Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 382 del 26 marzo 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 382/XVII - Interpellanza: "Stato dell'autonomia energetica della Valle d'Aosta".

Aggravi (Presidente) - Punto n. 38 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione la parola alla collega Minelli.

Minelli (AVS) - Sulla politica energetica della Valle d'Aosta, come sappiamo tutti, com'è noto, è stato individuato un obiettivo chiaro, sicuramente ambizioso e impegnativo, con una votazione unanime del Consiglio regionale nel 2018, il 18 dicembre, che ha impegnato la Giunta a perseguire l'obiettivo di una Valle d'Aosta fossil fuel-free entro il 2040 e a definirne la roadmap, cioè il percorso per arrivare a quell'obiettivo.

Un impegno che negli anni successivi è stato sempre confermato, tant'è vero che con la deliberazione n. 151 del 22 febbraio 2021 la Giunta ha approvato questa roadmap, questo percorso, che contiene poi le linee guida per la decarbonizzazione della Valle d'Aosta. Anche il Piano energetico ambientale regionale, il PEAR, con orizzonte 2030, si è collocato all'interno di quest'impegno, di questo percorso, essendo per definizione uno strumento di programmazione strategica volto alla riduzione della dipendenza dai combustibili fossili, al miglioramento dell'efficienza energetica nella nostra Regione e allo sviluppo delle fonti rinnovabili.

Questo, quindi, per quello che riguarda gli atti amministrativi che si sono mossi in coerenza con quell'obiettivo che era stato indicato ormai nel lontano 2018.

Dal punto di vista politico ritengo che sia rilevante il fatto che nel programma di legislatura 2025-2030, che avete presentato al Consiglio regionale il 5 novembre scorso, il Presidente della Regione abbia affermato, e cito testualmente, che: "La transizione energetica è una leva strategica per la nostra economia e per la sostenibilità ambientale, il nostro obiettivo è quello di una Valle d'Aosta fossil fuel-free".

Tutto quindi mi sembra che appaia piuttosto chiaro e anche logico, considerato che la Valle d'Aosta, utilizzando le sue acque e il sole, sarebbe in grado di produrre energia sufficiente per le esigenze della comunità valdostana. Ciò considerato anche che - come poi dimostrato da vicende recenti, quali la guerra dichiarata dagli Stati Uniti e da Israele contro l'Iran - il contesto geopolitico internazionale e la volatilità dei mercati energetici, ce ne rendiamo conto in questi giorni, rendono strategico anche perseguire l'autonomia energetica regionale.

Il problema per cui abbiamo presentato l'interpellanza, qual è, dove sta? Sta nel fatto che purtroppo, lo dico con rammarico, attualmente la maggior parte dei consumi energetici della nostra regione è ancora soddisfatta utilizzando dei prodotti fossili, come i derivati dal petrolio o il gas naturale. Nonostante l'elevata produzione di energia da fonte idroelettrica, perché questo è nella nostra regione, la dipendenza dai combustibili fossili permane il dato prevalente nelle attività industriali, nel campo del riscaldamento, nel settore dei trasporti e della mobilità.

Questo sistema purtroppo distorto dei consumi energetici è responsabile - come emerge dalle analisi di quel documento regionale, il PEAR - di circa il 78% delle emissioni regionali di gas serra.

La Regione si è data un obiettivo chiaro: essere un territorio fossil fuel-free entro il 2040, un obiettivo che, come dicevo, è condiviso ed è praticabile perché ci sono le risorse necessarie, ma che implica un percorso davvero impegnativo di transizione energetica.

2018-2040: sono ventidue anni davanti, ormai alcuni sono dietro, per realizzare tale transizione, che richiede necessariamente una maggiore attenzione soprattutto al fotovoltaico e al microeolico. Ciò considerato che le risorse idriche della Valle d'Aosta risultano già fortemente sfruttate ai fini idroelettrici e che il cambiamento climatico, con la progressiva riduzione dei ghiacciai, delle riserve nivali, e con l'aumento della variabilità delle precipitazioni - ce ne siamo resi conto molto bene in questi ultimi anni - è destinato a ridurre ulteriormente la disponibilità e la regolarità di questa disponibilità di acqua nei prossimi decenni, obbligandoci in qualche modo a valutare con attenzione anche le ulteriori pressioni sui corsi d'acqua e sugli ecosistemi alpini.

Bisogna quindi chiedersi, e ce lo chiediamo, a che punto siamo, ci chiediamo se stiamo adeguatamente monitorando il percorso, se abbiamo coinvolto tutti gli attori che devono contribuire a questa transizione energetica.

Un aspetto che ci preoccupa molto, lo abbiamo detto già in altre occasioni, è il fatto che la società che è stata creata dalla Regione per agire in campo energetico, e cioè la CVA, la Compagnia Valdostana delle Acque, si interessi sì della transizione energetica, ma lo faccia soprattutto in Italia. Investe molto in altre regioni sulle rinnovabili e, a nostro avviso, non si cura adeguatamente della transizione energetica della Valle d'Aosta. È un tema, come sapete, su cui abbiamo insistito molto, soprattutto nella passata legislatura, e su cui torneremo.

Intanto ci sono queste quattro domande che poniamo oggi: qual era nel 2019, all'indomani dell'approvazione del percorso fossil fuel-free, la ripartizione dei consumi energetici in Valle d'Aosta fra prodotti petroliferi, gas naturale, biomasse ed elettricità; quali sono invece i dati della ripartizione dei consumi di cui al punto precedente registrati nel 2025; quali sono gli obiettivi di ripartizione dei consumi energetici che si ritiene di poter raggiungere nel 2030 attraverso le politiche energetiche che sono già in atto; poi un particolare riferimento al tasso di penetrazione e di utilizzo dell'elettricità nei settori termico e della mobilità, al fine di verificare una reale diminuzione/riduzione della dipendenza dai derivati del petrolio; infine, se i dati dei consumi del 2025 e quelli programmati per il 2030 sono ritenuti adeguati al raggiungimento di quell'obiettivo fissato al 2040, oppure se si ritiene che sia necessario fare un ulteriore salto di qualità nelle politiche energetiche per centrare quell'obiettivo finale, in particolare attraverso fotovoltaico e microeolico, tenuto conto, come dicevo, che le risorse idriche sono già fortemente sfruttate ai fini idroelettrici.

Président - Pour la réponse la parole à l'assesseur Bertschy.

Bertschy (UV) - L'interpellanza pone temi per i quali probabilmente bisognerebbe avere sicuramente più tempo, anche di confronto, e non lo dico per eluderlo, ma semplicemente perché rispondere, anche a quest'ora, impone una certa sintesi.

In ogni caso, da parte mia l'ho più volte ribadito: credo che ci sia la necessità di fare un punto di valutazione del PEAR e lo dirò all'interno di un'attività organizzata nei prossimi mesi, quando sarà ritenuto necessario anche dal lavoro delle Commissioni, in Commissione, perché il PEAR comincia a percorrere la sua strada.

Per quello che riguarda la prima domanda, al 2019 i consumi finali netti sono stati stimati in circa 4.515 gigawatt e sono suddivisi per il 67% in fonti energetiche non rinnovabili e per il 33% in fonti energetiche rinnovabili. Più nel dettaglio, i consumi finali netti sono costituiti per circa il 46% da prodotti petroliferi, il 18% da gas naturale, il 10% da biomasse legnose, il 21% da energia elettrica e per la restante parte, il 3%, da calore. Il calore distribuito dalle reti di teleriscaldamento è costituito a sua volta per circa il 37% da fonti rinnovabili, per il 63% da fonti non rinnovabili e per l'1% da altre fonti energetiche rinnovabili termiche.

Questi dati sono riepilogati nel capitolo 6, le azioni Asse 1 "Riduzione dei consumi", e nel capitolo 3-3, "I bilanci energetici regionali del piano energetico regionale".

Tra le cose su cui bisogna porre attenzione vi è il non fare confusione tra i consumi finali netti e i consumi finali lordi, ma è una cosa della quale avevamo già parlato.

Per quello che riguarda la seconda domanda, "Quali sono i dati della ripartizione dei consumi di cui al punto precedente, registrati nel 2025": tecnicamente le strutture fanno notare che anche per le banche dati nazionali, non solo le nostre, i dati energetici sono nel loro complesso validati nella seconda metà dell'anno successivo al loro consumo, quindi è una nota a margine. Al momento noi siamo in fase di elaborazione del monitoraggio dei dati energetici 2020-24: il lavoro è nella sua fase terminale, entro giugno le elaborazioni saranno concluse e il documento verrà sottoposto all'attenzione ovviamente della Giunta e all'attenzione vostra.

Le banche dati alle quali faremo riferimento sono quelle della Terna, del PNIEC e alcune altre informazioni che riguardano, ovviamente, le nostre politiche.

La risposta è che avrete entro il mese di giugno questo monitoraggio sarà completato per il 2024, poi si farà, nella seconda parte dell'anno, un'implementazione dei dati sul 2025.

"Quali sono gli obiettivi di ripartizione del consumo energetico che si ritiene di poter raggiungere nel 2030 attraverso le politiche energetiche in atto?": al momento, anche perché è necessario arrivare alla prima fase di monitoraggio per avere un dato più aggiornato, si confermano le previsioni che avevamo inserito nel 2030, anche se poi avremo modo di valutare quello che hanno prodotto le politiche che abbiamo messo in campo in quest'ultimo triennio.

Già nella fase di approvazione del Piano energetico c'era stata una lunga discussione, un lungo confronto tra i Gruppi, tra i Consiglieri, tra chi diceva che quegli obiettivi erano troppo sfidanti e chi diceva - e tra questi ovviamente la consigliera Minelli - che quegli obiettivi non lo erano sufficientemente. Nel frattempo, e lo dico non in senso polemico, lo dico in senso di discussione, di attenzione e sensibilità al tema, da quella discussione a oggi sono scoppiate altre guerre, sono successe altre mille cose che influiscono e influenzano in maniera anche determinante aspetti di programmazione finanziaria e di politiche in generale che incidono sulle nostre politiche senza che noi possiamo in qualche maniera intervenire o trovare delle soluzioni.

Quelle pianificazioni sono da tenere nella considerazione in cui servono per portare avanti in maniera determinata gli obiettivi e, allo stesso tempo, tutto quello che succede e avviene intorno a noi ha una sua rilevanza.

La risposta alla domanda n. 4 è quella, direi, più politica: dal momento del PEAR a oggi abbiamo messo in campo numerose azioni, ci sono molti strumenti a disposizione e tante risorse. Ne cito qualcuna: abbiamo messo a disposizione 7 milioni e mezzo per gli investimenti sul patrimonio edilizio pubblico, 3,2 milioni sulle comunità energetiche, 4 milioni su un bando per l'efficientamento e l'aumento delle produzioni di FER per le imprese, circa 12 milioni di euro nel triennio sulla mobilità sostenibile, con particolare attenzione - per la quale questa Regione si può vantare - rispetto agli under 35. Una promozione importante di queste politiche sulla mobilità che non era prevista allora e che ha prodotto un deciso passo in avanti di acquisto di auto, molte di queste elettriche, nell'ultimo periodo. Erano 241 domande nel 2023, siamo passati a 573 nel 2025.

Sicuramente il trend attuale... tra l'altro approfitto per dire che con l'assestamento andremo a rifinanziare la misura - i fondi attuali previsti nel bilancio tecnico sono esauriti - così da continuare in quella direttrice nella quale ci eravamo impegnati, di sostituzione soprattutto di auto per la mobilità privata con auto green a basso consumo, addirittura completamente elettriche.

Oltre a queste risorse ci sono importanti risorse sull'utilizzo del trasporto pubblico, che ci hanno permesso di introdurre lo Special 20, di aumentare in maniera importante gli abbonamenti a riguardo e di sostenere al 60% gli sconti per gli investimenti sul trasporto ferroviario.

Sono anche molto importanti le risorse sulla legge 13/2015, più di 17-18 milioni solo tra il quarto e il quinto avviso per i mutui per l'efficientamento dell'edilizia privata e con un fortissimo tiraggio; vedremo anche qui nei dati di monitoraggio futuro, quale miglioramento ci sarà stato nell'efficientamento del contenimento dei consumi e nella produzione di nuove energie.

Ci sono poi nuove misure che stiamo per mettere in atto, che abbiamo previsto con la legge sulle aree idonee, circa 1 milione e mezzo nel triennio - come questa prima previsione - che andranno a sostenere l'installazione di nuove fonti energetiche per i cittadini. C'è poi una serie di misure che sono allo studio, ma soprattutto ci sono investimenti anche di tipo culturale con i servizi a disposizione. Ricordo il COA Energia completamente finanziato dall'Amministrazione regionale, dall'Assessorato allo Sviluppo economico, che prevede servizi che sono a supporto della transizione energetica con consulenze importanti per i cittadini, per i professionisti, con azioni di promozione culturale e con nuovi servizi che, per esempio, metteremo a disposizione, l'abbiamo visto l'altro giorno con l'inaugurazione dello Youth Corner VdA a Verrès, che sarà a sostegno di una delle direttrici principali, che è la sensibilizzazione per i cittadini.

Ci sono quindi tante misure che vedremo - dai primi dati di monitoraggio e dalle stime che potremo produrre una volta messe a disposizione di tutti - quale effetto e quale impatto produrranno.

L'obiettivo è d'investire molto oggi per produrre maggiori risultati nel medio e lungo termine, così da inseguire non tanto un dato matematico, ma una visione culturale che coinvolga tutta la comunità, con la finalità di raggiungere questi obiettivi.

Président - Pour la réplique la parole à la collègue Minelli.

Minelli (AVS) - Io sono un po' perplessa e anche dispiaciuta del fatto che non ci siano i dati per operare un confronto tra il 2019 e - non dico il 2025, perché immaginavo che quelli non ci sarebbero stati, considerato che siamo soltanto a marzo del 2026 - i dati del 2024. Un confronto quindi con il 2019, e i dati potevamo conoscerli, perché se si va a vedere nel PEAR quei dati sono riportati.

Diventa quindi difficile capire. Noi temiamo però che a distanza di sei anni dal 2019, a distanza dalla definizione di quell'obiettivo che s'intendeva raggiungere, si siano fatti dei passi nei confronti della decarbonizzazione non sufficientemente incisivi.

La ripartizione dei consumi per i dati che a questo punto possiamo avere ancora a disposizione, quindi quelli vecchi, non si era modificata in maniera significativa. L'obiettivo del PEAR di arrivare, perché questo era l'obiettivo del PEAR, a un 52% di rinnovabili e a un 47% di fossili, di consumi insomma da rinnovabili o da fossili, non so se si sia modificata. Staremo a vedere a giugno quando arriveranno questi dati, ma temiamo di no.

Devo dire, ma lei lo ha ricordato, che già quando abbiamo discusso del PEAR, quell'obiettivo di 52% e 47% era - e lo avevamo indicato - minimale rispetto all'obiettivo che ci si era dati nel 2018, perché se pensiamo all'orizzonte 2030, sono dieci anni dal 2040, quindi non di certo una liberazione dal fossil fuel-free, se ancora il 47% era previsto per quanto riguardava i consumi da combustibili fossili.

Rilevo che non ci ha detto nulla, nella sua risposta, sull'incremento del fotovoltaico. Eppure su quel terreno c'è un impegno, c'è un impegno preciso di incremento da rispettare perché, ai sensi del decreto del Ministro dell'Ambiente, il decreto del giugno 2024, bisogna incrementare la potenza installata del fotovoltaico di almeno 30 megawattora all'anno, mentre il trend attuale è del 5%. L'ha confermato anche lei in un'intervista che ha rilasciato a La Vallée.

Altra cosa, non ci ha detto nulla sul ruolo di CVA nella transizione energetica della Valle d'Aosta. Se non si incrementa la potenza installata dal fotovoltaico, se la nostra Regione non chiede a CVA di cambiare strada e di occuparsi in primis della nostra transizione energetica, invece di investire così tanto fuori Valle, io temo che quest'obiettivo non sarà davvero raggiunto, ma non solo non sarà raggiunto, non sarà neppure avvicinato, che è una cosa ancora diversa e ancora più preoccupante.

Abbiamo paura che con i dati che arriveranno a giugno non potremo essere certi di essere sulla buona strada, quindi occorre un'accelerazione, bisogna fare delle scelte di fondo sulla politica energetica regionale.

Voi avete scritto nel programma di legislatura che intendete perseguire l'obiettivo del fossil full-free ed è una cosa buona, è positiva, però questo richiede un cambiamento radicale dei consumi nel settore abitativo, nel settore dei trasporti e, quindi, richiede un incremento di produzione da fonti rinnovabili, che, come dicevo, non può gravare ancora sullo sfruttamento delle acque, che sono già abbondantemente utilizzate.

Quello che noi temiamo tanto è che la transizione energetica della Valle d'Aosta per adesso sia solo auspicata, indicata come un obiettivo. Sappiamo che ci sono delle azioni, le conosciamo, le abbiamo in gran parte anche approvate e sostenute, però non crediamo che siano adeguate a quell'obiettivo.

Ci sono delle scelte che competono sicuramente alla Giunta, ci sono delle scelte che competono al Consiglio, a partire dal ruolo della CVA, che non può rimanere estranea al percorso di decarbonizzazione della Valle d'Aosta e occuparsi principalmente di avere bilanci floridi e dedicarsi soprattutto ad azioni fuori Valle.

Occorre coinvolgere tutta la comunità valdostana nella sfida per la transizione all'autonomia energetica, che è vantaggiosa per tutti.

Credo che quell'obiettivo che ci siamo dati nel 2018 sia d'importanza primaria, credo che nessuno lo metta in discussione, però non è sufficiente enunciarlo.

Dico solo un'ultima cosa, anche questa mi preoccupa un po': a pagina 167 del PEAR si scriveva che il monitoraggio dev'essere continuo. Se però non abbiamo neanche ancora i dati del 2024 e siamo nel 2026, al primo trimestre del 2026, mi chiedo se questo monitoraggio sia davvero continuo.

Presidente - La seduta è terminata, ci rivediamo alle ore 15:00.

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La seduta termina alle ore 13:03.