Oggetto del Consiglio n. 439 del 9 aprile 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 439/XVII - Interpellanza: "Politiche regionali per la tutela della fertilità femminile e promozione del social freezing".
Aggravi (Presidente) - Punto n. 40 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione, la parola al collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Con quest'interpellanza interveniamo su un tema che penso che quest'Aula possa convenire essere di grande rilevanza, tanto sociale quanto ovviamente sanitaria: la tutela della salute riproduttiva femminile e il contrasto al declino demografico che da anni caratterizza la nostra Regione. Il collega assessore Marzi e io ci siamo più volte incontrati e scontrati, soprattutto su un tema, per esempio, quello del fattore famiglia come soluzione ai problemi, una delle soluzioni ai problemi di natalità della nostra Regione, oggi abbiamo un altro tema che però va esattamente nella stessa direzione. Come sappiamo, la Valle d'Aosta registra, nonostante quelle che sono state le lievi variazioni, le ultime, uno dei tassi di fecondità tra i più bassi d'Italia, che si aggira tra l'1,05 e 1,15 figli per donna, unito a un progressivo invecchiamento della popolazione, questo è un dato ovviamente comune a tutto il Paese e una diminuzione costante del numero di residenti, anche qui, al netto di quelli che sono stati gli ultimi dati, ma sappiamo bene che la Valle d'Aosta si è progressivamente spopolata. In questo quadro la genitorialità non è più soltanto una scelta individuale, ma diventa un tema strategico per il futuro della nostra comunità.
Da un punto di vista tecnico, la proposta che sottoponiamo all'attenzione di quest'Aula si basa su strumenti scientificamente consolidati e già disponibili sul territorio. Il dosaggio dell'ormone antimulleriano rappresenta il marker più affidabile per valutare precocemente la riserva ovarica femminile, consentendo alle donne di conoscere con anni di anticipo il proprio orologio biologico e orientare consapevolmente le proprie scelte riproduttive. La crioconservazione degli ovociti a scopo sociale, ovvero, come abbiamo voluto intitolare quest'iniziativa, il social freezing, è oggi una tecnica maturata, sicura ed efficace, che permette di preservare la fertilità senza compromettere le future possibilità di gravidanza, soprattutto per quelle donne che, per ragioni lavorative, di studio o personali, decidono di posticipare la maternità. A ciò si aggiunge un ruolo fondamentale del microbiota endometriale e vaginale, il mantenimento di un equilibrio corretto della flora batterica, in particolare dei lattobacilli, riduce l'infiammazione e aumenta significativamente le probabilità di un impianto embrionale sia in concepimenti naturali, sia nei percorsi di procreazione medicalmente assistita. Questi strumenti non sono fantascienza, sono già utilizzati ovviamente nei centri PMA autorizzati, accessibili ai cittadini e l'USL della Valle d'Aosta dispone di una rete laboratoristica dei consultori necessari per renderli concretamente fruibili. Dal punto di vista sociale, i benefici sono ancora più evidenti, oggi il social freezing ha costi che oscillano fra i 3 mila e i 6 mila euro per ciclo, più canoni annuali di conservazione, un onere che, come possiamo immaginare, ricade interamente sulle donne e sulle famiglie, creando una discriminazione purtroppo - e qui ovviamente la discriminazione c'è ed è evidente - basata sul reddito. Garantire un contributo economico parziale, e da cui abbiamo preso spunto, cioè quello che ha fatto la Regione Puglia con la legge regionale 42/2024, con l'articolo 40, significa rendere quest'opportunità accessibile anche alle donne con ISEE medio-basso tra i 27 e i 37 anni. In Puglia il bando 2025 ha registrato 106 domande solo nella provincia di Bari, con 32 missioni, decine di donne escluse per esaurimento di fondi, un dato che dimostra un bisogno reale e diffuso.
La nostra Regione, con la sua dimensione contenuta, potrebbe attuare un intervento organico, uno screening AMH gratuito o a ticket ridotto, bonus fertilità regionale e campagne di sensibilizzazione dei consultori, con risorse limitate ma con un impatto potenzialmente altissimo sulla qualità della vita delle donne e sulle politiche demografiche. Si tratta di un investimento nella libertà di scelta delle donne, della parità di opportunità, della natalità consapevole. Non è un aiuto una tantum, ma un segnale concreto che la Regione è al fianco di chi desidera diventare genitore, senza che questo debba dipendere esclusivamente dalle condizioni economiche, sempre per le motivazioni che abbiamo testé illustrato. Per questi motivi con quest'interpellanza chiediamo a questo punto alla Giunta regionale se sia a conoscenza del modello adottato dalla Regione Puglia, con la legge che abbiamo citato in materia di social freezing e di analoghi interventi adottati da altre Regioni italiane e quale valutazione ne abbia tratto ai fini di una possibile adozione in Valle d'Aosta; se sia intenzione della Giunta attivare, in collaborazione con l'USL Valle d'Aosta, una campagna di screening gratuito a ticket ridotto per il dosaggio dell'ormone antimulleriano rivolto alle donne residenti tra i 25 e i 35 anni al fine di favorire una diagnosi precoce della riserva ovarica; se la Giunta intenda istituire un bonus fertilità regionale per contribuire parzialmente ai costi del social freezing a favore delle donne residenti che non rientrino fra le destinatarie di prestazioni gratuite LEA, prevedendo criteri di accesso basati sull'età anagrafica e sulla situazione economica, analogamente a quanto previsto dalla normativa pugliese; se siano previste e siano in corso di valutazione misure di formazione e sensibilizzazione rivolte alla popolazione femminile in età fertile sui temi del social freezing, del microbiota e della salute endometriale anche attraverso il coinvolgimento dei consultori familiari e degli ambulatori dell'USL Valle d'Aosta.
Presidente - Per la risposta, la parola all'assessore Marzi.
Marzi (CA) - Premettiamo che la proposta di attivazione di una campagna di screening gratuito o a ticket agevolato per le donne tra i 25 e i 35 anni è tecnicamente realizzabile e favorirebbe una genitorialità consapevole, permettendo quindi alle donne di conoscere il proprio potenziale riproduttivo prima del declino della fertilità a livello fisiologico. Questo tema naturalmente si inserisce in un contesto più generale, in cui un perdurante basso tasso di fecondità aggrava il calo demografico e in cui in Valle d'Aosta, come in Italia e in molti altri Paesi in generale, la scelta di avere figli per vari fattori si è via via tendenzialmente posticipata nel tempo. In Valle, ad esempio, l'età media delle madri al parto è passata dai 30.5 anni del 2000 sino agli odierni 32.5 anni. Questo porta oggettivamente a ridurre il tempo biologico a disposizione delle donne per procedere e in questo senso il social freezing potrebbe consentire di espandere temporalmente l'autonomia riproduttiva delle donne e, se del caso, a contribuire a ridurre diseguaglianze nella differente durata della finestra riproduttiva anche tra uomini e donne. È un tema complesso che va approfondito in quanto, se da un lato non favorisce l'aumento delle nascite, nel breve periodo può ridurre il rischio di infertilità legata all'età, quindi favorire nascite future essendo quindi funzionale alle donne nelle scelte di vita. Il social freezing, pur non risultando un elemento di soluzione del calo delle nascite, aiuta nell'adattamento al progressivo e continuo fenomeno della denatalità, che va comunque affrontato a livello nazionale e internazionale, anche attraverso misure e interventi strutturali a livello sociale, culturale ed economico. Il modello adottato dalla Regione Puglia, con la legge da lei citata, rappresenta un precedente per quanto riguarda i LEA regionali aggiuntivi, non rientrando il social freezing nei Livelli Essenziali di Assistenza nazionale e questo non è un aspetto secondario, lo abbiamo già trattato rispetto a un'altra iniziativa nella giornata di ieri. L'alto numero di domande presentate, che per contro vede in alcuni casi l'esaurimento di fondi, evidenzia però che se, da un lato, la misura va a soddisfare un bisogno sentito, dall'altro la stessa risulta realmente concreta e appetibile solo se adeguatamente finanziata e coordinata anche a livello nazionale. Inoltre, come da voi portato nelle premesse dell'interpellanza, misure analoghe in fase di avvio di diverse Regioni italiane rischiano di creare ulteriori disparità tra cittadini e residenti in Regioni diverse, evidenziando il ricorrente aspetto della disomogeneità sul territorio nazionale, che è un dato fondamentale per fare questo tipo di scelte sanitarie. Infatti, a seconda delle diverse realtà e delle misure adottate localmente, il rischio è proprio quello di creare ulteriori disparità territoriali nel godimento di diritti, in questo caso specifici diritti legati alla genitorialità. Il nostro proposito è quindi quello di approfondire insieme all'azienda la possibilità di porre a disposizione delle persone interessate lo screening su richiesta per poi valutare, rispetto alle domande effettive, la reale necessità di istituire il social freezing.
La possibile adozione di misure analoghe a quelle citate andrà quindi contestualizzata alla realtà regionale e alle opportunità date dalla presenza importante del centro di Procreazione Medicalmente Assistita (la PMA), una struttura semplice dipartimentale nel nostro Dipartimento materno-infantile, dei medici di base e dei consultori familiari che potrebbero essere appunto identificati come punti di contatto e riferimento per l'attività di informazione, orientamento e sensibilizzazione al tema. Tale approfondimento andrà anche svolto rispetto alle ricadute economiche e dal bilanciamento tra il costo del sostenere a livello pubblico e quello che si prevede possa rimanere in capo all'utenza.
Rispondendo all'ultimo quesito sul territorio regionale, si sono già avviate valutazioni in merito agli argomenti trattati, così come si sono svolte e si stanno svolgendo alcune attività propedeutiche a tali opportunità. In primis si riscontra la disponibilità dei referenti dell'Azienda USL della Valle d'Aosta, esperti nelle prestazioni di cui trattasi, quindi afferenti al centro PMA attivo presso l'Azienda medesima. Inoltre, parallelamente al potenziamento in corso dei servizi sul territorio, nello specifico delle attività consultoriali, si prosegue nel garantire e migliorare la fruibilità e l'accessibilità alla gamma di attività di informazione e promozione e in parte anche di cura della salute riproduttiva femminile, del benessere della donna e della coppia. Nel mese di giugno scorso inoltre si è svolto un convegno patrocinato dall'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della Valle d'Aosta, organizzato dall'Ufficio della Consigliera di Parità, in collaborazione proprio con PMA Italia, l'ente no-profit e scientifico dedicato al contrasto dell'infertilità e allo studio delle tecniche di procreazione medicalmente assistita. Nel corso del convegno si è affrontato, tra l'altro, il tema del congelamento degli ovociti e sono stati discussi ad ampio spettro e sotto diversi profili gli aspetti interconnessi a quest'attività. Più in particolare inoltre dal 2015, cosa che lei sa benissimo, presso il presidio Beauregard è attivo un ambulatorio specialistico di secondo livello dedicato all'endometriosi, malattia ginecologica frequente con una causa complessa multifattoriale e al dolore pelvico cronico, che funge anche da supporto per fornire, altresì, mediante una casella di posta elettronica dedicata… È importante garantire alle donne interessate un riferimento in cui le stesse possano rappresentare i loro dubbi e chiedere informazioni in quanto la conoscenza rispetto alla salute endometriale è sempre il primo passo, fino anche nel percorso di cura una corretta prevenzione e una pronta diagnosi possono fare la differenza.
Rammentiamo inoltre la collocazione su sua proposta della panchina gialla di sensibilizzazione proprio sul tema dell'endometriosi promossa dalla Regione e dall'Azienda USL, in collaborazione con l'Organizzazione di volontariato nazionale e l'Associazione di riferimento locale, che rappresentano un rilevante apporto nella campagna di informazione e sensibilizzazione. Questa è stata, tra l'altro, una delle iniziative concretizzatesi per sensibilizzare il riconoscimento a livello regionale di questa patologia.
Sul lato più prettamente sanitario della presa in carico e cura si sono inserite nei LEA aggiuntivi regionali l'erogazione delle terapie farmacologiche e ormonali non rimborsate a livello nazionale. È stato previsto inoltre un servizio di consulenza e sostegno psicologico a supporto delle donne affette da questa condizione che necessitano una complessa gestione del dolore e del suo impatto sulla vita quotidiana, nonché di supporto destinato proprio al delicato aspetto legato alla fertilità attinente a quest'iniziativa consiliare.
Président - Pour la réplique, la parole au conseiller Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Grazie Assessore per - lo potremmo così definire - il parziale accoglimento rispetto alle proposte che le abbiamo formulato. Voglio per una volta… non è una volta in realtà, ma lei sa che, quando ci dobbiamo scontrare, ci scontriamo, quando troviamo un punto di incontro, io sono assolutamente felice, soprattutto quando vediamo degli spiragli e delle possibilità. Voglio cogliere la possibilità positiva che lei ha fatto balenare rispetto alla questione della valutazione e le potenzialità che vengono portate in maniera assolutamente positiva dal social freezing. Quando dice che è tecnicamente realizzabile, ovviamente i dati sono in sé, la questione dell'inserimento innanzitutto di uno screening, per capire eventualmente, per informare e per vedere quali potrebbero essere i volumi di richieste che verrebbero fatte ci trova assolutamente concordi. Devo dirle però che non concordo sulla parte che dice: "Beh, se lo facciamo noi, poi dopo sono LEA aggiuntivi regionali e c'è una disparità con gli altri cittadini". Io su questo comprenderà, da autonomista convinto e da fervente sostenitore di un moderno Stato federale, ritengo che, come è giusto che sia, ogni Regione si debba organizzare, quindi c'è, giustamente come lei ha detto, una parte di LEA nazionali e poi c'è una parte di LEA regionali, se abbiamo la possibilità e le disponibilità economiche, le disponibilità di personale per mettere in piedi dei servizi aggiuntivi per i nostri cittadini, non la trovo una cosa negativa. Ovviamente mi dispiace per chi non può fruirne, ma sicuramente la Regione Puglia non è che si è posta il dubbio nell'immaginare se, attivando quel servizio, le donne della Valle d'Aosta si sarebbero svantaggiate. Ha giustamente dato un servizio in più ai propri cittadini ed è esattamente quello che vogliamo fare anche noi.
Cogliamo quindi in maniera positiva lo spirito che ha voluto mostrare con la risposta a quest'iniziativa, ovviamente chiederemo poi anche i dati rispetto a quelle attività che lei ritiene e ha annunciato di voler mettere in campo, perché riteniamo che prima si arriva a fare una mappatura e anche capire quale potrebbe essere l'entità di questo tipo di approfondimento e prima si potrà stimare e direzionare un intervento adatto e che può a questo punto, come giustamente è stato detto… da una parte lei può non essere d'accordo, secondo noi, sì, aumentare la natalità in Valle d'Aosta… può essere uno degli elementi che può aumentare la natalità in Valle d'Aosta, dall'altra parte sicuramente può dare una cornice e un'idea della fertilità e del quadro della fertilità che una donna ha davanti per poter ovviamente poi organizzare la propria vita in funzione di quello o di quello che ritiene essere la sua priorità. Per il momento ci dichiariamo parzialmente soddisfatti e attenderemo i dovuti approfondimenti futuri.
Presidente - Prima di proseguire, se siete d'accordo, colleghi, farei una pausa di 15 minuti. Il Consiglio è sospeso.
La seduta è sospesa dalle ore 17:04 alle ore 17:24.
