Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 373 del 26 marzo 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 373/XVII - Interrogazione: "Presenza notturna di persone estranee nelle strutture ospedaliere regionali: rischi per la salute pubblica, la sicurezza del personale e degli utenti, e misure di prevenzione".

Lattanzi (Presidente) - Possiamo passare all'ordine del giorno n. 18.

In continuità, diamo la parola all'assessore Marzi.

Marzi (CA) - Rispondiamo alle domande 1 e 3 insieme, in quanto connesse. Le leggiamo anche, per completezza.

La domanda n. 1: "Quali sono i protocolli e le misure attualmente in vigore presso l'Ospedale Parini e le altre strutture sanitarie regionali per impedire la permanenza notturna di persone estranee non autorizzate e se tali disposizioni prevedano controlli sistematici da parte del personale di vigilanza, interno o delle forze dell'ordine".

La domanda n. 3: "Quali iniziative urgenti la Giunta abbia adottato, d'intesa con l'USL e gli enti competenti, per prevenire futuri episodi di questo tipo, garantendo al contempo soluzioni alternative per l'accoglienza di persone senza fissa dimora, al fine di tutelare sia la salute pubblica che la dignità delle persone vulnerabili".

Rispondendo quindi alle domande 1 e 3, richiamiamo quanto abbiamo già riferito in risposta a precedenti iniziative del collega sullo stesso tema: l'accesso all'atrio del Parini è chiuso ogni sera dalle ore 23, così come il cancello in via Chaligne, mentre rimane consentito nelle ore diurne, anche in considerazione del fatto che deve essere garantito a tutti l'accesso agli sportelli del CUP.

La Polizia di Stato assicura il presidio a garanzia della sicurezza degli operatori e visitatori dal lunedì al sabato dalle ore 8 alle ore 14. Resta accessibile ai pedoni 24 ore su 24, naturalmente, l'accesso in pronto soccorso.

È attivo inoltre il servizio di vigilanza notturna con guardia armata dalle ore 22 alle ore 5, che prevede ogni notte tre ronde interne all'ospedale Parini e il presidio presso il pronto soccorso.

Anche per il presidio Beauregard sono previsti tre passaggi di guardia nella stessa fascia oraria.

Alle guardie è assegnato il compito di allontanare gli eventuali disturbatori o le persone che stazionano impropriamente negli spazi esterni adiacenti al perimetro ospedaliero. In caso di emergenza, la guardia dispone di un cellulare dedicato per l'attivazione delle forze dell'ordine.

Tutto ciò nulla ha a che vedere con la supposta, apparentemente tollerata o non opportunamente contrastata prassi, così come definita nell'interrogazione, evidenziando al contrario che le iniziative a garanzia della sicurezza dei cittadini sono assicurate sia dalla Polizia di Stato, sia da un servizio di sicurezza armata.

In caso, tra l'altro, di stazionamento di persone negli spazi ospedalieri, viene sempre attivato il servizio sociale ospedaliero per le opportune verifiche. Nei casi di persone senza fissa dimora, viene inoltre disposta la presa in carico a livello territoriale proprio a supporto della specifica situazione di disagio e necessità.

Rispetto invece al secondo quesito, non sussistono aumenti di rischio di tipo igienico-sanitario connessi alla presenza di persone estranee, in quanto il rischio è considerato alla stregua di quello ordinariamente già preventivato per tutte le persone che accedono all'ospedale per necessità sanitaria, rispetto alle quali né è voluto, né è possibile adottare alcun discrimine.

Su quanto da lei richiamato e già trattato in quest'aula, ribadiamo che in passato è risultato per lo più un unico caso di stazionamento persistente di una persona, che presentava una situazione peraltro complessa, nella quale al disagio si sommavano inoltre problematiche di salute. Questo caso si è poi risolto applicando attenzione e buon senso, grazie alla sensibilità mostrata dalla direzione medica di presidio, dal servizio sociale ospedaliero e dal cappellano dell'ospedale, che salutiamo e ringraziamo, a dimostrazione di come una sola persona, in evidente situazione di difficoltà, debba suscitare ben altre preoccupazioni che non di sicurezza interna della struttura ospedaliera.

Considerato e ribadito che l'atrio dell'ospedale è un luogo pubblico, quindi di accesso libero da parte di chiunque, potranno ancora in futuro ripresentarsi episodi di stazionamenti, a cui corrisponderanno ancora ripetuti allontanamenti eseguiti dalla vigilanza notturna e ripetuti inviti a non stazionare in ospedale se non per ragioni assistenziali.

A fronte di questi episodi, riteniamo sensato evitare una rappresentazione di presunti bivaccamenti all'ingresso dell'ospedale Parini, affrontando con il giusto approccio e sensibilità la problematica nella sua dimensione più complessa.

Presidente - Per la replica si è iscritto il collega Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Spero che la mia replica possa essere all'altezza della sensibilità che lei ha richiamato, anche alla luce delle risposte che ci ha fornito, dove ci dice che non viene tollerata la prassi della permanenza ed eventuali casi vengono presi in carico dal servizio sociale ospedaliero.

Le riporto una notizia del 3 marzo 2026, così le leggo anche l'epilogo: "C'è una persona che è appena uscita dal carcere e ha cercato riparo nel pronto soccorso dell'ospedale Parini di Aosta. Cioè, esce dal carcere e va a dormire nel pronto soccorso.

Secondo quello che ci ha detto lei, dovrebbe essere stato prontamente allontanato dal personale, di cui ci ha fatto l'elenco, quindi non si tollera ovviamente il degrado, soprattutto persone senza tetto che dormono nel pronto soccorso e si allontanano.

Senta come prosegue la notizia: "Gli operatori al mattino gli hanno chiesto di allontanarsi il prima possibile".

Allora, se una persona si presenta al pronto soccorso di notte per dormire e gli operatori al mattino gli chiedono di allontanarsi il prima possibile, secondo lei cosa significa? Che ha passato la notte lì dentro? Oppure ha dormito da altre parti e poi si è presentato al mattino per chiedere: "Potete dirmi di allontanarmi?".

Lo sa come prosegue questa notizia? Gliela leggo: "Gli hanno chiesto di allontanarsi il prima possibile, ma il soggetto ha opposto una vibrata resistenza. Sul posto è giunta una volante dalla polizia e, alla vista degli agenti, il 36enne si è scagliato contro uno di loro, colpendolo e strattonandolo ripetutamente".

Questa è la qualità dei soggetti che vengono ospitati nelle nostre strutture sanitarie.

Sa questa notizia, se fosse stata una cosa normale, come avrebbe dovuto concludersi? Con il fatto che una persona senza tetto si è presentata al pronto soccorso ed è stata respinta. Non ha passato la notte lì dentro, poi è stato svegliato col cappuccino e lui ha aggredito chi lo ha svegliato e anche le forze dell'ordine. Semplicemente lì dentro non avrebbe dovuto passare la notte, perché il pronto soccorso e le strutture sanitarie non sono un ospizio.

Visto che lei si vanta dei servizi sociali di questa Regione e ci dice che c'è questo pronto intervento sociale che interviene immediatamente, allora persone del genere dentro le strutture sanitarie non dovrebbero trovare posto. Se addirittura poi, quando si svegliano col cappuccino, aggrediscono le persone che li hanno anche ospitati, o che hanno tollerato la loro presenza... Questo è il principio.

Tutto quello che ci ha detto, quindi, non vale niente perché sono sciocchezze. Perché non vengono allontanate. Quelle persone passano la notte lì dentro.

Sa cosa le dico? Lei ha fatto bene a ricordare che io ho presentato un'altra iniziativa, perché lo stesso soggetto per il quale più volte io ho chiesto l'allontanamento, perché, ripeto, l'ospedale non è un bivacco, ma è una struttura sanitaria e nessuno può dormire lì dentro... lei sa cosa è successo? Quel soggetto... Accade - ma poi farò pervenire a chi di dovere queste segnalazioni - che qualcuno, quando arriva la notte, siccome il sottoscritto si è lamentato, e anche il personale che lavora lì dentro è stufo di doverlo ospitare, viene fatto entrare da una porticina di servizio, dove può entrare solo il personale, e passa la notte lì dentro. Lo sa questo, lei? O non glielo dicono?

Qui non si tratta di avere carità verso una persona o verso un'altra, si tratta di dire che l'ospedale non è un posto dove si bivacca e se le persone non hanno un posto dove dormire lei gli deve dare una soluzione - lei, ma non farle dormire dentro l'ospedale, perché l'ospedale non è un posto letto.

Altrimenti, come le ho detto in passato, diciamo a tutti che se non hanno un posto dove andare possono andare a dormire nella piastra dell'ospedale, o al pronto soccorso.

Siccome però questo lei ovviamente ha detto che non va detto, allora ci deve dare delle soluzioni. Lì non si dorme, dia delle soluzioni lei per chi non ha un alloggio, se ne ha la capacità, ma non mi pare che ce l'abbia, ma non venga poi qua a dire che è tutto sotto controllo e che quello che diciamo non succede. Perché succede. È successo il 3 marzo e questa persona ha addirittura aggredito il personale sanitario e ha aggredito il personale di polizia, dopo aver soggiornato all'hotel 5 stelle del Parini.