Oggetto del Consiglio n. 383 del 26 marzo 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 383/XVII - Interpellanza: "Stato dell'arte del Docfap per raddoppio binari della tratta ferroviaria Chivasso-Ivrea e raddoppi selettivi sulla Ivrea-Aosta".
Aggravi (Président) - À la présence de 28 collègues on peut reprendre les travaux. Point n° 39 à l'ordre du jour. La collègue Minelli a demandé la parole pour l'illustration.
Minelli (AVS) - Lo scopo di questa interpellanza è di riprendere in modo organico un tema: quello del potenziamento infrastrutturale della ferrovia Chivasso/Ivrea/Aosta, già affrontato in varie precedenti occasioni, sia in questa, sia nella precedente legislatura, ma che richiede una costante attenzione.
Siamo tutti consapevoli - noi lo abbiamo detto più volte - che il tema del potenziamento della ferrovia non ha soltanto come tassello quello dell'elettrificazione, bien sûr, ma anche quello del suo potenziamento.
Due mesi fa la maggioranza regionale, immagino seguendo un'indicazione dell'Assessore competente, si era espressa contro una mozione che avevamo presentato insieme ai colleghi del Partito Democratico e che invitava le Giunte regionali del Piemonte e della Valle d'Aosta ad agire per il raddoppio della tratta ferroviaria di Chivasso/Ivrea e per la valutazione di alcuni raddoppi selettivi fra Ivrea e Aosta. Il rifiuto della mozione era stato motivato con il fatto che le due Giunte già stavano operando in quel senso e che, in accordo con Rete Ferroviaria Italiana, si era avanti nell'elaborazione di un documento di fattibilità delle alternative progettuali. "Avanti" è l'espressione che era stata utilizzata. La realtà oggi appare però ben diversa da quella che era stata descritta in occasione della discussione della mozione. A distanza di quasi un anno e mezzo dalla firma del protocollo d'intesa tra le due Regioni e Rete Ferroviaria Italiana, che risale all'ottobre 2024, non sono ancora note le conclusioni a cui si è giunti nell'analisi e nella valutazione della futura domanda di utenza. Questo quadro esigenziale, che avrebbe dovuto essere pronto a metà del 2025, così come è evidenziato anche nelle slide che sono poi state inoltrate a tutti i Consiglieri, risalenti all'8 luglio del 2025 e presentate in una conferenza stampa a settembre, a Ivrea, non è stato messo a disposizione delle due Regioni. Ci avete detto che non ne siete in possesso, che RFI non lo concedeva e non lo concedeva nemmeno al Ministero. Questa è la risposta che mi è stata data.
Il 28 febbraio scorso noi abbiamo fatto a Ivrea un incontro a cui hanno partecipato Consiglieri regionali delle due Regioni e con la partecipazione anche di Consiglieri e Assessori del Comune di Ivrea. In quella sede è stata espressa una comune preoccupazione per la lentezza delle analisi, degli studi e delle decisioni sul raddoppio dei binari. In qualche modo quindi ci sembra che siamo fermi. Il quadro esigenziale non è noto, non è possibile conoscerlo. Il Docfap non si sa esattamente a che punto sia e soprattutto non sappiamo sulla base di quali indicazioni si intenda effettivamente redigerlo. Il Tavolo interregionale sui trasporti, che era stato annunciato a dicembre 2025, Tavolo che prevedeva la partecipazione della Regione Piemonte, della Regione Valle d'Aosta, dei due Presidenti e degli Assessori ai trasporti, non ci risulta al momento che si sia riunito.
Quello che noi chiediamo di sapere con questa interpellanza è: "quali indicazioni sono state date dalla Regione Valle d'Aosta sui contenuti che deve avere il documento di fattibilità delle alternative progettuali in corso di elaborazione da parte di RFI; a che punto sia l'elaborazione di questo Docfap e quando sarà a disposizione delle due Regioni; inoltre, se ci sono state, o se sono programmate, delle azioni concertate tra Regione Valle d'Aosta e Regione Piemonte per sollecitare RFI a procedere celermente nell'elaborazione dei documenti previsti da quel protocollo d'intesa dell'ottobre 2024" e infine "come si intende procedere per affrontare con efficacia la questione del raddoppio", che, lo ricordo e lo sappiamo tutti, era uno degli elementi presenti anche nei documenti votati nel 2019, il programma degli interventi sulla ferrovia.
Président - Pour la réponse, la parole à l'assesseur Bertschy.
Bertschy (UV) - Le cose che abbiamo sostenuto nella precedente iniziativa sono un po' la base della risposta. L'aggiornamento a quella discussione, che ripetiamo e che credo sia utile per continuare a sottolineare l'importanza alla quale tutti diamo le attenzioni politiche necessarie… è importante che sull'infrastruttura ferroviaria continui l'attenzione per investire, migliorarla e creare una fase 2, come avevo detto un paio di anni or sono, al tema dell'elettrificazione ferroviaria… come c'è appunto da parte di tutti. Evidentemente ognuno ha il suo ruolo e io, in qualità di Assessore, svolgo le attività che sono di mia competenza, cercando di portare avanti in maniera significativa un obiettivo che va al di là delle possibilità di discussione che ci sono a livello regionale, perché devo mettere in conto il lavoro di più attori, compresi gli interessi di diverse istituzioni.
Il primo protocollo, quello firmato a ottobre 2024, lo considero ancora oggi un grande obiettivo raggiunto. Non avevamo un protocollo di quel tipo che tenesse tutti all'interno di una progettualità e di una strategia. Da quel protocollo è nata l'attività che ha portato poi RFI a lavorare per cominciare ad avvicinarsi all'obiettivo, quindi io credo che quella sia una base di partenza più che valida e politicamente, ripeto, un risultato raggiunto per la Valle d'Aosta.
Per venire alle risposte, "quali indicazioni sono state date alla Regione Valle d'Aosta riguardo ai contenuti del documento di fattibilità delle alternative progettuali", noi non interveniamo sul Docfap, piuttosto lo valuteremo una volta realizzato, ma siamo intervenuti con il gruppo di lavoro che era previsto, che era tecnico e non politico, lo ricordo, a determinare le esigenze della Valle d'Aosta. La Valle d'Aosta evidentemente ha necessità di vedere nel trasporto ferroviario un'infrastruttura moderna ed efficiente, sia in Valle che fuori. In Valle con i lavori dell'elettrificazione si arriverà ad avere in tutte le stazioni la possibilità di uno scambio all'interno delle ferrovie, che permetterà l'utilizzo di entrambi i binari e gli scambi contemporanei sono di nuovo qualcosa di molto importante, che, una volta eseguiti, ci permetteranno quanto meno di ottimizzare i posti dove recuperare i ritardi, o anticipare i servizi, perché oggi non è previsto in tutte le stazioni. Su questi miglioramenti dobbiamo poter contare di ottenerli su tutta la linea ed è per questo che, oltre ad aver fornito i dati trasportistici, abbiamo cercato di garantire che i raddoppi della linea potessero avvenire in tutti quei luoghi dove per noi su una linea di lunga percorrenza si potrà raggiungere in futuro l'ottimizzazione che cerchiamo nello scambio dei treni su binari opposti. Abbiamo chiesto ovviamente di avere la possibilità di ottenere un cadenzamento che regolarizzi la nostra linea su tutte le due tratte, Aosta/Ivrea e Aosta/Torino, ma sono cose note.
Abbiamo cominciato a ragionare, anche se dovremo capire fino in fondo che tipo di carico assiale potrà superare la linea una volta terminati questi lavori e altri che si stanno realizzando anche in Piemonte. Noi abbiamo dato le informazioni sul materiale rotabile che utilizzeremo e su quello che verrà messo a disposizione di RFI per ragionare anche un domani su una possibilità di utilizzo per il trasporto merci delle nuove linee che verranno eventualmente poi messe a disposizione delle due Regioni.
Poi ci sono ovviamente i dati trasportistici, che fanno parte dell'attuale lavoro. Quello che hanno fatto le due Regioni è anche cercare di fare sintesi, perché poi, come tutti sappiamo, nella zona tra Ivrea, Chivasso e Torino c'è la necessità, che non sempre si incontra con gli obiettivi della nostra Regione, di inserire maggiori collegamenti per collegare il capoluogo alla città, mentre noi dobbiamo poter tenere le tratte libere per poter far passare i nostri treni. Su questo c'è stata una valutazione che ci ha permesso di arrivare a un quadro di sintesi e allo stesso tempo delle altre valutazioni che hanno permesso comunque di avviare il Docfap.
Vengo alla risposta alla domanda n. 2: "A che punto è l'elaborazione del Docfap e quando sarà a disposizione delle due Regioni?", voi lo chiedete a me, noi lo stiamo evidentemente sollecitando a RFI. Il Docfap dovrebbe essere dato a disposizione delle due Regioni entro la fine del 2026. Ancora questa mattina lo abbiamo sollecitato.
Per venire alla domanda 3: "se ci sono state o sono programmate azioni concertate tra le due Regioni per sollecitare RFI a procedere nell'elaborazione dei documenti previsti dal protocollo d'intesa", sì, c'è un'azione continua. Lunedì prossimo ci sarà una riunione a Ivrea, con il Sindaco di Ivrea e anche le associazioni che hanno sottoposto alcune valutazioni al documento che è stato presentato a RFI e che sono state invitate a questo incontro per un confronto tecnico e politico e le sollecitazioni sono numerose, come quelle che ho ricordato. Il fatto di essere tra due Regioni a sollecitare questo intervento, oltre che in particolare con la città di Ivrea, credo che dimostri il peso politico che si può mettere a disposizione. Evidentemente poi il lavoro lo deve realizzare RFI, in particolare attraverso le società che si occupano di fare questi studi per conto suo.
Ultima domanda: "Come intende procedere per affrontare con efficacia la questione del raddoppio della ferrovia?": esattamente come stiamo facendo, che non vuol dire che riusciamo ad accelerare i tempi di società che non controlliamo. Lo abbiamo chiesto al Ministero, quando siamo stati, nella fine della scorsa legislatura, a informare il Ministro dei trasporti; lo abbiamo chiesto nella sua recente visita; lo abbiamo chiesto a RFI; lo stiamo chiedendo, con Regione Piemonte e appunto con tutti gli attori che sono istituzionali e ripeto ancora che il Comune di Ivrea è un attore in questo senso pienamente attivo, con noi e sui tavoli di lavoro. Evidentemente stiamo portando avanti le iniziative politiche e tecniche necessarie a procedere con questo Docfap, che sarà la base di partenza delle future discussioni e anche che determinerà un primo dato di tipo tecnico, ma anche di tipo finanziario, per capire di che cosa si tratta. La valutazione che io faccio è che evidentemente, se tutto questo potesse essere oggetto di studi finanziati direttamente dalle Regioni coinvolte, con incarichi diretti, probabilmente faremmo diversamente, ma la possibilità che abbiamo per realizzare questi interventi su un'infrastruttura che non è di nostra proprietà è disciplinare questi accordi con chi ne è proprietario e con chi, seppur sensibilizzato e stimolato da parte appunto di due Regioni, sta svolgendo il lavoro con i tempi che ritiene opportuni.
Président - Pour la réplique, la parole à la collègue Minelli.
Minelli (AVS) - Mah, mi viene da dire: mah, perché probabilmente lei ha ragione quando dice che ci sono alcune cose che io non capisco, ma faccio veramente fatica, perché lei continua a dirci che si sta lavorando… no, lei dice che si sta lavorando, che si fanno tutte le iniziative politiche e tecniche e va bene, però poi ci dice alla prima risposta alla nostra domanda: "Quali indicazioni sono state date dalla Regione Valle d'Aosta sui contenuti che deve avere il documento di fattibilità delle alternative progettuali" che non si danno delle indicazioni, perché si lasciano lavorare i tecnici. Ho capito, ma quel protocollo d'intesa firmato a ottobre 2024 diceva che alla base del futuro Docfap, che non faceva parte di quel protocollo, però ci doveva essere il quadro esigenziale e che ci dovevano essere dei mesi per costruire il quadro esigenziale. Ora, mi è stato risposto già una volta, anche con un mio accesso agli atti, e poi lo sento dire ancora che questo quadro esigenziale non è in possesso delle due Regioni.
Io sono preoccupata, perché, se si deve costruire un Docfap sulla base di un quadro esigenziale, le Regioni devono sapere che cosa c'è in quel quadro esigenziale e, sulla base di quelle esigenze, dare degli input o comunque dire qual è la propria posizione. Ci sono delle novità e non sono positive: la prima è quella che il quadro esigenziale che doveva essere alla base delle scelte per questo Docfap non c'è. Allora io mi chiedo: se non ve lo danno, se mi avete detto che RFI non lo dà neanche al Ministero, è possibile che non ci sia una protesta, che non ci sia una richiesta da parte sia della Regione Piemonte che della Regione Valle d'Aosta? A noi risulta che anche il Sindaco di Ivrea lo abbia chiesto ufficialmente. Conoscere i risultati di un'analisi che sta alla base di futuri step del percorso mi sembra una cosa logica, ma evidentemente ragiono in un modo che non è quello che hanno gli altri, non lo so.
La seconda novità. Adesso lei mi dice che il Docfap, di cui l'altra volta mi aveva detto "è avanti nella progettazione", sarà pronto, lei dice, a fine 2026. L'unica notizia che noi avevamo, che viene da una riunione della Commissione regionale dei trasporti della Regione Piemonte che c'è stata il 4 marzo insieme a RFI è che lì emerge un'altra notizia: cioè che il Docfap sarà pronto a metà del 2027…
Presidente - Colleghi, per favore…
Minelli (AVS) - …che è comunque un tempo molto lungo, ma ci sarebbero addirittura, se è giusta quella cosa che è stata detta lì, altri sei mesi in più. Allora questa è una previsione veramente che lascia sconcertati! Mi sembra quasi che ci sia, ma non lo dico nei nostri confronti, lo dico nei confronti di tutti, una presa in giro. Nelle slide che ci avete dato e che risalgono all'8 luglio del 2025 c'era scritto che era iniziato il Docfap. Adesso parliamo di fine 2026 o metà 2027. Non si possono accettare due anni di tempo per redigere una cosa che poi non è, lo sappiamo, la progettazione vera e propria, ma è di nuovo uno degli step, su cui però non sappiamo quali sono le esigenze che danno origine a quel Docfap! Non possiamo quindi concordare né sulle modalità con cui si sta procedendo alla redazione del Docfap, né sui tempi. Io ho paura veramente che con questa tempistica, non lo so, ci vorranno magari dieci anni per arrivare a un progetto esecutivo!
La terza novità è che ci sono dei segnali di preoccupazione e di protesta che si stanno diffondendo soprattutto nel Canavese. Ho citato la riunione del 28 febbraio, adesso lei ci dice che fortunatamente ci sarà una riunione politico-tecnica lunedì, con la partecipazione delle associazioni. Le associazioni sono quelle che raggruppano gli utenti della ferrovia. Quando è stato redatto il quadro esigenziale, non sono mai state sentite! Ma che senso ha un quadro esigenziale che non ascolta le esigenze della popolazione?! Il tema del raddoppio e quello del completamento dei lavori di elettrificazione della ferrovia sono dei temi fondamentali per la mobilità sia all'interno della nostra regione, ma anche a livello interregionale e nazionale. Sono due appuntamenti con un ammodernamento generale del sistema dei trasporti che non si possono perdere, che non si devono neanche rimandare. Ci vogliono degli obiettivi temporali tassativi, ne parlavamo ieri. Dicembre 2026 è la scadenza d'obbligo per la riattivazione dell'Aosta/Ivrea elettrificata, un rinvio non potrebbe essere giustificato in alcun modo. Secondo noi, quella data di dicembre 2026 davvero deve essere - io spero che sia davvero giusto quello che le hanno detto - il termine ultimo per la consegna del Docfap, che non si vada addirittura a metà del 2027… e poi che questo Docfap non sia redatto nelle stanze segrete di RFI, ma che la Regione Valle d'Aosta e la Regione Piemonte possano almeno vedere quali sono le esigenze, ammesso che questo quadro esigenziale ci sia, perché mi viene pure il dubbio che non ci sia.
