Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 428 del 9 aprile 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 428/XVII - Interpellanza: "Iniziative per la riduzione del numero di alunni per classe".

Aggravi (Président) - Point n° 30 à l'ordre du jour. Pour l'illustration la parole au collègue Campotaro.

Campotaro (AVS) - Con quest'interpellanza il gruppo AVS intende porre all'attenzione della Giunta un tema concreto e centrale per la qualità del nostro sistema scolastico: il numero di alunni per classe. Siamo infatti in una fase cruciale dell'anno, quella in cui si stanno definendo gli organici e si stanno formando le classi per il prossimo anno scolastico 2026-2027. È un momento tecnico ma anche profondamente politico, perché è qui che si traducono in scelte concrete gli indirizzi che vogliamo dare alla scuola valdostana.

In questo contesto sono pervenute segnalazioni che dovrebbero preoccuparci. In diversi ordini e gradi di scuola si prospetterebbe la formazione di classi con un numero elevato di alunni, talvolta superiore a 25 unità.

Ancora più delicato è il fatto che queste situazioni riguarderebbero anche classi in cui è prevista la presenza di studenti con piano educativo individualizzato. Ricordo che la normativa, sia nazionale che regionale, prevede margini di flessibilità organizzativa e indica chiaramente, in presenza di alunni con disabilità, la necessità di contenere il numero degli alunni per classe.

Abbiamo poi voluto richiamare anche il Documento di Economia e Finanza regionale 2026-2028 che individua esplicitamente tra i propri obiettivi il dimensionamento della rete scolastica e la riduzione del numero degli alunni per classe, anche in funzione della prevenzione della dispersione scolastica.

Questo tema si inserisce inoltre in un quadro più ampio: nello scorso Consiglio l'assessore Lavevaz ci ha illustrato che il 2026 è stato individuato come anno di progettazione del sistema scolastico valdostano, finalizzato alla definizione del Piano di dimensionamento per il triennio 2027-2030, attraverso un percorso condiviso con i diversi soggetti coinvolti. È un passaggio importante e per questo riteniamo che le scelte che si fanno oggi sugli organici e sulle classi non possono andare in direzione opposta rispetto agli obiettivi che si dichiarano per il prossimo futuro. La fase di definizione degli organici, infatti, non è neutra: è il momento in cui si può orientare concretamente il numero di alunni per classe.

Per queste ragioni, con quest'interpellanza, chiediamo alla Giunta tre cose: in primo luogo, se sia a conoscenza di situazioni in cui si preveda la formazione di classi con un numero elevato di alunni per il prossimo anno scolastico; in secondo luogo, quali indirizzi politici siano stati forniti alla Sovrintendenza agli studi nella definizione degli organici e nella formazione delle classi, con particolare riferimento proprio al contenimento del numero di alunni e, infine, se si intenda adottare ulteriori iniziative o indirizzi per evitare la formazione di classi particolarmente numerose e garantire condizioni adeguate all'inclusione e al successo formativo degli studenti, in coerenza con quanto indicato nel DEFR.

Président - Pour la réponse la parole à l'assesseur Lavevaz.

Lavevaz (UV) - Vorrei fare due premesse prima di rientrare nel merito delle risposte ai quesiti posti.

Una premessa è più di metodo, la seconda è più di merito.

Quella di merito: rispetto a questo lei, collega Campotaro, è arrivato da pochi mesi, poco tempo dopo di noi, quindi forse deve entrare ancora un po' nelle dinamiche del funzionamento di diversi meccanismi, anche se alcune cose credo che siano afferenti al buon senso.

Mi riferisco a questo: io ho detto, quando lei è entrato, nel primo intervento, nella prima iniziativa che lei ha fatto, che la porta del mio ufficio, come quella dei miei Dipartimenti, del mio Assessorato, sono ovviamente sempre aperte, e lo ribadisco ovviamente, sono sempre aperte e rimangono aperte, però se la disponibilità dei dirigenti, o comunque il tempo che le viene dedicato, viene poi usato per costruire delle iniziative, questo non va tanto bene, nel senso che bisogna usare i 116, bisogna usare ovviamente gli aspetti che il regolamento permette ai Consiglieri per fare degli accessi agli atti. Ovviamente la disponibilità c'è e rimane però va utilizzata, credo, nel modo corretto.

La premessa, invece, di merito: lei nell'iniziativa dice che il momento della definizione dell'organico di diritto è il momento in cui in concreto si definiscono le classi, gli alunni per classe eccetera. Non è così, perché ci sarà un secondo momento (che è conseguente al primo che sarà a giugno) in cui l'organico di diritto verrà adeguato alla situazione di fatto, quindi in quella situazione bisognerà prendere atto di alcune situazioni, sia di ripetenti, sia di situazioni di certificazioni di invalidità, di disabilità, piuttosto che la possibilità di sdoppiare delle classi, e solo in quel momento verranno definite le classi definitive.

In questa fase quindi l'organico di diritto serve per fare dei macro ragionamenti sull'assegnazione dei docenti ma poi, di fatto, a giugno ci sarà la possibilità anche di aggiungere o di modificare.

Lei, in maniera abbastanza generica, parla di una situazione così preoccupante di classi con numeri elevati, in realtà non mi risulta, tant'è che al momento la situazione...

Peraltro, un'altra premessa che va fatta ancora nella premessa prima della risposta è che - ma lei questo lo sa - in Valle d'Aosta abbiamo un ordinamento che ci permette di avere un'attenzione molto più elevata rispetto al resto del Paese rispetto agli standard educativi. Noi abbiamo un limite massimo di 27 alunni per classe quando, a livello nazionale, 27 alunni per classe è il numero minimo per attivare una classe, da 27 a 30, quindi abbiamo una situazione che è molto favorevole rispetto al resto del Paese, ma questo non toglie che nelle situazioni poi di fatto, analizzate a giugno, delle considerazioni vadano fatte.

A oggi, tutte le classi - quindi già nella situazione di diritto - delle scuole secondarie di primo grado e di secondo grado rispetterebbero già le disposizioni vigenti a livello regionale, non vi sono classi iniziali nella scuola secondaria di primo grado che si presume potrebbero avere un numero alunno neanche di 25, quindi siamo comunque a un livello ancora più basso al limite superiore.

Per quanto riguarda invece le scuole secondarie di secondo grado, quindi con la situazione di diritto, al momento abbiamo un'unica classe all'ICAM che arriverebbe intorno ai 26-27 alunni e su questo è già previsto, peraltro, con la situazione poi di fatto, uno sdoppiamento, che ovviamente in questo momento non c'è, non può essere scritto, ma che è nei ragionamenti che si stanno facendo.

Ci sono altre 5-6 classi che, con i ripetenti presunti, perché ovviamente in questo momento si parla di ripetenti presunti, si va intorno ai 24-25 iscritti, sono due situazioni al Bérard, una allo Scientifico e una al Linguistico dove si presumono 2-3 ripetenti e si arriva quindi a 24-25 alunni nella classe, piuttosto che a Verrès una classe di 24 e basta.

Sinceramente delle situazioni di grande disagio o di grande criticità in questo momento io non le vedo.

L'altra questione rispetto alle certificazioni di alunni con disabilità: questo è vero, ma è vero in maniera migliorativa rispetto a quello che lei dice, nel senso che nel momento in cui ci siano delle certificazioni di disabilità, il numero superiore si ferma a 20 unità, quindi con certificazioni di disabilità, ovviamente certificate, non con un PEI, perché un PEI non è una certificazione di disabilità, non possiamo generalizzare, perché di PEI ne abbiamo centinaia e centinaia all'interno delle classi, quindi il PEI sappiamo che è un Piano Educativo Individualizzato non vuole dire che uno ha una certificazione di disabilità di un certo tipo, sono dei gradi di disabilità anche di un certo tipo e diversi.

Sulle questioni invece più di indirizzo, di fatto ho già risposto, per quanto riguarda i numeri noi ci rifacciamo a... non è questo il momento della scelta politica, nel senso che non è che l'Assessore adesso si mette a guardare le classi e decide: "Qua ne facciamo una più piccola e una più grande", ovviamente le scelte vanno fatte prima, adesso è il momento in cui si applicano i parametri scelti e definiti e i parametri scelti e definiti sono quelli che le illustravo in questo momento.

Per il futuro, riguardo al dimensionamento e riguardo a quanto scritto nel DEFR, questo è assolutamente vero, nel senso che, lo ribadisco, il 2026 - ma non è perché l'abbiamo scelto noi ma perché la scadenza è questa del triennio precedente- è l'anno in cui bisogna definire il Piano di dimensionamento per il prossimo anno scolastico, quindi 2027-2028, è il momento in cui si definiscono appunto il dimensionamento delle scuole, il numero di indirizzi, il numero di plessi scolastici e ovviamente questo ha anche una conseguenza diretta su eventualmente il numero delle classi, perché se, ad esempio, abbiamo - faccio degli esempi del tutto a titolo esemplificativo - oggi un indirizzo di Geometri ad Aosta e decidiamo di aprire una sede distaccata di Geometri a Saint-Vincent è da presupporre che poi il numero degli iscritti nelle classi sia minore. In questo senso nel DEFR abbiamo scritto che il dimensionamento è anche finalizzato ad avere come conseguenza un ridimensionamento dei numeri all'interno delle classi, ma non è un ragionamento fine a se stesso e fine al numero dei componenti della singola classe, è una conseguenza che viene fuori.

Ovviamente il fatto che ci siano dei numeri importanti in un determinato indirizzo è uno degli aspetti che va tenuto in conto nel ragionamento che si deve fare sulla scelta del dimensionamento, quindi sulla scelta degli indirizzi, sulla loro dislocazione, su quella che può essere la risposta migliore al territorio, anche rispetto alle esigenze e alle richieste che vengono dalle famiglie.

Président - Pour la réplique la parole au collègue Campotaro.

Campotaro (AVS) - Non volevo stizzirla con quest'iniziativa… il tono sembrava diverso.

È vero: io sono qui da poco. Non c'è solo l'accesso agli atti però, c'è la possibilità per noi Consiglieri di informarsi presso le strutture. Tant'è che quando mi sono rivolto alla struttura io ho segnalato che mi erano arrivate delle segnalazioni e avrei poi portato avanti un'iniziativa e ho anche chiesto se era quella la modalità corretta o se dovevo fare un 116. Mi hanno detto che per dati semplici poteva essere sufficiente un'interlocuzione, quindi non volevo scavallare nessuno.

Il fatto che poi siamo dentro i limiti nazionali non può essere considerato sufficiente. L'obiettivo, e penso che lo condividiamo, della nostra Regione, soprattutto in virtù dell'autonomia, dovrebbe essere quello di fare meglio, non semplicemente dire: "Siamo dentro una soglia minima".

Il numero di alunni per classi incide direttamente sulla qualità della didattica, sull'efficacia dell'inclusione e sul successo formativo degli studenti. Classi troppo numerose, e per esperienza io direi sopra i 20 alunni, rendono difficile il lavoro degli insegnanti e riducono inevitabilmente il supporto individuale che ogni studente può ricevere, soprattutto quelli più fragili. Lei ha giustamente richiamato che adesso stiamo parlando solo di previsioni, è vero, ma è proprio dalle previsioni che si parte con il fare le scelte. Se oggi si impostano dei numeri elevati, si sta già orientando un certo modello di scuola, e questo ha poi l'impatto sul numero di organici. E allora il punto è: qual è la direzione che vogliamo dare? Perché nel DEFR è stato indicato che l'obiettivo è ridurre il numero di alunni per classi. Quello che viene chiesto è semplicemente che ci sia questa coerenza, ma già da adesso, non aspettando giugno.

La preoccupazione e l'impressione che viene un po' fuori è che si tenda a considerare la scuola un po' come se fosse un sistema azienda, dove contenere i costi significa avere meno classi e quindi avere meno insegnanti. Però non possiamo ragionare della scuola come un centro di costo, la scuola deve essere un investimento strategico. E poi dovremmo proprio ragionare all'opposto, non su quanto possiamo comprimere, ma su quanto vogliamo qualificare il sistema. Vogliamo una scuola che si adatta a dei vincoli oppure che viene costruita attorno ai bisogni degli studenti?

Andiamo poi sulla questione degli iscritti, i numeri che ho raccolto, anche parlando con gli uffici, sono all'Istituto Maria Adelaide almeno di due classi da 26 e due classi da 27, in cui abbiamo alunni PEI, Piano Educativo Individualizzato specifico per gli alunni con disabilità, che è diverso dal PDP che invece è per gli studenti BES, quindi c'è una differenza!

La differenza comunque sta lì, dentro alla misura che vogliamo dare alle classi e al numero di studenti che vogliamo prevedere; partire già da adesso aiuterebbe poi nella fase successiva, soprattutto sul numero di organici da destinare alla scuola.

Presidente - Colleghi, se siete d'accordo, farei una pausa di una ventina di minuti. Il Consiglio è sospeso.

La seduta è sospesa dalle ore 11:08 alle ore 11:31.