Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 423 del 9 aprile 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 423/XVII - Interpellanza: "Accordo UV-FI: stato di attuazione e natura dei rapporti con il Governo nazionale".

Aggravi (Président) - Point n° 25 à l'ordre du jour. Pour l'illustration de l'interpellation la parole au collègue Centoz.

Centoz (PD-FP) - Torniamo su un tema che non abbiamo mai trattato e vorremmo in qualche modo provare a capire un po' meglio quest'accordo, perché mi riferisco ovviamente alle risposte che il Presidente ha sempre dato in Consiglio, e cioè che era un accordo di natura politica e che non avrebbe dovuto essere oggetto di discussione in quest'Aula, mentre invece apprendiamo da interviste sul giornale che il Presidente dell'Union Valdôtaine dice appunto - cito - "I vertici forzisti sono garanti del dialogo e del patto, rispetto ai Consiglieri regionali di Fratelli d'Italia e Lega si tratta di una sorta di ricatto difficile da capire: come può un Consigliere regionale bloccare un accordo preso a Roma tra Governo e Regione?

Da una parte si dice: "È un accordo politico e non entra a far parte della discussione in Consiglio regionale", dall'altra parte invece c'è chi dice che è un accordo a tutti gli effetti tra il Governo regionale e il Governo nazionale.

Dico subito, ma l'ha già detto il Presidente ieri, che ovviamente abbiamo portato a casa la norma di attuazione sul Conservatorio, è un risultato, e lo riconosco, non ho nessuna difficoltà nel riconoscere quando ci sono risultati, diciamo che dall'elenco di questo famoso accordo con Forza Italia forse era quello meno pesante, con ricadute meno importanti.

Era una norma di attuazione che, in qualche modo, sarebbe probabilmente passata comunque, indipendentemente dall'accordo con Forza Italia.

Ci sono invece altri dossier sui quali non vediamo avanzare, in particolare quelli su cui abbiamo in qualche modo discusso un po' di più in questo periodo: non torno sul raddoppio del Tunnel, perché sappiamo benissimo che finché c'è la contrarietà esplicita della Francia il pallino non si muove, mi riferisco invece in particolare alla modifica dello Statuto e alle norme di attuazione sulle concessioni idroelettriche.

Sullo Statuto in particolare, visto che negli ultimi mesi ne abbiamo parlato parecchio, pensavamo di essere in una situazione abbastanza favorevole: c'è un accordo blindato, c'è la possibilità di riuscire a modificare lo Statuto, la Regione a Statuto speciale Trentino Alto Adige sta procedendo spedita verso la modifica del proprio Statuto, ci immaginavamo che lo stesso potesse avvenire anche qui.

Invece notiamo semplicemente che tra aprile e maggio del 2024 si svolge il tavolo tecnico congiunto tra le Regioni a Statuto speciale e il Ministro Calderoli, sei riunioni in 32 giorni.

La Valle d'Aosta partecipa, stando alla DGR 288/2024, che formalizza l'incarico alla professoressa Randazzo, poi il silenzio, ventuno mesi.

Il tavolo tecnico si ferma, non viene aperto il tavolo bilaterale tra la Valle d'Aosta e lo Stato, quello dove si negoziano appunto le specificità del nostro Statuto, non viene costituita nessuna task force, tecnica o politica dedicata, e nessuna delibera di Giunta su questo tema fino al 2 febbraio del 2026.

Il 2 febbraio abbiamo una seconda delibera che dà un incarico sempre alla professoressa Randazzo su sollecitazione del Ministero: è il capo di Gabinetto del ministro Calderoli che manda una nota chiedendo dei nominativi dei rappresentanti tecnici valdostani nel tavolo tecnico.

La Giunta approva la DGR 121, che riconferma la professoressa Randazzo e, nella stessa delibera, si ammette esplicitamente l'assenza di competenze interne specializzate sul tema.

In ventuno mesi quindi, da aprile-maggio del 2024 fino a febbraio del 2026, non si muove nulla, o per lo meno non abbiamo percezione che si muova nulla.

Queste conclusioni non è che le traiamo soltanto noi, lo dice anche l'ex Presidente della Regione, Dino Viérin, audito in I Commissione, che, nel documento che ha depositato agli atti della I Commissione, scrive con chiarezza che il processo di revisione richiede una task force tecnico-politica dedicata, che non è mai stata creata, e aggiunge che esiste un rischio concreto che l'intero percorso si traduca in un dibattito certamente utile, ma - cito - che "Può essere puramente accademico o a futura memoria".

Non soltanto la minoranza in qualche modo nutre dei dubbi su questo percorso, peraltro il mandato che viene assegnato alla professoressa Randazzo con la DGR 121 è di redigere, non di finalizzare, un DDL costituzionale entro il 30 giugno del 2027.

Oggi siamo ad aprile del 2026 e a noi non risulta nessuna bozza di D.L. approvato.

Sappiamo tutti che cosa significhi modificare uno Statuto: doppia lettura prevista dall'articolo 138 della Costituzione e chiusura della legislatura nazionale probabilmente tra un anno.

Mi chiedo se non abbiamo sfruttato a pieno questa finestra in cui abbiamo un accordo così importante con Forza Italia, quando riusciremo a modificare lo Statuto?

Vengo quindi alle domande riportate nell'interpellanza, sui risultati concreti ne abbiamo già parlato un po', la norma di attuazione sul Conservatorio ce l'ha già ricordato il Presidente ieri mattina.

Mi piacerebbe capire invece: se questo accordo è un accordo di natura politica, stante che le dichiarazioni sono discordanti; chi sia attualmente il referente nazionale di Forza Italia individuato i sensi dell'accordo e se il Presidente ritenga, alla luce dell'assenza di risultati fino a oggi, che permangano le condizioni politiche che hanno giustificato la sottoscrizione dell'accordo.

Presidente - Per la risposta la parola al presidente Testolin.

Testolin (UV) - Bisogna riconoscere che il consigliere Centoz, con una certa costanza nel ripresentare in maniera quasi ossessiva ogni 15 giorni delle interrogazioni o delle interpellanze, dimostra un approccio che ormai sa anche un po' di stantio, sembra un refrain che fa emergere in maniera anche un po' triste un sentimento di livore, probabilmente per non poter partecipare attivamente ad alcuni processi - ma questo sta nell'ordine delle cose e ne prendiamo atto - e poi ne approfitta, arricchisce e condisce la sua presentazione con una narrativa tutta sua rispetto a qualche tema che ha voluto estrapolare.

Questo detto, credo che quello che possiamo invece rappresentare oggi è un percorso di lavoro serio, di confronto con gli interlocutori politici che deve portare, così come ha portato a un primo risultato, quello del Conservatoire, che poi può venire sminuito o meno, ma è comunque un elemento della lista che voi avete estrapolato dal programma di governo per introdurla nella vostra interpellanza, e questo è un primo passo che io posso dirle con tranquillità che sarà arricchito nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, con altre valutazioni in merito agli altri punti da voi citati e che fanno parte del nostro programma.

Le cose, vede, sembrano ferme fino a quando poi non si sbloccano, no? E allora o facciamo delle narrazioni, come quella che ha fatto lei, dove diciamo che nulla si è mosso per 21 mesi e poi così, come un fungo, arriva la lettera del ministro Calderoli che ci dice: "Facciamo qualcosa".

Io ho già rappresentato più di una volta anche in quest'aula e anche alla vostra presenza dei percorsi sviluppati negli anni rispetto al tema dello Statuto, ai percorsi fatti congiuntamente alle altre Regioni a Statuto speciale che hanno evidenziato delle opportunità e delle criticità, dei momenti di rallentamento e dei momenti di velocizzazione di questi percorsi, adesso siamo arrivati a una fase dove si inizia a costruire direttamente be to be con il Ministro competente un percorso.

Vedremo nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, cosa ne uscirà e poi lei sarà evidentemente libero di trarre le sue considerazioni, come lo sarà quest'Aula.

In merito invece all'ultima domanda, volevamo rassicurarla in merito alla scelta di allestimento della maggioranza che ci sta permettendo di lavorare con un'unità d'intenti sugli impegni assunti con la sottoscrizione del programma di governo che io sono fiducioso che, come dicevo prima, darà i suoi frutti perché il lavoro paga sempre, anche al netto di alcune ripetizioni o alcune provocazioni che fanno giustamente parte di quest'Aula e della politica in generale.

Président - Pour la réplique, la parole au collègue Centoz.

Centoz (PD-FP) - Ovviamente non avevo aspettative diverse: chiaramente, come sempre lei, non ha risposto. Parla di ossessivo, stantio, triste, livore, come al solito attacca personalmente quando non riesce a rispondere nel merito dei discorsi e mi dispiace, perché, in realtà, su questo bisognerebbe invece aprire un dialogo corretto con l'Aula consiliare, siamo tutti coscienti che l'Amministrazione parla per atti e gli atti dicono che per ventuno mesi non si è manifestato nulla.

Se poi, ovviamente, tra qualche mese si manifesterà qualcosa, saremo tutti contenti, l'ho riconosciuto, non è che l'ho estrapolato, ho riconosciuto che l'approvazione della norma di attuazione sul Conservatorio è un risultato, ne do atto, sono contento pure io che si sia arrivati a conclusione.

Sui dossier più complicati mi permetta di avanzare dei dubbi, in particolare sullo Statuto, visto che modificare lo Statuto prevede una norma costituzionale e le tempistiche oggi non consentono più di arrivare a quella conclusione, poi vorrei essere smentito, ma mi pare questa la strada su cui stiamo andando.