Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 489 del 10 giugno 2026 - Resoconto

OBJECT N° 489/XVII - Communications du Président du Conseil.

Aggravi (Presidente) - Punto n. 4 all'ordine del giorno.

In apertura di questa adunanza, desidero ricordare Vanni Florio, Consigliere regionale nella decima legislatura, dal 1993 al 1998, scomparso il 26 maggio scorso.

Eletto con i Verdi Alternativi, è stato Capogruppo per l'intera legislatura.

È stato componente della Commissione "Assetto del territorio", della quale ha ricoperto anche il ruolo di Segretario, della Commissione "Affari generali" nonché delle Commissioni per il Regolamento e per le Nomine.

Alla famiglia giungano le nostre più sentite condoglianze. Lo ricordiamo per l'impegno e la dedizione con cui ha contribuito alla vita politica valdostana, sempre sensibile alle questioni ambientali e allo sviluppo del territorio.

Chiedo ai colleghi se vogliono intervenire.

La parola alla collega Minelli.

Minelli (AVS) - Ho conosciuto Vanni tanti anni fa, all'epoca dell'esperienza politica di Nuova Sinistra e della pubblicazione del suo periodico, a cui, giovane studentessa, ero abbonata, e ho seguito il suo percorso, che lo ha portato a essere prima Consigliere comunale ad Aosta, tra il 1982 e il 1993, poi tra i fondatori dei Verdi Alternativi e, successivamente, all'elezione in Consiglio regionale nella X legislatura, dal 1993 al 1998.

Anche dopo quell'esperienza ha continuato a occuparsi di politica con sguardo attento e critico.

Ci eravamo sentiti lo scorso anno, quando mi aveva cercata per parlare di CVA. Doveva venire in via Piave, ma poi le sue condizioni di salute lo hanno bloccato due volte e allora ci eravamo accontentati di parlarci al telefono.

Come è stato da più parti ricordato nei giorni scorsi, Vanni si è infatti a lungo impegnato con passione e coerenza, in particolare sui temi del territorio e dell'ambiente, oltre che dell'uguaglianza e della solidarietà sociale.

Aveva portato le sue competenze urbanistiche anche nel suo ruolo politico, in particolare ad Aosta, in Comune, dove il suo contributo è stato importante nella definizione dei progetti di riqualificazione del quartiere Cogne, e in Consiglio regionale, nella III Commissione Assetto del territorio, come ha ricordato il Presidente.

Il mio rapporto con Vanni, improntato inizialmente a una semplice conoscenza cordiale, è diventato molto più stretto quando negli anni 2000 il Comune di Fontainemore, di cui ero allora amministratrice, gli ha affidato la progettazione del rifugio della Barma, che ha realizzato insieme ad Andrea, suo figlio ingegnere, che ha a lungo lavorato con lui. È stato quello un periodo intenso e stimolante, caratterizzato da lunghissime riunioni e sopralluoghi per discutere idee, proposte, soluzioni, con un confronto a volte anche acceso, in cui sempre emergeva nitido il suo sguardo un po' visionario, avveniristico, e la volontà di rendere quella struttura il meno impattante possibile, integrata nel territorio circostante, innovativa dal punto di vista energetico e dell'approvvigionamento idrico, con un'attenzione maniacale ai dettagli.

Il risultato è sotto gli occhi di chiunque abbia visitato il rifugio: un'opera che ha saputo coniugare funzionalità e rispetto del luogo, un'espressione tangibile della visione politica dell'ambiente e dell'interazione con le attività antropiche che Vanni ha perseguito con tenacia.

Proprio qualche settimana fa una TV giapponese ha contattato Andrea, suo figlio, per un servizio sul rifugio come esempio di architettura sostenibile in alta montagna. Credo che Vanni ne sia stato felice, perché in politica, come nel suo lavoro, amava fare le cose bene, con passione e impegno, con grande attenzione e rispetto per il territorio, che sapeva essere fragile e prezioso. Un insegnamento che io porto con me.

Ai suoi familiari, a quanti gli hanno voluto bene, a chi ha fatto un pezzo di strada con lui, vada il nostro abbraccio commosso.

Presidente - La parola alla collega Forcellati.

Forcellati (PD-FP) - Se penso a Vanni Florio, ho in mente una persona con alcune caratteristiche: capelli scompigliati sempre, sorriso timido e gentile, mente lucida e profonda.

Vanni è stato un uomo che ha saputo interpretare l'impegno pubblico con una coerenza, una passione e una lungimiranza non comuni.

Politico per scelta, come amava definirsi, ha attraversato stagioni importanti della nostra democrazia, dai primi passi, come è stato ricordato, in Democrazia Proletaria e Nuova Sinistra, fino ai tre mandati in Consiglio comunale ad Aosta, per poi approdare in quest'aula nella X legislatura, eletto nel 1993 con i Verdi Alternativi.

Negli ultimi anni il suo percorso lo ha visto vicino al Partito Democratico, sempre fedele a quei valori saldi di sinistra che hanno orientato tutta la sua esistenza.

Per Vanni la politica non era una semplice passione, ma una vera e propria ragione esistenziale, una necessità quotidiana di guardare oltre, nutrita da una fame insaziabile di sapere e da migliaia di letture.

È stato un ecologista d'avanguardia. Temi a lui cari, trenta o quarant'anni fa, la tutela del territorio - la collega Minelli ci ha descritto uno di questi - la sostenibilità ambientale, l'efficientamento energetico nella sua professione di geometra, sono oggi le priorità della nostra agenda politica.

Ha saputo anticipare i tempi con una mente brillante e visionaria, senza mai perdere lo spirito combattivo, accettando le amarezze delle battaglie perse e lasciandosi stimolare dalle vittorie future.

Ma, accanto all'uomo delle istituzioni, rigoroso e appassionato, c'era l'uomo privato, caratterizzato da un'eleganza d'animo e da una straordinaria sensibilità: la cura per le piccole cose, l'amore per la fotografia, l'alpinismo, la natura, ma soprattutto l'amore per i suoi cari: i figli, le nipoti, la sorella, l'amata Giromina.

Anche nei momenti più complessi della malattia, Vanni ha mostrato una volontà stoica. Ci insegna che, alla fine, ridotto il percorso esistenziale all'essenziale, ciò che resta davvero è la forza degli affetti e la profondità degli sguardi.

Grazie, Vanni, per il tuo servizio alla Valle d'Aosta, per la tua intelligenza libera e per averci ricordato, con la tua vita, che la politica e l'amore condividono la stessa radice, la cura per il futuro degli altri.

Presidente - Chiedo ai colleghi di osservare un minuto di silenzio.

Il 5 giugno, la Giunta ha depositato la legge di manutenzione dell'ordinamento regionale per l'anno 2026. Il disegno di legge è stato assegnato a tutte e cinque le Commissioni consiliari.

La Conferenza dei Capigruppo, riunita lunedì 8 giugno, ha deciso la trattazione congiunta delle seguenti iniziative ispettive: 42 e 44 (collegamento Pila-Cogne), 63 e 64 (stato agitazione Casinò), 102 e 104 (codice argento Pronto soccorso), 103 e 105 (riforma disabilità), 23 e 92 (Istituto musicale, da trattare al punto 23), 34 e 83 (stambecco, da trattare al punto 34), 79 e 80 (sentenza Corte costituzionale n. 83/2026), 57 e 61 (personale Usl), 48 e 95 (Cogne Acciai Speciali, da trattare al punto 48).

Les 28 et 29 mai, le Président délégué de la section valdôtaine de l'Assemblée parlementaire de la francophonie, Marco Viérin, et le conseiller Pierluigi Marquis ont participé, au siège de l'Organisation mondiale du Commerce à Genève, à la réunion de la Commission des affaires économiques, sociales et environnementales de l'Apf.

Il 25 maggio, il Presidente della Regione ha trasmesso la sentenza n. 4106/2026 con la quale il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Cristina Machet e dell'Union Valdôtaine, confermando l'elezione del consigliere Andrea Campotaro.