Oggetto del Consiglio n. 341 del 12 marzo 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 341/XVII - Interrogazione: "Infiltrazioni d'acqua e altre criticità riscontrate all'Università della Valle d'Aosta e responsabilità dell'ex direttore dei lavori e degli altri soggetti interessati".
Aggravi (Presidente) - Punto n. 22 all'ordine del giorno. Per la risposta la parola all'assessore Sapinet.
Sapinet (UV) - In relazione, torniamo sull'argomento, al problema delle infiltrazioni d'acqua dalla facciata ovest della nuova sede dell'università della Valle d'Aosta, prima di passare a rispondere puntualmente alle questioni sollevate, anche sulla base delle informazioni e dei chiarimenti forniti dalla società SIV, rendo noto che nei giorni scorsi la Direzione generale dell'ateneo ha richiesto al consorzio d'imprese realizzatrici dei lavori di predisporre con urgenza un intervento tecnico radicale e definitivo, volto a individuare le cause strutturali dei vizi e assicurarne l'eliminazione permanente, dando in ogni caso atto della collaborazione e della disponibilità finora dimostrate dal personale tecnico della stessa ditta nel rispondere alle precedenti segnalazioni.
Questa richiesta si aggiunge a quelle dello stesso tenore che la Regione, tramite la stazione appaltante SIV, ha già più volte rivolto alla ditta, come già sottolineato nello scorso Consiglio. SIV ha inoltre provveduto a notificare all'impresa la sospensione dei termini del collaudo definitivo che, in assenza dell'infiltrazione a carico della facciata ovest, sarebbe stato dichiarato definitivo, a termini di regolamento, a fine gennaio del 2026, in attesa della risoluzione definitiva delle problematiche emerse in questi due anni.
Passiamo ora ai quesiti. Il primo quesito: "Se, alla luce della sospensione del collaudo definitivo e della persistente presenza di infiltrazioni e fenomeni di fessurazione, sussistano responsabilità e siano state avviate verifiche formali in merito al corretto esercizio delle funzioni di vigilanza e controllo da parte dell'ex Direttore dei lavori del primo lotto".
Sul punto, il responsabile unico dei lavori della stazione appaltante SIV sottolinea che, già nel riscontro fornito nelle scorse settimane - ed era un'interrogazione del gruppo Lega - sono state rese note in maniera dettagliata le complessità tecniche sopravvenute e registrate responsabili di fenomeni di infiltrazione alla facciata ovest.
Le circostanze e i fatti riferiti hanno contemplato in dettaglio, tra l'altro, anche tutte le azioni d'intervento, di monitoraggio e controllo attuate sistematicamente nell'arco dell'intero anno 2025 dal consorzio d'imprese realizzatrici e tramite anche una società terza specializzata nel settore, in accordo il tutto con la stessa SIV e con l'Università della Valle d'Aosta. Il quadro ricavato dall'indagine non ha ancora restituito una soluzione chiara e certa dei fenomeni che si verificano e questo non ha consentito finora d'immaginare la soluzione sistematica del problema da tutti auspicata.
In tale contesto, un'azione tesa all'individuazione di responsabilità a carico di soggetti che a vario titolo hanno partecipato al ciclo di realizzazione dell'opera sarà messa in campo con le idonee tempistiche.
In ogni caso SIV rende noto che sulla facciata ovest sono state eseguite tutte le prove, i saggi, le indagini previste dal corposo capitolato speciale di appalto a esse espressamente dedicato, e in particolare:
punto n. 1, è stato realizzato il MoCoP della tipologia di facciata nella scala 1:1 e geometria prevista e su tale elemento sono state svolte, presso i laboratori di prova ufficiali esterni certificati, tutte le indagini e i saggi preventivi previsti;
punto n. 2, essendo la facciata di tipologia estremamente composita, l'impresa realizzatrice ha provveduto a fornire tutte le certificazioni dei materiali e dei componenti necessarie e opportune secondo le espresse previsioni contrattuali, le quali sono state recepite dalla direzione operativa dei lavori nell'ambito di apposita verbalizzazione di accettazione;
punto n. 3, la facciata è stata inoltre sottoposta in corso d'opera, come previsto dal capitolato, a saggi e a indagini in sito specifici circa le sue caratteristiche d'impermeabilità. Tali saggi e tali prove sono stati condotti ripetutamente con l'impiego di tecnici qualificati nel corso di diversi giorni, con esito positivo, da un laboratorio esterno ufficiale e certificato. La tipologia di fenomeni che si è verificata - e si verifica tutt'ora a carico della facciata ovest - non si è mai palesata nel corso della lunga fase realizzativa della medesima.
Quesito n. 2: "Se analoghe verifiche siano state svolte in relazione alle attività di competenza del collaudatore". Sul punto, la stazione appaltante SIV specifica che la commissione di collaudo tecnico-amministrativa ha acquisito dall'ufficio Direzione dei lavori tutto il materiale documentale relativo ai materiali, alle prove e ai saggi condotti e ha svolto i propri compiti di istituto di controllo sia in corso d'opera sia in epoca successiva alla redazione dello stato finale dei lavori, verificandone la completezza e la conformità dell'opera ai diversi dettati contrattuali.
Quesito n. 3: "Se, oltre ai difetti riscontrati nella realizzazione dell'opera, sono emersi errori di progettazione". In ordine a tale questione, SIV sottolinea che la progettazione costruttiva e di dettaglio dell'opera risulta contrattualmente in capo al consorzio d'imprese realizzatrici.
Nel corso dell'iter di progettazione costruttiva e di dettaglio è emersa la necessità di correggere una serie d'incongruenze e mancate valutazioni contenute nel progetto esecutivo dell'opera. A mero titolo di esempio, si è provveduto ad aggiungere un cordone di silicone supplementare su tutto lo sviluppo dei giunti dei vari elementi a cassone della facciata, si è provveduto a rendere indipendente il rivestimento di corian esterno/interno, al fine di evitare coazioni di tipo termico e di consentire un idoneo fissaggio delle vetrate e delle pannellature presenti sui corrispondenti supporti strutturali e altro ancora.
Alcune delle incongruenze sopraelencate sono state valutate quali errore dalla stazione appaltante e, come tali, sono state contestate a suo tempo ai progettisti generali dell'opera.
Quesito n. 4: "Se gli oneri derivanti dagli interventi di ripristino già effettuati e da quelli ancora necessari per eliminare definitivamente le infiltrazioni rientrino integralmente nella garanzia decennale postuma o in altre coperture assicurative, ovvero se sussista il rischio costi a carico della finanza pubblica". Sul punto SIV specifica che gli oneri derivanti dagli interventi di ripristino attuali ed eventualmente futuri rientrano a pieno titolo nella garanzia decennale postuma che l'appaltatore ha provveduto a stipulare con la beneficiaria Università della Valle d'Aosta, pertanto non sussiste il rischio di costi a carico della finanza pubblica.
Presidente - Per la replica la parola alla collega Minelli.
Minelli (AVS) - Condividerò i tempi di questa replica col collega Campotaro. Per quanto mi concerne, ripercorro brevemente i motivi che ci hanno spinti a presentare quest'iniziativa.
Come molti ricorderanno, a partire dall'estate del 2023 ci siamo occupati in Consiglio, ripetutamente, della questione dei lavori del primo lotto dell'Università, della direzione di questi lavori e anche dell'anomalia per cui a un certo punto il direttore in carica ricoprisse contemporaneamente anche la carica di Presidente di SIV, cioè in qualche modo la committenza.
Le dimissioni da direttore erano poi arrivate nell'autunno del 2023. Avevamo allora chiesto se, qualora fossero emerse delle criticità circa la regolare esecuzione dei lavori, si sarebbero potute imputare delle responsabilità al direttore/Presidente.
Ora, alla luce di quanto appreso in aula quindici giorni fa, poi anche ribadito oggi, e cioè che il collaudo definitivo previsto per gennaio è stato sospeso, la domanda torna di attualità, insieme alla richiesta sui controlli verso il collaudatore, all'accertamento di errori di progettazione e di chiarimento sui controlli e anche sulle spese per far fronte alle infiltrazioni, e non solo. Su questo replicherà il collega.
Presidente - Per i minuti restanti la parola al collega Campotaro.
Campotaro (AVS) - Grazie Assessore per la risposta, nella quale ha evidenziato alcune criticità emerse durante l'iter anche di progettazione.
La collega ha ricostruito il percorso politico e amministrativo che ha portato a presentare quest'interrogazione. Io vorrei fare una considerazione più generale, partendo da prima.
La Valle d'Aosta attendeva da anni una sede universitaria degna di questo nome. Oggi l'ateneo valdostano ha finalmente un edificio fortemente identitario, progettato da uno degli architetti più noti del panorama italiano. È una struttura di grande impatto, scenografica che, al di là dei giudizi estetici, può certamente contribuire a rendere più attrattiva l'Università valdostana e a richiamare nuovi studenti.
Molti di noi in questi giorni hanno frequentato quelle aule per diversi eventi pubblici. Proprio per questo devo dire che è abbastanza imbarazzante, e lo dico anche da tecnico che nella vita si occupa di cantieri pubblici di un ateneo, vedere nell'atrio d'ingresso le colate d'acqua che segnano le centine metalliche della facciata e, alla base, delle vaschette di plastica per raccogliere l'acqua che filtra. Una facciata che, nelle intenzioni progettuali, dovrebbe richiamare il candore dei ghiacciai valdostani e che oggi, invece, presenta segni evidenti d'infiltrazioni.
Ma non è solo questo. Se si osserva anche il basamento dell'edificio, si notano ingiallimenti diffusi, esfoliazioni, macchie. È fisiologico che nel tempo emergano segni di degrado superficiali, in particolare su un edificio bianco, ma non si può accettare questo degrado diffuso su un edificio che è nuovo.
Ora lei ci ha detto che per queste infiltrazioni il raggruppamento d'imprese interviene e che le manutenzioni sono a loro carico. Meno male, perché non deve uscire 1 euro dalle casse pubbliche.
Il punto però, come dicevamo, non è solo la riparazione. Il punto è capire perché queste infiltrazioni si verifichino, perché da quella causa discendono le responsabilità progettuali, esecutive o di controllo: il progettista risponde della correttezza delle soluzioni tecniche; il direttore dei lavori ha il compito di controllare in corso d'opera la corretta esecuzione e la conformità dei materiali e delle lavorazioni; il responsabile dei lavori esercita la funzione di coordinamento e di vigilanza sull'intero procedimento e il collaudatore, o il sistema di collaudo, alla fine verifica la regolare esecuzione dell'opera.
Quando però il collaudo definitivo viene sospeso, come avvenuto in questo caso, significa che qualcosa non è ancora considerato pienamente risolto sotto il profilo tecnico. È allora legittimo chiedersi: siamo di fronte a un errore progettuale, a un problema esecutivo, a un difetto nei materiali? Perché, a seconda della risposta, cambiano anche le responsabilità e gli strumenti da attivare, le garanzie, le polizze delle azioni di rivalsa.
Ecco perché riteniamo che su questo punto serva chiarezza ed è bene che l'ateneo si sia attivato. Questo non è per fare polemica, ma perché quando si parla di opere pubbliche di questo valore, sia economico che simbolico, la cosa peggiore che si possa fare è lasciare tutto in una zona grigia dove, alla fine, nessuno risponde di nulla.
Un edificio così importante per la Comunità valdostana merita di essere non solamente iconico, ma anche tecnicamente impeccabile, e merita soprattutto che, se ci sono degli errori, ciascuno se ne assuma le responsabilità.
Presidente - Collega Perron, espliciti la mozione d'ordine.
Perron (LEGA VDA) - Mozione d'ordine per riferirmi a lei in quanto, come prima si è visto, non abbiamo ricevuto risposta su un'interrogazione specifica.
Sono andato a riprendermi due interpellanze fatte un mese fa, sempre all'Assessore Lavevaz, riguardanti la scuola e chiedevano anche queste due interpellanze - glielo dico, la n. 31 e la n. 33, se poi vorrà andare a controllare - dei dati molto simili a quelli che abbiamo chiesto oggi; ovviamente sono stati regolarmente evasi, nel senso che sono state date le spiegazioni dei progetti e di tutto ciò che è stato svolto.
In questo caso non abbiamo avuto risposta, quindi io faccio riferimento a lei perché ci pare una cosa francamente inesplicabile che normalmente vengano date risposte e adesso, a dieci giorni dal referendum, l'Assessore ci dice che le scuole non dicono quali interventi siano stati fatti, al di là della materia specifica dei diritti.
Abbiamo quindi due casi, che mi paiono assolutamente omologhi, nei quali le risposte sono state date e, questa volta, le risposte non sono arrivate. Io non posso far altro che segnalarlo all'Aula, poi veda.
