Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 438 del 9 aprile 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 438/XVII - Interpellanza: "Conseguenze dell'acquisizione di Technos medica da parte di Casa della salute".

Aggravi (Presidente) - Punto n. 39 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione, la parola al consigliere Bellora.

Bellora (LEGA VDA) - Quest'interpellanza è frutto di una curiosità, credo legittima, da parte di chi assiste a un passaggio di consegne importanti per un centro medico, che era diventato un po' un punto di riferimento per i Valdostani e l'ingresso in campo di quello che, senza retorica, credo si possa definire, quanto meno per il nord Italia, un colosso della medicina privata. C'era quel tale che diceva che i problemi sono opportunità in abito da lavoro.

Io credo che questo passaggio, che sicuramente segna la chiusura di una gestione durata molti anni in Valle d'Aosta, possa trasformarsi in un'opportunità: lo dico perché ho letto, come credo tutti in quest'aula, le dichiarazioni dell'Amministratore delegato di quest'azienda, di questa Casa della salute, che ha appunto detto prima di tutto che questo è solo il primo atto di espansione della Casa della salute in Valle d'Aosta, ma che ce ne saranno altri, uno imminente relativo all'occupazione (ma suona male), all'installazione dell'azienda presso i locali della vecchia sede INAIL di Aosta e poi probabilmente ce ne saranno altri e ha specificato che la Casa della salute - sempre l'Amministratore delegato, soggetto della frase ovviamente -, la sua azienda non intende in alcun modo sostituirsi al servizio pubblico ma, al contrario, intende affiancarsi al servizio pubblico e anche, cito testualmente, "Con una politica di prezzi calmierati", quindi diciamo che le premesse sembrerebbero tutte interessanti, poi ovviamente bisogna vedere come vengono tradotte in pratica, però diciamo che le premesse possono trasformare appunto questa novità in un'opportunità per la Regione.

Penso ovviamente, non c'è bisogno che glielo dica, Assessore, lei conosce molto bene la situazione della sanità valdostana, in primis le problematiche relative alle liste d'attesa, liste d'attesa, che da ultimo ci ha ricordato ancora l'ex direttore generale dell'Azienda USL Valle d'Aosta, Massimo Uberti - persona che, lo ripeto, e non mi favelo l'amicizia con lui, secondo me, non rimpiangeremo mai abbastanza -, comunque ci ha fatto presente di queste problematiche relative alla lista d'attesa, decisamente migliorate rispetto al suo arrivo, sono sicuramente a tutt'oggi problematiche. Credo che, se veramente la Casa della salute è intenzionata a non mettersi in concorrenza con la sanità pubblica e a mantenere una politica di prezzi calmierati, questo potrebbe essere un bel aiuto. Chiaramente questo va verificato e nessuno meglio dell'Assessore alla sanità, dell'Assessorato della sanità può verificare questi aspetti.

Da qui nasce il contenuto della nostra interpellanza perché insieme alla collega Baccini abbiamo ragionato sul fatto che poteva essere interessante comprendere e comunicare ai Valdostani se prima di tutto questo Assessorato abbia preso o abbia intenzione di prendere informazioni sull'ulteriore attività di espansione del gruppo Casa della salute sul territorio valdostano; in secondo luogo come quest'ingresso in campo della Casa della salute possa incidere sul panorama sanitario valdostano e soprattutto se ciò possa avvenire, come tutti ci auguriamo in senso positivo e non in senso negativo, quindi se - e questo è il nucleo dell'interpellanza, sono i due quesiti sub 3 e sub 4 - il suo Assessorato abbia preso contatti con quest'azienda per capire se vi sia la possibilità di instaurare una collaborazione sinergica su queste tematiche, o se non lo abbia ancora fatto e abbia intenzione di farlo. La ringrazio anticipatamente per la risposta.

Presidente - Per la risposta, la parola all'assessore Marzi.

Marzi (CA) - Confermiamo che sono naturalmente intercorsi contatti tra i rappresentanti di Casa della salute e l'Ufficio Qualità dell'Assessorato, incontri volti ad approfondire aspetti tecnico-amministrativi relativi all'iter per la presentazione delle istanze di autorizzazione nulla-osta ed eventuale accreditamento. Come lei è persona attenta all'utilizzo delle parole, avrà colto "uffici dell'Assessorato" e, a differenza di altri, coglierà anche la differenza che ciò non vuol dire Assessore. La società ha di fatto manifestato l'intenzione di attivare presso l'immobile ex sede INAIL attività ambulatoriale di diagnostica sia in regime privatistico, sia in regime di accreditamento. Allo stato attuale, però, non risultano ancora presentate istanze, ma è stata preannunciata la loro imminente formalizzazione.

L'espansione nella nostra regione delle attività in capo alla realtà consolidata che rappresenta Casa della salute può determinare un impatto positivo sull'erogazione dei servizi e sull'accesso alle prestazioni da parte dei cittadini, contribuendo al rafforzamento dell'offerta sanitaria territoriale. Nel rispetto del quadro normativo vigente - so che anche questa specifica per lei non risulta essere una mera formule figée, tanto per essere chiaro - tale novità può rappresentare un contributo utile ad assicurare continuità assistenziale e stabilità organizzativa e un'ancora più efficace risposta ai bisogni di salute della nostra comunità, in coerenza con gli obiettivi di contenimento delle liste d'attesa, appropriatezza delle prestazioni e tutela dell'equilibrio complessivo del sistema sanitario regionale.

Considerati i fabbisogni evidenti a livello regionale e le necessità di potenziare le azioni di collaborazione con gli erogatori privati accreditati per ridurre le liste di attesa, riteniamo che vi possano essere spazi di collaborazione anche con il nuovo soggetto Casa della salute. La sua attività potrà infatti integrarsi con l'offerta sanitaria esistente contribuendo in modo complementare al miglioramento dell'accesso ai servizi per i cittadini.

Quanto all'accordo contrattuale di acquisizione delle quote societarie della società da lei indicata da parte di Casa della Salute, l'Azienda USL ha preso atto dell'operazione, anche perché non poteva fare altrimenti, rilevando come la sua natura privatistica non incida sulla titolarità e sulla validità dei rapporti tra l'Azienda stessa, che permangono quelli definiti con la Convenzione in essere, ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 502/1992 e dell'articolo 39 della nostra legge regionale: la 5/2000. Nell'ambito della suddetta operazione i contatti con il nuovo soggetto si sono svolti a livello amministrativo con il coinvolgimento delle strutture competenti dell'Assessorato chiamato a effettuare le verifiche in ordine alla sussistenza dei requisiti previsti dalla normativa, il cui esito positivo ha consentito la prosecuzione delle attività in regime di convenzione, nel rispetto del tetto di spesa stabilito con la delibera di Giunta 1352/2025, pari a euro 2.350.000 per il 2026. La priorità permane quella di garantire, senza soluzione di discontinuità, l'erogazione delle prestazioni sanitarie convenzionate nel rispetto degli standard qualitativi e organizzativi richiesti del servizio sanitario regionale. In tale quadro l'azienda conferma il proprio impegno del governo delle liste di attesa attraverso un utilizzo appropriato e programmato della capacità erogativa complessiva, nonché al mantenimento di un equilibrio sostenibile tra erogazione pubblica e privata accreditata. Coerentemente con gli indirizzi di programmazione regionale, è fondamentale continuare a garantire il pieno controllo pubblico - e questo è fondamentale - sulla programmazione, sui volumi di attività e sulla spesa, in modo da assicurare che l'apporto dei soggetti accreditati si sviluppi in modo complementare e integrato rispetto all'offerta pubblica. È assolutamente importante concentrarsi su queste che sembrano delle mere valutazioni lessicali, il privato accreditato è un privato che opera con regia pubblica e in seno al servizio sanitario pubblico, avere privato accreditato vuol dire aumentare la capacità di rendere servizi da parte del servizio sanitario pubblico. Uno dei motivi per i quali spesso abbiamo parlato in quest'aula… voi siete a favore, voi siete contro, in questa Regione non è mai esistito questo distinguo, in questa Regione noi abbiamo un problema che è legato al fatto che spesso veniamo venduti, proposti, tacciati di essere piccoli, noi in realtà siamo pochi, è un concetto completamente diverso. Credo che lo Stato più esteso al mondo, la Russia, abbia una densità di abitanti intorno ai 38 abitanti a chilometro quadro, la Valle d'Aosta - vado a memoria - ne fa 34 a chilometro quadro, per cui credo questo paragone renda evidente che cosa si intende in termini di diversità di concetto tra essere piccoli ed essere pochi. Questo naturalmente attiene anche al mondo del privato accreditato, per cui il fatto che con una regia pubblica ci siano soggetti privati che decidono di venire a investire in questo territorio e decidano di dare una mano al servizio sanitario pubblico per fare sanità pubblica è un dato che va recepito in maniera positiva.

Quando parliamo di regia pubblica, non parliamo soltanto di azione ma anche di controllo, per cui, quando un servizio viene svolto attraverso questo istituto, il controllo compete sempre alla sanità pubblica; di conseguenza, noi viviamo positivamente il fatto che ci sia questo tipo di esperienze, anche perché i numeri, spessissimo tacciati in quest'aula, sono numeri che confermano il fatto che il nostro è il servizio sanitario regionale più pubblico d'Italia, perché, se la media italiana - vado a memoria - è appena al di sotto del 20% delle prestazioni gestite con regia pubblica tramite privato accreditato, se la Regione italiana, con il maggior numero di privato accreditato, è appena al di sotto del 30%, noi non arriviamo neanche al 10%. Oltre ad avere bisogno di questa branca per fare sanità pubblica, pertanto i numeri dimostrano che in realtà… come dire? non tantissimi soggetti privati hanno avuto la possibilità di incrementare questa fetta e quindi auspichiamo che nel prossimo futuro ci sia la possibilità che il servizio sanitario pubblico valdostano venga aiutato anche dai privati accreditati.

Presidente - Per la replica, la parola al consigliere Bellora.

Bellora (LEGA VDA) - Grazie Assessore per la risposta che evidentemente mi stava parecchio a cuore, proprio per le cose che ho detto in premessa e che lei mi ha confermato in replica, anzi, in risposta.

Parto dal fondo, sono pienamente consapevole, oltre che molto lieto, del fatto che il privato accreditato operi con regia pubblica e che non vi sia in alcun modo contrapposizione tra questi due soggetti. Era esattamente questo, non solo il senso della mia interpellanza, ma anche e soprattutto la sua finalità. Io credo che dove il privato può servire per far funzionare meglio il pubblico, soprattutto quando si presenta a bussare alla nostra porta un'azienda privata che ci dice: "Io non voglio mettermi in concorrenza con nessuno e intendo praticare prezzi calmierati"… direi che il quadro è assolutamente idilliaco e mi fa piacere che lei me lo confermi. Prendo atto anche della sua distinzione tra l'Assessore e gli uffici dell'Assessorato, mi è piaciuto come l'ha fatto perché l'ha detto anche con una… si capiva che parlava a Cartagine perché Roma intendesse, però faccio anche presente che gli uffici dell'Assessorato fanno capo all'Assessore, quindi io giusto con lei posso parlare, non è che posso andare a interpellare tutti gli uffici, quindi diciamo che la precisazione la apprezzo e la colgo, ma capisco che non era indirizzata al sottoscritto.

Devo dire che anche la sua precisazione sul rispetto della normativa vigente è assolutamente una cosa che apprezzo, una cosa soprattutto che mi interessa, perché è una distinzione che ho fatto… o, meglio, no, non mi devo prendere dei meriti che non ho, che mi è stata spiegata a suo tempo, un bel po' di anni fa da Massimo Uberti, che, oltre a essere un ottimo Direttore generale, è anche uno dei miei più cari amici, quando io facevo l'avvocato e non avevo nessuna intenzione, neppure nei miei pensieri, di fare politica, lui mi spiegò proprio questo meccanismo della differenza tra la nostra Regione e le altre, legata appunto non tanto al fatto di essere piccola quanto al fatto di avere dei piccoli numeri in termini di popolazione e nonostante ciò, trattandosi di una Regione e quindi di un'Azienda USL unica, la necessità di avere tutti i settori, tutte le branche della medicina… un Ospedale che normalmente copre un'utenza di 1 milione-1 milione e mezzo di pazienti deve avere la stessa struttura per un Ospedale che copre sì o no il 10% di questa cifra che io ho indicato. Da qui nascono le problematiche e da qui evidentemente nasce, a mio modo di vedere le cose, ma non certamente a mio modo di vedere le cose, a modo di vedere le cose di chi ne capisce molto più di me di sanità, l'utilità di una sinergia, di una collaborazione, di un'interfaccia con il privato che magari, sempre sotto l'egida pubblica, come giustamente lei ha ricordato e io ovviamente condivido, permette appunto di coprire determinati settori, determinati aspetti, determinate branche, che evidentemente non possono essere gestite in forma diretta dal pubblico.

Mi pare che le premesse siano tutte molto buone, io da Valdostano e da, ahimè, visto che vado avanti con gli anni, utente della sanità temo sempre più probabile - perché l'età è un dato contro il quale non si può combattere -, sicuramente apprezzo questa cosa. Mi auguro che ci sia attenzione da parte del suo Assessorato su questa possibile collaborazione, cosa sulla quale anche noi saremo attenti perché sicuramente può migliorare la qualità della vita dei Valdostani.