Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 475 del 20 maggio 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 475/XVII - Reiezione della P.L. n. 8: "Disposizioni in materia di costituzione di parte civile della Regione nei procedimenti per aggressioni ai danni di operatori delle Forze di polizia, delle Forze armate, del Corpo valdostano dei vigili del fuoco, del personale sanitario e socio-sanitario, del personale scolastico, del trasporto pubblico locale e dei volontari della Protezione civile".

Aggravi (Presidente) - Punto n. 7 all'ordine del giorno. Ricordo che la proposta di legge n. 8 è approdata in Consiglio con parere contrario della Commissione. Per l'illustrazione della relazione, la parola al collega Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Vorrei iniziare quest'intervento con un nome: Antonio Graziano, appuntato dei Carabinieri, 42 anni, originario di Cosenza, in servizio in Valle d'Aosta da oltre un decennio. Il 15 dicembre 2025, nel pomeriggio, lui e un collega erano intervenuti in località Lillaz, a Cogne, per assistere una turista francese rimasta in panne con la propria auto elettrica, una chiamata di soccorso, un atto di servizio ordinario, ma quanto accaduto dopo è diventato, purtroppo, straordinario. La donna ha dato in escandescenze, ha messo in moto il veicolo e lo ha deliberatamente investito schiacciandolo contro un muro, poi lo ha inseguito e lo ha investito una seconda volta. Trasportato d'urgenza con l'elicottero all'ospedale Parini di Aosta, poi trasferito al CTO di Torino, nonostante ogni sforzo chirurgico, il 24 dicembre 2025, la vigilia di Natale, i medici hanno dovuto amputargli la gamba sinistra sotto il ginocchio.

Alla fine di questa vicenda la donna è stata arrestata per tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale e, per fortuna, il processo farà il suo corso, però la nostra Regione in quel processo non ci sarà, non è parte civile e non sarà presente a dire: "chi colpisce uno di questi uomini e donne in divisa colpisce tutti noi". Ecco il motivo per cui oggi siamo qui con questa proposta di legge.

Questa proposta di legge, la n. 8, si compone di due articoli e, tengo a dirlo, giustamente, perché è opportuno che quest'Aula e chi ci ascolta al di fuori lo sappia, è a costo zero, ma ha un enorme valore simbolico e può rappresentare un enorme valore aggiunto per la nostra comunità. Abbiamo ampiamente illustrato in sede di Commissione le fondamenta giuridiche di questa proposta di legge e abbiamo evidenziato come sia già stata proposta o approvata in altre realtà.

Con questa proposta di legge regionale si dice una cosa molto semplice: quando nel territorio valdostano viene esercitata l'azione penale per un reato di aggressione a un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio, la Regione si costituisce parte civile, obbligatoriamente. Non per scelta discrezionale, non quando la politica lo ritiene opportuno, sempre, obbligatoriamente: questa, lo ricordiamo, quando c'è stato il dibattito in Commissione, è una delle parole che ha purtroppo suscitato le maggiori contrarietà, quelle che sono state le maggiori osservazioni, direi, da parte di alcuni colleghi proprio in sede di Commissione.

Permettetemi di spiegare perché, invece, questa parola è la più importante di questo testo, perché, se lasciamo la costituzione di parte civile alla discrezionalità, alla valutazione caso per caso, al giudizio politico del momento, quello che trasmettiamo è che il sostegno delle istituzioni è purtroppo condizionato, ma non può essere così. Chi si alza ogni mattina e mette una divisa per proteggere i cittadini valdostani deve sapere che il sistema istituzionale che ha scelto di servire lo copre e lo copre sempre, senza "se" e senza "ma", questo è uno degli elementi che abbiamo evidenziato durante il dibattito in Commissione, ma la domanda è: chi stiamo proteggendo? Per chi, ovviamente, abbiamo voluto depositare questa proposta di legge? Qualcuno si chiederà. Ebbene, parliamo ovviamente di persone reali, di uomini e donne in divisa, ma anche non in divisa, che ogni giorno lavorano per la nostra sicurezza e per garantire i servizi pubblici essenziali per la nostra comunità. Parliamo di categorie che in Valle d'Aosta, come in tutta Italia, sono esposte ogni giorno a un rischio che le statistiche documentano in modo sempre più allarmante: ad esempio, le Forze dell'ordine: nel 2024 in Italia si sono contate 2.695 aggressioni fisiche e collisioni refertate ad agenti e operatori di polizia durante i controlli su strada. 2.695: 10 in più del 2023. Il 41% degli aggressori era ubriaco o sotto l'effetto di sostanze e nel 15,5% dei casi è stata usata un'arma, propria o impropria, compresa un'auto, come abbiamo purtroppo potuto apprezzare a Cogne. In Valle d'Aosta, anche qui, non facciamo eccezione. A febbraio 2024, tanto per fare qualche statistica e citare qualche fatto concreto, in tre casi distinti, ad Aosta, Gressan e Saint-Vincent, sono stati arrestati tre uomini di 37, 42 e 54 anni per resistenza e minacce a pubblico ufficiale in un solo weekend.

A ottobre 2025, ad Aosta, in un bar del centro, un quarantunenne, dopo la lite col titolare in un bar per il pagamento del conto, ha colpito con un pugno un poliziotto intervenuto. L'agente ha riportato contusioni guaribili in pochi giorni, l'uomo è stato arrestato e poi posto ai domiciliari per resistenza a pubblico ufficiale. Il 15 dicembre 2025, peraltro lo stesso giorno dei fatti di Cogne che vi ho descritto all'inizio del mio intervento, una donna di 26 anni ha aggredito con calci e pugni due agenti di polizia intervenuti per una lite, ferendoli, con prognosi di 4 e 15 giorni. La donna è stata arrestata per resistenza a pubblico ufficiale, oltraggio e lesioni. A marzo 2026 - ne abbiamo parlato anche in questo Consiglio - presso il pronto soccorso di Aosta un trentatreenne senza fissa dimora ha aggredito un sovrintendente di polizia con un pugno alla testa, condannato a sei mesi di reclusione in giudizio direttissimo. È evidente, dai dati che vi ho fornito, che il caso di Cogne non è un episodio isolato, ma la punta di un iceberg.

Poi il personale sanitario. Come detto, non ci occupiamo soltanto di chi veste una divisa, ma di tutto il personale, che, non solo garantisce la nostra sicurezza, ma garantisce i servizi essenziali. In Valle d'Aosta nel 2025 sono state registrate 29 aggressioni, con 48 operatori coinvolti. Nel 2024 erano stati 34 i casi segnalati. Tengo a evidenziare la parola "segnalati", poiché gli unici reperiti dai dati dell'Osservatorio nazionale sulla sicurezza delle professioni sanitarie, ma la stessa relazione del Ministero della salute avverte che il fenomeno è still significantly underestimated, stimando che oltre il 70% degli episodi non venga mai formalizzato.

Gli infermieri sono le vittime più colpite, il 55% dei casi, poi i medici, al 21%, in Valle d'Aosta con un aumento del 14% rispetto all'anno precedente. Stiamo parlando, ovviamente, di chi ogni giorno cura i nostri anziani, assiste i nostri malati ed è presente nelle emergenze e poi gli autisti del trasporto pubblico. Ricordiamo tutti quanto è avvenuto il 29 gennaio 2026 sulla linea Aosta/Courmayeur, dove un passeggero salito senza biglietto si è rifiutato di pagare o scendere, ha insultato l'autista e aggredito gli altri passeggeri, inclusa una Signora colpita al volto o quanto è accaduto a febbraio 2026 alla stazione dei pullman di Aosta di via Carrel, di cui abbiamo anche potuto reperire un video, in una rissa tra un autista e un soggetto che hanno avuto un diverbio degenerato in uno scontro fisico, con tanto di intervento delle Forze dell'ordine. A queste si aggiungono numerose segnalazioni su altri episodi, come le linee Aosta/Pont-Saint-Martin, soprattutto nelle corse serali, con insulti, minacce, degrado, fumo, alcol e aggressioni verbali e fisiche. Di questo, peraltro, abbiamo poi approfondito a parte, tant'è vero che nel servizio e col collega Bertschy abbiamo discusso alcune iniziative, si è anche dovuto introdurre, ed è stato introdotto meritoriamente, in alcune tratte e in alcuni orari, anche una sorveglianza da parte dei servizi di sicurezza privati.

C'è poi il personale scolastico. La scuola è sempre più spesso un luogo di tensione. Nel 2024-2025, a livello nazionale, si sono contati 51 episodi documentati di aggressione a insegnanti. L'episodio simbolo, purtroppo - e ne ha parlato anche diffusamente in quest'aula il collega Perron - lo ricordiamo tutti: il 5 febbraio 2024 a Varese uno studente tredicenne ha accoltellato alla schiena la propria insegnante all'ingresso dell'istituto scolastico. Purtroppo anche questi non sono casi isolati e anche in Valle d'Aosta docenti ci segnalano situazioni di tensione crescente, aggressioni verbali che spesso precedono quelle fisiche, come quelle della Bassa Valle, che ha visto gli studenti arrivare tempo fa - anche qui ne abbiamo parlato, in quest'aula - a danneggiare la macchina di alcuni docenti.

Infine, nel lungo elenco che anche il segretario Viérin ha letto all'inizio, che appunto era l'elenco di tutte le fattispecie, le categorie, ma ovviamente l'elenco non è esaustivo, sono molto più ampie, troviamo anche i vigili del fuoco e la Protezione civile, ovvero chi interviene negli incendi, nelle alluvioni, nelle emergenze, chi arriva mentre gli altri scappano, anche loro nel caos delle emergenze subiscono aggressioni e anche loro meritano di sapere che lo Stato e la Regione sono al loro fianco. Su questo avrei molti episodi anche di esperienze personali nel mio servizio con l'Associazione nazionale dei Carabinieri: quando banalmente si fanno servizi di gestione del traffico, gestione nell'emergenza o quant'altro, vediamo spesso esempi di inciviltà.

Arriviamo poi a uno degli elementi. La parte della garanzia e della costituzione in giudizio è uno, ma poi c'è un secondo elemento: quello sulla raccolta fondi che non avremmo voluto e non avremmo dovuto fare, che è una questione legata all'evento di cui vi parlavo prima, cioè quello dell'appuntato Graziano, che dopo l'amputazione ha visto la comunità valdostana che straordinariamente si è mobilitata con una raccolta fondi per sostenere lui e la famiglia di fronte alle spese sanitarie ingenti e alla prospettiva di una vita cambiata per sempre. La raccolta fondi, lo dico, è bellissima, è un esempio meraviglioso di vicinanza della nostra comunità, ma non avrebbe dovuto essere necessaria, perché la risposta istituzionale di fronte a un carabiniere che perde una gamba nell'esercizio del proprio dovere sul nostro territorio non può essere affidata alla generosità dei privati, deve essere automatica. Questa legge serve anche a quello. Eventuali risarcimenti ottenuti attraverso la costituzione di parte civile, infatti, possono essere destinati a sostenere le vittime e a finanziare programmi di prevenzione e formazione alla legalità. Nessuna retorica, ma un meccanismo concreto e virtuoso.

Come detto, nell'esame di Commissione sono state sollevate obiezioni, obiezioni a cui abbiamo voluto dare una risposta più precisa sulla nostra relazione, che abbiamo allegato, che abbiamo inviato e che tutti hanno. Come sapete, io tendenzialmente non procedo a una lettura della relazione, preferisco intervenire in maniera differente.

Come detto, però in Commissione è stata sollevata, per esempio, una delle questioni, ricordo dal collega Centoz: la questione della competenza. "La Regione può - è stato chiesto - davvero costituirsi parte civile per un carabiniere che non è un suo dipendente?". La giurisprudenza ci dice di sì. La Corte costituzionale, la lettura dell'articolo 74 del Codice di procedura penale, le esperienze delle Regioni che hanno già percorso questa strada lo confermano. Anche le associazioni consumatori, tanto per fare un esempio - l'avevamo fatto ai tempi ma lo facciamo di nuovo - si costituiscono parte civile a tutela di interessi collettivi e non soltanto di interessi individuali. La Regione ha un interesse pubblico qualificato, la sicurezza del territorio, il funzionamento dei servizi pubblici, che legittima ampiamente questa presenza processuale. È stata poi sollevata la questione del costo. L'abbiamo detto all'inizio: questa norma è a costo zero, ma è giusto fare un passaggio. L'articolo 2 dà una risposta precisa: invarianza finanziaria, perché l'avvocatura regionale gestisce già numerosi contenziosi, aggiungere queste costituzioni di parte civile non comporta nuovi oneri. Il costo è zero, ma il segnale vale tutto. Questa quindi è una legge che parla di chi non chiede nulla per sé. I carabinieri, gli infermieri, i vigili del fuoco, gli insegnanti e gli autisti dei bus non fanno scioperi per chiedere di essere tutelati quando vengono picchiati. Fanno il loro lavoro, incassano, qualcuno, com'è accaduto, ci rimette e tanto del proprio.

Noi, come istituzione, abbiamo la responsabilità di dire con chiarezza: chi tocca voi, tocca tutti noi. La costituzione di parte civile è il modo più diretto, più concreto, più visibile in cui un'istituzione compie questo gesto. Altre Regioni l'hanno già fatto, la Valle d'Aosta non può restare indietro.

Vi chiediamo, ovviamente al netto del voto contrario della Commissione, che, lo dico, è una consuetudine, quando non c'è un favore in Commissione da parte della maggioranza, si esprime un voto contrario per far approdare il provvedimento in aula e quindi poterne discutere proprio perché non c'è un impegno finanziario, proprio perché questa è una legge che riteniamo di civiltà e che è a costo zero, vi chiediamo, al di là del percorso di Commissione, di approvare questa legge non per un atto di propaganda, non per un atto di bandiera, ma perché la prossima volta, quando un carabiniere, un infermiere, un vigile del fuoco, un insegnante verrà aggredito nella nostra Valle, quella persona trovi non solo la solidarietà privata dei Valdostani, ma anche la presenza istituzionale della Regione accanto a lei, nell'aula del tribunale, a sostenerne le ragioni.

Presidente - Il progetto di legge è stato presentato. Apro la discussione generale. Qualcuno intende intervenire? La parola al collega Bellora.

Bellora (LEGA VDA) - Una brevissima notazione di carattere strettamente tecnico, relativa ad alcune perplessità che sono state sollevate su questa legge, poi dirò evidentemente due parole, visto che sono uno dei firmatari, ma mi interessavano evidentemente gli aspetti tecnici.

Sono stati sollevati e li prendo, per essere preciso, nella loro citazione: il primo e il più rilevante è quello relativo alle perplessità sull'obbligatorietà della costituzione di parte civile. Questo, secondo me, è il risultato di una confusione di piani e di un'errata impostazione del problema, perché altro è la costituzione di parte civile, altro è la presentazione di conclusioni all'esito del processo penale. Nel processo penale il difensore di persona offesa che non è costituito parte civile ha dei poteri limitatissimi. Non ha diritto di parola, non ha diritto di richiedere alcun tipo di risarcimento e può solo depositare note scritte o memorie. Al contrario invece il difensore di parte civile è a tutti gli effetti parte processuale, quindi è un soggetto che interviene nel processo con un ruolo al pari del Pubblico Ministero e del difensore dell'imputato, o del responsabile civile che c'è, se c'è. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che evidentemente un difensore di parte civile ha la possibilità di incidere sul processo e di farsi parte attiva all'interno del processo penale, facendo quello che nei corsi di procedura penale ti insegnano come un'azione civile che viene inserita nel processo penale.

Attenzione, la parte civile non è costretta a concludere, quindi la parte civile può tranquillamente costituirsi e non presentare conclusioni laddove ritenga che la prova della penale responsabilità non sia stata raggiunta, o comunque il fatto non sia lesivo dell'interesse del quale essa è portatrice. È per questo che porsi il problema dell'obbligatorietà della costituzione di parte civile significa porsi un falso problema, perché il problema non esiste. Evidentemente la parte civile che si è costituita e come tale si è iscritta nel processo penale, quindi diventa parte processuale, può non concludere e quindi arrivare alla conclusione di non richiedere risarcimento. Non è quindi un problema di obbligatorietà, perché evidentemente la parte civile costituita può tranquillamente non concludere all'esito di un processo penale che la porta a ritenere che l'imputazione non sia fondata. Un esempio che è sotto gli occhi di tutti: quello dell'omicidio a Milano dello spacciatore da parte di un poliziotto, per cui all'inizio sembrava che le cose stessero in un determinato modo e poi si è visto che le cose stavano in un modo diverso. Quello è il classico caso in cui un ente pubblico costituito parte civile all'esito del procedimento penale non presenta conclusioni.

Dico anche che normalmente, quando si è costituiti parte civile per conto di un Ente pubblico, a me è capitato spesso nella mia carriera, evidentemente si ha una posizione diversa, si ha una posizione appunto meno di parte, meno accanita, se mi si passa questo termine, perché non si assiste una persona che deve avere un risarcimento, ma si assiste una parte pubblica, la quale evidentemente valuta la sussistenza o meno del reato.

Concludendo quindi l'obiezione principale che viene sollevata a questa proposta di legge e cioè il fatto che vi sia un'obbligatorietà della costituzione di parte civile è palesemente un falso problema, posto che il problema sarebbe evidentemente se fosse previsto un obbligo di concludere, ma è ovvio che non ha alcun senso questo. Si prevede un obbligo di istituzione di parte civile, la parte civile partecipa al processo, valuta la fondatezza dell'imputazione e poi, all'esito del processo, potrà presentare conclusioni chiedendo un risarcimento, oppure decidere di non concludere perché la prova non è stata raggiunta o la lesione dell'interesse protetto dalla norma, secondo il giudizio della parte civile, non si è verificata.

Analoghi problemi un po' meno interessanti sul piano tecnico sono gli altri che ho visto essere stati sollevati, cioè il rischio di invasione di competenze statali e l'estensione a soggetto non dipendente della Regione. Evidentemente la Regione è un ente pubblico e portatore di interessi diffusi e, di conseguenza, non è che debba essere colpita su un fatto riguardante un suo dipendente. Evidentemente il fatto che avviene all'interno del territorio regionale è condizione più che sufficiente per arrivare a una costituzione di parte civile.

Io quindi credo che le problematiche che sono state poste in Commissione siano delle problematiche inesistenti e, ripeto, sarei e sarò contentissimo di confrontarmi…

Presidente - Posso chiedere ai colleghi un po' di silenzio, se non di attenzione?

Bellora (LEGA VDA) - …sarei e sarò contentissimo di confrontarmi con chi tecnicamente ritenesse di non essere del mio avviso, ma ritengo che siano dati tecnici difficilmente superabili.

Detto questo, brevissimamente sul merito della proposta di legge. La proposta di legge, a mio modo di vedere le cose, è una proposta di legge di buon senso e, se me lo si consente, di civiltà, perché è vero, forse impropriamente è stata definita come una proposta di legge sulle Forze dell'ordine, ma in realtà, come ha correttamente detto il collega Manfrin, si basa e mira a tutelare tutta una serie di soggetti: penso al personale ospedaliero, che peraltro sono pure dipendenti regionali, quindi il danno in questo caso sarebbe immediato e diretto, ma il personale ospedaliero è evidentemente un personale che ultimamente è sempre più in difficoltà per episodi di violenza, pensiamo ai fatti che accadono in pronto soccorso e a cose di questo genere. Io credo che a questo punto sarebbe estremamente opportuno prevedere una tutela per queste persone.

Si diceva che è una norma a costo zero e questo è importante. Non solo una norma a costo zero, ma è una norma addirittura vantaggiosa per la Regione, perché pacificamente c'è un'avvocatura regionale interna e quindi non c'è alcun costo per la Regione, ma addirittura c'è un altro aspetto, cioè che, in caso di condanna, il risarcimento del danno è a carico dell'imputato. Questo quindi potrebbe non solo costare zero alla Regione, ma portare anche dei vantaggi alla Regione, che poi potrebbe evidentemente decidere di destinare quelle somme a determinati soggetti.

Aggiungo anche che il vantaggio nasce anche dal fatto che questo sarebbe un deterrente per questo tipo di reati, perché comunque trovarsi una parte civile nel processo penale è sempre e comunque un problema in più per l'imputato, quindi, tutto sommato, sarebbe, a mio modo di vedere le cose, estremamente utile anche da questo punto di vista.

Poi l'immagine, il segnale che viene dato, cioè è un'istituzione che si pone a protezione di un'altra istituzione. Credo che sarebbe un bel segnale perché è la Regione che affianca le persone che sono in qualunque modo al servizio suo o dello Stato nel tentativo di garantire una tutela ancora più efficace.

Penso quindi che sia una norma di legge ragionevole, non vincolante per alcuno per i motivi che ho detto e sicuramente estremamente vantaggiosa sia da un punto di vista economico, sia soprattutto da un punto di vista dell'immagine.

Presidente - Qualcun altro intende intervenire? Chiudo la discussione generale. Dichiarazione di voto? Passiamo allora alla trattazione del testo di legge. Apro la votazione sull'articolo 1 della proposta di legge n. 8. La votazione è aperta. Chiedo ai colleghi di votare. Chiudo la votazione.

Presenti: 35

Votanti: 9

Favorevoli: 9

Astenuti: 26 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Campotaro, Centoz, Forcellati, Girod, Grosjacques, Guichardaz, Jordan, Lavevaz, Lotto, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Minelli, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Torrione, Trione, Viérin Laurent, Viérin Marco)

L'articolo non è approvato.

Constato che il primo articolo è stato respinto, ai sensi dell'articolo 77, comma 2, del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio regionale, l'intera proposta di legge si intende respinta.

Collega Minelli? Per una breve sospensione?

Minelli (AVS) - Chiedo scusa, era per chiedere una breve sospensione per i gruppi di minoranza.

Presidente - Sospensione accordata.

La seduta è sospesa dalle 18:42 alle 18:58.

Aggravi (Presidente) - Colleghi, possiamo riprendere i lavori? Punto n. 8 all'ordine del giorno. Scusate. La parola alla collega Minelli.

Minelli (AVS) - Semplicemente per spiegare le ragioni della sospensione. La mozione che abbiamo presentato in modo unitario contiene un riferimento a una situazione che è superata dal fatto che abbiamo appena approvato la norma di attuazione e questa mozione era stata depositata a fine marzo. Sono quindi passati due mesi, ci sono dei cambiamenti.

Presidente - Grazie collega.