Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 490 del 10 giugno 2026 - Resoconto

OBJECT N° 490/XVII - Communications du Président de la Région.

Aggravi (Président) - Point n° 5 à l'ordre du jour. La parole au président Testolin.

Testolin (UV) - La Vallée d'Aoste a eu l'honneur et le plaisir d'accueillir le 4 juin dernier la troisième réunion du Comité de coopération transfrontalière Italie-France dans le cadre prestigieux du Fort de Bard.

La rencontre, co-présidée par le Ministre des Affaires étrangères et de la coopération internationale, Antonio Tajani, et par le Ministre d'Europe et des Affaires étrangères de la République française, Jean-Noël Barrot, a présenté une importante occasion d'échange, visant à renforcer les relations entre les deux pays, mais aussi à encourager la coopération entre les communautés locales.

Le traité du Quirinal, dont est issu le comité, a précisément pour objectif de fournir un cadre politique et institutionnel permettant de favoriser la coopération entre les deux pays et de stimuler les échanges à niveau local.

Au cours de cette rencontre, nous nous sommes arrêtés sur l'importance des voies de communication dans une perspective d'intégration de l'espace transfrontalier, de développement économique et social des deux pays voisins, ainsi que d'échanges et de relations quotidiennes entre les territoires frontaliers.

Une attention particulière a notamment été portée au tunnel du Mont-Blanc.

Par ailleurs, avec l'assesseur Lavevaz, qui a introduit les travaux de la matinée, nous avons rappelé l'engagement de la Vallée d'Aoste en faveur de la valorisation du bilinguisme.

Nous avons également approfondi la présentation du modèle scolaire en vigueur, notamment à travers le choix de la Région de prendre en charge le coût des certifications linguistiques DELF et DALF pour les élèves du secondaire, afin que les jeunes Valdôtains puissent obtenir une certification reconnue à l'échelle internationale.

Nous avons également souligné notre volonté de participer directement à l'Organisation internationale de la Francophonie, OIF, et de présenter les contacts engagés avec France Télévisions, afin de pouvoir à nouveau garantir la retransmission de ses chaînes sur le territoire régional.

Les travaux ont réuni des Parlementaires, des représentants des régions et des collectivités locales des deux côtés des Alpes, ainsi que les responsables de l'administration territoriale située le long de la frontière franco-italienne.

Nos remerciements vont naturellement aux Ministres, qui ont choisi la Vallée d'Aoste pour cette importante rencontre, ainsi qu'à toutes les personnes qui ont contribué à l'organisation d'un événement particulièrement apprécié par l'ensemble des délégations.

In data 28 maggio 2026 è stata notificata alla Regione e al Comune di Saint-Vincent, nella loro qualità di soci di Casino de la Vallée S.p.A, il decreto adottato dal Tribunale di Torino, sezione Misure di prevenzione, ai sensi dell'articolo 34 del decreto legislativo 159 del 2011.

Il decreto, adottato su richiesta del gennaio 2026 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino, ha disposto, nei riguardi della società, la nomina per un anno di due amministratori giudiziari, cui è stato affidato il compito di affiancare gli organi di amministrazione della Casino S.p.A., lasciando il normale esercizio d'impresa in capo agli organi di amministrazione societaria, al fine dell'adozione di una serie di misure dirette a risolvere il modello organizzativo di cui al decreto legislativo 231/2001 e a rafforzare, in particolare, i presidi di controllo societari sulle operazioni rilevanti ai fini della normativa in materia di antiriciclaggio.

L'udienza per la comparazione della società è stata fissata al 14 luglio 2026.

La Regione, dal canto suo, ha comunicato agli amministratori giudiziari la più ampia disponibilità e collaborazione per quanto ritenuto opportuno o necessario, fermo restando che spetterà alla società interagire con gli amministratori e con il tribunale per assicurare la rapida individuazione delle criticità rilevate e l'implementazione di protocolli operativi a supporto della normativa antiriciclaggio e anticorruzione, anche rappresentando, nelle dovute sedi, le misure nel frattempo poste in essere.

Dal canto suo, il Collegio degli amministratori giudiziari, composto dal dottor Corradino Corrado e dal dottor Ivano Berardi, ha fornito, con nota dell'8 giugno scorso, alcune precisazioni da condividersi con il Consiglio regionale, delle quali do lettura integrale.

"Egregi signori, il Collegio degli amministratori giudiziari, nominato dal Tribunale di Torino, sezione Misure di prevenzione, nell'ambito della procedura n. 102/2025 riguardante la società Casino de la Vallée S.p.A., ritiene opportuno fornire alcune precisazioni in merito al perimetro del mandato ricevuto dall'autorità giudiziaria.

La misura di prevenzione adottata ai sensi dell'articolo 34 del decreto legislativo n. 159/2011 è finalizzata ad assicurare l'amministrazione giudiziaria e la tutela della legalità nei settori indicati dal provvedimento dell'autorità giudiziaria. Gli amministratori giudiziari stanno operando e continueranno a operare nell'esclusivo interesse pubblico individuato dalla legge e sotto la costante vigilanza del Tribunale di Torino, sezione Misure di prevenzione e del giudice delegato, attenendosi rigorosamente ai poteri e ai limiti conferiti.

L'attività del Collegio è, allo stato, rivolta: alla verifica dei processi aziendali e dei presidi di controllo interno ed esterno; all'esercizio dei poteri attribuiti nell'ambito della normativa antiriciclaggio e al monitoraggio degli assetti organizzativi e gestionali della società.

Si precisa che gli amministratori giudiziari non svolgono funzioni d'indirizzo politico, né attività estranee al mandato conferito all'autorità giudiziaria, limitandosi all'esecuzione delle attività demandate dal Tribunale nell'ambito della procedura in corso.

Il Collegio confida che tutte le interlocuzioni istituzionali possano svolgersi in un clima di collaborazione e serenità, nel rispetto dei reciproci ruoli e delle prerogative proprie dell'autorità giudiziaria, della Regione Valle d'Aosta, del Comune di Saint-Vincent e degli organi societari".

A questo proposito mi corre l'obbligo di dare una giustificazione al collega Manfrin che, in sede di Capigruppo, mi aveva chiesto se erano previste delle comunicazioni in merito al Casinò. Io ero in parola con gli amministratori giudiziari, che avrebbero dovuto inviarci questo tipo di comunicazione, che non era ancora arrivata nel momento in cui ci siamo confrontati, per cui ho preferito accertarmi che questa arrivasse nei tempi prescritti, in modo da poterne dare giusta comunicazione e, soprattutto, previa una condivisione con gli amministratori giudiziari.

Era dovuto nel senso che altrimenti si dice una cosa e se ne fa un'altra, ma le volevo rendere questa spiegazione, che mi sembra doverosa.

Per quanto riguarda la questione sollevata, or ora noi abbiamo provveduto a inviare i termini della risoluzione votata ieri, nella tarda mattinata di oggi e, a mio sapere, non c'è nessun tipo di risposta al momento, a meno che non sia arrivata mentre io sono qua, ma dubito che i tempi di reazione siano così importanti.

Invece, rispetto alla viabilità, considerato che è stata sollevata, nel discorso del Consiglio straordinario di ieri mattina, rispetto alla viabilità delle gallerie, anche la questione più legata invece alle gallerie di Châtillon, così come appreso dagli organi di stampa, preme informarvi - a nome anche dei colleghi Sapinet e Bertschy, che sin dall'inizio hanno seguito questo tipo di vicenda - che la cosa inizia con una comunicazione del 19 di maggio, dove ANAS dice, in buona sostanza: "È previsto l'avvio dei lavori a partire dal mese di giugno, su questo tipo di infrastrutture, per una serie di motivi".

Dopodiché, a valle di questa situazione, la questione è stata posta all'ordine del giorno del COV del 22 di maggio, quindi tre giorni dopo, dopo una prima interlocuzione che è già avvenuta con i colleghi Bertschy, Sapinet - e anche Grosjacques, forse - nella quale era stata manifestata una data di inizio lavori, che poi è stata confermata da una missiva, per il 9 di giugno, che doveva essere se non sbaglio ieri - o lunedì, l'8 o il 9 - al che le interlocuzioni si sono intensificate. Questo per arrivare a dare la comunicazione che ancora ieri si sono avuti dei confronti, anche perché ci vogliono dei tempi oggettivi e indispensabili per poter organizzare - anche se la chiusura è prevista, nella prima fase di lavorazione, solo nelle ore notturne - e allestire percorsi alternativi, soprattutto in funzione del trasporto pubblico e dei mezzi pesanti.

Detto questo, per domani si è concordata, e si è inviata ieri la comunicazione, l'istituzione di un COV (un COV è un Comitato di coordinamento della viabilità) con la Protezione civile, su questo argomento, nella pausa pranzo del Consiglio. Per cui verrà data comunicazione, se è ritenuto opportuno, in una Capigruppo a valle del momento di confronto stesso.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Bellora.

Bellora (LEGA VDA) - Ovviamente parlo di Casinò. "Tanto tuonò che piovve", come dice la famosa massima attribuita a Socrate. Sul Casinò noi, come gruppo, e io in particolare, abbiamo proposto tutta una serie d'iniziative, io le ho rimesse un attimo in ordine e le ho contate, e sono in totale una decina, con le tre di oggi, nel senso che prima di questa giornata io avevo fatto sette iniziative ispettive, un question time, un'interrogazione, cinque interpellanze; ce ne sono altre tre all'ordine del giorno di questo Consiglio regionale, un question time, un'interpellanza e un'interrogazione, che evidentemente non anticiperò in questo intervento e alle quali sicuramente non rinunzierò, ma solo per dare a tutti, credo, un quadro di una situazione che era preoccupante e che continua a svilupparsi in un'escalation assolutamente continua.

Noi abbiamo avuto la prima avvisaglia, ma in realtà ne abbiamo avute molte già prima, ma se vogliamo fermarci agli atti formali abbiamo avuto la prima avvisaglia a dicembre dell'anno scorso, quando c'è stata quest'indagine, che ha comportato un sequestro preventivo al Casinò, perquisizioni e la sottoscrizione d'indagini preliminari di - dico "almeno", perché secondo me saranno di più - ma comunque due dipendenti della Casa da gioco.

La risposta è stata, permettetemi, ai confini della barzelletta, cioè ci hanno detto che è stata predisposta una task force, cioè un gruppo di esperti, di non so bene cosa, i quali sono stati talmente efficaci che, dopo cinque mesi, l'azienda è in amministrazione giudiziaria.

Mi pare che tutti i segnali che noi abbiamo cercato di dare, con una serie d'iniziative, non sto ad annoiarvi con l'elenco ma è sufficiente andare a vedere i vecchi ordini del giorno... ci siamo preoccupati delle modalità di assunzione del personale, di questa task force, della gestione dei clienti importanti, del ruolo dei porteur, che guarda caso sono proprio quelli al centro di quell'inchiesta e di quest'amministrazione giudiziaria.

Purtroppo tutte queste segnalazioni, queste nostre preoccupazioni, sono state completamente ignorate e oggi siamo a questi livelli.

Io ricordo che quando scoppiò il problema dell'inchiesta ci fu portato, nella Conferenza dei capigruppo, l'amministratore unico del Casinò, il quale mi ha dato - e ricordo che io glielo dissi apertamente - la sensazione di una totale inadeguatezza, di una totale non comprensione del problema; tant'è vero che riuscì a dirci che lui, in quanto legale rappresentante del Casinò, si sarebbe costituito parte civile in questo processo.

Io gli risposi che, a mio modo di vedere le cose, sicuramente lui nel processo ci sarebbe stato, ma avevo qualche dubbio sul fatto che sarebbe stato nei banchi della parte civile, magari sarebbe stato un poco più a destra, e ho la sensazione di non essere stato cattivo profeta, visto che, se andiamo a leggere il provvedimento, o anche solo il comunicato stampa relativo al provvedimento di amministrazione giudiziaria, noi vediamo che il principale motivo di quest'amministrazione giudiziaria - che è una misura di prevenzione, non dimentichiamolo - è il fatto che vi sia una totale inadeguatezza del modello 231 e di tutte le procedure anticorruzione utilizzate dal Casinò e presenti presso il Casinò, quelle stesse misure anticorruzione che l'amministratore unico ci aveva detto essere perfette, a prova di bomba e assolutamente sicure.

Ora io mi chiedo che cos'altro debba succedere perché qualcuno si renda conto che vi è un problema molto serio con questa azienda e che abbiamo una totale inadeguatezza della sua governance, cosa che io sostengo da dicembre.

Io dico solo una cosa: la sottoposizione a indagini per 231 dell'azienda io la do abbastanza per certa. Non dimentichiamoci solo - ho finito, signor Presidente - che l'extrema ratio dell'amministrazione giudiziaria è la confisca dell'azienda. Vorrei evitare che arrivassimo lì.

Presidente - La parola alla collega Minelli.

Minelli (AVS) - La comunicazione ufficiale che ci viene resa oggi sul Casinò, dopo le cose che abbiamo letto sugli organi di stampa nei giorni scorsi, non riguarda un episodio ordinario della vita di una società partecipata, perché l'amministrazione giudiziaria del Casino de la Vallée è un fatto direi grave, che riguarda una società in cui il capitale è detenuto quasi interamente dalla Regione Valle d'Aosta.

Crediamo quindi che forse sarà un po' poco, se ci limiteremo, come Consiglio, a prenderne semplicemente atto.

Da mesi in quest'aula - lo ricordava poc'anzi il collega Bellora, che ha presentato parecchie iniziative - ma anche negli incontri che ci sono stati con l'amministratore unico, è emersa spesso la richiesta di chiarimenti sulle misure adottate per contrastare dei fenomeni che gli inquirenti avevano già evidenziato e che avevano portato all'emersione di un sistema di corruzione e di riciclaggio.

Già nella nostra interrogazione a risposta scritta dello scorso dicembre richiamavamo espressamente le valutazioni del giudice per le indagini preliminari, che parlava di una - cito - "assoluta inefficacia dei sistemi di controllo attuati all'interno della Casa da gioco". E noi chiedevamo verifiche, accertamenti, responsabilità.

La risposta che ci è stata fornita descriveva invece un sistema sostanzialmente solido: attività di formazione, audit periodici, aggiornamento delle procedure, organismi di controllo e rafforzamento delle strutture interne; questo era quello che ci era stato detto.

Oggi, alla luce di quest'amministrazione giudiziaria disposta dal tribunale, è evidente che quelle rassicurazioni non potevano e non possono essere considerate sufficienti. Non siamo noi a dirlo, lo dice il provvedimento che è stato adottato: 56 pagine in cui si parla di un vero e proprio sistema corruttivo generalizzato e consolidato, di un meccanismo colposamente alimentato dalla società Casino de la Vallée che non ha posto in essere dei meccanismi di controllo efficaci.

La situazione quindi emerge in tutta la sua gravità e non basta, a nostro avviso, auspicare, come abbiamo letto nel comunicato della Presidenza, che l'amministrazione giudiziaria sia breve e che tutto si risolva per il meglio, crediamo che occorra assumersi delle responsabilità, e non si può neanche continuare a considerare il Casinò come una realtà che in qualche modo è separata dalla Regione. La proprietà è pubblica, le scelte strategiche sono pubbliche, e quindi anche le responsabilità devono essere pubbliche.

Io poi aggiungo che il Presidente della Regione Valle d'Aosta ha anche funzioni prefettizie: diventa difficile immaginare che non sia stato minimamente informato di controlli della Guardia di finanza nei confronti della Casino.

Noi chiediamo che il Consiglio sia costantemente informato sugli sviluppi della vicenda, sugli interventi che sono richiesti dall'amministrazione giudiziaria, sulle eventuali criticità che emergeranno e sulle misure che verranno adottate. Allo stesso tempo, ovviamente esprimiamo una preoccupazione anche per l'assetto del Casinò stesso: parliamo di dipendenti, ma parliamo anche delle ipotesi di gestione futura della Casa da gioco, che devono svolgersi nella massima trasparenza, perché non potrebbe essere accettato che una vicenda così delicata venisse utilizzata magari per accelerare delle scelte strategiche già in discussione, senza un confronto pubblico e senza un pieno coinvolgimento del Consiglio regionale.

La storia del Casinò di Saint-Vincent è segnata da numerose vicende giudiziarie e da momenti che hanno profondamente inciso sulla vita della politica valdostana. Lo ricordiamo tutti: in passato scandali e inchieste hanno prodotto conseguenze pesanti per le istituzioni regionali e per la credibilità stessa della Regione Valle d'Aosta e, a leggere anche sugli organi d'informazione alcune intercettazioni, credo che ci sia da preoccuparsi.

Non possiamo permetterci, quindi, né delle sottovalutazioni, né delle reticenze. C'è bisogno di chiarezza, di trasparenza, e serve la volontà di capire che cosa non abbia funzionato e perché non abbia funzionato.

La questione a nostro avviso oggi non è soltanto che cosa abbiano fatto alcuni singoli soggetti, la questione è capire perché i sistemi di controllo, la governance societaria, ma anche il controllo politico - perché, come dicevo, questa è una società pubblica - non siano stati in grado di capire per tempo ciò che gli inquirenti contestano.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Centoz.

Centoz (PD-FP) - Riparlando della chiusura della galleria di Sorreley, ho detto che il problema non è episodico, che il modello di governance delle partecipate non funziona, il Casino de la Vallée è la seconda prova, e questa volta la prova porta la firma del Tribunale di Torino.

Il 29 gennaio il nostro gruppo aveva presentato un'interpellanza che chiedeva se la Regione intendesse attivare un audit esterno indipendente sui presidi di conformità dell'antiriciclaggio nel Casinò. La risposta del Presidente fu: "Non è compito del governo regionale sostituirsi all'organo amministrativo della società".

Cinque mesi dopo, il Tribunale di Torino ha fatto esattamente quello che la Regione aveva rifiutato di fare.

Il decreto non è un atto punitivo verso una persona, il Tribunale ha rilevato una colpa di organizzazione strutturale, sistemica, dichiarando - cito pagina 52 dell'ordinanza - che "il problema non può essere risolto con la mera sostituzione delle figure apicali, senza cambiare il sistema organizzativo". Non lo dico io, lo dice il Tribunale.

La Casa da gioco è da poco uscita da una procedura concordataria, ma il concordato verifica la sostenibilità finanziaria, non gli obblighi di antiriciclaggio. Sono due sistemi normativi separati. Per dirla in modo elementare, il concordato ha verificato che il Casinò poteva pagare i propri debiti, il Tribunale ha verificato come li incassava. Non è la stessa cosa.

Nel bilancio del 2024 della società è riportata una contestazione della Guardia di finanza per omessa segnalazione di operazioni sospette, con un accantonamento di 150.000 euro già iscritti nei bilanci precedenti, che la Regione approvava ogni anno, come socio maggioritario. Era disponibile, era leggibile, è stata letta.

Come socio quasi totalitario con obbligo di direzione e coordinamento, la Regione ha mai fatto qualcosa? Non è una semplice partecipazione azionaria, è la forma di responsabilità più intensa che l'ordinamento prevede tra un socio e la sua partecipata. Con quella responsabilità la risposta al decreto non può essere un comunicato stampa che confida negli amministratori giudiziari per individuare le criticità.

Il Presidente era presente l'11 dicembre alla presentazione in cui l'amministratore unico ha annunciato la task force sull'indagine della procura. Il 29 gennaio mi ha risposto che non era compito del governo regionale intervenire, il 28 maggio, dopo il decreto, la Regione ha diffuso un comunicato nel quale confida negli amministratori giudiziari per individuare le criticità.

Qualcuno potrebbe leggere in questa progressione una certa coerenza, io mi limito a osservare che il Tribunale è risultato più intraprendente dell'azionista.

Un sistema che concentra l'intera funzione di azionista pubblico in una singola figura politica è fragile per costruzione. L'amministratore unico può essere stato una buona scelta durante il concordato, l'obiettivo era ridurre i costi e pagare i debiti; oggi serve un rilancio e serve collegialità.

Questo non è un problema di questa Giunta soltanto, è un problema di architettura, e si corregge cambiando l'architettura.

Il 14 luglio c'è l'udienza di convalida davanti al Tribunale, tra poco più di un mese. Tutti dovremmo avere interesse a che la procedura si chiuda il prima possibile. Un casinò in amministrazione giudiziaria è un danno reputazionale che si misura ogni giorno.

Ma quella chiusura non arriverà per inerzia, non arriverà solo se la Regione si presenta con misure concrete di riforma organizzativa, non con la fiducia che i commissari facciano il lavoro che spettava all'azionista.

Prima ho detto che serve qualcosa di diverso. Vorremmo depositare in proposito una risoluzione con tre impegni precisi: primo, entro trenta giorni la Giunta attivi un audit esterno e indipendente sul modello 231, distinto dal lavoro dei commissari, a beneficio dell'azionista, perché la Regione deve sapere in autonomia come funziona il sistema e come si governa.

Secondo: entro sessanta giorni avvia il percorso per passare dall'amministratore unico a un consiglio di amministrazione con rappresentanza delle minoranze in Consiglio regionale, con mandato esplicito di cooperare con i commissari per chiudere la procedura il prima possibile.

Terzo: assumersi la responsabilità di venire a riferire costantemente nella Commissione consiliare competente.

La Giunta deve, o dovrebbe, fare quello che un azionista responsabile fa quando la propria partecipata è in difficoltà. Niente di straordinario, niente che non fosse già disponibile a gennaio. La differenza è che questa volta non c'è un tribunale a farlo al suo posto.

Presidente - La parola al consigliere Zucchi.

Zucchi (FdI) - Alcune cose sono state dette dai colleghi, e mi agevoleranno il discorso, perché lo abbrevierò.

Signor Presidente, io francamente, però, non ho capito, il motivo per il quale, nell'incipit della sua precisazione, lei ha subordinato il fatto di aver deciso di comunicare quanto ha comunicato nel Consiglio soltanto dopo aver ricevuto la comunicazione del commissario. Io francamente trovo assolutamente disgiunto il concetto, perché il fatto che lei avesse ricevuto quella notifica, in quella data che adesso non mi ricordo, le imponeva ugualmente, al di là del pervenimento della nota, di arrivare in quest'aula a parlare della questione, che mi sembra di una certa gravità.

Noi abbiamo tre elementi su quali discutere. La prima domanda è la domanda che hanno posto già quasi tutti i colleghi, ne parlerò brevemente. La seconda è una grande preoccupazione e la terza è un'esortazione.

La domanda è finalizzata alla questione delle motivazioni che sono state già espresse dai colleghi e, di fatto, è nei fatti che le autorità giudiziarie hanno deciso di intervenire, dopo che è stata fatta la domanda alla fine del mese di gennaio, alla fine del mese di maggio, perché hanno valutato che non fossero state poste in essere le misure per poter andare a modificare un assetto che si auspicava, anche da parte di tutti noi, fosse stato adottato.

Così non è avvenuto e il fatto che l'autorità sia intervenuta... io sono sicuro che sia intervenuta, perché nulla è cambiato e l'autorità è intervenuta.

Su questo io credo che debbano essere date delle risposte e che nelle sedi competenti ci dovrà essere un approfondimento su tutto quello che dal mese di dicembre a oggi è stato fatto da parte della cosiddetta task force che è stata ricordata dal collega Bellora.

La preoccupazione invece nasce dalla lettura... in questo caso, dopo i complimenti che ho fatto a La Stampa, li devo fare al quotidiano web, "La Prima Linea", che ci sta quotidianamente dando notizie dei verbali di intercettazioni, che delineerebbero delle situazioni che sono sì preoccupanti. In queste intercettazioni si parla di un soggetto fantomatico che, in occasione di quello che è stato definito un sequestro al casello autostradale di Saint-Vincent, avrebbe avuto delle interlocuzioni con uno di questi porteur e, perorando l'intervento suo, signor Presidente - in qualità appunto di Presidente e, aggiungo, Prefetto - per andare a cercare di "stimolare", uso un termine molto ma molto più signorile, la Guardia di finanza a evitare di non fare certe pressioni.

Io mi auguro che questa sia una boutade di un soggetto che naviga nel sottobosco del mondo, che è abituato ad andare in queste direzioni, ma mi auguro che non sia stato fatto nessun tipo d'intervento a seguito dell'affermazione di questo soggetto. Non ci interessa sapere chi sia il soggetto, a noi interessa sapere se questo soggetto effettivamente poi le abbia parlato; cioè se da novembre del 2024 a oggi, perché è passato un anno, ci sono state delle interlocuzioni con lei, Presidente e Prefetto, su una situazione che era in evidenza, cioè un'attività della Guardia di finanza con dei sequestri che sono giunti, di cui noi tutti abbiamo saputo soltanto nel mese di dicembre.

Questo sì che ci dà molta preoccupazione, e noi ci auguriamo che lei, signor Presidente, ci possa smentire in quest'aula di aver avuto delle interlocuzioni, perché sarebbe strano se il Presidente e Prefetto, che dovrebbe essere il massimo garante della legalità, avesse in qualche modo accondisceso a parlare di certi argomenti, che effettivamente sono abbastanza imbarazzanti.

Credo anche che dovrebbe essere fatto un distinguo, da parte sua, per la tutela della sua onorabilità e di tutto il Consiglio, perché l'azionista, da lei rappresentato, deve tutelare, prima delle forze dell'ordine, delle posizioni che, giustamente, le forze dell'ordine, che fanno il loro mestiere, devono andare a cercare di contrastare.

Ultima è l'esortazione, l'invito. Noi l'abbiamo già fatto, questo studio che giace nei cassetti da diversi mesi, e credo che sia arrivato il momento per poterne parlare, di tirarlo fuori dai cassetti polverosi, degli eventuali metodi per la privatizzazione della Casa da gioco.

Credo che questa situazione porti in evidenza quella che è comunque una necessità, un'opportunità di andare a valutare, tutti quanti insieme, se gli effetti di questo studio che si sono stati detti, e sono ancora in fase di completamento, sono stati completati. Ci auguriamo che siano completati e ci auguriamo che questo studio venga posto in evidenza a tutti i Consiglieri al più presto.

Presidente - La parola al collega Carrel.

Carrel (ADC) - Leggendo La Stampa, ieri abbiamo in qualche modo assolto il Presidente, perché di fatto abbiamo scaricato, o meglio l'Union Valdôtaine - si dice anche per l'intervento del consigliere Marguerettaz - ha scaricato la SAV e quindi non ha più fiducia nella SAV.

Credo che oggi... se sono vere le informazioni che ci giungono ormai da più giornali, che la SAV ci abbia risposto di no era abbastanza ovvio, perché se noi scarichiamo la SAV è abbastanza ovvio che la SAV non ci venga incontro nel darci delle risposte affermative. Io credo che il cambiamento del modo di fare politica che chiediamo al governo sia proprio questo, cioè cercare d'iniziare a dialogare e anticipare i problemi. Purtroppo questo non lo ha fatto, su questo dossier.

Tantomeno lo ha fatto appunto sul dossier del Casinò.

Presidente - Colleghi, per favore...

Carrel (ADC) - E qui, ci tengo a evidenziarlo, non può dire che non sapeva. Perché come gruppo di Pour l'Autonomie, con il collega Di Marco, in più occasioni durante le riunioni di maggioranza abbiamo sottolineato, nella scorsa legislatura, che qualcosa non ci tornava.

Avevamo chiesto a lei, e lo aveva fatto direttamente il capogruppo Di Marco, in quanto lei aveva già le deleghe al Casinò, di approfondire la questione, perché troppe voci non ci tornavano.

Le sue risposte sono sempre state superficiali e sintetizzate nell'ormai abituale "tot ammodo".

Ebbene, abbiamo scoperto dopo più di due anni che anche lì avevamo ragione. Triste, triste, perché non entro nel merito giudiziario, entro nel merito politico: politicamente era stato avvisato che qualcosa non funzionava al Casinò, nulla è stato fatto e oggi ci troviamo in una situazione dove siamo su tutti i giornali, per l'ennesima volta, anche nazionali, e la nostra Regione fa una brutta figura.

Se ieri la maggioranza ha scaricato tutto sulla SAV, oggi voglio capire su chi scarichiamo le responsabilità, perché lì il socio unico si chiama Regione autonoma Valle d'Aosta, lì il rappresentante, per scelta di questa maggioranza, si chiama Renzo Testolin.

A voi la scelta.

Presidente - La parola al collega Perron.

Perron (LEGA VDA) - Mozione d'ordine: come gruppi di opposizione abbiamo elaborato una risoluzione collegata alle comunicazioni del Presidente per richiedere una Commissione speciale sul Casinò, quindi chiederemmo una sospensione per una riunione con i capigruppo, per poterla presentare alla maggioranza.

Presidente - A parte che la mozione d'ordine prima di presentare la risoluzione... le faccio solo notare, collega Perron, che ai sensi dell'articolo 43, comma 5, durante le comunicazioni del Presidente del Consiglio e del Presidente della Regione non è consentita la presentazione di ordini del giorno o di risoluzioni.

Collega Manfrin.

Sì, depositarla, possono depositarla, nulla vieta...

Manfrin (LEGA VDA) - A prescindere dal fatto che ovviamente ribadiamo la richiesta di una Capigruppo per discutere la risoluzione, riteniamo che invece, così come è stato fatto in alcune altre discussioni - e i casi sono sotto gli occhi di tutti - il deposito e la discussione di risoluzioni possa essere fatta all'interno di quest'aula, soprattutto se c'è l'accordo.

Ribadiamo quindi la richiesta della Capigruppo...

Presidente - Un conto è se... La Capigruppo la convochiamo, anche perché, ripeto, non ce l'abbiamo al banco della Presidenza, quindi non esiste formalmente.

Sì, sì, ce l'ha lei, collega Perron, ma formalmente non esiste.

Il tema è questo: un conto è decidere di trattare una risoluzione, per "N" motivi, un conto è presentarla sul punto. Visto che lei è un cultore del Regolamento e visto che, fino a prova contraria, il Regolamento è questo, il comma 5 dell'articolo 43 dice questa cosa.

Se ci sono altri interventi, al termine degli interventi convochiamo una Capigruppo.

Deduco che non ci siano altri interventi, quindi il Consiglio è sospeso. Convochiamo la Capigruppo.

La seduta è sospesa dalle 16:40 alle 16:54.

Aggravi (Presidente) - Colleghi, riprendiamo i lavori. Collega Perron.

Perron (LEGA VDA) - A questo punto intervengo sulle comunicazioni, con i miei cinque minuti.

Presidente - Sì, io prima avevo chiesto se erano concluse le comunicazioni, per convocare una Capigruppo. Va bene, intervenga.

No, no, ma va bene, tanto... va bene, prego.

Perron (LEGA VDA) - Due brevissime considerazioni in merito alla richiesta che è stata fatta, che quindi poi verrà messa a fattor comune dopo.

La motivazione principale per cui riteniamo che sia necessario continuare gli approfondimenti con le modalità che vengono stabilite dal nostro ordinamento, dal nostro Regolamento, è che, vedendo anche gli analoghi, cioè l'ultima che era stata fatta su CVA, riteniamo che sia importante che questo discorso sul tema Casinò, e quindi le modalità di governance di una delle più grandi partecipate della Regione Valle d'Aosta, debba andare a fattor comune del Consiglio. E non solo, ci tengo a esplicitare Commissione speciale, sebbene il Regolamento abbia una doppia parte, ma per noi è una Commissione speciale, nella quale potremmo trattare vari argomenti.

Oltre alle criticità, senza...

Presidente - Mi perdoni collega, ma solo per una questione: lei interviene sulle dichiarazioni del Presidente, o su un altro atto? Io questo tengo a precisarlo, perché è bene che sia preciso.

No, no, lo dico solo a beneficio di tutta una serie di questioni.

Perron (LEGA VDA) - Sui minuti che ho, in questo caso sto parlando in generale della tematica Casinò e della necessità che noi riteniamo, e poi espliciteremo meglio in seguito, di una Commissione speciale.

Presidente - No, mi scusi, in generale no. Se lei interviene sulle comunicazioni, bene, se lei interviene in generale, abbia pazienza...

Perron (LEGA VDA) - Sulle comunicazioni nelle quali c'è il tema Casinò, nelle quali inserisco la questione Commissione speciale.

Presidente - Prego.

Perron (LEGA VDA) - Poi, giustamente, se lei mi dice che non mi attengo all'argomento, può farmi il richiamo, ma in questo caso... allora, facciamo così: facendo finta che non abbiamo consegnato nulla, sul tema Casinò, a seguito delle dichiarazioni del Presidente e dei fatti occorsi, che legano appunto le dichiarazioni del Presidente, riteniamo sia importante una Commissione speciale, o quantomeno poter utilizzare uno strumento che il nostro Regolamento ci consente, che è quello di una Commissione speciale. Nella quale noi metteremo delle questioni molto più larghe del tema dell'inchiesta (che non andremo a toccare), quali il tema della governance, del Casinò, l'adeguatezza dei sistemi di governance, di cui hanno già parlato anche i colleghi, e riteniamo sia necessaria una valutazione nel futuro per capire, non solo dalla parte dell'esecutivo - che ci pare abbia dimostrato in questo caso, con le sue nomine pregresse, di aver avuto un risultato nettamente penalizzante per tutti - in modo da poter discutere, con tutte le possibilità che una Commissione può concedere, delle modalità d'intervento per una migliore gestione futura.

Un altro tema che riteniamo importante è quello della tutela dei lavoratori e, in ultimo, come è già stato detto in precedenza riguardo al tema Casinò, l'idea è la possibilità di valutare, tra tutte le opzioni, quella di un cambio generale di una gestione che possa andare verso i (incomprensibile). Riteniamo che tutti questi temi, a seguito degli avvenimenti, debbano essere discussi nello specifico.

Più in generale, ma sempre ovviamente attinente alle comunicazioni del Presidente e in tema Casinò, vogliamo soltanto dire che, quando si parla di responsabilità politiche, è piuttosto facile stabilire, perché se noi torniamo indietro di qualche anno, andiamo a giugno 2018, dicembre 2018, c'era la Giunta Spelgatti, si trova facilmente un articolo di Repubblica, 26 settembre 2018, che diceva: "Fratture in Consiglio regionale tra Carroccio e alleati autonomisti. La Lega vuole un netto cambio di registro e governance".

Dunque rivendichiamo da parte nostra una lunga battaglia su questi temi, che oggi purtroppo ci dimostrano che il non aver mantenuto le soluzioni che la Lega aveva adottato all'epoca ha portato a dei risultati decisamente preoccupanti.

A cosa mi riferisco? Mi riferisco al fatto che l'amministratore delegato venne cambiato con l'allora Giunta Lavevaz più Sinistra, quindi Union più Sinistra, l'amministratore Buat è stato messo al Casinò - eravamo nel luglio 2021 - e ad esempio l'assessore Caveri, che era l'Assessore delegato all'epoca, diceva trionfante ai giornali: "La figura del dottor Buat è in grado di assicurare competenza, profonda conoscenza dell'azienda, requisiti necessari per le nuove sfide a rilanciare l'attività".

Il nostro partito quindi ha fatto una battaglia ben specifica per chiedere dei cambiamenti già a partire dal 2018. I cambiamenti ci sono stati, i risultati del ritorno all'Ancien Régime purtroppo hanno portato a questo.

Presidente - Ci sono altri interventi? Non ci sono altri interventi.