Oggetto del Consiglio n. 349 del 25 marzo 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 349/XVII - D.L. n. 6: "Nuove disposizioni sull'ordinamento e sul funzionamento del Corpo forestale della Valle d'Aosta e sulla disciplina del relativo personale. Abrogazione della legge regionale 8 luglio 2002, n. 12, e di altre disposizioni in materia".
Aggravi (Président) - Point n° 4 à l'ordre du jour. Le rapporteur, le conseiller Martinet, a demandé la parole.
Martinet (UV) - Je relate le dessin de loi qui a été écrit ensemble à la collègue Borre.
Il presente disegno di legge si propone di dettare nuove norme sull'ordinamento e sul funzionamento del Corpo forestale della Valle d'Aosta, nonché sulla disciplina del relativo personale.
Questo disegno di legge nasce dall'esigenza di dotare il Corpo forestale della Valle d'Aosta di un quadro normativo organico e moderno, capace di riflettere l'evoluzione delle sue funzioni e di rispondere alle sfide poste dalla recente legislazione regionale.
Con il presente disegno di legge si intende ridisciplinare in modo strutturale l'ordinamento e il funzionamento del Corpo al fine di ottemperare alle nuove disposizioni contenute nella legge regionale 26 marzo 2024 n. 3, recante: "Disposizioni in materia di Corpo valdostano dei vigili del fuoco e Corpo forestale della Valle d'Aosta", nell'ambito di un autonomo comparto di negoziazione denominato "Sicurezza e Soccorso Valle d'Aosta".
Come noto, la definizione di un comparto speciale di negoziazione può consentire di riconoscere e valorizzare con più velocità e incisività la peculiarità dei due Corpi regionali in considerazione del ruolo fondamentale che hanno in tanti campi e settori, anche e soprattutto in relazione agli aspetti di protezione civile.
Il disegno di legge arriva in aula dopo un lungo confronto con le organizzazioni sindacali, iniziato già nella precedente legislatura, in un percorso che ha comunque accomunato i vigili del fuoco e i forestali verso l'equiparazione con le analoghe strutture a livello nazionale.
Come sappiamo, per i vigili del fuoco il confronto è stato più semplice perché l'omologo nazionale è chiaramente individuato, mentre per i forestali, essendo stato il Corpo assorbito dal 2018 nell'Arma dei Carabinieri a ordinamento militare, la revisione della norma è stata più complessa, pertanto il modello a cui ci si è riferiti è stato quello delle forze di Polizia a ordinamento civile, corrispondente cioè alla Polizia dello Stato. Tale strutturazione ordinamentale si inserisce nel quadro complessivo della creazione delle condizioni utili per allineare anche dal punto di vista previdenziale i forestali valdostani agli omologhi colleghi della Polizia di Stato al fine di usufruire di un regime pensionistico più favorevole, in considerazione, appunto, delle particolarità, delle specializzazioni e delle competenze che sono riconosciute agli appartenenti del Corpo forestale specialmente negli ambiti di pubblica sicurezza e di Polizia giudiziaria.
Il disegno di legge completa il quadro ordinamentale previsto dalla legge regionale 3/2024 al fine di avere tutti gli strumenti normativi per valorizzare e riconoscere le specificità del Corpo forestale. Dal punto di vista generale, rispetto alla norma vigente, viene confermata al Corpo forestale l'attribuzione di compiti tecnici di prevenzione, sorveglianza, valorizzazione e tutela del patrimonio forestale e montano. Viene perciò ribadito che il Corpo forestale è un Corpo tecnico con funzioni di Polizia e non un Corpo di Polizia con funzioni tecniche, proprio a sottolineare le caratteristiche di una struttura regionale che ha ampie competenze tecniche nelle zone rurali e montane, che può svolgere le sue attribuzioni ed esercitare attività di Polizia giudiziaria, quindi è bene sottolineare questa peculiarità.
Il presente disegno di legge si compone di 85 articoli, suddivisi in otto Capi:
- il Capo I, gli articoli da 1 a 15, ha oggetto le disposizioni generali in materia di compiti e funzioni del Corpo forestale;
- nel Capo II, gli articoli da 16 a 25, sono contenute le disposizioni relative all'organizzazione e al personale del Corpo forestale;
- nel Capo III sono disciplinati l'accesso ai ruoli di agente, sovrintendente, ispettore, funzionario e dirigente, nonché le promozioni alle qualifiche superiori e il conferimento di posizioni organizzative e di incarichi dirigenziali;
- il Capo IV, articoli da 26 a 30, reca le disposizioni riguardanti la modificazione e l'estinzione del rapporto d'impiego;
- il Capo V, articoli da 31 a 34, delinea il procedimento negoziale del personale non dirigente e del personale dirigente;
- nel Capo VI, articoli da 35 a 60, sono contenute le disposizioni relative alla disciplina del procedimento disciplinare e delle sanzioni;
- il Capo VII, articoli da 61 a 78, ha oggetto le disposizioni comuni al personale del Corpo forestale;
- nel Capo VIII, articoli da 79 a 85, sono infine contenute le disposizioni finali finanziarie.
Gli articoli che contengono un rilievo particolare sono: l'articolo 4 disciplina le funzioni di ufficiale, agente di Polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza del personale del Corpo forestale; l'articolo 6 disciplina la struttura del Corpo forestale, in particolare al comma IV vi è l'individuazione di quattro unità organizzative tecnico-specialistiche a cui saranno assegnate le rinnovate figure di funzionari forestali per rendere più efficace l'azione di coordinamento delle stazioni forestali sul territorio; l'articolo 8 disciplina il comando delle stazioni forestali; l'articolo 9 disciplina il personale del Corpo forestale. Da sottolineare l'attenzione posta al riconoscimento del percorso di esperienza maturato all'interno del Corpo nelle fasi di progressione di carriera; l'articolo 12, l'accesso al ruolo degli agenti forestali, in particolare per poter accedere al concorso pubblico è previsto al comma II, lettera c), che il soggetto sia in possesso del titolo finale di istruzione secondaria di secondo grado o titolo di studio estero equipollente valido per l'iscrizione all'Università; all'articolo 22 si prevede che l'accesso al ruolo di dirigente avviene mediante scrutinio per merito comparativo e superamento dell'esame finale di un apposito corso di formazione della durata di tre mesi; all'articolo 25 si individua la posizione dirigenziale del Comandante del Corpo. La disposizione prevede inoltre che, previa modifica della dotazione organica, ai sensi dell'articolo 10 comma IV, possano essere istituite ulteriori posizioni dirigenziali di staff presso il comando centrale; l'articolo 31 definisce l'ambito di applicazione delle disposizioni riguardanti il procedimento negoziale del personale non dirigente e del personale dirigente; gli articoli dal 35 al 60 riguardano le sanzioni disciplinari; gli articoli dal 63 al 66 sono relativi alla valutazione dei dipendenti del Corpo forestale; gli articoli 67 e 68 disciplinano il collocamento in disponibilità della dirigenza; l'articolo 72 ha a oggetto i corsi di specializzazione e di aggiornamento; l'articolo 73 disciplina la partecipazione alle attività sportive del personale nei ruoli dell'area tecnica operativa; gli articoli 74 e 75 disciplinano l'attività di servizio e il servizio svolto sul territorio; l'articolo 80 stabilisce che deve essere approvato, nel termine di un anno dalla data di entrata in vigore del presente disegno di legge, un regolamento di servizio del Corpo forestale della Valle d'Aosta avente a oggetto la disciplina di determinate materie espressamente enumerate; l'articolo 81 disciplina il primo inquadramento del personale in forza appartenente al Corpo; l'articolo 82 ha come oggetto le disposizioni transitorie; l'articolo 83 reca le abrogazioni; l'articolo 84 contiene le disposizioni finanziarie; l'articolo 85 prevede la dichiarazione d'urgenza.
Ritengo sia fondamentale sottolineare come questo disegno di legge concernente il Corpo forestale della Valle d'Aosta rappresenti un intervento normativo di grande rilievo capace di coniugare in modo efficace la tutela del patrimonio ambientale con il riconoscimento delle specificità territoriali e istituzionali della nostra Regione. Il testo, infatti, si distingue per l'attenzione concreta alle peculiarità del contesto alpino-valdostano, caratterizzato da fragilità ambientali, che sono un patrimonio da proteggere in un delicato equilibrio tra attività umane e natura. Allo stesso tempo il provvedimento si inserisce pienamente nel solco della potestà legislativa della Regione Autonoma Valle d'Aosta, valorizzandone l'autonomia speciale e rafforzando la capacità dell'Amministrazione regionale di adottare strumenti normativi mirati e coerenti con le esigenze del territorio e delle comunità locali. In questa prospettiva il disegno di legge non rappresenta soltanto un aggiornamento ordinamentale, ma si configura come un atto politico significativo, che riafferma il ruolo legislativo della Regione nella gestione e nella salvaguardia delle risorse naturali e del paesaggio valdostano. Si ritiene che questa norma sia un ottimo strumento che valorizza il Corpo forestale della Valle d'Aosta e dia dignità e prestigio a ogni membro di questo servizio. Il processo di definizione di questo disegno di legge è stato lungo e laborioso, ma mi sento di affermare che il risultato ottenuto sia di estrema soddisfazione per tutti gli attori che hanno contribuito alla sua definizione.
Infine, un ringraziamento sentito lo dedico ai presidenti della II Commissione, Marco Sorbara, e III, Corrado Jordan, per il lavoro svolto, alla collega Josette Borre, co-relatrice della presente relazione, e a tutto il personale delle varie strutture dell'Amministrazione regionale, che con dovizia e impegno si sono spese per la scrittura della presente legge.
Président - Le projet de loi a été présenté, la discussion générale est ouverte. La parola alla collega Minelli.
Minelli (AVS) - Questo disegno di legge, in modo simile a quello che abbiamo discusso 15 giorni fa, il disegno di legge sui vigili del fuoco, arriva in aula al termine di un percorso che almeno nella sua prima fase era stato condotto con una metodologia, a nostro avviso, positiva e corretta. C'era stato un lavoro condiviso, un confronto con le organizzazioni sindacali e con gli operatori, con le persone che lavorano nel Corpo forestale, che aveva posto le basi per un testo che poteva essere ulteriormente migliorato. A un certo punto però questo percorso si è interrotto, le modifiche introdotte successivamente dalla maggioranza, da quello che ci è stato detto anche in sede di audizione, non sono state più condivise, ma hanno inciso su dei punti importanti dell'impianto della legge e questo è il primo elemento politico che vogliamo sottolineare.
Quando si interviene, soprattutto sull'organizzazione di un servizio, di un Corpo in questo caso così importante, il metodo, secondo noi, conta quanto il merito. Sono delle considerazioni che ho già fatto per il disegno di legge n. 4 e che mi sento di riproporre al netto degli opportuni distinguo. Nel merito, secondo noi, il problema principale di questo disegno di legge è che non chiarisce davvero il profilo del Corpo forestale, anzi, in alcuni passaggi del testo di legge lo indebolisce. Si insiste molto - è stato detto anche nella relazione - sul carattere tecnico del Corpo, che sicuramente ha dei compiti tecnici e ne ha moltissimi, ma noi però riteniamo che questa sia una lettura parziale e anche riduttiva. Il Corpo forestale svolge una lunga serie di compiti tecnici, però non è soltanto un soggetto tecnico, è un presidio sul territorio, svolge funzioni di prevenzione, di controllo e di indagine, è a tutti gli effetti un Corpo con funzioni di Polizia giudiziaria a competenza piena, non limitata ai soli reati ambientali e non di mera Polizia locale legata a vincoli territoriali e temporali, cioè banalmente anche legati a un orario di servizio. In buona sostanza, i componenti del Corpo hanno le stesse qualifiche di ufficiali e di agenti di Polizia giudiziaria per gli appartenenti ai Corpi di Polizia nazionale contemplati dall'articolo 16 della legge 121/1981. Lo si vede chiaramente anche se si formulano delle osservazioni di tipo tecnico, i forestali ricevono denunce, svolgono indagini e operano su un ampio spettro di reati, non soltanto ambientali, eppure il testo che ci viene presentato mantiene un'impostazione che rischia di non valorizzare questa funzione. È il motivo per cui negli emendamenti che abbiamo depositato, insieme ad altri gruppi, ce ne sono alcuni che hanno proprio l'obiettivo di chiarire che la Polizia giudiziaria del Corpo è generale e non settoriale. Per fare un esempio, se una persona in uno dei nostri Comuni subisse un furto, fosse oggetto di stalking, anche se sembra una cosa strana, potrebbe rivolgersi a una Caserma forestale come a una stazione dei Carabinieri o di Polizia e chiedere l'intervento degli agenti e questi sarebbero tenuti a occuparsene. Da queste considerazioni discende anche che la parificazione previdenziale del Corpo forestale della Valle d'Aosta con quella dei colleghi omologhi operanti nel territorio nazionale è un atto dovuto, che si sta aspettando, e che non è un favore concesso alla categoria.
C'è poi un punto molto concreto, segnalato direttamente da chi lavora sul territorio: la gestione degli incendi boschivi. La lettera che è stata firmata dai sottufficiali di quasi tutte le stazioni sul territorio regionale e anche di altri settori del Corpo che ci è stata inoltrata qualche giorno fa evidenzia come l'introduzione del riferimento alle infrastrutture nel testo di legge rischi di creare confusione e, di fatto, di restringere l'ambito di intervento del Corpo forestale.
In una Regione come la nostra, dove infrastrutture e territorio sono ovunque intrecciati, questa formulazione rischia di spostare competenze in modo improprio e di complicare la catena decisionale e questo non è un semplice dettaglio normativo, perché riguarda la tempestività e anche l'efficacia degli interventi, può quanto meno riguardarla ed è un'osservazione che abbiamo fatto anche in occasione del disegno di legge sui vigili del fuoco, per cui coerentemente abbiamo proposto un emendamento simile anche per questo disegno di legge.
Un terzo elemento critico riguarda l'introduzione della figura dei funzionari forestali. Si tratta della principale novità del disegno di legge, può essere una novità anche importante, ma non è sufficientemente accompagnata da una definizione chiara delle loro funzioni e, senza una definizione puntuale delle competenze, dei settori e dei requisiti, si rischia, a nostro avviso, di creare una figura debole e poco coerente con l'organizzazione del Corpo, proprio per questo diventa fondamentale il tema dei titoli di accesso.
Per i ruoli apicali e per i funzionari non può bastare l'esperienza, serve una preparazione certificata, coerente con le responsabilità richieste, non è una posizione ideologica, è una questione di qualità dell'Amministrazione, per cui, a nostro avviso, c'è bisogno per un motivo molto semplice: perché nel tempo è aumentata la complessità dei compiti e delle norme che gli appartenenti al Corpo forestale devono fronteggiare. La maggiore definizione di tali compiti e di tali competenze è necessaria perché diversamente si rimane nell'indeterminatezza e il tutto rischia di apparire anche come un'operazione di maquillage che non modifica nella sostanza la situazione attuale. Tra i punti che riteniamo critici ci sono alcuni articoli, abbiamo poi presentato degli emendamenti che si vedranno più avanti, uno di questi è l'articolo 28.
Possiamo comprendere e condividere che si voglia permettere, come ci è stato spiegato, a più persone di fare esperienza, di acquisire delle competenze specifiche di Polizia giudiziaria attraverso il distacco presso la Procura, distacco - che lo ricordo - è frutto di un accordo Stato-Regione sottoscritto nel 2015 e disciplina la permanenza dell'aliquota del Corpo forestale presso la Procura, ma le condizioni contenute nell'articolo ci sembrano francamente discriminatorie. Il problema non è solo il limite temporale del distacco presso la Procura, tre anni, che sono di sicuro pochi per costruire delle competenze specifiche e metterle a frutto. Ho visto ora che c'è un emendamento dei colleghi che chiede di portare a cinque questo tempo, ma soprattutto la criticità è data dalla conseguenza che è prevista nell'articolo. Dopo tre anni, se non si rientra, il personale verrà poi assegnato alla sede del comando centrale e non alla sede di provenienza e qui sta, a nostro avviso, la maggiore criticità, perché non conservare il posto nella sede di appartenenza e di provenienza? E perché non si tutela il ruolo e la posizione maturata? È una previsione che è stata introdotta nel testo e che, secondo noi, introduce una disparità evidente. Rischia di diventare una penalizzazione, una forma di disincentivo nei confronti di chi svolge funzioni altamente specialistiche presso la Procura.
Non siamo contrari alla rotazione, l'ho detto, perché pensiamo che sia giusto che più persone possano fare delle esperienze e crescere professionalmente, però questo deve avvenire senza disperdere il patrimonio costruito di competenze che si è costruito nel tempo, senza interrompere la continuità investigativa e soprattutto senza introdurre dei meccanismi che assomigliano tanto a punizioni per chi ha svolto quei ruoli. La norma quindi è non soltanto inopportuna, ma, a nostro avviso, anche potenzialmente discriminatoria.
C'è una criticità che è rappresentata anche dal comma 5 dell'articolo 82, che prevede che chi è stato assunto con un diploma di scuola secondaria di primo grado ed è magari in servizio da molti anni per accedere al ruolo, alla possibilità di essere Sovrintendente forestale deve sostenere l'esame di francese. Ora, per anni si è voluto mantenere come titolo di studio di accesso quello della terza media, adesso a persone che hanno comunque fatto tutto un percorso e che potrebbero fare questo scatto viene chiesto un esame di francese pari a quello di un livello di diploma che prima non si era mai introdotto. Accanto a questi rilievi critici vogliamo anche richiamare il senso degli emendamenti che sono stati presentati insieme ad altri colleghi, che non sono ostruzionistici, ma sono delle proposte puntuali per migliorare il testo. Penso ad esempio alla proposta di rafforzare le unità specialistiche, anche introducendo ambiti come il CITES, che è l'Accordo internazionale risalente al 1973, che regola il commercio di specie animali e vegetali protette a rischio estinzione, e l'agroambientale, che sono fondamentali per una Regione come la nostra di confine e con una forte esposizione a queste tematiche. Penso, ad esempio, alla richiesta di maggiore chiarezza, come ho già detto, sul ruolo e le funzioni dei funzionari forestali, al rafforzamento della presenza territoriale attraverso un numero adeguato di unità organizzative tecnico-specialistiche che proponiamo di aumentare da 4 a 6, alla valorizzazione della formazione dei percorsi qualificati da effettuare al pari dei colleghi nazionali con l'ausilio della Scuola forestale Carabinieri e, più in generale, una serie di interventi che vanno tutti nella stessa direzione: dare coerenza, struttura e qualità al Corpo forestale.
In Commissione tutti gli emendamenti sono stati respinti, ma do atto al presidente Jordan che ci aveva detto che era necessario fare un approfondimento serio di queste proposte prima di esprimere un giudizio definitivo. Li abbiamo quindi riproposti, con l'aggiunta di un emendamento che ha anche una copertura finanziaria e confidiamo che ci sia un'apertura, consapevoli, peraltro, del fatto che gli emendamenti più di sostanza sono frutto di una diversa impostazione rispetto alla concezione che ha ispirato la legge.
In conclusione per noi questo disegno di legge non è privo di elementi positivi, infatti alcuni passaggi li abbiamo condivisi e li condivideremo, su altri aspettiamo di vedere. Per noi la tutela dell'ambiente, la prevenzione dell'inquinamento, la tutela della flora e della fauna e la prevenzione di ogni possibile criticità nei confronti della salvaguardia ambientale non sono dei temi accessori, ma sono una priorità politica e proprio per questo abbiamo grande fiducia nel Corpo forestale della Valle d'Aosta, nella professionalità delle donne e degli uomini che ogni giorno operano sul nostro territorio, spesso in condizioni difficili, svolgendo un lavoro fondamentale per la sicurezza, per la legalità e la tutela del nostro patrimonio naturale ed è esattamente per rispetto nei confronti di questo lavoro che riteniamo che questa legge avrebbe potuto e dovuto, e potrebbe e dovrebbe ancora, a nostro avviso, cercare di essere più chiara, più coraggiosa e più condivisa.
Rafforzare davvero il Corpo forestale significa dargli strumenti, riconoscimento e un'identità definita anche attraverso la formazione, che, come abbiamo detto, deve essere equiparata a quella dei Carabinieri forestali, con le aggiunte che sono chiaramente legate al nostro territorio. Su questi aspetti riteniamo che il testo che è giunto in aula non sia ancora completamente all'altezza delle aspettative. Aspettiamo comunque di vedere come si svilupperà il dibattito e l'esame dell'articolato, delle proposte emendative, ne sono arrivate tante anche stamattina che dobbiamo assolutamente valutare e leggere con attenzione e lo faremo prima di esprimere la nostra posizione anche e soprattutto sul disegno di legge nel suo complesso.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Manfrin, ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Prendiamo la parola su questo disegno di legge e abbiamo avuto modo anche di dirlo quando ci siamo confrontati, con un giudizio che è complessivamente positivo, ovviamente non su tutti gli aspetti, ma nella buona parte di questo disegno di legge è positivo e vogliamo dirlo già da adesso con chiarezza.
Se gli emendamenti che abbiamo presentato, o perlomeno la parte più significativa di essi, troveranno accoglimento, il nostro voto sarà favorevole sul complesso della norma. Questo, come è già stato detto da alcuni colleghi, non è un testo qualunque, disciplina un Corpo di Polizia a ordinamento speciale che opera tutti i giorni sul territorio valdostano, in quota, nei boschi, lungo i torrenti, a fianco dei cittadini e delle Istituzioni, con compiti che vanno dalla tutela ambientale alla Polizia giudiziaria, dalla prevenzione degli incendi alla sorveglianza faunistica, fino al concorso nelle attività di protezione civile e di ordine pubblico.
Il Corpo forestale della Valle d'Aosta è per molti versi un presidio rinunciabile di questo territorio, non è soltanto un'Istituzione, ma è la presenza concreta delle Istituzioni nei luoghi più remoti e più fragili della nostra regione, nelle valli laterali, sulle dorsali alpine, lunghi corsi d'acqua che scendono verso il fondovalle ed è composto da donne e uomini che ogni mattina indossano una divisa e si mettono al servizio della collettività con professionalità, senso del dovere e spesso con sacrificio personale che non ottiene il riconoscimento che meriterebbe. Una legge che ridefinisce l'ordinamento di questo Corpo merita di essere scritta bene, con precisione, con lungimiranza, con rispetto per chi quella legge poi, lo sappiamo bene, dovrà applicarla sul campo.
Il testo di Commissione, il testo che è stato approvato dopo l'esame di Commissione che abbiamo studiato con attenzione, rappresenta sicuramente un passo avanti rispetto alla legge regionale del 2002, che va ad abrogare il contesto istituzionale e normativo profondamente mutato di questi oltre 20 anni.
Il Corpo forestale dello Stato, come sappiamo, è stato soppresso nel 2016 e le sue funzioni hanno seguito strade diverse: l'ordinamento del pubblico impiego si è evoluto, le sfide ambientali si sono moltiplicate e intensificate, il ruolo operativo del Corpo forestale valdostano si è inevitabilmente ampliato e diversificato. Era dunque necessario un aggiornamento organico e il disegno di legge risponde a quest'esigenza introducendo una struttura per ruoli più articolata, percorsi di carriera più trasparenti, un sistema di valutazione più strutturato, la disciplina del procedimento disciplinare con più rigore e garanzie per il dipendente e novità di rilievo, riconoscimento esplicito della specificità del rapporto di impiego in regime di diritto pubblico per il personale dell'area tecnico-operativa. Su quest'impianto di fondo non abbiamo obiezioni di principio, è un lavoro serio che ha il merito di affrontare questioni a lungo rimaste irrisolte. Tuttavia, nel merito tecnico-giuridico e organizzativo abbiamo rilevato alcune lacune, alcune imprecisioni e alcune scelte che non ci sembrano trascurabili e su cui abbiamo proposto diversi emendamenti, mi pare 22, che sia il conteggio finale, mirati appunto, che però ovviamente non sono un'opposizione ideologica rispetto al testo che è stato proposto, né una contrapposizione politica di principio, voi sapete bene che questo tipo di opposizione non la facciamo, ma si tratta di contributi tecnici che riteniamo migliorativi, elaborati con l'obiettivo di consegnare alla Valle d'Aosta una legge solida, duratura e coerente con l'ordinamento vigente.
Permettetemi quindi, rispetto alla questione degli emendamenti, di raggrupparli per materia, adesso non voglio entrare nel merito di tutti, ma a volo d'uccello di presentare il lavoro che abbiamo voluto fare con i colleghi che mi hanno preceduto. Il primo gruppo di emendamenti riguarda la precisione del linguaggio giuridico e l'adeguamento dei riferimenti normativi alla realtà istituzionale vigente. È una questione che può sembrare formale, ma che nella pratica ha conseguenze molto concrete.
Con l'emendamento n. 1 proponiamo di sostituire il riferimento al Corpo forestale dello Stato, che, come sappiamo, non esiste più dal decreto legislativo 177/2016, con riferimento al Comando Unità Forestale Ambientale e Agroalimentare dei Carabinieri, il cosiddetto "CUFA". Scrivere in una legge regionale del 2025 che il Corpo forestale valdostano sostituisce il Corpo forestale dello Stato è non soltanto impreciso e giuridicamente anacronistico e rischia di generare incertezza interpretativa ogni volta che quella disposizione venga invocata in un atto amministrativo o in un procedimento giudiziario.
Con l'emendamento n. 2 interveniamo sull'espressione nelle materie di competenza regionale riferita all'ambito di esercizio delle funzioni del Corpo, la formulazione originaria è fuorviante perché l'articolo 117, secondo comma, lettera s) della Costituzione riserva allo Stato la legislazione esclusiva in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, che costituisce il nucleo principale dell'attività forestale. Il Corpo forestale valdostano opera su tutto il territorio regionale anche per queste materie e il testo va corretto, di conseguenza, sostituendo quella formula limitativa con la più corretta per quanto attiene al territorio regionale.
Con l'emendamento n. 4 si effettua un'integrazione al comma 2 dell'articolo 2 che può sembrare minuta, ma ha una rilevanza sistematica: l'inserimento della parola "inoltre" prima del riferimento delle funzioni di vigilanza specialistica. La ragione è semplice: la formazione attuale rischia di far apparire qualifiche di Polizia giudiziaria limitata alle sole materie agroalimentari e forestali, quando invece il personale del Corpo le esercita senza limitazioni di materia. Quella virgola e quella parola servono a chiarire che la vigilanza specialistica si aggiunge e non si sostituisce alla competenza generale di Polizia giudiziaria e poi proprio sulla questione della Polizia giudiziaria c'è ovviamente un ampio capitolo.
Con l'emendamento n. 7 affrontiamo uno dei nodi più delicati del testo, il comma 1 dell'articolo 4, nella versione attuale, limita le qualifiche di Polizia giudiziaria e i compiti di sorveglianza e tutela di cui all'articolo 2, comma 3, ma questa limitazione non corrisponde alla realtà operativa del Corpo. Il personale del Corpo forestale valdostano ha da sempre qualifiche di Polizia giudiziaria a competenza piena. Riceve denunce per qualsiasi reato, svolge indagini, trasmette notizie di reato all'Autorità giudiziaria e interviene in flagranza. Modificare per legge una limitazione che non esiste nella prassi consolidata significherebbe creare una discrasia fra il testo normativo e l'attività quotidiana del Corpo, con evidenti rischi per la validità degli atti compiuti. La riscrittura del comma che proponiamo elimina ogni limitazione di materia, mettendo il testo in linea con la realtà.
Il secondo gruppo di emendamenti riguarda l'organizzazione interna del Corpo e, in particolare, la definizione delle unità tecnico-specialistiche e delle funzioni dei funzionari forestali, che rappresentano la principale novità strutturale al disegno di legge.
Con l'emendamento n. 8 proponiamo di elevare da 4 a 6 il numero minimo delle unità organizzative e tecnico-specialistiche, l'estensione e la complessità orografica della Valle d'Aosta, con le sue numerose valli laterali e la varietà degli ecosistemi da presidiare richiedono una copertura territoriale e tematica più articolata di quella prevista dal testo attuale. Quattro unità sono poche per un territorio tanto vasto e tanto diversificato dalle sue esigenze di tutela.
Con l'emendamento n. 9 proponiamo di riconoscere esplicitamente nella struttura organizzativa del Corpo l'unità costituita dal personale distaccato presso la sezione di Polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Aosta. Questo distaccamento non è una circostanza contingente, è una struttura stabile, riconosciuta dall'intesa fra Stato e Regione ai sensi della legge 4/2011 e il personale che vi opera svolge funzioni di investigazione specialistica di assoluto rilievo. Il fatto che non compaia nella struttura organizzativa del Corpo è una lacuna che va colmata, anche per garantire certezza giuridica agli interessati.
Con l'emendamento n. 10 proponiamo di aggiungere due unità organizzative e tecnico-specialistiche, un'area agroalimentare e un'unità per l'applicazione della convenzione CITES sul commercio internazionale delle specie protette. La Valle d'Aosta confina con Francia e Svizzera e questa posizione geografica la rende un punto sensibile per i flussi di merci e animali soggetti alla predetta normativa. È un territorio rilevante per il controllo dei fondi della politica agricola comune. Non dotare il Corpo delle strutture specialistiche necessarie per presidiare questi ambiti significa lasciare scoperta una vulnerabilità che già esiste sul campo.
Con l'emendamento n. 11 affrontiamo quella che consideriamo la lacuna più significativa dell'intero testo: l'assenza di una definizione chiara delle mansioni dei funzionari forestali. Si tratta della figura più innovativa introdotta dal disegno di legge, una figura intermedia fra ispettori e dirigenti, destinata a coordinare l'unità tecnico-specialistica e dare impulso all'attività operativa delle stazioni, eppure il testo non dice concretamente cosa devono fare, qui sta appunto la criticità principale. Il comma 5bis che proponiamo colma questa lacuna stabilendo che i funzionari assumano la direzione dell'unità assegnata, fissano obiettivi annuali di performance, coordinano il lavoro del personale delle stazioni forestali, possono formare gruppi misti tra personale di stazioni diverse e partecipano, ove opportuno, all'attività esterna. Senza questa definizione l'innovazione strutturale introdotta rischia di restare sulla carta e questo è uno dei principali problemi che abbiamo individuato all'interno di questo testo. Il terzo gruppo di emendamenti riguarda i requisiti di accesso alle figure, maggiore responsabilità e, in particolare, ai funzionari forestali e al Comandante del Corpo.
Con l'emendamento n. 12 proponiamo di introdurre un requisito di laurea magistrale in scienze strategiche e giurisprudenza per il Comandante del Corpo che è chiamato a guidare un ente di Polizia con funzioni giudiziarie e operative di questa complessità e che deve possedere, secondo noi, le competenze giuridiche e organizzative necessarie; non si tratta, ovviamente, di escludere qualcuno, si tratta di garantire che il vertice del Corpo abbia la preparazione adeguata al ruolo.
Con l'emendamento n. 13 proponiamo di sostituire il riferimento generico a discipline tecnico-giuridiche per l'accesso al ruolo di funzionario forestale, con un più preciso richiamo al diploma di laurea magistrale attinente le competenze necessarie per dirigere le unità specialistiche di cui all'articolo 6, comma 4. Il rinvio espresso dalle unità da dirigere impone coerenza tra titolo di studio richiesto e le competenze tecnico-scientifiche dell'unità elevando la qualità complessiva della struttura.
Con l'emendamento n. 16 proponiamo la soppressione del comma 5 dell'articolo 20, che rimette al solo Comandante del Corpo la definizione dei contenuti del corso di formazione per i funzionari forestali senza alcun indirizzo normativo di merito. Data l'eterogeneità dei profili professionali e la complessità delle unità da dirigere, i contenuti formativi devono essere definiti con atti di rango superiore.
Con l'emendamento n. 17, infine, proponiamo la soppressione del comma 5 dell'articolo 25, che, in ogni caso di vacanza del posto di comandante o assenza del dirigente di ruolo, prevede la nomina dell'incarico fra i funzionari di forestale in servizio. Al di là delle questioni operative che tale meccanismo può generare, riteniamo preferibile che il profilo del comandante sia definito con requisiti autonomi, scelti al di fuori del suo ruolo dirigenziale interno e con le garanzie proprie di una nomina fiduciaria di vertice e poi la tutela del personale, equità e protezione.
Con l'emendamento n. 18 proponiamo la soppressione del comma 4 dell'articolo 28, che fissa un limite triennale dal distacco presso la Procura della Repubblica con un conseguente trasferimento d'ufficio al comando centrale. Questo meccanismo di rotazione indotta è incompatibile con l'alto grado di specializzazione richiesto dal personale di Polizia giudiziaria che opera in sede inquirente. Le competenze investigative si costruiscono in anni di lavoro sul campo, di conoscenza delle procedure, dei fascicoli e dei soggetti coinvolti. Una rotazione automatica non tiene conto di questo e rischia di privare la Procura di professionalità preziose e difficilmente sostituibili nel breve periodo.
Con l'emendamento n. 19 proponiamo di modificare il comma 5 dell'articolo 63, eliminando il collegamento automatico tra le valutazioni annuali e la progressione in carriera del personale appartenente ai ruoli degli agenti, dei sovrintendenti e degli ispettori forestali. La formulazione attuale, che lega le valutazioni e le progressioni senza criteri predeterminati, espone il personale a valutazioni discrezionali che possono risultare arbitrarie in assenza di parametri chiari e trasparenti. La modifica che proponiamo mantiene la trasmissione degli esiti valutativi, preservandone la funzione informativa, senza consentirne un uso sanzionatorio implicito al di fuori del regime disciplinare.
Particolarmente importante l'emendamento 19bis, con il quale proponiamo di estendere al personale del Corpo forestale, nonché al coniuge, al convivente di fatto e ai figli superstiti, l'esposizione dell'articolo 22 del decreto-legge n. 48/2025 in materia di copertura delle spese legali sostenute in ragione dei compiti di Polizia giudiziaria svolti. Si tratta di una misura di semplice equità, chi rischia in divisa nell'esercizio di funzioni investigative deve poter contare sulle stesse tutele riconosciute alle altre forze di Polizia nazionale. La quantificazione dell'onere è prudente e ragionevole, stimata in circa 30 mila euro annui e l'emendamento adegua di conseguenza le disposizioni finanziarie dell'articolo 84.
Infine formazione e flessibilità operativa: con l'emendamento 21 proponiamo di introdurre nell'articolo 72 un comma che impegna la Regione a stipulare una convenzione con la Scuola forestale dei Carabinieri di Cittaducale per la formazione e l'aggiornamento del personale. Un Corpo forestale regionale efficace non può prescindere dall'accesso agli stessi percorsi formativi degli omologhi nazionali, dalle materie specialistiche all'antincendio boschivo, dalla sorveglianza faunistica alla normativa agroambientale e richiedono standard formativi che difficilmente possono essere replicati in modo autonomo a scala regionale. La convenzione con la Scuola forestale dei Carabinieri garantisce l'accesso a quei percorsi e previene l'isolamento del personale valdostano rispetto alle migliori pratiche nazionali.
Con l'emendamento n. 22, infine, proponiamo di aggiungere all'articolo 74 un comma che consente ai comandanti di stazione di svolgere, in caso di contingenti necessità di servizio, attività operative congiunte, disponendo di personale proveniente da stazioni diverse. La morfologia del nostro territorio può rendere necessario il rapido concentramento di risorse su specifiche esigenze, incendi, eventi calamitosi, grandi operazioni di vigilanza e la struttura attuale non prevede uno strumento flessibile per farlo senza dover attendere un provvedimento formale del Comandante del Corpo. Il comma 3bis che proponiamo introduce questa flessibilità operativa nel rispetto del coordinamento gerarchico, senza aggiungere burocrazia, ma semplicemente riconoscendo la necessità pratica perché chiunque abbia conoscenza del territorio comprenda immediatamente.
Chiudo ribadendo il nostro giudizio di fondo: questo disegno di legge ha un'architettura solida e merita di essere approvato con le correzioni che abbiamo proposto e proprio con le correzioni che abbiamo proposto può diventare una legge davvero all'altezza del compito che si prefigge e all'altezza del Corpo che è chiamato a disciplinare.
Come potete immaginare, quindi il nostro voto sui nostri emendamenti sarà sicuramente favorevole e, condizionatamente al loro accoglimento, ci sarà il voto favorevole al testo finale della legge.
Presidente - Siamo in discussione generale, ricordo che allo stato attuale sono stati depositati 22 emendamenti dai gruppi AVS, Lega e LRV, 18 emendamenti dal gruppo di Fratelli d'Italia, 2 emendamenti dal gruppo del PD, 1 emendamento dal gruppo Autonomisti di Centro e inoltre sono stati depositati 2 ordini del giorno: uno dal gruppo del PD e l'altro dal gruppo degli Autonomisti di Centro. Ha chiesto la parola il collega Jordan, ne ha facoltà.
Jordan (UV) - Il Corpo forestale della Valle d'Aosta riveste un ruolo cruciale per la nostra Regione, non solo per la protezione dell'ambiente, ma anche per la sicurezza e la conservazione dell'identità del territorio. Essendo la nostra regione interamente montana, il Corpo forestale ha competenze e funzioni molto più ampie rispetto ad altre realtà; una realtà che, ricordo, arriva da lontano, nel 1822 nel Regno di Sardegna veniva istituita l'amministrazione delle foreste e successivamente, nel 1861, con l'Unità d'Italia, il modello piemontese che interessava anche la Valle d'Aosta fu esteso a tutta la penisola dando vita al nucleo tecnico del futuro del Corpo.
Nel 1910, con la legge Luzzatti, l'Amministrazione delle foreste si trasformò in un vero e proprio Corpo reale delle foreste. Tralasciando la parte del ventennio, arriviamo ai decreti luogotenenziali del 1945 e del 1946 che sanciscono il passaggio del gruppo del Corpo delle foreste alla nostra Regione, ma è nel 1968 che con la legge 11 viene ufficialmente istituito il Corpo forestale, legge, come è stato ricordato, che è stata rivista e aggiornata nel 2022.
In ultimo nel 2016, con il decreto legislativo 177, lo Stato ha definito le disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di Polizia, assorbendo il Corpo forestale in diversi organi e Corpi statali. Va ricordato che inizialmente il testo della riforma era ambiguo riguardo alle Regioni a Statuto speciale, c'era il timore concreto che lo Stato possa imporre lo scioglimento dei Corpi forestali regionali per uniformare a sistema nazionale e in quel momento il senatore Albert Lanièce presentò un emendamento decisivo durante l'iter d'approvazione della legge delega, introducendo una clausola di salvaguardia esplicita per le Regioni a Statuto speciale.
Ho indicato alcuni passaggi storici che credo siano significativi per spiegare le ragioni di rivendicazione della nostra autonomia anche in quest'ambito. Questa legge, come è già stato detto dal relatore, non è solo una riforma amministrativa, burocratica, ma è un vero atto di autonomia valdostana. Passare al regime pubblicistico, mantenendo il controllo regionale, è un equilibrio delicato che però riafferma le prerogative dello Statuto speciale.
Con questa norma vogliamo valorizzare la struttura del Corpo forestale valdostano, una struttura che è incardinata solidamente e strutturalmente nell'Amministrazione regionale, così come lo sono i vigili del fuoco, e non siamo d'accordo sulla visione di chi vorrebbe un Corpo scollegato dall'Amministrazione. Il Corpo forestale valdostano è un braccio operativo della Regione, la nostra non è una norma che rincorre lo Stato, è una norma che rivendica la nostra specialità: quella di un forestale che non è un controllore distante, ma è un custode del nostro sistema naturale.
Credo siano evidenti a tutti noi i ruoli e i compiti del Corpo forestale, sono già stati detti, passerò molto velocemente, è un ruolo tecnico operativo nell'ambito della silvicoltura e nell'ambito della botanica, nell'idraulica forestale per prevenire nella sistemazione dei versanti e prevenire il dissesto idrogeologico, nella zoologia, nella biologia per il monitoraggio della fauna e la gestione dell'equilibrio venatorio. L'equilibrio venatorio è un tema estremamente attuale, le segnalazioni di lupi nei centri abitati dei nostri territori, soprattutto nella Valle del Gran San Bernardo, sono quotidiane. La preoccupazione è alta ed è comprensibile, è necessario da parte nostra intervenire, anche se abbiamo le mani legate, perché la normativa nazionale ci permette allo stato attuale di fare ben poco. Tra i compiti del Corpo forestale valdostano c'è anche la gestione del territorio, con un ruolo assolutamente proattivo e pianificatorio nella redazione di piani di assestamento, monitoraggio neve-valanghe, ma ancora la tutela ambientale, con la parte repressiva e la parte di antincendio boschivo.
Come dicevo prima, il Corpo forestale è anche un supporto tecnico alla Pubblica Amministrazione, come, ad esempio, un braccio operativo dell'Assessorato dell'agricoltura e risorse naturali o, ancora, come è già stato citato, per il soccorso pubblico. Il Corpo forestale collabora con il soccorso alpino e con i vigili del fuoco nella Centrale unica, nell'operazione di ricerca e salvataggio delle persone disperse; Centrale unica che, tra l'altro, non è mai stata messa in discussione dai forestali. Per noi il Corpo forestale valdostano, come è stato detto sia oggi che durante i lavori della Commissione, è prevalentemente un Corpo tecnico, perché la sua autorità non deriva solo dalla legge, ma soprattutto deriva dalla conoscenza profonda del territorio.
La divisa che indossano i forestali è e deve essere lo strumento per far rispettare le norme, ma norme che hanno una base scientifica, non si multa chi taglia un albero solo perché è vietato, lo si fa perché tecnicamente questo taglio può danneggiare la stabilità del versante o la salute della foresta.
La natura tecnica è il presupposto dell'autorità di Polizia giudiziaria e non il contrario. Il ruolo del Corpo forestale valdostano è centrale poiché agisce come un vero custode del nostro ecosistema; a differenza di altre forze di Polizia il suo intervento non è e non deve essere solo repressivo, ma siamo sempre più convinti che debba essere un ruolo gestionale e preventivo, permettendo così lo sviluppo delle attività umane: il taglio del bosco, la caccia, il turismo, l'agricoltura, garantendo però che queste non compromettano la fragilità del nostro territorio.
Je suis et nous sommes convaincus que la prévention n'est pas une activité secondaire par rapport à la répression. Si nous arrivons à la sanction, le dommage environnemental est déjà souvent fait ; si au contraire nous investissons dans la prévention technique, nous protégeons la vie même de la montagne, ainsi de celles et de ceux qui vivent et qui travaillent en montagne. C'est pourquoi nous rejetons les amendements qui voudraient dénaturer cet équilibre entre fonction technique et fonction de sécurité. Voici pourquoi la prévention est considérée comme prioritaire par rapport au contrôle. Le garde forestier ne doit pas être perçu par la population comme un contrôleur distant, mais il doit être perçu comme un expert du territoire. Il doit avoir un équilibre entre les fonctions : alors que le contrôle garantit la certitude de la peine et le respect de la loi, la prévention garantit la survie du territoire.
Chers collègues, cette norme, au-delà de définir le parcours entamé avec l'institution del Comparto sicurezza e soccorso, modernise le Corps et n'en améliore le fonctionnement à travers la redéfinition des rangs, des modalités d'accès aux concours et la progression de carrière interne afin de valoriser les différentes professionnalités. Le Corps forestier de la Vallée d'Aoste est ainsi valorisé, comme nous l'avons fait également avec la loi sur les sapeurs-pompiers, par un acte de renforcement de l'autonomie régionale et non par un simple copia-incolla des normes romaines. Le Corps forestier est valorisé, comme cela a été déjà dit, par un parcours long et approfondi, qui a vu la partie politique, le Commandement du Corps et ses structures, les bureaux de l'Administration et les organisations syndicales travailler en synergie pour définir un texte précis et qui ne peut que faire bien à notre Région.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Zucchi.
Zucchi (FdI) - Il provvedimento oggi in esame affronta un tema rilevante e strategico per la nostra Regione: l'organizzazione e il funzionamento del Corpo forestale, presidio fondamentale per la tutela del territorio, dell'ambiente e delle risorse naturali. Lo diciamo con forza fin da subito e con chiarezza: Fratelli d'Italia non è contraria all'impianto generale della legge, riconosciamo l'esigenza di un aggiornamento normativo e condividiamo l'obiettivo di rafforzare l'efficacia operativa del Corpo forestale valdostano valorizzandone il ruolo sul territorio. Proprio per questo, però, riteniamo che un intervento di questa portata debba essere costruito su basi giuridiche solide, coerenti e pienamente compatibili con il quadro costituzionale e con l'ordinamento nazionale.
Ci sono infatti alcuni punti che, se non corretti, rischiano di esporre la norma a criticità rilevanti: il primo riguarda il tema delle funzioni di pubblica sicurezza. Il disegno di legge attribuisce al personale del Corpo forestale funzioni che si collocano, almeno in parte, nell'ambito della sicurezza pubblica. È un terreno estremamente delicato perché l'articolo 117 della Costituzione attribuisce allo Stato la competenza esclusiva in materia di ordine pubblico e sicurezza. Questo non significa che la Regione non possa prevedere forme di concorso o collaborazione, significa però che tali funzioni devono essere definite in modo rigoroso, evitando qualunque ambiguità che possa configurare un esercizio autonomo di competenze che non spettano a livello regionale. Su questo punto chiediamo quindi un intervento chiarificatore e correttivo che metta la norma al riparo da possibili profili di incostituzionalità.
Il secondo elemento riguarda l'estensione delle competenze del Corpo forestale. Nel testo è presente una previsione che consente di attribuire ulteriori compiti al Corpo anche mediante atti della Giunta regionale. Quest'impostazione, a nostro avviso, non è condivisibile. Stiamo parlando di un Corpo che esercita funzioni di polizia giudiziaria e che, per alcune attività, opera in contesti con rilevanza pubblicistica molto elevata. In questi casi il principio di legalità deve essere rigorosamente rispettato. Le funzioni, i compiti e i limiti operativi devono essere stabiliti dalla legge, non rimessi alla discrezionalità dell'Assessore o del Presidente di turno. Non è una questione politica, è una questione di garanzia istituzionale per il Corpo, per gli operatori e per i cittadini. Per queste ragioni riteniamo necessario ricondurre in modo puntuale alla fonte legislativa ogni attribuzione di competenze, evitando clausole generiche o aperte che possano essere ampliate in via amministrativa. Il nostro approccio è quindi estremamente costruttivo, noi non intendiamo bloccare la legge ma migliorarla, non vogliamo indebolire il Corpo forestale ma rafforzarlo, dandogli una base normativa più solida, chiara e difendibile. Per questo abbiamo presentato alcune proposte di modifica mirate, sono 18, con l'obiettivo di garantire la piena coerenza con l'articolo 117 della Costituzione, chiarire i limiti delle funzioni di pubblica sicurezza, ricondurre alla legge - e non a atti amministrativi che possono avere anche delle valenze arbitrarie - l'attribuzione di ulteriori compiti. Crediamo che questo sia il modo più serio e responsabile di affrontare il provvedimento, senza pregiudizi ma anche senza superficialità, perché, quando si interviene su un Corpo che esercita funzioni di polizia giudiziaria, non si può lasciare spazio a zone grigie. Per questo motivo noi auspichiamo che alla fine degli interventi dei gruppi in questa fase ci possa essere un momento di sospensione insieme alla maggioranza per vedere se ci possano essere delle condizioni per poter migliorare la legge a seguito degli emendamenti che sono stati proposti dai vari gruppi che sono intervenuti e quindi per capire in una logica di collaborazione, non di ostruzione, se c'è un intendimento atto a tale scopo.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Centoz.
Centoz (PD-FP) - Il disegno di legge n. 6 rappresenta il secondo tassello dell'architettura normativa inaugurata con la legge regionale 3/2024, che ha istituito il comparto autonomo di negoziazione, sicurezza e soccorso.
Dopo la riforma del Corpo valdostano dei vigili del fuoco oggi affrontiamo il riordino del Corpo forestale: si tratta di un percorso che il nostro gruppo conosce nel merito perché è stato avviato nella scorsa legislatura con il contributo diretto del Partito Democratico nella maggioranza di governo. Il nostro gruppo non siede nelle Commissioni II e III, lo dico subito perché è un dato che potrebbe indurre qualcuno a pensare che ci presentiamo in quest'aula impreparati e con un giudizio superficiale, non è così.
Abbiamo studiato con attenzione il testo licenziato dalla Giunta il 24 dicembre, il testo emendato dalle Commissioni, i verbali integrali delle audizioni, le osservazioni scritte depositate dalle organizzazioni sindacali, abbiamo analizzato le modifiche introdotte in Commissione e le motivazioni che le hanno accompagnate. Lo abbiamo fatto perché crediamo che il ruolo dell'opposizione non sia quello di pronunciarsi a prescindere, ma quello di entrare nel merito delle norme e contribuire, quando è possibile, a migliorarle. Oggi presenteremo la nostra analisi del provvedimento, i punti che riteniamo solidi e quelli che consideriamo più critici.
Abbiamo presentato degli emendamenti e un ordine del giorno, il nostro approccio quindi resta di tipo costruttivo.
Entrando nel merito del provvedimento, questo disegno di legge fa alcune cose importanti e, secondo noi, le fa bene, lo dico senza riserva e senza secondi fini. La prima cosa che questa legge realizza è il completamento del passaggio del regime di diritto privato a quello di diritto pubblico per il personale del Corpo forestale, in coerenza, come dicevo, con la legge regionale 3/2024. Non è un cambiamento formale, significa ridefinire integralmente il rapporto di impiego, introdurre il procedimento negoziale all'interno del comparto sicurezza e soccorso, definire il sistema sanzionatorio del procedimento disciplinare, disciplinare la valutazione del personale e regolare l'accesso ai ruoli con un livello di dettaglio che la normativa vigente non aveva. Si passa da 35 a 85 articoli e questo dà la misura della complessità dell'operazione, un'operazione necessaria che era attesa da anni.
La seconda cosa che questo disegno di legge fa è confermare e rafforzare un'identità precisa del Corpo forestale valdostano. L'assessora Girod, nella presentazione del disegno di legge in Commissione, ha usato una formula che condivido pienamente: il Corpo forestale è un Corpo tecnico con funzioni di polizia, non un Corpo di Polizia con funzioni tecniche. Non è una sformatura semantica, è la sintesi di cosa rappresenta il Corpo forestale per la Valle d'Aosta, una struttura con competenze ampie e differenziate nella tutela del patrimonio forestale e montano, nella vigilanza ambientale, nella prevenzione e nel soccorso, che esercita anche funzioni di Polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza. Quest'identità è un patrimonio della nostra comunità, il testo lo preserva e noi lo riconosciamo.
La terza cosa che questa legge fa è costruire un impianto ordinamentale coerente con l'obiettivo strategico dell'equiparazione previdenziale, il modello di riferimento scelto, cioè le Forze di Polizia a ordinamento civile, in particolare la Polizia di Stato, è la scelta corretta. È una scelta resa necessaria dal fatto che il Corpo forestale dello Stato è stato assorbito dall'Arma dei Carabinieri con il decreto legislativo 177/2016 e dunque un ordinamento a base militare non può essere il termine di paragone con un Corpo regionale a ordinamento civile. Dopo il riconoscimento dell'indennità di pubblica sicurezza piena nel 2024, questa legge crea le condizioni normative per completare il percorso verso l'equiparazione. Su questo punto tornerò più avanti perché le condizioni normative sono necessarie ma da sole non sono sufficienti.
Infine riconosco alla maggioranza di aver recepito, attraverso gli emendamenti presentati in Commissione, alcune delle osservazioni emerse nelle audizioni: penso in particolare all'articolo 2, comma 1, dove il tema dei riferimenti normativi alla soppressione del Corpo forestale dello Stato e al passaggio del relativo personale sotto l'Arma dei Carabinieri è stato affrontato, con l'integrazione dei richiami al decreto legislativo 177, era un punto sollevato con forza dalle organizzazioni sindacali e la scelta di integrare quei riferimenti va, secondo noi, nella direzione giusta, così come va nella direzione giusta la correzione dei refusi nella tabella A sui gradi degli agenti, la precisazione sulla concessione gratuita degli alloggi e il chiarimento sulla formazione dei funzionari.
Detto questo - e lo dico dopo averne riconosciuto il valore -, riconoscere ciò che funziona non significa chiudere gli occhi su ciò che può essere migliorato e su questo disegno di legge restano aperti nodi di merito su cui il nostro gruppo intende avanzare proposte precise.
Colleghe e colleghi, vengo alle proposte che il nostro gruppo presenta in quest'aula, le illustro nel dettaglio perché ritengo che meritino una valutazione attenta e scevra da pregiudizi, anche perché sono soltanto due emendamenti, quindi non sono molto lunghi.
L'articolo 25 disciplina il conferimento dell'incarico del Comandante del Corpo forestale. Il comma 2 prevede che tale incarico sia conferito a un dirigente appartenente al ruolo interno del Corpo, è una scelta che condividiamo pienamente. La filiera interna va valorizzata, le competenze maturate nel Corpo vanno riconosciute, il principio della progressione di carriera va tutelato, non intendiamo quindi metterlo in discussione. Il problema che poniamo è diverso: cosa succede quando la filiera interna non produce candidati idonei? L'articolo 82, comma 3, affronta quest'eventualità ma lo fa in via transitoria e con un termine ben definito, esaurita la fase transitoria, se dovesse verificarsi una vacanza prolungata nel vertice del Corpo, senza candidati interni che soddisfino i requisiti previsti dall'articolo 22, la legge non prevede alcun strumento per colmarla. Non è un'ipotesi accademica, con un Corpo di 154 unità, con un solo posto dirigenziale al vertice, la possibilità che in un dato momento storico non vi siano candidati interni con i requisiti è concreta e una vacanza prolungata al vertice non penalizza una norma del Codice, penalizza il Corpo nella sua operatività quotidiana.
Il nostro emendamento introduce quindi un comma 2bis, una clausola di salvaguardia a carattere residuale. Qualora la procedura ordinaria non consenta l'individuazione di candidati idonei, la Giunta regionale può conferire l'incarico di Comandante a un Dirigente dell'Amministrazione regionale in possesso di laurea magistrale e di documentata esperienza almeno quinquennale nelle materie di competenza del Corpo forestale, l'incarico ha durata massima di tre anni e non è rinnovabile.
Voglio essere trasparente su quest'aspetto, siamo consapevoli che l'inquadramento della Dirigenza del Corpo, in regime di diritto pubblico, ai sensi della nuova legge 22/2010, pone un vincolo di natura giuridica che la nostra formulazione prova a risolvere mediante un'assegnazione temporanea, un dirigente regionale ordinario opera in un regime giuridico diverso, quindi questo è ovviamente un problema, ma il problema che solleviamo resta intatto. È una legge ben fatta, non può ignorare le situazioni che non ci si augura, ma che possano verificarsi.
Chiediamo alla maggioranza e alla Giunta di valutare quest'emendamento per quello che è: non un cavallo di Troia per le nomine esterne ma una domanda a cui il testo ad oggi non dà una risposta. Una legge può funzionare perfettamente finché tutto va come previsto, ma le buone leggi sono quelle che reggono quando le cose non vanno come previsto.
Il secondo emendamento riguarda l'articolo 28, comma 4, che prevede che il personale forestale assegnato agli uffici della Procura della Repubblica, ai sensi dell'intesa tra Stato e Regione, mantenga inalterata la sede lavorativa di provenienza per tre anni. Al termine di questo periodo il posto è riassegnato d'ufficio all'organico del Comando centrale. In sostanza, chi accetta l'incarico presso la Procura dopo tre anni perde la propria sede, comprendiamo la ratio e non ne contestiamo il principio. La rotazione consente al Comando di programmare l'organico e garantisce che le competenze acquisite in Procura vengano redistribuite nel Corpo, sono argomenti che hanno un fondamento e che riconosciamo. Tuttavia tre anni sono insufficienti per un incarico di questa natura, chi opera presso la Procura svolge funzioni di polizia giudiziaria complesse, indagini ambientali, contrasto dei reati contro il territorio e il patrimonio forestale, attività investigative che richiedono tempo per essere apprese e produrre i risultati, un ciclo investigativo sui reati ambientali, dalla notizia al rinvio a giudizio, ha tempi che spesso eccedono abbondantemente i tre anni. Imporre un avvicendamento prima che almeno un ciclo si completi compromette l'efficacia della collaborazione istituzionale con l'Autorità giudiziaria.
C'è poi un secondo aspetto: la perdita della sede. In molti contesti della Pubblica Amministrazione chi rientra da un distacco torna sulla propria sede di ruolo. Qui la norma prevede la riassegnazione d'ufficio al Comando centrale; è un elemento che oggettivamente disincentiva l'accettazione di un incarico che è invece nell'interesse della collettività. Lo hanno segnalato anche le organizzazioni sindacali nell'audizione con una posizione che è stata unanime su questo punto.
Il nostro emendamento è molto semplice: sostituisce le parole "tre anni" con "cinque anni". Non chiediamo l'eliminazione del limite di rotazione, ne chiediamo uno ragionevole, che consenta almeno un ciclo investigativo completo e che sia coerente con i termini quinquennali già previsti dalla stessa legge per altre fattispecie. Qui non stiamo discutendo di un dettaglio organizzativo, stiamo decidendo se vogliamo un Corpo forestale che accompagna davvero il lavoro della Procura oppure un Corpo che ruota le persone prima che quel lavoro produca dei risultati.
Arrivo poi a quello che considero il punto più rilevante sul piano strategico e che riguarda non un articolato specifico, ma il senso complessivo di questa riforma. L'assessore Girod, nella presentazione del disegno di legge in Commissione, ha spiegato con chiarezza la ratio complessiva del provvedimento. Il passaggio a regime pubblicistico, la strutturazione ordinamentale sul modello delle forze di Polizia a ordinamento civile, il riconoscimento dell'identità di pubblica sicurezza piena, tutto questo si inserisce nel quadro della creazione delle condizioni utili per allineare i forestali valdostani anche dal punto di vista previdenziale ai colleghi della Polizia di Stato. È un obiettivo che il nostro gruppo condivide senza riserva e questa legge ne è il presupposto normativo necessario. Senza un ordinamento coerente con il quadro nazionale, il percorso verso l'equiparazione previdenziale non può nemmeno iniziare, ma il presupposto normativo da solo non basta. L'equiparazione previdenziale richiede una norma di attuazione dello Statuto speciale che deve passare per la Commissione paritetica e per un accordo con lo Stato. È un percorso complesso che non dipende solo dalla Regione; ad oggi, a quanto ci risulta, quel percorso non ha ancora un calendario definito. Non è un dettaglio, i forestali valdostani che nelle audizioni hanno sollevato il tema degli accertamenti sanitari periodici lo hanno fatto con una preoccupazione concreta. Senza la norma previdenziale che consente il pensionamento anticipato previsto per le Forze di Polizia, un forestale potrebbe trovarsi a dover mantenere i requisiti psicofisici e operativi fino all'età ordinaria di pensionamento. Per chi svolge funzioni di polizia giudiziaria, vigilanza ambientale, soccorso sul territorio di montagna non è una prospettiva sostenibile. Il tema, peraltro, non riguarda solo il Corpo forestale, lo abbiamo sollevato con le stesse parole durante la discussione del DDL 4 per i vigili del fuoco. L'accordo programmatico tra Union Valdôtaine e Forza Italia, sottoscritto il 4 novembre scorso, richiama esplicitamente l'approvazione delle norme di attuazione pensionistiche tra le priorità e il programma di legislatura lo conferma. Per questo presentiamo un ordine del giorno che impegna la Giunta regionale a riferire nelle Commissioni consiliari I e III, entro sei mesi dall'approvazione, sullo stato di avanzamento dell'iter della norma di attuazione.
Chiediamo in particolare informazioni sulle interlocuzioni avviate con i Ministeri competenti, sulla quantificazione aggiornata degli oneri finanziari e sul cronoprogramma previsto, non è un atto di sfiducia, è un atto di serietà legislativa.
Approviamo oggi una legge che ha un senso compiuto solo se il percorso previdenziale va a buon fine. Chiediamo di poterne verificare lo stato di avanzamento in sede e con tempi certi. In altre parole chiediamo alla Giunta di rendere conto di un impegno che ha già assunto, non dovrebbe quindi essere difficile convergere su questo.
Mi auguro che quest'Aula sappia accogliere lo spirito di questa proposta, perché sarebbe arduo spiegare ai forestali valdostani che il Consiglio regionale condivide all'unanimità l'obiettivo dell'equiparazione, ma rifiuta lo strumento per verificarne il raggiungimento.
Presidente, prima di concludere questo primo intervento, mi permetta una riflessione che va oltre il perimetro di questo disegno di legge, è una riflessione politica, non tecnica, perché credo che il confronto istituzionale debba avere anche momenti di respiro più ampio. Siamo a sei mesi dall'insediamento di questa legislatura, in questo arco di tempo il Consiglio regionale ha esaminato e sta esaminando provvedimenti legislativi di rilievo.
Il disegno di legge 4 sulla riforma dei vigili del fuoco, il disegno di legge n. 6 che discutiamo oggi sulla riforma del Corpo forestale, provvedimenti importanti che incidono sulla vita professionale di centinaia di persone e sulla qualità dei servizi resi alla comunità valdostana, ma c'è un dato che merita di essere rilevato: entrambi questi provvedimenti sono stati avviati, istruiti e in larga parte definiti nella scorsa legislatura.
Il percorso di concertazione con le organizzazioni sindacali risale alla precedente consiliatura, la legge 3/2024, che costituisce il fondamento normativo di entrambe le riforme, è stata approvata dal Consiglio regionale nella sua precedente composizione; il lavoro tecnico dei tavoli con i Corpi, con i sindacati, con gli uffici legislativi è un lavoro che ha attraversato due legislature e in quella precedente ha visto il contributo diretto del nostro partito come forze di governo. Lo dico quindi senza intenti polemici e riconosco alla Giunta attuale il merito di aver portato a compimento questi percorsi, completare un lavoro avviato da altri richiede comunque competenza, attenzione e volontà politica, non è da sottovalutare.
La domanda che pongo a quest'Aula è un'altra: a sei mesi dall'insediamento qual è il segno distintivo di questa maggioranza? Qual è l'iniziativa legislativa che porta la sua firma, che nasce dalla sua visione, che risponde a un bisogno che questa maggioranza ha identificato e intende affrontare con un proprio progetto? Non è una domanda retorica, è una domanda che ogni maggioranza, di qualsiasi colore, dovrebbe essere in grado di sostenere dopo sei mesi di governo. Governare non significa solo eseguire bene ciò che è stato avviato, governare significa anche proporre, innovare, indicare una direzione. I cittadini valdostani non hanno votato un Governo per una semplice amministrazione, hanno votato un Governo che governa. Penso ad esempio alla legge sul sistema del soccorso valdostano che il nostro gruppo ha chiesto con forza durante la discussione sul DDL4 e che torna ad attualità anche oggi con il tema di riparto di competenze nell'antincendio boschivo affidato a una delibera di Giunta, anziché a una legge organica. La Valle d'Aosta ha costruito in decenni un sistema di soccorso senza equivalenti nel panorama nazionale, quel sistema meriterebbe una cornice normativa propria, una legge che ne definisca la governance complessiva sarebbe un atto di visione politica, sarebbe un segno. Penso al tema della montagna, che per la Valle d'Aosta non è un tema tra gli altri, ma è il tema fondativo della nostra identità e della nostra autonomia. Penso alle politiche ambientali in un territorio alpino che vede gli effetti del cambiamento climatico con una velocità e un'evidenza che non hanno bisogno di studi per essere percepiti. Penso alla questione demografica. Sono temi che attendono una visione e un'iniziativa legislativa e non dico questo per fare polemica: lo dico perché credo che una legislatura si misuri anche sulla capacità della maggioranza di produrre pensiero legislativo autonomo, perché il ruolo dell'opposizione, almeno come la intendiamo noi, non è solo quello di valutare ciò che arriva, ma anche di stimolare ciò che non arriva.
Presidente, concludo questo primo intervento riassumendo la posizione del nostro gruppo. Riconosciamo a questo disegno di legge un impianto solido che condividiamo nelle sue linee fondamentali, il passaggio al regime pubblicistico è necessario, l'ordinamento professionale è coerente con il modello delle forze di Polizia a ordinamento civile, l'obiettivo dell'equiparazione previdenziale è giusto e condiviso. Il lavoro svolto in Commissione ha migliorato il testo in diversi punti.
Segnaliamo criticità puntuali su cui presentiamo proposte concrete, un termine più ragionevole per il personale distaccato in Procura, una clausola di salvaguardia per la copertura del vertice del Corpo e un ordine del giorno che chiede alla Giunta di rendere conto dei propri impegni programmatici sulla norma di attuazione pensionistica. Non sono emendamenti di bandiera, non sono ostruzionismo, sono il contributo di un gruppo che questa legge ha contribuito a costruire e che oggi chiede alla maggioranza una cosa semplice: dimostrare che in quest'aula c'è spazio per il confronto nel merito.
Il nostro giudizio finale lo esprimeremo nella dichiarazione di voto alla luce della discussione che si svolgerà e delle risposte che riceveremo sulle nostre proposte, ma sia chiaro sin d'ora: il nostro giudizio non riguarderà solo il merito della legge, riguarderà anche il modo in cui quest'Assemblea avrà dimostrato, o mancato di dimostrare, di saper lavorare insieme quando le condizioni per farlo esistono e oggi, colleghi, le condizioni esistono.
Presidente - Ci sono altri interventi? La parola al collega Carrel.
Carrel (ADC) - In apertura di quest'intervento voglio premettere che non entrerò nel merito del disegno di legge 6, che, per come oggi approda in quest'aula, dopo una decina di emendamenti dalla maggioranza approvati in Commissione, appare sostanzialmente sovrapponibile al disegno di legge 201, a cui ho personalmente lavorato e che è stato presentato dalla Giunta regionale il 19 giugno 2025, bensì, permettetemi, mi soffermerò sul metodo che è stato utilizzato dall'Assessore e dalla maggioranza per giungere a questo risultato, un metodo - ci tengo immediatamente a sottolinearlo - che, come Pour l'Autonomie, non possiamo approvare, né accettare e verso il quale esprimiamo la nostra più profonda preoccupazione.
Parto quindi dalla citazione letterale che sostiene che, per quanto riguarda la domanda: "se abbiamo incontrato le organizzazioni sindacali in quest'ultima versione", la risposta è: "no, anche perché non ci sono state grandissime modifiche sostanziali e sicuramente le organizzazioni sindacali verranno audite in Commissione e poi, quindi, valuteremo se ci sono delle verifiche da fare". Questa è la dichiarazione dell'assessore Girod - mi perdoni, io la chiamo sempre Assessore - rilasciata in Commissione consiliare e ripresa dal verbale integrale del 19 gennaio 2026. Questo dice già tutto su come è stato affrontato il percorso di elaborazione di questa proposta normativa.
Punto 1: il testo sottoposto all'attenzione della predetta Commissione non era stato condiviso con i sindacati di categoria, scelta questa, secondo noi, perlomeno discutibile viste le modifiche introdotte rispetto al documento precedente, che invece, e va sottolineato, era frutto della concertazione avviata anche da me e portata avanti proprio con le parti sociali.
Punto 2: la natura di tali modifiche, che a tutti coloro che hanno partecipato a quell'audizione e hanno avuto modo di ascoltare i diversi dirigenti intervenuti sono apparse puramente tecnico-legislative e peraltro avallate dall'Assessore senza dare spiegazioni o motivi che la giustificassero dal punto di vista politico. Quel che è accaduto è che, a fronte delle domande puntuali e precise da parte dei rappresentanti dell'opposizione e delle forze sindacali, alcuni componenti della maggioranza hanno depositato a raffica una serie di emendamenti che hanno finito per riportare il testo alla versione frutto dell'impegno della scorsa legislatura e del confronto con le organizzazioni sindacali, al netto di alcune modifiche che già ha presentato il collega Centoz. Insomma, si è trattato di un iter segnato da una netta marcia indietro che dimostra una palese assenza di visione politica visto che si è preferito procedere per tentativi ed errori, salvo poi ammettere nei fatti che la strada tracciata inizialmente era quella, l'unica percorribile.
Quanto al ruolo avuto dalle forze di Governo in Commissione, non posso che far notare la chiusura totale manifestata riguardo agli emendamenti dei gruppi AVS, Lega e Renaissance. Seppur personalmente, e ho avuto modo di dirlo in Commissione, non mi sia riconosciuto in quei contenuti, resta il fatto che la risposta riassunta nel senso, se non nelle parole: "ripresentateli in aula, noi li valuteremo, ma intanto li respingiamo", appare un vero e proprio controsenso a fronte della forte spinta di centralità delle Commissioni richiesta e annunciata in merito alla legge dei vigili del fuoco. L'impressione che se ne ricava è che per questa maggioranza le Commissioni servono esclusivamente quando ci sono dei problemi interni e si deve prendere tempo, mentre, quando si trova l'accordo, diventino un mero passaggio tecnico e formale. Una visione questa che non ci appartiene in alcun modo e che più volte abbiamo contestato anche quando eravamo in maggioranza sostenendo come per noi siano il luogo dell'approfondimento e del confronto e non certo quello dove si va solo per dire "sì" alle decisioni già prese, ma forse - e ribadisco forse - è proprio per questo modo di pensare che ci troviamo adesso all'opposizione, perché qualcuno crede che sia meglio evitare i problemi e contare su chi obbedisce a prescindere. Del resto avevo espresso le mie perplessità circa l'iter di questo disegno di legge già nell'interpellanza del novembre del 2025, sottolineando l'importanza che giungesse in Commissione e quindi in Consiglio congiuntamente a quella dei vigili del fuoco dato che entrambi nascevano dalla legge 3/2024 e dalla necessità di allinearli rispetto al passaggio del regime privatistico al regime pubblicistico.
Voglio in chiusura ricordare che con questo testo si mira a valorizzare il Corpo forestale come Corpo tecnico, prima che come Corpo con competenze di polizia giudiziaria e di tutte le figure facenti parte delle nostre 14 stazioni e del Comando centrale, gli agenti, i sovrintendenti, gli ispettori, nonché dell'istituzione dei funzionari forestali e infine dei ruoli dirigenziali, con l'obiettivo non certo di generare una moltiplicazione di posti apicali o di ruoli da assegnare o da bandire, bensì di costituire una struttura complessa e articolata, sempre più incardinata a sostegno del Dipartimento risorse naturali.
Politicamente sostengo - e l'ho sentito anche da diversi altri colleghi - e ribadisco ormai da molto tempo che il Corpo forestale è un'istituzione fondamentale per la nostra Regione in ragione del ruolo tecnico che riveste in diversi ambiti, dalle storiche martellate alla gestione e salvaguardia delle foreste, dal controllo su caccia e pesca fino ai censimenti faunistici e a tutte le attività propedeutiche a esse riferite. Sbaglia chi lo vede come una struttura esterna all'Amministrazione, mentre invece è un Corpo qualificante per le nostre realtà e un baluardo della nostra autonomia, formato da professionisti attenti e preparati che devono essere messi nelle condizioni di non essere esclusivamente i guardiani del nostro patrimonio ambientale e naturale, mentre in realtà sono attori essenziali per la valorizzazione del nostro territorio, oppure coloro che svolgono un pur necessario ruolo sanzionatorio, mentre in realtà sono perfetti conoscitori della nostra realtà alpina e dei loro abitanti e aiutano nel rispettare le norme e nello svolgere al meglio il loro lavoro. Credo che come classe politica abbiamo tanto da imparare dal Corpo forestale, più ascolto, più vicinanza al territorio, più collaborazione, meno arroganza e meno gestione del potere fine a sé stesso.
Presidente - Ci sono altri interventi? La parola al collega Guichardaz.
Guichardaz (PD-FP) - Intervengo su questo disegno di legge dopo i colleghi Carrel, Centoz e gli altri colleghi che hanno per lo più esplicitato gli aspetti tecnici, ma qualcuno tra le righe anche gli aspetti più politici. Intervengo ovviamente con rispetto per il lavoro fatto, ma anche con una consapevolezza che credo sia giusto esplicitare con chiarezza, perché qui non stiamo discutendo soltanto una norma tecnica ma, come ogni volta che si discutono delle leggi, si discute un passaggio che ha anche un significato politico e istituzionale preciso.
Come è stato detto dai colleghi che mi hanno preceduto, questa legge infatti non nasce oggi, è il risultato di un lavoro lungo, complesso, costruito in buona parte nella scorsa legislatura, in parallelo, e non è un caso, al percorso che ha portato alla riforma del Corpo valdostano dei vigili del fuoco. Parliamo di un lavoro fatto di audizioni, confronti tecnici, approfondimenti e mediazioni, parliamo anche di un lavoro fatto di confronto alle volte un po' duro con gli operatori, il tutto con l'obiettivo di dare finalmente un assetto più chiaro e moderno a un sistema centrale per la sicurezza e la gestione del territorio della nostra Regione, un percorso che parte già con la Giunta Lavevaz e che trova una sua formalizzazione, come è stato ricordato, nel disegno di legge n. 201 del giugno 2025, che - lo voglio ricordare - non arrivò a conclusione solo per la fine della legislatura, anche per evitare - lo dissi già in occasione della discussione sulla legge dei vigili del fuoco - un utilizzo improprio, diciamo in chiave elettorale, di una materia così delicata. In quell'occasione era stato assunto - e ce lo ha ricordato il collega Carrel - un impegno chiaro, cioè era stato detto che avremmo ripreso e portato a compimento questo lavoro nella legislatura successiva ed è esattamente ciò che sta accadendo oggi e, così come è accaduto con la legge sui vigili del fuoco, anche questo provvedimento si colloca in una linea di continuità evidente. Non stiamo aprendo, come ha ricordato il collega Centoz, una fase nuova ma stiamo portando a compimento un percorso già avviato e credo, colleghi, che questo sia un elemento importante da riconoscere anche per serietà istituzionale. Allo stesso tempo però non possiamo ignorare una certa dissonanza, lasciatemelo dire, tra questa continuità nei fatti e la narrazione politica che ha accompagnato l'avvio di questa legislatura.
Si è parlato molto della necessità di un "aggancio", lo dico tra virgolette, con Roma, della vicinanza al Governo nazionale come una condizione, o la conditio, primaria per accelerare dossier strategici per la nostra autonomia, si è anche sostenuto che la precedente esperienza politica - ve lo ricorderete, abbiamo avuto un bel dibattito in quest'aula - rallentasse i processi decisionali e che fosse necessario un cambio di passo.
Non so se vi ricordate, è stato detto dal Presidente, l'ha già detto anche il collega Centoz nel suo intervento, eppure oggi, a distanza di mesi - lasciatemi aprire una piccola parentesi che non è polemica, ma è un dato di realtà - ciò che vediamo è che i principali provvedimenti che arrivano in aula, a partire da questo, sono il risultato di un lavoro costruito nella legislatura precedente, lo ha anche ammesso il relatore quando ha letto all'inizio di questa seduta la relazione allegata al testo. Lo stesso vale per molti aspetti, approfitto della presenza dell'Assessore al bilancio e alle finanze, anche per il quadro finanziario. Il bilancio di fine anno, non so se vi ricordate, era stato raccontato ed era, di fatto, un bilancio tecnico ereditato e la prima variazione che stiamo per discutere e che discuteremo probabilmente nelle prossime sedute appare non come un atto strategico, che delinea delle linee politiche diverse, ma più come un intervento di assestamento che è come l'espressione di un nuovo indirizzo politico compiuto. Lo dico perché, quando discutemmo il bilancio tecnico, ci fu detto che avremmo visto meraviglie e scintille con il primo assestamento, con la prima variazione di bilancio. Io ho letto il testo e mi sembra che queste scintille non ci siano.
Questa distanza tra narrazione e realtà emerge, come è stato ricordato dal collega Centoz, con ancora maggiore evidenza se si guarda all'accordo politico-programmatico tra Union Valdôtaine e Forza Italia dove, colleghi, si richiama esplicitamente la necessità di rafforzare il dialogo con il Governo nazionale per portare a casa, tra le altre cose, le norme di attuazione dello Statuto speciale proprio relative al Corpo forestale e ai vigili del fuoco e direi che questo è il punto. Se quella era la premessa politica per il cambio di maggioranza, oggi dobbiamo constatare che la legge che stiamo discutendo non nasce da quel nuovo rapporto con lo Stato, non nasce da una norma o il frutto di una discussione sulla norma di attuazione, ma è il risultato di un lavoro già fatto, è stato ricordato in parte dai colleghi che mi hanno preceduto e questo - lasciatemelo dire - non è un limite, è semplicemente un dato di realtà che credo vada riconosciuto, ed è stato riconosciuto, e di questo ringrazio il collega Martinet all'inizio con una certa onestà. Lo dico senza polemica, anzi, con una certa serenità, perché significa che il lavoro impostato nella scorsa legislatura aveva una sua solidità e una sua direzione.
Forse, colleghi, merita di essere letto proprio in questo modo anche un passaggio che in passato era stato rappresentato in maniera diversa, mi riferisco all'immagine - scusatemi se torno ma visto che stiamo discutendo di politica - che era stata evocata della sciolina utilizzata in quest'aula per descrivere la componente progressista della scorsa legislatura come un elemento di rallentamento. Io credo invece che oggi possiamo dire che quella sciolina - e lo dico da fondista, non da discesista - non serviva a frenare, colleghi, ma a mantenere l'equilibrio, serviva a evitare di scivolare indietro, a consentire anche di affrontare i tratti più difficili senza perdere terreno. Il fatto che oggi siamo qui a discutere e ad approvare queste riforme, questa e la riforma dei vigili del fuoco, ne è in qualche modo la dimostrazione.
Detto questo, proprio perché siamo dentro un percorso serio e costruito nel tempo credo sia giusto affrontare con serenità, con altrettanta serietà, anche le criticità che emergono dal testo. La principale, colleghi, riguarda la catena di comando degli incendi boschivi, è un tema che avevamo già intravisto sulla legge dei vigili del fuoco e che qui si ripropone in modo ancora più evidente.
Il riferimento - così come è stato anche rappresentato dalla lettera dei sottufficiali che abbiamo letto tutti - alle infrastrutture e il rinvio a una successiva deliberazione della Giunta per definire gli ambiti operativi introducono un margine di incertezza che su materie come il soccorso, la sicurezza e la gestione del territorio, colleghi, dovrebbe essere il più possibile ridotto. La catena di comando non è un elemento secondario, è ciò che consente - e lo abbiamo già detto anche in occasione della discussione sulla legge dei vigili del fuoco e io pensavo che sarebbe stato in qualche modo raccolto in questo imminente disegno di legge sul Corpo forestale - nei momenti più critici di avere chiarezza nelle decisioni e nelle responsabilità ed è su questo punto che probabilmente si sarebbe potuto, colleghi, fare uno sforzo ulteriore già in sede legislativa, evitando di rinviare aspetti così rilevanti a una regolazione successiva attraverso, tra l'altro, un atto amministrativo.
Se mettiamo a confronto - non so se avete fatto questo esercizio, prima il collega Carrel ricordava il disegno di legge che fu presentato, mi sembra, il 19 giugno, il 201, della scorsa legislatura del 2025 - questa legge con quello, emerge chiaramente che cosa? Che intanto l'impianto è lo stesso, quindi avete preso quel testo e lo avete trasferito ad oggi, ma proprio su questo punto si introduce - e non ho capito perché - un elemento di maggiore complessità, e quindi di possibile ambiguità, proprio sul punto della catena di comando. Allo stesso modo credo sia importante ribadire un principio che dovrebbe accompagnare sempre norme di questo tipo, il coinvolgimento degli operatori; non solo le strutture e le rappresentanze sindacali, con tutto il bene che si può volere ai sindacati, sono dei rappresentanti dei lavoratori, ma anche chi quelle norme dovrà applicare concretamente, perché è lì che si misura la tenuta reale di una legge.
Io voglio ricordare, non so se vi ricordate, quando nella scorsa legislatura fu riscritto il regolamento sui requisiti per la somministrazione degli alimenti, fu proprio il confronto con gli operatori e con la cosiddetta "controparte", cioè con le associazioni di rappresentanza, l'ADAVA, Confcommercio, Confesercenti, e con gli operatori che tutti i giorni avrebbero dovuto applicare quelle norme, che portò a perfezionare quella legge. Non è un passaggio così insignificante, facciamo audizioni, sentiamo spessissimo rappresentanze, persone, soggetti che in qualche modo portano contributi su mille argomenti e qui non abbiamo avuto, così come sui vigili del fuoco, secondo me, la lungimiranza di sentire anche chi quotidianamente opera sul territorio e che si sporca le mani nell'effettuazione di ciò che questa legge poi rinvia in termini operativi.
Come è stato ricordato dal collega Centoz, è in questa logica che si collocano anche i due emendamenti che abbiamo presentato e che, lo ribadisco anch'io, non mettono in discussione l'impianto del disegno di legge, ma intervengono su aspetti puntuali per migliorarne il funzionamento: il primo introduce, come è stato detto, una clausola di salvaguardia per evitare situazioni di vacanza del vertice del Corpo forestale e che prevede, legittimamente a nostro parere, una soluzione temporanea non rinnovabile, che garantisca la continuità amministrativa, senza alterare il principio della valorizzazione della carriera interna.
Il secondo emendamento interviene sulla durata dell'assegnazione del personale presso la Procura; tra l'altro, accolgo anche con un certo gradimento e mi ha fatto riflettere anche la presentazione dell'emendamento sulla sezione di Polizia giudiziaria del collega Manfrin, proprio perché l'uso degli operatori, degli addetti, ufficiali di Polizia giudiziaria del Corpo forestale oramai è una realtà concreta e concretizzata, io credo perlomeno da quando lavoro io e da quando, in quanto ufficiale di Polizia giudiziaria, ho cominciato a collaborare con la Procura della Repubblica, è sempre stata una costante, quindi è qualcosa che esiste ed è qualcosa che va ovviamente definito in maniera chiara e oramai prendere come un dato di fatto e come un'utilizzazione di quel personale per le funzioni che ha ben evidenziato il collega Manfrin in pianta stabile, cioè non può essere considerato come qualcosa che è occasionale come utilizzo.
Il fatto che noi si sia portato, attraverso il nostro emendamento, da 3 anni a 5 anni il periodo oltre il quale è prevista la perdita dell'assegnazione della sede per coloro che sono distaccati presso la sezione di Polizia giudiziaria è un modo, in qualche modo, per confermare anche un utilizzo e per ribadire che questo tipo di utilizzo non è qualcosa che interviene dal punto di vista di una scelta personale, ma è una forma di collaborazione biunivoca tra la Procura della Repubblica e in questo caso il Corpo della Forestale.
Chiudo tornando al punto iniziale, io credo che questa sia una legge importante, come è stato ricordato, si inserisce in un percorso di riforma necessario, ma in un percorso di riforma già avviato e che oggi trova compimento ed è proprio questo forse il dato più significativo che, al di là delle dinamiche politiche e delle narrazioni che le accompagnano, e di cui quest'Aula alle volte è teatro, se non addirittura teatrino, c'è una continuità di azione amministrativa e legislativa che consente di portare a compimento e di portare a risultato lavori complessi. È proprio nell'ottica di questa continuità che si misura alla fine, io credo - e di questo ne prendo atto con una certa fierezza e con un certo orgoglio - la serietà dell'azione di Governo.
Presidente - Se il collega Martinet è d'accordo, farei una pausa di dieci minuti, riprendiamo tra dieci minuti, grazie. Teniamo valida la prenotazione.
La seduta è sospesa dalle ore 11:22 alle ore 11:38.
Aggravi (Presidente) - Chiedo ai colleghi di riprendere i lavori. La parole au collègue Martinet.
Martinet (UV) - Devo dire che apprendo con soddisfazione che questo disegno di legge che abbiamo presentato sia sostanzialmente riconosciuto da tutti come una buona base normativa sulla quale poi poter lavorare.
Per quanto riguarda gli emendamenti, mi fa piacere che siano stati sottoposti all'attenzione della maggioranza e dell'Aula, nel senso che è riconosciuto anche in questo caso da tutti quanti come sia importante il ruolo che il Corpo forestale della Valle d'Aosta ha in questa Regione.
Due appunti ai colleghi del PD, ma mi sembra del tutto normale che ci sia un proseguimento di un'azione amministrativa, chi ha fatto amministrazione lo sa bene che quando si subentra in un iter amministrativo le si porta a termine; Del resto poi mi pare di poter dire con tranquillità che erano delle norme che erano state un pochino promesse dalla vecchia legislatura e quindi da definire in questa nuova legislatura, quindi noi abbiamo fatto sostanzialmente il nostro lavoro. Il fatto che ci sia una continuità di proposta con quanto precedentemente scritto mi sembra che siano degli aspetti da valorizzare in senso positivo, perché non è che qui si cambia idea solamente perché si cambia un tipo di maggioranza.
Mi fa piacere che il collega Guichardaz abbia sottolineato l'onestà di questa azione, ma noi dell'Union Valdôtaine siamo delle persone oneste sempre, non solamente quando facciamo delle proposte normative. Si riconosce tranquillamente il lavoro fatto, se il lavoro fatto è un lavoro fatto positivamente, anche da altri soggetti che in questo momento non sono con noi in maggioranza, noi non abbiamo nessun problema a riconoscerlo. Questo per dire che cosa? Che questo Consiglio regionale, al di là degli schemi di appartenenza, dovrebbe cercare di ragionare da un punto di vista politico e cercare di individuare le situazioni che possono andare a migliorare le condizioni e dei lavoratori e dei cittadini di questa Regione. Io quindi, senza nessun problema, accolgo con favore anche l'invito dei colleghi dei Fratelli d'Italia che hanno presentato questa mattina degli emendamenti alla norma e posso immaginare che, finita la discussione generale, si abbia poi una sospensione per poter avere il tempo di approfondirle, perché sono delle tematiche piuttosto delicate che richiedono un approfondimento anche da un punto di vista normativo.
Président - Le collègue Sorbara a demandé la parole.
Sorbara (FI) - Oggi non stiamo semplicemente discutendo e approvando una legge, oggi stiamo facendo una scelta politica chiara che riguarda il modello di territorio che vogliamo difendere e il tipo di comunità che vogliamo essere, perché, quando parliamo del Corpo forestale della Valle d'Aosta, non parliamo soltanto di un Corpo tecnico o di un servizio amministrativo, parliamo di un presidio fondamentale della nostra autonomia, parliamo di una presenza concreta, quotidiana, che garantisce equilibrio tra uomo e ambiente, tra sviluppo e tutela, tra libertà e responsabilità.
Il Corpo forestale è lì dove spesso lo Stato, le Istituzioni non arrivano con facilità e nei boschi, sulle montagne, sui nostri territori più isolati, nelle emergenze, nella prevenzione, nel controllo e soprattutto nel rapporto diretto con i nostri cittadini. È una divisa che rappresenta competenza, ma anche fiducia, è una presenza che rassicura, che interviene, che ascolta e allora questa legge non è solo un passaggio burocratico, è una presa di posizione.
Con questa legge abbiamo voluto rafforzare il Corpo forestale, adeguarlo alle sfide di oggi e di domani e riconoscere in modo concreto il valore del lavoro che svolge, perché le sfide sono cambiate, il territorio è sempre più fragile. I cambiamenti climatici, il dissesto idrogeologico, la pressione antropica e le nuove forme di illegalità ambientale richiedono strumenti più moderni, più efficaci e più tempestivi. Non possiamo pensare di affrontare problemi nuovi con strumenti vecchi, abbiamo quindi lavorato per rafforzare l'organizzazione, migliorare le condizioni operative, dare maggiore efficacia agli interventi e costruire una visione, secondo me, più moderna del Corpo forestale, ma permettetemi di sottolineare un punto che ritengo per me molto fondamentale e anche per il mio gruppo: questa legge è importante ed è importante per i cittadini, non perché esista un accordo tra forze politiche, non perché ci siano convergenze tra gruppi come l'Union e Forza Italia. Ridurre questo lavoro a un equilibrio politico sarebbe sbagliato e francamente anche ingiusto. Questa legge è importante perché nasce da un'esigenza reale del nostro territorio, nasce dall'ascolto, dall'esperienza e dal confronto.
Come Commissione abbiamo svolto un lavoro serio e, lasciatemelo dire, tutt'altro che scontato, abbiamo verificato la sostenibilità degli interventi, garantito le coperture economiche e costruito un impianto normativo e solido ed è anche da parte mia che voglio ringraziare il Presidente della III Commissione, tutti i componenti delle Commissioni e anche tutti i Consiglieri che hanno partecipato alle Commissioni.
Non abbiamo dato nulla per scontato e abbiamo discusso, valutato, perché, quando si interviene su un presidio così importante, serve rispetto per le Istituzioni e per chi dentro quelle istituzioni lavora ogni giorno ed è proprio questo che dà valore a questa legge, non un accordo politico, ma un lavoro concreto, fatto con serietà, nell'interesse di tutti, di tutta la comunità valdostana. La Valle d'Aosta è un territorio straordinario, ma anche delicato, la sua forza sta nel suo equilibrio, un equilibrio che non è naturale per sempre e non è scontato, è un equilibrio che va difeso, mantenuto, costruito giorno dopo giorno ed è in questo equilibrio che il Corpo forestale ha un ruolo centrale. Non è solo controllo, è prevenzione, educazione, è presidio sociale, è presenza sul territorio e anche, permettetemi di dirlo, un punto di riferimento umano per tante comunità, perché spesso il forestale è la prima figura istituzionale che un cittadino incontra in una situazione di difficoltà e che interviene quando c'è un problema, che conosce il territorio, le persone e le dinamiche locali. È una presenza che non si limita a far rispettare le regole, ma contribuisce a costruire una cultura di rispetto. Allora questa legge assume un significato ancora più profondo, non è solo una norma tecnica, è un atto di rispetto verso chi ogni giorno indossa una divisa, è un segnale politico chiaro, la tutela del territorio per noi è una priorità, perché difendere il nostro ambiente significa difendere la nostra identità, la nostra comunità, la nostra autonomia, significa difendere la nostra economia, il nostro turismo, il nostro modo di vivere, significa, in ultima analisi, difendere il futuro dei nostri figli, quello che i nostri nonni, i nostri genitori ci hanno trasferito: ecco perché non possiamo permetterci di considerare questo provvedimento uno dei tanti, non lo è, è un tassello importante e una visione più ampia, una visione che mette al centro il territorio, la legalità, la responsabilità e la presenza delle Istituzioni.
In conclusione voglio rivolgere un ringraziamento sincero e profondo a tutte le donne e gli uomini del Corpo forestale della Valle d'Aosta per la professionalità e la dedizione, per il senso del dovere. Ogni giorno indossano una divisa e per il lavoro che svolgono ogni giorno, spesso in condizioni difficili, spesso lontano dalla visibilità, ma sempre con grande responsabilità, perché un territorio come il nostro ha bisogno di Istituzioni forti, ma soprattutto ha bisogno di persone che credono in quello che fanno.
Presidente - Ci sono altri interventi? La parola al collega Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Credo che, dopo tutti gli interventi che ci sono stati e la presentazione anche in parte dei vari emendamenti, prima della chiusura della discussione generale chiedo una riunione di maggioranza per le opportune valutazioni.
Presidente - i lavori consiliari sono sospesi.
La seduta è sospesa dalle ore 11:48 alle ore 12:45.
Aggravi (Presidente) - Riprendiamo i lavori. Se i colleghi sono d'accordo, io chiuderei la discussione generale e, vista l'ora, chiederei soltanto al Governo se vuole già replicare oppure riprendiamo alle ore 15:00.
Allora i lavori consiliari sono sospesi, ci rivediamo alle ore 15:00 con la replica del Governo.
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La seduta termina alle ore 12:03.
