Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 325 del 11 marzo 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 325/XVII - Discussione generale sul D.L. n. 4: "Disposizioni per l'organizzazione del Corpo valdostano dei vigili del fuoco. (Approvazione di un ordine del giorno)".

Aggravi (Presidente) - Alla presenza di 31 colleghi possiamo riprendere la discussione generale, se non erro c'era prenotata la collega Minelli che ha chiesto la parola e ne ha facoltà.

Minelli (AVS) - Come è già stato ampiamente ricordato questa mattina, il disegno di legge in discussione arriva al termine di un percorso molto lungo durato complessivamente cinque anni, neanche quattro, collega Lattanzi, ben cinque anni, un percorso che ha coinvolto l'Amministrazione regionale, i tecnici, consulenti giuridici che sono stati ovviamente pagati e le Organizzazioni sindacali che rappresentano il personale del Corpo valdostano dei Vigili del fuoco; un lavoro sicuramente complesso, fatto di confronti, di approfondimenti, di mediazioni, credo anche di rinunce da una parte e dall'altra, come abbiamo appreso anche stamattina, che hanno un'origine che è ancora più lontana nel tempo e che aveva portato a un testo equilibrato e condiviso nel mese di aprile del 2025, un testo che rappresentava non soltanto un punto di arrivo sul piano normativo, ma anche un buon esempio, secondo noi, di metodo, quello della concertazione e del confronto con i Vigili che quotidianamente operano nel sistema di soccorso per le loro competenze, con l'obiettivo di modificare, chiarire e aggiornare la legge regionale esistente, la 37/2009, su cui - ed è stato detto tante volte - occorreva superare aspetti passibili di interpretazioni diverse.

Proprio ripensando a quel percorso noi riteniamo che quello che è accaduto, già a partire da aprile 2025 e fino a oggi, rappresenti un elemento di forte criticità; infatti, quel testo condiviso, e mi riferisco a quello di circa un anno fa, del mese di aprile 2025, è poi stato modificato più volte, è stato modificato e approvato in Giunta a inizio estate senza concertazione tra le parti, sembrava che si dovesse arrivare con quel DL in Consiglio a luglio, allo scadere della legislatura, poi non lo avete iscritto ai lavori dell'Aula, questo - ed è stato ricordato anche oggi - aveva sollevato delle polemiche e ricordo che le forze politiche che erano state invitate dalle varie sigle sindacali, comprese quelle che non erano in piazza stamattina e non erano neanche all'incontro della Capigruppo, ci avevano invitati a sottoscrivere un impegno per portare in approvazione la legge sui Vigili entro la fine del 2025, quella legge, quel testo.

Proprio in quell'occasione in cui eravamo stati invitati a firmare era anche emerso che non tutti erano a conoscenza del secondo testo, cioè erano rimasti a quello di aprile, non a quello di fine giugno-inizio luglio, dove già c'erano delle modifiche.

A novembre, poi, c'è stata l'approvazione in Giunta di un testo ancora diverso, su cui abbiamo fatto tutte le audizioni in Commissione, i vari approfondimenti, e anche in queste occasioni è emerso che le nuove modifiche non avevano avuto questa concertazione, quindi che quel percorso positivo che era stato adottato era in qualche modo andato a farsi benedire.

Infine, solo pochi giorni fa, la maggioranza ha presentato ulteriori emendamenti, sempre senza la condivisione che fino alla primavera 2025 era stata praticata.

Alcuni di questi emendamenti sono, lo sappiamo, li abbiamo visti, tecnici, noi li abbiamo votati, ne abbiamo votati diversi perché riteniamo che siano delle modifiche appunto tecniche, puntuali, utili, ma altri emendamenti sono sostanziali, sono emendamenti di peso e di fatto vanno a cambiare dei punti importanti della legge.

Alla richiesta della minoranza di fare delle nuove audizioni, come hanno ricordato i colleghi questa mattina, è stato risposto di no, va bene, ci avete detto che non c'erano i tempi, lo abbiamo anche compreso, però abbiamo anche chiesto di inviare i testi ai sindacati, di chiedere loro una nota di commento e questo non è stato fatto.

Un modo di procedere che noi riteniamo sbagliato per certi versi, ma anche e soprattutto incoerente rispetto a tutto l'iter seguito per lunghi anni.

Sbagliato poi perché, come ho accennato, alcuni di questi emendamenti introducono all'interno del disegno di legge delle disposizioni che riguardano altri ambiti normativi arrivando, di fatto, a modificare delle leggi diverse, dalla disciplina della Centrale unica di soccorso alla legge sul soccorso alpino valdostano e questo, secondo noi, pone un problema di metodo e anche di coerenza legislativa.

Una legge che ha l'obiettivo di disciplinare l'organizzazione e le funzioni del Corpo valdostano dei vigili del fuoco dovrebbe rimanere, secondo noi, concentrata su quest'oggetto, senza diventare il contenitore di modifiche ad altri settori normativi che probabilmente devono anche essere rivisti, perché se si devono fare delle modifiche si devono analizzare, però dei settori normativi che meriterebbero un confronto specifico e autonomo o, per lo meno, e questo mi sembra il minimo, un'analisi più approfondita e meditata rispetto a quella che è stata fatta, ma non è una cosa che diciamo solo noi non abbiamo certo questa originalità, è una preoccupazione che è stata espressa direi con chiarezza in quel comunicato, lettera, non so come chiamarlo, che abbiamo ricevuto sabato scorso e sottoscritto da quasi tutte le Organizzazioni sindacali che rappresentano, mi risulta, la maggioranza del personale del Corpo valdostano dei vigili del fuoco, le quali hanno ribadito anche stamattina come il testo oggi in discussione sia il risultato di un lungo lavoro a cui hanno dato un importante contributo e, quindi hanno invitato il Consiglio regionale a preservarne l'impianto, e poi oggi a chiedere di rinviare la legge in attesa anche di sapere gli esiti della procedura di raffreddamento di cui ci hanno parlato.

Io credo che condividere questa posizione e anche questa richiesta e mettere in discussione quegli emendamenti, pochi emendamenti, che ora sono diventati articoli del disegno di legge, non significhi affatto, e questo vorrei che fosse ben chiaro, negare l'importanza del sistema complessivo di soccorso e anche di Protezione civile della Valle d'Aosta, di cui siamo assolutamente consapevoli, credo tutti, sicuramente anche noi, benché si venga tacciati in qualche modo di accodarsi a delle tifoserie.

Noi siamo consapevoli dell'importanza di questo sistema, il nostro territorio può contare su un sistema articolato di grande qualità in cui operano diverse componenti, il Corpo valdostano dei vigili del fuoco, il Corpo forestale, il Soccorso alpino, la Protezione civile, l'USL, il 118, il volontariato organizzato: sono tutte componenti che rientrano in questo sistema che funziona, che ha dato dei risultati, che può essere migliorato, ma che, comunque, ha una sua importanza; però, è proprio per questo motivo che è necessario e fondamentale che le norme definiscano con chiarezza competenze e responsabilità, evitando delle formulazioni ambigue o delle sovrapposizioni che potrebbero creare delle incertezze operative, perché poi questo è il problema di fondo credo e, a nostro avviso, la formulazione di alcuni articoli o di alcuni commi, anche e soprattutto fra quelli introdotti dai nuovi emendamenti, invece di fare la chiarezza necessaria lasciano spazio a delle interpretazioni e mantengono o rafforzano addirittura in certi casi delle ambiguità.

Il Corpo valdostano dei vigili del fuoco svolge sul nostro territorio delle funzioni fondamentali di soccorso tecnico urgente e rappresenta una componente essenziale del sistema di sicurezza e di Protezione civile.

Rafforzarne il ruolo e chiarirne le competenze non significa mettere in discussione la collaborazione con altri soggetti del sistema ma, al contrario, garantire che questa collaborazione si sviluppi su basi chiare e rispettose delle diverse responsabilità; direi anche per lavorare in modo armonico, che non è una banalità, è una cosa importante secondo me.

Purtroppo, invece, abbiamo assistito ancora una volta a una chiusura nei confronti di alcune richieste, a una dimostrazione quasi di forza, di prova muscolare, che avete cercato di spiegare dicendoci che alla fine il compito di legiferare spetta al Consiglio e che, quindi, non ci si rimette a discutere tutto.

Ora, che il legislatore sia il Consiglio e quali siano le sue prerogative lo sappiamo bene, è così, è il Consiglio che deve legiferare, ma allora perché, con il metodo che è stato adottato fino a un certo punto, passare anni a cercare di trovare una quadra, a limare, a collaborare, se poi alla fine, in modo piuttosto improvviso direi anche, si arriva a cambiare degli articoli chiave, perché poi è così, perché gli articoli chiave sono quelli su cui non tutti, è stato ricordato che non siete andati a intervenire su un altro articolo, il 18, però su alcuni importanti sì.

A nostro avviso questa è una forzatura che riteniamo anche controproducente sotto vari profili, perché per una volta va dato atto, e noi lo diciamo in maniera chiara, che avevate scelto un buon metodo, ancorché faticoso sicuramente, un metodo giusto, tant'è vero che il risultato di quel testo, di quel disegno di legge che oggi arriva qui, fatto di 213 articoli, ha tutta una serie di norme che noi voteremo, perché crediamo che siano giuste, nel merito dei singoli articoli ci entreremo e voteremo così.

Crediamo, appunto, che avevate fatto un buon lavoro fino a un certo punto ed è con quello stesso spirito di collaborazione che stava alla base di quel percorso che abbiamo presentato anche noi una serie di emendamenti già in Commissione, dove sono stati respinti ma, alle volte, e ce ne siamo accorti, lo dico sorridendo, che non si entra neanche tanto nel merito di quello che è scritto, abbiamo visto in Commissione alcune cose, alcuni atteggiamenti che non ci sono piaciuti ma non importa, gli emendamenti sono stati bocciati, ne riproponiamo una parte, alcuni erano gli stessi che avete presentato anche voi, erano degli emendamenti tecnici che andavano bene, ce ne sono di tecnici e ce ne sono di sostanziali.

È la stessa cosa che succederà con quelli che sono stati depositati e che avete visto, sono interventi puntuali, che mirano a migliorare il testo, a renderlo più coerente con gli obiettivi dichiarati dalla legge e quali sono questi obiettivi? Chiarire alcune formulazioni che potrebbero generare ambiguità sulle competenze del Corpo, rafforzare l'integrazione con il sistema nazionale dei Vigili del fuoco, definire meglio alcune responsabilità organizzative e garantire tutele adeguate sia per il personale di ruolo sia per il personale volontario.

Non sono emendamenti ideologici o di bandiera, non è un modo per aderire a una tifoseria, come qualcuno ha sottolineato, sarebbe - a mio avviso - anche abbastanza sciocco dopo il lavoro che è stato fatto, ma sono proposte che nascono, da che cosa nascono? Dall' ascolto di chi, in qualità proprio di Vigile del fuoco, e cioè della categoria a cui questo disegno di legge si riferisce, perché noi stiamo parlando di questo disegno di legge, non di altro, opera quotidianamente nel sistema di soccorso; proposte che hanno l'obiettivo di rafforzarne l'efficacia.

Per questo auspichiamo ancora che possano essere valutate con attenzione e con spirito costruttivo.

Come ho detto voteremo vari articoli ma non possiamo certo appoggiare delle modifiche che vanno a cambiare l'impianto della legge o a incidere negativamente su alcuni punti, peggiorando anche quell'obiettivo che ci si era dati all'inizio e cioè quello di fare chiarezza, di dirimere questioni poco chiare circa le regole dell'operatività dei Vigili del fuoco.

Anche la lettera del SAVT, di cui ha dato lettura il collega Manfrin stamattina, ci dice che ci sono delle confusioni e permangono delle incertezze e io penso che questo sia un problema e se non riconosciamo che questo è un problema abbiamo un problema, cioè non ci rendiamo conto del fatto che siamo qui a discutere un testo di legge che manterrà tutta una serie di punti critici, di incertezze e di ambiguità.

Allora, mi chiedo quale obiettivo si è realmente raggiunto, perché è stato anche detto in questi giorni che l'obiettivo è quello di salvare le vite umane, penso che abbiamo un sistema che funziona e che ha sempre operato per salvare le vite umane, semmai si cerca di fare meglio, ma noi non abbiamo abdicato a questo mai, credo, e non hanno abdicato a questo tutte le persone di tutti i vari enti che rientrano nel sistema di soccorso valdostano. Su questo penso che non ci sia dubbio da parte di nessuno.

Riteniamo, poi, anche sbagliato non aver voluto aspettare, cioè avete a ogni costo deciso e voluto che il disegno di legge si discutesse in questa seduta di Consiglio dichiarandone anche con un articolo l'urgenza, ma perché dopo cinque anni di lavoro non fare un atto che io definirei semplicemente di buon senso, non mi viene da utilizzare un'altra espressione, fermarsi un attimo e riflettere se non è possibile un'ulteriore mediazione e la ricerca di una maggiore condivisione, perché penso che quando si parla di organizzazione del soccorso pubblico non si discute solo di norme amministrative, ma della capacità delle Istituzioni di garantire la sicurezza, l'efficienza ma anche la chiarezza nelle responsabilità e credo che questo dovrebbe essere un obiettivo condiviso da tutti, però mi sembra poi che, tirate le somme, non sia esattamente così.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Centoz.

Centoz (PD-FP) - Signor Presidente, colleghe e colleghi, immaginate una notte d'inverno, una chiamata alla Centrale Unica del Soccorso, un incendio, una famiglia bloccata al terzo piano, un bambino. Tre minuti dopo i Vigili del fuoco sono sul posto, non pensano all'ordinamento del personale, non pensano al regime giuridico, non pensano agli articoli di legge, pensano a come entrare e pensano a come portare fuori viva quella famiglia.

Questa legge parla di loro, parla di chi sceglie ogni giorno di mettere la propria incolumità al servizio di quella degli altri, parla di chi lo fa in modo professionale, 24 ore su 24, parla di chi lo fa come volontario sacrificando il proprio tempo libero per la sicurezza della comunità in cui vive, ma parla anche di qualcos'altro, di come la Valle d'Aosta vuole organizzare quel sistema e su questo secondo punto abbiamo qualcosa di importante da dire.

Questo disegno di legge ha un obiettivo chiaro e, permettetemi di dirlo, atteso da troppo tempo: il riconoscimento pieno della natura pubblica di una funzione che pubblica lo è sempre stata.

Chi lavora nel soccorso tecnico urgente, chi entra in un edificio in fiamme, chi interviene in una strada ghiacciata nel cuore della notte, chi affronta situazioni di rischio per salvare la vita degli altri non svolge un lavoro qualsiasi, svolge una funzione pubblica nel senso più alto del termine.

Per troppo tempo abbiamo avuto un corpo con funzioni chiaramente pubbliche, ma con un assetto giuridico che non lo rappresentava pienamente, era come avere un servizio essenziale in un abito che non era il suo. Questa legge finalmente mette l'abito giusto.

C'è un altro aspetto di questa riforma che rischia di passare inosservato nel dibattito quotidiano, ma ha una rilevanza strategica enorme. Il Corpo valdostano dei vigili del fuoco ha oggi un sistema previdenziale che non è allineato a quello dei colleghi del Corpo nazionale. Questa differenza, che può sembrare tecnica da addetti ai lavori, nella realtà significa una cosa molto semplice: chi svolge lo stesso lavoro nel resto d'Italia può avere un trattamento pensionistico diverso rispetto ai nostri colleghi dei Vigili del fuoco.

È una situazione che non possiamo più considerare accettabile. Per superarla serve una norma di attuazione dello Statuto speciale, ma quella norma di attuazione non può arrivare senza prima avere un ordinamento del personale coerente e allineato con il quadro nazionale.

Questa legge è esattamente il presupposto, senza questa legge il percorso verso l'equiparazione previdenziale resta fermo, con questa legge quel percorso diventa finalmente possibile.

Su questo punto mi permetto di non essere il solo a chiedere un impegno preciso alla Giunta, perché ricordo che Forza Italia, partito che fa parte di questa maggioranza, ha sottoscritto lo scorso 4 novembre un accordo programmatico con l'Union Valdôtaine nel quale si impegna esplicitamente all'approvazione della norma di attuazione sulla previdenza dei Vigili del fuoco.

Bene, siamo d'accordo, la domanda allora non è se farlo, ma quando? Il nostro gruppo ha già presentato un'interpellanza, è all'ordine del giorno, per conoscere il cronoprogramma della Giunta su questo tema.

Un'interpellanza non basta, vorrei che resti agli atti di questa seduta un impegno preciso, ci aspettiamo che il percorso verso l'approvazione della norma di attuazione arrivi a compimento in questa consiliatura, perché le riforme istituzionali hanno un senso quando producono risultati concreti per le persone che le riguardano e i Vigili del fuoco valdostani aspettano questo risultato da troppo tempo.

Questa legge, è stato ricordato da tutti, non è nata ieri, ha una storia lunga parecchi anni, audizioni, confronto con il personale del Corpo, con le Organizzazioni sindacali, con i volontari, con gli Enti locali, un lavoro avviato quando il nostro gruppo, il nostro partito, era parte della maggioranza che governava questa Regione.

La riforma è stata presentata lo scorso anno e non è stata approvata per la fine della legislatura, non per mancanza di merito, per i tempi della politica. Oggi siamo qui a discuterla.

La Giunta ha scelto di ripresentare questa legge come uno dei primi atti della legislatura, è una scelta giusta e lo diciamo senza riserve. Significa che chi governa ha ritenuto prioritario risolvere una situazione di squilibrio giuridico che si trascinava da anni, significa che si è scelto di dare un segnale concreto di attenzione verso chi lavora ogni giorno per la sicurezza pubblica di questa Regione.

Sulla priorità non abbiamo nulla da obiettare, le riserve vengono dopo e, invece, riguardano altro.

Nel corso delle audizioni qualcosa di significativo è emerso, nessuno ha messo in discussione l'obiettivo della legge, il passaggio al diritto pubblico, la riforma dell'ordinamento, su questo il consenso è ampio e trasversale, ma sono emerse posizioni divergenti su di un tema diverso, le modalità operative del soccorso.

Chi coordina? Chi dirige, che è diverso, come si integrano le strutture quando l'emergenza coinvolge competenze diverse? Vigili del fuoco, Soccorso alpino, Protezione civile, il ruolo della CUS?

Erano domande legittime, erano domande reali, il problema non era che qualcuno le abbia poste, il problema è dove si è scelto di rispondervi.

Il collega Jordan ha lavorato per trovare un punto di caduta, ha cercato di tenere insieme istanze diverse e gli va riconosciuto. In maniera molto intelligente la mediazione ha toccato l'articolo 2: "Il Corpo valdostano dei Vigili del fuoco viene esplicitamente inserito nel sistema della Centrale Unica del Soccorso", con la CUS che assicura il coordinamento operativo, peraltro era già così.

La mediazione non ha toccato, invece, l'articolo 18 che attribuisce al Corpo valdostano dei Vigili del fuoco la direzione degli interventi del soccorso tecnico urgente. Risultato? Lo abbiamo visto stamattina con la protesta qui fuori.

Nell'articolo 2 e nell'articolo 209 del disegno di legge in discussione la CUS assicura il coordinamento operativo; nell'articolo 18 il Corpo dei Vigili del fuoco dirige gli interventi. Stesso oggetto, due soggetti diversi nella stessa legge; evidentemente la mediazione non è bastata.

Voglio mettere agli atti ciò che è accaduto negli ultimi quattro giorni: tre Organizzazioni sindacali del Corpo valdostano hanno prima fatto pervenire una nota di quattro pagine nella quale spiegavano dettagliatamente i motivi, a loro dire, dell'illegittimità degli emendamenti proposti dalla maggioranza al testo di legge e, nella mattinata in cui erano riunite le Commissioni congiunte, hanno dichiarato l'apertura dello stato di agitazione sindacale. Non una lettera di preoccupazione, uno stato di agitazione formale con attivazione della procedura di raffreddamento e conciliazione previste dalla legge.

Le motivazioni riguardano esattamente il conflitto di comando che ho descritto: il rischio di incostituzionalità e la mancanza di risposta sulle norme di attuazione previdenziale.

Nella stessa mattinata il soccorso alpino ha inviato un'analisi tecnica che segnala il conflitto formale tra l'articolo 18 e l'emendamento all'articolo 2.

Le Commissioni hanno preso atto e a maggioranza hanno proceduto.

Non sono qui a dirvi se quei rilievi siano giuridicamente fondati o superabili, non è il mio compito; sono qui a dire che esistono, che provengono da due soggetti fondamentali del sistema del Soccorso valdostano e che sono agli atti di questa legislatura.

Qual è l'errore - lo ha accennato bene prima la collega Minelli - che ha prodotto questa situazione? L'errore è aver tentato di rispondere alle domande sul coordinamento del soccorso all'interno della legge sull'ordinamento di uno dei Corpi del soccorso.

Quando si prova a disciplinare la relazione tra più soggetti - il ruolo della CUS, i Vigili del fuoco, il SAVT, la Protezione civile - dentro una norma che, per definizione, ha come oggetto uno solo di quei soggetti si produce esattamente il conflitto che abbiamo davanti, una legge che parla di ordinamento del personale e che contemporaneamente cerca di risolvere questioni di governance che la trascendono.

Non è il luogo giusto, non perché la questione non sia reale, anzi, è reale, non perché non sia urgente, è urgente, ma perché una legge di ordinamento è uno strumento inadeguato per disciplinare relazioni tra corpi autonomi con competenze diverse.

Con uno strumento sbagliato non si ottiene un buon risultato, si ottiene il risultato che abbiamo davanti: tensione, conflitti, stato di agitazione sindacale alla vigilia dell'approvazione in Consiglio.

Che cosa si doveva fare? Che cosa, secondo noi, si dovrebbe fare?

Serviva e serve una legge di sistema sul Soccorso valdostano, una norma dedicata e separata che abbia come oggetto proprio la governance del sistema intero, nella sua interezza, una legge che stabilisca con chiarezza che la Centrale Unica del Soccorso è un soggetto neutro, di coordinamento, non un organo di comando, che la direzione tecnica di ogni tipo di intervento spetta al Corpo con la competenza prevalente su quello specifico scenario, che le regole di coordinamento operativo valgono per tutti i soggetti, cioè i Vigili, il Soccorso, la Protezione civile, l'emergenza sanitaria, e sono definiti in una sede normativa che li riguarda tutti insieme.

Le regole scritte sul coordinamento non sostituiscono la fiducia costruita sul campo ma la rendono duratura. Le consuetudini reggono finché reggono le relazioni personali, le leggi reggono anche quando cambiano le persone.

Qualcuno potrebbe chiedersi: perché è una legge di sistema? Perché la Valle d'Aosta ha costruito nei decenni un sistema che non esiste in nessun'altra Regione italiana: Vigili del fuoco permanenti e volontari radicati sul territorio, un Soccorso alpino di eccellenza riconosciuto a livello internazionale, una Protezione civile organizzata, un Corpo forestale che conosce ogni vallata. Tutto questo in un territorio dove in venti minuti si passa dalla Plaine di Aosta a 2.000 metri di quota.

Quando c'è un incidente su un ghiacciaio la competenza prevalente è del Soccorso alpino. Quando c'è un incendio in un capannone la competenza prevalente è in capo ai Vigili del fuoco. Quando c'è un'alluvione che coinvolge più Comuni è la Protezione civile che coordina il presidio del territorio. Nessuno di questi Corpi è autosufficiente, la loro forza non sta nel comandare sugli altri, sta nel saper fare la propria parte nel rispetto di chi sa fare meglio un'altra cosa.

E poi c'è la questione della competenza legislativa; la Valle d'Aosta ha uno Statuto speciale, ha competenze sull'organizzazione del soccorso che altre Regioni non hanno, rivendicare significa usarla bene non semplicemente invocarla. Una legge di sistema sul soccorso valdostano non è solo una buona Amministrazione, è autonomia applicata, è dimostrare che l'autonomia non serve per fare diverso ma per fare meglio.

Vorrei, però, dire una cosa precisa prima di avviarmi alla conclusione del mio intervento: il testo originario della Giunta compiva una scelta chiara, ossia attribuire la direzione degli interventi al Corpo valdostano dei Vigili del fuoco senza affrontare pienamente il tema del ruolo della CUS e delle altre strutture del sistema di soccorso.

Eppure, sono proprio la CUS e il SAVT le peculiarità del modello valdostano, sono queste ultime che ci distinguono da qualsiasi altra Regione italiana. Non è una questione tecnica, è una questione di visione politica.

Il collega Jordan ha fatto il possibile per correggere quella scelta, lo riconosco senza riserva, ha lavorato con senso di responsabilità, ha cercato la mediazione, ha migliorato il testo che la Giunta gli aveva consegnato, ma correggere non è costruire.

Jordan ha rattoppato un problema che non avrebbe dovuto esistere e quel problema è nato prima. La mediazione ha corretto quella scelta ma non ha prodotto una visione alternativa, ha prodotto un equilibrio. Un equilibrio, per quanto prezioso, non è una strategia.

In altre parole, signor Presidente, il collega Jordan le ha consegnato le chiavi della macchina, l'ha messa in moto, l'ha portata fuori dal garage; ora tocca a lei guidarla, è in capo a lei la responsabilità di far funzionare questo sistema così particolare.

La Giunta è presieduta e coordinata dal Presidente e nel nostro ordinamento la Centrale Unica del Soccorso, la Protezione civile, il Corpo valdostano dei Vigili del Fuoco fanno tutti capo alla Presidenza della Regione.

Non si può costruire una legge che non si coordina con le competenze della CUS e del SAVT, lasciare al relatore il compito di rattoppare e poi chiamarsi fuori dal risultato.

Noi le faremo una domanda semplice quando dovrà tornare in quest'Aula a riferire sul sistema del Soccorso valdostano: la macchina va nella direzione giusta? Va alla velocità giusta o è ferma in seconda sul ciglio della strada?

Questa legge conferma il modello integrato, cerca di rafforzarlo, ma rafforzare un modello sulla carta non basta, bisogna farlo funzionare nella realtà, nella realtà fatta di turni di notte, di chiamate alle 03:00 di mattina, di decisioni prese in trenta secondi su chi interviene e con quali mezzi.

Per questo le chiediamo un impegno preciso: venire ogni anno in quest'Aula a riferire sullo stato del sistema con dati, tempi, con risultati misurabili. Tempi medi di attivazione, tempi di arrivo sul luogo di emergenza, numero di interventi coordinati tra più strutture, non per controllare i Corpi che operano nel soccorso, ma per controllare la qualità del sistema che li coordina, perché un sistema integrato non si regge sulla supremazia di un Corpo, si regge sulla qualità del coordinamento e il coordinamento non è un fattore tecnico, è una scelta politica quotidiana e quando quella scelta riguarda la vita delle persone la responsabilità non può restare all'ombra di un organigramma, deve avere un nome.

Qualcuno direbbe "Un nom et un cognom".

Presidente - Altri intendono intervenire in discussione generale? La parola al collega Bellora.

Bellora (LEGA VDA) - Ho cercato di ascoltare con attenzione sia quello che ho sentito dire oggi in Aula sia soprattutto quello che ho ascoltato in Commissione e, sinceramente, la mia è un'annotazione di metodo, non di merito, perché credo che da un punto di vista del merito questa normativa sia estremamente complessa, più di 200 articoli, e quindi vada eventualmente analizzata articolo per articolo, non nel suo insieme, ma a livello di metodo qualche riserva io ce l'ho e la voglio evidentemente esternare a quest'Aula.

Alcune di queste riserve sono già state evidenziate da alcuni colleghi ma ce ne sono altre che credo siano opportune.

Dico subito che riconosco al collega Jordan un lavoro di estrema attenzione e di un coordinamento non semplice, credo che nessuno di noi avrebbe voluto essere al suo posto, francamente, perché sicuramente ha dovuto mettere insieme molti pezzi. Scherzavo prima dicendogli che cambia nome, non si chiama più Corrado come me, ma rischia di chiamarsi Sebastiano, viste tutte le frecce che lo stanno affliggendo, e in questo l'ho apprezzato nel momento in cui ha detto che il Consiglio regionale è sovrano, la politica decide, giustissimo, assolutamente giusto, non dobbiamo farci dettare i tempi dagli altri.

Su questo sono d'accordo con lei Consigliere, però credo che le istanze vadano ascoltate, cioè il Consiglio è sovrano, la politica decide, perfetto, ma prima di decidere ascolta ed è questo che, secondo me, è mancato, cioè è mancato un momento di ascolto che avrebbe potuto, e lo abbiamo detto anche prima in Capigruppo, portare magari alle stesse identiche conclusioni ma con degli elementi in più.

Oggi in Capigruppo abbiamo sentito alcuni rappresentanti sindacali dei Vigili del fuoco dire una cosa che, francamente, mi ha lasciato abbastanza sorpreso quando hanno detto - e lo hanno detto due volte - "Torniamo allo Stato, torniamo a essere ministeriali, abbandoniamo il sistema regionale".

Credo che questo non so quanto poi sia attuabile, quanto sia seria una minaccia del genere, non lo so, non mi interessa…, mi interessa ma non sono in grado di dirlo. Però, credo che un'affermazione del genere per una maggioranza che si definisce o dovrebbe definirsi, ma sicuramente si definisce autonomista, sia una bella sconfitta perché sentire qualcuno che ti dice: "Io non voglio più", perdonatemi la semplificazione, "appartenere alla Regione, voglio tornare alle dipendenze dello Stato" e farcelo dire in faccia nel corso di una Capigruppo senza dare una risposta l'ho trovato francamente imbarazzante, non per me che sono all'opposizione ma per chi sta alla maggioranza e si definisce autonomista, secondo me lo è.

Credo che di fronte a tutto questo, cioè di fronte a una, chiamiamola, minaccia di statalizzazione, di fronte a uno stato di agitazione, del quale va comunque preso atto e va rispettato, di fronte a una mancanza di confronto e, soprattutto, di fronte a degli emendamenti oggettivamente presentati all'ultimo minuto su un impianto legislativo che sembrava essere completo. Ho sentito dire da qualcuno: "Siamo d'accordo su 200 articoli, non siamo d'accordo su 3", se a questo uniamo il fatto che ci sono stati degli emendamenti veramente dell'ultimo minuto, credo che un momento di ascolto, un rinvio, quello che è stato chiesto in Commissione, per rielaborare e magari riaprire brevemente una discussione su questi emendamenti, per ascoltare il punto di vista degli interessati su questi emendamenti, secondo me sarebbe stato doveroso o quantomeno opportuno e avrebbe permesso, magari, di arrivare allo stesso risultato, non sto dicendo che sarebbe cambiato qualcosa.

Questo mio intervento non nasce né per prendere le parti dei Vigili del fuoco né per prendere le parti del Soccorso o di qualunque altro soggetto di questa vicenda, ma è solo per dire che a livello di metodo, a mio modo di vedere le cose, la politica giustamente prende le decisioni, giustamente si assume la responsabilità di ciò che decide, ma prima ha il dovere di ascoltare, magari - ripeto - per prendere la stessa decisione, ma deve comunque prima ascoltare.

Questo è mancato ed è questo che critico nei confronti del comportamento di questa maggioranza.

Ho sentito parlare di atteggiamento arrogante, sì, credo che sia un termine appropriato, sia un termine corretto, ce lo siamo sentiti dire più di una volta, io sono solo quattro mesi che sono qui dentro però ho sentito dire più di una volta: "Ah beh, noi abbiamo i numeri, andiamo avanti".

Ci mancherebbe, ce li avete e finché ce li avete nessuno lo mette in discussione, però credo che un atteggiamento più accogliente - se mi si passa un termine che va di moda - o comunque più attento alle altrui istanze vi avrebbe giovato anche sotto il profilo non dico dell'immagine ma proprio della vostra azione di Governo che, ripeto, rispetto, rispetto l'attività del Consigliere Jordan che, secondo me, ha comunque fatto un lavoro che posso non condividere ma che apprezzo, ma che avrebbe dovuto essere più attento alle istanze esterne.

Entro solo brevemente nel merito di questo testo normativo perché non sarei in grado di farlo in maniera analitica in quanto, francamente, non è una problematica che conosca così bene e, soprattutto, ritengo sia una problematica molto tecnica, lo dicevo prima, che va affrontata articolo per articolo e non certamente a livello generale. Però, ci sono due flash che mi hanno fatto un attimo pensare e mi riferisco prima di tutto alla problematica che ho sentito sollevare sempre nella Capigruppo da parte di uno dei rappresentanti sindacali relativa al ruolo degli Ufficiali di Polizia giudiziaria dei Vigili del Fuoco.

Senza entrare in questioni tecniche delle quali parlavo poco fa con il Presidente dell'Assemblea, ossia se si tratti di Ufficiali di Polizia giudiziaria costantemente oppure solo nel momento in cui sono nell'esercizio delle loro funzioni, resta comunque il fatto che prevedere un Ufficiale di Polizia giudiziaria è sottoposto alle indicazioni, o comunque agli aspetti operativi di una Centrale Unica di Soccorso qualche perplessità me la lascia ma, ripeto, il mio è un ragionamento ad alta voce, non sono qui a dire che ho trovato la soluzione o che ho trovato il problema, però, per esempio, questo è un punto che, secondo me, meritava, proprio da un punto di vista tecnico giuridico, un minimo di attenzione in più perché se stiamo parlando di un Ufficiale di Polizia giudiziaria, e quantomeno quando è nell'esercizio delle sue funzioni certamente il Vigile di fuoco lo è, ragionare un attimo su quali siano i soggetti a cui viene sottoposto e il rischio di essere sottoposto comunque a un soggetto privato, quale è quello della Centrale Unica di Soccorso, mi pare che forse un po' più di attenzione l'avrebbe meritato.

L'altro aspetto, che non è lontanissimo da questo, è quello legato al pericolo di privatizzazione del soccorso di cui ho sentito parlare. Non lo vedo in maniera così diretta, però sicuramente quello è un altro aspetto che avrebbe richiesto secondo me un pochino più di attenzione e un attimo di approfondimento in più.

In definitiva, ho fatto due esempi ma, ripeto, non li prendete come una critica specifica perché sono solo delle mie impressioni che andrebbero assolutamente approfondite, quindi non voglio assolutamente vincolare una valutazione su questi aspetti, però sono due aspetti che, secondo me, rappresentano un momento le spie di uno scarso approfondimento su alcuni punti che con cinque-dieci-quindici giorni di rinvio e magari un secondo passaggio in Commissione, con l'audizione di alcuni dei rappresentanti sindacali che abbiamo sentito oggi frettolosamente, me lo si consenta, in Capigruppo, frettolosamente perché questo è il ruolo della Capigruppo, nel senso che le audizioni si fanno in Commissione non si fanno in capigruppo, credo che si sarebbe potuto arrivare fra quindici-venti giorni allo stesso risultato o a un risultato diverso ma, comunque, con alle spalle un approfondimento più stabile e più completo.

Questa è la critica di metodo che ritengo di fare e che, evidentemente, metto a disposizione degli altri membri di quest'Aula.

Président - A demandé la parole le collègue Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Cercherò con la mia mole di parare certe frecce a San Sebastiano in modo tale da creare un minimo di condivisione dei problemi e spero di non deludere il collega Lattanzi nel mio intervento, a parte che immagino che lui sappia già cosa dico.

Tutto questo discorso per dire che ho un po' di imbarazzo nell'intervenire per le sensazioni che ho raccolto questa mattina e voglio proprio partire da quello che ha riferito il collega Bellora.

Immaginare i rappresentanti sindacali del Corpo valdostano dei Vigili del fuoco che dicono: "Vogliamo tornare sotto il Ministero", perdonatemi, questa è una coltellata e anche un'affermazione di grande ingratitudine perché la Valle d'Aosta, con le sue risorse, ha finanziato interventi sugli immobili, ha comprato dei mezzi con i soldi dei valdostani ovviamente per dare un servizio ai valdostani.

Provate a fare un parallelo con le dotazioni che ci sono nelle altre caserme per capire se quest'afflato statale sia così corretto, però cerchiamo di fare qualche piccolo approfondimento.

Mi pare che le persone che hanno detto "Noi vogliamo ritornare sotto lo Stato" non abbiano esattamente la coscienza a posto, ma perché? Perché hanno fatto un concorso regionale, perché quando hanno partecipato al concorso sapevano di partecipare a un concorso per fare i Vigili del fuoco regionali, non statali.

Qui abbiamo un menù a scelta: cosa facciamo? L'antipasto lo prendiamo sì o no? Prendiamo un primo, prendiamo un secondo? Cioè scegliamo quello che vogliamo.

Si sono posti il problema se facendo parte del Corpo dei Vigili del fuoco nazionali qualche anno fa, quando c'è stata la ricostruzione delle carriere per prendere gli arretrati, se ci sarebbe stata questa generosità come c'è stata in Valle d'Aosta? Ovvero si è ricostruita la carriera quasi con 20-30 anni. A livello statale 5, cioè quando c'è da prendere veniamo e bussiamo.

Siete così sicuri che facendo parte del Corpo dei Vigili del fuoco nazionali sarebbe stata autorizzata o tollerata la manifestazione di questa mattina?

Manfrin, Lattanzi, avete visto il provvedimento di Piantedosi quando dieci Vigili del fuoco si sono inginocchiati in una manifestazione? Hanno avuto un provvedimento perché hanno detto: "Signori, alle manifestazioni sindacali voi non ci andate con le divise, c'è un provvedimento disciplinare".

Allora se lei, Manfrin, mi dice che io da Vigile del fuoco posso andare a delle manifestazioni sindacali in divisa ne prendo atto, lo chiederemo al Comandante dei Vigili del fuoco se possono fare delle manifestazioni in divisa.

A me pare che le divise siano una divisa per fare delle attività che sono proprie dei Vigili del fuoco, la divisa non mi serve né per fare delle manifestazioni né per fare delle attività estranee, quindi, perdonatemi, sarà un mio limite ma immagino che a livello nazionale le divise per fare delle manifestazioni sindacali… Anche perché quando tu hai la divisa rappresenti l'Istituzione. Bellora, sono della Polizia giudiziaria anche quando manifestano in divisa? Allora da un certo punto di vista la divisa ha un senso, quindi sono un po' imbarazzato nell'immaginare delle manifestazioni in questi termini perché è un po' una pressione forte quella che si fa nei confronti di un Consiglio regionale venire in divisa.

Sapete tutti, sono un cuore tenero, quindi posso anche impressionarmi, però non è che sono tutti come me, gli altri possono fregarsene.

Ho fatto l'invito a Manfrin, a Lattanzi ma anche a Zucchi, guardate se Piantedosi avrebbe tollerato.

Al di là di questi aspetti facciamo un ragionamento, cioè qual è l'obiettivo di questa legge?

Secondo qualcuno quell'obiettivo è quello di gratificare gli uni o gli altri. Signori, quest'obiettivo è un obiettivo per far funzionare il nostro sistema perché la Valle d'Aosta è diversa rispetto ad altre Regioni, abbiamo un'altitudine media di 2.000 metri, quindi quello che accade nelle altre Regioni ha una rilevanza diversa, quindi per noi avere un insieme, un'integrazione, come è stato detto, è fondamentale per i residenti, per le persone.

Il signor Mario Rossi che finisce in un crepaccio, che è in una scarpata non raggiungibile da mezzi e da strade, è poco interessato al fatto che venga salvato da un Vigile del fuoco o da una guida, l'importante è che venga salvato.

Qui il tempo è indispensabile, perché parliamo della vita delle persone. Le è stato detto, ma lo dico con un'altra logica, dobbiamo mettere a fattor comune tutte le competenze per essere tempestivi, veloci in un territorio difficile e sapete che questa cosa ha anche una rilevanza dal punto di vista turistico? Perché molte agenzie di viaggi o molti tour operator scelgono le località sulla base della sicurezza che viene garantita, quindi un sistema efficiente conforta la popolazione residente ma anche i turisti, perché sanno che qualora vi sia un problema c'è una soluzione ed ecco tutta una serie di investimenti che sono stati fatti, dal volo notturno piuttosto che altre questioni per dire: "Se venite in Valle d'Aosta non siete in un deserto e non avete delle certezze; avete delle certezze" e le certezze chi ce le dà? Questo sistema integrato di soccorso.

Vedete, questo tema non è un tema che è nato oggi, lo avete detto bene, allora io vorrei ricordare la mozione che è stata approvata il 23 giugno 2021 con 26 voti favorevoli ed era stata proposta allora da Chatrian, Carrel, Marguerettaz, Jordan, Restano, Grosjacques, Testolin e Aggravi. Qualcuno non aveva votato, qualcuno non aveva partecipato al voto ma voglio leggere solo l'impegno (26 votanti, 26 favorevoli nel 2021, quasi 5 anni fa): "Impegna il Governo regionale a proseguire, attraverso il tavolo coordinato dalla Presidenza della Regione, la verifica delle procedure in atto presso la Centrale Unica di Risposta, il CUR o NUE che dir si voglia, e la Centrale Unica del Soccorso, CUS; garantire la fattiva collaborazione tra i servizi di emergenza che partecipano alla Centrale Unica del Soccorso; a provvedere affinché i Vigili del fuoco assicurino la presenza fisica di loro operatori presso la Centrale Unica del Soccorso, al fine di garantire immediatezza nello scambio di comunicazioni e sinergia con gli operatori degli altri enti, nell'ottica di una migliore e più efficiente gestione degli interventi".

Secondo voi quello non è un obiettivo... Poi se siamo riusciti a farlo bene, male, noi immaginiamo di aver dato una risposta, questo era già l'indirizzo di cinque anni fa e sapete che cosa c'è? Che dopo l'approvazione di questa mozione una serie di sindacati dei Vigili del fuoco hanno già comunicato la loro contrarietà, quindi questa contrarietà non nasce oggi.

Una parte, non tutti fortunatamente, non vogliono sentire parlare di CUS: "Non facciamo parte della CUS", addirittura qualcuno mi ha detto: "Vogliamo uscire dalla CUS", a prova di dire che qualcuno mi dica che dico delle bugie io queste cose le ho sentite.

Allora cerchiamo di … perché qua rischiamo di volare alto, di parlare di costituzionalità, parlare di tutta una serie di argomenti, ma proviamo a fare l'analisi dell'uomo della strada, cosa succede nel momento in cui io ricevo una telefonata? Il famoso 112.

Il famoso 112 va a finire alla CUR, alla NUE, chiamatelo come volete, cioè ci sono dei dipendenti regionali, categoria B2, che rispondono al telefono e poi cosa fanno? Sulla base delle indicazioni o mandano alle Forze dell'ordine o mandano ai Vigili del fuoco o mandano alla Forestale o mandano al 118, quindi sostanzialmente il NUE è un ufficio per la presenza di due persone, mi pare contemporaneamente, che riceve delle telefonate e poi le rimbalza.

In teoria il rimbalzo dovrebbe andare alla CUS, dove chi c'è? Gli operatori sanitari, il Corpo forestale, le Guide e diciamo virtualmente i Vigili del fuoco perché non sono lì fisicamente?

Allora dire che vogliamo che questa telefonata, che questa CUS, abbia tutte le componenti, Vigili del fuoco compresi in presenza, secondo voi è una cosa anticostituzionale? Cioè, io penso di parlare di buon senso, qui siamo volati alti, ma per la gente che ci ascolta, per i giornalisti, per il popolino, che cosa vogliono questi maledetti Consiglieri regionali di maggioranza? Non vogliamo prevaricare nessuno, vogliamo semplicemente avere una situazione dove arriva una telefonata e questa telefonata venga condivisa da tutte le varie componenti, quindi se io sono in presenza non ci sono problemi

Coinvolgente lo scenario che ci ha fatto Centoz della notte buia e tempestosa, l'incendio, la famiglia, i bambini che piangono, va tutto bene, ma non è che cambia niente, arriva la telefonata e ti dice: "Andate con i Vigili" chiuso e buonanotte, non è che c'è bisogno di fare una commedia perché sembra quasi che noi vogliamo che questi bambini arrostiscano lì. Centoz, ma cosa sta dicendo?

Da questo punto di vista credo che anche tutta una serie di affermazioni siano del tutto gratuite, costituzionalità, qua sono tutti diventati costituzionalisti. In questo momento con il referendum costituzionalità, costituzionalità.

Vi leggo un passaggio di una sentenza del 10 febbraio 2026 del Tribunale di Aosta, sono tre righe: "Né può sostenersi che la normativa regionale intenda assicurare ai Vigili del fuoco una sorta di preminenza assoluta in materia di azioni di soccorso e salvataggio di uomini e animali in ambienti impervio con l'uso di tecniche di derivazioni alpinistiche".

Penso che un Giudice sia un po' più preparato di qualcuno che fa delle affermazioni gratuite sulle costituzionalità o meno, un Giudice dice: "Guardate che i Vigili del fuoco non hanno la preminenza, qua è un sistema integrato, è un sistema dove tutti devono poter partecipare", quindi l'obiettivo nostro non è quello di appagare delle tifoserie, non è mica così, abbiamo a cuore un sistema che deve dare delle garanzie.

Quest'opposizione a qualsiasi collaborazione da parte dei Vigili del fuoco si manifesta in modo continuativo. Vi ho parlato della mozione che è stata approvata cinque anni fa, ma qualcuno di voi si ricorda la discussione che abbiamo fatto nel bilancio 2026-2028? Dove sostanzialmente abbiamo detto che c'era la dotazione per fare dieci assunzioni nell'ambito del Corpo dei Vigili del fuoco. Con quale obiettivo? Quello di rinforzare la partecipazione dei Vigili del fuoco nella Centrale Unica del Soccorso, quindi - signori miei - non c'è mica nessun lampo a ciel sereno, è un percorso che ha una continuità dove pensiamo che il modello Valle d'Aosta, che rivendichiamo come autonomia statutaria, sia fondamentale per dare una risposta ai nostri bisogni e corriamo …. sicuramente ci è stato detto, neanche tanto sommessamente: "Noi cercheremo di far impugnare dal Consiglio dei Ministri questo disegno, questo progetto di legge".

In quell'occasione, oltre a mettere le disponibilità per fare le dieci assunzioni, abbiamo incaricato chi? Mica il Presidente della Regione, il Comandante dei Vigili del Fuoco di organizzarsi in modo tale da mettere a disposizione della CUS sette Vigili del fuoco, in modo da assicurare le turnazioni e poter garantire quello che secondo noi e secondo me, lasciate perdere la discussione politica, in qualche modo non voglio dire le speculazioni ma una situazione di buon senso vorrebbe che tutti coloro che sono attorno al tavolo condividano le informazioni. È banale.

Si dice: "Ma qual è la paura?", ma secondo voi all'interno di soggetti professionali che sono attorno a un tavolo c'è voglia di boicottare un Corpo piuttosto che l'altro quando ci sono delle vite o ci sono delle persone in pericolo? Ma di che cosa stiamo parlando? Di qualche demonio? Che per potersi mettere una medaglietta non fa intervenire un Corpo piuttosto di un altro? Ma scherzeremo mica?

La condivisione è fondamentale, credetemi, ma è un ragionamento di buon senso mettere attorno al tavolo quelli che si occupano di Centrale Unica del Soccorso.

Certe rivendicazioni onestamente non le capisco perché non hanno … Cos'è? Lesa maestà il fatto di condividere qualcosa con qualcuno? Io penso di no.

Nella discussione qualcuno, come al solito, travisa e dice cose non vere. La volta scorsa noi, alla fine della legislatura, ci siamo impegnati ad approvare la legge entro la fine del 2025, ma non la stessa legge, la legge.

Allora qualcuno deve riascoltarsi perché dire "Dovevamo approvare quella legge" non è così. Noi abbiamo preso un impegno ad approvare la legge, ma non quella legge, la legge con ovviamente, se del caso, le modifiche, quindi come al solito diciamo delle cose false.

C'è una cosa straordinaria che è la registrazione, perché c'è scritto quella legge, no la legge…. (Interruzione fuori microfono) …. Le do sempre delle soddisfazioni collega.

Norma di attuazione: faccio parte della Commissione paritetica, la norma di attuazione per la parifica delle competenze, dell'aspetto previdenziale, la Commissione paritetica, anche con la partecipazione dei membri statali, è già stata approvata.

Ora qual è il problema? Il problema è molto semplice, nel senso che con le modifiche che sono state introdotte sul trattamento pensionistico che non prevede la messa in quiescenza automatica delle persone che hanno raggiunto i limiti, ma bisogna andare a 67 anni, se tu vuoi andare prima ti devi dimettere.

Questo cosa vuol dire? Che c'è un ricalcolo del trattamento.

Oggi c'è una discussione in virtù di queste modifiche del quantum per cui lo Stato dice: "Cosa metti sul tavolo, Regione, in virtù di questo ricalcolo?", quindi oggi c'è un problema finanziario ed ecco perché anche lì le affermazioni "Voglio stare sotto lo Stato" mi fanno male, perché stiamo lavorando per trovare una soluzione che comporterà lo stanziamento di svariati milioni di euro per modificare delle regole contrattuali che, all'atto dell'assunzione, non erano così, perché quando tu hai fatto il concorso sapevi che le regole erano diverse rispetto a quelle statali.

Allora, posso anche essere d'accordo sul creare una situazione di equiparazione, ma quando hai partecipato al concorso le regole erano diverse.

Anche qui, quindi, gli sforzi che vengono fatti a livello di Commissione paritetica e ovviamente poi di Governo e di maggioranza per risolvere la situazione e mettere svariati milioni per ovviamente sostenere questa cosa in qualche modo non dico che mi demotiva, perché non ci facciamo demotivare, ma mi fa male.

Mobilità: c'è un'attrazione fatale così nei confronti del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco e comunque una soluzione c'è, la mobilità è sempre possibile.

Ci sono persone che hanno fatto la mobilità e sono passati al Corpo dei Vigili del fuoco nazionale, qualcuno è anche tornato, bravo Michel.

Tutto questo per dire che immaginare e descrivere questa maggioranza, coloro che hanno proposto come dei nemici dei Vigili del fuoco, mi fa male perché il nostro obiettivo è quello di valorizzare i nostri Vigili del fuoco e, anche lì, il ragionamento che è stato fatto nel cercare di capire se ci sono le condizioni per un distaccamento in Bassa Valle va sempre in quella direzione.

I Vigili del fuoco da sempre sono in qualche modo un Corpo che desta simpatie, che si associa a delle attività positive.

Il collega Jordan ed io avevamo tantissimi nostri paesani che erano nel Corpo dei Vigili del fuoco, quindi anche questi ricordi d'infanzia, dove il giorno dell'Epifania andavamo nella Caserma a vedere la Befana che scendeva dalla torre e distribuiva dei regali; quindi, dire che siamo contrari e che abbiamo dei sentimenti negativi dei Vigili del fuoco è assolutamente falso.

Vogliamo semplicemente cercare le condizioni per creare un sistema di soccorso particolare, è un prodotto di sartoria quello che vogliamo fare, quindi sicuramente questo è il primo tassello. Poi ci sarà tutta una serie di aspetti che verranno affrontati dal Governo, dai Comandanti, per far sì che il sistema di soccorso rimanga quell'eccellenza che abbiamo e l'abbiamo grazie a delle leggi particolari che noi valdostani abbiamo approvato negli anni, la legge 5, la legge 7 che fanno parte di questo sistema.

Quindi, direi che possiamo tranquillamente votare questa legge ed evitare delle polemiche e delle attività che non fanno bene né ai Vigili del fuoco né a tutta la discussione.

Président - A demandé la parole le collègue Martinet.

Martinet (UV) - Mi scuseranno i colleghi, io non ho la mole di Aurelio, neanche la memoria storica e la sua capacità oratoria, ma nel mio piccolo cercherò di parare qualche freccia al collega Jordan.

Intervengo su questo provvedimento riguardante la nuova legge del Corpo dei Vigili del fuoco della Valle d'Aosta per richiamare innanzitutto il lavoro svolto in Commissione consiliare, lavoro che ritengo sia stato condotto con grande correttezza istituzionale e nel pieno rispetto di tutti i passaggi previsti dal nostro ordinamento.

La Commissione ha, infatti, operato con metodo, trasparenza e senso di responsabilità, svolgendo tutte le audizioni ritenute necessarie e ascoltando con attenzione tutti gli interlocutori coinvolti.

Sono stati sentiti i rappresentanti del Corpo dei Vigili del fuoco, i tecnici, le strutture dell'Amministrazione regionale e, naturalmente, anche le organizzazioni sindacali che hanno potuto esprimere liberamente le proprie osservazioni, le proprie preoccupazioni e le proprie proposte.

Questo percorso di ascolto non è stato un semplice adempimento formale ma un passaggio sostanziale del lavoro legislativo.

È proprio attraverso il confronto con chi vive quotidianamente queste realtà che il Consiglio regionale può migliorare la qualità delle leggi che approva ed è esattamente in questo contesto che si colloca la presentazione di alcuni emendamenti al disegno di legge. Gli emendamenti non devono essere letti come un elemento di contrapposizione o come un tentativo di stravolgere il testo originario ma come uno strumento normale, fisiologico del processo legislativo. Essi rappresentano, al contrario, il risultato del lavoro di approfondimento svolto in Commissione e dell'ascolto delle osservazioni emerse in tali audizioni.

Il ruolo dei Consiglieri regionali, al di là dell'appartenenza politica, è proprio questo: esaminare i testi, confrontarsi con i portatori di interesse, valutare le criticità e, quando necessario, proporre delle migliorie.

Presentare emendamenti significa esercitare fino in fondo la funzione legislativa che ci è affidata, con l'obiettivo di rendere il provvedimento più chiaro, più equilibrato e più rispondente alle esigenze del territorio e degli operatori del settore.

Allo stesso tempo questa legge rappresenta anche un passaggio importante di valorizzazione del Corpo dei Vigili del fuoco della Valle d'Aosta in un territorio come il nostro, caratterizzato - lo sottolineava anche il mio capogruppo - da un ambiente montano complesso e da rischi naturali che richiedono capacità di intervento rapide e altamente specializzate. Anche in questo caso il ruolo dei Vigili del fuoco è fondamentale, il loro lavoro quotidiano rappresenta uno dei pilastri della sicurezza e della gestione delle emergenze sul territorio.

Proprio per questo motivo è importante dotarsi di una normativa aggiornata e solida, capace di riconoscere e valorizzare il contributo che il Corpo dei Vigili del fuoco offre ogni giorno alla nostra comunità.

Questa legge va nella direzione di rafforzare tale ruolo, confermando i Vigili del fuoco come uno dei punti cardine del sistema di protezione e gestione delle emergenze del soccorso pubblico in Valle d'Aosta.

Credo, quindi, sia importante riconoscere che il lavoro svolto in Commissione sia stato serio, approfondito e rispettoso di tutte le sensibilità coinvolte.

Le modifiche proposte vanno lette in questa chiave, come un contributo costruttivo per rafforzare il testo della legge e per garantire che la normativa che andremo ad approvare sia il più possibile condivisa, efficace e funzionale.

Il nostro obiettivo, come Consiglieri regionali, cercando di avere una visione di insieme della norma e non di parte, deve essere quello di dotare la Valle d'Aosta di una normativa solida e moderna, capace di valorizzare il lavoro dei Vigili del fuoco e garantire un servizio di soccorso che sia sempre più efficiente e sicuro per la nostra comunità.

Per queste ragioni ritengo che il percorso seguito finora meriti di essere riconosciuto e rispettato, così come merita attenzione il lavoro di miglioramento del testo che è stato portato avanti in Commissione.

Volevo, infine, ringraziare tutte le strutture regionali che hanno lavorato per diversi anni per arrivare alla scrittura di oltre 200 articoli, frutto di condivisione e attenzione per creare il nuovo comparto della sicurezza e soccorso della nostra Regione.

I Presidenti della seconda e terza Commissione, in particolare il collega Corrado Jordan, per l'impegno e la dedizione che ha destinato alla stesura di questa norma che lo ha visto riservare passione certosina, direi quasi parola per parola, per far sì che tutti i soggetti coinvolti abbiano dignità e la giusta rilevanza all'interno di questo provvedimento.

Presidente - La discussione generale è aperta. La parola alla collega Trione.

Trione (CA) - Il rischio è di ripetersi perché i concetti mi sembra che siano stati sviscerati, spiegati anche con parole forti anche emotivamente, però è importante anche per noi affermare che appoggiamo ovviamente in toto questa riforma organica e di sistema.

È una legge ampia, l'abbiamo detto, e cercare di mettere in luce solo alcuni aspetti secondo noi non è corretto e non rende onore al lavoro che chi ha costruito questa legge nei diversi passaggi ha fatto.

Credo sia importante di nuovo cercare il baricentro del lavoro che stiamo facendo, perché parliamo di una legge complessa che riordina una materia vitale, mettendo al centro un valore non negoziabile, cioè la sicurezza dei cittadini valdostani e anche di quelli non valdostani e la tutela del nostro territorio. Questo è il centro, ciò che deve interessare noi in quanto legislatori.

Ovviamente questa sicurezza si fonda su un sistema definito nel dettaglio, rispettando, definendo e valorizzando le competenze di chi questa sicurezza la garantisce.

Questo testo conferma la validità di un impianto ambizioso, modernizzare la governance del Corpo dei Vigili, professionalizzare le carriere riaffermando l'autonomia della nostra Regione attraverso un ordinamento speculare a quello nazionale, ma saldamente incardinato nella nostra Amministrazione.

La legge definisce la creazione di un assetto di diritto pubblico, gerarchico e altamente specializzato. Si è cercato un equilibrio fondamentale, da un lato il reclutamento di elevate competenze tecniche dall'altro la doverosa valorizzazione dell'esperienza operativa di chi da anni veste con onore questa divisa.

Un punto fondamentale è senza dubbio - l'abbiamo detto in tutte le lingue - l'integrazione del Corpo all'interno del sistema del soccorso della nostra Regione definendo un coordinamento generale nel rispetto, non ci stancheremo di dirlo, delle competenze tecniche di ogni parte, con l'obiettivo di garantire un sistema di protezione di altissima qualità, come lo è già, che valorizza e "utilizza" lo specifico di ogni sua componente.

Anche per questo motivo in questa legge il volontariato non è un elemento accessorio, è una componente strategica, una riserva operativa flessibile che rende il nostro sistema di soccorso unico e resiliente, perfettamente aderente alla particolarità della nostra realtà valdostana.

Se oggi presentiamo questo testo è grazie - l'abbiamo detto - a un metodo di lavoro serio e partecipato, il disegno di legge è il frutto di un confronto serrato e proficuo tra le strutture regionali, i vertici del Corpo e le Organizzazioni sindacali.

Poi, il lavoro delle Commissioni consiliari, lo dico anche in quanto Commissaria della terza Commissione, con numerose audizioni e ricordo che le Commissioni questo devono fare.

La terza Commissione, congiuntamente alla seconda, ha fatto il suo lavoro, ha audito, ha approfondito, ha fatto sintesi. Questo noi dovevamo fare, affinando e provando a migliorare il testo.

Gli emendamenti approvati sono, dal nostro punto di vista, miglioramenti sostanziali che hanno perfezionato il raccordo tra le norme garantendo che ogni ingranaggio del comparto sicurezza funzioni.

Votare questa legge, quindi, significa scegliere la qualità del servizio e la sicurezza del cittadino, significa riconoscere che la Valle d'Aosta ha peculiarità che vanno difese con norme specifiche e all'avanguardia.

Oggi, quindi, in quest'Aula noi ci assumiamo la responsabilità di decidere per il meglio, lo facciamo con la consapevolezza di dare alla nostra comunità un sistema di soccorso più forte, moderno e coordinato.

Presidente - A demandé la parole la collègue Baccini.

Baccini (LRV) - Il mio intervento odierno si discosterà in parte dal merito tecnico per concentrarsi innanzitutto sul metodo che ha accompagnato la discussione di questo disegno di legge sulla revisione della normativa del Corpo valdostano dei Vigili del fuoco.

Siamo di fronte a un provvedimento che è il risultato di oltre cinque anni di lavoro, un percorso indubbiamente lungo e complesso che, tuttavia, presenta ancora troppe zone d'ombra.

Nonostante il susseguirsi di numerose versioni del testo nel tempo, a novembre 2025 credevamo finalmente di essere giunti aduna conclusione condivisa. Purtroppo, la realtà si è rivelata diversa, a una sola settimana dal voto sono stati introdotti emendamenti sostanziali che stravolgono l'impianto della norma senza alcun confronto con le parti coinvolte.

Il metodo di lavoro adottato è, a nostro avviso, inaccettabile, i fatti smentiscono categoricamente le dichiarazioni di condivisione rilasciate stamattina dal Presidente della terza Commissione.

Dopo la presentazione degli emendamenti è stata negata la possibilità di audire nuovamente i sindacati; nonostante l'impegno preso in Commissione di inviare i testi alle rappresentanze dei lavoratori per un parere ufficiale ciò non è avvenuto.

I sindacati hanno dovuto apprendere i contenuti degli emendamenti per vie non ufficiali e stamattina chiedevano alla maggioranza chiarimenti in merito.

Non stiamo discutendo di dettagli marginali, ma di cambiamenti che incidono profondamente sull'assetto del sistema del soccorso pubblico e sulla catena di comando operativo.

L'introduzione di un ruolo della Centrale Unica di Soccorso che rischia di sovrapporsi alle competenze tecniche dei Vigili del fuoco è un punto estremamente delicato. Alterare quest'equilibrio significa generare confusione nelle competenze e sovrapposizioni operative, criticità giuridiche e costituzionali, incertezza nella catena di comando, proprio dove la chiarezza è vitale.

In emergenza non può esserci ambiguità, ogni minuto conta e ogni decisione deve essere immediata e fondata su competenze tecniche e certe.

Il testo originale, frutto di anni di concerto, garantiva il giusto equilibrio tra ruolo di coordinamento informativo della Centrale Unica e la responsabilità tecnica del Corpo dei Vigili del fuoco.

Intervenire in zona Cesarini, senza un'adeguata valutazione tecnica, rischia solo di indebolire il sistema. Quando parliamo di soccorso pubblico non parliamo di mera organizzazione amministrativa, ma della sicurezza della vita delle persone ed è su questo, e solo su questo, che dobbiamo misurare la nostra responsabilità politica.

Ecco, responsabilità politica che mi aspettavo soprattutto dai colleghi di Forza Italia; è utile ricordare che chi oggi siede in maggioranza quando era all'opposizione aveva inserito nel proprio programma elettorale l'impegno solenne a depositare questa legge nei primi 90 giorni di legislatura.

Infatti, nel programma delle elezioni regionali 2025, cosa faremo nei primi 90 giorni di legislatura: deposito del nostro disegno di legge per l'abbattimento dei costi dell'energia elettrica per tutti i valdostani, deposito del disegno di legge per l'abbattimento delle liste di attesa in sanità con parallelo avvio di un piano serio, strutturato di attrattività e di assunzioni nuove e, infine, appunto, il deposito dei disegni di legge per l'ordinamento e la disciplina dei Vigili del fuoco e del Corpo forestale valdostano.

In quel programma si parlava di un deposito immediato, senza stravolgimenti, oggi invece non siamo solo in forte ritardo rispetto a quelle promesse, ma si pretende di approvare la norma carica di emendamenti che ne alterano la sostanza.

Non è una questione di tifoserie politiche, per usare un termine caro al collega Marguerettaz, è una questione di chiarezza nei confronti dei cittadini e degli operatori.

Presidente - Ci sono altri interventi? Ha chiesto la parola il collega Sapinet.

Sapinet (UV) - Vi sono sicuramente argomenti o tematiche sulle quali, per vari motivi, è più complicato intervenire, per me ovviamente questo è uno di quelli. L'appartenenza alla categoria, dal 1998, tre anni da Vigile del fuoco volontario e per ora 19 da professionista, fa sì che io viva in modo particolare l'argomento con un primo esercizio, un esercizio non banale, particolarmente complicato, che è quello di guardare e gestire il provvedimento dalla parte del legislatore, ed è quello che ho fatto, come sanno bene alcuni colleghi che si sono trovati nelle mie stesse situazioni su altre tematiche.

Abbiamo parlato di contenuti, di metodo, di percorsi fatti, ma dovremmo parlare anche di percorsi da fare e iniziamo proprio da questi percorsi che abbiamo fatto, avviati dal collega Lavevaz quattro o cinque anni fa, come ricordavano alcuni colleghi, continuati dal Presidente Testolin e poi gestiti nell'ultima fase dai Presidenti di Commissione, in particolare il collega Jordan che si è fatto carico di questo compito particolarmente difficile. Un collega, Jordan, che ha applicato un metodo di lavoro che, dal punto di vista politico, ho apprezzato molto, nel quale anche in parte mi rivedo.

Viene messo in discussione oggi il risultato, è normale da parte di qualcuno, ma il collega ha portato avanti un lavoro continuo, complicato, delicato, cercando - e lo ha fatto direi anche molto bene - di estraniarsi, di fare un passo al di fuori da quelle che sono delle inevitabili tensioni in un sistema come la Valle d'Aosta, dove tutti conoscono tutti, per cercare quella sintesi che la politica deve saper trovare su una tematica così scottante e delicata, un lavoro di coordinamento e di stesura dei vari emendamenti che sono stati sviluppati più volte, sono stati scritti, riscritti, messi in discussione, qualcuno diceva "Correggendo le virgole", sì, è vero.

Il risultato è un testo finale che in alcune parti scontenta qualcuno, troppo per qualcuno, troppo poco per qualcun altro, era prevedibile, forse sì, forse no, non lo so, ma il metodo, come detto, è decisamente apprezzabile, saranno poi il tempo e il territorio a darci e dirci qual è l'esito finale.

Ovviamente noi che alle Commissioni non partecipiamo, anche questa questione ci fa sempre discutere all'interno del Governo, ma ci siamo confrontati e abbiamo letto i resoconti, conosciamo le dinamiche e un confronto che c'è stato, un confronto acceso e dinamico già anche nel mese di novembre, prima dell'approdo in Giunta del disegno di legge, un confronto - e parlo per un gruppo, parlo per una maggioranza - che non è mai mancato anche negli anni passati, penso alla revisione della delibera del Piano Casa del 2024, al decreto Salva Casa del maggio 2025, quindi un gruppo, una maggioranza, all'interno della quale si mettono in evidenza anche delle diversità di posizione ma all'interno della quale, come la politica deve fare, si cerca la sintesi.

Un percorso politico che è stato fatto con un Governo che ha scaricato un provvedimento, una Commissione che ha lavorato e, come dicevo, dei gruppi che si sono confrontati, cercando quella sintesi così difficile in questo caso.

Dicevo giorni di lavoro con il collega Jordan, con gli altri del gruppo, con i vertici del Corpo, il Comandante e il vice Comandante che voglio ringraziare, in particolare quest'ultimo, per l'approccio che ha tenuto, i toni e la volontà di mettere insieme, lo faccio da membro del Governo e non da suo sottoposto.

Ho apprezzato meno - e lo devo dire togliendomi qualche sassolino - il metodo adottato dai vertici di altri enti, con alcuni passaggi riportati in un documento difficilmente condivisibile, così come il metodo che non è stato di aiuto per il legislatore.

I sindacati hanno alzato la voce e hanno manifestato, hanno fatto la loro parte, la truppa fa la truppa.

Lavoriamo invece, e questo si può fare fin da subito, per mettere insieme, per limare, oltre che gli emendamenti, la legge, tutto quello che è stato fatto ma anche quelle che sono delle tensioni che ci sono, esistono, proprio partendo dai vertici e dall'esempio che qualcuno ci ha dato.

È da lì che si parte per fare rete, per fare squadra, perché questo sistema Valle d'Aosta sia sistema realmente. Lo è stato, lo è spesso e volentieri, poi bastano alcuni casi, alcuni interventi, alcuni episodi che non devono esserci e sono certo che da parte dei vertici inizialmente ci sarà la volontà di andare in questa direzione.

Servono anche delle rassicurazioni, oggi sono state fatte e sicuramente qualcuno le farà dopo di me per il Corpo regionale dei Vigili del fuoco. Bene ha fatto il collega Marguerettaz a fare un passaggio per quel che riguarda l'attività della Commissione paritetica e l'attività del percorso di equiparazione, un qualcosa che è esploso, io c'ero, era se non ricordo male il 2009, dopo il terremoto dell'Aquila, quando a livello nazionale i Vigili del fuoco sono stati sempre più avvicinati a quelle che sono le forze di Polizia, quindi da lì è iniziato tutto un movimento, però si è lavorato, si sta lavorando ed è giusto ricordarlo e dare delle rassicurazioni.

Venendo ai contenuti del disegno di legge, ma dove è stato ampiamente analizzato vorrei fare alcune considerazioni sulla CUS, sulla legge che la governa.

È una legge che dovrà essere oggetto di revisione, una revisione necessaria poiché nel frattempo è cambiato un mondo, è nato il numero unico di emergenza, il112, e sono necessari altri adeguamenti.

Una CUS che trattiamo come un'entità, ma una CUS che è, non dimentichiamolo, anche un luogo fisico, o meglio, due luoghi fisici, abbiamo una CUS principale e una CUS di backup.

Ha citato, l'avrei fatto io ma lo ha già fatto il collega Marguerettaz, quella mozione che è del 23 giugno 2021, ne ha ricordato l'impegnativa, per varie motivazioni avevamo due posizioni diverse, ma è corretto ricordare che erano 26 i voti assolutamente trasversali, molti della maggioranza la votarono, qualcuno no e lo stesso fu anche per le opposizioni, per dire che la tematica era stata trattata, era stata votata.

È chiaro che un Governo, che piaccia o non piaccia, poi delle mozioni deve tener conto e deve portare avanti quelli che sono gli impegni che quest'Aula richiede.

Così è stato fatto, come su altri settori abbiamo - dopo il Covid - dato delle risposte a quello che è il problema dei numeri, le carenze di organico con un concorso; a seguito del concorso le dieci unità in più sulla pianta organica che abbiamo votato nel bilancio a dicembre del 2025. Abbiamo 16 Vigili del fuoco che stanno facendo il corso di formazione a Roma e probabilmente 19 che lo faranno a partire dal 2026, ecco un altro impegno che non è scritto ma che dobbiamo prenderci e poi riuscire a dare una certa regolarità nelle procedure concorsuali sia per i Vigili del fuoco, penso al Corpo forestale, penso ai cantonieri, tre categorie su cui in questi ultimi due-tre anni siamo riusciti a intervenire.

Parlavamo della CUS e qualcuno ha parlato dei lavori, io ho la delega alle opere pubbliche quindi prendo quelle che sono anche le mie responsabilità di una situazione per quel che riguarda il comando di Aosta, dove sicuramente bisogna intervenire e dove si interverrà con risorse importanti, rispetto ad altre realtà di fuori Valle sicuramente la Caserma necessita di un intervento, ma si vede chiaramente. Quest'intervento è già programmato ed è già finanziato.

Riguardo, dicevo, ai due luoghi dove trova spazio la CUS riporto una riflessione che feci allora nel 2021 e che oggi voglio ribadire sempre appunto a proposito della CUS, organo ma anche luogo fisico, due luoghi dove trovano spazio la CUS principale e la CUS di backup, ovvero la sede della Protezione civile presso l'aeroporto e la Centrale dei Vigili del fuoco del Comando di Aosta.

Una sede, quella nella zona aeroportuale, che sarà oggetto di intervento, considerata anche l'attuale situazione e i problemi legati anche all'antisismica. Un comando, quello dei Vigili del fuoco, anch'esso a breve oggetto di diversi interventi, per dire che il tutto è programmato, la realizzazione di una copertura in fotovoltaico nella palazzina delle camerate che sta seguendo l'iter progettuale che è previsto per il periodo autunnale e, poi, il più importante intervento da 3,3 milioni per l'efficientamento energetico e l'adeguamento alle norme antisismiche della palazzina, quella più datata, quella sulla quale, con i vertici del comando, ci si è confrontati qualche settimana fa, con un possibile, anche qui all'interno di quest'intervento, sviluppo e adeguamento di quella che è la sala operativa CUS di backup.

Questo può ottenere un miglioramento di quelle che sono le attuali condizioni, lo dico di nuovo oggi come nel 2021, provare anche a mettersi in gioco, sperimentando il passaggio dalla logica di una CUS da principale backup a una diversa concezione di utilizzo alternato delle due CUS. Questa è una suggestione, una proposta per raggiungere degli elementi, perché si continui a sperimentare, a innovare ma, soprattutto, si continui a migliorare.

In relazione agli interventi delle opposizioni, anzi direi delle minoranze, come ricorda il collega Guichardaz, ovviamente le minoranze hanno le mani più libere, noi dobbiamo trovare la sintesi, trovare i numeri, trovare l'equilibrio; però devo dire che ho apprezzato anche l'approccio dei colleghi rispetto al passato, forse più costruttivo.

Spiace che non ci sia stato quest'approccio nel 2024, era il 20 marzo quando votammo la modifica alla legge regionale 22/2010 ovvero l'importante inserimento del Comparto denominato Sicurezza e Soccorso Valle d'Aosta, che fu un passaggio importante. Mancarono i voti dei colleghi che sono intervenuti, Minelli e Manfrin, mentre ci furono quelli della maggioranza, anche i colleghi, che oggi sono con noi in maggioranza, di Rassemblement e di Forza Italia.

Questo per dire che si evolve, si va avanti, ma che comunque i numeri e i dati di quello che è stato fatto deve essere ricordato, perché la creazione del comparto denominato Scurezza e Soccorso è stato un passaggio molto atteso e che siamo riusciti a concretizzare.

Dicevo che, insieme al collega Jordan, si sono trovati degli equilibri che erano anche precari e che sono tali quando certi argomenti toccano le sfere professionali dei vari enti.

La politica ha cercato di mettere in fila tutto, limando gli spigoli, cercando di trovare i numeri con le sue dinamiche, con le sue regole, ha cercato di fare ordine.

Dicevo che noi lo abbiamo fatto all'interno di un gruppo, un gruppo affiatato e coeso, una maggioranza robusta, perché altrimenti saremmo solo dei battitori liberi; il far parte di un gruppo, di un movimento, sicuramente rafforza quella che è la posizione di noi tutti, ma anche di noi singoli, perché credo che al territorio e alla politica non servano dei battitori liberi.

Président - A demandé la parole le collègue Baccega.

Baccega (FI) - È stato richiamato più volte in Aula da alcuni interventi il percorso di Forza Italia nella passata consiliatura ammonendoci del fatto che siamo in una nuova consiliatura.

È vero, ci sono stati una serie di atti ispettivi e una serie di interventi dove nessuno mai ha dato dei lavativi ai colleghi, mai, ma avevamo sottolineato che in una travagliata legislatura evidentemente il poter lasciare indietro un certo numero di leggi, tra cui la legge 3 sull'edilizia residenziale pubblica, tra cui quella dei Vigili del fuoco, poteva essere un momento che ci procurava del disagio.

Non a caso, nel nostro programma di Governo e poi nel programma di questa maggioranza, siamo stati chiamati a dire che entro 90 giorni avremmo depositato la legge e così è stato fatto. Entro i 90 giorni dalla partenza della nuova Giunta, la Giunta ha scaricato la legge sui Vigili del fuoco in Consiglio.

Credo che a quel punto si è avviato un percorso importante e significativo. Va anche sottolineato che nel Comparto Soccorso e Sicurezza noi esprimemmo un voto favorevole, perché per noi era importante e significativo il risultato di quello che avveniva nei confronti dei cittadini che, drammaticamente, potevano trovarsi in un disagio, in un fiume piuttosto che in montagna o in un crepaccio o su una parete di roccia.

Allora quello era il nostro obiettivo, creare per i cittadini un supporto tale che potesse dare delle risposte senza problematiche, quindi garantire l'intervento in sicurezza.

Poi, ovviamente la legge è approdata in Commissione, nel frattempo facevo l'Assessore alle finanze, i miei colleghi Sorbara, che era Presidente della Commissione e ha partecipato a tutte le Commissioni, e Jordan hanno in qualche modo lavorato nella direzione di arricchire questo percorso sicurezza che si voleva dare ai valdostani, a tutti i valdostani, e così è stato fatto.

Mi pare che si sia andati nella direzione giusta, quindi si è creata una nuova strategia che si chiama "Sistema di soccorso", sul quale noi siamo ovviamente concordi.

Diciamo che siamo stati chiamati a rafforzare quel percorso che, dapprima con una legge approvata in Giunta, ha migliorato quelli che sono i percorsi per garantire ai valdostani la sicurezza e la possibilità di avere una garanzia di una struttura forte, importante, che potesse dare risposte in tempi immediati.

Nulla da dire, quindi, siamo lieti di aver partecipato a questo percorso e siamo lieti del fatto che abbiamo rispettato quello che era un elemento fondamentale del nostro programma di Governo, cioè depositare entro i 90 giorni la legge, ripreso ovviamente nel programma di maggioranza.

Président - A demandé la parole la collègue Minelli.

Minelli (AVS) - Intervengo per il secondo intervento. Vorrei, innanzitutto, sgombrare il campo da un equivoco che in alcuni momenti ha attraversato il dibattito. Qui nessuno credo metta in discussione il modello valdostano né tantomeno il valore dell'autonomia, nessuno, ma credo proprio nessuno, e proprio perché crediamo anche noi nel valore dell'autonomia pensiamo che essa debba funzionare bene e debba appoggiare su un sistema di soccorso, perché di questo stiamo parlando adesso, chiaro, efficace e anche rispettoso delle competenze di ciascuno.

Il collega Marguerettaz ha parlato di coltellata e di ingratitudine da parte dei Vigili del fuoco. Francamente trovo questo linguaggio un po' fuori luogo, perché non credo proprio che i Vigili del fuoco siano ingrati nei confronti della Regione, sono al servizio dello Stato e di questa comunità valdostana, lo dimostrano ogni giorno con il loro lavoro, così come fanno tutti gli altri attori che operano nel soccorso, dagli operatori sanitari alle guide alpine, dal Corpo forestale alla Protezione civile, ai vari volontari che collaborano.

Trasformare un confronto istituzionale e una preoccupazione che riteniamo legittima in una questione di gratitudine o di lealtà a noi sembra un modo improprio di affrontare un tema così delicato.

Si è, poi, parlato delle manifestazioni in divisa, è stato persino evocato il Ministero dell'Interno, mi pare, a un certo punto; credo che fino a prova contraria attualmente i Vigili del fuoco abbiano un Comandante e non ho motivo di pensare che una manifestazione, come quella di stamattina, non sia stata autorizzata da un Comandante, perché credo che se escono i Vigili del fuoco nel numero in cui li abbiamo visti qui sotto debbano essere autorizzati. Autorizzati loro e autorizzate anche le modalità con cui si sono presentati.

Credo che su questo potremmo fare delle verifiche, non so come è andata, immagino che sia andata così.

La cosa importante, però, è che trasformare quest'episodio in un problema disciplinare o istituzionale significa spostare il dibattito su un terreno che non è quello che stiamo discutendo adesso, è altra cosa, ma sappiamo che queste modalità spesso vengono utilizzate. Il punto vero, infatti, secondo noi è un altro.

Sempre il collega ha detto che dobbiamo avere a cuore un sistema che dia garanzie e che la condivisione è fondamentale e sono assolutamente d'accordo, come penso che su questo siamo tutti d'accordo. Come si fa a pensare di essere contrari alla collaborazione tra Corpi o enti che si occupano di soccorso?

Mi sembra una cosa lapalissiana, però proprio per questo allora nasce una domanda che penso sia molto semplice: se il sistema funziona già in modo così integrato, come è stato descritto, perché allora dobbiamo intervenire con una legge per scrivere che si deve - e c'è scritto - assicurare l'integrazione tra le componenti.

Se la collaborazione è già piena e naturale, perché la si deve codificare in una norma? È questa, secondo noi, la vera questione, perché una legge non dovrebbe, a mio avviso, limitarsi ad affermare dei principi generali, soprattutto una legge come questa, e i motivi per cui è nata, ma dovrebbe chiarire competenze, responsabilità e modalità operative, soprattutto quando si parla di soccorso dove il tempo, la chiarezza e la tempestività nelle decisioni fanno la differenza.

È, poi, stato citato anche il passaggio in una sentenza del Tribunale di Aosta per sostenere che i Vigili del fuoco non avrebbero una preminenza nel soccorso, ma credo che nessuno possa sostenere che ci sia una preminenza assoluta.

Il soccorso è, per definizione, un sistema integrato, perché ha valore in quel senso, però questo non significa che le competenze tecniche dei diversi Corpi non debbano essere definite. No, devono essere in qualche maniera distinte, definite, bisogna esplicitarle.

Proprio per garantire l'efficacia degli interventi è necessario che ogni struttura, ogni pezzo, non so bene come definirlo, sappia con precisione quale sia il ruolo che debba svolgere, quali siano le responsabilità operative perché penso che quando noi parliamo di soccorso non stiamo discutendo di equilibri politici e di equilibri istituzionali, stiamo parlando - e lo hanno detto in tanti, lo abbiamo detto credo quasi tutti - della sicurezza delle persone, della rapidità, della chiarezza anche delle catene decisionali.

È per questo che, secondo me, il dibattito dovrebbe rimanere su questo piano, quello dell'efficacia del sistema e ancora una volta lo dico, e lo ripeterò alla nausea, non si tratta di difendere delle tifoserie, si tratta di costruire un sistema di soccorso che funzioni davvero, che valorizzi le professionalità esistenti e che non crei delle ambiguità proprio laddove un'ambiguità può diventare un problema operativo.

Voglio aggiungere che è con questo spirito che noi affrontiamo questa discussione, che ci crediate o no per me non ha nessuna importanza, ma è quello che voglio che venga compreso magari da chi non ha dei pregiudizi in questo senso.

Sulla questione della previdenza e sul fatto che i Vigili valdostani avrebbero, con la ricostruzione delle carriere, una maggiore anzianità rispetto a quelli nazionali non so se sia effettivamente così, se abbia ragione il collega Marguerettaz, ma anche su questo, come sull'altra questione, andrò a informarmi perché a me sembra, invece, di ricordare, e forse mi sbaglio, che succeda l'esatto contrario ed è uno dei motivi per cui in passato, quando ci sono state le grosse discussioni sulla questione della previdenza, mi sembra proprio che si fosse richiesto questo perché non c'era una parità di trattamento in questo senso.

Comunque, anche su questo credo che valga la pena di fare qualche approfondimento, anche perché la questione della previdenza, che poi era su tutti gli aspetti non soltanto su qualcuno, non è stata al momento ancora affrontata, si è in attesa ed è un altro di quegli argomenti che meritano sicuramente attenzione.

Presidente - Se il collega Carrel è d'accordo, terrei la prenotazione, farei una pausa e riprenderei alle ore 17:15. Il Consiglio è sospeso.

La seduta è sospesa dalle ore 16:59 alle ore 17:23.

Aggravi (Presidente) - Colleghi, riprendiamo i lavori, ha chiesto la parola il collega Carrel, ne ha facoltà.

Carrel (ADC) - Permettetemi di ringraziare tutti i colleghi che sono intervenuti in questa discussione generale ma anche e soprattutto i colleghi che sono intervenuti nelle Commissioni, i Presidenti delle Commissioni e i colleghi che sono intervenuti appunto nelle Commissioni per andare a disquisire punto per punto i vari articoli che oggi andremo a votare.

In questa discussione generale sicuramente abbiamo sentito degli interventi con degli incipit da commedia, altri dei veri e propri show, altri delle difese quasi d'ufficio, quasi a giustificare un voto che non si vorrebbe dare ma che si deve dare per X motivi e X ragioni che chi fa politica ben sa e ben conosce, ma la politica appunto è fatta di atti, è fatta di proposte, di iniziative, di confronto.

Ebbene, noi come gruppo ADC il 25 novembre del 2025 abbiamo portato in quest'Aula il tema sulla legge dei Vigili del fuoco e del Corpo forestale chiedendo qual era l'iter e come ci stavamo organizzando per arrivare appunto a questa giornata di approvazione e già allora avevo anticipato che voci di corridoio ci davano vari punti di vista e vari punti di partenza, quindi una discussione in essere, che è una discussione che sicuramente porta poi ai risultati che oggi andiamo a discutere, ma sicuramente non una visione univoca di un percorso da tenere.

Noi già allora avevamo detto: "Bene parlare del Corpo dei Vigili del fuoco ma attenzione, perché nel momento in cui andiamo a vedere questa nuova legge dobbiamo guardare che cosa succede alle altre leggi che già esistono e sulle quali appunto dobbiamo fare attenzione di non andare in contrapposizione".

Io credo che abbiamo citato in questa discussione generale più e più volte la posizione dei sindacati dei Vigili del fuoco, del Corpo dei Vigili del fuoco regionale, e ci tengo a sottolinearlo, regionale, che ovviamente hanno portato le loro posizioni.

Vi è stata un'altra audizione, un'audizione che credo, almeno dal mio punto di vista, sia stata molto utile al dibattito, si è tenuta il 16 febbraio dove un dirigente, non cito le parti politiche, il dottor Ferro, ci ha presentato quelle che erano le lacune di questa legge e ci ha messo in guardia dicendoci che vi erano dei passaggi che se non chiariti e resi più snelli sicuramente avremmo avuto dei problemi di contrapposizione con delle leggi che sono già in vigore nel nostro sistema.

Lì sta il sunto del lavoro che, poi, il Presidente della terza Commissione, insieme al Presidente della seconda Commissione e insieme alla Commissione, ha dovuto svolgere per arrivare a questo testo, che è un testo che, da un punto di vista politico, e qui intervengo dal punto di vista politico, non fa contento nessuno, e quando di fatto un testo non fa contento nessuno sicuramente, anche per chi deve votarlo, come chi è in maggioranza o per chi vuole votarlo non è mai facile argomentare, non è mai facile difendere, ma dall'altra parte dobbiamo ricordarci, e forse non ce lo siamo detti troppo chiaramente, abbiamo un sistema che funziona, abbiamo un sistema che è un'eccellenza, ma dobbiamo mettere tutti nelle condizioni di poter lavorare ancora meglio.

Queste audizioni, oltre ad aver permesso di lavorare su questi emendamenti, hanno anche permesso di mettere in luce alcune problematiche che non possono essere affrontate direttamente in una legge, saranno tema di quello che io, nel mio breve intervento, chiamo l'ultimo capitolo, perché oggi stiamo scrivendo il penultimo capitolo di un libro che è un libro molto lungo, che ha una genesi di quasi 5 anni, due Presidenti, due legislature, ma stiamo scrivendo il penultimo capitolo perché con oggi non si conclude nulla, con oggi avremo una legge ma avremo ancora un ultimo percorso da scrivere, ovviamente ognuno per il ruolo che deve ricoprire; ma l'Amministrazione regionale non chiude un cerchio, bensì dà un ulteriore segnale, fa un ulteriore passo, ma per chiudere il discorso sarà necessario riaggiornarci e riconfrontarci su questi temi.

Perché ADC si è astenuta in Commissione e perché ha votato per rimandare il punto all'ordine del giorno oggi? Perché crediamo che il metodo sia importante, questo lo abbiamo detto più e più volte.

Dal nostro punto di vista era necessario, o meglio, sarebbe stato più opportuno approfondire questi emendamenti che abbiamo votato lunedì in Commissione con i sindacati e con tutte le persone che abbiamo audito in Commissione ancora una volta; non era dovuto, non era sicuramente un atto necessario per l'iter, ma era un atto che ci permetteva di poter chiudere un cerchio che prima il Presidente della Regione e le Giunte che si sono susseguite hanno avviato direttamente con il tavolo che si è venuto a creare, con dei tecnici che, come Regione, abbiamo anche pagato per arrivare a questo testo, ma che appunto non vedeva coinvolto il Consiglio regionale.

E qui convengo con il collega Jordan quando dice: "È bene che la Commissione e il Consiglio abbiano un ruolo centrale". Oggi abbiamo dimostrato che la Commissione e il Consiglio hanno un ruolo centrale, hanno la possibilità di modificare un testo di legge che la Giunta ha scaricato in maniera diversa rispetto a quello che stiamo discutendo, e questo è un altro dato politico, la Giunta ha scaricato un testo, oggi ne approviamo un altro. Migliore? Peggiore? Su questo ognuno di noi si è espresso e ognuno di noi continuerà a esprimersi, ma ha portato il proprio contributo.

Dal mio punto di vista, da quella che è la nostra attitudine per poter chiudere il cerchio nel migliore dei modi, sarebbe stato utile poterci confrontare ancora una volta con i sindacati o avere da loro una posizione chiara, scritta, ufficiale e, esattamente come avremmo fatto con i sindacati, lo avremmo fatto anche con tutti gli altri che abbiamo audito proprio per avere un quadro completo per poter prendere decisioni migliori.

È un iter, appunto, che non si chiude, perché oggi dobbiamo approvare questa legge e, lo anticipo, come Autonomisti di Centro questa legge la voteremo perché abbiamo fatto parte di quel percorso, perché abbiamo fatto parte di quella discussione, abbiamo anche contribuito a scrivere questi emendamenti, o meglio, a incentivare la maggioranza a scrivere questi emendamenti perché non stiamo discutendo di una legge che deve guardare esclusivamente al Corpo dei Vigili del fuoco ma è una legge che deve rientrare in un sistema che è un sistema che funziona ma che deve funzionare sempre meglio, che è il sistema del Comparto sicurezza Valle d'Aosta; quindi, stiamo andando nella direzione giusta ma ci sono altri passaggi e su questi passaggi continueremo a intervenire, continueremo a chiedere al Presidente e alla Giunta che cosa si sta facendo e chiederemo anche ai Presidenti di Commissione di audire chi di competenza proprio per aggiornarsi.

Questi passaggi sono la norma di attuazione sul Corpo dei Vigili del fuoco e sul Corpo forestale, il Consigliere Marguerettaz ci ha rappresentato quella che è un po' la situazione, bene, ma non benissimo, dobbiamo chiudere; se è una questione di fondi sicuramente il Governo dovrà e potrà intervenire e dobbiamo trovare la soluzione perché quella è una risposta che dobbiamo al Corpo dei Vigili del fuoco perché non possiamo più permetterci di avere delle risposte come quelle di stamattina "E allora torniamo a livello ministeriale", perché capisco la loro frustrazione, ed è una frustrazione per chi fa politica sentirsi fare certe affermazioni, ma dobbiamo interrogarci su cosa dobbiamo fare per evitare che la truppa faccia queste affermazioni.

Questa è una risposta che dobbiamo al Corpo e, appunto, fa parte dell'ultimo capitolo su cui tutti dobbiamo impegnarci a lavorare.

Poi, ci deve essere una chiara indicazione da parte del Presidente facente funzioni anche prefettizie sull'iter interno dentro questa CUS che tutti abbiamo citato, chi interviene e dove è già chiaro, nel 95, direi anche 98% dei casi è già chiaro chi deve intervenire e dove, ci sono delle zone d'ombra dove però si tende a intervenire tutti; quindi occhio a dire che abbiamo un problema, perché quando si tende a intervenire tutti meno male abbiamo la soluzione al problema e abbiamo il pronto intervento, ma su queste dobbiamo interrogarci e capire di darci un ordine e un metodo e questo spetta ovviamente al Presidente e io credo che nei prossimi mesi sarà questo uno dei compiti che, come Consiglio regionale, dobbiamo affidare al Presidente in modo che ci sia più chiarezza, anche per stemperare un po' gli animi, perché quello che è emerso, anche all'interno delle audizioni in Commissione, è che gli animi sono un po' troppo accesi. Anche in alcuni interventi di alcuni colleghi oggi è emerso chiaramente "Loro hanno detto, gli altri hanno fatto".

Capisco e comprendo, non dobbiamo cadere nelle tifoserie, ce lo siamo detti più volte, però per non cadere nelle tifoserie dobbiamo mettere tutti nelle condizioni di poter lavorare al meglio, di vedersi riconosciuto il loro lavoro, ma soprattutto di dare delle direttive che siano chiare, nitide e fuori da ogni discussione e da ogni zona d'ombra.

Infine, un altro segnale che credo andremo a dare come Consiglio, o meglio, l'abbiamo già dato e lo vorremmo rimarcare anche oggi, è che dobbiamo valutare, come Consiglio regionale e voi come Governo regionale, quelle che sono le sedi distaccate sul territorio, perché per dare poi le risposte è anche importante avere una struttura, questo vale per i Vigili del fuoco ma vale in generale. Ho avuto l'onore di conoscere meglio la struttura del Corpo forestale, il Corpo forestale esiste, esiste ancora, a tutela della nostra specificità, proprio perché abbiamo 14 stazioni che funzionano e che fanno da sentinella ai problemi del nostro territorio e sono fondamentali. Non dobbiamo ovviamente arrivare a 14 distaccamenti dei Vigili del fuoco, questo non lo sto assolutamente dicendo, ma dobbiamo capire come possiamo intervenire sempre meglio e con più efficacia sul nostro territorio che, continuiamo a dirci, è un territorio speciale, difficile, ma spetta a noi trovare le soluzioni.

Oggi, quindi, approviamo una legge che non è la migliore, senza ombra di dubbio, e non credo che faccia contenti né chi sta in maggioranza né chi sta in opposizione, il rischio e forse il mea culpa che dobbiamo farci un po' come politica è che il confronto che abbiamo fatto in Commissione avremmo dovuto farlo prima, i tavoli di confronto - e lo dico a me stesso in primis, quindi senza accusa verso nessuno - con tutti gli attori del Comparto sicurezza forse doveva essere fatto a monte e non solamente in Commissione. Lo abbiamo fatto in Commissione, abbiamo cercato di migliorare questo testo, forse non è il testo migliore ma sicuramente dobbiamo lavorare in questa direzione perché le risposte che aspettano i cittadini sono quelle di una politica che dà appunto gli strumenti a questi Corpi per agire al meglio.

Président - Merci collègue. A demandé la parole le collègue Viérin Laurent.

Viérin L. (UV) - Ho ascoltato con attenzione il dibattito in Aula ma ho seguito con particolare attenzione i lavori delle Commissioni, in particolare della terza ma con l'ausilio della seconda Commissione, per una tematica - è stato ricordato da più parti - che non è di oggi e che è già stata affrontata nel recente passato e che la scorsa legislatura ha lasciato in eredità a questa legislatura.

La prima considerazione, quindi, è che l'approccio - è stato detto da altri colleghi - è stato il più possibile un approccio che ha portato un dibattito all'interno delle Commissioni consiliari e questo va in qualche modo sottolineato.

Il mio intervento vuole semplicemente ricordare, al di là della prospettiva, perché oggi andiamo a votare una legge che va a riformare o comunque ad attualizzare un comparto estremamente importante, sono 213 articoli, che però, da un punto di vista normativo, va a ribadire alcuni concetti, anche perché quando si interviene da un punto di vista normativo e legislativo questo Consiglio ha allegati alla legge i dibattiti, le relazioni, le audizioni, tutto ciò che va a formare un corpus normativo che incide sul passato, perché la storia dei Vigili del fuoco, o comunque del Comparto sicurezza, del Comparto emergenza e in particolar modo di questo pezzo del Comparto emergenza, ha radici ben più profonde e storiche in Valle d'Aosta.

Senza andare a scomodare nei secoli, perché nel 1762 la prima pompa comprata in Svizzera, comprata a Ginevra, fu messa a disposizione e nacque il Corpo municipale dei Vigili del fuoco di Aosta, come anche nel 1842 il Corpo fu istituzionalizzato.

Senza andare, ripeto, a scomodare la storia più ancestrale, credo che in una data importante e che festeggia in questo anno tutta una serie di ricorrenze è da ricordare che lo Statuto di autonomia della Valle d'Aosta nel 1948 all'articolo 2 lettera Z prevede le competenze per la nostra Regione in materia di servizio antincendio.

Questo è bene ricordarlo perché da lì tutta la discussione che si è sviluppata anche in Commissione su quello che l'Amministrazione, la Regione può, non può, deve fare, parte da questa considerazione: la Valle d'Aosta ha competenza.

Da lì le prime norme di attuazione, la 196/78, la nascita poi del Corpo dei Vigili del fuoco volontari che va a far parte come componente effettiva del sistema di Protezione civile, da contemperare con le altre funzioni, e via discorrendo fino ad arrivare a questa legge del '99 che all'inizio 2000 vede la nascita del Corpo regionale dei Vigili del fuoco, quindi si passano le competenze da un lato e poi c'è il trasferimento dal Ministero dell'Interno alla Regione Autonoma Valle d'Aosta.

Fu un dibattito, per chi è andato a leggerselo, che contemperava, o comunque che andava ad analizzare, due elementi: prima era una questione economica, lo Stato era disposto a delegare delle funzioni solo in presenza di compartecipazione finanziaria da parte degli Enti locali, in particolare in questo caso della Valle d'Aosta perché ne avevamo le competenze.

Fu una scelta, quindi, tra ridurre un servizio sul territorio o assumere delle competenze a fronte di investimenti finanziari che segnarono una strada che noi oggi dobbiamo e stiamo semplicemente ridando in termini di prospettiva in attuazione a una prospettiva futura, e questo è bene ricordarlo, perché è una visione che, visto il modello ricordato, ho particolarmente apprezzato l'intervento del collega Aurelio Marguerettaz che ha ricordato alcuni passaggi che hanno visto degli investimenti massicci dell'Amministrazione su questo Comparto in generale, nel Comparto emergenza-urgenza, nel Comparto di tutela del territorio, perché la Valle d'Aosta ha un territorio così particolare e delle funzioni nel Presidente della Regione, che ha anche funzioni prefettizie, che sfociano poi nella legge 5/2001 con un unico obiettivo, che è quello che è stato, che è e che sarà di tutelare l'ambiente, le infrastrutture e la popolazione perché questo non ce lo dobbiamo dimenticare, al di là delle sensibilità che è giusto siano sfumate o meno, ma la strada è stata tracciata nei decenni e nei decenni si è lavorato per rendere unico il sistema della Valle d'Aosta, unico e spesso anche invidiato. Non vogliamo scomodare le alluvioni recenti o meno recenti o le tragedie che hanno toccato la Valle d'Aosta o anche la solidarietà con altre popolazioni e altri territori.

Oggi, quindi, questo Consiglio deve, per quanto ci riguarda, riaffermare le competenze acquisite negli anni; ricordo anche che, visto che si è parlato di Commissione paritetica anche per le sfide del futuro che condivido, perché l'equiparazione del trattamento economico e l'equiparazione della parte pensionistica è un argomento - è stato ricordato - che ha una priorità e che va a ulteriormente aggiungere il tassello di riforma che oggi noi affrontiamo, ma questa Commissione paritetica è stata introdotta con l'articolo 48bis dello Statuto di autonomia, non è un qualcosa che abbiamo da sempre o che comunque è nelle corde di qualcosa di acquisito così, con grande facilità.

Con la legge 2/93, legge costituzionale, abbiamo acquisito con quest'articolo la Commissione paritetica che va a discutere le questioni che conosciamo ed è grazie a questa Commissione che abbiamo regionalizzato, per esempio, alcuni pezzi di Valle d'Aosta, dalle banali (mica tanto) strade regionali fino ad arrivare agli impianti a fune, alle piste da sci per passare a competenza in materia di finanziamenti ed edilizia universitaria, ci ha dato la possibilità di avere un'Università banalmente, per non andare al tema delle acque e di CVA.

Questo per dire che o si condivide o non si condivide questo sistema di sussidiarietà, che è quello che vede nel livello più vicino e più prossimo al cittadino, quello che maggiormente può risolvere i problemi del cittadino stesso e noi lo condividiamo.

È per quello che nei decenni si è lavorato per aumentare sempre maggiormente questo sistema che, poi, è diventato ancora più complesso; lo ricordava il collega Jordan, abbiamo oggi diversi pezzi di Valle d'Aosta che intervengono, dal Corpo forestale che è stato citato al SAVT che è del 1975, non è un organismo così banale e recente, come magari qualcuno ci ha dipinto, ma anche tutta una serie di azioni che hanno cercato di mettere assieme tutti i pezzi d'intervento sul territorio, con anche a volte difficoltà, è stato ricordato, su interventi complessi per contemperare i ruoli e le funzioni di ognuno, quindi pezzi di sistema che hanno dovuto collaborare.

Questo per dire che oggi, anche per me, anche per noi, sentire parlare di un ritorno al passato o di un ritorno a certi trasferimenti per ritornare magari più da leggere in termini di provocazione rispetto magari a concrete realtà, sicuramente è compito nostro lavorare in prospettiva affinché questo non avvenga o, che meglio, ci sia la consapevolezza che queste competenze acquisite, che il ruolo di questi pezzi aggiunti nei decenni hanno dato oggi dei risultati molto interessanti, organici, mezzi, territorio, investimenti che sono patrimonio di tutti, delle Istituzioni in senso lato e che, quindi, sono patrimonio dell'intera comunità valdostana e un modello con i Vigili volontari, per rimanere al pezzo di pertinenza, che è un fiore all'occhiello per la nostra Valle.

Un sistema, quindi, di Protezione civile che, in qualche modo, ha dato e darà ancora risposte, un percorso, non lo sto a ricordare, che è stato laborioso e travagliato e che sicuramente, e questo va riconosciuto, nella buona fede e nel massimo impegno delle persone che hanno seguito questo dossier per trovare la massima sintesi possibile.

È chiaro che spiace quando si scontentano delle sensibilità, però questo fa parte un po' del lavoro di limatura molto delicato che, però, va riconosciuto a questo Consiglio e alle Commissioni consiliari.

Spesso se la Giunta e se il Governo licenziano dei testi si ricorda spesso loro: "Eh no, la competenza legislativa è del Consiglio, dobbiamo noi, il ruolo, la centralità del Consiglio". Se poi il Consiglio interviene: "Ecco, non va bene perché il Governo…" ma dobbiamo metterci d'accordo.

Qual è il nostro ruolo? Il ruolo legislativo è competenza del Consiglio regionale ed è incardinato nelle Commissioni consiliari, quindi noi tutti dobbiamo sentirci valorizzati da questo lavoro perché questo è il cuore della democrazia, colleghi, soprattutto da certe parti dove spesso ci ricordano questo esercizio di stile, che poi invece è forma che diventa sostanza.

Colleghi, credo che valga per tutti, il lavoro che dovrebbe essere fatto su ogni provvedimento di lavoro all'interno delle Commissioni è stato prodotto e oggi siamo qui ad affrontarlo. Qualcuno dice: "Si poteva fare meglio", si può sempre fare meglio, però credo, e qualcuno l'ha detto, è un lavoro che dura da anni, non vogliamo chiedere a quelli della scorsa legislatura perché l'hanno lasciata alla nuova legislatura ma, insomma, credo che invece sia da guardare in termini positivi sul fatto che ci sia una condivisione anche nelle dichiarazioni di voto che stiamo sentendo, che va oltre la maggioranza, e questo è qualcosa di importante.

Semplicemente, quindi, un contributo che ha voluto ricordare alcuni passaggi, perché l'autonomia va spesso ricordata, bisogna anche che ci chiediamo se questo modello è ancora attuale, per quanto ci riguarda lo è, e non essere in qualche modo condizionati o adepti a certe filosofie più centraliste quando queste convengono, lo hanno ricordato bene altri colleghi, ed essere invece autonomisti solo quando conviene.

È un'assunzione di responsabilità, l'autonomia sapete che è anche responsabilità finanziaria, investimenti che si possono e si devono fare in modo maggiormente condiviso, il più possibile lavorando in sinergia, il nostro territorio risponde e anche l'atteggiamento nel porsi nei confronti delle Istituzioni e delle Commissioni, o comunque in generale del lavoro fatto ha il suo perché, perché noi dobbiamo continuare - e concludo - a essere liberi in quest'Aula quando assumiamo delle decisioni e non dobbiamo essere condizionati da altri aspetti che esulano o che vengono fuori da quest'Aula per condizionare il nostro lavoro.

Président - A demandé la parole le collègue Centoz.

Centoz (PD-FP) - Giusto per provare a mettere a fattor comune alcuni ragionamenti.

Il primo è che credo si debba riportare la discussione su quello che è il merito della legge, credo che molto spesso gli interventi di oggi abbiano in qualche modo forse esasperato ancora di più la contrapposizione tra un corpo e un altro, tra una visione e un'altra.

Io ho cercato di fare un intervento che potesse in qualche modo esprimere una valutazione di tipo diverso, cioè se dobbiamo discutere del sistema dei soccorsi, forse bisogna impegnarsi su di una legge che, in qualche modo, prenda insieme tutti i soggetti che sono coinvolti nel soccorso.

Lo ha ricordato prima il collega Sapinet, cioè bisogna mettere mano alla norma sulla CUS, forse quello è il luogo dove si fanno dei ragionamenti tra tutti i soggetti che sono coinvolti nel soccorso, perché si interviene in una legge di un Corpo? Per fare un coordinamento? Quando si potrebbe prendere in mano una legge e fare un discorso di sistema?

Qui nessuno mette in discussione le competenze della Regione, l'ho ricordato all'inizio, sono molto contento che la Valle d'Aosta abbia delle competenze e che possa esercitarle appieno.

Il problema è: perché ci siamo infilati in una modifica di un testo di legge che riguarda un corpo specifico per trovare un coordinamento con altri corpi, quando si poteva intervenire con una legge di sistema? Perché quando tu fai una legge di sistema metti intorno a un tavolo tutti i soggetti di quel sistema.

Oggi qui abbiamo fatto cinque anni di discussioni riguardanti i Vigili del fuoco, intorno al tavolo c'erano i sindacati dei Vigili del fuoco, immagino non ci fosse la CUS, non c'era la Protezione civile, non c'erano gli altri soggetti del soccorso.

Se si fa un ragionamento di questo genere, io sono il primo a dire: "Proviamo a fare un ragionamento sul sistema del soccorso valdostano", che non è fatto solo dai Vigili ma è fatto da più soggetti.

Prendiamo in mano una legge di sistema e decidiamo qual è il modello di soccorso, perché qui si sta discutendo del modello di soccorso.

C'è un modello - diciamo così - verticistico, in cui i Vigili del fuoco stanno sopra, cioè il modello nazionale, in cui l'intervento di soccorso è guidato dai Vigili, e c'è un modello di condivisione, che è il nostro, dove accanto ai Vigili ci sono altri soggetti.

Allora perché dobbiamo sciogliere questo nodo con una legge di comparto e non fare una scelta di sistema? Questo è il nodo del contendere.

Presidente - Siamo ancora in discussione generale. La parola al collega Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Ringrazio ovviamente i colleghi che sono intervenuti in questo dibattito, credo che qualche collega abbia giustamente fatto riferimenti specifici, forse per sollecitare una risposta che, con piacere, mi trovo a poter dare.

Rispetto a quello che avevo detto all'inizio e rispetto a quello che è il nostro posizionamento penso di aver chiarito piuttosto bene il nostro pensiero, poi ho anche avuto modo di confrontarmi con il collega Jordan rispetto ad alcune richieste che avevo fatto, poi non so se interverrà nuovamente, ma ci eravamo comunque, da questo punto di vista, chiariti.

Volevo partire prima, però, da una cosa, quella che anche fuori ha dato un pochino più fastidio, questo lo vorrei significare a quest'Aula, cioè fondamentalmente sollevare il fatto che chi ha manifestato quest'oggi lo facesse indossando una divisa, in maniera forse un po' abusiva, forse un po' sconveniente e quant'altro, visto che giustamente il collega Marguerettaz ha tirato in causa non soltanto me ma anche altri colleghi.

Rispetto a quello che lei ha citato, cioè il fatto che a livello nazionale sono state date delle sanzioni, sono stati messi sotto provvedimento disciplinare alcuni Vigili del fuoco, va ricordato il perché è successo questo, perché ci si trova in presenza di una manifestazione che era eminentemente politica, e cioè una manifestazione per Gaza, che nulla aveva a che fare né con le questioni sindacali né con altre questioni di rivendicazioni salariali che dir si voglia; quindi questo è stato il principio utilizzato, ma, a prescindere quello che è stato spiegato anche dal Ministro Piantedosi quando gli sono state chieste poi le spiegazioni, è che per utilizzare la divisa non era stata fatta la debita richiesta; debita richiesta, peraltro, che a quanto ci è stato dato conoscere è stata fatta ed è stata ottenuta, quindi è stato ottenuto il via libera per utilizzare la divisa quest'oggi.

Io credo, lo ha detto anche la collega Minelli, che se c'è la possibilità e se si vuole si può andare a verificarlo e questo è facilmente desumibile.

Mi corre l'obbligo, però, di ricordare che io, quando entrai per la prima volta all'interno di questo Consiglio, al mio secondo Consiglio trovai una manifestazione di Vigili del fuoco qua sotto contro il Governo Spelgatti, lo ricordo benissimo, lo ricorda anche il collega Aggravi, e ricordo peraltro che c'era un'altra persona che era là sotto a manifestare e aveva una divisa, e guardo il collega Sapinet, perché era presente in divisa sotto questo Palazzo regionale, allora a questo punto mi chiedo se - siccome all'epoca nessuno sollevò nulla - a questo punto qualcuno vuole deferire anche il collega Sapinet per avere indossato la divisa indebitamente al di sotto di questo Palazzo regionale.

Se, invece, questo è un peccato di gioventù e lo si può perdonare, allora probabilmente credo che possiamo agevolmente superare la questione delle divise.

Invece, rispetto alla mozione che parlava della CUS nel 2023, sono lieto che se ne sia parlato, si è detto che è stata approvata con una larga maggioranza, e ne sono felice, io credo che si debbano distillare due aspetti. Il primo: se quel mandato che il Consiglio aveva votato era così importante e vincolante perché nella prima versione del DDL depositato a luglio non se ne trovava traccia se era addirittura coevo con la legislatura che poi era terminata?

Questa è la vera domanda, se questo passaggio era così vincolante e importante, ed era stato votato nel 2023, perché non si è inserito nel DDL che era stato depositato a giugno ed era stato concertato lungamente per mesi?

Questa è una bella domanda, perché se diventa importante e vincolante quella mozione votata nel 2021 oggi, allora a maggior ragione lui lo era nella scorsa legislatura quando ovviamente venne votato.

Il secondo aspetto è di natura politica, in quest'Aula abbiamo ricordato a riprese, come alcuni colleghi di cui avremo modo di parlare tra poco, in alcune occasioni abbiano completamente mancato di adempiere agli impegni che avevano presi. Banalmente, uno su tutti, è la questione della società di scopo per quanto riguarda il personale OSS, assistente sociale e quant'altro.

Quando sollevammo quella questione all'inizio di questa legislatura ci venne detto: "Eh, ma quella è la politica, va beh, abbiamo detto delle cose, adesso va beh, andiamo avanti, scurdammoce 'o passat, però non funziona così. O gli impegni valgono sempre o gli impegni non valgono mai, quindi qualcuno mi deve spiegare a livello politico se gli impegni valgono sempre o se non valgono mai. Se valgono sempre allora lo scurdammoce 'o passat non si può utilizzare, se invece allora valgono a targhe alterne allora siamo in presenza di un problema.

Particolarmente, poi, amareggiato mi hanno lasciato le frasi che ha pronunciato il collega Sapinet, che oltre aver vestito indebitamente la divisa nel 2018 ci ha detto anche che la truppa fa la truppa.

Io non so se sia un modo fondamentalmente per dire che c'è della plebaglia che indossa la divisa, turbando l'ordine pubblico e noi che siamo illuminati all'interno di quest'Aula viene a incomodarci con la loro opinione. Spero che non sia così e spero di aver compreso male e mi auguro che ovviamente il collega abbia modo di correggere il tiro perché sarebbe davvero spiacevole, soprattutto da chi veste la stessa divisa, un'affermazione di questo tipo.

Ma, ed è stato ricordato da più parti, ho apprezzato molto, che si parlasse della questione del nostro - e parlo come Lega - mancato sostegno all'istituzione del Comparto sicurezza.

È vero assolutamente che noi non abbiamo votato l'istituzione del Comparto sicurezza, che vedeva l'inserimento di Corpo forestale e Vigili del fuoco all'interno di quel Comparto, ma lo abbiamo spiegato in maniera molto importante in Aula, perché chi c'era se lo ricorderà, venne fatto un incontro al di sotto di questa sala, nella saletta piccola, dove con i sindacati che si occupavano di sicurezza, si disse che era necessario istituire un Comparto sicurezza che doveva contenere Vigili del fuoco, Corpo forestale e Polizia locale, ci siamo dimenticati del pezzo di Polizia locale.

Noi abbiamo sempre detto coerentemente che per noi quella legge non andava bene se non conteneva anche il corpo della Polizia locale, che è anch'essa parte del Comparto Sicurezza.

Rivendichiamo, quindi, di non aver votato quella legge perché riteniamo che la polizia locale debba essere inserita coerentemente all'interno di quel Comparto.

Per quanto riguarda invece gli amici e colleghi di Forza Italia ho preso atto delle parole dell'Assessore Baccega che ci ha detto che non si è dato del "lavativo" ai colleghi nella scorsa legislatura; effettivamente le devo dar ragione, la parola "lavativo" non c'è, ma vi leggerò il comunicato stampa di Forza Italia e lascerò quest'Aula decidere qual è il messaggio che si può leggere.

Questo in occasione della mancata approvazione dell'allora DDL depositato a giugno: "Da anni la Giunta regionale promette a queste fondamentali categorie professionali l'approvazione di modifiche normative attese da tempo eppure, nonostante i disegni di legge siano pronti, vengono sistematicamente ignorati e lasciati chiusi nei cassetti del potere, senza alcuna volontà reale di discuterli e approvarli, così Forza Italia e VdA nel denunciare il grave e reiterato comportamento della maggioranza regionale", la stessa in cui siede oggi, "nei confronti dei Vigili del fuoco e dei forestali, parlando di promesse al vento il Movimento chiede con forza la convocazione immediata di un Consiglio regionale straordinario per l'approvazione di due leggi che non possono più attendere. Forza Italia ricorda, inoltre, come da anni solleciti questa situazione con coerenza, determinazione e senso di "maschio" responsabilità (maschio l'ho aggiunto io) in tutte le sedi e con ogni strumento a disposizione".

Nel corso del tempo abbiamo presentato numerose iniziative, tutte ignorate dalla maggioranza, anche nell'ultima seduta del Consiglio regionale avevamo presentato un question time per conoscere le ragioni per cui questi disegni di legge non fossero stati scritti all'ordine del giorno, ma c'è stato incredibilmente impedito di discuterlo; infatti ricordo che il collega Baccega lasciò quest'Aula perché si chiuse la seduta e quindi, siccome il suo question time non era tra quelli che sarebbero stati discussi, il collega Baccega prese la porta, la sbatté e uscì da questo Consiglio regionale.

Che si dica, quindi, che non si è dato dei lavativi, sicuramente la parola "lavativi" in questo comunicato stampa non c'è, ma io non ho letto i complimenti all'interno di questo comunicato stampa, e non è che è un "pissi pissi" che si è raccolto nei corridoi, sono parole nero su bianco.

Credo, allora, al netto di tutto e al netto delle questioni politiche, di merito e di metodo che il problema vero sia che mentre da una parte si chiedeva con forza, sindacati da una parte e forze politiche dall'altra, di approvare quel DDL, quello di giugno nella sua formulazione, nessuno chiedeva di fare altro, chiedeva di approvare con urgenza quello, quello lì, quello, non altri; dall'altra parte oggi quel DDL che ha una discussione, e io concordo con i colleghi, con il collega Viérin, il lavoro di Commissione serve proprio a esaminare, a masticare gli atti, come si dice in gergo, e a evidenziare quelle che sono le criticità, le correzioni.

Di correzioni formali ce ne sono molte, anche correzioni di merito, di metodo sulla parte dei finanziamenti, sull'economia e quant'altro, e questo serve per migliorare un testo ed è giustissimo, concordo pienamente.

Qual è l'elemento invece di novità? L'elemento di novità è che un elemento così fondamentale, come la questione dei tre emendamenti che discutiamo oggi, che oggi sono integrati nel testo, cioè quelli della CUS, vengono messi all'ultimo secondo il giovedì per il mercoledì e non passano da un confronto in Commissione.

Allora, se erano così fondamentali, se questo lavoro di cucitura sartoriale che il collega Jordan ha fatto era così importante, fondamentale e indispensabile per la legge, ma perché non è stato fatto prima e perché questi emendamenti non sono stati sottoposti alle forze sindacali e non si è raccolto la loro opinione nel momento in cui ci si è confrontati? Perché, vedete, io non voglio fare della dietrologia, ma qualcuno potrebbe pensare che questi emendamenti erano pronti da tempo e qualcuno ha volutamente evitato di depositarli per metterli all'ultimo secondo e dire: "Non c'è tempo per confrontarci con i sindacati".

Il collega Jordan dice di no, io ne sono felice che sia così, ma il problema è: come facciamo a immaginare che non sia così?

Perché degli emendamenti così fondamentali, un cambiamento così fondamentale non si è discusso prima? Perché non si è confrontato questo cambiamento prima con le forze sindacali e con i rappresentanti?

Questa è la vera domanda a cui nessuno ha dato una risposta, perché? E perché bisogna farlo adesso, subito e immediatamente? Altrimenti non so cosa succede e non si può fare tra 15 giorni?

Questa sinceramente è una spiegazione che manca all'interno di questo dibattito, noi abbiamo chiesto questo, abbiamo detto quello che ovviamente sarà il nostro sostegno a questo testo di legge che condividiamo per grandissima parte ma questo è un elemento che manca nel dibattito.

Se qualcuno ha la cortesia e il piacere di rispondermi sarò felice di ascoltarlo, ma questo purtroppo è un qualcosa che non riusciamo a comprendere, perché non si è voluto fare un confronto, peraltro su degli elementi che hanno scontentato sia i Vigili del fuoco che il Soccorso alpino valdostano.

Tutti e due gli elementi escono fuori scontenti e non è un lavoro di confronto e di sintesi, è un lavoro che sembra fatto all'ultimo secondo e poi dopo va bene così.

Spero di ricevere delle risposte ovviamente da qui alla fine del dibattito e della discussione generale.

Presidente - Chiedo al collega di esplicitare il fatto personale. È il secondo intervento?

Sapinet (UV) - No, è fatto personale, sono stato citato più volte.

Se mi esplicita è il secondo intervento, non ho fatto personale, sono stato citato più volte…. Secondo intervento allora.

Presidente - Va bene.

Sapinet (UV) - Andiamo con il secondo intervento ma in totale serenità con il collega Manfrin, solo per alcune precisazioni sull'affermazione che la truppa fa la truppa non era un dispregiativo, ma è solo per mettere in evidenza il normale e comprensibile diverso approccio che ha il personale operativo rispetto ai vertici, l'ho messo in evidenza perché non è sempre così, lo abbiamo visto, ho fatto anche un riferimento abbastanza esplicito che non avevo particolarmente apprezzato, non riferendomi ovviamente ai Vigili del fuoco.

Sul Comparto sicurezza e sul vostro mancato voto mi ricordo bene il vostro riferimento a quella che è la Polizia locale - e non me ne voglia la Polizia locale - ma si è parlato da anni di Comparto soccorso sicurezza lavorando in riferimento al Corpo forestale e ai Vigili del fuoco, fuori Regione la Polizia locale trova collocazione all'interno dei comparti comunali e, comunque, al di là di questo, nella nostra Regione in questo momento ciò non sarebbe ancora possibile considerati i diversi inquadramenti degli agenti della Polizia locale in base agli Enti locali dove abbiamo delle situazioni diverse Comune per Comune.

Presidente - Ci sono altri interventi? La parola al collega Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Secondo intervento sì, certo, ma sarò breve perché il fatto che qualcuno sia stato autorizzato a indossare le divise io non l'ho mica messo in discussione, io ho semplicemente detto una cosa diversa, ho detto se il Corpo dei Vigili fosse nel Corpo dei vigili nazionale sarebbe stata possibile per loro una manifestazione sindacale in divisa? L'ho posto come interrogativo.

Siccome lei, Lattanzi, ha delle certezze, io ne ho di meno, perché l'utilizzo della divisa è un utilizzo per attività di servizio e addirittura è come se ad un certo punto io chiedessi di essere autorizzato a utilizzare i mezzi dei Vigili del fuoco per venire, perché la divisa equivale ai mezzi, quindi riempire il piazzale della Regione con dei mezzi.

La divisa ha un senso, ha un significato, io non so se lei abbia fatto o non fatto il militare, ma nel momento in cui tu hai una divisa hai un regolamento, quindi devi portare la divisa in determinate circostanze e in determinati modi, quindi quando tu utilizzi la divisa al di fuori del tuo servizio addirittura hai delle conseguenze.

La collega Minelli e il collega Manfrin hanno detto che è autorizzato, il fatto che siano autorizzati non è che tutte le autorizzazioni siano corrette, quindi questo io non lo so.

Posso per lo meno dire che lo ritengo poco opportuno? Perché la divisa nel momento in cui viene esibita provoca un determinato sentimento nei cittadini, allora vedere una rivendicazione sindacale con tutta una serie di persone in divisa non lo apprezzo, non lo condivido. Sono stati autorizzati? Bene, può darsi che quest'autorizzazione non so su cosa si fondi ma probabilmente ci sono delle maglie, non ci sono dei regolamenti, qui siamo ancora in un contratto privatistico, quindi può darsi che sia legittimo, io dico poco opportuno, perché nel momento in cui c'è una discussione su un Corpo regionale dei Vigili del fuoco e trovarmi tutta una serie di persone in divisa lo ritengo non corretto. Posso dirlo?

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Lattanzi, ne ha facoltà.

Lattanzi (FdI) - Non aspettatevi fuochi d'artificio, tranquilli.

Posso condividerlo? Sì, può fare quello che vuole collega Marguerettaz, però continuiamo a portarci fuori dal seminato.

Abbiamo sentito una lectio magistralis del collega Laurent Viérin che ci ha ricordato che dal 1760 avevamo la prima pompa d'acqua dalla Svizzera, che abbiamo le competenze primarie dal '48, che poi nel '78 finalmente…

Ci ha ricordato e ci ha fatto anche una domanda: "Ma siamo per la sussidiarietà?". "Sì".

On est frère de la Vallée d'Aoste, vous êtes contents ? Bon, alors continuez.

Possiamo rivendicare di essere autonomisti? Possiamo rivendicare la nostra identità di valdostanità senza dover tirar dentro una legge che era per riordinare le funzioni del corpo dei Vigili del fuoco? Poi, tutti i discorsi che ho sentito sono interessantissimi, si è parlato della riforma del CUS con una legge di sistema, ho visto che dai banchi della maggioranza e del Governo c'era qualche perplessità, le affronteremo, spero, perché è un tema importantissimo, la collaborazione, ma è rimasta appesa la domanda.

Perché dopo sei anni, dal 2021, a parte il ritardo della scorsa legislatura che abbiamo ereditato noi, si è arrivati agli ultimi 15 giorni a dettare la legge.

Questo è il tema che ha portato i Vigili questa mattina in piazza e che fa chiedere a noi - e aspettiamo la risposta ancora con fiducia - di sapere perché abbiamo bisogno di 6 anni, 5 anni di lavoro, e gli ultimi 15 giorni presentare emendamenti non condivisi.

Mi allineo, quindi, alla richiesta del collega Manfrin, attendo con fiducia che la maggioranza batta un colpo e ci dica perché non possiamo aspettare 15 giorni o perché negli ultimi 15 giorni tutto è cambiato, lunedì mattina è tutto cambiato.

Ci siamo sperticati nel dibattito sui mille temi, ma alla fine il tema è questo, e attendiamo fiduciosi.

Presidente - La parola al collega Bellora.

Bellora (LEGA VDA) - Il collega Marguerettaz mi ha chiamato in causa facendo una domanda diretta e chiedendomi: "Sono ufficiali di Polizia giudiziaria o no quando scioperano?". Lei l'ha fatto come provocazione ma le posso assicurare che ha posto un problema giuridico non indifferente, perché il problema se siano o meno ufficiali di Polizia giudiziaria nasce proprio lì, perché secondo alcuni lo sono sempre e comunque, secondo una seconda ipotesi, che io reputo preferibile, lo sono solo nell'esercizio delle loro funzioni; quindi, quando scioperano non credo che siano nell'esercizio delle loro funzioni, ma non è questo il punto, comunque è una bella questione, giuridicamente e tecnicamente è molto bella, quindi lei l'ha posta come provocazione ma le assicuro che sollevato un problema giuridico di quelli che, almeno personalmente, piacciono molto.

Il problema è un altro, cioè abbiamo… non mi piace usare l'espressione "Perdere tempo", ma abbiamo impiegato del tempo per porci il problema "Potevano o non potevano scioperare in divisa?". Io ho un po' la sensazione che siamo come quelli che quando il saggio indica la luna guardano il dito, perché a me personalmente che scioperino in divisa, che non scioperino in divisa, che scioperino in bermuda o che fossero o meno autorizzati a scioperare non me ne frega nulla.

Il problema è un altro, il problema è che questi signori sono venuti a scioperare e soprattutto il problema è che questi signori sono venuti in Capogruppo a dire in faccia a voi, non a noi, a voi: "Noi vogliamo tornare sotto lo Stato".

Voi siete degli autonomisti, siete contenti di questo? Questo è il problema secondo me, ed è di questo, secondo me, che dobbiamo parlare, questa è la luna, non il dito.

Allora, tutto sommato, una problematica di questo tipo secondo me va affrontata. Sento dire dal collega Marguerettaz, al quale devo riconoscere assolutamente una straordinaria capacità dialettica che apprezzo, e gliel'ho già detto più di una volta in privato, parlare di ingratitudine, tutto quello che ha fatto la Regione per voi, ma santo cielo andiamo un po' oltre, anche perché, insomma, io c'ero in capigruppo, ve l'hanno detto in faccia due volte "Vogliamo tornare sotto lo Stato" e non mi pare che abbiate risposto, e poi venite qua e dite: "Ah, siete degli ingrati, non potete scioperare in divisa", ma che scherziamo?

La questione è di sostanza, non è di forma, non è "Sciopero in divisa, non sciopero in divisa", non è "Mi sei stato grato, non mi sei stato grato", è "Abbiamo un problema che ci è stato posto da una categoria "che, a mio modo di vedere le cose, meritava un rispetto diverso.

Ma attenzione, non per dare ragione eh? Io l'ho detto prima, io non voglio entrare nel merito di questa questione, perché è una questione estremamente complessa sulla quale, lo dico molto francamente, non ho le competenze per esprimermi nel merito, ma sotto il profilo del metodo voi avevate il dovere, secondo me, come maggioranza di ascoltarli, anche perché il sospetto che ha sollevato il collega Manfrin degli emendamenti messi ad arte all'ultimo minuto, permettetemi, è un sospetto legittimo.

Non so se sia andata così, non lo so, io non c'ero, ma è un sospetto legittimo.

Allora anche solo per sgombrare questo sospetto, anche solo per togliere dal campo un'ombra che non fa onore a questa maggioranza, voi avreste, secondo me, è un mio modestissimo parere di ultimo arrivato, come mi ricorda spesso il consigliere Baccega, secondo me voi avreste dovuto dare questo rinvio di 10-15 giorni, risentirli in Commissione e poi eventualmente fare la stessa cosa, ma dando un senso di trasparenza che questa condotta non dà e non andare a discutere se puoi scioperare in divisa, non puoi scioperare in divisa, se sei pubblico ufficiale mentre scioperi sennò lo sei o se sei stato o no sufficientemente grato alla Valle d'Aosta che, con quest'atteggiamento permettetemi paternalistico, ha fatto tanto per te e tu sei cattivo e mordi la mano che ti ha dato da mangiare.

Non è questo il punto, il punto è che un legislatore deve non solo essere equanime, ma deve dare l'impressione di esserlo, e se c'è anche solo un dubbio sulla sua equanimità deve toglierlo, questo è.

Presidente - La parola al collega Torrione.

Torrione (AVS) - Sicuramente il collega Lattanzi non ha bisogno di un supporto mio però mi faccio da supporto e forse da sottolineatura alla cosa più importante che è evidente a tutti, cioè non si sta rispondendo a una cosa; nel calcio si chiama fallo di confusione, e qui oggi ne ho visti tanti di falli di confusione che hanno distolto l'attenzione da quella che era l'unica chiara domanda, cioè, parliamo di coltellate, parliamo dei benefit dei Vigili del fuoco, della gratitudine, parliamo (Me li sono segnati, scusate) del valore della qualità del soccorso, parliamo che sono i Vigili del Fuoco che non vogliono la CUS, che noi siamo i cattivi, è stato sottolineato dal collega Lattanzi.

Io ho gradito, perché nella mia ignoranza non sapevo la storia che il collega Viérin ha fatto e mi è piaciuta tanto, peccato che non c'entra con quello di cui stiamo parlando, perché qui nessuno ha messo in discussione il percorso, nessuno ha messo in discussione la regionalizzazione, l'importanza della regionalizzazione dell'autonomia, nessuno, allora l'unica domanda: è stato messo in discussione il metodo, cioè perché dopo tanti anni così di concertazione, quindi di un lavoro fatto anche bene, mi è piaciuta la frase detta dal collega Jordan, di cui peraltro ho un rispetto importante, "Ha fatto tutto bene tranne gli ultimi giorni", ovviamente è stato personalizzato dal collega un percorso, chiaramente non è una sua responsabilità eccetera, ma la domanda rimane quella, perché sono stati fatti negli ultimi giorni, con un metodo completamente diverso da quello del passato, degli emendamenti non marginali.

Allora mi associo alla domanda del collega Lattanzi e tutti gli altri, peraltro, perché l'ha fatta anche il collega Manfrin, non voglio mancargli di rispetto, e spero che nel prosieguo della discussione qualcuno ci dia una risposta a questa semplice e chiara domanda.

Ultimo elemento lo dico sull'obiettivo, l'obiettivo credo che sia comune a tutti, cioè migliorare quello che è già un sistema che, a detta di tutti, e io mi associo a tutti, funziona benissimo. Tra l'altro conosco molte persone, sia nei Vigili del fuoco che nei volontari che lavorano nel 118 eccetera, quindi è un sistema che sicuramente funziona, l'obiettivo è migliorarlo.

La proposta di revisione della legge, che comunque mi è stato detto c'è già la legge, certo che c'è, è del 2008 però, quindi alla revisione della legge sul soccorso forse dovevamo pensarci anche noi prima, proporlo in Commissione e partire da quell'elemento lì, però quello è un elemento importante, ma l'obiettivo è migliorare, perché comunque noi nelle audizioni abbiamo sentito tante cose, nelle chiacchierate fatte con i Vigili del fuoco, per il 98% mi sembra che qualcuno ha citato, gli interventi sono sempre stati assolutamente funzionali, sappiamo anche di elicotteri partiti in contemporanea, di sovrapposizioni eccetera, casi rari.

L'obiettivo di tutti noi dovrebbe essere quello di migliorare per portare al 100% la funzionalità del servizio ed è questo l'obiettivo, quindi l'obiettivo è comune alla minoranza ed è comune alla maggioranza…. Sì, però questa legge non tutela l'obiettivo, è questo il problema e comunque la risposta non c'è stata.

Mi associo, quindi, alla domanda e spero che arrivi una risposta a tutti noi.

Presidente - Ci sono altri interventi? La parola al collega Marquis.

Marquis (FI) - La discussione su quest'importante argomento è stata interessante, ampia e merita anche da parte nostra qualche riflessione aggiuntiva rispetto a quelle che aveva portato prima il collega Baccega che è intervenuto.

Credo che il continuare a tirare in ballo le posizioni tenute da Forza Italia, da parte dei colleghi della Lega, non ci può che far sorridere perché nulla ci preoccupa delle considerazioni che sono state fatte, anche perché noi non rinneghiamo nulla di quello che è stato il nostro comportamento, perché a fine legislatura pareva che ci fossero le condizioni per approvare quest'importante riorganizzazione del Comparto dei Vigili del fuoco e, quindi, abbiamo sollecitato giustamente la conclusione di questo percorso.

È del tutto evidente che con il nuovo corso politico-amministrativo sono stati fatti degli approfondimenti, e viva Dio che sono stati anche fatti degli approfondimenti, che portano oggi in Aula alla discussione e all'esame un disegno di legge rivisitato con attenzione per cercare di risolvere le problematiche in un'ottica di sistema.

La Protezione civile, come hanno detto più colleghi che sono intervenuti, è un sistema che è il risultato delle nostre prerogative statutarie, di un percorso storico che ci ha messo nelle condizioni di poter dare delle risposte nei momenti di difficoltà alla Valle d'Aosta e ai valdostani, che sono sicuramente di eccellenza rispetto a quello che si può registrare in altri territori che non hanno le stesse potestà legislative di cui disponiamo noi.

È del tutto evidente che questo sistema è composto dalla legge 5/2001, dalla legge 5/2007, quella del soccorso alpino, la legge 7/2008, l'organizzazione della CUS, ci sono le nuove disposizioni per l'organizzazione dei servizi antincendio, la legge 37/2009, c'è un insieme di normative che disciplinano il settore.

Oggi si tratta di intervenire sulle disposizioni riorganizzative del Comparto dei Vigili del fuoco e mi sembra che da parte di tutta l'Aula sia stato dato atto che le cose in Valle d'Aosta funzionano discretamente bene, però è stato evidenziato che ci sono delle zone d'ombra, che la situazione è perfettibile rispetto a quello che è stato fatto sino a oggi, e le zone d'ombra, anche se abbiamo dei buoni risultati, credo che sia necessario affrontarle e risolverle, perché quando si parla di Protezione civile si parla di interventi sulla sicurezza delle persone, anche un'eventuale situazione che non è forse affrontata al meglio può determinare dei problemi che sono importanti, pertanto questo non va sottovalutato.

Ho sentito qualcuno che dice: "Si interviene sulla legge dei Vigili del fuoco andando a mettere delle parti che vanno a disciplinare il funzionamento della CUS", ma è del tutto evidente che se c'è una necessità di intervenire su un'altra legge per chiudere il cerchio e per risolvere queste problematiche delle zone d'ombra va fatto; con qualche articoletto e con qualche emendamento si è andati a evitare di intervenire successivamente sulla legge della CUS.

Il problema dovrebbe essere risolto con questa modalità perché non servono ulteriori interventi sulla CUS se non un intervento della Giunta regionale sulla disciplina del Comitato di pilotaggio.

Se andiamo a vedere l'articolo 6 della CUS che disciplina questo Comitato dice alla lettera A: "Elabora le proposte alla Giunta regionale finalizzate all'adozione e all'aggiornamento dei modelli organizzativi della Centrale Unica, approva e aggiorna le procedure operative della Centrale Unica", quindi successivamente all'approvazione di questo provvedimento legislativo sarà questo Comitato che evidenzia quali sono le nuove necessità per definire le problematiche che si verificavano adesso nelle zone d'ombra.

Ma voi ritenete davvero che i dirigenti, tutti quelli che hanno portato la Protezione civile a dare degli ottimi risultati alla nostra comunità, non abbiano a cuore la soluzione o il miglioramento o l'ottimizzazione della funzionalità del Comparto o del settore del sistema della Protezione Civile? Credo proprio di no, sono delle persone che hanno dato il loro contributo per ottenere questi risultati, hanno dato anche il contributo in questo momento di predisposizione del provvedimento legislativo per andare a risolvere le problematiche che hanno dovuto gestire, che sono i primi che le hanno toccate con le loro mani durante l'esperienza lavorativa della prestazione del servizio, quindi sotto questo profilo credo che siano una garanzia coloro che sino ad oggi si siano occupati di questo settore per dare le indicazioni corrette per risolvere i problemi che ancora devono essere ottimizzati a livello gestionale.

Credo che sia questa la considerazione principale che debba essere fatta in quest'Aula, quando si ragiona in termini di sistema e ci sono delle singole componenti, è ovvio che ciascuna deve collaborare, mettere a disposizione il proprio operato, la propria professionalità, le proprie competenze sicuramente nel rispetto del proprio ordinamento istituzionale di funzionamento dei rispettivi Corpi, credo che questo sia ça va sans dire, che nessuno pensa di dover andare nei singoli Corpi a infrangere le regole di funzionamento. Qui stiamo parlando di un livello sovraordinato al funzionamento delle singole componenti e quando ci sono diverse componenti che partecipano alla risoluzione di un problema è fondamentale che ci sia un livello sovraordinato di coordinamento, dove per la parola coordinamento non si intende di incidere, entrare a gamba tesa sul funzionamento dei singoli ma a livello di delineare quelle che sono le strategie di contributo dei vari soggetti che partecipano attorno a quel tavolo.

Sino a oggi abbiamo un sistema di eccellenza che è dotato di mezzi, di organici, di investimenti, di presidi grazie a quello che è l'impianto legislativo della Regione, quelle che sono le prerogative, come dicevo prima, statutarie e credo che occorra stemperare un pochettino gli animi qui dentro, perché stiamo parlando di un tema che è importantissimo per quella che è la tutela della sicurezza per gli interventi nelle emergenze, per la tutela di quelle che sono le nostre collettività, perché tutti, ciascuno di noi, prima o poi si può trovare in una situazione di oggettiva difficoltà, quindi credo ben venga la discussione dove ci sono dei contributi specifici per migliorare, ottimizzare, ma sentire parlar di metodo guardiamo la sostanza, perché la gente, i valdostani, sono una categoria di persone che ambisce alla sostanza, è molto pragmatica, non è solo questione di metodo.

Pertanto, poteva essere perfettibile il metodo? Probabilmente sì, si poteva fare magari qualcosa di più, comunque ringraziamo i componenti delle Commissioni, in particolare il Presidente della terza Commissione che si è fatto carico di portare avanti quest'iniziativa per cercare di farla arrivare in Aula con la massima condivisione possibile.

Sono state coinvolte la terza Commissione, la seconda Commissione per la parte finanziaria e credo che sia stato fatto un lavoro di cui dobbiamo darne atto.

Evidentemente ci sono delle difficoltà, sì, ma quando si ragiona in un'ottica di sistema bisogna cercare di superare le criticità che sono fisiologiche all'interno delle singole componenti, ma credo che un atteggiamento responsabile in quest'Aula sotto il profilo istituzionale deve portare a una valutazione complessiva di valutazione del risultato, perché il tema è questo, forse il più importante, uno dei più importanti che noi siamo chiamati a esaminare e sul quale esprimerci.

Pertanto, credo che occorra, e questo lo dico a qualche collega che è intervenuto forse anche con dei modi un po' eccessivi, che ognuno possa tranquillamente esprimere le proprie posizioni, credo sempre con animo positivo e costruttivo rispetto a quello che è un provvedimento di questo tipo, pur nel rispetto dei singoli posizionamenti politici di maggioranza e di opposizione.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Campotaro.

Campotaro (AVS) - Riparto da quello che diceva adesso il collega Marquis, quindi questa legge ha precisato che il Comando dei Vigili opera quale componente della CUS, poi si demanda tutto al Comitato di pilotaggio.

Ho seguito da vicino questa legge, soprattutto nell'ultimo mese nel lavoro di Commissione, e in Commissione è emerso con chiarezza un punto: i problemi di coordinamento nel sistema di soccorso (che è capitato si verificassero). Non l'ho detto io, lo hanno rappresentato gli stessi operatori del sistema, siano essi dei Vigili del fuoco o del Soccorso alpino.

Questo non significa mettere in discussione il valore del sistema valdostano di soccorso, che è riconosciuto da tutti come un sistema di qualità, ma riconoscere il valore di un sistema non significa ignorarne le criticità.

Le criticità che sono state segnalate riguardavano in particolare la mancata condivisione di informazioni tra i diversi soggetti coinvolti negli interventi, ed è qui che nasce la domanda che credo sia legittimo porsi: questa legge garantisce davvero quella condivisione di informazioni che è stata indicata come uno dei problemi? Perché se la condivisione e la chiarezza nelle competenze fossero già state pienamente presenti, probabilmente non saremmo qui adesso a parlarne.

Gli emendamenti che lunedì hanno aggiornato il testo di legge rafforzano la centralità della CUS nel coordinamento tra i diversi soggetti del soccorso, però non viene chiarito in cosa consista concretamente questo coordinamento e non vengono definiti in modo preciso i ruoli e gli ambiti di competenza.

Questo lascia inevitabilmente aperta una domanda: arriva una segnalazione di emergenze, si attiva il sistema di soccorso, la CUS assicura il coordinamento tra i diversi enti? Come? Come si garantisce che questa decisione avvenga con trasparenza, condivisione tra tutti i soggetti coinvolti?

Stiamo votando una legge che questo non lo dice, perché il timore che è stato rappresentato, e che credo non possiamo liquidare con leggerezza, è proprio questo, che l'assegnazione degli interventi poi possa avvenire senza piena condivisione delle informazioni tra gli operatori del sistema.

Se l'obiettivo della legge è rafforzare l'integrazione e la collaborazione tra i diversi Corpi, allora forse sarebbe stato utile definire con maggiore chiarezza proprio questi aspetti.

Gli emendamenti hanno posto l'accento sulla CUS, è stata una valutazione che avete ritenuto opportuno, ma da qui ne discende la necessità di chiarezza nelle procedure, delle responsabilità, delle modalità di coordinamento che, allo stato attuale, anche con i riferimenti normativi alle altre due leggi, a quella del SAV e a quella del CUS, riteniamo che manchino.

Presidente - A demandé la parole le collègue Viérin Laurent.

Viérin L. (UV) - Utilizzo il secondo intervento semplicemente per rafforzare alcuni concetti che, molto probabilmente, non sono stato così bravo ad argomentare, visti alcuni interventi dei colleghi, anche se dispiace che un dibattito che era rimasto su livelli abbastanza elevati scada in estrapolazioni di pezzi e interpretazioni; però, questo è il luogo del dibattito e molto volentieri rispondo, o comunque cerco di articolare meglio, alle non comprese argomentazioni rispetto a domande che non hanno trovato risposte dai colleghi in parte Lattanzi e Torrione.

Intanto, magari non è per tutti così, noi crediamo che la storia sia importante, quindi vede, collega Lattanzi, che quando si cita la storia lo si fa non tanto per se stessi ma spesso per gli altri, anche magari per chi ascolta fuori; siamo spesso qui ad accompagnare le classi in quest'Aula, lei che fa parte dell'Ufficio di Presidenza, per spiegare il ruolo delle Istituzioni, per cercare di far comprendere l'importanza delle lotte che sono state fatte da chi prima di noi ha interpretato le Istituzioni e credo che sia un po' sminuente il tradurre alcuni riferimenti storici a una lectio magistralis.

Si è un po' banalizzato, questo è il mio modesto punto di vista, lei è sicuramente, per formazione professionale, maggiormente capace di argomentare anche parti più fragili di discorsi e di parti magari da argomentare in modo più suffragato, ma le assicuro che quando dico certe cose è perché ci credo e ognuno di noi in quest'Aula, visto che siamo all'inizio di una legislatura, l'ho detto anche in Capigruppo questa mattina, sarà il metro e il metodo di lavoro per il futuro. Credo che ognuno di noi meriti la dignità delle proprie argomentazioni.

Poi, se uno non capisce, se uno non coglie, è giusto che dica: "Abbiamo sentito tante belle parole ma non abbiamo capito" e cercherò giustamente, per lasciare sempre traccia al dibattito di quest'Aula, questi passaggi non tanto per l'arte oratoria di sentirsi parlare o per parlare agli altri.

La sussidiarietà, collega Lattanzi, ma non era mica riferito a voi, o meglio, era un concetto per dire che se qualcuno dice: "Ma io voglio tornare sotto lo Stato", è lì che si mette in discussione un percorso decennale, poi non ho bisogno, credo, di spiegarlo, o meglio, non pensavo, visto che lei è molto acuto e credo che le sensibilità in quest'Aula siano molto, molto profonde nel cogliere certe sfumature, quindi è chiaro che regredire in un percorso di sussidiarietà che deriva - lasciamo stare la storia, l'ho citata parzialmente - da decenni, significa regredire sui nostri diritti, i diritti di una comunità che chi è venuto prima di noi ha fatto, negli anni dal 48 a oggi.

Più che una lectio magistralis ogni tanto il refresh, per usare dei termini che magari sono più consoni, non fa mai male, anche se spesso, appunto, non è che uno non ricordi la storia perché non lo vuole ricordare, ma magari non lo sa o magari non ne ha sentito parlare e credo che quando ci distribuiscono lo Statuto speciale in quest'Aula è la prima cosa da leggere.

L'altro giorno abbiamo assistito a un interessante dibattito su un altro tema e la battuta era: "Non si sa quante persone hanno letto la Costituzione e parlano di Costituzione o quanti magari parlano di Statuto, ma l'hanno letto veramente?". Quindi, ricordare ogni tanto gli articoli, lo Statuto, non fa male, lo dico a me stesso sempre.

Credo, quindi, che questa sia la cornice in cui si incardina un dibattito all'interno di quest'Aula.

Seconda considerazione, sempre nel non aver capito perché si esprimono certi concetti, ma poi qui bisogna parlare del contingente, io ho cercato di dire che la potestà legislativa è di quest'Aula, le Commissioni vedono incardinate le competenze e si è ritenuto di procedere con una condivisione, con un percorso rispetto a ciò che la Giunta e il Governo aveva proposto che, a mio modesto parere, è rafforzativo del ruolo di quest'Aula e, ripeto, si poteva fare meglio? Sicuramente, ma prima, collega Lattanzi, se le Commissioni si riuniscono in questo pezzo di legislatura, le Commissioni hanno operato, secondo me, nei modi.

Questo per dire che va bene che bisogna rafforzare i concetti, ma credo che siamo tutti abbastanza acuti nel cogliere queste nuances.

Ripeto e sottolineo che ognuno di noi qui cerca di fare il meglio, io non credo che siano stati degli emendamenti preconfezionati e inseriti così all'ultimo minuto, perché io da non membro della terza e della seconda ho partecipato, assieme ad altri colleghi e vi assicuro che, secondo me, il dibattito si è formato all'interno di questa Commissione con audizioni che sono state ricordate.

Lo dico proprio a lei che c'era, collega Lattanzi, visto che dice che non ha capito.

Concludo dicendo e citando di nuovo il passato, colleghi, perché un'illustra Assessora di questa Regione, che si chiamava Maria Ida Viglino, una volta convocò in ufficio una rappresentante del mondo musicale e culturale, che non citerò perché ancora esistente, perché aveva detto sul giornale che non aveva capito perché ad Aosta non c'era un auditorio e l'Assessora Viglino disse a questa persona: "Monsieur, si vous ne comprenez pas les choses c'est n'est pas le cas d'aller le dire aux journaux".

Presidente - Ci sono altri interventi? Altrimenti chiudo la discussione generale…. La parola au collègue Jordan.

Jordan (UV) - Intervengo adesso, alla fine di questa giornata, prima della chiusura di dichiarazione di voto, per fare alcune considerazioni.

Sono stati tirati in ballo diversi Presidenti oggi, credo che poi alla fine di questa discussione il Presidente tirerà le fila e, meglio di quanto potrò fare io, farà le considerazioni politiche e tecniche su quanto è stato detto durante la giornata di oggi.

Solo per confermare, anche se credo che l'intervento di questa mattina non è che lasciava tanti spazi a dubbi rispetto a qual era il voto su questa norma e qual era la nostra posizione, per confermare perché è giusto e, ripeto, non perché sia comodo prendere una scelta, perché sia giusto, l'ho detto più volte con una certa enfasi, era forse più facile trovare una soluzione di comodo che non trovare la soluzione che noi riteniamo giusta, e l'abbiamo fatto, ed è giusto sostenere la norma dei Vigili del fuoco, l'abbiamo detto credo tutti. Ci crediamo tutti nel sistema dei Vigili del fuoco, ma è altrettanto giusto ciò che abbiamo fatto, cioè migliorare il testo, emendare il testo, non - e le ripeto - per toccare le prerogative del Corpo, ma per valorizzare il sistema di soccorso regionale, di cui i Vigili del fuoco sono parte strutturale, fondamentale e essenziale.

Un sistema che funziona bene, l'avete detto in tanti, l'avete detto in molti, e questo è un vanto per la politica, un vanto per i valdostani avere un sistema di soccorso pubblico che è assolutamente efficace ed è invidiabile, ma può funzionare ancora meglio se collabora assieme, può funzionare ancora meglio -e cito le parole di qualcuno - se risolviamo i conflitti, se risolviamo le zone d'ombra, se ci si parla, tutte cose che sono state dette durante la giornata, se collabora assieme all'interno della CUS, ma la CUS non decide per gli altri, non c'è un signor CUS che dall'alto dà indicazioni agli uni con gli altri. La CUS è un sistema logico, un sistema in cui tutti partecipano sulla base - e l'ho detto questa mattina - dei compiti istituzionali che le leggi hanno attribuito. Tutti partecipano e condividono le definizioni delle procedure, condividono le informazioni, si scambiano le esperienze.

Questa mattina ho detto più volte cosa succede nella CUS, l'avete detto anche voi colleghi: condividono le procedure e le informazioni così da risolvere i conflitti e fortunatamente, lo ripetiamo, sono pochi, così per risolvere i conflitti di competenza che in qualche modo ci sono.

Il sistema di soccorso funziona, ma funziona perché tutti collaborano, mi sembra scontato dirlo ma dobbiamo dirlo, perché tutti collaborano, e i conflitti di cui tutti siamo al corrente mi stupisco del fatto che qualcuno sembrava essere venuto a conoscenza oggi del fatto che ci sono dei conflitti, che non ne fosse al corrente.

Colleghi, bastava leggere le audizioni per capire quali fossero le problematiche, bastava leggere la corrispondenza che è arrivata in questi anni per chi c'era per capire che c'era un problema da definire, grande o piccolo, c'era un problema da definire e, collega Lattanzi, non è uno sfriso, è qualcosa di un po' di più, il malessere che hanno manifestato gli uni agli altri, non entro nel merito degli uni e gli altri ma è evidente che c'è un conflitto di competenze, grande o piccolo, speriamo che sia il più piccolo possibile ma c'è, è una realtà, sono aspetti che dobbiamo sistemare, che avevamo e abbiamo il dovere di sistemare.

Ho sentito anche che ci sono ambiti normativi diversi che abbiamo collegato, sbagliando, ma non è vero, nella legge dei Vigili, oltre alla componente antincendio, oltre ad altre componenti di cui abbiamo parlato poco, che sono assolutamente importanti ma che non abbiamo toccato perché il problema è sulle altre componenti, quindi non è vero, noi stiamo parlando di soccorso pubblico, parliamo di soccorso pubblico in ambito regionale dove - e l'avete detto tutti - i Vigili del fuoco sono una componente ma ci sono anche gli altri.

La collega Minelli ha detto: "Non è vero che c'è qualcuno che primeggia rispetto agli altri", no, perché nel sistema tutti devono collaborare, quindi poi, collega Minelli, ci dirà gli emendamenti che vuole togliere, fatte salve le competenze degli altri.

No, deve rimanere, perché fatte salve le competenze degli altri vuol dire che ci sono altri che hanno competenze, ce lo stiamo dicendo oggi tutto il giorno e nei giorni passati altrettanto.

Non è vero, quindi, che stiamo sbagliando utilizzando due norme, noi all'interno del sistema soccorso pubblico che è nella legge dei Vigili del fuoco facciamo dei rimandi a delle leggi che si occupano di soccorso pubblico e le miglioriamo.

Qual è l'incongruenza? Una norma che, in qualche modo, viene resa più chiara per risolvere i conflitti. Non ci fossero stati conflitti di competenze, conflitti di attribuzioni non saremmo qui a parlare di queste cose perché le norme sarebbero già in funzione.

Qualcuno di voi parla di questo tema guardando solo un lato della medaglia, ma come si può? Bisogna guardare il sistema del soccorso nell'insieme e spero di non ripeterlo più perché è così, perché l'ho detto, perché ci credo, perché ci crediamo.

Sbaglieremo se con questa legge non avessimo affrontato il problema del soccorso, il problema dei conflitti, perché sarebbe come lasciare la polvere sotto il tappeto; è stato fatto nel passato, sono state citate delle mozioni che sollevavano il problema.

Perché il problema è complicato, cosa facciamo? Ci nascondiamo, mettiamo la testa sotto la sabbia e facciamo finta che non ci sia e non lo affrontiamo? No, cerchiamo di affrontarlo, sarà il modo migliore? Lo vedremo dopo, qualcuno ha parlato di dare gambe al sistema, sarà così? Lo vedremo dopo se sarà il sistema migliore ma avevamo il dovere di farlo, avevamo la responsabilità. Siamo qui per decidere, per prendere delle decisioni, non le più comode, le più giuste.

Tutti noi crediamo nel Corpo dei Vigili del fuoco, l'avete detto qui ed è stata una bella dimostrazione nella politica rispetto a questo Corpo importante.

Conosco molto bene il sistema dei Vigili del fuoco, anche per questioni familiari, e i Vigili non più anziani, quelli che hanno più anzianità sanno benissimo a chi mi riferisco e di chi parlo.

Concludo dicendo che crediamo nel Corpo dei Vigili del fuoco ma crediamo altrettanto nel sistema regionale, un sistema di soccorso pubblico, e faremo di tutto, anche collaborando con i Vigili del fuoco, per far sì che il sistema di soccorso funzioni.

L'abbiamo detto noi, l'avete detto anche voi, siamo disponibili a collaborare, a interloquire da qui in avanti per fare un passo in avanti per aiutarci, aiutarsi tutti assieme a risolvere queste criticità.

Il nostro compito qui è dettare i principi, saranno poi le strutture operative a continuare il lavoro e a entrare nel merito delle procedure necessarie per farlo, noi indichiamo il percorso, indichiamo i principi, indichiamo gli obiettivi, poi la strada, un po' come ha detto il collega Centoz, la dovranno percorrere le strutture assieme, collaborando tra loro, parlandosi, condividendo le informazioni.

Presidente - Chiudo la discussione generale. Per il Governo la parola al Presidente Testolin.

Testolin (UV) - Una giornata sicuramente intensa, ricca di stimoli, ognuno espresso attraverso un proprio punto di vista, ognuno espresso attraverso anche le proprie conoscenze, direi, perché la tematica è molto articolata, è molto complessa, arriva da molto lontano, ha subìto dei percorsi, degli incipit particolari.

Io mi permetto di partire intanto da una riflessione che voglio considerare molto positiva e ottimistica, nel senso che il lavoro di questi anni ha portato a partorire un disegno di legge di 210 articoli di cui il 99% abbondante che viene riconosciuto come un lavoro esaustivo da un punto di vista della necessità del bisogno di inserire il Corpo dei Vigili del fuoco nel Comparto sicurezza e soccorso, che è stato istituito con legge nel 2024 e che aspetta questo passaggio per dare modo di sviluppare tutte quelle che sono le necessità di miglioramento all'interno del Corpo da un punto di vista della sua funzionalità, dal punto di vista dell'avanzamento di carriera, dal punto di vista di quelle che sono le impostazioni e le necessarie similitudini verso alcune attività svolte, in particolare, nel contesto regionale, che è un contesto particolare.

Non nascondo che alcune delle osservazioni che sono emerse oggi sono delle osservazioni che considero di opportunità, nel senso che evidentemente in un discorso anche molto puntuale ognuno ha un ruolo e approfitta della sua posizione politica per esprimere delle considerazioni che si allontanano un po' da quella che è poi l'efficacia che una legge deve avere, ma è una questione di ruoli, è una questione di posizionamento, e non entrerò per questo nel merito di alcuni interventi.

Altri interventi, sia dalla parte della maggioranza che dalla parte della minoranza, sono stati apprezzabili e condivisibili nel momento in cui si parla di un percorso che debba dare una risposta ulteriore.

Se noi in quest'arco di tempo degli ultimi 20-25-26 anni abbiamo avuto un sistema di sicurezza e di primo intervento all'avanguardia, dove il 95-96-97-98% di situazioni sono state risolte brillantemente rimane un piccolo margine che, come ha detto il relatore di questo disegno di legge, che ringrazio evidentemente anch'io per la pazienza e per la puntualità nel voler "aggredire" quelle che erano delle parti migliorabili e molto delicate di questo provvedimento, per riuscire a dare una copertura che compete alla politica, non compete ai tecnicismi, non compete a un percorso che è stato fatto ed è durato 5 anni per mettere assieme tanti tasselli e tanti pezzi, è un discorso che compete alla politica nel momento in cui durante le innumerevoli riunioni sviluppate assieme ai rappresentanti sindacali, che ringrazio per comunque l'impegno e la perseveranza che hanno messo in questi anni nel confronto, così come ringrazio le strutture che sono sempre state presenti al tavolo, strutture sia quelle della Protezione civile sia quelle del Corpo valdostano dei Vigili del fuoco che con dovizia, soprattutto in quest'ultimo periodo, hanno fatto propria questa necessità, di capire quale potesse essere il modo per approcciare la soluzione di questo "0," che mancava per essere esaustivi sotto tutti i punti di vista.

È uno "0," che non si può quantificare in termini percentuali, perché basta magari una volta che il sistema non funzioni e potrebbe essere qualsiasi di noi che magari piange qualcosa o si ritrova a dover recriminare qualche cosa.

Da quel punto di vista, quindi, penso che ci sia e debba esserci la massima consapevolezza che quando si toccano questi temi non c'è spazio per dire "Quello che dico è il meglio", ed è l'approccio che una volta tanto, secondo me, o oggi più che in altre situazioni, è stato espresso anche dal Governo regionale nel momento in cui quando si è discusso all'interno di quello che era stato il percorso, ma anche di confronto molto intenso, molto acceso molte volte su alcuni temi, ad esempio quello della dirigenza che è stato evocato anche oggi in Capigruppo come altri, non si riusciva a trovare una sintesi corretta rispetto a quello che era un dualismo in questo "0," di situazioni delicate.

Questo dualismo ha voluto essere preso in carico da parte delle Commissioni.

Il lavoro che è stato fatto è stato un lavoro che è uscito un po' dagli schemi perché altrimenti ti trovi sempre a dover parteggiare per qualcuno piuttosto che qualcun altro e non è questo il caso. Il caso è di riuscire a evitare di intervenire su un articolato che era stato studiato e concepito per garantire che le regole del gioco, che attualmente funzionano, continuino ad essere le stesse, ma ad ampliare quella possibilità da parte della Centrale Unica del Soccorso, della CUS, di poter intervenire attraverso delle procedure, dei protocolli ben determinati.

Per chi non conosce troppo bene magari certi funzionamenti diventa difficile avere chiarezza e contezza di quelli che sono i percorsi, i percorsi non dipendono più dalla politica. Una volta che la normativa è stabilita, giustamente la politica deve fare il suo ruolo, magari di coordinamento, magari di stimolo, ma la tecnica deve essere messa a punto da chi lavora giornalmente su determinate problematiche con la fissazione di protocolli, di procedure che siano ben assimilate da chi poi svolge queste attività e che, nel momento del bisogno, possano essere attivate in supplemento, in coordinamento e in connessione tra tutti gli attori del gioco.

Questo è un po' il perché questi emendamenti trovano anche la mia piena approvazione, la trovano anche perché c'è stata comunque una condivisione in questi 3-4 mesi, perché gli emendamenti non sono frutto degli ultimi quattro giorni ma sono frutto di un lavoro che è partito il 25 di novembre, il giorno dopo che è stato approvato e depositato il disegno di legge in Commissione, e da quel punto lì si sono aperte le opportunità di guardare senza pregiudizi tutto quello che bisognava analizzare, perché quando si è su un dossier da uno-due-tre-quattro anni, poi si rischia anche di interpretare quelle che sono le norme in maniera ormai assodata, assimilata, perdendo di vista quelle che sono magari delle visuali o delle traiettorie che ti potrebbero portare a trovare la soluzione migliore.

Questa soluzione migliore è scaturita proprio in modo laterale, con questo lavoro certosino, attento della Commissione, guidato dai Presidenti delle Commissioni che hanno voluto approfondire, lo hanno fatto scevri da influenze esterne che potevano magari in qualche modo fare pressione, e hanno cercato di lavorare per il bene della comunità, andando a coprire anche quello "0," che in questo momento ci potrà permettere, speriamo con questo provvedimento, di trovare una soluzione.

Faccio due considerazioni, invece, di ordine un po' più puntuale, una ha tracciato questo percorso. Questo è un percorso che ha tante finalità, sicuramente quello di migliorare da un punto di vista normativo tutta una serie di procedure, l'abbiamo detto da un punto di vista tecnico leggendo quelli che sono gli articolati si evidenzia un modo diverso, che è quello di un regime pubblicistico, quindi che racchiude all'interno della norma tutto un insieme di procedure che sono già standardizzate e che non avranno più bisogno di delibere applicative, di cambiamenti o di contratti vari, ed è una prerogativa che ci avvicina e ci dà anche la possibilità, è stato evocato dal collega Centoz, di avere tutte le carte in regola per continuare a perorare un percorso rispetto alla parificazione da un punto di vista pensionistico sulla quale, al netto, come ha detto qualcuno, "Ci crediate o non ci crediate", è nell'agenda settimanale di questo Governo, così come lo era dei precedenti, ed è in attesa - poi ci sarà comunque anche un'interpellanza in questo senso, spoilero un attimo ma tanto non cambia la sostanza della questione - di un conteggio, che è quello che ci dirà: "Costa 1, costa 2, costa 3", speriamo che ce lo dicano, speriamo che il conto sia sostenibile e poi faremo le valutazioni del caso.

Questo percorso è un percorso totalmente nuovo rispetto al Comparto unico e che ha necessitato, visto che è stato evocato molte volte, agganciarsi a qualche tecnico che di regime pubblicistico ne potesse sapere e potesse guidarci in questo percorso.

Ed è per questo che abbiamo utilizzato anche dei tecnici esterni che evidentemente vanno pagati, ma per allineare quelli che sono dei tipi di normative che, in un sistema come il nostro, non sono mai state sviluppate, non sono mai state approfondite neanche all'interno della nostra classe amministrativa, quindi giustamente bisogna acquisire anche questa dimestichezza, questa capacità.

Dall'altra parte torno a quella che, invece, è una considerazione un po' più politica di quest'Aula, dove mi trovo assolutamente allineato con l'intervento del collega Viérin, per quanto riguarda l'aspetto storico, perché la storicità del Corpo valdostano nel nostro territorio è qualcosa di ancestrale, il fatto di non sentirsi partecipi di un sistema è preoccupante, al netto di quando abbiamo portato la prima pompa idraulica in Valle d'Aosta, e questo preoccupa.

In questi giorni ho avuto la possibilità di confrontarmi di nuovo con i Vigili del fuoco volontari che, ne approfitto per dirlo, sono stati con dignità e attenzione inseriti in questa norma perché è l'attenzione che meritano, perché è un Corpo che conta 1.500 persone, di cui quasi 900 effettivi, che con orgoglio è il Corpo dei Vigili del fuoco volontari della Valle d'Aosta, e dispiace sentire che ci sia qualcuno che voglia abbandonare un sistema Valle d'Aosta.

Quando lo dissi anche a forze che hanno una matrice diversa dalla nostra, il 24 o giù di là di settembre del 2024 il Ministro Nello Musumeci ha promosso il sistema di Protezione civile della Valle d'Aosta definendo la Centrale Unica di Soccorso molto attrezzata e all'avanguardia.

Questo per dire che molte volte siamo più apprezzati dall'esterno per un sistema che è in grado di mettere assieme tutti piuttosto che rendersi conto di che valore ha questo sistema, ed è una prerogativa anche questa tutta valdostana.

Allora invito chi ha espresso queste considerazioni a meditarci sopra… No, non in quest'Aula, a pensare a che cosa rappresenta il lavoro che svolge all'interno di questo aspetto, e se c'è la necessità da parte della politica o la volontà di andare a migliorare questo sistema lo è non tanto per fare un dispetto a qualcuno, ma per fare un favore alle generazioni che verranno, a quelle che sono già adesso a usufruire di questo tipo di servizi e che possono trovare delle risposte in una collaborazione anche minimale che fino a questo momento non è stata al top, che non è stata gestita.

Rischiamo di farci del male per un qualcosa che con veramente poco riusciamo a risolvere.

Facciamo tantissime belle cose, non perdiamole di vista per una questione magari di condivisione. Io non voglio essere quello che dice: "Vogliamoci tutti bene", però quando si lavora si discute, poi si trovano delle soluzioni e le soluzioni devono dare una risposta a quello che ancora non funziona.

L'ultima riflessione, tornando a quello che avevo iniziato a dire sulla storia, riprende il discorso della geometria variabile che qualche volta si sente all'interno di quest'Aula.

Giustamente il collega Viérin dice: "Ma la centralità del Consiglio si vede proprio da queste cose", io non mi stupisco del fatto che ci sia stata, in questo contesto, una presa di posizione diversa, relativamente, ma conclusiva rispetto a come la legge è entrata e come la legge esce.

Era un sentore che si aveva già prima, già prima che questa legge entrasse in questo Consiglio, in questa Commissione c'erano delle situazioni che vedevano delle contrapposizioni.

Sono state superate brillantemente con questi emendamenti che hanno cercato di mettere assieme, e dovranno farlo perché questo è l'obiettivo, non cambiare quello che andava bene. Quello che andava bene rimarrà così, lo sa chi deve poi mettere a terra le procedure, quello che andava bene verrà enfatizzato e quello che andava un po' meno bene dovrà essere migliorato e ci darà sicuramente delle soddisfazioni.

È per questo che la legge oggi è stata proposta, le considerazioni che sono emerse oggi non sono considerazioni dell'ultimo minuto, sono cose che arrivano da molto lontano, le soluzioni sono quelle che sono state meditate per mesi e che oggi porteremo serenamente al voto, nella certezza di voler lavorare per il bene, non di fare il bene assoluto, ma nella certezza di voler lavorare per questo fine.

Presidente - Prima di procedere con l'esame del voto abbiamo l'ordine del giorno che è stato presentato. Chi vuole illustrare l'ordine del giorno? La parola al collega Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Sarò ovviamente molto breve ma desidero ringraziare, abbiamo fatto dei ringraziamenti a volte anche ironici, in questo caso invece ringrazio in maniera assolutamente sincera il Presidente della terza Commissione, i Commissari e il Presidente ovviamente della Regione per quella che è stata un po' la composizione di quest'ordine del giorno che va a recepire una mozione che era stata approvata qualche Consiglio fa e che va nell'ottica di andare a fare i dovuti approfondimenti per fare in modo che eventualmente, se questi poi daranno esito positivo, si possa addivenire a tutte le valutazioni che poi portano all'istituzione di un distaccamento dei Vigili del fuoco professionisti in Bassa Valle.

Ovviamente è un risultato che riteniamo molto importante, un risultato appunto di cui voglio dare merito di tutta l'Aula e tutti i colleghi che hanno dato via libera da una parte alla mozione nei Consigli passati e che poi hanno condiviso nel merito e nel metodo.

Riteniamo che sia una battaglia che portiamo avanti da tempo, l'avevamo fatto - visto che si è parlato di storia - anche con il collega Viérin, facciamo un po' di storia perché giustamente se n'era parlato in maniera particolare con la sua Presidenza, era un percorso che purtroppo si era bloccato per degli elementi che erano imprevedibili e imprevisti e che se si riuscirà ad andare avanti e se le valutazioni saranno positive, invece porterà ad un esito che sicuramente va nella direzione che auspicavamo. Grazie.

Président - La parole au collègue Jordan.

Jordan (UV) - Come ha detto il collega Manfrin quest'ordine del giorno deriva dall'impegno che ci siamo presi nello scorso Consiglio e in qualche modo i Consiglieri di seconda Commissione, di terza Commissione ma dico tutto il Consiglio abbiamo concordato questo testo. Ringrazio il Presidente per averci dato un supporto a entrare nel merito di quale poteva essere la formulazione del testo.

Molto brevemente il tema è già stato trattato nello scorso Consiglio, ma con questo ordine del giorno impegniamo il Presidente ad approfondire, tramite evidentemente le sue strutture, le strutture competenti, degli aspetti normativi legati a questo tema, le peculiarità territoriali, l'analisi va fatta sul territorio, demografiche, insediative, per capirne bene le caratteristiche, chiaramente in funzione dell'obiettivo dell'ordine del giorno, ma anche le vulnerabilità specifiche del contesto e l'analisi storica degli interventi di soccorso. Sono tutti elementi che ci permetteranno di avere un quadro completo per procedere nell'analisi.

Non dimentichiamoci l'analisi dei costi benefici, perché comunque è un'azione che ha degli impatti, quindi tutte queste necessità saranno da soddisfare, da valutare anche coinvolgendo la componente volontaria del Corpo, che sappiamo essere molto attiva e operare in modo molto efficace nella Bassa Valle.

Con queste prerogative, quindi, chiediamo al Presidente di fare queste verifiche e poi sarà oggetto di un'analisi che probabilmente sarà prima in Commissione e poi ritornerà in Aula.

Presidente - Ci sono altri interventi? La parola al collega Centoz.

Centoz (PD-FP) - Solo trenta secondi per confermare che, pur non essendo noi presenti né in terza né in seconda Commissione, ovviamente siamo favorevoli all'ordine del giorno.

Presidente - Se non ci sono altri interventi, apro la votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti, votanti e favorevoli: 34

L'ordine del giorno è approvato all'unanimità.