Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 411 del 8 aprile 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 411/XVII - Interrogazione: "Corso addetti ai servizi di controllo riservato agli stranieri? Basta discriminazioni!".

Petey (Presidente) - Punto n. 13 all'ordine del giorno. La parola all'assessore Lotto.

Lotto (CA) - Con quest'iniziativa i consiglieri Manfrin e Bellora portano l'attenzione sull'avviso a valere sul programma FSE Plus 2021-2027 relativo al corso di formazione per addetto ai servizi di controllo, ex buttafuori, interrogando la Giunta regionale innanzitutto in merito alla legittimità dello stesso e alle motivazioni giuridiche, tecniche e di programmazione che ne sono alla base. A questo proposito è bene ricordare che il programma FSE Plus, in coerenza con il relativo quadro regolamentare di riferimento e con le priorità e gli obiettivi strategici a esso connessi, risponda a una molteplicità di esigenze.

In particolare in relazione all'obiettivo strategico "Un'Europa più sociale e inclusiva attraverso l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali", il programma FSE Plus 2021-2027 contempla la priorità "Inclusione sociale", che prevede, tra gli altri, i seguenti obiettivi specifici: l'obiettivo 4.8 "Incentivare l'inclusione attiva per promuovere le pari opportunità, la non discriminazione e la partecipazione attiva, e migliorare l'occupabilità in particolare dei gruppi svantaggiati"; l'obiettivo 4.9 "Promuovere l'integrazione socio-economica di cittadini di Paesi terzi, compresi i migranti". Proprio in coerenza con questi obiettivi specifici, l'Amministrazione regionale, con deliberazione 1382/2024, ha approvato un avviso per la presentazione da parte di organismi di formazione accreditati di progetti di formazione per cittadini vulnerabili 2024-2026. In questo quadro quindi appositamente rivolto non alla generalità della popolazione ma a soggetti con vulnerabilità è previsto che i progetti formativi finanziabili siano complessivamente rivolti a cittadini in età lavorativa, sia Italiani che stranieri, domiciliati in Valle d'Aosta e in possesso di ulteriori specifici requisiti riguardanti appunto il carattere di vulnerabilità, individuati di volta in volta. Si tratta in primo luogo di persone con disabilità attestata o in situazione di svantaggio sociale, segnalate dai competenti servizi socio-sanitari, a beneficio delle quali sono finanziabili corsi di avvicinamento al lavoro, corsi di formazione per iscritti al collocamento mirato e stage con attività formativa in piccoli gruppi; in secondo luogo, di cittadini reclusi presso la Casa circondariale di Brissogne e del personale ivi operante, cui indirizzare attività di formazione; in terzo luogo, appunto, di cittadini stranieri, prioritariamente di Paesi terzi e, in subordine, cittadini stranieri o di origine straniera per i quali prevedere corsi di orientamento, formazione e inclusione lavorativa. Proprio a quest'ultima è riconducibile il progetto su cui verte l'interrogazione, selezionato a seguito di una valutazione effettuata dal nucleo nominato dal funzionario responsabile dell'Unità organizzativa Formazione che rappresenta la SRAI di riferimento per il progetto.

Posto quindi che l'intervento in questione risponde a specifici obiettivi e che al massimo può essere inteso come azione positiva a favore di una specifica categoria di cittadini vulnerabili e non certo quale discriminazione negativa a danno di cittadini italiani, con riguardo al quesito che prospetta l'eventuale estensione del corso anche a cittadini italiani residenti in Valle d'Aosta, allo stato attuale non è stata rilevata tale esigenza formativa. Qualora la stessa dovesse emergere in futuro, si potrà valutare un'eventuale riproposizione con l'identificazione di una platea di destinatari più ampia. In ogni caso è facoltà degli enti di formazione presentare iniziative formative analoghe a questa e rivolte a una platea più ampia a valere sugli avvisi per la formazione dei disoccupati.

Quanto infine all'ulteriore requisito relativo alla valutazione di coerenza tra il titolo di studio minimo richiesto dall'avviso e le competenze specifiche da acquisire nelle aree giuridica, tecnica e psicologico-sociale, profilo rispetto al quale - ci tengo a sottolinearlo - la cittadinanza dei destinatari della misura non ha alcuna rilevanza, la figura professionale e i requisiti per l'iscrizione all'elenco regionale sono disciplinati dalla legge n. 94 del 15 luglio 2009, che istituisce la figura dell'addetto ai servizi di controllo, comunemente detto appunto "buttafuori", e il decreto ministeriale del 6 ottobre 2009, che ne disciplina i requisiti per l'iscrizione all'elenco. Tra i requisiti vi è appunto il possesso del diploma conclusivo del primo ciclo di istruzione, in piena coerenza con quanto previsto dall'avviso.

Presidente - Per la replica, la parola al consigliere Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Assessore Lotto, siamo arrivati ai primi mesi dal suo esordio e mi sa che lei sta perdendo il controllo della macchina, se l'ha mai avuto. Io glielo dico come suggerimento personale: se lei viene qui citando quello che le hanno scritto senza avere conoscenza delle cose, guardi che andrà incontro a grosse critiche. Io le leggo quello che lei ci ha detto: che fondamentalmente voi avete incentrato un corso per la sicurezza dedicandolo, com'è scritto ovviamente nel bando, esclusivamente a cittadini di Paesi terzi e in subordine a persone straniere o di origine straniera, inclusi i naturalizzati.

Ora, Assessore, come io le ho formulate all'interno di quest'interrogazione, gli obiettivi, questo è il 4.9, che si potevano raggiungere per le persone erano molteplici. Le leggo, per esempio, il 4.1: "Migliorare l'accesso all'occupazione e le misure di attivazione per tutte le persone - sottolineo "per tutte le persone" - in cerca di lavoro, in particolare i giovani, soprattutto attraverso l'attuazione della garanzia per i giovani disoccupati di lungo periodo e gruppi svantaggiati nel mercato del lavoro, nonché per le persone inattive, anche mediante la promozione del lavoro autonomo e dell'economia sociale". Quali problemi avrebbe creato attivare quest'obiettivo? Che avrebbe aperto la possibilità a tutti, cittadini italiani e cittadini stranieri, di poter frequentare quel corso. Qual è la difficoltà? Preferite dare lavoro soltanto a cittadini stranieri? Di questo noi ci dispiacciamo ovviamente.

C'è un altro obiettivo: il 4.3, tra gli obiettivi da raggiungere con questo tipo di corsi: "Promuovere una partecipazione equilibrata di donne e uomini al mercato del lavoro, parità di condizioni di lavoro, migliore equilibrio tra vita professionale e vita privata, anche attraverso accesso a servizi abbordabili, assistenza all'infanzia e persone non autosufficienti". Si poteva promuovere, potevate perseguire quest'obiettivo, l'avete fatto? No.

C'è l'obiettivo 4.8: "Incentivare l'inclusione attiva per promuovere le pari opportunità, la non discriminazione, la partecipazione attiva e migliorare l'occupabilità in particolare di gruppi svantaggiati". E sono tutti: sono i giovani, sono le persone disoccupate da lungo periodo, sono le donne, sono anche gli stranieri, ma lo apriamo per tutti… lo potevate aprire per tutti, invece con i soldi finanziate … dite, voi "euroinomani" dell'Unione europea: "Sapete che c'è? Con i soldi dell'Europa - che sono i nostri - finanziamo dei bei corsi solo per gli stranieri", esattamente come il suo collega Assessore, quando attiva i servizi per trovare la sanità, per trovare lavoro, per trovare casa esclusivamente per i cittadini stranieri. Questo s'iscrive esattamente in quel filone, cioè voi attivate i servizi esclusivamente per i cittadini stranieri e mi dice che non state facendo una discriminazione, Assessore? Voi state facendo una discriminazione gigantesca e di questo i Valdostani le chiederanno conto, perché le persone che cercano lavoro, nonostante ci sia una bassa disoccupazione, ci sono e le persone che avrebbero piacere di partecipare a questo tipo di corsi ci sono. Guardi, io non le dico granché, ma si faccia un giro sotto i social a leggere, quando c'è la notizia di questo bando, quante persone hanno scritto commenti poco gentili nei confronti di chi ha fatto il bando. Siamo lieti di invitare adesso i soggetti a dire… questo bando orgogliosamente lei lo rivendica e che non è un errore e non è una svista, ma invece lo avete fatto con coscienza perché volevate perseguire l'obiettivo 4.9, cioè soltanto per gli stranieri e non per tutti. Ovviamente vedrà che persone interessate a questa tipologia di corsi ci sono, a questo tipo di abilitazione, anche perché non è facile raggiungerla. Voi quindi state discriminando i cittadini italiani. Potevate aprire un corso per tutti, nessuno ha chiesto di aprirlo solo per i cittadini italiani. Si poteva integrare l'obiettivo 4.1 e migliorarlo per tutti, per le persone inattive, per i disoccupati di lungo periodo, per i giovani, per i gruppi svantaggiati, per tutti. Cosa avete scelto? Avete scelto la via opposta. Ci dispiace, Assessore, ha toppato alla grande e, ovviamente, ci auguriamo che questa sia una macroscopica svista, che, nonostante i suoi ampi cenni di diniego, lei si renda conto dell'errore e che cambi queste scelte, perché altrimenti, glielo ripeto, i Valdostani le chiederanno conto di questi errori macroscopici e di queste discriminazioni fatte sulla loro pelle con i nostri soldi.

Dalle ore 18:13 assume la Presidenza il presidente Aggravi.