Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 467 del 13 maggio 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 467/XVII - Presa d'atto del reintegro del consigliere regionale Renzo Testolin nella carica di presidente della Regione. (Reiezione di due risoluzioni)

Aggravi (Presidente) - Alla presenza di 32 colleghi e colleghe possiamo iniziare. Punto n. 1 all'ordine del giorno.

In data 8 maggio 2026 il Difensore del consigliere Renzo Testolin ha comunicato, con posta elettronica certificata, di aver provveduto nella medesima data alla notificazione dell'atto di citazione in appello per la riforma della sentenza del Tribunale di Aosta n. 110/2026 alle parti costituite nel giudizio di primo grado, nonché al successivo deposito presso la Corte di appello di Torino. Ne consegue che, a decorrere da tale data, la sospensione dell'efficacia esecutiva della sentenza e della declaratoria di decadenza comporta il ripristino della situazione antecedente fino alla definizione del giudizio di appello, con conseguente reintegro del consigliere regionale Renzo Testolin alla carica di Presidente della Regione e cessazione del regime di ordinaria amministrazione della Giunta regionale.

Propongo pertanto che il Consiglio regionale prenda atto della notificazione in data 8 maggio 2026 dell'atto di citazione in appello e del successivo deposito presso la Corte di appello di Torino con conseguente sospensione dell'efficacia esecutiva della sentenza 110/2026 e della declaratoria di decadenza sino all'esito del giudizio d'appello ai sensi dell'articolo 22, comma 8, del decreto legislativo 150/2011 del reintegro a far data dall'8 maggio 2026 del consigliere regionale Renzo Testolin nella carica di presidente della Regione, della conseguente cessazione del regime di ordinaria amministrazione della Giunta regionale, nonché del ripristino delle piene attribuzioni in capo ai predetti organi; del venir meno dei presupposti stabiliti dagli articoli 7, comma 1, e 8, comma 1, lettera b) della legge regionale 21/2007 per lo scioglimento funzionale del Consiglio regionale e della ripresa dell'attività ordinaria degli organi consiliari. A tal proposito nella giornata di ieri, come ho comunicato alla Conferenza dei Capigruppo, ho già avuto modo di incontrare i Presidenti delle Commissioni per riorganizzare le varie convocazioni. Sottolineo che tale presa d'atto non ha natura costitutiva della sospensione dell'efficacia esecutiva della sentenza n. 110/2026, che discende anche quanto a decorrenza direttamente dalla notificazione dell'atto di citazione in appello e dal successivo deposito, ma è volto a formalizzare istituzionalmente gli effetti dell'appello stesso.

Prima di aprire la discussione, comunico che la Conferenza dei capigruppo ha deciso che i tempi del dibattito sono di 5 minuti per ciascun Consigliere, con unico intervento non frazionabile e non cumulabile, e ricordo che è una presa d'atto senza votazione.

Questo detto, apro la discussione. Ha chiesto la parola la collega Minelli.

Minelli (AVS) - È stato deciso ieri, lo ha detto il Presidente, che gli interventi di questo pomeriggio avranno una durata massima di 5 minuti per Consigliere, che sono pochi per fare un ragionamento compiuto sulla situazione che stiamo vivendo e sulla questione della citazione in appello che ci riguarda direttamente. Inizierò quindi a esprimermi e poi il collega continuerà l'esposizione in una sorta di staffetta perché sono molte le cose da dire.

Due docenti-ricercatori in materia di diritto pubblico presso le Università della Valle d'Aosta e di Neuchâtel, Antonio Mastropaolo e Niccolò Alessi, hanno pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista "Federalismi", che credo avrete visto, un saggio intitolato: "I nodi vengono al pettine", che riguarda le nostre vicende politiche dell'ultimo anno. La mini-modifica del sistema elettorale approvata alla vigilia delle elezioni del 2025, il surreale referendum statutario del 10 agosto scorso, la vicenda sui limiti di mandato in Giunta in cui siamo ancora completamente immersi.

Il testo è stato scritto prima della sentenza del Tribunale di Aosta, anticipandone, sul piano del diritto e a livello accademico, le argomentazioni. È un saggio pregevole per la raffinatezza dell'esposizione ed è interessante per l'impostazione generale.

Si conclude affermando che le vicende studiate "costituiscono - cito - un segnale di allarme, sono il segno di una crisi del sistema politico regionale, delle condizioni che consentono all'autonomia speciale di funzionare come progetto democratico coerente", mi sembra una valutazione interessante. La prevalenza della prepotenza dei numeri sulla razionalità, che caratterizza tutte e tre le vicende citate, l'arroganza decisionale, l'esternalizzazione della decisione politica costituiscono la negazione di un sistema di autogoverno.

C'è scritto testualmente a pagina 190: "Quando la politica appare incapace di governare le proprie regole, di assumere la responsabilità delle scelte, la conseguenza è un indebolimento della fiducia nei confronti dell'Istituzione". Oggi, con quest'ulteriore capitolo della vicenda dei limiti di mandato, siamo di fronte a un passaggio che non esitiamo a definire cinico e irresponsabile. Un Consigliere che a novembre 2025 non poteva essere eletto Presidente, che il Tribunale di Aosta ha appena dichiarato ineleggibile e decaduto decide di proseguire come se niente fosse, sostenuto dal suo movimento e dalla maggioranza. Questo ricorso, questo modo di procedere non guarda certo all'interesse della comunità valdostana, non si fa, infatti, una scelta chiara. Lo scopo è forse quello di evitare fratture all'interno dell'Union Valdôtaine o nella maggioranza, di guadagnare 6-8 mesi, forse di più, il tutto però con un costo notevole: quello dell'ulteriore indebolimento della capacità di governo e della fiducia dei cittadini nelle Istituzioni, che non mi pare poco. Avete rigettato la scelta più utile e chiara per la comunità, che consisteva nel prendere atto della decisione del Tribunale, procedere a nominare un nuovo Presidente, un nuovo Vice, una nuova Giunta, cosa che non impediva all'interessato di procedere con il ricorso. Volete tirare avanti con un Presidente dichiarato ineleggibile e un Vice nella stessa identica situazione. È infatti significativo che avete proposto come data per l'udienza il 28 settembre, una data molto remota e va evidenziato che quella potrebbe non essere la data della decisione della Corte, perché, secondo la procedura generale dei ricorsi in appello, dopo l'udienza è possibile presentare memorie e il tempo si allunga ancora di circa 60 giorni. È uscita poco fa una nota che dice che è stata fissata la data al 29 di settembre.

Ho ovviamente letto con attenzione l'atto di citazione notificato lo scorso 8 maggio. La lettura richiede uno sforzo non indifferente, sono 52 pagine che mi sono parse ridondanti, ripetitive e prolisse, ma una novità c'è ed è il continuo riferimento al chiarissimo professor Grosso, ordinario di diritto costituzionale presso l'Università di Torino, autore del parere commissionato dai consiglieri Testolin e Bertschy, presentato come la voce più autorevole in materia, quasi a suggerire l'impossibilità di mettere in discussione le sue argomentazioni. Questa ricorrente citazione dell'esimio professor Grosso, che tutti conoscono soprattutto a Torino, anche per le ascendenze paterne, è però, credo, un boomerang visto che il professore, come ricorderete tutti, è stato protagonista dell'increscioso tentativo di condizionare il Presidente del Tribunale di Aosta proprio su questa vicenda nel famoso fuorionda dell'Università, che ha avuto rilievo anche a livello nazionale e che ha portato a una doverosa astensione del Presidente nel Collegio giudicante. Non mi sembra che sia stato scelto un buon testimonial per questa causa.

Altre novità argomentative rispetto alla memoria a suo tempo depositata ad Aosta nel nuovo atto non emergono, tuttavia ci sono alcuni elementi che hanno una rilevanza politica, oltre che giuridica, e che meritano di essere evidenziati in questa sede e li illustrerà il collega Campotaro.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Campotaro.

Campotaro (AVS) - Parto proprio dalla rilevanza politica, oltre che giuridica, appena citata dalla collega, perché voglio che sia chiaro un punto: sebbene analizzerò alcuni passaggi dell'atto di citazione in appello, non vi è alcuna volontà di sostituirsi al percorso giudiziario. Il fulcro del discorso è invece rendere evidente il continuo tentativo di rifugiarsi in questioni procedurali, in eccezioni, in cavilli pur di non affrontare il merito della questione. Nell'atto infatti, prima ancora di arrivare alla questione del limite di mandato, vengono riprese tutte e tre le pregiudiziali già avanzate in primo grado e già respinte dal Tribunale.

Pensiamo che anche in appello l'esito sarà il medesimo, ma qui esiste anche un problema di decenza politica che riteniamo necessario evidenziare. È certamente un diritto del collega Testolin difendersi nel merito, è legittimo tentare di affermare che la legge regionale vada interpretata diversamente da quanto sosteniamo noi e il Tribunale di Aosta. Quello che però non è accettabile è cercare di sfuggire al merito con delle scuse procedurali; e chiunque in quest'Aula avvalli questa linea difensiva si assume inevitabilmente anche la responsabilità politica di voler difendere a ogni costo una poltrona. La maggior parte del ricorso, ben 30 pagine su 52, è infatti un continuo accampare questioni di competenza giurisdizionale, di tempistica e di legittimità dei Consiglieri regionali a ricorrere.

Secondo l'avvocato di Testolin, Minelli e Torrione non avrebbero diritto di ricorrere contro una violazione di legge nella nomina del Presidente. Ma se non possono ricorrere i Consiglieri, che sono anche cittadini valdostani, chi mai può chiedere il rispetto della legge? Nessuno può ricorrere? O, meglio, nessuno può azzardarsi a farlo?

Se poi andiamo, come bisogna andare, nel merito della questione, due sono le principali considerazioni che vengono fatte dall'avvocato: la prima è di carattere ordinamentale, la seconda riguarda le modalità di calcolo della durata delle cariche.

Sotto l'aspetto ordinamentale, l'avvocato insiste nell'affermare, come aveva già inutilmente fatto in prima istanza, che in Valle d'Aosta non si può applicare un limite ai mandati come quello previsto per le Regioni a Statuto ordinario: non si può perché qui non ci sarebbe l'elezione diretta del Presidente come nelle Regioni ordinarie, quindi una limitazione non avrebbe senso. Tale obiezione non pare però fondata: intanto perché la legge regionale che pone la limitazione esiste e non si può ignorare; in secondo luogo essa non è mutuata dalle leggi delle Regioni a Statuto ordinario ma ha un'impostazione diversa; in terzo luogo perché una limitazione nelle cariche del Presidente in Valle d'Aosta è necessaria molto di più che nelle altre Regioni. Noi siamo la più piccola Regione d'Italia, ma con un potere amministrativo e legislativo ben più alto delle altre Regioni ordinarie e con una disponibilità di risorse finanziarie maggiore di tutte le altre. Da noi il potere del Presidente è molto più alto che altrove e inoltre, tra le varie, svolge persino le funzioni di Prefetto, quindi da noi i principi più volte affermati dalla Corte costituzionale, cioè favorire il ricambio, evitare concentrazione e personalizzazione del potere, consentire la par condicio rispondono non solo a un'esigenza di uniformità rispetto a tali principi, ma anche e soprattutto a una necessità specifica per la Valle d'Aosta. L'avvocato di Testolin afferma anche che i limiti di mandato esistono solo nelle Regioni in cui c'è elezione diretta del Presidente, ma ciò non corrisponde al vero, perché nella Provincia autonoma di Bolzano la legge prevede limiti sia per la carica di Presidente che per quella di Assessore pur non essendoci notoriamente elezione diretta del Presidente.

Per quanto riguarda poi le modalità di calcolo delle cariche, si dice che non si devono sommare i periodi in cui un eletto è stato Assessore a quelli in cui è stato Presidente; argomentazione che pare peregrina perché la legge regionale non distingue fra le cariche ed è giusto che sia così, perché in Valle d'Aosta non solo il potere del Presidente è notevole, lo è anche quello degli Assessori. La conferma viene in ultimo dalle elezioni regionali di settembre 2025 dove gli otto componenti della Giunta uscente erano candidati in tre diverse liste. Sette su otto sono stati eletti e nelle tre liste i primi in ordine di preferenza sono sempre o il Presidente o gli Assessori uscenti.

Giustamente quindi nel 2007 il Consiglio regionale è intervenuto e ha disciplinato la materia che si cerca ora di scardinare.

Ovviamente i colleghi Minelli e Torrione si costituiranno in opposizione al ricorso, gli avvocati esporranno gli argomenti per cui si chiederà alla Corte d'appello di rigettare il ricorso e di confermare la sentenza del Tribunale di Aosta. Si valuterà anche con gli avvocati la possibilità di chiedere un'anticipazione dell'udienza, perché la data proposta è veramente molto remota e pone la Regione in una situazione di incertezza e di imbarazzo che durerebbe molti mesi. Visto il contesto estremamente delicato, riteniamo opportuno e auspichiamo che l'intera minoranza, diversamente da quanto è avvenuto in primo grado, sostenga e appoggi l'opposizione al ricorso. Crediamo infatti che oggi ci siano molti più elementi per un'azione coordinata di tutti i Consiglieri di minoranza. Percepiamo infatti che c'è attesa anche all'esterno del Palazzo di un intervento incisivo da parte di chi si oppone a un sistema ormai inaccettabile di gestione del potere regionale.

Presidente - Ci sono altri interventi? La parola alla collega Forcellati.

Forcellati (PD-FP) - La sentenza del Tribunale di Aosta non ha solo accertato un'ineleggibilità tecnica, ha messo in luce la contraddizione politica tra il diritto individuale alla difesa e il dovere istituzionale verso la Valle d'Aosta scoperchiando un vuoto politico e questa Regione non può permettersi di ignorarlo.

Presidente Testolin, io nel mio intervento mi rivolgerò quasi del tutto a lei.

Partiamo da un concetto elementare: la leadership non si conquista con l'arroganza dei numeri, si ottiene attraverso il riconoscimento del valore politico della persona da parte del gruppo, del suo gruppo. Un leader autorevole ispira fiducia, un leader autoritario che si arrocca nel Palazzo facendo finta che non sia successo niente, quasi negando a sé stesso e alla propria maggioranza le sentenze, ispira solo incertezza. Oggi lei non è un Presidente nel pieno delle sue funzioni, lei è un Presidente sub judice, giudicato decaduto dai Magistrati e, cosa ancora più grave, messo sotto tutela dalla sua stessa maggioranza, una maggioranza che non ha avuto il coraggio di chiederle un passo di lato e fa finta di sostenerla, ma che intanto le detta le condizioni per l'appello: niente ricorso in Cassazione, niente esplicita richiesta di incostituzionalità della legge 21/2007, cosa peraltro non vera - e invito i colleghi e le colleghe a leggere bene il ricorso in appello presentato, non 50 pagine, bastano le prime 10, forse anche meno -, ma che lei fa finta di non sentire pur di salvare la propria pelle politica. Vede, Presidente, se fosse stato davvero un politico lungimirante, avrebbe capito che la mossa corretta, l'unica dignitosa sarebbe stata dimettersi un minuto dopo la sentenza, avrebbe potuto fare il Consigliere, concentrarsi sulla sua difesa e, in caso di vittoria, lo dico io dalla minoranza, rientrare trionfalmente in aula sul cavallo della vittoria, invece ha scelto di restare aggrappato alla sedia, trasformando la sua Presidenza in un mulo azzoppato, che trascina la Valle d'Aosta nella precarietà; una precarietà non dichiarata, ma politica, perché intacca l'autorevolezza e la credibilità di ogni azione di governo. Difendere la propria posizione personale è legittimo, rendere traballante un'intera Istituzione per farlo è un atto di profonda irresponsabilità politica. Mentre lei discute di tecnicismi legali, la Regione vive in un limbo, ogni delibera della sua Giunta è marchiata con un asterisco, con riserva. Quale autorevolezza pensa di avere davanti a un Governo nazionale, peraltro in scadenza, o a Bruxelles, quando la sua firma ha una scadenza stessa? Questa situazione non è coraggio, glielo ripeto, è intestardimento, le energie della maggioranza non sono più rivolte ai dossiers urgenti, ma a quelle manovre di corridoio per decidere chi dovrà sedersi su quella poltrona se la Corte d'appello confermerà la sentenza di primo grado.

Vede, Presidente, la politica alta sa quando è il momento di fare un passo di lato per il bene della comunità. Arroccarsi nel Palazzo non le restituirà l'autorevolezza perduta, aumenterà solo il suo isolamento e me ne dispaccio. L'autorevolezza si alimenta con la capacità di mettere il bene comune davanti alle ambizioni personali. Se il progetto del Mouvement e dei suoi alleati è ridotto alla sopravvivenza di una singola persona, allora quel progetto è fallito. Se la politica delega la propria sopravvivenza agli organi giudiziari, invece di assumersi anche con sofferenza le proprie responsabilità, ha fallito. Pagheremo tutte e tutti questo periodo, le Valdostane e i Valdostani hanno buona memoria e una volta di più si allontaneranno dalla politica, soprattutto se fatta con arroganza. È il tempo della responsabilità e noi le chiediamo chiarezza. La Valle d'Aosta merita una guida solida, certa e libera da ogni ombra di precarietà.

Presidente - Chi altro intende intervenire? Se non ci sono interventi… la parola al collega Zucchi.

Zucchi (FdI) - Usciamo da questo surplace come l'altra volta, attendendo Godot, gli interventi che verranno, forse.

Presidente, Presidente del Consiglio, colleghi Consiglieri, interveniamo su una vicenda che ormai ha superato il piano strettamente giudiziario, anche il pieno, e investe direttamente la credibilità politica delle nostre Istituzioni. Lo ribadiamo con chiarezza: nessuno contesta il diritto di difesa, l'abbiamo detto una settimana fa e lo ribadiamo oggi, nessuno contesta il diritto di proporre appello, nessuno intende sostituirsi alla Corte d'appello, ma una cosa è esercitare un diritto processuale, altra cosa è trasformare una questione politica evidente in una lunga battaglia finalizzata di fatto a restare in carica il più a lungo possibile.

Abbiamo letto la sentenza, abbiamo preso atto del ricorso e il punto politico resta molto semplice: il Tribunale di Aosta ha dichiarato l'ineleggibilità e la decadenza del Presidente della Regione applicando una norma regionale in vigore da 19 anni, l'articolo 3, comma 3, della legge regionale n. 21/2007, che parla chiaramente di carico all'interno della Giunta regionale. Non distingue tra Presidente, Vicepresidente e Assessori e allora la domanda politica è inevitabile: come è possibile che una norma, rimasta pacificamente in vigore per quasi 20 anni, venga improvvisamente reinterpretata proprio nel momento in cui produce effetti sulle più alte cariche regionali? Questo è il punto che politicamente non convince e non convince nemmeno il tentativo di rifugiarsi dietro pareri pro veritate o interpretazioni accademiche; i pareri si possono chiedere certamente, ma la responsabilità politica non si delega, non si trasferisce agli avvocati, ai professori o ai giudici, la politica deve assumersi direttamente il peso delle proprie decisioni. Qui invece sembra accadere il contrario: usare il processo per rinviare una scelta politica, usare il calendario giudiziario per prendere tempo, usare la sospensione dell'efficacia della sentenza per continuare a esercitare il potere in una situazione di evidente incertezza istituzionale. Per questo ci rivolgiamo in particolare all'Union Valdôtaine, che rispettiamo profondamente come partito, e alla maggioranza tutta: fino a quando intendete sostenere questa situazione? Perché qui non siamo davanti a una questione marginale, siamo davanti alla posizione istituzionale del Presidente della Regione e del Vicepresidente, in una condizione che pone un problema politico evidente. Non si può invocare l'autonomia valdostana quando serve difendere le prerogative della Regione e poi mettere in discussione nei fatti una legge regionale quando questa stessa legge produce conseguenze scomode per chi governa e non si può ignorare nemmeno il tema del tempo.

Apprendiamo da poco, ammesso che sia fondata la notizia, che la richiesta del 28 settembre sia stata definitivamente stabilita nel 29 settembre, addirittura un giorno dopo. Ci auguriamo che possa essere anche anticipata la data della discussione, perché il tempo in questo caso non è un optional. Significa lasciare per mesi la Regione in una condizione di sospensione e ambiguità e il tempo in questa vicenda non è neutro. Ogni settimana che passa produce un effetto politico preciso: consente a chi è stato dichiarato decaduto in primo grado di continuare a esercitare le proprie funzioni, mentre la Regione resta sospesa attorno a una controversia che riguarda la legittimazione dei suoi vertici istituzionali.

C'è poi un altro elemento di riflessione che non è da poco: nel nostro ordinamento speciale il Presidente della Regione esercita anche attribuzioni che rappresentano sul territorio funzioni riconducibili allo Stato secondo quanto previsto dallo Statuto speciale e dalla giurisprudenza costituzionale. Anche per questo esiste un evidente problema di opportunità e di credibilità istituzionale, è, secondo noi, un potenziale forte imbarazzo nel Governo nazionale e anche per le Forze dell'ordine e gli apparati statali presenti sul territorio chiamati a rapportarsi con un soggetto che permane nella pienezza della carica unicamente per effetto della sospensione della decadenza derivante dall'appello.

Presidente, cari colleghi, qui non si tratta di arrendersi, si tratta di rispettare il ruolo che si ricopre. Un passo di lato, in attesa della decisione di appello, sarebbe stato un gesto di rispetto verso le Istituzioni, verso questo Consiglio e verso i cittadini valdostani. Continuare invece a restare aggrappati alla carica, fondando la difesa su eccezioni preliminari, questioni procedurali e interpretazioni costruite per restringere la portata della norma regionale trasmette un messaggio politicamente molto grave. Il messaggio è semplice per voi: la legge vale finché non mette in discussione il potere di chi governa. La Valle d'Aosta non può permettersi Istituzioni percepite come ostaggio di convenienze personali, non può permettersi una politica che rinvia ai giudici decisioni che dovrebbe assumere autonomamente. La domanda quindi - e concludo - è una sola: volete difendere le Istituzioni o difendere le posizioni di potere personale? Perché le due cose non coincidono più. Noi siamo per difendere le Istituzioni e voi?

Presidente - Chi intende intervenire? La parola al collega Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Intervengo perché, in realtà, avremmo avuto piacere effettivamente di sentire anche le voci della maggioranza ma… come dire? se la volta scorsa le abbiamo dovute chiedere lungamente - e sono arrivate soltanto sul finire e sul gong, mettiamola così -, immaginiamo che oggi forse addirittura qualcuno possa ipotizzare di non intervenire, quindi, a prescindere da tutto, riteniamo che, pur monchi di un'interpretazione, o la versione che verrà data dalla maggioranza, qualcosa in quest'occasione vada detta.

Innanzitutto ci tengo a dire una cosa, ovviamente è inevitabile che i colleghi mi hanno preceduto abbiano evocato la questione dell'interregno, chiamiamolo così, che oggi apprendiamo dagli organi di informazione ma, in realtà, mi aspetto che ci siano notizie di fonte più sicura per avere delle certezze… ma ci traguardano e ci danno un orizzonte temporale da qui a settembre, con l'ipotesi addirittura di ritardare magari fino alla primavera 2027. Ripeto: guardo gli articoli che vengono pubblicati di cui non sappiamo, ma diciamo che fa poca differenza la durata dell'interregno, quello che fa la differenza è proprio il fatto che si debba arrivare a un interregno e all'inopportunità del fatto che si sia arrivati a questo punto. Su questo però ci siamo già espressi ampiamente la volta scorsa, eravamo direi arci sicuri che il ricorso sarebbe stato presentato e abbiamo posto già nella scorsa seduta un po' il nostro pensiero.

Dall'altra parte quello che ci tengo a ribadire è questo: noi, come tutti sanno e come ci ha tenuto a ricordare anche il collega Marguerettaz nella scorsa seduta, non abbiamo ovviamente aderito al ricorso che è stato effettuato, l'abbiamo detto in quella occasione, noi riteniamo che la politica non vada fatta per tramite dei Tribunali ma abbiamo dato giustamente la nostra opinione di fronte ai fatti che si sono resi evidenti. Una cosa però abbiamo fatto e l'abbiamo fatta con forza: abbiamo difeso quello che in realtà pare anche agli alleati e non soltanto gli alleati di Governo che lo hanno detto apertamente, ma anche la forza di appartenenza del presidente Testolin ha evidenziato, cioè abbiamo difeso con forza la necessità dell'assenza all'interno di un eventuale ricorso di questioni che riguardassero la costituzionalità della legge e non è ovviamente perché si immagina che l'assenza di questa costituzionalità e di adire al principio di costituzionalità della legge possa allungare i termini: è semplicemente perché riteniamo che una Regione e un Presidente, che vanno al netto della posizione singola, oltre che in quel caso avvenuta a livello di Giunta, che va contro la costituzionalità di una stessa legge non faccia un buon servizio alla propria Regione.

Ora ho, per fortuna - e ci tengo a dirlo non grazie ai colleghi di AVS -, avuto modo di vedere il ricorso che è stato depositato e sì, effettivamente in questo ricorso non c'è scritto nulla circa la questione di costituzionalità, cioè non viene evocata espressamente, ma in realtà viene evocata in maniera surrettizia. Chiunque legga questo testo si accorgerà che la questione di costituzionalità, che è l'unica arma che è rimasta al ricorrente, fondamentalmente viene evocata dicendo: "Beh, io non ti chiedo la costituzionalità, però sollevo il principio di stretta interpretazione delle cause di ineleggibilità come principio costituzionale, il divieto di terzo mandato che non ha rango costituzionale e non si applica alla Valle d'Aosta, l'interpretazione del Tribunale impone un sacrificio irragionevole e sproporzionato del diritto di elettorato passivo, il richiamo agli articoli 3, 48 e 51 della Costituzione come parametro diretto, il cumulo Assessore-Presidente come sacrificio proporzionato di cui agli articoli 48 e 51, la stabilità governativa come principio costituzionale applicabile anche alla Valle d'Aosta".

Ora, io mi ero preparato in realtà un piccolo specchietto e potrei citarvi tutto quello che viene detto all'interno del ricorso che va esattamente nella direzione di dire che questa legge è incostituzionale, ma senza dirlo e lo trovo profondamente scorretto, lo trovo profondamente contrario a quello che gli alleati stessi hanno detto, quei paletti che hanno imposto ovviamente a questo Governo per il ricorso, lo trovo profondamente scorretto nei confronti del suo stesso Movimento, che, per bocca del Capogruppo all'interno di quest'aula, aveva detto che era inopportuno sollevare questo principio e lo trovo assolutamente e soprattutto scorretto nei confronti della nostra Valle d'Aosta. Se si vogliono attaccare leggi che voi stessi avete votato, abbiate perlomeno la decenza di dirlo e di mettervi di fronte alle conseguenze di fronte a chi vi ha detto di non farlo.

Presidente - La parola al collega Centoz.

Centoz (FP-PD) - Colleghi e colleghi, è passata una settimana dall'ultima presa d'atto, allora constatavamo la decadenza del consigliere Testolin dalla carica di Presidente della Regione; oggi prendiamo atto che il Presidente è risorto, con quattro giorni di ritardo sulla tabella di marcia pasquale ma è risorto.

Prendere atto non significa condividere: prendere atto non significa rinunciare a giudicare, significa riconoscere che il diritto di proporre appello esiste, è legittimo ed è stato esercitato, ma il Consiglio regionale è soprattutto un luogo di responsabilità politica e la responsabilità politica non si sospende insieme alla sentenza.

Queste ultime due settimane hanno certificato qualcosa di grave, il Consiglio Valle, massima istituzione della nostra Regione, si è ridotto a prendere atto di una sentenza, di un ricorso e di una sospensiva, tutto deciso altrove, tutto subito.

Abbiamo preso atto della sentenza e della decadenza del Presidente, abbiamo preso atto che il Vicepresidente, nelle medesime condizioni di ineleggibilità del Presidente, ha preso il suo posto. Abbiamo preso atto che l'Union Valdôtaine e i suoi alleati hanno sostenuto il ricorso e hanno posto delle condizioni e oggi prendiamo atto che il Presidente è di nuovo in carica. Questa maggioranza ha deciso di affidarsi ai giudici per interpretare la propria legge, perché non ha il coraggio di interpretarsela da sola e, quando una maggioranza si affida a un giudice, ne accetta le conseguenze, qualcuno direbbe: "ne prende atto".

Renzo Testolin aveva un'alternativa: poteva dimettersi, presentare il ricorso da semplice Consigliere e attendere il verdetto senza trascinare l'Istituzione in questa sospensione. Non lo ha fatto e nessuno nella sua maggioranza glielo ha chiesto pubblicamente, nessuno. In passato in situazioni analoghe la politica valdostana aveva saputo distinguere tra la difesa personale e tutela istituzionale. Quella cultura sembra, purtroppo, essersi smarrita. C'è di più: le condizioni poste dalla maggioranza, ossia nessuna eccezione di incostituzionalità e stop al secondo grado di giudizio, sono processualmente devastanti per lo stesso Testolin. L'eccezione di incostituzionalità era forse - è stato ricordato - l'unico argomento processuale che avrebbe potuto aprire uno spiraglio in appello, come sovente ci ricorda il collega Bellora, la maggioranza glielo ha tolto. Colpisce però che l'impostazione difensiva sembri, ma lo hanno riportato tutti, comunque costruita attorno a una lettura costituzionalmente orientata della norma, come se quella porta non fosse stata chiusa del tutto, ma lasciata prudentemente socchiusa. In altre parole la maggioranza ha scelto di accompagnare il Presidente in appello, ma senza assumersi fino in fondo tutte le conseguenze di quella scelta, della serie: "Vi sosteniamo, certo, ma vai avanti con quello che ti lasciamo e se perdi fine". Se la Corte d'appello dovesse confermare la sentenza di primo grado, non sarà solo Renzo Testolin a essere giudicato, sarà giudicata una scelta collettiva: avallare il ricorso, sostenere la permanenza in carica, non chiedere mai un passo indietro. Una maggioranza che sostiene un Presidente dichiarato ineleggibile e poi, eventualmente, viene smentita in secondo grado non può voltare pagina come se nulla fosse accaduto. La credibilità istituzionale ha un costo e quel costo non può ricadere solo sull'uomo che porta il nome della sentenza, ma su chi lo ha accompagnato fin qui senza mai chiedergli di fermarsi. Qualunque cosa decida la Corte d'appello una parte del danno è già stata fatta, un Presidente dichiarato ineleggibile ha scelto di restare in carica, la sua maggioranza lo ha sostenuto, nessuno gli ha chiesto pubblicamente un passo indietro. Le Istituzioni non si difendono solo rispettando le sentenze che ci piacciono, si difendono riconoscendo il valore delle regole anche quando costano qualcosa. Qui quella prova non è stata superata. Mettiamo a verbale dove si trova la responsabilità di quello che sta accadendo, non sull'opposizione che ha difeso le regole, sulla maggioranza che ha scelto di non farlo.

Presidente - Altri intendono intervenire? Ci sono altri interventi? Se non ci sono altri interventi, Signori, io chiudo la discussione… la parola al collega Torrione.

Torrione (AVS) - Grazie Presidente, questo giochino è interessante comunque.

Molte sono le questioni giuridiche e politiche che sono state affrontate dai colleghi, cercherò di non ripetermi per concentrare l'attenzione su ciò che questa vicenda lascia oggi al Consiglio Valle e alla nostra intera comunità valdostana, perché, al di là dell'esito dell'appello, che naturalmente rispetteremo qualunque esso sia, c'è un dato che non può essere cancellato: una sentenza c'è stata, una sentenza chiara, netta, che ha riconosciuto l'esistenza di una violazione della legge regionale del 2027 e che ha dichiarato decaduto il Presidente della Regione. Poi, certo, il ricorso in appello ha formalmente e giuridicamente sospeso gli effetti di questa sentenza, formalmente e giuridicamente, ma la sostanza rimane, la sostanza politica rimane e lascia un segno pesante, pesantissimo, perché la sospensione, che è un atto dovuto, appunto, formale, in effetti non cancella nulla del problema politico e istituzionale che quella sentenza ha sollevato e di tutto quello che questa sentenza ha generato nelle menti e nei cuori dei Valdostani, perché comunque vada a finire, anche nell'ipotesi in cui la Corte d'appello dovesse alla fine dare ragione al presidente Testolin, rimarrebbero alcuni segni indelebili: rimarrebbe innanzitutto la sentenza di primo grado, con il fatto che il Tribunale ha ritenuto fondata quella che, come il collega Campotaro ha detto, è la nostra interpretazione della legge e rimarrebbe il fatto che ci troviamo davanti a una norma che in ogni caso ha mostrato una chiarezza inequivocabile nei suoi principi fondanti. La ratio che ha spinto questo Consiglio nel 2007 a votare a stragrande maggioranza questa legge è limpida, è incontestabile: limitare il numero dei mandati. Peraltro, voglio dire, io e gli altri quattro Consiglieri che siedono in questo Consiglio siamo la dimostrazione del fatto che siamo solo 5 su 35 che non hanno mai ricoperto cariche di tipo politico.

Rimarrebbero anche i malumori espressi e inespressi, ma evidenti che da ogni parte sono emersi chiari, da parte di forze politiche, della comunità valdostana e anche all'interno della stessa Union Valdôtaine. Rimarrebbe la decisione assurda, incomprensibile e irrispettosa della neutralità degli organi consiliari e della comunità valdostana di fare un ricorso a spese dei cittadini valdostani in difesa di un diritto soggettivo del signor Testolin, anziché mantenere una corretta e giusta posizione neutrale di attesa degli eventi. Rimarrebbero le reazioni e le esternazioni molto fuori dalle righe degli avvocati Cecchetti e Lupo, biasimate anche da molti, sia all'interno della Magistratura, ma anche - devo dar merito al collega Marguerettaz - ricordate anche dalle sue parole la volta scorsa. Rimarrebbero lo stupore, se non addirittura lo sgomento, determinato dal fuorionda del professor Grosso, peraltro, come ha già ricordato la mio collega, ricordato molto nel ricorso. Tutto questo rimarrebbe, non svanirebbe e non possiamo e non potremo fare finta che questi elementi non siano esistiti e che non continueranno a esistere nella nostra memoria politica e morale. Sono scolpiti nella pietra delle montagne che ci circondano a ricordarcelo.

Per tutte queste ragioni nel mio intervento del precedente Consiglio ho chiesto al presidente Testolin, al vicepresidente Bertschy, alla Giunta e a tutta la maggioranza un atto e un gesto di responsabilità: dimettersi e ricostituire una nuova Giunta senza ombre in grado di governare serena e totalmente legittimata. Abbiamo, avete perso una grande occasione, anzi, tre grandi occasioni per fare la cosa giusta per i Valdostani, ma anche per voi stessi, per la vostra credibilità esterna e interna e uscirne comunque bene, perché avreste potuto uscirne comunque bene. Nominare una Giunta più legittimata, come ho già spiegato, è un'occasione per cambiare il passo nel vostro modo di governare, in coerenza con quanto dichiarato all'inizio e mai applicato finora, cioè di una reale e concreta collaborazione fra maggioranza e minoranza nel gestire la cosa pubblica, senza manifestazioni muscolari a ricordarci in ogni Consiglio che voi avete i numeri e che quindi fate quello che volete. I numeri sono incontestabili, ma si può governare diversamente e anche in modo più efficace. Potevate anche scegliere di non trascinare la Regione dentro una lunga fase di incertezza, realisticamente sappiamo tutti che il 28 settembre non sarà la data ultima, con questo quadro istituzionale sospeso, con tutte queste ombre su di noi. In queste condizioni sarà veramente difficile governare e farlo con la serenità necessaria.

Presidente - Qualche altro collega intende intervenire? La parola al collega Carrel.

Carrel (ADC) - Rompo questo silenzio imbarazzante e dal valore politico alto, secondo me, per chiedere una sospensione dei gruppi di minoranza.

Presidente - Sospensione accordata. I lavori consiliari sono sospesi.

La seduta è sospesa dalle ore 15:51 alle ore 17:02.

Aggravi (Presidente) - Colleghi e colleghi, riprendiamo i lavori. Sono stati depositati al banco della Presidenza due risoluzioni sul punto. La discussione è ancora aperta. Chi intende prendere la parola si prenoti. Stiamo per trasmettere le due risoluzioni. Chiedo ancora una volta chi intende intervenire sennò chiudo la discussione. La discussione è chiusa. Aspettiamo soltanto che vengano trasmesse le risoluzioni. Ci sarà una prima risoluzione del gruppo AVS e una seconda risoluzione degli altri gruppi di minoranza. La parola al collega Martinet.

Martinet (UV) - Sì, per una breve sospensione dei gruppi di maggioranza.

Presidente - I lavori consiliari sono sospesi.

La seduta è sospesa dalle ore 17:05 alle ore 17:13.

Aggravi (Presidente) - Colleghi, riprendiamo i lavori. Passiamo quindi a trattare le risoluzioni collegate al punto. La prima risoluzione è del gruppo AVS, chi intende esporla? La parola alla collega Minelli.

Minelli (AVS) - Credo sia il caso di leggere, soprattutto per chi ci sta ascoltando, il testo della risoluzione e poi aggiungerò alcune cose: "Richiamato che con sentenza n. 110/2026 il Tribunale di Aosta ha dichiarato ineleggibile Renzo Testolin alla carica di Presidente della Regione autonoma Valle d'Aosta e per l'effetto lo ha dichiarato decaduto; evidenziato che in data 8 maggio 2026 Renzo Testolin ha depositato presso la Corte di appello di Torino l'atto di citazione per la riforma della sentenza del Tribunale di Aosta sopra citata; preso atto che con la notifica del ricorso avverso la sentenza del Tribunale di Aosta 915/2025 del 22 aprile 2026 il presidente Testolin è rientrato nell'esercizio ordinario delle proprie funzioni; sottolineato che tale ricorso potrà proseguire indipendentemente dal permanere o meno di Renzo Testolin nella carica di Presidente della Regione; rilevata la richiesta della data del 28 settembre 2026 per l'udienza in Corte d'appello e il possibile ulteriore allungamento dei tempi per il pronunciamento della Corte stessa; considerato che ciò comporta una situazione di prolungata incertezza e che l'azione di governo regionale di fatto risulta sub judice; ritenuto indispensabile adottare un atteggiamento responsabile e rispettoso della comunità nominando un nuovo Presidente e, di conseguenza, un nuovo Vicepresidente e una nuova Giunta pienamente legittimati; evidenziato che la sentenza del Tribunale di Aosta ha già chiarito che la norma sul limite dei mandati contenuta nella legge regionale n. 21/2007 risponde ai principi più volte affermati dalla Corte costituzionale, quali favorire il ricambio, evitare concentrazione e personalizzazione del potere, garantire la par condicio; invita il Presidente della Regione, per i motivi sopracitati, a rassegnare immediatamente le dimissioni dalla carica".

Noi abbiamo già esplicitato nei nostri interventi sia del Consiglio scorso, sia di questo pomeriggio qual è la nostra posizione, quali sono le ragioni per cui abbiamo chiesto, abbiamo prima presentato il ricorso al Tribunale ordinario e poi abbiamo chiesto anche in quest'aula le dimissioni. Non c'è nessuna intenzione di fare un discorso di tipo personale. Noi abbiamo più volte ribadito la necessità che venga rispettata una norma che è stata votata da questo Consiglio regionale, il Consiglio Valle, nel 2007 a larga maggioranza e che conteneva proprio quell'aspetto del limite dei mandati. Ho ricordato anche oggi che per la nostra Regione, a nostro avviso, non può valere l'obiezione che qui siamo in presenza di una situazione dove non c'è elezione diretta del Presidente. Crediamo sia necessario che i limiti siano rispettati e riteniamo anche che quella legge, meglio quella norma, perché poi c'erano degli altri aspetti della legge 21/2007 che personalmente non avrei condiviso, ma quella parte sui mandati ha un senso, perché, così come esiste un limite dei mandati per i Consiglieri regionali, è corretto che ci sia un limite dei mandati in Giunta, considerato che la nostra situazione particolare è quella di una Regione autonoma che ha scelto di non avere quel tipo di elezione diretta, ma, dove i poteri del Presidente e degli Assessori sono sicuramente molto grandi, deve mantenere quel limite.

La risoluzione di per sé riprende parte delle cose che abbiamo già detto e fa riferimento alla questione per cui il ricorso del consigliere Testolin è un ricorso che ha ragion di essere, è nel pieno delle sue facoltà; questo non impedisce che ci sia, da parte sua, un atto di responsabilità, così come lo chiediamo anche alla sua Giunta e alla maggioranza.

Tra l'altro, è stato ricordato anche oggi dal collega Centoz, mi pare, poi forse anche da qualcun altro, che non è la prima volta che ci troviamo in una situazione simile. Come questa no, non ci eravamo ancora mai arrivati, ma in una situazione per cui c'è qualcuno che ha comunque fatto un passo indietro rispetto alla sua carica proprio perché c'era una situazione complessa e su cui era necessario fare chiarezza. Di conseguenza noi chiediamo che queste dimissioni arrivino e lo facciamo perché siamo convinti che questo sia l'unico vero atto responsabile nei confronti della comunità valdostana, verso la quale avete dichiarato più volte che è necessario avere una situazione di stabilità, una situazione di possibilità di governo senza che ci sia nessun problema. Noi riteniamo che non sia così perché sicuramente per mesi la Giunta e il Presidente opereranno sub judice, e questo non è un modo di fare chiarezza, non è un modo di essere rispettosi delle esigenze della comunità valdostana. Invitiamo quindi ovviamente il Presidente a fare questo atto di responsabilità, che è anche un atto rivolto a tutta la Giunta e a tutta la maggioranza.

Presidente - Per la replica, la parola al presidente Testolin.

Testolin (UV) - È particolare doversi difendere rispetto a questioni che dovrebbero essere dibattute in un altro contesto. E' invece molto comprensibile tutto quanto è stato ripetuto oggi rispetto alle considerazioni che sono state espresse il 5 di maggio all'interno di un Consiglio che ha dato la possibilità a ognuno di sviluppare le proprie posizioni politiche e le proprie visioni che evidentemente partono da due presupposti diversi che sono quelli dell'inizio della legislatura, altrimenti, se non ci fossero state due visioni, due modi di concepire la norma diversi, non si sarebbe affrontato un percorso da parte dell'attuale maggioranza oppure non ci sarebbe stato un ricorso da parte di chi non la vede nella stessa maniera.

Curioso è invece l'approccio che si vuole dare a quello che è un ricorso e quello che è un modo di porsi rispetto a un ricorso, quindi a un appello rispetto a un ricorso che è stato presentato e una sentenza dove si vorrebbe che le cose da scrivere fossero quelle che fanno piacere a una certa parte, mentre quelle che fanno piacere o possono dare delle visioni diverse non vengono contemplate o rese possibili. Evidentemente ognuno ha anche all'interno delle sentenze il suo stato di soddisfazione e non si concepisce più il meccanismo di poter dare un'alternativa che è stata, per quanto mi concerne, condivisa con una maggioranza. Una maggioranza che vede la necessità di lavorare per intervenire prontamente in un programma di bilancio e nelle scadenze che ci sono da affrontare nelle prossime settimane e nei prossimi mesi in attesa di avere poi una sentenza di secondo grado che possa dirimere dei punti di vista molto distanti tra loro. È per questa ragione che, se il sottoscritto non avesse voluto fare e/o con la sua maggioranza un percorso di appello in secondo grado, non avrebbe avuto bisogno di un vostro invito per approcciare questo tipo di decisione. Al contrario si è scelto di andare avanti e di mettersi a disposizione con molta attenzione, rispetto e responsabilità anche nei confronti delle risposte che dobbiamo dare a breve, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, alla popolazione valdostana senza il rischio di bloccare dei processi che a questo sono finalizzati. Questo è un senso di responsabilità pur sapendo all'interno di quest'aula che il refrain per i prossimi mesi sarà quello di un gioco al massacro perché qua nessuno è incosciente, siamo tutti molto ben coscienti di quello che affrontiamo e lo affrontiamo con lo spirito di mettersi a disposizione, checché voi ne possiate dire e checché voi ne possiate scrivere, perché la disponibilità a subire anche dei percorsi a ostacoli da un punto di vista politico ancor più che amministrativo, che già non è semplice… io vi assicuro che è una messa a disposizione del territorio e della comunità valdostana, dipende solo dal punto di vista con cui si guardano le cose.

Penso per cui che quest'ordine del giorno non sia per noi accoglibile e voteremo di conseguenza.

Presidente - Ci sono colleghi che intendono intervenire? La parola alla collega Minelli.

Minelli (AVS) - Lei dice, presidente Testolin, che è particolare dover intervenire in questo contesto a parlare di queste cose che dovrebbero essere discusse in altre sedi. Io ricordo ancora una volta che, prima di arrivare a questo, abbiamo fatto di tutto per ricevere delle risposte chiare quando era il momento, cosa che non si è voluta fare, e c'era la possibilità anche di ovviare a tutto questo modificando una legge. I numeri li avevate, non lo avete fatto, siamo andati avanti così come avevamo detto, in maniera del tutto coerente. Poi lei dice: "È curioso l'approccio", forse è curioso, non lo so, sicuramente quello che so è che è sconcertante il suo approccio, il suo atteggiamento nell'intera vicenda, anche la sua testardaggine in certi passaggi. È legittimo fare il ricorso, lo abbiamo detto, è nelle sue facoltà, ma questo non impedirebbe un altro atteggiamento, che è quello appunto delle dimissioni, assolutamente più responsabile rispetto a quello che adesso succederà.

Per non bloccare l'azione amministrativa, come lei ha sottolineato, non ci vuole molto: si nomina una nuova Giunta, i numeri li avete, non avete perso dei pezzi, la maggioranza è a 20, quindi c'è tutto l'agio di poter fare una nuova Giunta, un nuovo Governo. Avete sicuramente in queste venti persone che compongono la vostra maggioranza elementi che hanno la possibilità di ricoprire delle cariche di Giunta, c'è gente che lo ha già fatto, c'è gente che lo potrebbe fare, non credo sia questo il punto: il punto è voler continuare, intestardirsi, andare avanti e tenere comunque… checché se ne dica, adesso siete ricostituiti, potete operare non solo in ordinaria amministrazione, ma siete sub judice e lo sarete per molti mesi, perché, se è vero, come pare, che non ci sarà una parola definitiva il 28 o il 29 di settembre, quindi si andrà avanti aspettando ancora l'esame di eventuali memorie e il pronunciamento della Corte d'appello, che poi potrebbe anche non essere l'ultimo, rimaniamo qui appesi un po' tutti quanti, ma in particolare rimane appesa la comunità valdostana.

Ultima cosa che voglio sottolineare: nella risoluzione che abbiamo presentato non ci sono riferimenti specifici al ricorso, abbiamo semplicemente segnalato i fatti. Abbiamo certo dato un giudizio politico: quello dell'incertezza in cui l'azione di governo adesso sarà costretta a rimanere e abbiamo parlato, questo sì, di atteggiamento responsabile e rispettoso della comunità; infine abbiamo richiamato il fatto che la sentenza del Tribunale di Aosta ha anche fatto un accenno al richiamo più volte ripetuto della Corte Costituzionale ai principi che ispirano la questione del limite dei mandati come succede nelle Regioni ordinarie, ma anche come è stato ricordato oggi dal collega Campotaro nella Provincia di Bolzano, che è una Provincia autonoma, lo sappiamo tutti, ma dove i limiti, pur non essendoci l'elezione diretta del Presidente della Giunta, esistono e, se esistono, è perché hanno un senso. Questi principi sono favorire il ricambio, evitare concentrazione e personalizzazione del potere, garantire la par condicio, tutte cose che mi sembra che con questo atteggiamento non vengano assolutamente prese in considerazione.

Chiedo che la votazione - e lo chiedo a nome dei gruppi di minoranza - avvenga per voto nominale.

Presidente - È stata chiesta la votazione nominale. Ci sono colleghi che intendono intervenire? La parola al collega Zucchi.

Zucchi (FdI) - Intervengo anche perché nell'intervento precedente non ho avuto il tempo di finire proprio tutte quante le riflessioni che avevo preparato per esiguità del tempo.

Signor presidente Testolin, io capisco che lei ha una visione diversa, temo che sia forse l'unico o veramente tra i pochi che abbia questa visione per cui questa vicenda si debba soltanto discutere nelle aule del Tribunale. È una sua posizione che è legittima, noi riteniamo esattamente l'opposto, che sia una situazione che ha soltanto un rilievo politico. Noi siamo in un Consiglio regionale, siamo nella massima istituzione e dove, diversamente da qui, parlare di politica? Il giudizio politico, signor Presidente, è già aperto in quest'aula, non soltanto nei banchi dell'opposizione, io non so se lei se ne è reso conto, ma se è aperto anche nei banchi della sua stessa maggioranza, anche se lei sostiene che la maggioranza condivide con lei questo tipo di necessità. D'altronde non mi sembra di vedere tanto affiato da parte dei banchi della maggioranza nel sostenere la sua posizione.

Noi diciamo quindi che sulla questione del fatto che per noi avrebbe fatto molto meglio a fare un passo di lato, l'abbiamo detto l'altra volta, la scorsa settimana, l'abbiamo ribadito oggi, quindi non abbiamo nessun problema a stigmatizzare, a formalizzare con il voto favorevole questa risoluzione, quindi il voto anche di Fratelli d'Italia.

Mi permetto di dire e di citare di nuovo un passaggio che, per esiguità di tempo, non ho potuto formalizzare bene prima: lei, signor Presidente, ha una responsabilità istituzionale che va oltre questa Regione. Lei esercita anche le funzioni prefettizie e, in quanto tale, rappresenta il Governo in questa Regione. Allora io mi chiedo come sia possibile che lei si possa tranquillamente approcciare di fronte agli organi dello Stato: penso alle Forze dell'ordine, a tutti coloro che la vedono reintegrato nella sua posizione soltanto per effetto di un ricorso che lei ha fatto, ma veramente lei non prova imbarazzo nel rapportarsi quando dovrà convocare il COSP oppure avere a che fare con gli organi dello Stato? Io credo che il Governo nazionale in tutto questo possa avere eccome un imbarazzo, perché lei lo rappresenta in questa Regione, in tutto e per tutto, lo dice lo Statuto speciale, lo dice la sentenza del 2003 della Corte costituzionale, quindi lei a tutti gli effetti non riveste soltanto la funzione del massimo rappresentante, legale rappresentante della Regione, lei rappresenta anche il Governo, allora noi ci chiediamo come per lei non sia possibile pensare di fare un passo di lato di fronte a una situazione che la vede di nuovo reintegrato solo perché lei ha usufruito di una facoltà che la legge le consente, cioè il fatto di presentare un ricorso e di essere catapultato di nuovo nel ruolo che ha. Noi veramente su questo siamo in disaccordo, capiamo la sua posizione, però ribadiamo che vogliamo formalizzare con questo voto favorevole, in modo tale che rimanga agli atti, che noi abbiamo chiesto e ribadiamo che, secondo noi, lei avrebbe fatto molto meglio a fare il ricorso, ad aspettare l'esito del ricorso, negoziare con la sua maggioranza un suo reintegro, come ha detto il collega Campotaro poc'anzi… con il massimo degli onori una volta reintegrato e anche noi non avremmo avuto nulla da dire. Tenere sub judice fino a dicembre o chissà quando l'Istituzione Regione e anche la rappresentatività dello Stato e del Governo ci sembra una cosa che non sta né in cielo né in terra.

Presidente - La parola alla collega Forcellati.

Forcellati (PD-FP) - Il mio intervento è solo per dire che noi voteremo a favore naturalmente di questa iniziativa presentata dai colleghi di AVS.

Approfitto per riproporre un concetto, quello che c'era da dire io sento già di averlo detto al Presidente, mi sono rivolta quasi esclusivamente a lui nel mio discorso e mi ha preoccupato ancora di più il suo intervento, perché io capisco che ci sono cose importanti da fare e lei le ha un po' snocciolate, è vero, ma mi scusi, c'è una maggioranza di venti persone, quindi lei mi vuol dire che non c'è nessuno in grado di portare a termine le cose che lei, o che voi come programma di Governo avete in mente? Io penso di sì, quindi anche per tranquillità propria, a mio parere, il potersi dedicare a sé stesso, al proprio ricorso con tranquillità metterebbe tutti quanti in una condizione di poter agire politicamente senza avere l'incubo di prendere una o l'altra decisione. Io penso che nella sua maggioranza ci siano tutte le qualità in diverse persone che possano portare avanti quello che lei, ma quello che tutta la maggioranza ha prodotto nel programma di legislatura.

Presidente - Altri colleghi intendono intervenire? Procedo allora a chiudere la discussione. È stato chiesto il voto nominale, quindi il Consigliere Segretario farà l'appello e in ordine alfabetico ci si prenota, quindi poi ci va il tempo per avere la parola per esprimere il voto.

Aggravi (CA) - Contraire.

Baccega (FI) - Registriamo… non siamo abituati a passaggi anomali e strani… fortemente contrario

Baccini (LRV) - Favorevole.

Bellora (LEGA VDA) - Favorevole.

Bertschy (UV) - Contraire.

Borre (UV) - Contraire.

Campotaro (AVS) - Favorevole.

Carrel (ADC) - Favorevole.

Centoz (PD-FP) - Favorevole.

Domanico (Fdl) - Favorevole.

Forcellati (PD-FP) - Favorevole.

Girod (UV) - Contraire.

Grosjacques (UV) - Contraire.

Guichardaz (PD-FP) - Absent.

Jordan (UV) - Contraire.

Lattanzi (Fdl) - Absent.

Lavevaz (UV) - Contrario.

Lotto (CA) - Contrario.

Manfrin (LEGA VDA) - Favorable.

Marguerettaz (UV) - Contraire.

Marquis (FI) - Contrario.

Martinet (UV) - Contraire.

Marzi (CA) - Contrario.

Minelli (AVS) - Favorevole.

Perron (LEGA VDA) - Favorevole.

Petey (UV) - Contraire.

Sapinet (UV) - Contraire.

Sorbara (FI) - Contrario.

Testolin (UV) - Contraire.

Torrione (AVS) - Fortemente favorevole.

Trione (CA) - Contraria.

Tuccari (Fdl) - Favorevole.

Viérin L. (UV) - Contraire.

Viérin M. (CA) - Contraire.

Zucchi (Fdl) - Favorevole.

Aggravi (Presidente) - Presenti: 33; votanti: 33; contrari: 20; favorevoli: 13. La risoluzione non è approvata.

Passiamo ora alla presentazione della seconda risoluzione. La parola al collega Carrel.

Carrel (ADC) - Tota modo, diciamo che questo è un po' lo slogan che gira nelle varie vallate della nostra regione. Tota modo è: tutto come prima, siamo a posto, possiamo governare, abbiamo e sentiamo forte la responsabilità per l'approvazione del bilancio, abbiamo 270 milioni di euro da distribuire, state tranquilli, è tutto come prima. Questa è la versione correttamente che voi andate a raccontare in giro, magari ai vostri elettori, ma non tutti la pensano così, possiamo almeno dire che non tutti pensano che in questa Regione questa situazione sia tota modo. Ecco perché - e lo dico soprattutto all'assessore Baccega, che, giustamente, ha detto: "Non siamo più abituati a questo tipo di votazione - chiediamo che ci si alzi in piedi e si dica qual è la propria posizione, perché è importante talvolta che anche noi - e soprattutto noi che rappresentiamo tutti il popolo valdostano - ci assumiamo le nostre responsabilità e soprattutto che si veda chiaramente nello schermo qual è la nostra posizione.

Questa risoluzione, che viene dopo quella presentata dai colleghi di AVS, ha un altro spirito: è un'evoluzione di quella di prima. È ovvio, noi crediamo che questa situazione non sia tota modo, noi crediamo che questa situazione metta in forte imbarazzo la nostra Regione e metta in difficoltà la credibilità delle nostre Istituzioni. Questo è un aspetto fondamentale, che lo mette in discussione per un giorno, per un anno, per due anni o per sei mesi cambia poco, perché di Istituzioni stiamo parlando e non di persone.

Leggendo le carte che tutti abbiamo avuto modo di leggere, senza entrare nel merito di quanto vi è scritto, perché quello correttamente spetta ad altre Aule, ci chiediamo visto che l'anticostituzionalità è stata tolta per scelta politica… che da un certo punto di vista anche, per quanto mi riguarda - e qui parlo solamente a titolo personale- ma credo che l'abbiamo condivisa tutti, ben venga che sia tolta quella richiesta che era stata fatta in primo grado sia dal consigliere Testolin, in quanto dalla persona fisica Testolin e dalla sua difesa, ma anche dalla Regione, credo che questo sia un altro elemento non secondario, oggi scompare dall'atto che cita in appello, ma abbiamo dei rimandi che potrebbero indurre il Giudice o la Corte d'appello a sollevare d'ufficio la questione di illegittimità costituzionale. Non sappiamo cosa succederà e non possiamo prevenire o, meglio, non possiamo mettere i carri davanti ai buoi, ma crediamo sia fondamentale guardarci negli occhi e tornare a votare e qui lo chiedo nuovamente con voto nominale a nome di tutta la minoranza per capire esattamente che cosa facciamo in quel caso.

Dal nostro punto di vista, i tempi sono importanti, perché oggi voi approverete, vi auguro, i 270 milioni di euro che vi permetteranno di andare in giro per tutte le manifestazioni estive a dire: "Avete visto? Tota modo, come avevo detto, nulla è cambiato", ma questo possiamo farlo fino a Pont-Saint-Martin. Da Pont-Saint-Martin in giù ci guarderanno e ci diranno: "E voi chi siete? Chi rappresentate?". A noi piacerebbe avere un Governo che possa rappresentare la nostra Regione con delle idee politiche che possiamo condividere o no, ma ci piacerebbe che chiunque sieda su quei banchi possa rappresentarci al meglio e abbia la piena legittimità di farlo a tutto campo. Questo non può avvenire.

Mettiamo appunto in chiaro con questa risoluzione quello che potrebbe succedere. Se il 28 o il 29 settembre, quando sarà, e ci auguriamo che sia il prima possibile, o in data da definirsi, avremo una sentenza che ci dice che bisogna sollevare d'ufficio la questione di illegittimità costituzionale, noi non possiamo aspettare, noi non possiamo più tollerare questa situazione e chiediamo al Presidente o, meglio, chiediamo al Consiglio di impegnare il Presidente, nell'ipotesi in cui la Corte d'appello di Torino sollevi d'ufficio la questione di illegittimità costituzionale dell'articolo 3, comma 3, della legge regionale 21/2007, a rassegnare le proprie dimissioni dalla carica nell'interesse della continuità e della stabilità dell'azione amministrativa e invitiamo i gruppi di maggioranza, nel caso in cui il Presidente non intenda rassegnare le dimissioni, a depositare tempestivamente una mozione di sfiducia costruttiva ai sensi dell'articolo 5 della legge regionale n. 21/2007 al fine di garantire alla Regione un Esecutivo in piena legittimità nel more della pronuncia definitiva.

Ci auguravamo di non dover presentare questa risoluzione, dobbiamo essere sinceri, ci auguravamo che questa storia avesse avuto un esito diverso, così non è stato. Prendiamo atto delle vostre scelte e cerchiamo di discutere di quello che potrebbe essere, perché di mezzo ci sta appunto la credibilità della Valle d'Aosta e tota modo possiamo dirlo al bar, possiamo dirlo ai nostri amici, ma dobbiamo anche guardarci in faccia e dirci chiaramente che tota modo qua non va.

Buon bilancio di assestamento, buone votazioni, ma ricordiamoci tutti insieme che qua dobbiamo agire e dobbiamo farlo con la nostra faccia. Per questo chiedo il voto nominale.

Presidente - È stato chiesto il voto nominale. Per la replica la parola al presidente Testolin.

Testolin (UV) - Solo due considerazioni a margine dell'argomento principale. Siamo abituati a metterci la faccia qua dentro o fuori, in qualsiasi contesto che veda la necessità di poterlo e doverlo fare, quindi non è un problema quello di metterci sempre la faccia e soprattutto di poter uscire con la stessa faccia da casa tutte le mattine pensando di fare la cosa più corretta, non tanto per sé stessi, ma anche per la comunità che si amministra.

L'altro aspetto che è stato toccato, ed è interessante, è quello che ognuno di noi ha dei referenti, ha degli elettori che lo hanno sostenuto e penso che la maggioranza abbia per conto suo acquisito nelle elezioni un consenso da parte di qualcuno che l'ha legittimata in qualche modo ad amministrare e anche nello spirito di rispettare delle indicazioni che arrivano dalle urne credo che le decisioni siano figlie anche di questo tipo di percorso e di questo tipo di attenzione. Non per fare polemica, ma per mettere sul piatto delle considerazioni che sono principalmente di buon senso e che guardano anche alle idee di chi sta fuori. Poi, fortunatamente, non tutti abbiamo lo stesso tipo di visione, c'è qualcuno che la vede in maniera diversa e considera determinati percorsi non di suo gradimento - e questo è più che legittimo - all'interno di quest'aula e fuori da quest'aula. Per il resto credo che senza ripetermi siano state fatte delle valutazioni e delle condivisioni su come presentare il ricorso, su come quello che poteva essere opportuno e non opportuno andare a valorizzare e così penso che si farà alla fine del percorso di appello a seconda di quelle che saranno le indicazioni di questa sentenza.

Abbiamo preso evidentemente buona nota di quello che diceva la prima sentenza e le sentenze le rispettiamo nel limite delle opportunità di ricorrere e di trovare delle conferme o delle smentite rispetto a quello che è stato un primo grado, penso che questo sia stato ribadito più volte, a valle di quella che sarà la sentenza, sarà la maggioranza, sarà il sottoscritto, confrontandosi con la maggioranza e con i movimenti così come si è sempre cercato di fare, a prendere delle decisioni, che, a mio avviso, non possono essere dettate da questo ordine, da questa risoluzione per la quale quindi il nostro voto sarà negativo.

Presidente - La parola alla collega Minelli.

Minelli (AVS) - Abbiamo letto la risoluzione dei colleghi, come avete visto, noi ne abbiamo presentata un'altra che aveva un impegno diverso, forse più incisivo e più legato all'immediato.

La richiesta di remissione alla Corte costituzionale era contenuta nelle due memorie difensive di aprile ed è stata bocciata in modo molto argomentato dal Tribunale di Aosta, come si può vedere nella sentenza da pagina 15 a pagina 17, vi invito a rileggere quei passaggi. Tale richiesta di remissione non è stata rinnovata dalla citazione in appello, anche se è vero che il tema è richiamato nell'atto, si tratta di due cose, a nostro avviso, un po' diverse. La legge regionale 21/2007, l'articolo che riguarda il limite dei mandati, quel comma, sono perfettamente legittimi, cercare di sottoporli a un giudizio di legittimità costituzionale, come si voleva fare, dal punto di vista autonomista, a nostro avviso, è paragonabile a una bestemmia. Per noi comunque in questa situazione aveva e ha più senso chiedere le dimissioni del presidente Testolin, come abbiamo fatto poc'anzi, come aveva senso la scorsa volta ribadire la richiesta che la Regione non si costituisse nuovamente in giudizio. Pur con qualche distinguo sulla formulazione di alcuni punti della risoluzione proposta dai colleghi di minoranza, comunque voteremo questa risoluzione.

Vorrei aggiungere una cosa: il presidente Testolin per ben due volte nelle due repliche ha citato questa questione secondo cui, quando una cosa non è di gradimento, si interviene in qualche maniera, ma qui non è questione di gradire, ma di gradire che cosa? Qui è questione di rispettare delle leggi, delle norme che sono state scritte da questo Consiglio, che sono state in vigore senza discussione per 19 anni! Si tratta di avere dei comportamenti che sono conseguenti a quello che dite riguardo all'importanza di difendere l'autonomia, anche l'autonomia decisionale della Regione. E poi si va a chiedere esplicitamente, come la volta passata, o cercando di far intendere come in questa situazione, una questione legata alla costituzionalità o alla legittimità costituzionale di una legge della Regione! Non prendiamoci in giro, qui si cerca di mantenere le cose e di tenere in piedi delle leggi quando fa comodo; quando invece non fa comodo, si arriva addirittura a metterne in discussione la legittimità costituzionale, come avete fatto, ma non solo il presidente Testolin con il suo ricorso al Tribunale di Aosta, anche la Regione, perché quella non è una cosa che passa così, è chiusa, è finita. Quel giudizio di inammissibilità è pesante ma siete andati avanti!

Allora, torno a dire, ci sono alcuni punti che non ci convincevano completamente, però noi votiamo questa risoluzione, perché il principio è quello appunto di non avallare questa questione in nessun modo ed è grave che sia stato fatto. Speriamo che questo sia un capitolo chiuso, ma i dubbi li abbiamo sempre visto quello che succede, quindi voteremo la risoluzione.

Presidente - Qualcun altro intende intervenire? La parola al collega Bellora.

Bellora (LEGA VDA) - Dico subito che personalmente invece questa risoluzione piace molto, piace di più di tutte le altre che sono state presentate sull'argomento. Mi piace per il merito e mi piace per il metodo.

Mi piace per il metodo perché io sinceramente non amo i processi sommari, i processi si fanno nelle aule di giustizia e quindi non condivido chi anche oggi ha anticipato argomentazioni di merito, perché le argomentazioni di merito le decidono i Tribunali e le Corti d'appello, non le decidiamo noi, ma non amo neppure le mattanze o i tutti contro uno, non mi piacciono. Lei, presidente Testolin, ha detto: "Io la faccia ce l'ho messa" e assolutamente di questo le do atto, lei la faccia ce l'ha messa. Io vorrei che ce la mettessero tutti la faccia, non uno solo, ma di questo parlerò alla fine. Io quindi non mi rivolgo al presidente Testolin perché non ritengo che debba essere un qualcosa che riguarda una o due persone: io mi rivolgo alla maggioranza regionale, a tutti i venti Signori che fanno parte di questa maggioranza. L'ho detto l'altra volta nel mio intervento su argomento analogo: siete lì in venti, spiegatemi perché, tolti due, gli altri diciotto non siano in grado di fare quello che fanno quei due.

Perché mi piace il metodo e mi piace il merito? Mi piace il merito perché non è una risoluzione di tipo demagogico o di facile presa, è una risoluzione, secondo me, anche molto ben ragionata, perché si riferisce a un caso specifico, cioè il possibile sviluppo di un'eccezione di costituzionalità. Abbiamo detto tutti nel Consiglio scorso - e mi pare che questo sia anche il pensiero della maggioranza - che nel caso di una questione di costituzionalità… diciamo che il fatto che possa essere sollevata una questione di costituzionalità non incontra minimamente l'approvazione di questa maggioranza, anzi, ne incontra la disapprovazione, visto che infatti è stato imposto e ottenuto di toglierla, togliere l'eccezione di costituzionalità dagli atti difensivi del Presidente ed eventualmente della Regione. Sappiamo tutti però che le questioni di costituzionalità possono essere anche sollevate ex ufficio e francamente, se noi andiamo a leggere in filigrana - ma neanche tanto in filigrana - l'atto di citazione in appello presentato nell'interesse del Presidente, beh, in quello, come ha detto giustamente prima di me il collega Manfrin, ce ne sono tanti di passaggi in cui si dice: "Non la sollevo", però, se la sollevate voi, non è mica una cattiva idea. E allora io dico: visto che un'eventuale eccezione di costituzionalità non sarebbe certo una vittoria per questa Regione, anzi, visto che tutti voi della maggioranza avete detto di essere contrari a questa questione di costituzionalità e visto che una questione di costituzionalità comporterebbe una sospensione del procedimento di un anno, un anno e mezzo, due, penso più vicina ai due anni che all'anno, perché i tempi tecnici della Corte costituzionale li conosciamo tutti: procedimento in via incidentale, sospensione del procedimento principale, trasmissione degli atti alla Corte, eccetera, allora io credo che, se noi possiamo tollerare, pur non essendone contenti, di avere una Regione senza guida o con una guida dimezzata, con una guida sub judice per 4-5 mesi, fino al 28 settembre, non lo so, forse ce la possiamo fare, ma non possiamo permetterci di averla per due anni credo, spero che la pensiate così. Ecco allora perché mi piace, dicevo, questa risoluzione, perché è una risoluzione seria, è una risoluzione che dice: "Il Presidente ha tutti i diritti di difendersi ed è giusto che lo faccia". Nessuno di noi viene a discutere su come tecnicamente si difende perché non è il nostro mestiere e soprattutto perché è un suo diritto scegliere come difendersi, ma, se questa vacatio, se questa situazione di incertezza si protrae oltre termini ragionevoli, qualcosa deve succedere, perché noi non possiamo andare avanti con un Governo a metà per degli anni, possiamo andarci per dei mesi forse. Ecco perché mi piace anche il metodo di questa risoluzione, cioè il voto per appello nominale, perché io voglio che ciascuno, tutti i membri di questa maggioranza si alzino e dicano chiaro e tondo ai Valdostani: "Per noi un'eventuale sospensione di due anni va bene". Metteteci la faccia, ognuno di voi, uno per volta, tutti. Tutti ci mettete la faccia e lo dite proprio perché, come dicevo prima, a me le mattanze, il tutti contro uno non piacciono, io non ce l'ho con Testolin minimamente, non voglio attaccare Testolin, io voglio attaccare chi reputa accettabile una situazione di stallo e di incertezza protratta sine die, probabilmente per un paio di anni. Allora, per cortesia, ciascuno di questi Signori della maggioranza si alzi e ce lo dica: "per me è indifferente stare con un Governo sub judice per due anni". Ce lo dice, noi lo sentiamo, i Valdostani lo sentono, tutti quelli che ci hanno o non ci hanno votati lo sentono e poi trarranno le loro conseguenze. Questo, secondo me, è fare politica in maniera seria e questo è il motivo per cui questa risoluzione mi piace tantissimo.

Presidente - Ci sono altri interventi? La parola al collega Centoz.

Centoz (PD-FP) - In realtà ho ben poco da aggiungere perché condivido quanto ha appena affermato il collega Bellora e quanto avevo anticipato nel mio intervento prima, cioè che questi passaggi, che sono ormai chiari, devono essere presi per quello che sono, cioè che è una maggioranza intera che sostiene questo percorso, non è più il ricorso di una persona, sebbene sia firmato giustamente da una persona, ma sono dei passaggi in cui un'intera maggioranza si prende politicamente la responsabilità. Credo quindi che sia corretto che oggi qui tutti, mettendoci la faccia, come dice qualcuno, si assuma la sua responsabilità politica, quindi noi voteremo a favore.

Presidente - La parola al collega Zucchi.

Zucchi (FdI) - Anche per me è un po' complicato intervenire dopo i colleghi che hanno già detto quasi tutto. Vorrei poter soltanto aggiungere alcuni passaggi rispetto a quello che è stato detto. Mentre la risoluzione precedente era rivolta a lei, Signor Presidente e, per certi versi a lei, Signor Vicepresidente, questa è rivolta alla maggioranza che vi sostiene. È un problema io direi unico, che si è verificato soltanto oggi, dopo 80 anni dalla nascita della nostra Istituzione, visto che siamo negli anni degli anniversari, dovremmo anche ricordare questo momento, perché è la prima volta che succede un fatto del genere.

Quando abbiamo iniziato a parlare di questo, qualcuno diceva che la vicenda si sarebbe risolta in pochi giorni, due-tre settimane al massimo, quindi il fattore tempo era un fattore che poteva essere analizzato in un certo modo, consapevoli tutti noi che una definizione positiva o negativa rispetto all'appello si sarebbe verificata togliendo dall'impasse e anche dalla questione sub judice la questione istituzionale. Oggi invece, con le evoluzioni che ci sono state, apprendiamo che così non è, quindi abbiamo di fronte - ma questo i colleghi l'hanno già detto molto bene - una situazione veramente di grandissima incertezza sui tempi. Il collega Bellora ha detto che potrebbe addirittura procrastinarsi in uno-due anni, perché quanto noi abbiamo scritto e quanto potrebbe verificarsi d'ufficio potrebbe portare questa situazione sine die e allora la risoluzione di oggi… e le diamo atto, Signor Presidente, che lei ci ha messo la faccia, siamo consapevoli che lei è coerente con la sua posizione, gliene diamo atto, perché quello che lei dice quando esce di casa è sempre la stessa cosa. Lei sostiene, dal nostro punto di vista in modo sbagliato, che questa è la via maestra, la via giusta per lei, noi sosteniamo il contrario, ma ci rivolgiamo a quelli che la sostengono in quest'aula e fuori da quest'aula, perché di fatto questa risoluzione, se andate a ben vedere, ripercorre quelle che sono state le vostre stesse … e mi riferisco al partito, che ha imposto che nel ricorso d'appello del Signor Testolin, oggi di nuovo presidente, sparisse la questione dell'incostituzionalità. Di fatto quindi, Signori, noi non facciamo altro che replicare quello che voi avete chiesto e avete ottenuto imponendo l'eliminazione di quel passaggio molto, ma molto imbarazzante, ma, se questo passaggio si dovesse verificare non per effetto di una riproposizione della tesi ma d'ufficio, noi crediamo che sia giocoforza automatico, coerente con la vostra posizione, che voi prendiate una posizione, non è pensabile procrastinare oltremodo questa situazione, quindi siete voi che dovete mettere la faccia, è stato detto, dovete assumervi le vostre responsabilità, perché, se il Presidente, bisogna riconoscerglielo, e il Vicepresidente hanno una posizione che intendono mantenere da qui fino alla pronuncia dell'appello, senza ombra di dubbio, noi pensiamo che certe cose che vengono dette nelle segrete stanze o nelle cantine possano essere smentite da un voto ufficiale che questa risoluzione ha lo scopo di ottenere.

Presidente - Altri intendono intervenire? La parola al collega Carrel.

Carrel (ADC) - Mi collego ovviamente alla risposta del presidente Testolin, che, da un certo punto di vista, come hanno detto i colleghi che mi hanno preceduto, possiamo anche comprendere sul fatto che lei abbia rispettato i risultati delle urne, mi permetta a livello personale di avere qualche dubbio, ma su questo non torno, sicuramente ha i voti che le servono per governare e non solo, anche per continuare a governare nonostante la situazione perché sennò continuiamo a passare dei messaggi che non sono del tutto veritieri, perché poi le cose dobbiamo, oltre a metterci la faccia, anche dirle in un certo modo e in qualche modo, anche se ci vedono contrapposti, dobbiamo avere il coraggio di sostenere certe tesi.

Per me il fattore tempo è fondamentale, ogni giorno questa Regione perde un giorno utile per fare delle azioni concrete con un Governo con i pieni poteri, perché possiamo raccontare quello che vogliamo, ma andremo a fare in questo arco di tempo anche politicamente tutta una serie di azioni che sono ostative allo sviluppo di una fase così importante della legislatura, perché oggi siamo a inizio legislatura, oggi siamo laddove dovremmo mettere i paletti per poter costruire quello che voi e noi, come Consiglio, abbiamo in testa di portare a casa all'interno di questi cinque anni. I primi sei mesi li abbiamo passati aspettando la sentenza di primo grado, i primi sei mesi li abbiamo aspettati approvando, di fatto, permettetemi, le leggi che erano già nel cassetto nella scorsa legislatura. Adesso ci aspettano altri 5-6, magari 8 mesi, ci auguriamo di non andare in Corte costituzionale perché sarebbe una figura per la Regione bruttissima, in quel caso andremo addirittura a parlare di anni aspettando un'altra sentenza. Se non erro, eravamo qui a parlare su varie risoluzioni sulla centralità della politica e il fatto che i giudici debbano fare i giudici e la politica debba fare la politica. Qui non meritiamo di fare questo tipo di ragionamento, perché oggi possiamo fare politica, ma non vogliamo fare politica, bensì aspettiamo che i giudici facciano politica. Allora abbiamo un problema e aspettiamo altro tempo. Questa risoluzione vuole semplicemente evitare di aspettare troppo tempo, perché di incombenze amministrative da citare in quest'aula per rimanere sempre al Governo ve ne sono sempre in qualsiasi periodo dell'anno, in qualsiasi periodo dell'anno è importante avere la continuità amministrativa, quindi possiamo raccontarla come vogliamo in qualsiasi momento dell'anno e poi ce l'ha detto anche un illustre rappresentante della maggioranza, che ha fatto anche il Presidente, in sei mesi non si fa nulla. Il suo Governo è durato sei mesi esatti, ci ricordiamo ben poco, se non di cambi di scrivania, ma, se ce lo dice lui, prendiamo atto che si fa ben poco. Io credo che in sei mesi un Governo possa avviare l'azione necessaria per lavorare i prossimi quattro anni, se invece decidiamo di aspettare questi sei mesi che le carte bollate di altri palazzi, che non dipendono da noi, giungano a noi per prendere delle decisioni, aspettiamo, ma mettiamoci la faccia e diciamolo chiaramente ai Valdostani.

Presidente - Chiudo la discussione. Chiedo al Consigliere Segretario di procedere con l'appello e ricordo ai colleghi la stessa procedura di prima.

Aggravi (CA) - Contraire.

Baccega (FI) - Contrario.

Baccini (LRV) - Favorevole.

Bellora (LEGA VDA) - Favorevole.

Bertschy (UV) - Contraire.

Borre (UV) - Contraire.

Campotaro (AVS) - Favorevole.

Carrel (ADC) - Favorevole.

Centoz (PD-FP) - Favorable.

Domanico (FdI) - Favorevole.

Forcellati (PD-FP) - Favorevole.

Girod (UV) - Contraire.

Grosjacques (UV) - Contraire.

Guichardaz (PD-FP) - Absent.

Jordan (UV) - Contraire.

Lattanzi (FdI) - Absent.

Lavevaz (UV) - Contraire.

Lotto (CA) - Contrario.

Manfrin (LEGA VDA) - Favorable.

Marguerettaz (UV) - Contraire.

Marquis (FI) - Contrario.

Martinet (UV) - Contraire.

Marzi (CA) - Contrario.

Minelli (AVS) - Favorevole.

Perron (LEGA VDA) - Favorevole.

Petey (UV) - Contraire.

Sapinet (UV) - Contraire.

Sorbara (FI) - Contrario.

Testolin (UV) - Contraire.

Torrione (AVS) - Favorevole.

Trione (CA) - Contraria.

Tuccari (FdI) - Favorevole.

Viérin L. (UV) - Contraire.

Viérin M. (CA) - Contraire.

Zucchi (FdI) - Favorevole.

Présents: 33

Ont voté: 33

Contraires: 20

Favorables: 13

La résolution n'est pas passée.

Président - On a terminé le point n° 1 à l'ordre du jour. Le Conseil prend acte.

La séance est levée. Bonne soirée a tout le monde.

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L'adunanza termina alle ore 18:05.