare alcune implicazioni. Le previsioni definitive di spesa del 2025 superano i 3 miliardi di euro, ma gli impegni effettivi, come è stato detto, si fermano a 1.807.000.000, mentre i pagamenti effettivi si attestano intorno a 1.777.000.000, a testimonianza di quello che abbiamo appena detto.

Questa differenza ci dice che una parte importante delle previsioni è costituita da spese programmate, ma rinviate agli esercizi successivi attraverso il fondo pluriennale vincolato, che sta assumendo dimensioni non indifferenti, come ha... chiedo scusa, collega Lattanzi, la citerò un sacco di volte, ma perché ci siamo trovati d'accordo su molti elementi.

Cioè si tratta di opere e investimenti che la Regione ha previsto, finanziato, ma che non vengono concretamente realizzati nell'anno e che vengono quindi rinviati e trascinati sugli esercizi successivi, finendo appunto nel fondo pluriennale vincolato.

È anche molto significativo che la parte più consistente di questo differenziale riguardi soprattutto il conto capitale e gli investimenti. Infatti, il fondo pluriennale vincolato nel 2025 supera gli 891 milioni di euro, di cui 846 milioni in conto capitale. È un dato estremamente alto, una percentuale estremamente alta.

Oltre al fondo pluriennale vincolato, c'è un altro dato significativo che riguarda proprio la voce investimenti. Le previsioni di spesa in conto capitale superano infatti 1.300.000.000, ma gli impegni effettivi si fermano a 300 milioni, il 22 virgola qualcosa, il collega Lattanzi è stato più preciso di me, come percentuale.

Questo è un aspetto di criticità non indifferente, cioè evidenzia una Regione che ha una grande solidità finanziaria, ma che ha una qualche difficoltà a rendere concreti gli investimenti. Questo è stato detto, anche in questo caso, ampiamente sia dal collega Sorbara che dal collega Lattanzi.

Mi sono permesso però - non sono intervenuto prima, perché non era assolutamente necessario - di riprendere la deliberazione n. 1 del 2026 della Corte dei Conti, che era in trattazione al punto 12, perché questo documento ci permette di fare un'operazione interessante, dal mio punto di vista, cioè raffrontare alcune dinamiche e criticità che la Corte dei Conti ha evidenziato sul rendiconto 2024, per cercare di capire nel 2025 effettivamente che cosa abbiamo fatto rispetto alle considerazioni della Corte dei Conti.

La Corte dei Conti nel 2024 parla di una Regione finanziariamente molto solida, infatti evidenzia la tenuta degli equilibri di bilancio, la forte autonomia finanziaria, l'assenza di nuovo indebitamento, la progressiva riduzione del debito, l'elevata disponibilità di cassa, la sostanziale tenuta della gestione corrente, la capacità della Regione di mantenere risultati di amministrazione molto rilevanti e la complessiva solidità della struttura finanziaria regionale. Un conto economico che chiude con un utile superiore a 300 milioni di euro e uno stato patrimoniale che raggiunge i 5 miliardi di euro.

Nel 2025 sembrerebbe che tutti questi aspetti positivi siano stati comunque confermati: un fondo cassa in crescita, un avanzo disponibile stabile, un nuovo indebitamento assente, solidità finanziaria elevata, per fare solo alcuni esempi.

La Corte dei Conti, però, evidenzia anche alcune criticità, che secondo noi è importante sottolineare. La prima riguarda la crescita molto significativa del fondo pluriennale vincolato - l'aveva già detto - perché se è chiaro che le opere pluriennali occupino fisiologicamente e naturalmente una quota importante del fondo, il dato che appare agli occhi della Corte dei Conti appare come un segno di criticità. Se infatti raffrontiamo questo dato con il rendiconto 2025, rileviamo che il fondo pluriennale vincolato continua a crescere. Fondo pluriennale vincolato, il conto capitale anche, la distanza fra le previsioni e gli impegni viene confermata, il trascinamento della spesa rimane significativo.

Rifaccio l'esempio che ha già fatto anche il collega Lattanzi: pensiamo ai continui trascinamenti relativi a interventi sul nuovo ospedale regionale, dove quote importanti di risorse programmate vengono rinviate di anno in anno, confermando quella distanza tra capacità finanziaria e capacità realizzativa che appunto sembra emergere dalla relazione della Corte dei Conti, sia sul rendiconto 2024, sia su quello che probabilmente sarà il rendiconto 2025.

Su questa criticità strutturale la Corte dei Conti evidenzia anche un dato sul PNRR. Nel 2024, infatti, a fronte di 64 milioni di euro di previsioni definitive, gli impegni si fermano a 22 milioni, i pagamenti a 8 milioni, mentre oltre 41 milioni risultano costituiti da economie o somme rinviate agli anni successivi. Anche questo dato sembra confermare una significativa distanza tra la programmazione finanziaria e la realizzazione concreta degli interventi.

Purtroppo, rispetto al rendiconto 2025, non sono riuscito a capire se questa tendenza rispetto al PNRR sia confermata anche nel 2025. Potrebbe essere una risposta che l'Assessore, insieme a quelle poste dal collega Lattanzi, ci potrebbe dare.

Una seconda criticità che evidenzia la Corte dei Conti è il richiamo di attenzione sul sistema delle partecipazioni regionali e sulla gestione speciale di Finaosta. In questo caso l'osservazione della Corte è molto specifica e molto tecnica. La Corte evidenzia infatti che la collocazione del fondo di dotazione della gestione speciale Finaosta nella voce "Crediti verso imprese controllate" appare non corretta e tale da non garantire una rappresentazione sufficientemente trasparente del bilancio regionale.

Io non sono super competente, mi sembra un'osservazione non proprio banale.

La Corte raccomanda quindi una maggiore trasparenza e una rappresentazione più dettagliata delle poste patrimoniali relative alla gestione speciale e la necessità di migliorare il monitoraggio e il coordinamento del sistema regionale allargato.

Cioè, fondamentalmente, credo di aver capito che la Corte ci sta dicendo che la Regione deve avere un controllo più chiaro, coordinato e trasparente sui flussi contabili e patrimoniali che riguardano gli enti strumentali, le società partecipate, la gestione speciale Finaosta e i rapporti reciproci crediti e debiti.

Dall'esame del rendiconto 2025 anche qui mi pare di non cogliere un miglioramento e una risoluzione delle criticità che la Corte ha riportato.

Da un'analisi più tecnica, vorrei completare il mio intervento con un passaggio un poco più politico sul rendiconto generale della Regione. Come è stato detto, la Regione presenta una situazione finanziaria molto solida. La Valle d'Aosta non ha alcun problema di scarsità delle risorse, anzi, i possibili problemi sembrano piuttosto riguardare le priorità, la capacità di trasformare le risorse in interventi concreti e la capacità di dare continuità e rapidità alla realizzazione degli investimenti.

È proprio in questo ambito di analisi che il rendiconto smette di essere un documento contabile e diventa un documento profondamente politico. È a questo punto che credo sia necessario collocare il dato statico del rendiconto con un elemento molto più dinamico, che è rappresentato dall'assestamento di bilancio alle porte per questo Consiglio.

Il rendiconto ci consegna un avanzo di 268 milioni, molto simile, leggermente inferiore, a quello del 2025, che rappresenta il valore potenziale del prossimo assestamento.

Devo dire che, rispetto all'assestamento - mi spiace che non sia in aula - ho registrato nella mia mente, le citerò in continuazione, le parole chiarissime del collega Sorbara, che ha parlato di dialogo, di confronto, di idee e progetti che bisogna portare avanti in base non a chi li propone. Credo di aver citato quasi letteralmente le parole, che si associano alle parole che forse a inizio legislatura lo stesso assessore Baccega aveva detto, proprio nelle prime riunioni di questo Consiglio.

Rispetto all'assestamento, io pongo innanzitutto un primo auspicio, che è un po' il mio solito auspicio, devo dire la verità, sono anche un po' ripetitivo: che si arrivi ad approvare questo assestamento dopo un lavoro di confronto e di scambio costruttivo tra tutti i Consiglieri, tra tutte le forze politiche rappresentate in questo Consiglio. Un lavoro in cui tutti abbiano la possibilità di proporre, di suggerire. Mi dispiacerebbe doverci trovare di fronte a una pappa pronta di cui prendere atto.

Auspico invece un serio lavoro di équipe, di molti chef - qui inauguro un po' la metafora culinaria, che poi riprenderò - per giungere alla fine a un lavoro e a un piatto che sia il migliore e il più condiviso possibile. Un lavoro in cui chef, sous-chef e chef de partie, così faccio un po' di citazioni in questo ambito, possano dare, ognuno per le proprie competenze e i propri desiderata, il necessario contributo.

Sono andato a riprendere l'assestamento dello scorso anno, dalla cui analisi emergono alcune indicazioni politiche interessanti. Perché l'assestamento del 2025, di 277 milioni, ci racconta anche quali siano state le priorità di quell'assestamento. Le principali voci finanziate riguardavano soprattutto infrastrutture, impianti e opere pubbliche.

Do alcuni dati: impianti a fune 50 milioni; finanza locale 64 milioni; fondi di rotazione e strumenti Finaosta 13 milioni; misure per attività turistiche e commerciali 19 milioni; edilizia sanitaria 5 milioni; ma non li cito ovviamente tutti. Tutte scelte assolutamente legittime, rispetto alle quali in questo momento non sono in grado di dire nulla.

Però faccio un esempio su tutti, che a me è un po' balzato agli occhi, cioè agli impianti a fune e all'innevamento sono stati destinati 50 milioni, per il recupero degli alloggi sfitti dell'ARER 2 milioni. È vero che io magari ho una passione un po' di più per la parte sociale, è vero che parliamo anche di ambiti diversi, però... ripeto, è solo un esempio, che va preso come tale e che mi serve per fare un piccolo promemoria, cioè una Regione che dispone di una capacità finanziaria così straordinaria ha una responsabilità maggiore nella scelta delle priorità, quella che il collega Lattanzi ha chiamato "visione", che dobbiamo avere anche rispetto al futuro.

Allora io penso che il prossimo assestamento possa rappresentare un'occasione per riequilibrare maggiormente alcune scelte. Non per contrapporre un settore, appunto gli impianti a fune e l'edilizia residenziale, assolutamente no, ma semplicemente perché credo che la nostra forza, la forza della nostra autonomia, debba permetterci di tenere insieme sviluppo, coesione sociale, qualità territoriale e diritti delle persone.

Allora chiudo semplicemente portando alcuni piccoli ingredienti che, se avremo la possibilità, porteremo come suggerimento per il prossimo assestamento. Ingredienti, ovviamente, per chiudere la mia metafora culinaria.

Il primo è il tema della casa e della residenzialità, che sta diventando sempre più problematico per giovani, lavoratori, personale sanitario e scolastico.

Pensiamo alla concreta attuazione della riforma della disabilità e al rafforzamento dell'assistenza domiciliare e dei servizi di prossimità della disabilità.

Crediamo, inoltre, che continui a essere necessario investire sulla sanità territoriale, sulla medicina di base e sulla riduzione - per affrontare un tema assolutamente "à la une", come dite - sulla riduzione delle liste d'attesa.

Allo stesso modo, crediamo che sia importante mettere in atto misure di contrasto alle fragilità sociali e alle nuove forme di povertà che anche in Valle d'Aosta, pur essendo una regione fortunata, sono in crescita.

Pensiamo assolutamente poi ai temi ambientali ed energetici, all'economia circolare, quindi alla riduzione dei rifiuti, fino agli investimenti sulla transizione energetica e sul fotovoltaico, che peraltro potrebbero aiutarci anche a raggiungere un obiettivo molto ambizioso, che è stato posto in passato.

Ultimi elementi: la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale regionale. Per fare un esempio: la valorizzazione di tutto il percorso delle mura romane ad Aosta potrebbe essere un tema interessante.

In ultimo, invece, un aspetto più tecnico, che va a chiudere un po' le critiche che sono state poste a questo rendiconto, cioè riuscire a intervenire sulla capacità amministrativa e realizzativa della Regione. Perché il tema che è emerso più forte dai pochi interventi finora non è la mancanza di risorse, ma la difficoltà di trasformarle in opere, servizi e interventi.

Chiudo semplicemente dicendo che la questione è politica. Il rendiconto è tecnico, ma ci dà le basi per fare dei ragionamenti politici. L'importante è avere visione, rapidità realizzativa e, come è stato già detto, un'idea chiara di futuro.

Presidente - Ci sono interventi? Se non ci sono interventi, la parola all'assessore Baccega.

Baccega (FI) - Intervengo in discussione generale per ragioni di tempo, perché sono state tante le suggestioni che sono state poste riguardo alle due relazioni, del relatore di maggioranza e del relatore di opposizione.

Il relatore di opposizione, nella sua relazione, che rappresenta l'opposizione, necessita sicuramente di alcuni chiarimenti e di alcune spiegazioni, alle quali darò risposta comunque nel percorso delle risposte formulate sulla base di alcune mie considerazioni che ritengo opportuno fare in quest'ambito.

Giustamente bisogna iniziare con i ringraziamenti e per dare tutte queste risposte, ovviamente, non basterebbero i 20 minuti che normalmente si ha della replica, allora preferisco intervenire in conclusione della discussione generale.

Intanto bisogna chiarire a tutti quanti che questo è un rendiconto dell'esercizio 2025, un rendiconto di buona fattura, che porta a casa dei risultati importanti, come più o meno avete sottolineato voi, e che questa nuova maggioranza ha dovuto gestire solo per due mesi, senza dire che prima si è fatto male, si è fatto bene. I risultati sono, come dite tutti voi, sicuramente risultati di buon livello.

I ringraziamenti iniziali quindi vanno soprattutto al Presidente, che era l'allora Assessore alle Finanze, e a tutti i colleghi intervenuti quest'oggi. Vanno anche sicuramente ai collaboratori dell'assessorato, al coordinatore dottor Bieler, ai dirigenti Nuvolari e Borney e ai funzionari, oltre alla mia segreteria, perché è vero, è un impegno che si profonde in giornate e giornate di lavoro.

Va anche detto che comunque questo rendiconto è stato presentato il 19 del mese scorso e quindi i tempi erano quelli che potevano determinare la volontà di accelerare il più possibile per arrivare ad avere quasi una sintonia tra assestamento di bilancio e rendiconto approvato, perché è il rendiconto che ci mette poi a disposizione le risorse per l'assestamento.

Lo ribadiamo tutti, i conti sono in ordine, nessun ricorso al nuovo indebitamento, i giudizi che ci danno le affermate agenzie di rating, come Fitch, come Moody's, sono estremamente positivi, migliori anche di quelli dello Stato italiano.

Il rendiconto del 2025 - che ho già illustrato alla Commissione consiliare appunto il 19 maggio e inserito in questo nuovo disegno di legge - è l'esito della gestione del bilancio di previsione 2025-2027, approvato dal Consiglio regionale con la legge n. 30 del 17 dicembre. Conferma quanto si è anticipato e quanto si è affermato nelle vostre relazioni, almeno in parte, perché qualcosa bisognerà sottolineare.

Giusto per chiarire, perché è un argomento su cui torneremo nel dibattito, nella predisposizione e nella gestione del bilancio la Regione si è uniformata al decreto legislativo n. 118/2011. Ma bisogna leggerlo, bisogna leggerlo per capire cosa si possa e cosa non si possa fare. Bisogna argomentare e, quindi, questo è l'invito che direi di fare a tutti i colleghi. È il decreto in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle regioni, così come oggi approviamo sia il rendiconto finanziario che il rendiconto consolidato con il rendiconto del Consiglio regionale, e il bilancio in termini economico-patrimoniali. Il conto economico e lo stato patrimoniale, insomma.

Il disegno di legge che oggi è all'approvazione del Consiglio è stato oggetto di relazione e parere da parte del Collegio dei revisori dei conti, che anch'io ringrazio per la fattiva collaborazione.

Alcune considerazioni, analizzando con attenzione alcuni elementi caratterizzanti del rendiconto che, solo in parte, sono stati colti dalle due relazioni e dall'intervento del collega Torrione.

Sicuramente parlo della solidità finanziaria e della capacità d'investimento che, a fronte di un risultato per l'Amministrazione sostanzialmente uguale, conferma una tenuta economica di rilievo, da cui la dimensione conseguita dal bilancio regionale del 2025 è la più alta di sempre.

L'importo di 1.772 milioni di euro raggiunto dalle entrate accertate di competenza nell'anno, al netto delle partite di giro, non è mai stato raggiunto, ovviamente ad eccezione del 2021, quando si è proceduto alla chiusura dell'operazione di indebitamento ventennale relativo al prestito obbligazionario, il BOR, che ha generato un'entrata straordinaria di 516 milioni, ma è un'altra partita, questa.

Al netto di questo, le entrate regionali dal 2016 a oggi sono sempre state in crescita rispetto all'anno precedente, ad eccezione appunto dei due anni disastrosi del Covid, quindi per effetto dell'emergenza epidemiologica del Covid-19.

L'avanzo disponibile strategico di 268 milioni di euro, lo avete affermato anche voi, rappresenta certamente un polmone finanziario fondamentale per gli investimenti. Queste risorse, ma non solo queste, nella prossima legge di assestamento saranno ovviamente orientate non solo al mantenimento dell'esistente, come avete detto nelle relazioni, ma al completamento di opere importanti e allo sviluppo e al sostegno del nostro territorio, questo è per chiarire. Poi lo vedremo, tanto, l'assestamento tra qualche tempo, tra qualche settimana sarà oggetto di diffusione.

È quindi un circolo virtuoso che testimonia che - quando l'economia locale gira, le entrate proprie crescono -buona parte di quella ricchezza rimane sul territorio.

Va anche sottolineato l'efficientamento della spesa che è risultante dall'incidenza della spesa corrente, che è scesa al 75,69 rispetto al 79,78 del 2024, che è segno di un controllo più rigoroso, più attento, ma forse anche di mancanza di personale, quindi minore spesa. Parallelamente c'è anche l'incidenza della spesa in conto capitale, che è salita a ben 18,69%. Un risultato direi straordinario, che rispetto al 2024 è davvero un buon risultato.

Confermiamo quindi quella crescita, che è la vocazione, la crescita degli investimenti di questa strategia messa in atto.

Un altro aspetto particolarmente positivo si evidenzia dall'analisi delle tempistiche e delle modalità di gestione dei flussi, dove emerge l'indicatore medio di pagamento, anche questo l'avete già sottolineato: si paga a meno di 15 giorni. Che cosa vuol dire? Significa guardare con attenzione e sostenere il tessuto economico locale e le imprese. Questa capacità di pagare con un certo anticipo per noi significa trasformare impegni di spesa in liquidità reale per la comunità. Si va a spendere, sono soldi che poi rientrano e si vanno a spendere.

Passiamo al fondo pluriennale vincolato, che è giustamente in crescita rispetto agli 891 milioni. Le previsioni di competenza nette ammontano a 2.200 milioni, rispetto ai 2.067 del 2024, e dei quali sono stati impegnati nel corso dell'esercizio 1.807 milioni.

Va ribadito che il fondo pluriennale vincolato rappresenta le spese impegnate e già finanziate con entrate (quindi c'è l'entrata, si finanzia la spesa), ma che al termine dell'esercizio non risultano esigibili, così che vengono tecnicamente rinviate ai bilanci successivi, con contestuale spostamento anche della parte entrata. Nella misura in cui non si spendono quelle risorse, evidentemente si toglie anche l'entrata e la si riporta l'anno dopo, ecco perché c'è questa crescita.

Ma io credo che tutti quanti abbiate avuto modo di capire come funziona un investimento. Se io decido di fare la scuola, devo mettere 10 milioni, ipotizzando che questa scuola costi 10 milioni, nel momento in cui decido di farla, ed evidentemente questo percorso di pagamento di esigibilità va avanti negli anni. Ecco che il fondo pluriennale vincolato procede a crescere inevitabilmente, perché le risorse impegnate in parte investimenti sono risorse che vanno nella direzione di far crescere la collettività valdostana, le imprese valdostane e quant'altro.

È quindi un errore, che forse è determinato dalla volontà di sminuire verbalmente il percorso virtuoso che noi stiamo indicando, ma dove le risorse sono assegnate all'inizio del percorso, lo stavo dicendo, e quindi il fondo pluriennale vincolato è una virtuosità, non è una cosa così negativa come l'avete disegnata voi, nel modo più assoluto: vuol dire che la Regione ha messo a disposizione delle risorse per realizzare delle opere e che, per realizzare quelle opere, operano delle imprese, che sia chiaro.

Certo che il rendiconto è la fine di un percorso. È stato approvato il bilancio di previsione all'epoca, e c'era il Partito Democratico, giustamente, ammontava a 1.897 milioni e nel corso dell'anno è stato incrementato a 3.091,400 milioni per effetto di una serie di variazioni iscritte, appunto il fondo pluriennale vincolato, i fondi assegnati dallo Stato e dall'Unione europea e, in corso d'anno, quello che ho sempre sostenuto, che il vero bilancio si conclude con il rendiconto di un'annualità - lo dicevo quando ero di là, lo dico ancora quando sono di qua e lo dicevo anche prima, quando ero di qua - perché è lì che si valuta con attenzione il discorso effettivo che un'amministrazione fa.

Ben tre variazioni di bilancio: la legge n. 5, che mette in campo 48 milioni di euro, di cui 19,6 nell'anno 2025; la legge regionale n. 20/2025, l'assestamento al bilancio, che mette in campo 277,300 milioni di euro; la legge regionale n. 22, la terza legge di variazione del 2025, che ha iscritto 85,22 milioni, di cui 30,7 milioni nel 2025. Questo è il risultato efficace di un rendiconto.

Le spese correnti le avete anche voi sottolineate. Devo dire che il contributo regionale al riequilibrio della finanza pubblica per l'anno 2025 è stato pari a 82,8 milioni di euro. A questo contributo si aggiunge nel 2025 l'accantonamento di 5 milioni, che è previsto dall'articolo 1, comma 721, della legge 30 dicembre 2024, n. 207, bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2025 e bilancio pluriennale per il triennio 2025-2027.

Si tratta di una forma di contributo particolare, in quanto la norma nazionale prevede che questi accantonamenti non possono essere spesi nell'anno in cui vengono accantonati e non vengono neanche versati allo Stato. Il fondo sarebbe destinato al ripiano anticipato di un eventuale disavanzo di amministrazione e, nel nostro caso, non essendoci disavanzo, possono essere spesi nell'anno successivo. Li troveremo in aggiunta ai 268 milioni di avanzo, altri 5 milioni, quindi andremo a investire 273 milioni nell'assestamento di bilancio, e lo sto dicendo.

L'incidenza della spesa corrente, al netto del contributo al risanamento della finanza pubblica, rappresenta il 75,69% del totale, che è in riduzione rispetto all'anno precedente.

La spesa di personale. Ecco, un dato che lei chiede nel suo intervento: la spesa di personale complessivamente impegnata è stata pari a 267,300 milioni euro, di cui 112,600 milioni relativi al personale scolastico.

In particolare, nel corso dell'anno 2025 si è provveduto al rinnovo dei contratti del triennio 2022-2024 con una spesa aggiuntiva a regime per le categorie di 16.400.000 e, per la dirigenza di ben 2,200 milioni. Nel corso dell'anno, inoltre, sono stati pagati anche gli arretrati per le categorie, per 21 milioni, e 4,9 milioni per la dirigenza... Come? 21 più 4 e 9. No, 25 e 9.

Le risorse impegnate per la finanza locale sono state complessivamente 425 milioni, pari al 96,5% degli stanziamenti. Di questi, 260 milioni sono relativi all'anno 2025 e 165 sono stati re-imputati agli anni successivi.

I trasferimenti di spesa corrente senza vincolo sono stati pari a 104 milioni di euro. Riassumendo, le 7 missioni più significative, che sono la tutela della salute, l'istruzione e il diritto allo studio, trasporti e mobilità, sviluppo sostenibile e tutela dell'ambiente, relazioni per le altre autonomie territoriali e locali, le politiche giovanili e i diritti sociali, si portano a casa ben il 76% della spesa corrente, che è una cifra piuttosto significativa.

In conclusione, il rendiconto 2025 descrive una regione che gode di forte solidità finanziaria, è stato ribadito da tutti, come ampiamente riconosciuto dalle società di rating. I conti sono in ordine, come certificato dal Collegio dei revisori, come avevo detto all'inizio, quando ho presentato il primo bilancio, nel mese di dicembre, e ancora come ho cercato di evidenziare in precedenza, riportando i dati e gli indici con quest'avanzo disponibile piuttosto significativo.

Le entrate crescono, le percentuali di riscossione sulle somme sono importanti e danno risposte, la capacità di spesa è elevata, le spese e i sostegni hanno dato risposta ai Valdostani e siamo proiettati con la nuova compagine di maggioranza a costruire di più e a realizzare progetti per la popolazione, anche innovativi, perché va detto che il nostro messaggio, che è stato lanciato a ottobre 2025, è sostenibilità e resilienza quali temi cardine per la valorizzazione delle nostre specificità.

Dal punto di vista politico si parte da un risultato di buona efficienza e dalla tanto richiamata solidità, quindi l'obiettivo è migliorare e incrementare gli interventi sui programmi, far crescere secondo una visione sempre più innovativa e moderna, senza dimenticare i percorsi virtuosi del passato.

Ed è quello che faremo, rinforzando appunto il bilancio 2026 con interventi significativi su tanti temi. Non sto ad anticiparvi nulla, ma dico che dal territorio, alla sanità, alle opere pubbliche, all'agricoltura, fino allo sport, ai trasporti, con un sostegno all'edilizia piuttosto significativo quest'anno rispetto al passato, e soprattutto nell'ERP, nell'Edilizia residenziale pubblica, l'innovazione, saranno la Giunta e la maggioranza a determinare le priorità, perché di questo in questi giorni stiamo parlando.

Lei conclude il suo intervento, consigliere Lattanzi, con un trittico d'interrogazioni a cui non mi esento dal rispondere e sottolinea, nelle sue premesse, che la sua relazione non è fatta per costruire un processo politico fondato su affermazioni false. Qui non c'è niente di falso, la tranquillizzo.

Lei ha preparato con cura metodologica questo suo intervento dicendo che quello che funziona è ciò che non funziona, ovvero tenere in piedi l'ordinario. Non è così, al momento, non mi pare. Questo penso potrà dire eventualmente al prossimo rendiconto a questa Giunta, che magari le cose non vanno come lei ritiene opportuno. Perlomeno noi siamo qui e per quanto ci riguarda diciamo che non sarà così, e cercheremo di migliorarci al meglio.

Lei ha sottolineato che molto funziona, che il problema non è di liquidità ma di capacità di governo. Faccia finire almeno un anno, perché altrimenti lei ha una misura di due mesi di lavoro, più quello che si sta facendo adesso, ma lo valuteremo strada facendo. Stiamo parlando di un rendiconto e di un'annualità, il 2025, che ci ha visti per due mesi.

Noi la ringraziamo quale relatore di opposizione che ha evidenziato alcuni spunti, anche se non condivisibili, ma questo mi consente d'intervenire e di chiarire meglio su alcune situazioni. Forse lei non era presente alla commissione di presentazione, ecco perché sono mancati alcuni pezzi nella sua relazione.

La capacità d'impegno degli investimenti: un po' ne abbiamo parlato, ma voglio tornarci. Su una previsione definitiva di 1.337 milioni di euro destinati agli investimenti sul Titolo II, lei dice che sono stati impegnati 300 milioni. È vero. Sulla base di quest'affermazione sembrerebbe che la differenza, pari a 1 miliardo e 37 milioni di euro, risulterebbe non impegnata. Non è così, non è così. Non è spostata... Eh, avanzamento lavori, si va.

In maniera più corrispondente alla realtà si sarebbe dovuto dire che, a fronte di una previsione definitiva di 1.337 milioni di euro destinati a investimenti, risultano impegnati (impegni di spesa) 1.147 milioni, di cui 300 milioni esigibili e pagabili seduta stante. Questo già pagabili, sì, nell'anno. Le economie di competenza sugli investimenti sono pari a 189,8 milioni, com'è evidenziato nella tabella 9 della relazione della gestione 2025, ed è pari a 14,2% della previsione definitiva.

Pertanto ci fa piacere che la stessa relazione di minoranza applauda al fatto che il 91,6% degli impegni 2025 sia stato pagato.

È un meccanismo tecnico introdotto con l'armonizzazione dei bilanci pubblici del decreto legislativo 118/2011, di cui ho parlato poco fa, che impone che all'esercizio, in questo caso al 2025, possano essere imputati solo gli impegni che si stima giungano a scadenza nello stesso esercizio: ciò che non è pagabile tecnicamente (si usa l'espressione che il debito non è esigibile) dev'essere rinviato all'esercizio successivo; ciò che è pagabile tecnicamente (si usa l'espressione debito non esigibile) dev'essere rinviato all'esercizio successivo.

Di fatto è quello che accade e l'8,4% degli impegni, che non è stato pagato nel 2025, risulterà pagato nel 2026, perché a dicembre scatta a gennaio, si paga a gennaio.

Questo meccanismo tecnico è stato introdotto appunto dall'armonizzazione dei bilanci per evitare che gli impegni non pagati a fine anno siano considerati debito, ciò che avveniva prima dell'applicazione del decreto legislativo n. 118, che nella nostra regione si applica a partire dal 2017.

Pertanto la crescita del fondo pluriennale vincolato, che dal 2024 al 2025 è cresciuta da 727 a 847 milioni, è un punto attenzionato dall'analisi della dinamica della spesa, ma ci siamo. Dovremmo impegnarci a spendere di più in futuro e con le strutture meglio organizzate, il personale in crescita, perché il 2025 è stato l'anno anche di concorsi che hanno arricchito le varie strutture, quindi speriamo di poter andare in quella direzione.

Sulla sua dimensione insistono diversi fattori, il più importante dei quali è rappresentato dall'assegnazione delle risorse di assestamento. In altre parole, per adottare atti d'impegno per gli investimenti è necessario assicurare al momento dell'impegno la piena copertura finanziaria dell'intervento e questa dev'essere distribuita, ovvero imputata, agli esercizi contabili sulla base del cronoprogramma di spesa.

Poi ci sono gli incidenti di percorso: affidato un appalto a un'azienda, l'azienda va a rotoli e allora bisogna ripartire. I soldi quindi ci sono, sono ancora lì, ma bisogna rifare il percorso e quindi i pagamenti vanno in qualche modo (incomprensibile).

Poi lei chiede gli effetti della riduzione degli accantonamenti. La riduzione degli accantonamenti, di 46,7 milioni, indicata nel prospetto degli equilibri di bilancio è a pagina 29 e 31 del rendiconto e non del rendiconto consolidato. Ha sbagliato il libretto.

Alle pagine 37 e 38 del rendiconto, nel prospetto "Elenco analitico delle risorse accantonate nel risultato di amministrazione", sono dettagliati i movimenti intercorsi nell'anno 2025 e a pagina 95 della relazione della gestione è dedicato un paragrafo ai criteri utilizzati per la determinazione degli accantonamenti. Non ho tempo di spiegarle tutto perché altrimenti diventiamo...

Invece, in particolare a pagina 101 della relazione sulla gestione, è esplicitata la motivazione, che leggo:

"La riduzione dell'accantonamento nell'avanzo di amministrazione per i motivi contrattuali del personale scolastico rispetto agli esercizi precedenti è riconducibile al progressivo miglioramento della programmazione finanziaria e a una più accurata definizione dei fabbisogni, anche in relazione all'evoluzione del contesto di riferimento e al superamento di taluni fattori di incertezza connessi ai rinnovi contrattuali dei dirigenti tecnici e del personale docente ed educativo intervenuti nel corso del 2025, che in precedenza avevano richiesto l'adozione di criteri maggiormente prudenziali, questo ha reso possibile una rideterminazione dell'importo di accantonamento" - una fase tecnica -. "Tale rideterminazione è stata effettuata su una diversa base di calcolo, individuata nella massa salariale risultante dal conto annuale, sulla quale sono state applicate le percentuali IPCA, ovvero l'indice dei prezzi al consumo armonizzato, individuando così le somme da accantonare". Molto semplice.

Per gli altri fondi i criteri di calcolo sono esplicitati nella relazione della gestione e nella tabella a pagina 96 sono declinati per ciascun fondo e titolo l'accantonamento al 1° gennaio, l'accantonamento nell'esercizio, le integrazioni, le riduzioni e l'utilizzo di ciascun fondo. In particolare, il calcolo del fondo crediti di dubbia esigibilità è frutto di un algoritmo definito e l'accantonamento è stabilito al minimo possibile. È un fattore tecnico anche questo, collega.

Peraltro, la sezione di controllo della Corte dei conti, oltre che ha richiamato il parere del Collegio dei revisori, effettua degli specifici approfondimenti su questi accantonamenti. In particolare, in occasione della relazione sul rendiconto 2024 non ha avuto rilievi riguardo agli accantonamenti, ancorché gli stessi si presentassero già in riduzione rispetto all'anno 2023.

Per quanto riguarda il fondo perdite per le partecipate, a pagina 99 della relazione sulla gestione è precisato che il decreto legislativo n. 175, il famoso testo unico, "la Madia", impone di accantonare un apposito fondo non impegnabile a cui la dotazione dev'essere calibrata in relazione ai risultati conseguiti dagli organismi partecipati, risultanti dai bilanci approvati, nonché dalla quota di possesso.

Conseguentemente, la riduzione dell'accantonamento è un segnale positivo, conseguente al fatto che le società partecipate con un bilancio in perdita nel corso del 2025 si sono ridotte, quindi un calcolo dettagliato effettuato in riferimento ai bilanci delle società 2024.

Proseguo con il secondo intervento, posso?

Riguardo all'osservazione sul bilancio del Casinò del 2025, un maggiore accantonamento in sede di rendiconto...

Presidente - L'Assessore prosegue col secondo intervento.

Baccega (FI) - Dicevo, riguardo all'osservazione sul bilancio del Casinò del 2025, un maggiore accantonamento in sede di rendiconto regionale 2025 non sarebbe possibile, stante il fatto che la "Casino de la Vallée", alla data odierna, non ha ancora approvato il bilancio 2025 e, comunque, dal progetto di bilancio chiuderebbe l'esercizio 2025 in utile.

Sono sicuro che la lettura combinata del rendiconto e della relazione sulla gestione abbia rasserenato il Consiglio sulla correttezza degli accantonamenti e sul fatto che gli stessi non siano il frutto di una speculazione finalizzata ad accrescere le risorse da mettere in circolazione con l'assestamento, nel modo più assoluto. Dal punto di vista più politico quindi si rileva che gli accantonamenti complessivi sono superiori a 194 milioni di euro, ma riducono l'avanzo disponibile da 461,8 milioni ai 268 di cui abbiamo parlato finora.

In conclusione, affermo che il rendiconto 2025 è un ulteriore buon trampolino di lancio per la nuova legislatura e per la nuova maggioranza, e noi cercheremo di dare il meglio per fare ancora di più per la nostra regione, ancora più proattivi, come diceva qualcuno stamattina, o poco fa. I Valdostani non stanno male, non stanno male. Possiamo e cercheremo di farli star meglio, ve lo garantisco.

Presidente - Qualcun altro intende intervenire? Nel frattempo annuncio che è stato depositato un secondo ordine del giorno collegato al punto n. 13.

La parola al collega Lattanzi.

Lattanzi (FdI) - Io capisco che non sia un argomento che entusiasmi l'Aula, ha ragione il collega Torrione, però mi consenta, Assessore, ho sentito ripetutamente dire da lei - e ha ragione - "Questo non è il mio bilancio, è quello della maggioranza precedente, questa è una nuova maggioranza, lasciateci il tempo di lavorare, i cittadini valdostani stanno bene e con noi staranno ancora meglio".

Noi non abbiamo qui il compito, non abbiamo neanche le competenze, mi permetta di dirlo, per entrare nell'analisi tecnica e finanziaria di un bilancio da 2 miliardi di euro. Io analizzo bilanci tutte le settimane, ma non sono in grado di condizionare, di analizzare un bilancio da 1 miliardo e 7, peraltro che fa giustamente un assessorato che è dotato di strutture tecniche, di persone competenti, di strumenti tecnologici per gestire un bilancio tutto l'anno da 2 miliardi di euro.

Noi arriviamo qui e quello che possiamo fare è leggere i numeri, cercare di non manipolarli - ho tentato di fare questo - e di dare un giudizio politico.

Il giudizio politico. Io utilizzo una metafora che lei ha utilizzato per spiegare il fondo vincolato, che aumenta di 110 milioni quest'anno ed è aumentato di 300 milioni nel triennio passato. Lei dice, giustamente: ma non sono soldi che noi non abbiamo investito, impegnato, sono soldi che oggi deliberiamo d'investire, ma poi se la scuola da 10 milioni, che mettiamo 10 milioni adesso, ci mette tre anni, quattro anni, cinque anni ad andare... alla fine noi pagheremo per stati di avanzamento. La metafora la stringiamo e ci può stare...

Sì, lo so che è per legge, non mi ricordi il 118/2011, che noi in Valle d'Aosta abbiamo cominciato ad applicare nel 2017, non me lo ricordi perché sennò glielo ricordo io.

Il tema è un altro: se il fondo pluriennale vincolato aumenta di 110 milioni, lei mi consente che, politicamente, "Houston, abbiamo un problema". Se in tre anni spostiamo 300 milioni su progetti che deliberiamo, ma si allungano i tempi di realizzazione delle infrastrutture scolastiche - non parliamo di quella sanitaria del Parini, perché quella è un caso patologico, ma della macchina che mette a terra i soldi - c'è una disfunzione politica.

Io parlo di politica, e cioè le risorse impegnate nel fondo pluriennale che devono contabilmente trovare una loro collocazione contabile, secondo il decreto 118/2011, è giusto che vadano nel fondo pluriennale. Ma se questo continua ad aumentare, vuol dire che la capacità di spesa non sta dietro al bisogno di messa a terra degli investimenti.

Questo è il tema, politico, non contabile. Lei ha risposto settanta volte dicendo che è solo una questione tecnica: non è una questione tecnica, è una questione di spostamento degli investimenti che non trovano immediata realizzazione.

Allora, nell'anno sono stati impegnati 300 milioni e liquidati nell'arco dell'anno. Certo, quelle sono le spese, gli investimenti dell'anno in corso d'anno, ma sul pluriennale un fondo che continua ad aumentare... e le anticipo, supereremo il miliardo, supereremo il miliardo, con questo trend, di fondo pluriennale, perché se la velocità di realizzazione dei progetti che voi immaginate è molto più lenta della vostra capacità e volontà di spesa, evidentemente i tempi della burocrazia regionale, e qui vengo alla politica, vanno rivisti.

Non il meccanismo di spostamento sul fondo pluriennale, quello non va rivisto, quello è legge. Vanno riviste le procedure con le quali gli investimenti che si desiderano mettere a terra trovino reale collocamento, spesa, in un tempo congruo.

Quando questo meccanismo di accumulazione del fondo vincolato diventa esponenziale, come lo stiamo vivendo, vuol dire che la Regione deve modificare le proprie organizzazioni amministrative. Non so come dirglielo: Comuni, Comunità, Regione, hanno una burocrazia che tende a dilatare i tempi di messa a terra degli investimenti.

Io quindi spero che questo spunto che lei ha voluto... Perché se devo aprire quella scuola e ci metto tre anni per dare il progetto autorizzativo, io impegno i soldi oggi, 10 milioni, ma se ci metto tre anni a dare l'autorizzazione e altri sette anni, oltre al fatto che quando ho speso i soldi quella scuola è già vecchia, è il meccanismo burocratico che non sta dietro alle disponibilità finanziarie, che abbiamo tutti riconosciuto, che abbiamo tutti riconosciuto.

Noi quindi qui dobbiamo fare politica, non è che dobbiamo fare tecnicismo, sennò prendevamo un appuntamento con il dottor Bieler e ci facevamo una chiacchierata di tipo tecnico. Non è il dottor Bieler che va coinvolto qui, non sono gli uffici che vanno interpellati qui: qui viene interpellata la politica, che dovrebbe osservare che il fondo pluriennale cresce in modo esponenziale e non riesce a stare dietro - le do ragione - alla volontà d'investire sul territorio. Perché se tra la volontà d'investire e i tempi di realizzazione si accumulano 300 milioni al triennio, evidentemente noi, fra qualche tempo, avremo spostato nel tempo la realizzazione dei progetti.

Allora si va alla radice, si dovrebbe andare alla radice: cos'è che impedisce in un tempo congruo di ridurre il fondo vincolato? Da una parte c'è certamente l'aumento delle entrate, che ha anche ridotto la percentuale dei costi fissi. Lei ha fatto una chiosa sulla percentuale delle spese correnti ridotte di 3-4 punti, dal 79 al 75. Le do una buona notizia: non si sono ridotte le spese, sono aumentate le entrate. La percentuale è diminuita perché è aumentata l'entrata, Assessore, non perché sono diminuite le spese. Ha fatto lei un'affermazione sbagliata, non si sono ridotte, si è ridotto l'impatto percentuale sul fatturato, chiamiamolo così, delle entrate nostre, proprie: Iva, IRES, IRPEF e tutte quelle che portiamo a casa con i nostri decimi.

Quello che quindi noi osserviamo politicamente dall'opposizione, e me lo consentirà, è un suggerimento su andare a mettere la testa, non sulla correttezza del bilancio, sulla bravura dei nostri uffici di far quadrare i conti, ma sulla velocità con la quale gli investimenti vengono spostati sempre più avanti perché non gli si riesce a stare dietro.

E qual è l'origine? La burocrazia. Chi genera la burocrazia? Noi con le nostre leggi.

Lei provi a vedere una scuola, lei ha citato 10 milioni in una scuola che vogliamo aprire a Quart: mi dica quando una scuola passa dalla legge di istituzione dei 10 milioni messi a bilancio a quando quella scuola si realizza e quali sono i tempi burocratici per realizzarla. Ve lo dico io: quando è finita la scuola, i bambini sono diventati tutti grandi e non ce ne sono più.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Torrione.

Torrione (AVS) - Una cosa mi è chiara: io devo imparare tantissimo. Devo imparare tantissimo, soprattutto da lei, Assessore, e dalla sua capacità di in qualche modo rispondere in maniera pacata, con questo effetto un po' gomma, e anche riuscendo a tirare un poco le orecchie al collega Lattanzi: il capitolo non era quello, era quell'altro. Magistrale, cioè, non posso dire niente, io non ho le competenze per poter controbattere. Però avevo fatto alcune domande alle quali non ci sono state le risposte, quindi le ripropongo, tanto ha il tempo per eventualmente rispondere.

Allora, rispetto alla questione del fondo pluriennale vincolato, in cui lei ha fatto tutta una spiegazione e il collega Lattanzi è stato già chiarissimo, non è che si discuta sul valore assoluto del fondo, che sia alto, perché è alto in tutte le regioni. Trento e Bolzano, sono andato un poco a guardare, hanno un fondo pluriennale vincolato molto alto. Però Trento e Bolzano hanno il differenziale. O, meglio, prima ancora, il fondo non continua a crescere, come ha detto il collega Lattanzi, in questa maniera troppo importante, perché è normale ed è fisiologico, l'ho detto anche io nel mio intervento, che sia alto, perché le opere pluriennali difficilmente finiscono nell'anno corrente, ci sta.

Poi aggiungiamo qualche sfortuna, e l'ospedale, è già stato citato, rientra fra le sfortune, rischiamo di spostarli di dieci anni, non so quanto andremo avanti. È normale quello, è la crescita che non va bene, è la differenza fra la previsione e l'impegno, è lì che sta la differenza.

Come ha detto in maniera molto chiara, ed è quello che ho provato anche io a suggerire nel mio intervento, come ultimo punto: deve migliorare la capacità amministrativa, deve migliorare la velocità, la cito nuovamente, deve migliorare ed essere più efficiente la burocrazia per permettere che le cose vengano messe a terra, perché sennò continuano a essere rinviate e il fondo cresce. È questa l'unica osservazione che è stata fatta, peraltro in maniera molto costruttiva, perché tutti abbiamo riconosciuto un bilancio di cui siamo felici di poter fare i conti, assolutamente.

Peraltro, sul fondo pluriennale vincolato io sono l'ultimo abilitato a parlare, però, Assessore, il fondo pluriennale vincolato è stato citato dalla Corte dei conti nel rendiconto 2024 e, quindi, capire che cosa si faccia sarebbe importante.

L'altra domanda alla quale non ha risposto è rispetto ai rilievi fatti dalla Corte dei conti sul 2024. Quella sul fondo pluriennale è la prima domanda, la seconda è sul sistema delle partecipazioni e di Finaosta, che è uno dei rilievi che la Corte dei conti ha fatto.

Terza considerazione, che non è tanto una domanda, forse, è più una considerazione. Quando abbiamo parlato di assestamento noi l'abbiamo fatto in maniera propositiva, ci sono le registrazioni di quanto ha detto il collega Sorbara quando ha presentato la relazione sul confronto, il dialogo e il contributo di tutti, indipendentemente da chi proponga le cose. Poi l'ho ascoltata e mi è sembrato di capire che c'era una serie di cose già messe e semi-decise. Ma magari ho letto male io tra le righe del suo intervento, quindi le chiedevo solo un'informazione, se le parole del collega Sorbara verranno poi portate avanti dalla Giunta in questo senso.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Carrel.

Carrel (ADC) - Credo che siamo entrati anche tanto, e forse troppo, nel tecnico, ma poi quando si parla di bilancio è ovvio che bisogna affrontare i numeri e cercare di analizzarli.

Io credo che l'FPV, il Fondo pluriennale vincolato, sia sintomo di qualcosa che non va, perché ovviamente la macchina amministrativa, ma non da questo governo, non da quello precedente, forse neanche da quello precedente ancora, ma da una serie di applicazioni anche del 118/2011, ma da una serie di difficoltà che arrivano, oserei dire, anche dal blocco delle assunzioni e da tutta una serie di fattori che non dipendono direttamente da noi, questa macchina amministrativa ha iniziato a produrre sempre più avanzo di amministrazione.

Ovviamente, nel momento in cui andiamo a ridistribuire l'avanzo di amministrazione, come voi andrete a fare nel mese di luglio, immagino, le strutture che già sono in affanno, perché manca di personale, devono andare a investire 273 milioni di euro in quattro mesi, neanche, perché stiamo parlando del mese di agosto, mese di settembre, ottobre e, dopodiché, le strutture del bilancio chiudono. Quindi in tre mesi, di fatto, devono andare a investire 273 milioni di euro.

Questo è tecnicamente quasi impossibile, al di là di chi sieda all'Assessorato al Bilancio o in qualsiasi altro assessorato. Il problema quindi è cercare di rendere tutto questo sistema e questa macchina più fluidi possibile per poter utilizzare al meglio le risorse e per far questo abbiamo bisogno di programmazione.

Questo è il messaggio che le avevamo mandato quando abbiamo approvato il bilancio triennale nel mese di dicembre.

Le avevamo detto: aspettiamo il bilancio di assestamento, perché purtroppo siamo consapevoli che il bilancio triennale ormai ha una valenza dal punto di vista politico sempre inferiore, perché la metà, se non di più, delle entrate e delle uscite è già di fatto vincolata. Quello che ci interessa è capire come investiamo l'avanzo d'amministrazione e quali sistemi andiamo a mettere in atto per evitare di far esplodere quest'avanzo d'amministrazione, perché è un dato di fatto che è un problema ciclico che si ripete e che dobbiamo in qualche modo affrontare.

Lei ha questa delega e sicuramente, con i colleghi, ci illustrerà, immagino durante appunto l'esposizione e la rappresentazione del bilancio di assestamento, il come abbiate intenzione, all'interno di questa legislatura, all'interno di questi cinque anni, non dico di azzerare l'avanzo d'amministrazione, ma quantomeno di renderlo stabile o ridurlo. Perché in caso contrario, posso dirlo, le preoccupazioni sono molte, perché quello che emerge anche fuori, i rumour, è che abbiamo un tesoretto e questo non è mai bello da dire, anche perché non è neanche così tecnicamente vero, perché abbiamo una serie d'investimenti che sono deliberati ma che sono in procinto di iniziare, o sono avviati, ma non sono conclusi.

Dobbiamo quindi anche fare tecnicamente un po' attenzione ai messaggi che andiamo a portare all'esterno di quest'aula, perché poi il rischio è che qualcun altro, magari che siede in palazzi più importanti, guardi alla Regione Valle d'Aosta come a una regione ricca e nel momento del bisogno, com'è successo in diverse occasioni, chieda un contributo maggiore alla nostra Regione.

Non è questo il caso, non è questo che vogliamo dire, perché è esattamente l'opposto: sappiamo come spenderli, ma dobbiamo dire come vogliamo spenderli e metterlo nero su bianco.

Manca il personale, questo è un dato di fatto, oppure, se non manca il personale, dobbiamo riorganizzarlo. La riforma del personale è una riforma che è partita dal governo Lavevaz, l'avevamo portata avanti e quasi conclusa con il governo Testolin nella seconda fase della legislatura. Vedrà, ci auguriamo, gli effetti in questa legislatura.

È ovvio che se - e permettetemi la battuta - facciamo dei concorsi da 60 posti e riusciamo ad assumerne solamente 40, allora il problema è un problema importante, non perché c'erano 40 iscritti, perché gli iscritti erano molti di più, ma se non riusciamo ad assumere almeno il fabbisogno minimo che avevamo messo nel bando, diventa un problema. E questa ovviamente è un'altra analisi su cui dobbiamo lavorare per poter abbattere questa cifra, che è importante e, forse, è eccessiva.

Poi ci vogliono le idee, ci vogliono delle idee chiare, ci vogliono delle idee e delle linee d'investimento definite. Ovviamente avete un programma di governo, ovviamente dovrete rappresentarcele, su alcune saremo d'accordo, su altre no, ma dobbiamo capire in questi cinque anni quali siano le priorità, quali siano gli investimenti che volete portare avanti, perché la legislatura è appena iniziata ed è importante avere ben chiaro quest'aspetto, perché sennò in tempo zero saremo verso la fine e, ovviamente, tutto passa senza lasciare il segno.

Mi permetta poi, in ultimo, una battuta. Ho controllato anche sul sito del Consiglio regionale, mi sembra ancora che lei e il Presidente della II Commissione siate all'interno dello stesso gruppo consiliare: magari una riunione di gruppo perché, dalle relazioni che ho letto e che ho ascoltato, mi pare di capire che avete delle visioni un po' diverse. Ho lanciato la battuta e magari il capogruppo Marquis potrebbe intervenire e spiegarci qual è la linea chiara e definitiva di Forza Italia all'interno del Consiglio, perché avete detto, di fatto, delle cose molto diverse.

Mi trovo ovviamente molto d'accordo con il collega Sorbara; lei, giustamente, svolge il ruolo dell'assessore. Fa strano, perché solitamente succede quando si è di partiti differenti. In questo caso, invece, la Presidenza della II Commissione e l'Assessore al Bilancio sono dello stesso partito, ma abbiamo notato che ci sono delle divergenze anche importanti nella lettura di quest'atto, e questo ci pare corretto evidenziarlo dal punto di vista politico.

Président - A demandé la parole l'assesseur Sapinet.

Sapinet (UV) - Non voglio rubare il mestiere al collega Baccega, ma solo una precisazione al collega Lattanzi, che ha citato la delibera 402/2026, quindi la delibera recente.

Lì parliamo di fondi, risorse relative a intervento di tipo D, quindi interventi che vengono messi in campo in una seconda fase, quindi post somme urgenze. Interventi che quindi siamo riusciti a farci finanziare dai rientri della contabilità speciale per gli anticipi che avevamo fatto, appunto, sulle somme urgenti.

Nel 2024, evento alluvionale importante, quindi spostamento di risorse da questo tipo d'interventi e altri, per le somme urgenti. In questa fase poi la Protezione civile nazionale ha riconosciuto fondi già anche per le somme urgenze, quindi interventi di tipo B, ma in questa fase ci vengono riconosciute anche risorse per quelli successivi, quindi di tipo D, che quindi hanno approvato con l'ultima rimodulazione. Parliamo della primavera del 2026, per quello questa delibera arriva adesso e ne arriveranno altre.

Sono quindi passaggi di fondi dalla contabilità speciale alla contabilità regionale, quindi tutte le fasi emergenziali hanno interventi immediati, ovviamente, di somma urgenza e poi interventi che vengono messi in campo in un secondo tempo, pianificati, di miglioramento e di ripristino.

Presidente - Ci sono altri interventi? Il collega Guichardaz.

Guichardaz (PD-FP) - Rimettiamo la giacca perché non riusciamo proprio a raggiungere una temperatura equilibrata qui dentro. Prima o poi, credo, chi ci seguirà avrà quest'agrément.

Presidente - Dopo le 19:00 concederemo la possibilità di togliere la giacca anche in intervento.

Guichardaz (PD-FP) - Benissimo. Intanto ringrazio gli Assessori che sono intervenuti in discussione generale, lo dico davvero sinceramente, perché, quando si discute di provvedimenti come questi, il fatto di chiudere la discussione generale per poi lasciare spazio eventualmente alle dichiarazioni di voto successivamente è qualcosa che comprime la discussione, quindi grazie all'Assessore Baccega ma anche grazie all'Assessore Sapinet. Poi spero che anche chi interverrà dopo lo faccia in discussione generale, in modo tale che su un provvedimento importante come questo tutti abbiano la possibilità di non avere poi solo i 5 minuti, finito di ascoltare le eventuali repliche della Giunta.

Intervengo brevemente. Io non intendo entrare nella discussione tecnica sul rendiconto, ringrazio i colleghi che l'hanno fatto con grande attenzione ai numeri, ognuno poi con diverse possibilità anche di argomentare, ma, proprio per quello che diceva anche il collega Lattanzi, chi è da questa parte generalmente studia i numeri, cerca di interpretarli, ma a differenza di chi è da quella parte, di chi è seduto, diciamo, in Giunta, non ha dietro tutta quella moltitudine di tecnici e di funzionari che sono in grado comunque, anche in tempo reale, di dare delle risposte, di precisare.

Poi comunque la costruzione dei bilanci, così come delle norme, dei provvedimenti, richiede sempre anche un forte supporto tecnico, mentre invece chi sta da questa parte si deve limitare a utilizzare le proprie conoscenze e, diciamo, alle volte anche delle proprie intuizioni, perché non sempre si capisce come mai siano state fatte delle scelte; alle volte, ecco, approfitto di quest'occasione per dire che qualche passaggio magari in più anche in commissione per cercare anche di spiegare certe ragioni, certi meccanismi, sarebbe anche utile.

Dicevo che non intendo entrare in una discussione tecnica, proprio perché molti aspetti contabili sono già stati illustrati dal relatore di maggioranza e dal relatore di minoranza. A me non piace, lo sapete oramai, parlare di opposizione, perché l'opposizione, forse, siete voi alla minoranza, nel senso che non ci avete mai votato un tubo fino adesso, mentre invece noi credo che vi abbiamo dimostrato sui provvedimenti di buonsenso, ben più di una volta, e lo vedrete anche nel corso poi della discussione, che quando i provvedimenti sono effettivamente di buonsenso e sono utili per la comunità, che siano risoluzioni, siano ordini del giorno, provvedimenti legislativi o atti amministrativi, noi ci siamo, sostanzialmente.

Questo lo dico perché quando si parla di opposizione, devo dire, collega Baccega, lei, avendo fatto minoranza per diversi anni, spesso e volentieri richiama il fatto che quando era in minoranza era comunque costruttivo. La preghiera che quindi faccio, davvero: molliamola lì questa cosa dell'opposizione, perché non siamo su piani contrapposti, ognuno fa il suo mestiere, ma spesso e volentieri la minoranza porta dei contributi che, anche se non sono ascoltati, non significa che questa sia un'opposizione necessariamente.

Evitando quindi l'aspetto, diciamo, più tecnico, il punto che mi interessa evidenziare è piuttosto politico, no? Noi ci asterremo su questo provvedimento, lo vogliamo dire, non voteremo contro perché, ovviamente, com'è stato detto, sarebbe difficile sostenere che il rendiconto descriva una situazione negativa, ma non voteremo nemmeno a favore perché il 2025 - come ha detto giustamente l'assessore Baccega - è stato un anno particolare, segnato da una discontinuità politica intervenuta soltanto negli ultimi due mesi, diciamo, dell'esercizio. Si tratta quindi di un rendiconto che, com'è stato ricordato - ed è qui che cercherò di comporre il mio intervento - appartiene in larga misura a una stagione amministrativa e politica della quale abbiamo fatto parte e che abbiamo contribuito a costruire, ma che non abbiamo accompagnato fino alla sua conclusione.

Volevo quindi giustificare il motivo per cui... Poi magari qualcuno non capisce, perché poi ogni tanto noi facciamo delle cose e vediamo arrivare l'assessore competente o, come direbbe l'assessore Marzi, di riferimento, venire giù e dire: "Ma come mai non avete votato?". Perché non siamo più in maggioranza, quindi non abbiamo partecipato all'elaborazione del rendiconto, e gli ultimi due mesi è vero che sono stati due mesi intervenuti in cui addirittura il bilancio è stato un bilancio totalmente tecnico, ce lo siamo detti, eccetera, però effettivamente per una questione di coerenza.

Proprio per questo ho ascoltato con particolare attenzione l'intervento dell'assessore Baccega e devo dire che dalle sue parole emerge, mi sono preso alcuni appunti, un elemento che merita di essere sottolineato.

L'Assessore ha descritto - poi mi corregga se per caso ho travisato - una Regione con i conti in ordine, senza nuovo indebitamento, con valutazioni positive delle agenzie di rating, con entrate in crescita, con un avanzo importante, con una capacità di investimento significativa, con tempi di pagamento tra i migliori del panorama pubblico italiano, con una finanza locale sostenuta e con risorse concentrate sulle grandi priorità della comunità valdostana: sanità, scuola, trasporti, politiche sociali, ambiente e sostegno agli enti locali, aggiungerei anche istruzione, cultura, eccetera. Insomma, credo che il quadro che lei ha disegnato non avrei saputo dipingerlo meglio io, se fossi stato al posto suo, riferendomi comunque all'azione di chi c'è stato prima.

Ha parlato anche di solidità finanziaria, ha parlato di efficienza amministrativa, di investimenti. Poi io lascio stare tutte le discussioni che sono state fatte sugli aspetti più tecnici, gli investimenti, i residui, eccetera.

Ha parlato anche, e questo è interessante, di "capacità di programmazione" e di "un sistema che funziona". Sono proprio parole che lei ha utilizzato e che io mi sono riportato testuali.

Allora credo che sia giusto riconoscere, colleghi, che tutto questo non è che nasca il 4 novembre del 2025. Lo faccio e lo dico perché lei è stato anche onesto, intellettualmente onesto, a dire che non nasce tutto negli ultimi due mesi dell'anno 2025 e non nasce certamente per effetto di una maggioranza che, come lei, Assessore, ha ricordato più volte durante il suo intervento, ha gestito direttamente soltanto una piccola parte dell'esercizio finanziario, peraltro quella conclusiva e, quindi, direi anche scarsamente determinante per quanto riguarda eventuali nuove azioni.

Se il rendiconto è positivo, come ci viene detto, e personalmente credo che lo sia, allora bisogna anche riconoscere, come peraltro lei ha riconosciuto, mi pare, che questi risultati sono effettivamente il frutto di un lavoro che viene da lontano. Sono il risultato di scelte politiche, amministrative e finanziarie costruite negli anni precedenti, perché proprio ci riferiamo comunque al 2025, portate avanti da una maggioranza diversa da quella attuale.

Non lo dico per rivendicare medaglie, non voglio fare il nostalgico, eccetera, eccetera, ce ne siamo fatti assolutamente una ragione, anzi siamo in attesa delle grandi novità che quest'alleanza porterà alla politica valdostana. Non lo dico, perché io penso che la politica non dovrebbe essere una gara a chi si attribuisce i meriti e scarica le responsabilità. E lo dico perché penso che la coerenza abbia ancora un valore.

Trovo allora singolare, ma lo trovo anche positivo, che spesso nel dibattito politico si cerchi di rappresentare il passato come una stagione d'immobilismo, di occasioni perdute, mi ricordo un po' anche gli interventi del collega Marquis quando era dall'altra parte, di cattiva amministrazione. Mentre oggi, discutendo il rendiconto, ascoltiamo proprio dalla viva voce dell'Assessore competente, che, casualmente, è anche il rappresentante, tra l'altro, in Giunta di Forza Italia, che - lo ricordo a chi fosse sfuggita la cosa - oggi caratterizza questa nuova maggioranza. Dicevo, oggi ascoltiamo da lei, Assessore, una lunga e dettagliata certificazione della bontà dei risultati raggiunti.

In fondo è stato lei, Assessore, a riconoscere che questo è "un rendiconto di buona fattura", lei ha detto esattamente questa frase. Ha ringraziato, tra l'altro, il Presidente Testolin per il lavoro svolto come Assessore alle Finanze nel tempo passato, nella legislatura passata. Ha riconosciuto la qualità dell'impostazione finanziaria. Ha confermato che le principali grandezze economiche e patrimoniali della Regione sono solide. Ha spiegato che l'avanzo disponibile rappresenta una risorsa strategica per il futuro, poi qualcuno non è d'accordo ma di fatto è abbastanza reale come situazione, al di là di quest'avanzo e della sua entità. Poi ha difeso anche la crescita degli investimenti e la capacità di programmazione pluriennale. Non sono questioni che si fanno dall'oggi al domani e sono tutte questioni che ascoltiamo con vivo interesse perché descrivono una situazione che conosciamo molto bene, colleghi.

Naturalmente una nuova maggioranza ha tutto il diritto d'imprimere il proprio orientamento politico, d'individuare le nuove priorità, di proporre nuove soluzioni e di costruire, ovviamente, una visione di gruppo. Nessuno lo mette in discussione.

Quello che però non si può fare, e non è tanto il caso vostro, è sostenere contemporaneamente due cose opposte. Lo dico, è un po' una considerazione. Da una parte, raccontare che la Valle d'Aosta eredita una situazione magari in difficoltà e che, quindi, occorresse un nuovo impulso, una nuova sciolina, come diceva e come ha detto il Presidente durante uno dei suoi interventi; dall'altra, approvare un rendiconto che certifica una situazione finanziaria robusta, una macchina amministrativa funzionante e una capacità d'investimento, lo devo dire, tra le più elevate della nostra storia recente.

Per questo credo che il dibattito di oggi, colleghi, consegni un messaggio abbastanza chiaro, e vorrei che fosse chiaro, lo ripeto, che non è lo sfogo di chi oggi è dall'altra parte della barricata.

La maggioranza è cambiata, gli equilibri politici sono cambiati, ma la fotografia che emerge dal rendiconto 2025 è una fotografia di sostanziale continuità. E forse questo è l'aspetto più interessante della discussione odierna perché, ascoltando gli interventi e, soprattutto, la replica dell'Assessore, ho avuto la sensazione che, al di là delle legittime differenze politiche, stiamo parlando ancora di una Regione che continua a vivere di risultati importanti conseguiti negli anni precedenti e, direi, anche nelle legislature precedenti, perché su questi aspetti non ci si può neanche attribuire risultati a brevissima scadenza.

Siamo soddisfatti, va benissimo, ma proprio per questo, e vado a concludere, dopo molti mesi di annunci e dichiarazioni, restiamo ancora curiosi, colleghi, di capire dove sia davvero questo benedetto elemento di discontinuità.

Vogliamo ancora capire quale sia questo benedetto cambio di paradigma e quale sia soprattutto la nuova sciolina che dovrebbe consentire alla Valle d'Aosta di andare più veloce.

Per ora, almeno leggendo questo rendiconto e ascoltando le parole dell'Assessore, vediamo soprattutto una conferma della strada già tracciata. Colleghi e Assessore, prima d'immaginare una nuova pista, forse vale la pena di riconoscere con serenità che quella sulla quale noi stiamo ancora marciando è ancora la pista che è stata battuta prima.

Presidente - Ci sono altri interventi? Se non ci sono altri interventi, chiudiamo la discussione. La parola all'assessore Marzi.

Marzi (CA) - Credo che sia stato richiamato sia dalla relazione del collega Sorbara che del collega Lattanzi un aspetto di essenzialità rispetto a un atto che è il rendiconto. Il rendiconto è sicuramente una fotografia di qualcosa che è già avvenuto, che nella lettura dei numeri stempera un po' gli aspetti d'indirizzo, ma di fatto permette una fotografia sulla performance.

Sia alcune delle iniziative, sia le relazioni che vengono individuate, intervengono in tal senso e naturalmente cercano di fare ordine rispetto, appunto, a un atto che richiede una lettura politica, ma che, di fatto, è tra i meno politici che esistono. Il collega Lattanzi l'ha definito onesto, io lo definirei essenziale.

Il dato di riferimento però sul quale è corretto, per rispetto dell'aula, cercare di puntualizzare nel minor tempo possibile, è legato naturalmente ai due dati che vengono riferiti alle missioni 12 e 13, in particolar modo alla missione 13.

Per quanto riguarda il plauso che viene fatto dalle relazioni alla missione 13 sul Titolo I, io lascio a voi l'ardua sentenza, io il motivo lo so. Il motivo per il quale noi impegniamo il 98% di quello che viene stanziato io lo so, però, siccome qui c'è anche un ruolo da ricoprire, una notizia positiva nelle motivazioni me la tengo per me. Il Presidente su questo mi "sfotte" perennemente, perché è persona attenta ai numeri, però di fatto c'è che la missione 13 consente uno stanziamento e, quindi, pochi residui rispetto al previsionale. La fase del previsionale che porta allo stanziato, e quindi poi dopo all'impegnato, ha delle percentuali altissime. Questo è valso nel passato e vale anche nel presente.

Però per piena onestà intellettuale, e quindi al di fuori delle posizioni politiche che noi abbiamo, vale lo stesso in termini di onestà, con l'h davanti, per quanto riguarda il motivo che si richiama rispetto al Titolo II, cioè, indipendentemente dal fatto che una persona veda la possibilità di costruire il nuovo ospedale Parini in un altro luogo della Valle d'Aosta, che a oggi non è ancora dato sapere, è importante però, invece, fare un'analisi che, ripeto, non ha nulla di politico rispetto al rendiconto 2025, che poteva essere lo stesso anche rispetto al rendiconto 2024.

Esistono delle visioni politiche rispetto ai tempi che questa grande opera ha visto a partire dal 2006 arrivare fino ad oggi? Io non ho assolutamente discussioni in tal senso, ognuno la può vedere come vuole, politicamente. Quando poi si dibatte delle cose, però bisogna mantenere un minimo di coerenza dialettica e dialogica rispetto a una cosa.

In poche parole quindi, del fatto che siano state fatte delle scelte politiche che partono dal 2006, arrivano poi a ritrovamenti archeologici nel 2013 con ciò che comporta, io ne ho preso atto. Nel momento in cui nella scorsa legislatura, fin dal 2021, ci siamo trovati politicamente a fare delle scelte, delle scelte che per la maggioranza di allora, del collega Lavevaz, furono anche delle scelte difficili da fare e, con conseguenze politiche più che legittime, sono state fatte. Quindi di quello che di fatto avviene dal 2013 al 2021 io ho preso atto.

Quello che invece è importante politicamente valutare è cosa accade dal 2021, quindi dalla risoluzione nel maggio 2021, arrivando alla 1180/2021, e quindi poi nel 2022, con la Conferenza dei servizi col Comune di Aosta, quindi l'atterraggio sul 36/2023, tenete conto che precedentemente si era fermi addirittura prima del 50/2016, quindi poi dopo a licenziare la progettazione esecutiva nel dicembre del 2024 della scorsa legislatura e quindi poi alla gara del marzo 2025.

In termini politico-amministrativi quindi, indipendentemente dal fatto che la Juve fosse d'accordo sul fare l'ospedale lì, l'Inter lo vedesse da un'altra parte, il Milan pensasse che il nuovo ospedale non dovesse esser fatto, quello attiene alla politica. Invece poi esiste l'amministrazione. Io quello che posso dire è che la scorsa legislatura, tra due governi diversi, quindi quello della Presidenza Lavevaz e quello della Presidenza Testolin, quello che da un punto di vista oggettivo è stato fatto è rispettare, eccome, sia i tempi amministrativi che gli impegni di riferimento.

Anzi, rispetto ai tempi medi di un'opera pubblica, il fatto di essere passati da una situazione ferma non si sa a quando e arrivare, nel giro di due anni e mezzo, a chiudere la progettazione esecutiva, è qualcosa di assolutamente fuori dall'ordinario, in questa nazione in particolar modo e con la pubblica amministrazione...

No, è così, io le ho dato delle date, cioè...

No no, la progettazione è chiusa per forza. Voi continuate, ma ripeto, fa parte del gioco, per fortuna io sono intervenuto proprio adesso, perché ci sono trenta minuti, quindi di fatto... Intervenire sulle parti finali della n. 1180 è un di cui, ok? È un di cui chiaramente espresso. Quello che è importante invece valutare, anche perché la n. 1180 lo dice molto chiaramente questo, esplicita un ragionamento per fasi e naturalmente il nuovo ospedale Parini, che è quell'oggetto del rendiconto, perché io non è che mi metto a parlare di ospedale, io sto rispondendo a un intervento che ha fatto lei, altrimenti io…

Appunto. No no, lei di fatto adduce che c'è una percentuale di pagato rispetto allo stanziato basso, su una cifra che, per la stragrande maggioranza dei casi, attiene appunto nel rendiconto a quella grande opera. Perché? Perché di fatto non si può pagare qualcuno che a oggi non esiste ancora e quindi, di conseguenza, c'è un dato che politicamente e amministrativamente non compete a lei e non compete neanche a noi.

Lo stesso vale per tutta quanta la narrazione rispetto al disordine rispetto a un'altra legge ancora, che è appunto il codice dei contratti. In questo stato, mischiare il 118/2011, e quindi il rendiconto previsto, col codice dei contratti è una roba fantasmagorica, che in un quadro politico dove tutto è vero e tutto è falso, a seconda delle capacità dialettiche e dialogiche di un soggetto, è interessantissimo. Ma da un punto di vista amministrativo, in realtà, sono due binari, sempre di stazioni e treni stiamo parlando, sempre di PA stiamo parlando, ma sono due binari che proprio fanno un mestiere completamente diverso.

Per cui, se da un punto di vista sul Titolo I noi ci becchiamo dei meriti che può darsi non abbiamo, perché l'unica cosa che dobbiamo fare è questa, un clic sull'invio del "bonificone", però ce li becchiamo, così ci becchiamo tutte quante le iatture rispetto al fatto che ci viene imputato un ritardo nel pagamento di una cosa dove a oggi non si è ancora potuta perfezionare un'obbligazione, perché non c'è stata ancora un'aggiudicazione, e quest'aggiudicazione al momento è provvisoria, con tutto quello che comporta, e che naturalmente ci vede tutti nella stessa posizione ad aspettare. Perché poi ci sono delle iniziative, c'è un dibattito politico ed è tutto legittimo, tutto legittimo, però di fatto esiste una visione politica che vede una parte dire che si è perso tempo.

Non entro nel merito, io non c'ero, facevo tutt'altro al di fuori di questa regione. In alcuni casi ero anche, vorrei dire, un virgulto, ma la mia stazza non me lo consente, anagraficamente però ero giovane. Ero quindi un giovane virgulto che faceva altro.

A un certo punto, amministrativamente parlando, quindi la prima volta che sono stato eletto, la scorsa legislatura, a tutti gli effetti ci siamo trovati ad assumerci le responsabilità, lasciando stare la parte politica che vedeva in una roba e in un'altra la soluzione. I tempi da quel momento in poi, per arrivare al risultato amministrativo, sono stati dei tempi di assoluta coerenza e rispetto, cioè a partire dal maggio del 2021 al marzo del 2025 su un'opera da 140 milioni di euro i tempi sono stati a dir poco rispettati e coerenti…

No, non siamo fermi. È lì che io non sono d'accordo con lei, collega Zucchi. Però, di fatto lei, mi fa delle interrogazioni tutte le volte. Le interrogazioni sapete come funzionano, mondo universo? Che lei mi fa le domanduzze, io devo rispondere alle domanduzze perché sennò mi becco pure un "non ha risposta alle domande", e poi nelle repliche potete dire quello che "diavolo" volete. Lo stesso vale anche per le interpellanze, dove vengono fatte delle domande, io do delle risposte alle domande e, nelle repliche, mi viene detto che portiamo "sfiga", che è tutto fermo, eccetera, eccetera.

Sarebbe bellissimo invece parlare, appunto, di robe completamente diverse, con un dibattito ampio, dove nessuno ha ragione se si parla di politica. Se invece parliamo di amministrazione, esistono impostazioni diverse.

Rispetto quindi al Titolo II sulla capacità di pagamento rispetto allo stanziato evidenziato dal rendiconto 2025 e oggi in discussione, noi non abbiamo ritardi perché siamo nella condizione che la norma consenta di avere un soggetto - e noi ci auguriamo che arrivi nel minor tempo possibile - da pagare attraverso uno strumento, che è l'FPV, che consente di spalmare gli impegni finanziari su archi pluriennali, questo avverrà fino a quando quell'opera... speriamo che poi, nel momento in cui ci sia l'assegnazione, vada tutto nel migliore dei modi possibili, perché sempre in Italia siamo, però, oggettivamente parlando, quello è.

Arriviamo, invece, all'altra normativa. Io quindi faccio una gara attraverso una stazione pubblica, io PA, attraverso una stazione unica appaltante e in questa gara sono stanziati dei denari, che evidentemente esistono perché sennò la gara non può essere fatta. Ai sensi del 36/2023, e questo non è un ritardo, è un'altra cosa ancora, è data facoltà a uno dei soggetti che ha partecipato alla gara di ricorrere. Punto. E quindi, di conseguenza...

Queste sono cose che sa lei, io non so. E quindi, di conseguenza, se è data questa facoltà, la magistratura, che esiste per questo, valuterà il caso.

Ora, nel momento in cui la magistratura si esprimerà, facendo finta che ci sia un solo livello di giudizio peraltro, eccetera, eccetera, eccetera, comunque, e qui torniamo invece a quello che deve fare la PA, ci sarà un aggiudicatario. Quindi che sia Pinco, Panco, Tizio, Caio, Sempronio, alla fine torniamo di nuovo nella parte che attiene al rendiconto e a quello che deve fare la PA e, a quel punto, ci sarà un soggetto con pale, picconi ed escavatori che farà il nuovo ospedale Parini, quindi un po' alla volta ci saranno i pagamenti e quindi un po' alla volta l'FPV, per quanto riguarda la terza fase, verrà a dimagrire.

Nel frattempo, politicamente e amministrativamente, le valutazioni saranno altre, e noi naturalmente cercheremo già quest'anno di portarle in valutazione, il che non vuol dire che poi le parti politiche saranno d'accordo.

A chi piace il rugby continuerà a piacere il rugby, a chi piace il calcio continuerà a piacere il calcio, chi non è uno sportivo... ricordo che ai tempi chi era seduto in quella parte dell'aula ebbe il piacere di dire a me e al presidente Lavevaz, ai tempi, che noi non davamo la sensazione di essere troppo sportivi, ok? Però, anche se effettivamente la forma fisica è un poco tondeggiante, in realtà può piacere lo sport anche a noi. Ripeto, però: un conto è il fatto che ti piacciano sport diversi, un altro conto è che anche tu di sport capisca qualcosa.

Per cui la fotografia rispetto al Titolo II di questa missione è legata ad aspetti che, per quanto attiene alla politica, almeno questo no, nel caso specifico, poi, per un prossimo domani si vedrà.

È normale che - se io vado a parlare dell'interrogazione n. 58, sulla quale io dirò in maniera più sincopata, in maniera che tende a essere il più congruente possibile con le domande che mi avete fatto, più o meno le stesse cose - posso già stabilire quali saranno le repliche: "Assessore Marzi, lei e il suo governo portate "sfiga", là è tutto fermo, state raccontando roba in giro che non si sa, eccetera, eccetera, eccetera". Io sono obbligato a farmele entrare da un'orecchia e uscire dall'altra e aspetto la n. 58 del prossimo Consiglio, e via discorrendo.

Rimarrà però il fatto che, politicamente e amministrativamente, nel pieno rispetto di ogni posizione politica, in realtà la quaestio è anche - non solo, anche - un'altra.

Presidente - Qualcun altro intende intervenire? Se nessuno vuole intervenire, chiudo la discussione generale. Per il governo ci sono repliche? L'assessore Baccega.

Baccega (FI) - Ringrazio i colleghi che sono intervenuti e che hanno animato questo dibattito.

Devo fornire un chiarimento al collega Torrione rispetto a quanto contenuto nella relazione della Corte dei conti sul rendiconto 2024 dove, oltre a molteplici aspetti positivi, è stata richiamata la valutazione che il fondo di dotazione della gestione speciale di Finaosta è rappresentato in modo non corretto.

Rispetto a questo si rileva che lo stesso fondo è esposto nel rendiconto 2025, quindi lo riporta, e in continuità con il passato come credito nei confronti di Finaosta, e non come dettaglio delle sue componenti patrimoniali. Il dettaglio del fondo e i movimenti sono rappresentati nella nota integrativa a pagina 11.

Le singole componenti sono esposte nel bilancio consolidato in relazione ai tempi necessari per la raccolta e l'elaborazione di questi dati.

Il valore del fondo della gestione speciale al 31 dicembre 2025 è pari a 938 milioni di euro. Il fondo della gestione speciale è autorizzato dalla legge 7/2006. Su questo fondo sono stati fatti negli anni molti interventi, recependo le indicazioni della sezione di controllo della Corte dei conti, così come emerge nella specifica relazione approvata il 28 maggio 2026, a cui si suggerisce di fare riferimento, caro Consigliere.

Effettivamente la diversa rappresentazione del fondo in gestione speciale è un punto ancora aperto, ma la rappresentazione diversa necessita di un lavoro complesso e lungo che dev'essere valutato alla luce dei tempi di realizzazione, stante l'obbligo in legge di presentare il rendiconto in approvazione da parte della Giunta entro il 30 aprile, cosa che è stata fatta.

Ancora due riflessioni su alcune considerazioni.

Io credo che si possa dire tutto di me, tranne che non sia una persona corretta. Come potevo presentarmi a questo Consiglio dicendo delle cose diverse da quelle che ho detto? Un rendiconto che ha delle caratteristiche positive. Collega Guichardaz, io sapevo che arrivavamo a dire: ma se tutto andava bene, perché a noi non va bene? Certo, certo, io me l'aspettavo.

Credo che ho anche detto delle cose più importanti rispetto a quello che lei ha replicato. Ho detto, certo, un rendiconto che ha già delle risposte e dei risultati positivi e che questa nuova maggioranza ha la voglia e la determinazione di un rilancio nella direzione di tante cose che, quando ero dall'altra parte, anche al vostro gruppo ho sollecitato più volte. Le troveremo non certo nella prima variazione di bilancio che abbiamo fatto a febbraio, ma qualcosa ci sarà nell'assestamento, e poi ci sarà un nuovo percorso nel quadro del nuovo bilancio 2027.

Diciamo che negli otto mesi finora qualche risultato c'è stato, non credo che si possa dire che non si vede il cambio di paradigma. Il cambio di paradigma c'è, c'è stato, prosegue, siamo solo a otto mesi di lavoro. In otto mesi di lavoro credo che qualcosa di positivo l'abbiamo fatto.

Un'altra cosa che non reggo è quando mi si mettono in bocca delle cose che non ho detto, collega Lattanzi. Io la prego davvero, ci sono situazioni che non posso dire facciamo venire i tecnici... Facciamo venire i tecnici, quando vuole, i tecnici sono sicuramente a disposizione di noi Assessori, e tutto va bene.

Quello che mi stupisce è che ancora non è chiaro il percorso di un'opera pubblica da parte vostra. Qui non siamo a... L'ha detto il collega Marzi adesso, l'ANAC, l'ANAC, ma non è solo... a parte l'ospedale, ma c'è tutta una serie di altre opere che vengono messe in campo: la tutela del territorio, le scuole, e ne vedremo ancora delle belle.

Queste sono cose importanti che vanno valutate, è inutile fare la critica per fare la critica. C'è un dato di fatto che è quello: il percorso di un'opera pubblica è un percorso difficile e complicato, e più crescono le entrate più cresce l'avanzo. È inevitabile.

Invece, le ho anche detto un'altra cosa: che in quest'amministrazione è vero che i concorsi non vanno tutti a buon fine, però con i concorsi, con l'incremento di personale, si riuscirà a dare maggiori risposte. È un percorso che è avviato, ci sono sotto i cartelloni con i percorsi per assunzioni nuove.

È evidente che la macchina va implementata con una serie di persone che diano risposte e risultati importanti, soprattutto dal punto di vista tecnico, soprattutto dal punto di vista professionale.

Ecco, mi dice che siamo d'accordo, io sono felice.

Dal punto di vista politico, quindi, proseguiamo il nostro lavoro secondo il programma di governo, e sulla base di quel programma di governo cercheremo di dare le migliori risposte ai Valdostani. Intanto vi ringrazio per gli interventi che si sono succeduti.

Presidente - La parola al presidente Testolin.

Testolin (UV) - Solo alcune riflessioni rispetto a un dibattito che è stato positivamente animato anche da osservazioni di carattere tecnico, che però poi inevitabilmente hanno ripercussioni politiche. Si cercano, all'interno dei numeri, dei presupposti per giustificare o per classificare determinati sviluppi all'interno dell'amministrazione in un senso piuttosto che in un altro. I numeri, da questo punto di vista, si lasciano utilizzare per dare dei punti di vista diversi.

Parto dal presupposto che questo è l'argomento all'interno di un Consiglio. Il consigliere Torrione prima diceva: questo è un argomento importante. Questo è forse l'argomento più importante all'interno dell'Assise, perché dà una fotografia molto puntuale dello stato di salute, uno stato di salute che abbiamo appurato fortunatamente positivo, e dà anche uno stato di una programmazione, che poi, se la si vuole vedere la si vede, se la si vuole nascondere, si cerca di nasconderla. E si imputano delle possibili cause a dei rallentamenti, soprattutto nelle opere, a delle questioni politiche quando, in realtà, politiche non sono. È stato spiegato molto bene da un punto di vista tecnico, penso che l'assessore Marzi l'abbia anche colorito con rappresentazioni molto pittoresche per certi versi, ma che rendono molto l'idea.

Un dato importante, secondo me, rileva da questo punto di vista da chi ha fatto un certo tipo di percorso amministrativo e da chi, invece, questo percorso amministrativo magari non l'ha fatto.

Prima, parlando con i sindaci e vicesindaci seduti nella parte sinistra di fronte a me, diciamo che il meccanismo dei fondi pluriennali vincolati lo conoscono molto bene, anche perché l'utilizzo del fondo pluriennale vincolato deriva da normative che ti impongono, gioco forza, di mettere tutti i soldi ancora prima che il progetto parta.

Da quel punto di vista, quindi, c'è un po' il gatto che si morde la coda, siamo obbligati da norme - che, peraltro, non sono nostre ma derivano da una normativa di bilancio molto stringente - che ci obbligano a dire: ancora prima d'individuare il progettista di un'opera (a meno che quest'opera, per quanto riguarda la Regione, non la inserisca nel DEFR, e allora posso considerarla come una spesa d'investimento e finanziare solo quella e non tutto l'intervento) devo avere tutte le risorse per completare l'opera appena l'ho pensata.

Questa è una formula che, da un punto di vista tecnico, è deprimente per l'utilizzo delle risorse pubbliche, perché rimango giocoforza con risorse bloccate per tanto tempo. Perché io, queste risorse, per poter comunque portarmele dietro, devo prima prenotarmele, e quindi non trovo l'impegno - che è quello che lei lamentava da un punto di vista delle risorse che sono trascinate nel fondo pluriennale vincolato - e le impegnerò solo quando avrò l'appalto compiuto e l'azienda che mi va a fare il lavoretto. L'assessore Marzi molto puntualmente ha detto che io lo prendo in giro perché gli dico: "Tu il bonifico all'USL lo fai con un clic, quindi fai un'operazione contabile e hai chiuso la partita". Il 97-98% delle spese e delle risorse sul proprio assessorato in parte corrente sono quelle.

Dall'altra parte, probabilmente, se le cose vanno come devono andare, tra qualche settimana, qualche mese, se ci dovesse essere la conclusione del ricorso e l'appalto, ci saranno due/tre clic da 50 milioni l'uno, dove io do i soldini alla SIV e poi la SIV va avanti. Cosa che succede molto comodamente con altre tipologie di risorse che vanno a essere trasformate in investimenti, che sono le risorse, ad esempio, per le società d'impianti di risalita, dove io finanzio e impegno le risorse da dare a loro e poi saranno loro a sviluppare gli appalti.

In situazioni quindi dove ci sono purtroppo degli appalti anche più complessi, e quelli della scuola lo sono altrettanto, abbiamo la ristrutturazione del Manzetti, l'aspetto, ad esempio, sullo studentato, dove addirittura il cambio del codice degli appalti e l'impossibilità paventata di non poter andare avanti con certe tipologie di attività, di operatività, ti bloccano anche se tu hai fatto tutto come dovevi fare e hai avviato il processo nella maniera più corretta. E questo imputarlo a una politica, che sia del Consiglio o del governo regionale, non è giusto.

Anche il cambiamento del codice degli appalti, che continua a stravolgere, con nuove implementazioni, questi percorsi, assieme alle normative ambientali, che magari bloccano certi tipi di percorso per tanto tempo, o alle normative edilizie che modificano alcuni aspetti, sono delle situazioni che incidono in maniera pesante sulla possibilità di spendere proprio nella maniera più tangibile questi soldini.

Faccio un esempio che mi piace riportare, perché è un esempio virtuoso: è quello in un contesto, invece, molto poco piacevole, che era quello del Covid. Noi abbiamo fatto la scuola in via Federico Chabod, il nuovo liceo "Bérard", in meno di tre mesi dalla progettazione. È ancora lì adesso e ci sarà, io penso, per alcuni decenni sicuramente, con una qualità anche dell'intervento importante, con delle risorse spese - veramente investite in quel caso, più che spese - in maniera puntuale ed efficace, anche perché sono state delle aziende valdostane a intervenire in quel contesto, con una struttura apprezzata anche da chi la sta vivendo e, speriamo, continuerà a viverla in maniera importante, pur rispettando tutti i crismi, che adesso forse vengono presi persino ad esempio per la tipologia costruttiva, il basso consumo energetico e tutta una serie di questioni.

Probabilmente quindi ci sono delle cose che sarebbe da lavorare assieme per farle migliorare da chi è deputato a gestirle. Ecco, questo era un po' il messaggio.

Chiudo con un ringraziamento all'Assessore, perché ha comunque cercato di dare una risposta complessiva anche a necessità di chiarimento emerse all'interno di quest'Aula. Dall'altra parte, io credo che forse il lavoro di commissione dovrebbe servire più per questi aspetti e per mettere nelle condizioni chi partecipa alle varie condizioni o ha piacere di fare degli approfondimenti, cosa che magari viene un po' trascurata e non sufficientemente valorizzata e forse darebbe la possibilità di fare un discorso più puntuale.

Per il resto, credo che la salute, che abbiamo ricordato un po' tutti, di questo bilancio è qualcosa che arriva da lontano e che si consolida e dev'essere un vanto per l'Aula, non solo per la maggioranza o per il governo, ma dev'essere una garanzia di poter operare nel prossimo futuro, coscienti che ci sarà sempre più bisogno di risorse, anche in parte corrente, purtroppo, per una serie di situazioni che, anche lì, non dipendono affatto da una capacità d'intervento da parte dell'Amministrazione regionale e che, invece, sono dettate da sistemi inflazionistici e contesti anche internazionali, che poi incidono sull'amministrazione regionale, così come incidono sulle amministrazioni locali o sulle famiglie, o sul singolo individuo.

Penso quindi che tutto sommato consegniamo un bilancio molto positivo, una reattività delle nostre strutture, una programmazione importante e la certezza di poter continuare a rispondere alle esigenze di un territorio in maniera sufficientemente adeguata.

Presidente - Ha chiesto la parola il relatore di maggioranza, Sorbara, in replica.

Sorbara (FI) - Presidente e colleghi Consiglieri, ho ascoltato con attenzione la relazione del collega Lattanzi e credo che sia giusto partire da un elemento.

Molte delle questioni sollevate meritano attenzione e non devono essere liquidate come semplice critica politica. Perché, secondo me, il ruolo della minoranza è proprio questo: porre domande, stimolare il confronto, obbligare chi governa a utilizzare i numeri e a spiegare le proprie scelte.

E condivido un punto fondamentale: una Regione che ha risorse importanti ha una responsabilità enorme, ma proprio da qui, credo, debba partire una riflessione più ampia.

La capacità di governo non si misura soltanto dalla velocità con cui si spendono i soldi. La vera sfida non è semplicemente spendere, ma spendere bene. Ogni euro deve trasformarsi in un servizio, in un'opportunità, ma ogni euro deve anche essere utilizzato con attenzione, programmazione e responsabilità.

Il collega evidenzia il tema degli investimenti, delle risorse accantonate, dei tempi di realizzazione. Sono domande legittime, però dobbiamo anche avere l'onestà di ricordare che amministrare oggi è molto più complesso rispetto al passato. Non basta avere una disponibilità economica per vedere il giorno dopo un'opera realizzata: ci sono procedure, autorizzazioni, progettazioni, normative, difficoltà nel reperimento delle imprese e complessità amministrative che spesso rallentano il percorso.

Questo non deve diventare una giustificazione, ma dev'essere il punto da cui partire per migliorare.

E allora la domanda corretta forse non è soltanto "perché non abbiamo speso tutto?", la domanda dev'essere anche "come possiamo rendere la macchina amministrativa più veloce, più efficace e più capace di trasformare le idee in risultati?". Perché una regione autonoma deve avere una marcia in più.

La nostra autonomia non può essere soltanto una disponibilità finanziaria superiore, deve diventare capacità di decidere, progettare e realizzare. Quando parliamo di sanità, scuola, problemi idrologici, turismo, energia, non parliamo di capitoli di bilancio, parliamo della vita quotidiana delle persone.

Una famiglia non misura la politica guardando un avanzo di amministrazione, la misura quando trova una risposta sanitaria nei tempi giusti, quando una strada è sicura, quando un giovane trova opportunità, quando un'impresa riesce a crescere.

Per questo credo che il confronto di oggi non debba essere maggioranza contro minoranza. Dobbiamo uscire dalla logica che chi governa difende tutto e chi è all'opposizione critica tutto. I documenti ci dicono che la Valle d'Aosta ha una grande fortuna, ancora i numeri e possibilità che molti territori non hanno.

Raccolgo quindi lo stimolo del collega: dobbiamo accelerare dove serve, dobbiamo pretendere efficienza, ma allo stesso tempo dobbiamo rivendicare che la buona amministrazione non è una corsa a svuotare un conto corrente pubblico. La buona amministrazione è lasciare ai Valdostani opere utili, servizi migliori, conti sani e una regione pronta ad affrontare le sfide che arriveranno, così com'è stato detto fino adesso. Perché il problema non è avere i soldi, il vero banco di prova è avere la capacità, la visione e il coraggio di trasformare quei soldi della Valle d'Aosta che vogliamo lasciare ai nostri figli.

Oggi abbiamo parlato di numeri, di bilanci, di risorse disponibili, di capacità d'investimento e di futuro della nostra regione. Sono argomenti fondamentali perché una buona amministrazione deve avere i conti in ordine, come abbiamo dimostrato, deve programmare, dev'essere capace di trasformare risorse in risultati concreti.

Negli incontri che faccio con i tanti ragazzi mi porto sempre a casa una grande consapevolezza: noi adulti siamo convinti di essere noi a insegnare qualcosa a loro, ma molto spesso sono loro che insegnano qualcosa a noi. I ragazzi hanno una sensibilità unica, vedono molto di più di quello che immaginiamo, ci ascoltano ma, soprattutto, ci osservano. Osservano il nostro comportamento, il nostro modo di confrontarci, il rispetto che abbiamo delle persone, il coraggio che abbiamo nel prendere decisioni. Perché i giovani non crescono soltanto con le parole che diciamo, crescono soprattutto con gli esempi che ricevono.

E allora possiamo chiedere ai giovani di impegnarsi, di credere nel futuro, di avere coraggio, se poi noi per primi abbiamo paura di cambiare? Io credo che sia arrivato il momento di cambiare qualcosa. È una mia idea, forse anche un mio sogno, di osare di più, di avere il coraggio delle scelte, perché amministrare non significa semplicemente conservare quello che abbiamo ricevuto, significa migliorarlo e consegnarlo più forte a chi verrà dopo di noi.

E questo vale in particolare quando parliamo della nostra macchina amministrativa. Abbiamo elogiato gli uffici, abbiamo tante donne e tanti uomini nella pubblica amministrazione che ogni giorno lavorano con professionalità, serietà e senso del dovere, persone che meritano rispetto e riconoscenza. Ma dobbiamo avere il coraggio di dire una cosa semplice: non tutti sono uguali. La competenza dev'essere valorizzata, l'impegno dev'essere riconosciuto, la capacità di trovare soluzioni, assumersi responsabilità e raggiungere obiettivi deve diventare un valore. Una pubblica amministrazione moderna deve premiare chi ha la capacità, chi porta i risultati, chi porta davvero la propria competenza al servizio della comunità.

E, allo stesso tempo, dobbiamo avere la lucidità di capire che alcuni ruoli richiedono capacità particolari. Non è assolutamente una critica alle persone, non mi permetterei mai. Anzi, secondo me è un rispetto verso le persone, è un rispetto verso le istituzioni, perché quando qualcuno occupa un ruolo di responsabilità non rappresenta solamente se stesso, rappresenta la fiducia che i cittadini hanno consegnato alla pubblica amministrazione. E questa fiducia merita sempre il massimo.

Non dobbiamo avere paura della parola "efficienza". "Efficienza" non significa perdere umanità, al contrario: una pubblica amministrazione efficiente è una pubblica amministrazione più vicina alle persone. È quella che dà una risposta più veloce a una famiglia. È quella che realizza un'opera quando serve. È quella che aiuta un'impresa a creare lavoro. È quella che intercetta prima un bisogno, una difficoltà, una fragilità.

La Valle d'Aosta ha una grande fortuna: ha risorse, possibilità e un'autonomia speciale che rappresenta un patrimonio enorme, ma l'autonomia non si difende soltanto avendo più strumenti degli altri, si difende dimostrando di saperli usare meglio.

Perché alla fine i ragazzi non ci giudicheranno per quello che abbiamo promesso, ci giudicheranno per quello che abbiamo avuto il coraggio di costruire. E forse il messaggio più bello che possiamo lasciare, anche nel ricordo di quei ragazzi che non ci sono più - mi viene in mente questa mattina Mattia - è proprio questo: diventare adulti e istituzioni capaci di ascoltare di più, vedere prima le fragilità e avere il coraggio di cambiare, perché il futuro non si aspetta, il futuro si costruisce con le scelte che abbiamo il coraggio di fare oggi.

Presidente - Se i colleghi sono d'accordo, farei 15 minuti di pausa prima di trattare gli ordini del giorno.

Il Consiglio è sospeso.

La seduta è sospesa dalle 19:50 alle 20:25.

Aggravi (Presidente) - Colleghi, possiamo riprendere i lavori.

Colleghi, per favore. Avevamo chiuso la discussione del punto n. 13, siamo ora alla trattazione degli ordini del giorno.

Ordine del giorno n. 1, chi intende presentarlo?

Però non l'ha firmato, collega. Eh no. Prego, collega. Perché sono magnanimo.

Bellora (LEGA VDA) - Allora, quest'ordine del giorno è un ordine del giorno che nasce dalla lettura dell'articolo 21 del regolamento consiliare, il quale prevede appunto la possibilità per il Consiglio di deliberare la costituzione di commissioni consiliari speciali.

Ora, l'articolo 21 mi piace, anche perché è quello della Costituzione e quello che si occupa della libertà di opinione, ma non solo per questo, evidentemente. M'interessa perché credo che la situazione del Casinò sia una situazione decisamente fuori controllo; sia una situazione fuori controllo ma, soprattutto, una situazione della quale questo Consiglio non ha più il controllo.

Allora, evidentemente, l'abbiamo detto in precedenza e lo ribadisco adesso, certamente questa non vuole essere minimamente una sovrapposizione con l'inchiesta della magistratura, con l'amministrazione giudiziaria, col procedimento penale pendente ad Aosta o con quello per misure di sicurezza pendenti a Torino. Questo è ovvio, sono due cose assolutamente distinte e, ovviamente, ne ho ben chiara la differenza. È quindi un qualcosa di totalmente distinto rispetto al procedimento penale.

Io però credo che sia fondamentale per questa Regione, per questo Consiglio regionale, visto che la Regione è la proprietaria del Casinò, avere la possibilità di comprendere cosa stia succedendo in questa casa da gioco. E lo dico da esponente della forza politica che, come dicevo nel mio precedente intervento, ha fatto qualcosa come, comprese quelle di oggi, dieci iniziative sulla casa da gioco, proprio perché le risposte che arrivavano non erano sicuramente soddisfacenti.

Non mi interessa se la colpa - e non mi piace neanche usare questo termine - se la responsabilità di questa poca esaustività delle risposte, sia del Presidente della Regione, sia di coloro che lo dovevano informare. Non è questo il punto. Quello che mi interessa però è che questo Consiglio regionale, in quanto Consiglio regionale della Regione proprietaria del Casinò, e in quanto soggetto che lo gestisce, seppure tramite un amministratore unico, ha necessità di conoscere ciò che succede all'interno di questa casa di gioco.

Ne ha necessità perché, come dicevo in precedenza, non abbiamo più alcun controllo su questa casa di gioco. Noi ci siamo trovati a dicembre del 2025 con un'inchiesta che ha scatenato un comprensibile putiferio sul Casinò.

Il Presidente della Regione, con una mossa secondo me totalmente inadeguata rispetto alla gravità del problema, ci ha portato l'amministratore unico in Conferenza dei Capigruppo, in due occasioni se non ricordo male. Ma parlare con l'amministratore unico in Conferenza dei Capigruppo ha avuto l'unico risultato di darci la conferma che questa persona non ha minimamente idea di cosa stia succedendo e non ha minimamente idea di cosa stia accadendo intorno al Casinò. Lo ribadisco: questo signore ci ha detto che si sarebbe costituito parte civile e che avrebbe fatto una task force di esperti, e dopo cinque mesi si trova in amministrazione giudiziaria.

Proprio da qui vorrei partire, perché ovviamente ho cercato di esaminare, anche alla luce delle mie competenze professionali, il provvedimento che ha disposto l'amministrazione giudiziaria, la famosa ordinanza di 56 pagine del Tribunale di Torino, sezione Misure di prevenzione. Ovviamente non mi interessa il merito della questione, non mi interessa quali fossero gli schemi penalistici che andrebbero a integrare le ipotesi di reato, non è questo che ci interessa qui, perché sennò avrebbe ragione chi dice che la commissione speciale va a sovrapporsi con l'indagine.

Quello che a me preoccupa è che i passaggi finali, quelli, per capirci, di pagina 51 e 52 del provvedimento, ci dicono chiaro e tondo che la governance, l'amministrazione del Casinò, è totalmente inadeguata rispetto alla gestione, che il modello 231, cioè quel modello 231 che l'amministratore unico ci aveva detto che era a prova di bomba, che gli avrebbe permesso di costituirsi parte civile, che sarebbe stato implementato, integrato e reso blindato dalla task force, beh, questo modello 231 fa acqua da tutte le parti. Questo lo mette nero su bianco il Tribunale di Torino come motivazione, evidentemente, per un provvedimento di amministrazione giudiziaria.

Ci dice, tra l'altro, che: "I dipendenti non avevano obblighi di segnalazione, se non del tutto generici e comunque privi di sanzione. I modelli organizzativi e di gestione della società si sono rivelati palesemente insufficienti e inadeguati. Le condotte delittuose degli indagati hanno dunque approfittato di ingiustificate inerzie dell'amministratore e degli altri dirigenti, quantomeno sul piano colposo".

Ora, io credo che sia non solo diritto, ma soprattutto dovere, di questo Consiglio regionale cercare di capire cosa stia succedendo all'interno di quella casa da gioco, perché, ripeto, noi ne siamo i proprietari, ma soprattutto, l'ho evidenziato poco fa, se l'amministrazione giudiziaria non ha la possibilità, non riesce a riportare in bonus, o comunque a risolvere le problematiche della casa da gioco, è prevista la confisca del bene con l'acquisizione del patrimonio dallo Stato.

Voglio dire, sarebbe un danno clamoroso per la nostra regione. Un danno patrimoniale devastante che andrebbe ad assommarsi a un già devastante danno d'immagine che tutti stiamo vivendo.

Ecco perché l'ordine del giorno che noi abbiamo predisposto mi sembra un ordine del giorno estremamente equilibrato ed estremamente sensato, perché evidentemente, come dicevo, non vuole sostituirsi ad alcuno, ma vuole solo ed esclusivamente cercare di comprendere che cosa stia succedendo e dare la possibilità a questo Consiglio di comprenderlo.

Infatti, nella parte impegnativa, lo scopo di questa commissione consiliare speciale, che dovrebbe essere comunque composta, evidentemente, come le altre commissioni, in modo da garantire: la rappresentanza di maggioranza e minoranza, non per creare dei nuovi posti - perché non parliamo di metterci qualcuno nel CDA o in altri organi - ma per dare la possibilità a chiunque di svolgere degli accertamenti, per accertare eventuali criticità emerse nell'ambito del procedimento penale del decreto di amministrazione giudiziaria - questo evidentemente è il presupposto per il resto dell'attività della Commissione - e poi comprendere se vi sia un'adeguatezza del sistema di governance, controllo interno e prevenzione dei reati, sto leggendo evidentemente l'iniziativa;

garanzie occupazionali per i dipendenti, perché questo è un altro problema enorme, cioè il Casinò è una fonte di posti di lavoro per i Valdostani, ha un indotto occupazionale fortissimo, quindi anche questo va protetto e va tutelato;

il futuro assetto gestionale, anche in relazione all'ipotesi di affidamento a gestore terzo, oggetto di studio".

Lo dico perché, sempre nel provvedimento del Tribunale di Torino, c'è un passaggio che mi suona molto inquietante, se mi si passa il termine, perché si dice: "La misura richiesta - cioè l'amministrazione giudiziaria - risulta pertanto la sola idonea a rimuovere quelle situazioni tossiche che hanno creato - qui manca l'anno, ma evidentemente per un lapsus - l'humus favorevole affinché una casa da gioco ampiamente rinomata si trasformasse in un ambiente a elevato tasso di illegalità, né si può ritenere che il problema descritto possa essere risolto soltanto rimuovendo le figure apicali dell'ente senza nulla mutare nel sistema organizzativo".

Quell'avverbio "soltanto" vuol dire che rimuovere le figure apicali sarebbe il minimo. Perché si dice: c'è un problema serio, una casa da gioco è diventata un "ambiente a elevato tasso di illegalità" e la cosa non si può risolvere soltanto rimuovendo le figure apicali. Evidentemente ci dicono che le figure apicali sono totalmente inadeguate. allora io credo che questa commissione speciale dovrebbe evidentemente occuparsi anche di questo. Commissione indipendente, commissione composta da maggioranza e opposizione, commissione che ha gli stessi schemi di funzionamento delle commissioni, diciamo, ordinarie. Credo che sia un passaggio inevitabile e credo anche che, se noi vogliamo capire cosa succede, lo dobbiamo fare. E chi non lo vuole fare, evidentemente, non ha interesse a comprendere cosa stia succedendo all'interno del Casinò.

Presidente - Faccio solo una precisazione sulla parte iniziale. Io non voglio essere ricordato per essere estremamente rigido. Va bene, il collega Bellora ha potuto presentare l'ordine del giorno, però ai sensi del regolamento sono i proponenti che possono presentarlo.

Dico questo perché, giustamente, su tutta una serie di situazioni noi siamo per la formalità che è anche sostanza. Il regolamento è formalità ed è sostanza e questo Consiglio si basa su dei regolamenti, perché sennò è inutile che diciamo altrove di rispettare le regole, se noi non lo facciamo.

E lo dico anche e soprattutto a un collega, che posso apprezzare anche in Ufficio di Presidenza, che comunque giustamente ha potuto presentare quest'ordine del giorno. Ma lo dico soprattutto a Manfrin e a tutti noi, perché altrimenti qui, se andiamo a sentimento, voi capite che in un momento le cose possono funzionare, ma troppo sentimento nella vita a volte non aiuta.

Lo dico quindi solo perché è bene questo, ma che non sia un'abitudine, perché altrimenti è inutile che riconosciamo dei proponenti nell'ambito di quelli che sono comunque degli atti o delle iniziative che hanno una dignità corretta perché sono di un Consiglio regionale.

L'ordine del giorno è stato presentato. Per il governo?

Collega Martinet, penso per mozione d'ordine.

Martinet (UV) - Per una breve sospensione.

Presidente - Sospendiamo il Consiglio.

La seduta è sospesa dalle 20:38 alle 20:54.

Aggravi (Presidente) - Colleghi, possiamo riprendere. L'ordine del giorno è stato presentato. Per il governo, la parola al presidente Testolin.

Testolin (UV) - Le riflessioni che sono state fatte in maggioranza ci portano a sottolineare come si ritenga sufficientemente garantito un presidio che attualmente è stato disposto dalla sentenza e che vede al lavoro gli amministratori giudiziari in un percorso di valutazione delle situazioni e delle eventuali carenze, o delle attività da mettere in corso. Non si considera in questo momento opportuno inserirsi in un percorso che avrà le sue fasi, con anche il dibattito il 14 di luglio in tribunale, e con un'attività che è attualmente presidiata e nella quale vogliamo confidare per tracciare quel percorso, laddove necessario, laddove non sufficientemente strutturato, più solido rispetto alle attività di controllo e di antiriciclaggio.

Per questo motivo, così come peraltro era già stato sottolineato nella Capigruppo al momento della valutazione della presentazione di quest'iniziativa, la nostra sarà una posizione di astensione - che vuole ribadire la confidenza nel percorso instaurato dalla magistratura e la necessità di acquisire tutte le informazioni in maniera collaborativa rispetto alle iniziative che stanno portando avanti gli amministratori giudiziari - e di collaborazione, ma senza una sovrapposizione da parte del Consiglio regionale in questa fase.

Presidente - Ci sono interventi? La parola al collega Perron.

Perron (LEGA VDA) - Che dire? Troppo poco, Presidente Testolin, e troppo poco da questa maggioranza. Innanzitutto la nostra richiesta di sospensione, prima - al di là del dato tecnico, che poi siamo riusciti, e ringrazio il collega Manfrin per essere riuscito a portare questo tema nella modalità corretta - era un senso anche di apertura verso la maggioranza.

Purtroppo, ci pare che voi non vogliate utilizzare le competenze di questo Consiglio, non vogliate utilizzare ciò che il regolamento consente su un tema così importante. Probabilmente a voi non interessa.

Allora ritorno un attimo indietro. Ho già fatto queste considerazioni prima, queste sono considerazioni politiche della mia parte, ovviamente i colleghi ne faranno diverse, ma riprendo per quel che attiene alla mia parte, quindi la Lega Vallée d'Aoste.

È questa sul Casinò una battaglia atavica, vecchia. Si era nel 2018, giugno 2018-dicembre 2018, Giunta Spelgatti, e sui giornali si poteva leggere: "Frattura in Consiglio regionale tra Carroccio e alleati autonomisti. La Lega vuole un netto cambio di registro e governance". Basta soldi pubblici, si diceva.

Poi, come andarono le cose? Nell'ottobre 2018 venne nominato Filippo Rolando, ci fu il concordato preventivo, chiuso in anticipo, maggio 2021-maggio 2025. Poi ci furono le elezioni politiche, 2020, con un risultato straordinario del nostro partito, che in qualche modo, come partito, vince le elezioni, ma si dice: la Lega potrà vincere, ma non governerà. Perché chissà quali danni avrebbe fatto la Lega se avesse governato. Invece, chi ha governato dopo ha fatto tutto benissimo. Forse.

Luglio 2021, nominato nuovo amministratore Rodolfo Buat. Era stato direttore del personale dal 2007 al 2016: insomma, un ritorno al passato.

Ho già detto prima, dichiarazioni sui giornali, c'era un assessore, che giustamente è l'assessore Caveri, è brutto parlare di persone che non ci sono, ma ovviamente era lui, quindi riportava sui giornali: "La figura professionale in grado di assicurare competenza, conoscenza dell'azienda", eccetera, eccetera, "...requisiti necessari per nuove sfide: rilanciare l'attività".

Ora, diciamolo, noi diamo atto ai risultati economici che si sono avuti in questi anni, perché abbiamo l'onestà intellettuale sempre di riconoscere le cose. Questo è per quanto attiene le partecipate, guardiamo i risultati, sempre. Quindi questo lo diamo per assodato e lo riconosciamo.

Ma, innanzitutto, su questa società c'è direzione e coordinamento - a differenza su quanto avviene per CVA - e, mi pare, è stato fatto per legge. Quindi c'è una responsabilità politica più diretta su questo tema.

E poi cosa possiamo dire? Che dal dicembre 2025 la situazione precipita: perquisizione nel dicembre, la Lega richiede subito audizioni su questo tema, subito. Diciamo: abbiamo dei dubbi sulla validità della governance. Ovviamente, su fatti del genere, come si fa a non dire: "Abbiamo dei dubbi"? Mi sembra il minimo.

Portiamo numerose iniziative in Consiglio, il collega Bellora le ha contate, sono praticamente una decina. Ci viene detto: ci sono delle mele marce, noi abbiamo fatto tutto il possibile, non sapevamo, ci costituiremo parte civile, ecc.

Posizione estremamente debole che, alla luce dei fatti di oggi, si rivela per quanto dicemmo: estremamente debole.

Risultato: maggio 2026, commissariamento giudiziario, riciclaggio, corruzione, emissione di fatture false, ecc. Corruzione colposamente alimentata dalla società. Dipendenti infedeli.

Domanda: ma le mele marce, ammesso che fosse solo un problema di mele marce, ma anche fosse così, com'è che le mele marce a volte fanno carriera? Scusate, ma uno giustamente se lo chiede. Ci sono le mele marce? Bene, com'è che le mele marce hanno fatto carriera? Uno dovrà dare delle risposte su questo, perché altrimenti rimaniamo un po' in sospeso.

E poi, ovviamente, i meccanismi della governance, la questione dei controlli. Abbiamo inserito, nella risoluzione che adesso è all'ordine del giorno, delle tematiche importanti per la valle, temi politici che dovranno essere in qualche modo sviscerati e risolti verso il futuro. Abbiamo quindi messo le critiche emerse, e l'ha esplicitato molto bene il collega Bellora, che se ne intende più di me, ma non va a intersecare il lato giudiziario. Questioni quindi politiche previste da regolamento, che possano essere fatte con una commissione speciale. Abbiamo detto "speciale", abbiamo tenuto fuori il termine "d'inchiesta", che non ci interessa.

Poi abbiamo l'adeguatezza, il sistema della governance, le garanzie occupazionali dei dipendenti e abbiamo aggiunto anche questo in un'ottica costruttiva: il futuro assetto gestionale anche in relazione all'ipotesi di affidamento a gestore terzo, già oggetto di studio, quindi anche questi sono temi già sul tavolo; questa era l'occasione per mettere sul tavolo definitivamente un problema politico che è grosso come una casa, perché non possiamo non vedere l'elefante qua dentro: c'è un problema politico grosso come una casa.

Sono scelte che sono state fatte in discontinuità col breve governo precedente, ma che comunque aveva portato dei risultati, e quindi qualcuno risponde politicamente, ma allo stesso tempo si può guardare avanti e mettere a fattor comune con una commissione che si occupi di ciò.

E ci dite no, con le solite motivazioni, che sono troppo poche, troppo poco convincenti. È impossibile dire che le risposte che ci ha dato, Presidente, siano convincenti. Non c'entra nulla il lato giudiziario, quello va da sé, ahimè, ahi noi. Ripeto, responsabilità politiche.

A questo punto quindi che cosa volete che vi diciamo? Noi abbiamo messo sul tavolo una soluzione che riteniamo efficace, riteniamo sensata, riteniamo l'unica in grado di favorire una vera riflessione su un tema così importante per gli anni a venire, anche se si vorrà valutare una diversificazione rispetto al passato, ovvero un affidamento, una gestione a qualcun altro, che chiaramente diventa un tema di cui si deve parlare.

Quella era l'occasione buona. Dite no, dite no, vi arroccate, questa è la realtà, vi arroccate. Vi arroccate ed è segno di debolezza, debolezza politica, sicuramente. Vi arroccate e, quindi, noi non possiamo far altro che prenderne atto, abbiamo dato il nostro contributo, che i Valdostani sappiano, giustamente, che il nostro contributo come opposizione l'abbiamo dato, e come attività ispettiva, che continuerà, quella ci resta, continuerà, ma ci resterà il dubbio che il vostro arroccamento non sia soltanto una debolezza di tipo politico, ma anche in qualche modo, a questo punto, che abbiate degli scheletri nell'armadio che temete diventino di dibattito politico. Attenzione al termine, "dibattito politico".

Sul resto dei dibattiti, li faranno altri. Che poi qualcosa arrivi sui giornali, anche quello fa parte, ahimè, del gioco. Ma sono due cose diverse. A questo punto, pensiamo che il vostro arroccamento testardo, le vostre scelte, che si sono dimostrate discutibili negli anni, vi abbiano portato a dei gravi errori, ma non volete che nessun altro vi dica qualcosa. Volete giocare voi, volete andare avanti voi e noi prendiamo atto di ciò e dei risultati.

Ripeto, una brutta pagina. Io penso che i Valdostani, i pochi che eroicamente seguono ancora questo Consiglio - ma il tema è importante - i Valdostani si renderanno conto della vostra debolezza, del vostro arroccamento e della vostra testardaggine.

Noi, da parte nostra, dall'opposizione, non possiamo fare di più e, quindi, aspettiamo, continueremo con le iniziative ispettive e vedremo poi lo svolgersi degli eventi.

Presidente - La parola al collega Centoz.

Centoz (PD-FP) - Mi collego a quello che ha appena detto il collega Perron. Insomma, la risposta del Presidente è stata abbastanza disarmante perché si è trincerato dietro un'indagine e, quindi, si dice: "C'è già un'indagine in corso e quindi noi lasciamo che l'indagine faccia il suo corso".

Ma su questo credo che siamo tutti d'accordo, nel senso che nessuno di noi vuole interferire sull'indagine in corso, non è il nostro compito, non è il nostro ruolo. Però io credo che questo Consiglio si debba interrogare sulla qualità di governance delle proprie società partecipate. È su questo che noi, invece, vorremmo che in qualche modo il Consiglio prendesse delle posizioni.

Su questo tipo di iniziativa io pongo l'accento soprattutto - più che sui primi due punti, che fanno un po' un'analisi di ciò che è successo - sugli ultimi due punti, in cui si chiede che si occupi questa commissione speciale, e cioè le garanzie occupazionali e, come si accennava prima, il futuro assetto del Casinò. Perché se vogliamo in qualche modo provare a salvaguardare una delle attività più importanti, uno degli asset pubblici più importanti che abbiamo in questa Valle, bisogna capire quello che è successo, ovviamente, ma bisogna anche cominciare a discutere serenamente su qual è la prospettiva del Casinò.

Ovviamente il Casinò è uscito da una fase concordataria, adesso è entrato in una situazione di controllo di amministrazione giudiziaria, ma la prospettiva dovrebbe essere quella di valutare quali siano le prospettive future. E su queste, chiaramente, è possibile che nel Consiglio ci siano delle posizioni diverse. Noi non siamo così convinti che la privatizzazione sia la soluzione migliore, però siamo anche sufficientemente intelligenti da immaginare che un dibattito possa in qualche modo dare la rappresentazione più corretta di questa situazione.

Allora, trincerarsi dietro l'analisi da parte della magistratura o dei commissari su quello che sta succedendo al Casinò non esime il Consiglio da studiare e capire quello che è successo per cercare di migliorare, perché l'obiettivo di tutti dovrebbe essere far funzionare bene il Casinò, perché il Casinò dà degli introiti alla regione, dà da mangiare a delle famiglie che lavorano in quella struttura, è un punto importante della storia e del futuro, immagino, della nostra regione.

La commissione speciale aveva proprio quest'obiettivo. Le singole commissioni sono tematiche, la commissione speciale aveva un orizzonte più ampio, a 360 gradi, che guardava a quello che è successo, ma che in qualche modo poneva le basi per capire quello che può succedere da qui in avanti, perché a un certo punto va anche rilanciata l'attività di questa casa da gioco.

Invece, in qualche modo prendiamo atto che la volontà dell'Amministrazione è semplicemente aspettare che gli altri facciano il lavoro che, invece, dovremmo fare noi.

Se ritenessimo che l'amministrazione giudiziaria sia in qualche modo penalizzante dal punto di vista dell'immagine del Casinò, dovremmo essere tutti preoccupati che quest'amministrazione giudiziaria termini il prima possibile e consenta in qualche modo a tutti di dibattere sul futuro del Casinò, non di aspettare passivamente che la situazione si risolva. La situazione non si risolve passivamente. L'amministratore o, meglio, la Regione, che è socia al 99,9%, ha il diritto e il dovere di interrogarsi su quello che è successo e su quello che sarà del Casinò. E una commissione speciale non è per additare, per puntare il dito contro qualcuno, io non sono qua a chiedere la testa di nessuno, io non sono qua a prendere l'amministratore unico come il responsabile di tutto ciò che è successo. Non mi interessa, non è il mio compito. Ci sono delle indagini in corso che ci daranno i risultati che saranno.

Noi però ci dobbiamo interrogare su quello che è successo, come soci della società, non entrando nell'amministrazione della società, ma come soci della società ci dobbiamo interrogare su quello che è successo e su quello che sarà il futuro del Casinò.

Voteremo quindi ovviamente a favore di quest'ordine del giorno.

Presidente - Ci sono altri interventi? La parola al collega Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Vedete, da un lato ci sono delle criticità, ci sono delle emergenze e, dall'altra parte, c'è un percorso, che è un percorso abbastanza ordinato.

Noi abbiamo in approvazione il bilancio del 2025, quindi prossimamente ci saranno le assemblee che dovranno affrontare quest'argomento e quindi avremo già un punto di riferimento, un documento contabile di un certo tipo, del 2025. Dopodiché avremo anche in quella sede, immagino, tutta una serie di valutazioni che sono le valutazioni degli organi che già sono funzionanti: collegio sindacale, società di revisione, e quindi iniziamo ad avere dei dati.

Dopodiché abbiamo due argomenti: una è l'inchiesta della Procura di Aosta e l'altro il provvedimento inaudita altera parte che è stato prodotto dal Tribunale di Torino. In un caso abbiamo un'inchiesta penale, dall'altra parte abbiamo degli amministratori giudiziari che devono svolgere delle attività.

Chi ha avuto modo di vedere i provvedimenti, qualcuno li ha citati... questi devono fare una relazione nell'arco di 30 giorni. Il 14 di luglio c'è un'udienza, quindi i tempi sono stretti.

Io condivido quello che è stato detto dai colleghi che mi hanno preceduto sul fatto che il Consiglio faccia le dovute valutazioni, ma non credo che in questo momento la commissione speciale dia un contributo ad avere dei documenti. Voi lo sapete bene, la commissione è esattamente equiparabile alle altre commissioni, quelle che sono ordinarie, quindi non ha nessun potere d'inchiesta, non ha nessun potere diciamo particolare, perché non siamo un organo giudiziario e, quindi rischieremmo di fare un gran volume, ma senza gli strumenti. Ed ecco perché nessuno sottostima il fatto che debba essere analizzata a fondo la situazione, ma credo che la tempistica sia una tempistica che ci consente già di fare tutte le valutazioni.

Dopodiché, con tutta la simpatia che ho, collega Perron, qua immaginare la Lega come il baluardo della legalità, coloro che difendono... abbia pazienza. È sufficiente leggere il giornale sul ponte dello stretto: state, secondo gli inquirenti, corrompendo delle persone che fanno parte della Corte dei conti per, di fatto, condizionare il parere negativo che è stato dato dalla Corte dei conti sulla delibera del CIPESS.

Allora, collega Perron, un minimo di decenza: che la Lega sia il paladino della legalità di tutte le cose che vanno bene, non è così. Poi anche lì c'è un'inchiesta, vedremo. Ma questo è l'obiettivo del vostro leader, il leader maximo, il ponte sullo Stretto di Messina, e per portarlo avanti si corrompe, secondo le valutazioni dei giudici, della procura, addirittura la Corte dei conti.

Per carità.

Presidente - La parola al collega Zucchi.

Zucchi (FdI) - Confesso francamente che non intendevo intervenire perché i colleghi di minoranza che sono intervenuti hanno detto egregiamente le motivazioni sottese al senso di questa nostra risoluzione. Noi prendiamo atto delle vostre posizioni.

Collega Marguerettaz, lei è andato bene per quattro quinti del suo intervento, e io mi sento anche di condividere, visto che lei ha parlato di 30 giorni, mi auguro che lei convenga con me che dei 30 giorni magari bisognerà tenere anche in debito conto quello che l'obbligo di legge impone a questo Consiglio, in modo particolare al Presidente, di venire, dopo che sarà fatto il bilancio della Casino, a relazionare in aula su tutta l'attività che è stata posta in essere. Cosa che non è mai stata fatta negli ultimi anni con la scusa, un poco futile, del concordato.

Però, collega, lo dico io che sono di Fratelli d'Italia: andare a scivolare sulla questione dello stretto, della Lega, dei paladini, forse se lo poteva risparmiare, perché allora voi siete garantisti in senso unico, su quello che vi conviene siete al quinto grado di giudizio. Qui abbiamo un presidente che ha avuto una pronuncia del tribunale e giustamente ha titolo per poter fare tutte le azioni che gli competono.

Lei ha citato un caso che è soltanto in questo momento abbozzato sui giornali...

Ecco, no, qui stiamo parlando di fatti. Ma quando parliamo di fatti, cerchiamo di essere seri. Capisco tutto, capisco anche l'ora... però era andato benissimo, veramente bene per quattro quinti, e non intendevo intervenire. Su questo lei ha fatto quello che si chiama un plongeon, anche di stile, andando a tirare fuori delle situazioni che francamente con l'argomento non c'entrano un fico secco.

Allora, noi oggi abbiamo detto delle cose, abbiamo fatto delle domande, non pretendiamo delle risposte, se qualcuno le vuole dare le dà, se qualcuno non le vuole dare non le dà, magari le darà altrove, non lo so, le vedremo di nuovo scritte sul giornale. Sulla questione che a noi sta a cuore, cioè la questione che è contenuta anche in quest'ordine del giorno, cioè di valutare quelle che possono essere anche le strade, non si dice "siamo tenuti a", ma il nostro partito, insieme al gruppo e alla coalizione di centro-destra, ha messo nel programma che una delle possibili soluzioni è la privatizzazione.

Io credo che non sia il vangelo, ma che il famoso studio che ho citato oggi pomeriggio debba essere tirato fuori dai cassetti. Mi auguro che magari nei 30 giorni fatidici della legge quest'occasione ci verrà data, perché lì sarà un'ottemperanza a un obbligo di legge. Mi aspetterei, perché è un settore completamente a parte dalle indagini, giustamente il collega Perron ha detto che sono due canali paralleli, distinti, l'indagine fa il suo corso, ma noi dobbiamo fare politica, non dobbiamo demandare alla magistratura le loro azioni, noi dobbiamo fare politica, dobbiamo parlare di quello che è il destino, il futuro del Casinò, e se non ne parliamo noi qui, chi è che ne deve parlare?

E quindi anche la questione legata agli studi che voi avete visto a fine dicembre, noi vorremmo vederli finalmente aggiornati per farci un'idea dello stato dell'arte, per capire a maggior ragione, con quello che è successo, se quella sia una strada esperibile. Abbiamo delle diversità di vedute, per esempio, con i colleghi del PD, ma questo non vuol dire che, come loro hanno appena detto, non possano valutare la possibilità una volta che lo studio venga messo a disposizione di tutti.

Io quindi mi auguro che questo studio della Ernst & Young - non mi ricordo più di chi, se è subentrato - possa vedere finalmente la luce e che finalmente ci sia uno spunto, anche uno slancio dato da questa situazione - su questo punto la magistratura e il commissariamento giudiziale non c'entrano - perché spetta a noi. Credo che anche chi ha fatto il commissariamento giudiziale si aspetti che noi facciamo delle cose, che noi vorremmo fare, quantomeno valutare, e che noi dovremmo fare quanto prima perché la situazione impone comunque delle scelte.

Presidente - Ci sono altri interventi? La parola al collega Carrel.

Carrel (ADC) - Io non tratterò temi dello Stretto, perché credo che abbiamo già tanti problemi in Valle d'Aosta e dobbiamo concentrarci, per quanto possibile, su questo.

Quello che mi preoccupa -non entro a fare il giudice, perché non è questo il nostro ruolo, ma il nostro ruolo, a cui siamo chiamati, è quello della politica - è il fatto che aspettiamo sempre qualcuno che arrivi da altre parti, in questo caso sono dei giudici, quindi un'amministrazione giudiziaria che ci deve dare delle risposte entro il 14 di luglio. In altri casi, se possiamo avere una giunta di un certo tipo, piuttosto che dell'altro, aspettiamo una sentenza di un altro giudice...

Il problema è che da autonomista mi chiedo che cosa stiamo facendo come Consiglio regionale. Questa era una risoluzione, un ordine del giorno che andava proprio in quella direzione.

Cerchiamo magari di evitare 10.000 interrogazioni e interpellanze, cerchiamo di non intasare la IV Commissione, che deve trattare tantissimi temi, tra cui quello che abbiamo trattato ieri con la SAV, tra cui il piano trasporti e tanti altri temi. Guardo la collega Borre, sicuramente ha un'agenda molto impegnata nei prossimi mesi.

Evitiamo di caricarle anche questo dossier, che ha bisogno di un focus specifico. Occupiamocene con una commissione speciale e andiamo a trovare dei dati che sono poi necessari per fare delle scelte. Perché, purtroppo, non abbiamo fatto le scelte.

La risposta del Presidente oggi ci dice che dobbiamo aspettare che qualcuno, da qualche tribunale, qualcuno che sta svolgendo l'indagine, ci dia le risposte. Io credo che questo non sia il modo corretto, almeno per conto mio, di fare politica e di gestire un patrimonio come il Casinò, che è un patrimonio di noi Valdostani e che, invece, richiederebbe la massima attenzione da parte di questo Consiglio regionale.

Questa era una delle possibilità che potevamo mettere in campo per tornare a occuparcene e per essere noi padroni in casa nostra. In questo momento possiamo dire che il governo regionale e la Valle d'Aosta non sono sicuramente in mano ai Valdostani o ai rappresentanti del popolo valdostano, e questo mi fa male.

Presidente - Altri interventi?

Pongo in votazione l'ordine del giorno. Collega Centoz?

Centoz (PD-FP) - Scusi, per chiedere il voto segreto a nome mio e del collega Carrel, Zucchi, Manfrin e Baccini.

Presidente - Dei gruppi, ok. Andremo quindi in votazione segreta. Apro la votazione.

Chiudo la votazione.

Presenti: 35

Votanti: 21

Favorevoli: 15

Contrari: 6

Astenuti: 14

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo ora all'ordine del giorno n. 2. La parola per l'illustrazione al collega Centoz.

Centoz (PD-FP) - Chiaramente si rischia di essere ripetitivi, perché poi il tema è lo stesso e, quindi, si rischia di essere ripetitivi.

A differenza dell'ordine del giorno precedente, quest'ordine del giorno cerca di guardare in prospettiva, cerca di guardare avanti, cerca di capire quello che dovremmo poter fare in questo momento come azionisti di maggioranza quasi totalitaria del Casinò.

Come dice l'ordine del giorno stesso, gli obiettivi dovrebbero essere di tre tipi.

Il primo è fare un audit esterno, indipendente, sul sistema di organizzazione e controllo della società Casino S.p.A. Questa è una richiesta che avevamo già avanzato con un'interpellanza a gennaio e a maggior ragione oggi, secondo me, diventa importante, non perché il Casino non stia facendo questo lavoro, ma perché è importante che il socio di maggioranza, cioè la Regione, capisca com'è strutturato il modello organizzativo della Casino.

La Casino quindi è un soggetto e farà le sue valutazioni, i commissari giudiziari faranno le loro valutazioni, faranno ciò che devono fare e per cui sono stati nominati, peraltro, come ci è stato ricordato nel pomeriggio dal Presidente, che ha letto la lettera, il loro obiettivo è molto limitato e molto ben preciso. Diverso, invece, è ciò che deve fare il socio, che in questo caso è un socio quasi totalitario, che invece deve capire com'è strutturata la propria società per intervenire sul modello gestionale futuro.

Secondariamente, noi chiediamo una condivisione delle scelte, quindi ritornare a un consiglio d'amministrazione. Ovviamente, in questo momento sia la legge istituzionale che lo statuto prevedono un consiglio d'amministrazione di tre membri e quindi a questo ci siamo attenuti. Probabilmente, siccome altre società partecipate hanno consigli di amministrazione più numerosi, potrebbe valere la pena di fare un ragionamento sull'estensione del numero dei componenti del consiglio d'amministrazione, però in questo momento sono tre e quindi a tre ci atteniamo.

Ma l'obiettivo - e quindi provo ad anticipare qualche dubbio che sicuramente uscirà - non è quello di procedere a un manuale Cencelli, a una lottizzazione della composizione del consiglio d'amministrazione, ma è quello di farsi parte attivaIo credo che il Casino sia uno degli asset più importanti che ha la Regione Autonoma Val d'Aosta, non soltanto perché è lì dal 1945, 1940 e rotti, ma perché appunto in Italia ci sono quattro casinò, tre adesso perché Campione non si capisce bene come funzioni. È quindi un elemento caratteristico della nostra storia, della nostra autonomia, che va preservato per quello che è stato e per quello che può rappresentare nel futuro.

Io allora credo che una condivisione nelle scelte, e quindi un'assunzione di responsabilità... perché in qualche modo è intervenire nelle scelte (non per designare l'amico di Fulvio che va nella Casino, ma per individuare dei soggetti di competenza) e, in qualche modo, condividere la responsabilità di dare un rilancio concreto al Casinò.

La Regione ne è socia al 99%, il Consiglio quindi dovrebbe in qualche modo esprimersi in maniera compiuta. Io credo che un'assunzione di responsabilità da parte di tutto il Consiglio (quindi questo dovrebbe essere l'obiettivo, da parte di tutto il Consiglio) nella scelta del futuro management sia un modo per condividere le scelte, ma per un'assunzione di responsabilità non soltanto della maggioranza ma anche di chi fa opposizione. Perché spesso è facile criticare, è facile demolire, è facile additare le responsabilità. Più difficile è assumersi le responsabilità. Ecco, io credo che il passaggio debba essere quello.

Il momento è difficile, usciamo da un concordato, siamo finiti in una situazione che non avremmo immaginato, che non avremmo voluto vedere, ci immaginiamo che questa soluzione venga risolta il prima possibile. Allora immaginiamo che il Consiglio, nella sua interezza, provi a dare delle risposte alla cittadinanza, provi a dare delle risposte a chi lavora nel Casinò e a chi in qualche modo ha a che fare con il Casinò. E poi, chiaramente, a riferire in commissione su quello che sta succedendo e su ciò che si aprirà in questa nuova fase.

Chiudo tornando su un argomento che è stato ripetuto più volte prima. Chiaramente qui c'è un'indagine in corso, ci sono dei commissari giudiziari e ovviamente nessuno ha intenzione di interferire sull'operato di questi soggetti. Questo lo abbiamo detto tutti ma vorrei ribadirlo, perché noi non possiamo limitarci ad aspettare il risultato di ciò che fanno i commissari giudiziari. I commissari giudiziari stanno facendo il loro lavoro, sono stati nominati dal Tribunale, hanno un obiettivo molto chiaro e molto preciso, è scritto nell'ordinanza. Oggi il Presidente ci ha indicato nello specifico una lettera molto chiara e dettagliata e loro devono giustamente fare il loro lavoro.

Noi però non siamo nel Casinò, noi siamo il socio di maggioranza, e abbiamo l'onere di capire quello che è successo, al di là di quello che faranno i commissari, in maniera più ampia e più approfondita, se posso, perché solo capendo quello che è successo si può migliorare. Ripeto, non per additare le responsabilità a nessuno, c'è un'indagine in corso, l'indagine ci chiarirà chi sono i responsabili, che responsabilità hanno e pagheranno, se sono ritenuti responsabili, per quello che hanno fatto.

Noi ci dobbiamo preoccupare di capire che cosa non abbia funzionato e mettere in atto ciò che serve per evitare che questi problemi si ripetano. E io credo che immaginare un consiglio d'amministrazione con una rappresentatività ampia sia un modo per dare più peso all'interno del Casinò e dare più responsabilità all'intero Consiglio, non solo a una parte.

Presidente - Per il governo la parola al presidente Testolin.

Testolin (UV) - Le premesse saranno quelle del collega Centoz, nel senso che a volte ci si ripete, poi dopo, senza contrapposizione preconcetta, ma anche per coerenza con quello che si è detto prima, aggiungerei che c'è sempre però un'idea che debba esserci forzatamente da parte del socio azionista un'entrata in gioco nella gestione di una società.

Questo è un concetto che quando si dicono certe cose si sposa, quando si fanno certe altre cose non si sposa più. A seconda del bisogno, si utilizza uno o l'altro dei parametri dove il socio sia opportuno che interferisca o non interferisca.

Credo che l'autonomia gestionale delle società, al netto d'indicazioni e di strategie che competono in contesti molto limitati, debbano essere in capo a chi gestisce, altrimenti sarebbe una gestione diretta da parte dell'ente che dice che cosa faccio, cosa non faccio, le scelte che assumo, gli investimenti che faccio, i concorsi, una serie di ragionamenti che competono a chi ha l'onere di gestire.

Credo che all'interno della Casino, così come in altre aziende controllate, ci siano degli organismi di vigilanza deputati a capire e a valutare con una propria responsabilità che non può essere incorporata al socio, perché altrimenti sarebbe anche un rischio di sovrapposizione delle varie mansioni. Sono stati citati anche il collegio sindacale e la società di revisione, che hanno dei ruoli ben definiti e che vanno nell'ottica di dare alla società quella strutturazione che sia coerente con le normative vigenti.

In questo senso mi ripeto riguardo all'eccezione rispetto al punto n. 1, che è quella di andare a sovrapporre a un percorso che è già stato delineato un audit che nient'altro è che un'acquisizione di documentazione, un'acquisizione di carteggi, di prassi, di procedure, che sono oggetto di chi è deputato in un mese a verificare le eventuali criticità all'interno dell'azienda.

Per il secondo punto, al netto delle altre considerazioni, l'Amministrazione, la maggioranza regionale, stia evidentemente facendo gli stessi ragionamenti che fa lei sulla necessità, l'opportunità di andare a fare una valutazione sulla composizione di un consiglio d'amministrazione.

E peraltro, anche riportandolo al discorso dei 60 giorni, c'è un particolare che non deve sfuggire: la riconvocazione dell'assemblea della Casino è già fissata per il 26 di giugno in prima convocazione e per il 14 di luglio in seconda convocazione, quindi con un perimetro temporale che è già molto ben definito, che quindi ci porterà in un tempo considerevolmente breve, tutto sommato breve, a prendere una decisione.

Questo va anche un po' nell'ottica di rispondere anche a delle altre interpellanze e interrogazioni che chiedono quale intervento ci possa essere. L'intervento è alle porte, quindi sarà questione di settimane.

Anche per quanto riguarda quest'ordine del giorno, la maggioranza avrà un voto di astensione che era, penso, previsto.

Presidente - Qualcuno intende intervenire? La collega Forcellati.

Forcellati (PD-FP) - È vero che l'ora è tarda, è vero che abbiamo già disquisito, è vero che abbiamo già sviscerato questa problematica, io però vorrei ribadire alcuni aspetti.

Intanto questo decreto di amministrazione giudiziaria pesa davvero, come non ce l'aspettavamo. Non avremmo voluto averlo, nessuno, e quando dico nessuno, io penso, almeno per quanto ci riguarda, nessuno della maggioranza, ma neanche nessuno dell'opposizione.

Pesa però come un macigno su che cosa? Sulla reputazione e sull'economia della nostra regione. E quindi ci richiama un po' all'ordine e anche alle nostre responsabilità.

Perché dico questo? Perché abbiamo già detto che la Regione detiene il 99,95% del capitale sociale ed esercita, per legge, l'attività di direzione e coordinamento sulla società. Non siamo quindi spettatori paganti di una vicenda giudiziaria. Siamo i responsabili ultimi della governance di questo ente.

Il Tribunale, nelle motivazioni del decreto, ha messo in luce un concetto chiaro che non possiamo ignorare: ha rilevato una vera e propria colpa di organizzazione e hanno scritto testualmente che "il problema non si risolve sostituendo semplicemente le pedine, cioè le figure apicali, se non si cambia radicalmente il sistema organizzativo".

Ecco, io in questi giorni ho un po' assistito nel mio ambito si direbbe a una dislocazione all'esterno, e cioè uno spostamento sempre su un capro espiatorio esterno, la SAV, la governance del Casinò. Dobbiamo assumerci le nostre responsabilità per quello che ci compete, non per altro. E c'è un'udienza di convalida fissata, e arrivo a quello che ci compete, il prossimo 14 luglio.

Ma noi vogliamo a arrivare a quella scadenza fermi, inerti, immobili, sperando che il tempo sistemi le cose? Sarebbe questo un atto di grave irresponsabilità, che nessuno di noi si può permettere. Dobbiamo presentarci di fronte all'autorità giudiziaria con delle riforme concrete, verificabili, con il fatto che la Regione si è mossa, ha fatto delle cose, ha preso su di sé la propria responsabilità. E quest'ordine del giorno va in questa direzione.

Non ripeto le proposte, perché sono quelle che ogni buon amministratore metterebbe in campo. Per dire che cosa? Per dire: noi ci siamo, siamo consapevoli, abbiamo messo in campo, non abbiamo aspettato un'udienza, noi abbiamo messo in campo quello che potevamo e sapevamo mettere in campo.

Questo perché noi teniamo a questa nostra partecipata, noi teniamo a quello che rappresenta e, quindi, lo facciamo non solo per noi come amministratori, come politici, è la politica che lo fa, ma lo facciamo come rappresentanti di tutti i Valdostani e le Valdostane.

Presidente - Qualche altro intervento?

Chiudo allora la discussione... Collega Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Brevemente, per dire che il gruppo Lega non voterà questa risoluzione perché, pur condividendo le premesse e anche ampia parte dell'intervento che il collega Centoz ha fatto, il punto n. 2 delle impegnative non ci convince e quindi obiettivamente non riterremo di sostenere quest'ordine del giorno.

Ne approfitto però perché prima, giustamente, non sono potuto intervenire perché erano esauriti i tempi, ma devo dire che sono rimasto particolarmente colpito. Sono rimasto colpito perché io penso che all'interno di quest'aula il dibattito fino a questo momento si è mantenuto davvero su binari assolutamente apprezzabili, al netto delle differenze di posizione. Credo che sia decisamente una nota stonata quando si cerca di attribuire addirittura a un partito, quale che sia, una caratteristica che viene avvicinata all'illegalità.

Ora, io penso che chiunque qui dentro sappia, abbia avuto una prova dei fatti, che spesso le persone che vengono toccate all'interno di procedimenti, o anche soltanto le notizie che vengono pubblicate sui giornali, dopo un loro percorso vedono spesso, spessissimo, concludersi con un nulla di fatto.

Ecco, immaginare di trovarsi nella situazione nella quale il Presidente della Regione, a seguito di ricorso, è decaduto e adesso è sub iudice con una pronuncia a settembre, trovarsi con un'amministrazione giudiziaria del Casino, con quello che poi tutti - e giustamente oggi è stato ricordato - gli organi d'informazione ci riportano sulle intercettazioni e su quello che viene detto, e con la Corte dei conti che si occupa dell'aeroporto, e non voglio parlare di altro, ma trovarsi in una situazione di questo tipo, cercare di buttare addosso ad altri una croce che obiettivamente oggi non tocca, a meno che non si voglia immaginare che se qualcuno è indagato è automaticamente colpevole, posto il fatto che non ci sono Parlamentari, esponenti, di nessun colore politico coinvolti nei fatti che sono citati, ecco, buttare questa croce l'ho trovato di davvero estremo cattivo gusto. Soprattutto nei confronti di chi in quest'aula, non farò nomi, ma li conosciamo tutti, in un periodo molto recente ha, in alcuni casi, dovuto dimettersi da questo Consiglio per affrontare un percorso che è stato, io penso, molto pesante a livello personale e che poi si è concluso in un nulla di fatto, o persone che addirittura hanno dovuto subire la carcerazione per poi vedere il tutto risolversi in un nulla di fatto.

Io penso che proprio chi fra questi banchi ha visto dei percorsi di questo tipo e si produce in azioni e in parole che sono state dette, beh, obiettivamente abbia decisamente sbagliato bersaglio.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Direi che dovremmo immaginare di avere una reciprocità, nel senso che nell'intervento che è stato fatto sono state citate una serie d'indagini, serie, di accuse, e si è fatto un parallelo con l'Amministrazione, dicendo che vogliamo mettere la testa sotto la sabbia e, tra le righe, quasi immaginare, non dico una collusione, ma una cosa più o meno del genere. E quindi si è citato e si è fatto tutto un passaggio indietro, dice: guarda che nel 2020 abbiamo avuto un risultato così importante, per oggi c'è stato...

In realtà, io ebbi già modo di dire che quel risultato eclatante della Lega in Valle d'Aosta non aveva nessun merito, perché era semplicemente il traino di quello che accadeva a livello nazionale. Tant'è che quel risultato straordinario che c'è stato nel 2020 nel 2025 è precipitato, ma non perché gli eletti della Lega fossero improponibili, ma semplicemente perché si vive di luce riflessa. Eravate in undici, oggi siete in tre.

E quindi tutto questo ragionamento nel dire la Lega, la Lega, insomma, alla fine ha un po' stufato. La correggo, non è così, non è così, perché in quell'indagine uno degli indagati, che non è colpevole, è indagato, era il commissario in Calabria della Lega. Era il commissario della Lega.

Da questo punto di vista quindi io posso apprezzare, e sono anche d'accordo, però in questo mondo bisogna avere del fair play per richiedere del fair play. Se uno non ha fair play, non può pretenderlo dagli altri. Da questo punto di vista quindi va benone. Io, voglio dire, con garbo...

Dopodiché, come dico, guardi che, collega Forcellati, non c'è nessuno che sta fermo, le assemblee vengono fatte a fine mese e quindi, da questo punto, che cosa sta dicendo? A fine mese ci sarà l'approvazione del bilancio e ci sarà il rinnovo degli organi sociali, non è che ci sia bisogno di un'interpellanza o di una risoluzione per dire che bisogna fare delle cose che sono nell'abc.

Nessuno sta sottostimando, nessuno sta dormendo, ci sarà tutta una serie di cose e trarremo, torno a dire, anche le informazioni utili perché il provvedimento ormai è già un provvedimento che è datato di una settimana, in 30 giorni ci dovrà essere una relazione, il 14 ci sarà un'udienza, ci saranno tutte le valutazioni, perché il provvedimento che è stato adottato è proprio un provvedimento inaudita altera parte, cioè non c'è stato un contraddittorio; sulla base dell'inchiesta è stato adottato.

Oggi come oggi mi pare, anche da quanto riportato sui giornali, che anche le comunicazioni che sono state date portino questi amministratori giudiziari ad analizzare e a collaborare sia con l'amministrazione, l'amministrazione ricordo...

Anche qua, qualcuno deve guardare un po' com'è quest'azienda del Casinò. L'azienda del Casinò ha un disciplinare, il disciplinare l'approva il Consiglio regionale. Quest'azienda ha dei controllori che sono dei controllori regionali. Cioè, c'è tutto un discorso. C'è da modificare qualcosa? Si modificherà, per carità, però andiamo a raccogliere tutti gli elementi di una struttura che è una struttura già abbastanza articolata.

Qualcosa non ha funzionato? Correggiamola. La correggeremo.

Presidente - Ci sono altri interventi?

Chiudo la discussione e apro la votazione. La votazione sull'ordine del giorno è aperta.

Chiedo ai colleghi di votare. Chiudo la votazione.

Presenti: 35

Votanti: 4

Favorevoli: 4

Astenuti: 31 (Aggravi, Baccega, Baccini, Bellora, Bertschy, Borre, Campotaro, Domanico, Girod, Grosjacques, Jordan, Lattanzi, Lavevaz, Lotto, Manfrin, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Minelli, Perron, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Torrione, Trione, Tuccari, Viérin Laurent, Viérin Marco e Zucchi).

L'ordine del giorno non è approvato.

Possiamo ora passare alla votazione dell'oggetto n. 13. Ricordo che è stata acquisita la relazione recante il parere del Collegio dei revisori dei conti, che sarà allegato quale parte integrante della legge, come previsto dall'articolo 1, comma 2, della legge medesima.

Apro quindi la votazione dell'articolo n. 1. Votazione aperta.

Chiedo ai colleghi di votare. Chiudo la votazione.

Presenti: 35

Votanti: 20

Favorevoli: 20

Astenuti: 15 (Baccini, Bellora, Campotaro, Carrel, Centoz, Domanico, Forcellati, Guichardaz, Lattanzi, Manfrin, Minelli, Perron, Torrione, Tuccari e Zucchi).

L'articolo è approvato.

Posso dare lo stesso risultato dell'articolo 2?

Del 3?

Del 4?

Del 5?

Abbiamo l'Allegato 1. Pongo in votazione l'Allegato 1. Chiedo ai colleghi di votare.

Chiudo la votazione.

Presenti: 35

Votanti: 20

Favorevoli: 20

Astenuti: 15 (Baccini, Bellora, Campotaro, Carrel, Centoz, Domanico, Forcellati, Guichardaz, Lattanzi, Manfrin, Minelli, Perron, Torrione, Tuccari e Zucchi).

L'allegato è approvato.

Posso dare lo stesso risultato all'Allegato 2?

Pongo ora in votazione la legge nel suo complesso. Votazione aperta. Chiudo la votazione.

Presenti: 35

Votanti: 20

Favorevoli: 20

Astenuti: 15 (Baccini, Bellora, Campotaro, Carrel, Centoz, Domanico, Forcellati, Guichardaz, Lattanzi, Manfrin, Minelli, Perron, Torrione, Tuccari e Zucchi).

La legge è approvata.