Oggetto del Consiglio n. 329 del 12 marzo 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 329/XVII - Reiezione di mozione: "Azioni specifiche per monitorare ed implementare la sicurezza dei trasporti valdostani".
Aggravi (Président) - Point n° 7 à l'ordre du jour. Le collègue Perron a demandé la parole pour l'illustration.
Perron (LEGA VDA) - Veniamo a una mozione che è lì da un po', seguiva dei fatti di cronaca che riassumerò. Darò parecchi dati e farò parecchie considerazioni, anche a latere della semplice mozione, com'è in genere mio uso e costume. Cominciamo dall'impegnativa, dalla parte finale, cioè da ciò che noi chiediamo. Invitiamo l'Assessore competente a valutare l'estensione del servizio di vigilanza a bordo degli autobus, sperimentato nella tratta Aosta/Pont-Saint-Martin, alla tratta Aosta/Courmayeur. Se n'era parlato, è un intervento fatto già nella scorsa legislatura quest'aumento delle misure di sicurezza sui trasporti. Ci è già stato detto che è ancora in funzione, noi chiediamo che venga esteso, poi sulle modalità ovviamente noi non siamo nel punto tecnico, sarà poi da capire, ma noi poniamo questo principio.
Punto 2: chiediamo di monitorare con tutti gli attori coinvolti, comprese le Forze dell'ordine, il Questore, la Questura, i sindacati dei lavoratori del settore trasporti, nonché le società coinvolte, la situazione specifica della sicurezza delle linee autobus valdostane, perché a noi arrivano segnalazioni e malcontento forte da parte degli autisti o di coloro che devono lavorare su tali linee. Poi dirò due cose in più, generiche, su quanto sta avvenendo un po' in tutta Italia, perché i trasporti stanno diventando un luogo estremamente pericoloso in tutta Italia e le cronache purtroppo lo dimostrano, ma ci tornerò.
Punto 3: avviare nuovamente interlocuzioni con la Regione Piemonte e il Comune di Ivrea riguardanti la situazione della stazione ferroviaria di Ivrea e delle zone a essa limitrofe, zona segnalata come insicura dall'utenza ferroviaria valdostana. Anche questo è un tema che noi avevamo già portato nella scossa legislatura, adesso stavo guardando le ultime notizie su questo tema e ho visto che anche l'Amministrazione comunale di Ivrea si è mossa, si sta muovendo con una mozione. Vi basti però capire che la zona di Ivrea, e zona limitrofa, viene chiamata Movicentro, è diventata zona rossa, quindi attenzionata. Sarà zona rossa fino al 30 aprile 2026, quindi ancora per un mese e qualcosa. La Questura ha già avviato il progetto "Eporedia". Tanto per capire, negli ultimi sei mesi sono stati fatti 9.000 controlli, ci sono stati 136 ordini di allontanamento: 50 per droga, 46 per violenza, 40 reati contro il patrimonio. Tra l'altro, negli articoli che potete trovare, se volete andare a cercarli, ovviamente questo è definito come un effetto collaterale del progetto di elettrificazione, perché ovviamente si è creata una sorta di imbuto in quella zona per il cambio dei trasporti, che poi a uno piaccia l'intervento oppure no, sapete noi come la pensiamo, ma certamente è stato un side effect per coloro che amano i termini anglofoni. Queste sono le cose che noi chiediamo.
Veniamo invece ai fatti nudi e crudi della cronaca, perché devo dire che, messi tutti insieme, a noi paiono piuttosto impressionanti e indicativi: 29 gennaio, botte sull'autobus Aosta/Courmayeur, pare identificato un Nordafricano; 10 febbraio, titolo dei giornali "Gazzarra tra maranza", quotidiano canavese, quindi botte sulla zona della stazione di Ivrea, ci dicono che anche i gestori del bar stesso ovviamente non passano periodi floridi, perché, quando uno investe su un'attività e poi si ritrova degradato tutto il contesto, io vorrei proprio vedere quanto può essere tollerante, giustamente; 29 gennaio e 10 febbraio, quindi, problemi sulla stazione di Ivrea; 13 febbraio, tre giorni dopo: rissa all'OVS, Corso Battaglione di Aosta, siamo lontani dalla stazione, ma sempre abbiamo maranza, quindi ragazzi giovani di etnia nordafricana;19 febbraio, quindi pochi giorni dopo: rissa alla stazione dei pullman, abbiamo visto anche i video di una scazzottata con vari colpi. Per chi è appassionato di boxe, non ce n'è uno andato a buon fine, ma non è certo un bello spettacolo vedere un autista dei pullman che deve prendersi a pugni anche qui pare con un Nordafricano. Lo riporto, l'ha riportato Aosta News 24, io non c'ero, quindi riporto, do sempre le fonti, di nuovo quindi abbiamo un problema, ma non solo: 21 febbraio, dopo due giorni: "pestato e rapinato in pieno giorno, scappati su un monopattino", corso Nigra, baby gang, spaccio, siamo a Ivrea, quindi abbiamo 29 gennaio, 10 febbraio, 13 febbraio, 19 febbraio, 21 febbraio, tutti episodi collegati e specifici.
Ora veniamo un attimo al quadro, perché noi ovviamente abbiamo una tesi, che poi questa tesi sia condivisa oppure no è un altro fatto. Quelli sono i fatti. Noi abbiamo una tesi, cioè che di problemi di questo tipo ne avremo sempre di più, perché il tema della sicurezza è inestricabilmente legato al tema dell'immigrazione e questo si può vedere da tutta una serie di dati: ad esempio, dati 2025, oltre un terzo delle persone denunciate, fermate o arrestate in Italia nel corso del 2024 è straniero, 34,7%, con percentuali addirittura doppie, che superano il 60%, per i reati predatori. In Italia, già ne parlammo, una cosa gravissima ovviamente, sono le violenze, denunce e condanne per reati sessuali: 43% compiuto da stranieri, dato che si ripete negli anni, sono quasi due decenni che è un dato inequivocabile. Le stazioni sono luoghi molto pericolosi nelle grandi città e noi spereremmo che Aosta rimanga al riparo da tale tipo di dinamiche, però su questo non possiamo certo scommetterci sopra visto anche quello che stiamo vedendo succedere, viste le segnalazioni, visto che chiunque abbia gli occhi per guardare vede che la composizione delle nostre città, della nostra città unica, sta cambiando, ma non è solo questa, basta andare anche a Châtillon e Verrès. La tematica è già avanti da un po', ma anche a Châtillon sta succedendo la stessa cosa. Io direi quindi occhi aperti, sarebbe molto, molto meglio. Le stazioni quindi stanno diventando luoghi pericolosi, i trasporti pubblici sono luoghi pericolosi. Sappiamo di accoltellamenti, botte, minacce, vediamo costantemente i controllori dei treni minacciati, eccetera. Senza ombra di dubbio, quindi, anche noi stiamo rischiando dinamiche di questo tipo e ricordo che sui trasporti pubblici generalmente vanno le fasce medie o basse della popolazione, perché chi ha i Suv non va generalmente a prendere né il pullman, né il treno, quindi le fasce alte, molte delle quali ancora oggi votano a Sinistra, perché sono i famosi abitanti delle zone ZTL, i classici che sono privilegiati e sono negli strati alti della società… esatto, si dice così, vedo i colleghi che si innervosiscono. Infatti la Sinistra cosa ha fatto? Siccome li votano soprattutto nelle zone ZTL, le allargano costantemente, sperando che aumenti anche il bacino dei voti, questa è una delle dinamiche utilizzate anche su Aosta, con grandissimi risultati. Vi sono reati particolari in cui l'incidenza degli arrestati stranieri risulta più alta di quelli italiani. Le rapine, ad esempio, 52,3%, con picchi per le rapine in pubblica via, 60,1%; furti con strappo 61%, furti con destrezza 69%, spaccio di stupefacenti 39%, furti di autovetture 24,5%, contrabbando 29%, omicidi volontari 23,7%. Ricordo che la popolazione straniera in Italia è l'8% della popolazione, quindi l'incidenza dei reati è veramente molto molto alta. Tra l'altro, si registra un balzo dal 2019, un balzo dell'8,1%, rispetto ai dati del 2024. Il fenomeno va letto in un contesto in cui le persone straniere in Italia stanno aumentando, ecco perché noi abbiamo una tesi, noi diciamo: se si continua su questa strada, è facile pensare che anche la Valle d'Aosta, da quanto stiamo vedendo, non sarà più al riparo da tali dinamiche, quindi bisogna cercare di muoversi prima. Secondo il rapporto ISMU ETS, erano 5,7 milioni, di cui 5,3 milioni residenti, cioè il 9% della popolazione italiana nel 2024, contro l'8,2% del 2014, e circa 321.000 irregolari. Giustamente qui sta al Governo nazionale che, quando è criticato che fa non abbastanza su questo, purtroppo è così, bisogna incidere decisamente di più.
Da alcuni studi sul tema, tra l'altro, per capire l'incidenza dei reati commessi dagli irregolari, perché non è facile giustamente stabilire, ci sono quelli regolari e integrati, ma pare che da alcuni studi dal 1988 al 2009 il 70% di questi reati siano commessi da irregolari, quindi un motivo in più per rimandarli sui loro territori con la remigrazione. Darò altri dati visto che ho un po' di tempo. Magari a qualcuno la storia non piace, i dati non piacciono, ma noi siamo qua anche per darli lo stesso e ci importa poco se qualcuno non apprezza.
Ripeto: noi abbiamo una tesi, diciamo: se continuiamo così, guardate che finiremo in quella direzione, è matematico che finirà così. Cosa succede allora, quando si fa un ragionamento di questo tipo? Si va a prendere i dati dei Paesi europei che già applicano quelle cose, perché non bisogna essere dei geni, basta guardare il tuo vicino cosa ha fatto. Se ha fatto certe cose e la direzione è quella, è facile pensare che succederà così anche da noi.
Molto bene, prendiamo il dato dell'Inghilterra, io ho i dati soltanto delle violenze sessuali che, ripeto, non sono così avulse dal tema dei trasporti, purtroppo, perché, se guardiamo la cronaca, vediamo che purtroppo violenze sessuali o tentativi di violenze sessuali… pochi giorni fa un ragazzo portato fuori dalla stazione e violentato perché dormiva in stazione, non so cosa avesse fatto, se si era ubriacato, ma comunque anche rimanere addormentati in stazione non significa che poi uno deve essere violentato. Tra parentesi c'è stato anche un caso di tentativo di violenza, vado un po' a memoria, anche alla stazione di Aosta, dunque i due temi sono collegati per ovvi motivi, perché le persone devono passare dalla stazione e, se la stazione è degradata, quella diventa pericolosa ed è un posto in cui si può subire, purtroppo, molestie o, ben peggio, violenze sessuali. Prendiamo l'Inghilterra. In Inghilterra i reati di stupro nel 2003 erano circa 8.500 l'anno, nel 2012-2013, cioè 10 anni dopo, erano 16.000, cioè due volte tanto. Il picco si ha nel 2024-2025, l'anno di riferimento più recente quando i reati di stupro sono 71.667. Confrontando il 2024-2025 con il 2022-2023, il numero dei reati di stupro registrati dalla polizia in Inghilterra e Galles è aumentato di quasi sei volte. Cosa sarà successo? Gli Inglesi sono diventati di colpo violenti e molestatori? Un reato ovviamente orrendo. No, c'è da guardare un altro dato, che va incrociato con questo. Cosa è successo in Inghilterra? In Inghilterra nel 2001 i non nati sul territorio erano l'8,9% della popolazione, cioè situazione simile a quella attuale in Italia, 9%, in aumento; nel 2011 erano il 13,4% della popolazione; nel 2021 erano il 16,8% della popolazione; nel 2023, 11,4 milioni di non nati nel Regno Unito sono il 19% della popolazione. Dunque c'è stato un aumento esponenziale purtroppo nei reati, nelle violenze di un certo tipo e un aumento esponenziale dell'immigrazione, quindi i due dati sono tranquillamente paragonabili. A qualcuno verrà il dubbio che qualcosa stia succedendo.
Prendiamo il caso della Germania, ad esempio: dai 7.000-8.000 reati di stupro nei primi anni Duemila, siamo a 39.000 casi oggi. Negli ultimi dati la Germania ha registrato una significativa immigrazione dal 2000, con un forte aumento negli ultimi 10 anni. Nel 2017 circa 19,3 milioni di persone, 23,6% della popolazione, aveva in Germania un background straniero, anche qui chiaramente sono assimilabili i due dati.
Vediamo, per un terzo confronto, invece un altro Paese: la Polonia. La Polonia ha tra i tassi di stupro più bassi in Europa. La Polonia è conosciuta per un "no" esplicito all'immigrazione incontrollata. Nel 2010 i casi segnalati erano circa 1.800-1.900, il numero di stupri è sceso di circa il 21% nel 2015 rispetto all'inizio del decennio, con un calo significativo. La Polonia è l'unica che non ha visto un aumento dei reati di questo tipo. Poi c'è il tema delle denunce, che non denunciano abbastanza, eccetera, per la carità anche quelli sono dati da tenere in considerazione, ma tant'è: noi ragioniamo sui dati che abbiamo sul tavolo, su quelli che non ci sono è un po' difficile ragionare. Cosa è successo in Polonia? Dice "no" all'immigrazione di massa, piuttosto ha una forma di immigrazione che è quella ucraina, sono molti gli Ucraini sul territorio polacco, nel 2019 si stimavano circa 2,1 milioni di cittadini stranieri in Polonia, 64% stranieri ucraini. Il massiccio afflusso avviene ovviamente dalla guerra in Russia 2022-2025, vivono addirittura tra i 2,5 e i 2,8 milioni di immigrati, il 7,5% della popolazione totale, ma sono pienamente integrati e lo si vede dai dati lavorativi, perché quasi tutti gli Ucraini che sono in Polonia lavorano. Stiamo parlando di popoli affini, popoli molto vicini, mentre qua stiamo parlando di popoli che hanno una cultura e anche una religione, quindi tutto un ambiente culturale, una civiltà completamente diversa dalla nostra, che è, ad esempio, la civiltà islamica. Ode alla civiltà islamica finché fa le sue cose, ma giustamente noi siamo un'altra civiltà.
Oltre una certa soglia, quindi, i problemi dell'immigrazione sono chiaramente più alti dei benefici che essa apporta. C'è il caso svedese, in cui questa cosa ormai è palese. La Svezia, notoria per le politiche di Sinistra, di integrazione, oggi è tra le città più pericolose al mondo. Il tasso delle violenze, delle sparatorie nelle città della Svezia del sud sono le più alte in Europa. Addirittura qualcuno dice che El Salvador, che ha avuto una politica di Destra per chiudere, chiaramente anche con l'utilizzo della violenza, sui cartelli dei narcos, eccetera, ha oggi tassi più bassi di criminalità rispetto alla Svezia. Questo per farvi capire verso quale mondo stiamo andando avanti.
Noi quindi abbiamo una tesi ben precisa. Noi sosteniamo, con dati alla mano - poi le tesi possono sempre essere discusse, per la carità, non abbiamo la scienza infusa, ma ci paiono tesi piuttosto incontestabili -, che è facile prevedere che il fenomeno continuerà a essere sempre più presente anche sui nostri territori, quindi che sia necessario cominciare a prendere degli accorgimenti: primo fra i quali aumentare la presenza di qualche tipo sulle zone che storicamente e sociologicamente apportano delle problematiche e queste sono le stazioni. Abbiamo la stazione di Aosta, abbiamo la stazione dei pullman qua vicino, abbiamo delle linee che possono diventare pericolose e i fatti di cronaca già lo testimoniano.
In ultimo, sono stati fatti grossi investimenti sul trasporto pubblico. Bene così, assolutamente bene così, con tutte le problematiche che la Valle ha purtroppo, perché le vallate sono difficili da gestire, per certi versi, lo sappiamo tutti, ma abbiamo fatto dei grossi investimenti, quindi è giusto che coloro che pagano il biglietto siano tutelati e stiano sui trasporti pubblici con un ambiente che sia vivibile, perché non è normale prendere un pullman e avere persone che fumano, persone che bevono, persone che pagano il biglietto - anche questo me l'hanno segnalato non meno di due settimane fa - ad Aosta fino a Saint-Christophe e poi vanno fino a Châtillon-Saint-Vincent. Anche qua giovani gruppi di ragazzi, di nuovo di etnia nordafricana, che fanno i furbi e gli autisti non riescono a mandarli giù. Chi li dovrà far scendere da questi pullman? L'autista non è uno sceriffo, deve fare il suo lavoro, magari l'autista è anche donna, motivo in più perché sia tutelata. Questa quindi è la situazione, questo per noi è il quadro.
Torniamo al punto: chiediamo interventi specifici, che ho già elencato all'inizio, quindi chiediamo a lei, Assessore, che ci dia delle risposte su questa tematica e ci faccia capire come volete agire. Noi come vogliamo agire l'abbiamo messo nero su bianco, i dettagli non stanno a noi, ovviamente toccherebbero a voi, intanto però è una mozione che impegna il Consiglio in una certa direzione e ci auguriamo che questo impegno venga in qualche modo tenuto in considerazione.
Dalle ore 10:05 assume la Presidenza la vicepresidente Petey.
Petey (Presidente) - La mozione è stata presentata ed è quindi aperta la discussione generale. La parola alla consigliera Minelli.
Minelli (AVS) - Ci scuseranno il collega Perron e i colleghi della Lega, noi non prenderemo parte al voto su questa mozione perché credevamo che fosse una mozione che riguardasse i trasporti. Abbiamo sentito parlare di tutto, compresi gli stupri in Polonia, quindi pensiamo che si stia discutendo di un altro argomento. Non siamo sicuri poi di esprimere un voto che sia conseguente a quello che è stato detto, per cui non parteciperemo al voto.
Presidente - Ci sono altri interventi? La parola al consigliere Domanico.
Domanico (FdI) - Spesso il problema della sicurezza viene percepito soltanto dopo episodi di insicurezza. Spesso, quando l'insicurezza non viene percepita, è perché esiste una prevenzione efficace. Spesso questa prevenzione efficace viene creata e introdotta prima che accadano fatti indesiderati. "Prima" è un avverbio di tempo che significa "in un tempo precedente", quando ancora non è successo nulla, quando abbiamo ancora il tempo per poter rimediare o limitare situazioni spiacevoli per ragazze e ragazzi, per anziane e anziani, per turisti e per persone del posto. Anticipo già alcune possibili rimostranze da parte di qualcuno. Non vuole essere una militarizzazione dei trasporti, non vuole essere un controllo oppressivo da parte delle Istituzioni, il suo nome e la sua funzione si chiamano "sicurezza". Esistono metodi totalmente anonimi, permettetemi di chiamarli così, un po' come sui voli aerei, dove esistono Forze dell'ordine mimetizzate da utenti, oppure telecamere collegate direttamente con le Forze dell'ordine e tanto altro. Facciamolo presto e facciamolo prima.
Presidente - La parola al consigliere Bellora.
Bellora (LEGA VDA) - Grazie Vicepresidente, oggi Presidente. Faccio un intervento molto breve, anche perché purtroppo sono arrivato da poco, quindi ho fatto un po' le cose di corsa, però sono riuscito ad ascoltare la discussione e soprattutto, evidentemente, avevo letto la mozione, che assolutamente condivido pur non essendo io uno dei firmatari per ragioni di spazio, ma la condivido.
Al di là delle considerazioni che ho sentito fare dalla collega di AVS, secondo la quale si è parlato di qualcosa di diverso rispetto alla mozione, io credo che in realtà ciò di cui ha parlato il consigliere Perron non sia altro se non il naturale sviluppo di quello che si evidenzia, perché il problema io credo che sia proprio questo, cioè non dobbiamo aspettare di arrivare a una situazione estremizzata quale può essere… il collega ne ha citate alcune di particolare rilevanza, ma non c'è bisogno di andare tanto lontano. Basta guardare cosa sta succedendo in Francia, Francia a noi vicina sia da un punto di vista geografico, sia da un punto di vista culturale. Ce l'ha ancora ricordato ieri in un suo intervento a tale proposito il consigliere Viérin. Lo stiamo vedendo: ormai la Francia è un Paese dilaniato dalle tensioni sociali, è un Paese con un problema di immigrazione che è oggettivamente innegabile.
Attenzione, io ho sempre avuto idee di Centro-Destra, mi ritengo una persona moderata e sono proprio questi atteggiamenti, questa immigrazione eccessiva che poi sviluppa gli estremismi, perché non dimentichiamoci che Le Pen è figlio di Mélenchon, nel senso che un certo tipo di estremismo nasce a fronte di un certo tipo di immigrazione incontrollata, che determina poi evidentemente degli estremismi opposti, che portano a tensioni sociali, che portano a criminalità e che portano a problematiche legate all'ordine pubblico. Io non voglio fare il catastrofista o portare un presagio di sventura, tutt'altro, però io credo che, se riusciamo a intervenire prima di arrivare a questi livelli, evidentemente nei limitati mezzi che può avere un'Assise regionale, credo che potremmo fare qualcosa di buono.
Devo dire che questa mozione, al di là di quelle che possono essere le considerazioni su quello che può avere detto oggi il collega Perron… che peraltro è qualcosa di assolutamente documentato con dei dati, quindi non sono considerazioni o grida manzoniane, ma sono dei dati oggettivi che vengono portati all'attenzione.
L'esempio della Polonia, contrapposto a quello della Svezia, per esempio, ormai è assolutamente noto, che poi non piaccia a molti, lo capisco, però è un dato oggettivo, sono numeri, non sono opinioni. Credo che questa mozione peraltro proponga nella parte dell'impegno delle condotte assolutamente ragionevoli e condivisibili, perché si parla di valutare l'estensione del servizio di vigilanza a bordo degli autobus e questo mi pare opportuno. Io personalmente mi rendo conto che magari per chi ha portato in Parlamento Ilaria Cucchi, o ha portato in Parlamento europeo Ilaria Salis questo possa non essere tanto apprezzato, ma io personalmente, quando vedo una divisa, mi sento più sicuro e mi sento anche contento di vederla, perché ritengo che comunque sia una garanzia in più per tutti. Poi ci mancherebbe, ci sono le distorsioni di questi fenomeni e vanno combattute, però sicuramente, secondo me, vedere qualche divisa in più sui pullman, sui treni - i treni quando li vedremo - credo non sia nulla di negativo. Credo quindi che si possa tranquillamente votare questo punto 1.
Il punto 2 è: "monitorare con tutti gli attori coinvolti, comprese le Forze dell'ordine, il Questore, la Questura, i sindacati dei lavoratori del settore trasporti, nonché le società coinvolte, la situazione specifica della sicurezza degli autobus valdostani". Anche questo mi sembra un dato assolutamente neutro, se vogliamo vederlo sul piano ideologico, ma assolutamente opportuno se vogliamo vederlo sul piano del buon senso, perché io credo che sia una garanzia che viene estesa a tutti i cittadini.
Lo diceva prima molto bene il collega Perron: nel momento in cui io salgo su un pullman e ho una situazione di anarchia, quando non di violenza, posso magari avere delle difficoltà a salirci e posso avere anche dei timori a salirci, penso soprattutto alle persone anziane, penso alle donne. Nel momento in cui tutto sommato c'è un'attenzione maggiore alla sicurezza, sicuramente il trasporto, che è pubblico, che è un argomento non da poco, perché parliamo appunto di trasporto pubblico, quindi di trasporto accessibile a tutti, mi dà delle maggiori garanzie.
Terzo punto: "Avviare nuovamente interlocuzioni con la Regione Piemonte e il Comune di Ivrea riguardanti la situazione nella stazione ferroviaria di Ivrea e delle zone a essa limitrofe, zona segnalata come insicura dall'utenza ferroviaria valdostana", certo, Ivrea non è in Valle d'Aosta, però, per usare uno slogan che è molto noto in quest'aula, il mondo non finisce a Pont-Saint-Martin. Tutto sommato anche sul pensare che una stazione che ha un frequente collegamento con la nostra regione vada monitorata e vada controllata non ci trovo assolutamente nulla di male. Cosa voglio dire con questo? Voglio dire che, al di là di quelle che possono essere le posizioni ideologiche, al di là di quelli che possono essere gli schieramenti politici, mi pare una mozione di grande buon senso e di grande equilibrio.
Non capisco francamente la scelta di chi dice: "Io esco dall'aula, perché si è parlato di cose diverse", perché si vota la mozione, non è che si voti quello che ha detto il consigliere Perron, quello che dico io o quello che dirà chi mi seguirà, si vota la mozione. Se condividete la mozione, la votate, se non condividete la mozione, non la votate. Uscire dall'aula a me sembra una scelta pilatesca, ci mancherebbe, la rispetto come rispetto tutte le scelte, però faccio un po' fatica a comprenderla, perché il testo della mozione è scritto e scripta manent dicevano quelli che sanno il latino, quindi francamente è una mossa che non capisco.
Al di là di questo, non voglio fare polemica. Io credo che ci siano tutti gli elementi per votare una mozione del genere perché, ripeto, la parte dispositiva della mozione, come si direbbe se fosse una sentenza, cioè la parte dell'impegno, quindi la parte concreta della mozione credo sia un qualcosa in ciascuno di noi può fare il suo.
Ovviamente quindi sostengo il collega Perron e il collega Manfrin, che sono firmatari della mozione.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Centoz.
Centoz (PD-FP) - Mi pare abbastanza strano, nel senso che chiaramente una mozione presuppone una discussione e la discussione fa parte degli atti che rimangono in questo Consiglio, quindi ritenere che le motivazioni che spingono a illustrare una mozione non siano rilevanti e uno si debba concentrare solo ed esclusivamente sull'impegnativa della mozione mi pare molto riduttivo. Facciamo delle discussioni proprio perché queste rimangano agli atti del Consiglio e hanno un peso non indifferente nel decidere di sostenere o meno una mozione.
Io credo che la sicurezza non sia uno slogan. La sicurezza è la condizione minima che un servizio pubblico deve garantire a chi lo usa e a chi ci lavora. Quando parliamo di un trasporto pubblico locale, parliamo di un servizio essenziale, parliamo del diritto alla mobilità e parliamo del tessuto connettivo di una comunità. Parliamo anche - e troppo spesso lo dimentichiamo - di persone, di lavoratori e di autisti che ogni giorno siedono al volante per portare qualcuno dalla casa al lavoro, dalla valle alla città e da un paese ad un altro e chi sale su un autobus deve sentirsi un cittadino al sicuro, non a rischio.
C'è un dato che emerge chiaramente da questa mozione, al di là delle singole cronache: chi quell'autobus lo guida non può sentirsi solo. Non può essere lasciato in prima linea a gestire situazioni di degrado, di conflitto, di violenza verbale o fisica, non può essere l'unica barriera tra il servizio pubblico che funziona e un servizio pubblico che diventa invece terra di nessuno. Gli autisti del trasporto pubblico sono un simbolo perfetto del lavoro contemporaneo: esposti al contatto diretto con l'utenza, spesso in condizioni di stress organizzativo, chiamati a gestire compiti che vanno ben oltre la loro mansione formale.
Quando parliamo di episodi come quelli citati nella mozione, non stiamo parlando di casi isolati, stiamo parlando di un problema strutturale che riguarda molte linee, molte città e molti territori. Non possiamo quindi voltarci dall'altra parte, non possiamo dire: sono cose che capitano, perché, se un lavoratore dichiara episodi ricorrenti e non ne possiamo più, il problema non è più individuale, è collettivo ed è quindi giusto affrontarlo. Dobbiamo però fare molta attenzione, perché la sicurezza, quella vera, quella strutturale non si costruisce inseguendo la paura, si costruisce organizzando i servizi, non si costruisce con le ronde, si costruisce con la presenza istituzionale, non si costruisce con la logica dell'emergenza permanente, si costruisce con la pianificazione. È questo il punto che fa la differenza tra un approccio serio e un approccio strumentale al tema della sicurezza.
Io leggo in questa mozione alcuni elementi che ritengo ragionevoli: la richiesta di valutare l'estensione della vigilanza a bordo delle linee critiche, il coinvolgimento di tutti gli attori, le Forze dell'ordine, i sindacati, le società di trasporto, l'attenzione alla stazione di Ivrea, che è un punto di transito obbligatorio per molti Valdostani. Sono elementi che vanno nella direzione giusta: non repressione, ma presidio.
C'è un rischio che va evitato: trasformare ogni episodio di cronaca in un allarme sociale, trasformare la narrazione della sicurezza in una narrazione della paura, perché, se costruiamo una società in cui ogni spazio pubblico diventa uno spazio da militarizzare, non stiamo costruendo sicurezza, siamo costruendo sfiducia.
Il tema vero che in questa mozione manca, e forse volutamente manca, è la prevenzione. Prevenzione significa un'illuminazione adeguata nelle stazioni; sistemi di videosorveglianza connessi e funzionanti, non telecamere spente; formazione specifica per il personale che si trova a gestire situazioni di conflitto; protocolli chiari di intervento, condivisi con le Forze dell'ordine; presenza umana e non solo tecnologica; personale di terra, punti di informazione, presidi territoriali e significa anche affrontare il tema del disagio sociale, perché molti degli episodi che finiscono sulle cronache non sono crimini organizzati, sono manifestazioni di marginalità, di degrado e di mancanza di alternative. Non sto quindi giustificando, sto dicendo che, se vogliamo risolvere il problema, dobbiamo guardarlo per intero, non solo un pezzo. Un servizio pubblico sicuro non è solo un servizio sorvegliato: è un servizio ben organizzato, ben illuminato, ben presidiato e ben integrato con il territorio.
C'è un altro elemento interessante: la richiesta di coinvolgere la Regione Piemonte e il Comune di Ivrea. Questo è un esempio concreto di cosa significa fare politica. La stazione di Ivrea non è ovviamente competenza nostra, ma è un problema valdostano, perché da lì transitano migliaia di nostri cittadini ogni giorno. Allora cosa facciamo? Ce ne laviamo le mani? No, ci assumiamo la responsabilità di coordinare, di chiedere interventi e di collaborare con i nostri vicini. Questo è il livello di collaborazione istituzionale che serve, non campagne solitarie, non annunci unilaterali, ma tavoli di lavoro, protocolli di intesa e soluzioni condivise.
Devo però dire con onestà che questa mozione presenta alcuni limiti: non quantifica, non dice quante risorse servono, non dice in che tempi, non dice con quali priorità rispetto ad altri interventi, dice di valutare, di monitorare e di avviare delle interlocuzioni. Non affronta il tema della sostenibilità organizzativa. Estendere la vigilanza a bordo significa assumere personale? Significa esternalizzare il servizio? Significa costi aggiuntivi a carico del bilancio regionale o delle società di trasporto? Queste domande non sono secondarie.
Il terzo rischio, che è quello che abbiamo visto fino adesso, è il rischio della narrazione emergenziale. Questa mozione cita episodi di cronaca. È giusto farlo, ma non si costruisce un quadro complessivo della sicurezza sul trasporto in Valle d'Aosta. Quanti episodi all'anno? Su quali corse? Con quale incidenza rispetto al totale? Quali linee sono quelle più critiche? Quali gli orari? Non ci sono dei dati. Senza questi dati rischiamo di fare politica a colpi di titoli di giornale e questo non è ciò di cui abbiamo bisogno. Perché il nodo politico è organizzare i servizi di sicurezza, non cavalcare le paure della gente. La narrazione che avete fatto illustrando la mozione ne è un esempio evidente. Un conto è organizzare servizi di sicurezza, su cui credo che tutti siamo d'accordo, un conto è cavalcare le paure della gente, su cui noi non siamo d'accordo.
Presidente - Qualcun altro vuole prendere la parola? La parola al consigliere Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Io ritenevo di non dover prendere parte a questo dibattito, perché il collega Perron ha evidenziato le criticità rispetto a questo tema e il collega Bellora ha ovviamente anche un po' qualificato l'oggetto del dibattito, ma l'intervento del collega Centoz mi costringe a entrare nel merito, non fosse altro perché io e lui abbiamo condiviso una parentesi insieme sul Comune di Aosta, che vedeva il sottoscritto all'opposizione e il dirimpettaio in qualità di Sindaco e ovviamente primo ufficiale di pubblica sicurezza del Comune di Aosta.
Rispetto all'elenco che lei ci ha fatto, di azioni assolutamente lodevoli, precise, necessarie e puntuali che vanno nella direzione del mantenimento della sicurezza, devo dire con tutta onestà che, quando lei era Sindaco, io non le ho viste. Si ricorderà, per esempio, che una sera, per quanto a lei magari le ronde non piacciano… il sottoscritto più di una sera, ma quella sera in particolare ha fatto un giro in una zona che noi abbiamo segnalato essere più volte una zona critica e le parlo della zona, per esempio, dei giardini di fronte al Tribunale. Ricorderà che in quella stessa zona, quando lei era Sindaco, ci fu un'aggressione a colpi di pietre in testa a una persona, a una ragazza peraltro e venne arrestato un simpatico e delizioso spacciatore, che peraltro era qui ovviamente remunerato coi famosi 35 euro al giorno e quant'altro. Non prendemmo visione di azioni di sorveglianza, di piantonamento, di telecamere e illuminazione, niente, cioè di quello che lei ci ha detto adesso non abbiamo visto nulla, quindi è giustissimo a parole dire le cose, ma nei fatti lei ha dimostrato che questo non lo ha fatto.
Ricorderà anche, quando lei era Sindaco, della deliziosa rissa che avvenne in Piazza Plouves, fuori dal supermercato che si trova appunto nella zona adiacente al parcheggio. Continuamente quella zona fu protagonista nelle cronache di risse, di aggressioni, violenze e quant'altro e non ci pare che lei abbia fatto nulla.
Peraltro ricordo - e questo invece va detto, perché sono assolutamente disponibile a riconoscere i meriti quando ci sono - che c'era un sistema di sorveglianza che ci fu illustrato, ricordo peraltro un particolare incredibile: facemmo una trasferta alla sede dell'INVA, ci fu mostrato il sistema di videosorveglianza che c'era sulla città di Aosta e proprio su una telecamera che era situata in Piazza Plouves ci fu fatta vedere la precisione con la quale, tramite quella videocamera, si riuscivano a vedere i particolari in quella Piazza, al punto da riuscire a leggere un giornale da una telecamera che era posta sul tetto a 3-4 metri di altezza. Quelle telecamere però non sono mai state utilizzate, cioè noi non abbiamo avuto contezza, perché quegli episodi ovviamente si sono susseguiti, hanno continuato a esserci e tutte quelle belle azioni che lei ci ha indicato non sono mai state realizzate.
Un'azione è stata realizzata e anche qui io i meriti li voglio ricordare: la famosa ordinanza anti-accattonaggio, che ricordo chiedemmo di ripristinare e lei con la sua maggioranza ovviamente convenne. Ricordo ai tempi anche l'allora assessore Marzi, che intervenne in maniera positiva su questo, però risultati se ne sono visti pochi. Io comprendo la volontà oggi di fare un dibattito politico sui meriti o i demeriti di questa e quell'iniziativa, o di questa o quella riga, avremo poi modo anche noi di commentare questa o quella riga delle iniziative che avrete depositato, magari nel prossimo Consiglio, perché qui il tempo è limitato, ancorché ce n'è una vostra che discuteremo dopo questa, ma credo che l'impianto di fondo sia quello che ci interessa.
Lei ha chiesto i dati. Non voglio farle un rimprovero, ma se lei avesse fatto attenzione… non le rimprovero la poca attenzione, ma le ricordo che qualche tempo fa una mia iniziativa al collega Bertschy evidenziò …e il collega lo disse in maniera evidente… ricordo sempre che, quando dico "Bertschy" (pronuncia Berscì), quella è la pronuncia del suo cognome, nonostante si sollevi un mormorio, ma è quella, detta dallo stesso Assessore…
(intervento di un Consigliere fuori microfono)
…esatto, è un'interpretazione autentica di cui mi fregio. Ci fornì i dati proprio delle linee maggiormente problematiche in Valle d'Aosta, tant'è vero che discutemmo anche addirittura della sorveglianza armata o non armata proprio sulle linee, che in alcuni casi si era trasformata in automobili della sicurezza della vigilanza privata che seguivano gli autobus. Per un periodo quindi c'era un autobus e un'automobile della vigilanza privata che seguiva l'autobus, come se fosse una scorta armata per un mezzo portavalori, quindi i dati ci sono.
Per quanto riguarda le coperture, lei sa benissimo che è una mozione, non è una legge, non ha bisogno di coperture, ovviamente. Se lei però ritiene di fare una stima, di quantificare, benissimo, ce la faccia lei. Noi riteniamo invece con questo di voler evidenziare una necessità, un tema. Penso che questo sia l'obiettivo e penso che questo sia quanto abbiamo messo a fattor comune all'interno di quest'aula.
Presidente - Chiedo ai colleghi se ci sono altri interventi. Se non ce ne sono, dichiaro chiusa la discussione generale e passo la parola all'assessore Bertschy.
Bertschy (UV) - Condivido che è stata presentata una mozione un po' diversa da come è stata scritta e dalle domande che ha posto, ma è legittimo e noi rispondiamo a quello che ci è stato richiesto attraverso il testo che è stato presentato che, come diceva il consigliere Perron, è già vecchio di due Consigli quindi era ora di parlarne.
Anticipo che ci asterremo, però credo sia giusto riportare la discussione al primo obiettivo: quello di poter dedicare a cittadini, turisti, a tutti coloro che hanno necessità di trasporto pubblico… e non direi più che il trasporto pubblico è di chi ne ha più bisogno, o di altri. Il trasporto pubblico, se sarà sempre più confortevole, confortevole, rispondente ai bisogni di mobilità, apparterrà culturalmente oggi a una fascia di persone molto diversa da quella del passato e noi dobbiamo puntare ad accogliere tutti sul trasporto pubblico, soprattutto per la mobilità interna, casa-lavoro, e anche per quello che potremo fare in generale per i collegamenti interregionali. Il trasporto pubblico è a disposizione dei cittadini al di là della loro estrazione sociale e della macchina che utilizzano.
Il mio obiettivo come Assessore delegato ai trasporti è di garantire che questo trasporto possa rispondere a sicurezza, comfort del viaggio, orari, capillarità sul territorio e tutta una serie di obiettivi che vanno raggiunti e che ovviamente ci poniamo l'obiettivo di raggiungere. Dobbiamo garantire ai lavoratori di poter lavorare e guidare in sicurezza prima di tutto per la sicurezza stradale, ma allo stesso tempo per la loro sicurezza. Nelle finalità della mozione quindi ci ritroviamo in pieno ed è per questo che lavoriamo affinché questi obiettivi possano essere raggiunti.
Faccio questo accenno non per entrare nel dibattito degli ex Amministratori del Comune di Aosta, però all'inizio di questa mia delega nel 2023 ho ereditato una situazione che porto all'evidenza perché sta nella discussione che facciamo. Erano state tolte le sedie in autostazione d'Aosta perché utilizzate soprattutto da persone che non trovavano altri spazi per stare al caldo, in particolare durante l'inverno. Dopo un po' di tempo ho preteso di rimettere queste sedute, che ovviamente sono a favore in primo luogo delle persone anziane, ma di tutti coloro che sono in attesa di prendere l'autobus, dei nostri turisti, di chi è lì con valigie pesanti, che deve aspettare magari una coincidenza, perché togliere le sedie e non dare un servizio è rinunciare come Istituzione a fare il proprio lavoro e soprattutto a sfidare un problema, cercando una soluzione.
Abbiamo rimesso le sedie e il problema non è completamente risolto, perché permane una difficoltà e, tra l'altro, ce la segnalano anche gli operatori che lavorano in autostazione, però è per dire che l'atteggiamento non è un atteggiamento di rinuncia, quindi andiamo sempre più indietro, mettiamo la testa sotto la sabbia e non cerchiamo di intervenire. È proprio questo lo spirito che ci ha portato a fine 2024 ad anticipare i tempi e forse anche la discussione di oggi. Quando proposi in Giunta di istituire un servizio di vigilanza sperimentale a bordo autobus, cercavo proprio di interpretare questo obiettivo e questo indirizzo politico, perché non è solo nei trasporti, ma in generale viviamo in una società sempre più violenta. C'è un problema all'interno delle scuole, c'è un problema negli spazi pubblici, ci sono problemi e gli operatori della stampa raccontano quotidianamente tutto quello che succede e che leggiamo.
Un servizio pubblico come quello del trasporto credo debba porsi - e ci credo ovviamente ancora di più oggi - l'obiettivo di rendere sicura la presenza a bordo, il che non vuol dire che possiamo mettere su ogni linea un vigilante che controlla, un cittadino dell'ordine, perché il servizio è assegnato a loro, che viaggia quotidianamente su ogni linea. Ne abbiamo più di 800, evidentemente, se dovessimo dotare ogni linea di questo servizio, non ce la faremmo.
Abbiamo iniziato questa sperimentazione, che si pone quale obiettivo? Quello di monitorare. Se avrete piacere anche magari come Commissione di audire anche coloro che stanno lavorando sui mezzi, credo potrà essere interessante ascoltare il lavoro che stanno facendo. Monitoriamo con dei report quotidiani quello che si vede con la propria presenza sui mezzi. Ovviamente, non essendo dappertutto, può essere che dove c'è un problema non ci sia il controllo. Stiamo implementando il servizio in autostazione proprio per garantire quell'obiettivo che dicevo prima ed è in corso un'interlocuzione un po' di prospettiva con gli Enti locali per cercare di lavorare a investimenti futuri che garantiscano, nelle autostazioni più importanti, ma in generale nei servizi dove abbiamo la necessità di migliorare l'illuminazione, non solo l'illuminazione, la pulizia, l'inclusione rispetto all'abbattimento delle barriere… di cercare investimenti, alcuni li abbiamo finanziati, altri speriamo di poterli portare avanti nei prossimi anni, che si pongano sia l'obiettivo di garantire maggiore sicurezza, garantendo illuminazione, videosorveglianza e tutte quelle cose che possono essere utili e dall'altra parte, appunto, la qualità complessiva delle infrastrutture dedicate al trasporto.
La presenza dei cittadini dell'ordine quale possibilità in più ci dà rispetto al passato? Un monitoraggio e allo stesso tempo un collegamento con le Forze dell'ordine, perché questo lavoro ci permette di segnalare quello che si rileva e anche, evidentemente, nella misura in cui c'è la possibilità di intervenire sui problemi che si presentano. Questo lavoro di costruzione di un servizio dedica anche un'attenzione nuova. Il collega Perron è molto più giovane, ma tanti di noi frequentavano gli autobus per andare a scuola e, quando l'autista alzava la voce, ci si metteva con la testa sotto il sedile e si stava tutti zitti, perché bastava una sgridata di quelle come si deve e tutti stavano in ordine, educati. Oggi facciamo fatica su certe linee a tenere calmi i ragazzi che vanno a scuola, soprattutto quando ritornano da scuola, perché al mattino sono un po' più tranquilli e la sera un po' meno, il che vuol dire che un po' in generale come comunità ci dobbiamo assumere delle responsabilità, anche come educatori di generazioni che stanno crescendo, perché tanti di noi sono genitori e lo possono dire. Forse le principali regole si imparano a casa e poi si trasferiscono nel vivere quotidiano e nella società che si frequenta, studiando e andando a lavorare, il che vuol dire che le regole si insegnano a cittadini residenti in Valle d'Aosta, provenienti da altre regioni, qua in maniera magari temporanea, le regole sono per tutti.
Poi probabilmente ci sono situazioni che a livello sociale sono diverse dal passato, che vanno prese in esame, lo hanno fatto un po' tutti i Governi a livello nazionale, compreso il Governo di Destra attuale, che mi pare faccia fatica comunque a tenere a bada una società che per mille motivi è diventata più violenta. Allora rivengo a quello che mi chiedete di fare. Sicuramente l'estensione del servizio di vigilanza è un obiettivo e ha un costo, quindi dovremmo capire come poter investire. Attualmente credo siamo intorno ai 130.000 euro annui, ma vi posso dare dei dati più precisi. Per far crescere la presenza dei vigili, dobbiamo ovviamente aumentare le risorse per mettere a disposizione più ore di lavoro e di monitoraggio.
Rispetto ad allora è ripartito il servizio notturno Aosta/Pont-Saint-Martin, che era stato chiuso anche per motivi di sicurezza, quindi la situazione per certi versi è controllata: è controllata, il che non vuol dire che non avvengano episodi di violenza e su questi il monitoraggio ci deve far porre la giusta attenzione. Cosa cerchiamo di fare? Di raccogliere, anche da parte degli autisti, le segnalazioni sulle linee, in particolare quelle che hanno un maggiore afflusso di persone, o quelle che hanno maggiori problemi di gestione, e di organizzare servizi di controllo attraverso la presenza dei cittadini dell'ordine appunto su queste linee. Dove le cose non sono verificabili si cerca ovviamente di segnalare tutto questo alle Forze dell'ordine.
Io immagino che sulla discussione di oggi il Presidente abbia ben presente quali sono i problemi, ci saranno anche momenti di confronto all'interno dei comitati di sicurezza e dove si devono tenere.
Sull'estensione come obiettivo quindi sì. Ovviamente non ci possiamo prendere degli impegni nella misura in cui non si mettono a disposizione delle risorse. Ci saranno i prossimi appuntamenti di bilancio che ci diranno come potremo implementare questa attività.
Per quanto riguarda il secondo punto, è un lavoro che non attiene completamente alla mia attività, ma citavo il Presidente perché di questi temi ne parliamo e noi mettiamo a disposizione quello che rileviamo sul servizio che stiamo facendo.
Relativamente alla terza richiesta, che è l'interlocuzione col Piemonte, non lo dico per dire, come si dice in questi casi, che lo stiamo già facendo, non è così, ma è un'interlocuzione attiva e presente, perché con il Sindaco di Ivrea, oltre a esserci un ottimo rapporto personale, perché in questi anni abbiamo dovuto lavorare su più temi, c'è anche da parte nostra una significativa sensibilizzazione riguardo a questi temi, che oggi più che mai, vista l'interruzione obbligata che c'è verso Ivrea, creano dei problemi anche a coloro che vogliono venire in Valle d'Aosta e ai Valdostani che si spostano nella misura in cui la stazione non è sicura. Dobbiamo però anche essere, credo, sufficientemente intelligenti da capire che possiamo anche costruire delle zone rosse intorno alle stazioni, come è stato un po' fatto, ma, se poi il fenomeno si sposta appena fuori, il problema rimane, quindi non andiamo a centrare l'obiettivo di risolverlo. Su questo io mi ritrovo anche nell'intervento, per una parte, del consigliere Centoz. È chiaro che bisogna agire molto sulla prevenzione, capire da dove nascono i problemi, quali sono i punti maggiormente da attenzionare, gli investimenti da fare e ovviamente trovare il modo… e noi lo faremo, l'ho detto al collega Lavevaz: chiederemo di essere parte del piano legalità e di tutta quell'attività di sensibilizzazione che si fa nelle scuole anche come Assessorato dei trasporti, per cominciare a raccontare ai ragazzi quello che rileviamo nell'utilizzo dei servizi per responsabilizzarli a una corretta gestione del proprio tempo a bordo dei mezzi. Anche qui, senza generalizzare, sono tanti i ragazzi che si comportano bene, ce n'è qualcuno che non lo fa, e bisogna essere, a livello educativo ma anche a livello di servizio pubblico, capaci di intervenire da un lato per fare prevenzione, ma intervenire anche su chi i problemi li crea.
Prendo quindi la mozione come un ulteriore impegno ad andare in questa direzione, tornando alla premessa che l'obiettivo deve essere di garantire ai cittadini che utilizzano il trasporto pubblico e al valore che mettiamo nell'utilizzo del trasporto pubblico come investimenti il giusto rispetto per un servizio molto importante per la mobilità delle persone.
Presidente - La parola al consigliere Perron.
Perron (LEGA VDA) - Siamo in parte soddisfatti, nel senso che ci dice che avete preso la linea di aumentare appunto l'implementazione, quindi quello lo prendiamo come un fattore positivo, continuate così.
Sui costi siamo qui anche per decidere dove devono essere messe le risorse pubbliche e, per quanto riguarda noi, la sicurezza è il primo punto. Per altre forze politiche ci saranno altri punti, saranno le quote rosa, saranno un sacco di altre cose e non la sicurezza. Per noi è il primo punto, quindi bene anche in questo caso che i colleghi di AVS non partecipino al voto, per noi non è un grande problema, ce ne faremo una ragione, ovviamente dormiamo lo stesso.
Prendo invece come spunto molto positivo il fatto di attivare la IV Commissione, quindi, appena avrò finito, manderò una mail alla collega, perché così almeno avremo gli autisti o, insomma, si potrà fare una discussione sulla situazione della sicurezza dei trasporti, sull'implementazione e anche capire in che modalità si potrà andare a intervenire. Ovviamente questa è una mozione, qualcuno la confonde con le leggi ovviamente, ma sono due cose ben diverse.
Noi quindi porteremo la mozione al voto, abbiamo messo dei dati che riteniamo fondamentali per dare un contesto generale. La Valle d'Aosta non è un'isola sperduta nel Pacifico, è una zona territoriale che è inserita in dinamiche europee che si possono ampiamente prevedere, qualcuno sostiene di no, continui pure a sostenerlo, il futuro e i posteri ci diranno chi aveva ragione.
Noi quindi porteremo al voto la mozione e faremo l'attivazione della IV Commissione su questa tematica.
Ringrazio i colleghi che sono intervenuti. Al collega Centoz rispondo, visto che ha dato una patente di serietà alla mia iniziativa: la ringrazio e posso dirle che le patenti di serietà se le può tranquillamente tenere, non me le dà lei, tanto più che spesso nei suoi interventi ho sentito degli accenni emotivi e tragici, come ieri quello sui vigili del fuoco, che mi ricorda delle soap opera di serie B. Se quindi vogliamo proprio parlare di serietà, guardi, la ringrazio della sua mancata patente, ma questo è quello che io penso di alcune cose che dice lei, così siamo sul punto, ma non solo. A questo punto, se dobbiamo dare le patenti, ne do una anch'io. Lei dice: "Non ha chiesto i dati". È stato lei molto poco serio perché esattamente nello stesso Consiglio per cui poi la mozione è slittata noi chiedevamo - vado a cercare e glielo leggo - nei vari punti dei fatti del 29 gennaio, al terzo: "Riguardo alla linea autobus Aosta/Courmayeur, preso atto che vengono citati eventi ricorrenti, se siano giunte segnalazioni a riguardo di degrado della stessa, come comportamenti inadeguati, eccetera, o utenti che rifiutano di pagare il biglietto"; quattro: "Riguardo alla sperimentazione della vigilanza a bordo della linea di autobus notturno sulla linea Aosta/Pont-Saint-Martin, quali siano le modalità di intervento e quali i risultati della stessa". L'Assessore quindi ci aveva già risposto, avevamo chiesto i dati prima, quindi aveva soltanto da seguire un po' tutto invece di intervenire così.
Detto questo, quindi, portiamo la mozione. Ripeto: noi riteniamo che ci siano dinamiche molto ampie qua che entrano in gioco, delle quali questo tipo di fatti siano soltanto la punta dell'iceberg e probabilmente, purtroppo, saranno problemi che dovremo sempre di più imparare a gestire. Basta guardare altri Paesi europei per capire qual è la situazione. Portiamo quindi al voto la mozione. Intanto vigileremo sugli interventi e attiveremo la IV Commissione.
Presidente - Se non ci sono altri interventi per dichiarazione di voto, passerei alla votazione… la parola al consigliere Guichardaz.
Guichardaz (PD-FP) - Qui è Radio Caracas, Valle d'Aosta, Ivrea, la Svezia. Ha fatto su un'elencazione di stereotipi che, secondo me, non le fanno particolarmente onore: la Svezia è peggio del Salvador. Tra l'altro, si guardi i dati: è vero che sono aumentate le risse tra baby gang, eccetera, ma insomma, confrontare la Svezia… che peraltro è stata, glielo ricordo, governata da Governi di Centro-Destra negli ultimi ventisei anni, forse per quattordici anni e poi ampie maggioranze socialdemocratiche di Destra. Insomma, lei butta dei dati che sono probabilmente da un certo punto di vista suffragabili anche da… che ne so? dati e da données che si potrebbero cercare e trovare, ma che vanno comunque sempre iscritti nella situazione reale. Non è che si possano confrontare situazioni come quelle che fa lei in maniera così brutale, senza contestualizzarle, ma comunque lei l'ha fatto, dopodiché ognuno parla evidentemente al proprio elettorato, lei mette insieme capra e cavoli e lasciamo che ogni tipo di elettore od ogni tipo di cittadino poi faccia le sue considerazioni.
Una considerazione al collega Bellora. Lei dice che bisogna guardare l'impegnativa, ma non è vero, perché le mozioni sono comunque degli atti politici. Ciò che si scrive, se poi corrisponde esattamente a ciò che si rappresenta, è un conto, ma, se si scrive una cosa, si cita tra le righe come unico riferimento, diciamo, l'ossessione suprematista degli immigrati brutti e cattivi, eccetera, quello di un caso di un Nord Africano o comunque di una situazione così e poi si fanno venti minuti solo di elencazione di stereotipi lombrosiani per cui chi ha la pelle un (incomprensibile) più in su rispetto al bianco più bianco è un criminale, uno stupratore e ovviamente poi vota a Sinistra... perché poi anche questa narrazione per cui quelli che votano a Sinistra hanno i SUV, quindi non frequentano i servizi pubblici, meno male che il collega Bertschy ha spiegato che i servizi pubblici non hanno solo ed esclusivamente l'obiettivo di trasportare degli emarginati sociali, ma vogliono essere anche un servizio finalizzato a creare una mobilità più compatibile con l'ambiente, un traffico meno sostenuto. Se noi mandiamo il messaggio che i servizi pubblici sono delle galere riservate alle donne che vanno tutelate, magari le poche donne che le frequentano, o agli emarginati, ai poveracci, eccetera, e quindi i servizi pubblici sono frequentati inevitabilmente da maranza… poi anche questa cosa di classificare le persone con dei nomignoli che sono, secondo me, anche poco opportuni e sono anche poco dignitosi in un'aula consiliare… poi ognuno ha la sensibilità che ha.
Dicevo, quindi, se avessimo avuto la possibilità, attraverso non solo l'impegnativa ma attraverso la mozione, di poter in qualche modo confutare i dati, contestualizzarli, eccetera, ma la tecnica è sempre la stessa, cioè quella di scrivere delle cose e poi in aula di dirne delle altre, in modo tale da dire: "così non vi diamo la possibilità eventualmente di fare un dibattito equilibrato". Le ricordo, per finire questo mio intervento, che noi non siamo al Governo da quattro anni, quindi questa sua ossessione della Sinistra brutta e cattiva, eccetera… Siete voi lì da quattro anni, è aumentata l'immigrazione, aumentano i casi probabilmente di stupro dovuti, secondo me, non solo al fatto che ci sono i maranza e che siamo pieni di immigrati, ma anche al fatto che ci si rifiuta di fare una politica anche di educazione all'affettività e all'inclusione, dopodiché quanto meno per questi quattro anni in cui siete stati voi prendetevi le conseguenze e andatevi a fare una ricerca sui dati sull'aumento della delinquenza in Italia.
Presidente - La parola al consigliere Bellora.
Bellora (LEGA VDA) - Solo due considerazioni, soprattutto su alcune cose che ho sentito. In particolare l'aspetto diciamo più tecnico, se mi è permesso questo termine, ma lo è, su che cosa sia una mozione, se si voti la parte dispositiva o se si voti la parte discussa. Consigliere Centoz e consigliere Guichardaz, non ci siamo: non ci siamo perché è paragonabile… ma questo è un problema giuridico, non è un problema di opinioni, cioè la parte dispositiva della mozione è paragonabile in una sentenza al dispositivo o alla motivazione, quello che passa in giudicato è il dispositivo, non è la motivazione.
Qui il discorso è il medesimo, nel senso che il… lei dice no, io dico sì, ma forse, se andiamo a prenderci un dato normativo, finiamo di discutere e ve lo dimostra un fatto: che alle mozioni è possibile presentare degli emendamenti, proprio perché evidentemente la parte emendata è quella che poi - mi si passi il parallelismo - passerà in giudicato, cioè resterà agli atti e determinerà l'impegno.
Io quindi infatti mi sono espresso e continuo a esprimermi sulla parte dispositiva della mozione, che è quella che mi interessa evidentemente, i toni, perché sennò a questo punto dovremmo tenere conto di qualunque parola venga usata in aula ed evidentemente la funzione sintetica del provvedimento della mozione verrebbe meno. Al di là di questo, quindi, insomma, mi sembra un po' capzioso e un po' specioso andare a cercare di dire: "ah sì, la mozione non è neanche male, però quello che avete detto non mi è piaciuto, quindi non la voto". Dite che non la votate, fate prima, tanto lo sappiamo.
Vede e qui mi rivolgo al consigliere Guichardaz, lei ha parlato di Radio Caracas, o qualcosa del genere, e ha parlato della Svezia, che è stata a lungo governata dalla Destra. Mi verrebbe da dire: "sì, è vero, e poi sono bastati pochi anni di Governi di Sinistra per rovinare tutto", ma questo è un po' nella storia della politica nazionale e internazionale.
Lei dice: "ognuno parla al suo elettorato". Verissimo, consigliere Guichardaz. Infatti, lei parla a quelli che creano i problemi sui pullman, noi parliamo a quelli che i problemi li subiscono. È quindi giusto, è vero che lei parla al suo elettorato. Io sono ben lieto di parlare al mio e non al suo, poi vabbè il discorso: non mi piace la parola "maranza", è il solito discorso, cioè qui noi continuiamo a guardare l'etichetta che c'è sulla bottiglia e non ce ne frega niente del vino che c'è dentro, cioè voi siete bravissimi a fare questioni terminologiche, i termini al femminile: l'Assessora, la Sindaca, il maranza non mi piace e questo non è inclusivo. Io guarderei magari un po' alla sostanza delle cose, perché poi chiamalo maranza, chiamalo immigrato di seconda generazione, chiamalo come vuoi, nel momento in cui molesta tua figlia, tua moglie o te su un pullman, magari non è così importante come l'avete chiamato, ma cosa abbia fatto.
Venendo invece alle cose un pochino più importanti e più serie di questa mozione, quindi mi rivolgo all'assessore Bertschy, o Bertschy (pronuncia Berschì), non lo so, io ringrazio l'Assessore - adesso la chiamerò Assessore e basta, così evito questo tormentone - sicuramente per il suo impegno. Mi permetta di dire che, a mio modo di vedere le cose, è un po' poco, perché io mi aspetterei qualcosa di più, anche perché poi, quando le situazioni degenerano, si guarda a quello che si è fatto e non a quello che si è detto. Sicuramente però i suoi impegni li apprezziamo, sicuramente, conoscendo la consequenzialità del consigliere Perron, verranno portati in Commissione, quindi è uno di quei casi in cui la non approvazione di una mozione da parte della maggioranza è un po' meno dolorosa per chi la propone rispetto ad altri.
Presidente - Se non ci sono altri interventi, metterei in votazione… la parola al consigliere Perron.
Perron (LEGA VDA) - Mi sono prenotato all'ultimo, quindi non poteva vedermi. Pensavo di non intervenire più, ma rispondo al collega Guichardaz. Cosa vuole che le dica, collega? Si chiama sociologia, quella che io ho portato. Sono dati sociologici, le ossessioni… et voilà, quindi ho l'ossessione per la sociologia. Vabbè, ce ne sono di peggiori eh, per carità, ce ne saranno anche di peggiori, magari ne ho di peggiori anch'io, ovviamente. La seconda è la sociologia? Non lo so, cosa le devo dire, si chiama sociologia. Lei dice: "mette i dati tutti insieme, uno con l'altro". Collega Guichardaz, sono Paesi europei, sono dati di Paesi europei. Vogliamo paragonare…?
C'è un accenno a Salvador, il resto sono Paesi europei. Possiamo paragonare nei Paesi europei i tassi di immigrazione alle violenze o per lei è un qualcosa che non si fa? Le dico che funziona così un po' dappertutto, anche nelle università fanno così. Io non so che cosa dirle diversamente. Solo per fare capire quanto sia il suo, di approccio, molto, molto naïf, lei riporta il dato della Svezia dicendo, ma sì… collega Guichardaz, però mi ascolti dai, così almeno chiudiamo questa storia.
Lei riporta il dato della Svezia dicendo: "ma sì, si sono probabilmente menati un po' di più in Svezia tra le baby gang, hanno qualche problemino". Lei dice così, facendomi passare per uno che esagera. Sì, il suo intervento era quello, dice: "voi esagerate, lei è ossessionato". Bene, ma basta due secondi, guardi. "Osservatore Romano": "Triste record per la Svezia - era l'11 gennaio 2022 - con 335 sparatorie che hanno provocato 46 morti e 112 feriti nel solo 2021 la Svezia diventa il Paese europeo con il maggior numero di conflitti a fuoco mortali". Ecco, questo è il suo atteggiamento naïf quando si parla di dati. Noi siamo complottisti e malati, suprematisti, addirittura suprematisti, è riuscito a dire "suprematista", come se io fossi biondo con gli occhi azzurri. Guardi, è una roba incredibile, però, appunto, con un solo dato le dimostro il suo approccio molto, molto inconsistente, mentre noi portiamo dei dati e dei numeri. Quelli, che vi piaccia o meno, restano.
Presidente - La parola alla consigliera Forcellati.
Forcellati (PD-FP) - È stata una discussione questa un po' strana, nel senso che siamo partiti da una mozione presentata dal consigliere Perron per poi spaziare su argomenti non sempre in sintonia. Io vorrei tornare un attimo al contenuto della mozione e anche all'intervento dell'Assessore, non so neanch'io più come devo chiamarlo qui… Esatto, però io lo chiamerò come l'ho sempre chiamato, quindi l'assessore Bertschy, o Bertschy (pronuncia Bersci) che dir si voglia.
La sicurezza penso che sia un tema che per tutti noi e per tutte noi sia importante, poi l'affrontiamo a seconda della nostra posizione politica, lo affrontiamo in maniera un po' più repressiva, un po' più preventiva, ma interessa tutti noi, benissimo. Se è la sicurezza sui mezzi pubblici piuttosto che sulle nostre strade, piuttosto che nei nostri giardini pubblici, eccetera, ciò che ci interessa… è su questo che dobbiamo stare, non su altro. Utilizzare allora un concetto importante come la sicurezza per dire che coloro che fanno in sicurezza sono di un Paese piuttosto che di un altro, piuttosto che di… non ci è utile, non dico che non sia corretto, perché poi ognuno, giustamente… ma non ci è utile, nel senso che, se è un problema il fatto che sono avvenuti degli episodi poco edificanti di anche forse risse, o che cosa, sui mezzi di trasporto, è lì che dobbiamo stare, purtroppo questi episodi hanno riguardato ragazzi e ragazze italiani, Valdostani, piuttosto che stranieri. È questo allora il punto. Perché, io mi chiedo, io utilizzo un mezzo di trasporto per sfogare le mie emozioni negative, la mia rabbia, utilizzando un pretesto, spesso un pretesto stupido, una frase, una parola, un modo di sedersi su questo mezzo di trasporto, perché ho bisogno di questo? È su quest'argomento e, se stiamo su quest'argomento, forse troviamo insieme una soluzione. Se invece utilizziamo quest'argomento, che è un argomento serio, per parlare di altro, è lì che si genera poi il conflitto ed è lì che si generano le barriere, perché è chiaro che io non posso condividere che si utilizzi quest'argomento per in qualche modo non penalizzare ma, per mettere alla gogna un'intera etnia, un'intera categoria di persone, che per me, fino a prova contraria, hanno diritto e funzionano, cioè, se osservano le nostre leggi, se condividono e stanno sul nostro territorio, hanno diritto esattamente come me di stare su questo territorio, dopodiché, giustamente, se non sono irregolari, e sull'irregolare vorrei tornare, ma questo non…
(intervento di un Consigliere fuori microfono)
…ecco, okay. Se quindi si sta sulla questione sicurezza, possiamo condividere anche proposte e io condivido la proposta dell'Assessore. Se utilizziamo il tema della sicurezza per fare paura e propaganda, noi non possiamo starci.
Presidente - Concluda.
Forcellati (PD-FP) - Grazie.
Presidente - Ci sono altri interventi? Se non ci sono altri interventi, passerei alla votazione. Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti: 27
Votanti: 7
Favorevoli: 7
Astenuti: 20 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Carrel, Girod, Grosjacques, Jordan, Lavevaz, Lotto, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Viérin Laurent)
La mozione è respinta.
Proporrei una pausa, se siete d'accordo. I lavori riprenderanno alle 11:35.
La seduta è sospesa dalle ore 11:23 alle ore 11:45.
