Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 324 del 11 marzo 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 324/XVII - Inizio della discussione generale sul D.L. n. 4: "Disposizioni per l'organizzazione del Corpo valdostano dei vigili del fuoco".

Aggravi (Presidente) - Riprendiamo i lavori, punto n. 5 all'ordine del giorno. Le rapporteur Jordan a demandé la parole.

Jordan (UV) - Il presente disegno di legge ridefinisce in modo significativo l'architettura del Corpo regionale dei vigili del fuoco attraverso la riaffermazione della sua autonomia, un passaggio, ricordo, fatto già nel 1999 con la regionalizzazione del Corpo; un'autonomia, rispetto al contesto nazionale, con la conferma di un ordinamento speculare a quello nazionale, ma incardinato saldamente nell'Amministrazione regionale.

La revisione normativa assicura la modernizzazione della governance, dei livelli di governance del Corpo, una maggiore professionalizzazione delle carriere, con la creazione di un assetto a ordinamento di diritto pubblico, gerarchico e altamente specializzato, che bilancia il reclutamento di competenze tecniche elevate con la valorizzazione dell'esperienza operativa interna. La norma definisce e struttura, in attesa di una necessaria riforma complessiva, il volontariato non come un'entità accessoria, ma come una componente strategica che la rende una riserva operativa flessibile e scalabile.

Infine, in materia di soccorso pubblico, la norma detta precise indicazioni tecniche operative del Corpo, che vanno messe a fattor comune all'interno del comparto sicurezza e soccorso e del sistema normativo di soccorso regionale, dei quali i vigili del fuoco sono parte integrante e fondamentale.

Il disegno di legge è composto da 213 articoli. Il Titolo primo reca: "Disposizioni in materia di organizzazione, compiti e funzioni del Corpo valdostano dei vigili del fuoco" e negli articoli da 1 a 35 si definisce il perimetro giuridico operativo del Corpo valdostano e si stabilisce la sua posizione nell'architettura istituzionale, le sue competenze fondamentali e le risorse necessarie per adempiere.

Il Capo primo definisce la legittimità e la struttura del Corpo, i riferimenti giuridici, regionali e nazionali all'interno del quale il Corpo opera.

Negli articoli da 1 a 4 troviamo infatti il riferimento normativo allo Statuto speciale della Regione Autonoma Valle d'Aosta e si stabilisce in modo inequivocabile la competenza regionale, in sostituzione degli organi centrali e periferici dello Stato. Elemento significativo è la definizione di ordinamento civile del Corpo, sono inoltre presenti i rimandi normativi alle leggi regionali in materia di Centrale unica per la gestione delle chiamate di soccorso, la cosiddetta "CUS", e di protezione civile, in quanto queste costituiscono elemento di coordinamento e di raccordo con gli altri soggetti nell'ambito di funzioni di soccorso pubblico del Capo terzo di questo titolo.

Negli articoli da 5 a 7 troviamo la definizione del vertice del Corpo in due distinte strutture dirigenziali: il Capo del Corpo valdostano e il Comando regionale.

Nell'articolo 8 viene indicata la ripartizione del personale di ruolo, operativo e tecnico, volontariato e amministrativo e successivamente viene definito il rapporto di impiego del personale di ruolo che è disciplinato in regime di diritto pubblico e poi le relative attribuzioni di funzioni.

Il Capo secondo, negli articoli da 10 a 17, contiene le disposizioni relative alla funzione di prevenzione degli incendi e ai servizi di vigilanza e ispettivi.

Il Capo III, negli articoli da 18 a 27, ha come oggetto la disciplina della funzione di soccorso pubblico.

L'articolo 18 definisce l'attività di soccorso pubblico per salvaguardare l'incolumità delle persone e l'integrità dei beni, mentre gli articoli da 19 a 22 regolamentano le altre attività di soccorso pubblico, di sistema, codificando gli scenari operativi in coordinamento con gli altri enti della CUS. Tali articoli vanno letti in modo combinato rispetto a quanto stabilito al comma 3 dell'articolo 2, assicurando pertanto il coordinamento giuridico e operativo con le altre norme regionali in materia di soccorso (la legge 5, come fondamento base della protezione civile, la legge 7/2008 che istituisce la Centrale Unica di soccorso, ma anche la legge 5, la legge sul soccorso alpino valdostano). Tale Capo disciplina inoltre il servizio negli aeroporti, all'articolo 23, la competenza sui piani regolatori comunali e la gestione degli idranti.

Nel Capo IV, negli articoli da 28 a 30, sono contenute disposizioni in tema di formazione in materia di prevenzione degli incendi e di soccorso pubblico, nonché di diffusione della cultura sulla sicurezza antincendio.

Nel Capo V, all'articolo 31, e nel Capo VI, agli articoli 32 e 33 sono definite rispettivamente le disposizioni in materia di amministrazione, contabilità e le risorse e le disposizioni in materia di risorse logistiche e strumentali.

Nel Capo VII, agli articoli 34 e 35, sono dettate ulteriori disposizioni riguardanti le ricompense previste per il personale del Corpo valdostano e l'organizzazione del servizio mensa.

Passo al Titolo II, dove sono contenute le disposizioni in tema di ordinamento del personale del Corpo valdostano, nonché le disposizioni di primo inquadramento. Tale Titolo si compone di tre Capi: il primo, negli articoli da 36 a 70 si recano le disposizioni relative all'ordinamento del personale non direttivo e non dirigente. Vengono definiti negli articoli da 38 a 44 l'articolazione dei ruoli e delle qualifiche del Corpo (vigile del fuoco, vigile del fuoco esperto, vigile del fuoco coordinatore), l'accesso, per il tramite di concorso pubblico, i requisiti e le progressioni di carriera. Negli articoli da 45 a 51 viene definito il ruolo dei capi squadra e dei capi reparto, l'accesso mediante concorso interno e le progressioni di carriera, così dal 52 al 66, si riferisce il ruolo degli ispettori antincendi e ancora negli articoli da 67 a 70 si definisce l'ambito della negoziazione collettiva, che si svolge in un comparto autonomo, separato dal resto del comparto pubblico regionale.

Il Capo II, gli articoli da 71 a 95, riguarda l'ordinamento del personale direttivo e dirigente. Negli articoli 71 e 72 sono istituiti i ruoli dei vertici, mentre negli articoli da 73 a 78 viene declinato il percorso di carriera per la definizione della dirigenza.

I successivi articoli, da 79 a 91 regolamentano gli aspetti contrattuali, gli incarichi, la valutazione e la retribuzione. All'articolo 92 vi è indicato che anche il personale direttivo e dirigente afferisce al comparto autonomo di negoziazione, sicurezza e soccorso in Valle d'Aosta.

Il Capo III negli articoli da 96 a 139 reca le disposizioni comuni al personale del Corpo valdostano, l'accesso al Corpo, la mobilità, l'idoneità, sono trattati negli articoli da 96 a 104, mentre nei successivi articoli è trattato il codice disciplinare.

Il Capo IV negli articoli da 140 a 145 concerne le disposizioni di primo inquadramento di personale di ruolo, che permette il passaggio dal vecchio ordinamento al nuovo e tratta la questione dell'indennità di bilinguismo. L'articolo 145 contiene la clausola di salvaguardia retributiva.

Il Titolo III, che si compone di cinque Capi, delinea l'aspetto ordinamentale e la struttura organizzativa inerente al personale volontario del Corpo valdostano, integrandolo operativamente con il personale di ruolo, infatti nel Capo I, negli articoli da 146 a168 si disciplina lo status, le funzioni e l'organizzazione del personale volontario nelle sue diverse articolazioni.

Il Capo II negli articoli da 169 a 181 ha oggetto la disciplina del personale volontario, le tutele, gli obblighi, nonché l'attività esercitativa e di formazione. Da rilevare che l'articolo 178 disciplina la chiamata in servizio in caso di emergenze o particolari necessità.

Il Capo III, dagli articoli 182 a 190, definisce l'architettura e la governance dei volontari e ne individua gli organi rappresentativi; così il Capo IV e il Capo V negli articoli da 191 a 200 disciplinano le sanzioni e le disposizioni in tema di cessazione del servizio.

Il Titolo V, dagli articoli 204 a 213, contiene le disposizioni finali di rinvio, l'abrogazione della legge regionale 37 e tutte le norme correlate, contiene inoltre la disposizione finanziaria e la dichiarazione di urgenza.

L'articolo 206 chiarisce che il personale amministrativo resta escluso da questo disegno di legge e continua a essere disciplinato dal contratto del comparto unico regionale.

L'articolo 207 definisce la transizione tra l'attuale normativa e il presente disegno di legge.

L'articolo 209, riferendosi alla legge regionale 7/2008, l'organizzazione della Centrale unica per la gestione delle chiamate di soccorso, migliora la definizione delle finalità della Centrale unica, il soccorso in termini di integrazione tra i soggetti componenti la centrale stessa, introducendo elementi di coordinamento operativo tra i soggetti, collaborazione nel rispetto delle procedure operative che sono già attualmente definite nel Comitato di pilotaggio, procedure che hanno l'obiettivo di rendere gli interventi - e stiamo parlando di soccorso pubblico - ancora più efficaci ed efficienti, di prevenire eventuali conflitti di competenze.

L'articolo 210, riferendosi alla legge regionale 5/2007: "Disposizioni in materia dell'organizzazione del soccorso alpino valdostano", migliora la definizione di soccorso in montagna, facendo inoltre riferimento anche alle zone impervie del territorio non prettamente inerenti alla montagna e laddove si rilevi necessario l'utilizzo di conoscenze tecniche di tipo alpinistico.

L'articolo 212, dicevo, reca le disposizioni finanziarie, mentre l'articolo 213 reca la dichiarazione di urgenza.

Il disegno di legge n. 4 viene presentato per l'approvazione in Consiglio regionale dopo un'importante attività di confronto e studio tra le diverse strutture dell'Amministrazione regionale, i rappresentanti del Corpo valdostano dei vigili del fuoco e le organizzazioni sindacali.

Il Consiglio regionale, colleghi, a cui spetta il compito di legiferare attraverso il confronto nelle Commissioni consiliari e attraverso le numerose audizioni che sono state programmate, ha avuto la possibilità di approfondire il testo e conoscerne bene i contenuti ed è in tal senso che vanno gli emendamenti che la maggioranza ha presentato e che sono stati approvati, emendamenti che migliorano il testo originariamente proposto, correggendo alcune imprecisioni tecniche, i refusi, ma anche attraverso la doverosa e opportuna introduzione di elementi di coordinamento e, lo ripeto, di raccordo, nell'ambito del servizio di soccorso pubblico, elementi di raccordo con gli altri strumenti normativi di cui il Corpo dei vigili del fuoco è coinvolto ed è parte integrante.

Doveroso infine, da parte dei relatori, il sottoscritto e il collega Sorbara, ringraziare tutte le strutture regionali, i vertici del Corpo dei vigili del fuoco e della Protezione civile, strutture e vertici che hanno messo a disposizione la loro professionalità, la loro competenza e hanno consentito, nel rispetto delle prerogative delle proprie strutture, di supportare al meglio l'attività di confronto per la definizione degli emendamenti. Così come ringrazio le strutture del Consiglio regionale che hanno operato con rigore e celerità per favorire il lavoro dei Commissari.

Concludo, colleghi, e non sono parole di circostanza, ringraziando tutti coloro che hanno partecipato a diverso titolo nell'attività delle Commissioni, li ringrazio per aver approfondito il tema, perché così si è favorito il confronto in modo franco e in modo attivo in momenti formali, le Commissioni, ma anche in momenti di incontri informali, e dimostrando, al di là degli schieramenti politici e dei posizionamenti dell'Aula, come può essere svolto il nostro ruolo qui in Consiglio, che consiste non nella semplice ratifica di decisioni altrui, ma il Consiglio ha i titoli e le competenze per partecipare attivamente alla definizione del processo legislativo.

Presidente del Consiglio, dopo la presentazione che faccio, che è un atto formale piuttosto asettico in termini di considerazioni politiche, io mi prenoterei già per approfondire la discussione successivamente nell'ambito del dibattito.

Presidente - La discussione generale è aperta. La parola al collega Jordan.

Jordan (UV) - Dopo quest'introduzione, relazione d'Aula, che, come dicevo, è formale, vorrei fare alcune considerazioni che entrano un po' più nel merito del testo, considerazioni che evidentemente non erano collegate alla relazione d'Aula.

il disegno sul Corpo regionale dei vigili del fuoco è un importante atto normativo che risponde in maniera puntuale, precisa ed efficace alla necessità di aggiornare la precedente norma regionale, un testo di legge - e l'ho appena detto - che arriva dopo un importante lavoro di confronto e di concertazione fatto in questi ultimi anni. Quest'attività di confronto e concertazione è stata assolutamente valida e proficua e credo che nessun Consigliere abbia messo in dubbio o metterà in dubbio o in discussione i principi che ne sono alla base di questa riforma, né quanto meno gli aspetti tecnici operativi legati alle competenze specifiche del Corpo.

Questo percorso di valorizzazione del Corpo e della figura dei vigili del fuoco è ormai giunto alle battute finali ed è affiancato all'attività legata agli aspetti previdenziali, che è oggetto delle attenzioni della Commissione paritetica, e non di questo Consiglio, con un'attività di negoziazione con gli organi dello Stato che è complessa, ma per la quale - e verrà sicuramente ripreso dai miei colleghi - c'è un grande impegno da parte del Governo e da parte di questa maggioranza. Non ci sono dubbi quindi sulla bontà di un impianto normativo che assicura ai vigili del fuoco, a una delle strutture dell'Amministrazione regionale, la revisione dell'architettura, la modernizzazione del sistema di governo del Corpo e una maggiore professionalizzazione delle carriere, non vi sono dubbi. Un risultato che si raggiungerà con la creazione di un assetto di ordinamento di diritto pubblico, tema assolutamente importante, un ordinamento di diritto pubblico, gerarchico, altamente specializzato, che bilancia il reclutamento di competenze tecniche con la valorizzazione delle esperienze operative interne. Siamo assolutamente favorevoli all'impostazione della legge e l'abbiamo da sempre condivisa; è giusto e doveroso aggiornare le norme sul Corpo dei vigili del fuoco, ma avrebbe senso poterlo fare e avere la possibilità normativa di farlo anche in altri settori dell'Amministrazione, porto ad esempio, e rimango sul soccorso pubblico, al settore sanitario, al comparto infermieristico, dove presenta analogie con quanto stiamo parlando oggi, turni pesanti, poco personale, dove spesso si lavora in condizioni complicate. Anche lì sarebbe interessante poter introdurre maggiori tutele, migliorare l'aspetto previdenziale, per citarne qualcuno, ma anche in settori dell'Amministrazione sarebbe interessante portare questo modello, dove la professionalizzazione e l'avanzamento delle carriere all'interno e nell'Amministrazione sono categorie creerebbe la possibilità assolutamente interessante, soprattutto perché in tante strutture dell'Amministrazione ci sono compiti di responsabilità, ci sono compiti complessi, ci sono compiti delicati, dove il rischio è sulle decisioni che si prendono.

Questa norma, dal punto di vista politico, è un'attualizzazione e una modernizzazione di un percorso normativo che è iniziato nel 1999 con la legge 37. Allora, con la norma di attuazione e il passaggio di funzioni dallo Stato alla Regione, si è voluto dare un riconoscimento politico importante al Corpo dei vigili. In quel momento la politica ha esercitato molto bene le proprie prerogative di autonomia creando i presupposti perché negli anni, anche in quest'ambito, si potessero esercitare le migliori scelte in autonomia, investendo risorse importanti, portando indubbi vantaggi al Corpo dei vigili e ai vigili stessi. La stessa autonomia nelle scelte che adesso, dopo più di 20 anni, ci vede migliorare e modernizzare la norma sui vigili, ma mantenendo, ed è questo il nostro indirizzo politico, forti le prerogative regionali.

Come ho già anticipato nella relazione d'Aula, questo è frutto di un lungo lavoro a cui hanno collaborato numerosi soggetti, tutti portatori di interesse nell'ambito di questa norma, una norma complessa, l'ho detto prima e lo ripeto, perché ci riferiamo al regime pubblicistico, una norma che contiene all'interno, come già declinato, aspetti generali e aspetti molto puntuali come la parte contrattuale. Contiene indicazioni precise relativamente alle funzioni del Corpo, della sua autonomia tecnica operativa, che trovano riferimento nella legge in vigore 39 e nel decreto legislativo 139, che sono state adattate, e questa è di nuovo una nostra prerogativa statutaria, al sistema regionale. Sto parlando della nostra Regione, sto parlando della Valle d'Aosta, non del vicino Piemonte, dove il contesto normativo è totalmente diverso per via dell'ordinarietà e non della specialità della Regione, un contesto così diverso dove il sistema di soccorso pubblico è evidentemente diverso.

La norma - ed entro nel merito di alcuni articoli che, come maggioranza, abbiamo voluto emendare - disciplina il funzionamento del Corpo, ma non deve essere considerata come un atto a sé stante, non in Valle d'Aosta dove possiamo tutti vantarci di disporre di un sistema di gestione dell'emergenza e di soccorso che è invidiato da tanti, un sistema di gestione dell'emergenza e del soccorso che funziona, che risponde in ogni situazione e questo grazie al lavoro e alla professionalità di tutti coloro che sono impegnati in questo settore: dai vigili del fuoco al soccorso sanitario, al Corpo forestale, al Soccorso alpino, alla Protezione civile e altri. Ho fatto riferimento al ruolo del Consiglio e dei Consiglieri, lo abbiamo esercitato, studiando la norma, ascoltando e infine verificando se il testo è aderente con gli indirizzi della maggioranza dei diversi gruppi consiliari.

L'attività di soccorso pubblico, grazie alla professionalità del personale operativo di tutti i servizi del sistema di soccorso, funziona molto bene, l'ho detto prima, la quasi totalità delle attività sono gestite correttamente, il servizio è eccellente.

Pochi sono in termini di casistica gli interventi e forse sono i casi più complessi per i quali emergono sovrapposizione di ruoli, dove emerge forse la mancanza di coordinamento, forse la mancanza di comunicazione, sono pochi, fortunatamente, ma è nostro dovere nell'attività legislativa e, per quanto di nostra competenza, fare in modo che il sistema funzioni anche in quelle situazioni.

Mi sembra evidente, colleghi, che le attenzioni e le tensioni, anche politiche, legate a questo tema, sono molto alte in termini di raggiungimento di un risultato importante e significativo per la riforma del Corpo dei vigili, ma forse le tensioni sono così alte anche per altri motivi e le corrispondenze del passato e degli ultimi giorni possono dare una spiegazione e ne sono sicuramente la prova. Segno che, nonostante il sistema regionale funzioni, ci sono questioni mai completamente affrontate, mai completamente risolte, situazioni mai completamente chiarite e in questo mese, come si suol dire, i nodi sono venuti al pettine in Commissione. Sono evidenti contrapposizioni tecniche, sindacali, anche politiche, la polarizzazione delle posizioni verso una posizione e l'altra. Il ruolo della maggioranza, all'interno dei lavori della Commissione, è stato quello di prendere distanza dalle posizioni ideologiche corporative, ma fare gli interessi del sistema Valle d'Aosta di cui vi ho accennato prima, fare gli interessi del sistema di soccorso. Non è serio, secondo noi - e ho avuto modo di ribadirlo più volte in Commissione - ignorare il principio che definisce il sistema di soccorso regionale come strumento che unisce i soggetti che si occupano di soccorso. Il sistema regionale è soggetto che unisce i sistemi che si occupano di soccorso; qualcuno lo farà, noi non condividiamo, avrete valutato, colleghi, i vantaggi politici, in parte vantaggi anche effimeri, nel sostenere gli uni o gli altri, o ignorare le norme, che, ricordo, sono vigenti e che si occupano già adesso di coordinamento. Mi auguro che la discussione porti a dei ragionamenti diversi. Non è nemmeno corretto non schierarsi, sfilarsi dalla discussione, così da non scontentare gli uni e gli altri. Si deve fare la scelta giusta, noi siamo chiamati sempre qui a fare la scelta giusta o siamo chiamati a fare la scelta più comoda? Lascio a voi l'interrogativo.

Noi abbiamo lavorato per la scelta giusta, la migliore dato il contesto, non la più comoda, ne siamo consapevoli, la scelta più giusta. La maggioranza si è confrontata lungamente per riuscire nel miglior modo possibile ad agire salvaguardando la legge dei vigili del fuoco e agire nell'interesse del sistema regionale di soccorso pubblico, ha lavorato lungamente dimostrando maturità e competenza su questo tema. La maggioranza, il sottoscritto hanno lavorato nell'assoluto rispetto delle prerogative di tutti i soggetti che operano nel sistema di soccorso pubblico, nel rispetto di tutti i soggetti, si è lavorato non per comprimere i ruoli e le funzioni, non c'è un emendamento che va in questo senso, ma per valorizzarle tutte assieme, per valorizzare il sistema regionale di soccorso pubblico, sistema che è un vanto per i Valdostani, che è un fiore all'occhiello nell'ambito delle realtà nazionali e non solo, un sistema che opera con efficienza ed efficacia grazie all'aiuto e al supporto di tutti, un sistema che funziona con efficienza e efficacia sin dalla sua creazione e sfido chiunque a dimostrare che il sistema non funziona.

Va dato atto alla lungimiranza della politica, di quella politica che più di 20 anni fa ha approvato la legge 37/2009 sui vigili del fuoco, ha ottenuto la norma di attuazione sullo Statuto, ha approvato la legge 5/2001 sulla Protezione civile, la legge regionale sulla creazione della Centrale Unica del Soccorso e sul soccorso alpino, sono delle leggi che hanno contribuito a creare l'architettura del sistema di soccorso che tuttora è valida e tuttora continua a dare i risultati. Ricordo a tutti che fino alla loro abrogazione le leggi rimangono in vigore, queste leggi rimangono valide ed evidentemente, essendo tuttora in vigore, non mi risulta che siano state sollevate questioni di incostituzionalità né allora, né adesso, la norma è chiara. Le norme attuali quindi - e scusate se dico un'ovvietà - sono legittime, sono norme in vigore, sono norme che vanno lette in modo integrato, non si può prendere una parte e non il resto, vanno lette in modo combinato e devono essere rispettate, sono norme di legge. È evidente, colleghi, che trovare punti di mediazione tra le posizioni era un compito difficile, difficile emendare in un mese un testo su cui così tanti soggetti hanno lavorato per anni, senza però risolvere totalmente la questione dell'integrazione tra i diversi sistemi. Era difficile ma doveroso, era difficile ma necessario e l'abbiamo fatto, ci ho creduto tanto e ci credo tuttora e così i colleghi di maggioranza. Abbiamo, come gruppo dell'Union Valdôtaine e come maggioranza, definito i principi che ritenevamo importanti e necessari e su questi abbiamo costruito gli emendamenti, non colpi di testa, ragionamenti fatti in maniera puntuale. Lo abbiamo fatto con una grande attenzione dal punto di vista giuridico, nel non creare incongruenze nel testo, ma anche con la giusta attenzione nel voler inserire nella norma richiami ad altre normative che ho citato precedentemente, richiami normativi a leggi esistenti in vigore. Gli emendamenti non fanno innovazione giuridica sul tema, gli emendamenti richiamano delle leggi che sono già in vigore, leggi che fanno parte di un sistema di gestione del soccorso pubblico e della Protezione civile, emendamenti che, in sintesi, si traducono in un rimando a norme e principi già presenti, facilmente condivisibili e facilmente comprensibili. Ho e abbiamo lavorato tanto sugli emendamenti con un'importante attività di confronto politico con i colleghi, attività di confronto tecnico con le strutture dell'Amministrazione regionale, confronto, e l'ho detto in relazione, con i vertici della Protezione civile, con i vertici del Comando dei vigili del fuoco, che ringrazio per la loro disponibilità, per la loro preparazione, ma soprattutto, nel rispetto delle proprie competenze e delle competenze della struttura di appartenenza, per aver mai perso di vista il punto dell'interesse regionale, del sistema regionale. Non è mancanza di rispetto non avere il confronto per gli emendamenti, ma solo perché il confronto c'è già stato con le audizioni. Ora toccava alla politica, ora tocca a noi - ditemi se sbaglio - decidere, non inserendo elementi tecnici di cui il lavoro è stato fatto durante questi anni, ma inserendo elementi politici, elementi di indirizzi, elementi di visione su come vediamo il sistema di soccorso pubblico.

Nel nuovo testo di Commissione, che è stato oggetto dell'analisi odierna, trovate gli emendamenti che sono già stati fatti e approvati in Commissione. Come avete avuto modo di vedere, colleghi, non stravolgono l'impianto normativo precedente, il riferimento all'articolo 3 nel comma 3, parlando di soccorso pubblico, alle altre normative regionali non fa altro che rendere evidente ciò che dal punto di vista giuridico è già presente, non fa nient'altro che rendere evidente ciò che dal punto di vista giuridico è già presente, non nuove norme, ma norme in vigore operative e mi ripeto, scusate. Lo facciamo perché riteniamo che il riferimento al sistema regionale debba essere presente e affermato nelle singole norme che disciplinano l'attività dei soggetti regionali che si occupano del soccorso pubblico, nulla di sconvolgente, nessuna prerogativa messa in discussione da quest'emendamento, nessuna volontà - e non raccogliamo le provocazioni assurde - di modificare l'attuale sistema di soccorso pubblico, così come gli emendamenti agli articoli finali che hanno gli obiettivi da un lato e mi riferisco alla norma sulla Centrale Unica di Soccorso… e dove - scusate se sono noioso perché l'ho detto più volte in Commissione e lo ripeto anche oggi… - Centrale dove sono e saranno fisicamente presenti tutte le strutture regionali che si occupano di soccorso pubblico e protezione civile, Centrale, e c'è già, in cui sono raccolte le informazioni relative al soccorso pubblico, dove queste sono analizzate e dove diventano, in base ai diversi scenari di soccorso, efficaci decisioni operative. Emendamenti, e lo ripeto, che hanno l'obiettivo di migliorare l'operatività della Centrale unica di soccorso in termini di integrazione tra i diversi soggetti componenti la Centrale stessa, introducendo elementi di coordinamento operativo, lo ripeto, collaborazione, tutto nel rispetto delle procedure operative dei singoli enti, nessuna invasione di campo, con lo scopo di rendere gli interventi ancora più efficaci, efficienti e prevenire eventuali conflitti di competenze, nessuna compressione delle competenze, nessuna prerogativa calpestata, ma rispetto dei compiti istituzionali a ciascuno attribuiti, anche in questo caso nulla di nuovo se non maggiore chiarezza su quanto è stato scritto nella legge della Centrale unica della sicurezza, così come la migliore definizione di soccorso in montagna, altro tema che crea contrapposizioni e sovrapposizioni. Abbiamo inserito una migliore definizione del termine "soccorso in montagna", facendo riferimento, anche qui nulla di nuovo, all'articolo 1 della medesima legge, in cui, a fianco dell'attività di soccorso in montagna, termine evidentemente molto generico, si indicavano già allora, e noi le ribadiamo oggi, come ambito di intervento - e stiamo parlando di soccorso alpino valdostano - anche le zone impervie del territorio non prettamente montane e laddove si rilevi necessario l'uso di conoscenze e tecniche di tipo alpinistico. Emendamento che non aggiunge niente, ribadisce un concetto che c'è, chiarifica un concetto che c'è. Nulla di nuovo a ciò che esiste già e ciò che funziona, se non maggior chiarezza, nulla di nuovo a ciò che funziona e stiamo parlando di un servizio, e lo ripeto, che è invidiabile, è invidiato, è invidiabile ed è fondamentale questo servizio per una Regione che fa della frequentazione della montagna in inverno e in estate un atout, una Regione che si è dotata anche del servizio notturno per potenziare il servizio, un servizio che è al pari degli altri soggetti nel nostro sistema di soccorso regionale.

Con questa norma e con gli emendamenti fatti, colleghi, dettiamo principi di buon senso, ognuno, ogni soggetto del sistema di soccorso ha compiti precisi, sono definiti dalle norme, ben definiti e agisce ognuno, come dice la legge 7, secondo i principi di efficienza, efficacia e tempestività. Per noi, o per il malcapitato, quando è necessario un intervento, soprattutto in situazioni complesse, non importa chi agisce, ma importa come si agisce e si agisce, non mi stuferò di ripeterlo, in base ai compiti istituzionali, e agisce chi è nelle condizioni di farlo meglio, chi è nelle condizioni di farlo presto e, quando le condizioni lo ritengono, si agisce assieme e non in sovrapposizione, condividendo competenze, si agisce assieme nel soccorso pubblico condividendo esperienze, condividendo tecniche. Cosa è non è chiaro in questo concetto? Mi sembra evidentemente molto chiaro, assieme e non ognuno per conto suo, assieme e non ognuno per conto suo. Si lavori, questo sì, e raccolgo le sollecitazioni anche da parte dei vigili, per rendere più efficace l'utilizzo della Centrale, questo sì, magari immaginando anche localizzazioni differenti, si lavori per trovare soluzioni tecniche che vengano incontro alle reali e comprensibili esigenze rispetto alla Centrale. Su questo io credo che siamo tutti disponibili a un confronto, ma un confronto costruttivo, un confronto non pregiudiziale. Tutto ciò non toglie - e vado alla conclusione - che sarà nostra cura ricordare al Presidente della Regione, che ha le deleghe in questo settore, che, dopo l'approvazione della presente legge, tutte le strutture coinvolte dal sistema del soccorso pubblico devono lavorare assieme, non basta scrivere la norma, bisognerà dare gambe a questa norma, devono lavorare assieme per rendere effettivo il confronto, per rendere efficace il sistema e noi dobbiamo lavorare in questo senso, solo così potremo essere sicuri di aver fatto una norma giusta.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Interveniamo su questo DDL dopo che - è giusto che si sappia - ovviamente tutta la minoranza ha chiesto di rinviare questo punto durante la Conferenza dei Capigruppo, non ottenendo il rinvio del punto e quindi evidentemente, da parte della maggioranza, si ritiene che ci sia stata la giusta concertazione e il giusto confronto ottenuto fino ad ora.

Prenderò spunto da alcune cose che ha appena detto il presidente della III Commissione, Jordan, che ha parlato proprio di confronto e su cui ovviamente non concordiamo al 100%, ma prima ritengo che sia opportuno fare un po' di cronistoria di questo DDL, perché è corretto anche inquadrarlo un po' nel tempo e nello spazio.

Come sapete, questo DDL non nasce oggi, non viene depositato in questo momento ma, al netto della concertazione che c'è stata prima, questo testo inizia dopo una concertazione durata mesi e viene depositato nella scorsa legislatura il 19 giugno 2025.

Ricordo, si disse ai tempi - lo ricordo distintamente, anche i colleghi che c'erano, ed è un bene avere anche un po' di memoria storica all'interno di quest'aula - che quel testo, che era piuttosto corposo, era frutto di anni di concertazione, lavoro indefesso, tavoli tecnici, e che bisognava votarlo in fretta. Ricorderete quando ci fu ai tempi il Governo tecnico Monti, venne imposto all'Italia, i titoli de "Il Sole 24 Ore", che dicevano: "Fate presto"; mi sembrava di rivivere un po' quel periodo, dove questo testo era la panacea di tutti i mali e bisognava votarlo urgentemente.

Ricordo che quest'urgenza ci venne rappresentata sotto molteplici forme, tanto in Commissione quanto nella Conferenza dei Capigruppo, anzi, addirittura ricordo che quel testo, che ovviamente è modificato da alcuni emendamenti che discutiamo oggi, fu oggetto anche, visto che abbiamo parlato anche di pressioni, di simpatici agguati da parte di alcuni sindacalisti, non quelli che oggi manifestano in piazza, ma alcuni sindacalisti di sigle che non hanno firmato invece l'appello, che sotto il Palazzo regionale ti fermavano per strada e ti dicevano: "Ma allora la votate voi la legge quella lì? Ma allora voi siete d'accordo su quello che viene… ma allora voi siete d'accordo in Capigruppo a mandare avanti questo disegno di legge?", quindi ricordo che c'era un grosso interesse affinché quel testo venisse discusso e ovviamente approvato.

Guardando la giornata di oggi, a distanza di tempo potremmo dire che un disegno di legge che si propone di disciplinare una categoria come quella del soccorso, dei vigili del fuoco, che viene discusso con una manifestazione degli stessi vigili del fuoco davanti a Palazzo regionale… diciamo che non nasce con i migliori auspici, questo penso sia ovviamente chiaro a tutti all'interno di quest'aula.

Ricordo, a proposito della discussione che si sviluppò in quest'aula, addirittura di una forza politica che oggi fa parte di questa maggioranza, che con pervicacia - eravamo ovviamente appena prima del periodo elettorale, dell'appuntamento elettorale -, battendo pugni, presentando question time, iniziative, urlando, chiese in quest'aula di approvare quel testo di legge, venne qui a battere i pugni dicendo che eravamo tutti dei lavativi e bisognava approvare quel testo di legge, perché ormai bisognava fare presto, eravamo già in ritardo. Quella stessa forza politica oggi tace e si accoda alle modifiche che vengono evidentemente proposte.

Dicevamo quel disegno di legge che era stato depositato era talmente urgente che non poteva attendere, al punto che addirittura venne promossa, da parte di alcuni sindacati, una raccolta firme dove ci si impegnava ad approvare quel testo di legge entro, mi pare, l'inverno 2025, dicembre, entro comunque la fine del 2025. Era talmente urgente che siamo a marzo 2026. Ora, se fosse stato così urgente, necessario, importante e impellente, è evidente che non saremmo arrivati a marzo 2026 e credo che a maggior ragione la richiesta di stoppare la discussione per fare un passaggio con i diretti interessati sicuramente non avrebbe aggiunto del danno. Se era urgente a giugno, e il disegno di legge è stato depositato a novembre e si discute a marzo, due settimane in più obiettivamente non avrebbero spostato granché, ma tant'è.

Il problema però che si crea oggi è che se quel testo di legge era impellente e quel testo di legge, e questo lo voglio assolutamente riconoscere a beneficio, anche se non c'è… ah è dietro di me, tanto al Presidente della III Commissione quanto al Presidente della II Commissione che hanno sicuramente organizzato diversi momenti di confronto e audizione con tutte le parti interessate, gli inglesisti definiscono stakeholder, mi piace più la definizione dei portatori di interesse, è stato un lavoro prezioso che però si è fermato un attimo prima del necessario, perché, se oggi c'è una manifestazione davanti a Palazzo regionale, se abbiamo ricevuto una delegazione, e ci sono molte proteste e molte criticità lo si deve al fatto che giovedì scorso sono stati depositati degli emendamenti che cambiano in modo sostanziale il testo e non c'è stato un confronto con le parti in gioco. Questo è il problema fondamentale ed è questo che abbiamo anche percepito all'interno della Conferenza dei Capigruppo. Quando sono state chieste delle risposte, le risposte non sono state fornite sul perché e sul per come su alcuni elementi che sono stati introdotti da questi emendamenti, è questo il problema che noi individuiamo, perché non ci sarebbe stato problema se avessimo spostato la discussione di questo testo tra due settimane e se ci fosse stato un confronto franco, aperto, anche magari rimanendo sulle stesse posizioni, spiegando però la ratio di alcuni interventi proprio ai diretti interessati, non si è voluto fare, ne prendiamo atto.

Noi ovviamente siamo d'accordo con l'impianto generale del testo, eravamo d'accordo sulla necessità di andare a disciplinare quel tipo di testo, siamo d'accordo anche con molti emendamenti tecnici che sono stati depositati, assolutamente, alcuni ovviamente necessari, alcune correzioni di forma e quant'altro, ma su quegli emendamenti che vanno a modificare la natura in maniera importante di quello che andiamo a discutere è chiaro che ci sono delle criticità e che parlare di queste criticità sarebbe opportuno per tutti. Non si comprende quindi perché non si è voluto spostare di una settimana, convocando le parti in Commissione e recependo quello che le parti ci volevano dire.

Lei, collega Jordan, ha parlato, e questo mi è dispiaciuto molto perché ha fatto tutto bene tranne l'ultima settimana, mi è dispiaciuto molto che lei arrivasse qui in aula e dicesse che qualcuno ragiona sulla base delle tifoserie, anche perché lei ha detto: "Qualcuno ragiona sulla base delle tifoserie", quasi immaginando che qualcuno dall'altra parte del tavolo, l'ha detto lei poco fa, collega Jordan, "qualcuno dall'altra parte del tavolo faccia il tifoso da una parte o dall'altra" e poi però ha detto che lei ha fatto un lavoro di mediazione delle posizioni. Allora delle due l'una: se si media tra due posizioni, significa che non si vuole sconfiggere né uno, né l'altro oppure si fa un testo che va nell'interesse generale di tutti, che è cosa diversa dal mediare delle posizioni. Allora, se si voleva mediare delle posizioni, l'incontro in Commissione era una cosa opportuna, se invece l'impianto della norma e di quegli emendamenti è giusto farlo così, poi non è che può parlare di tifoserie però, perché altrimenti qui prendiamo soltanto il buono e lasciamo agli altri il cattivo.

Noi - e voglio sgombrarlo ovviamente dal campo - non abbiamo nessuna intenzione di occuparci di tifoserie, non ci schieriamo da una parte o dall'altra, a favore di questo o a favore di quello, ci schieriamo a favore di un DDL che tenga conto delle esigenze operative di tutti e io credo che, visto che lei ha detto, collega Jordan, di aver fatto una mediazione sulle posizioni, io penso che però probabilmente risultato peggiore non poteva ottenere, perché, se lei riteneva che il lavoro di mediazione potesse portare i vigili del fuoco da una parte a condividere gli emendamenti e mi pare che sia stato rappresentato plasticamente che non ci è riuscito… ma abbiamo l'altra parte in gioco che ha formulato delle considerazioni sugli emendamenti che sono stati depositati, cioè il Soccorso alpino valdostano che ha scritto appunto delle considerazioni nelle quali mette nel mirino anche gli emendamenti 1, 7 e 8, che sono poi quelli di cui - perlomeno noi - stiamo discutendo, dicendo: "Tali emendamenti mirano alla centralità della CUS nel coordinamento e nell'integrazione degli enti afferenti, ma non definiscono in cosa consista detto coordinamento e non vanno a normare chiaramente ruoli e ambiti di competenza.

Si rimarca invece che, per gli incendi boschivi, l'emendamento 5 rimanda a una specifica deliberazione della Giunta alla definizione di ambiti e modelli operativi, la CUS è costituita da enti, che, pur condividendo spazi, sistemi informatici e procedure, mantengono la propria autonomia verticale e seguono i propri dettami istituzionali. La CUS non è quindi un organo sovraordinato che possa dirigere l'operato dei propri componenti. Le procedure della CUS emanate dal Comitato di pilotaggio sono tese per lo più a ottimizzare il funzionamento della Centrale stessa e possono stabilire, per le finalità della CUS, in particolare per migliorare gli interventi, forme, sinergie e collaborazione tra i propri componenti, i quali mantengono però le proprie attribuzioni secondo le rispettive leggi istitutive.

Essendo che l'articolo 18 del DDL 4 non viene emendato e non cambia, la direzione e il coordinamento degli interventi tecnici, specificamente quelli della ricerca, soccorso e salvataggio, anche in terreni di montagna e alta montagna, rimarrebbero in capo al Corpo valdostano dei vigili del fuoco. Le disposizioni di una o più procedure CUS non potrebbero modificare i dettami di una legge regionale che è norma di livello superiore.

Dire che ci sia una concordia fra le parti… se si voleva cercare di andare nella direzione di uno o dell'altro, sono riusciti a scontentare tutti. Al netto di questo, però, proprio perché non abbiamo posizioni preconcette e ci avviciniamo alla discussione di questo DDL senza schierarci ideologicamente tra questa e quella parte, che peraltro sono entrambe ugualmente critiche su questo testo, abbiamo voluto analizzare il tutto nel dettaglio da un punto di vista tecnico.

Il disegno di legge, come abbiamo detto, è un provvedimento che è atteso da anni, nel suo impianto di fondo è, come anche qui già anticipato, condivisibile, nasce da un percorso straordinariamente lungo: oltre cinque anni di confronto istituzionale e tecnico che ha coinvolto due Presidenze della Regione, il Dipartimento legislativo, consulenti legali esterni, dirigenti e personale del Corpo e le organizzazioni sindacali. Il testo concertato riflette un equilibrio faticosamente raggiunto che rispetta tanto la peculiarità dell'autonomia speciale valdostana, la quale attribuisce alla Regione potestà legislativa primaria in materia di servizio antincendio, quanto i principi fondamentali dell'ordinamento statale in materia di soccorso pubblico.

L'impianto del provvedimento si regge su quattro pilastri: il primo è la chiarezza sull'identità del Corpo, il DDL conferma che il Corpo valdostano sostituisce a pieno titolo il Corpo nazionale nel territorio regionale, svolgendone integralmente le funzioni di soccorso e tecniche urgenti; il secondo è la catena di comando, l'articolo 18, rimasto invariato nel corso dell'iter emendativo, attribuisce al Corpo la direzione e il coordinamento degli interventi tecnici, inclusi ricerca, soccorso e salvataggio anche in ambiente montano; il terzo è la disciplina del rapporto di lavoro che per la prima volta regolamenta in modo organico le condizioni di impiego di personale di ruolo e volontario e il quarto è il raccordo con il sistema regionale di emergenza, ovvero il rapporto con la Centrale unica del soccorso e con il sistema di protezione civile e su questo, come sa e come ovviamente ha immaginato, si concentrano le questioni ancora aperte.

Sulla parte che condividiamo, gli emendamenti della maggioranza che sono stati approvati ora sono stati integrati nel testo contengono in larga parte correzioni e miglioramenti che rendono il provvedimento più solido e più equo e su questi il nostro voto è favorevole senza riserve.

Sul piano delle tutele del personale gli emendamenti che introducono il requisito dell'assenso del dipendente per il collocamento in disponibilità, per il Comando e per il distacco rappresentano un avanzamento significativo, senza il consenso dell'interessato istituti che coincidono profondamente sulla vita professionale e personale non possono essere imposti unilateralmente dall'Amministrazione.

Ugualmente positiva è l'estensione delle previsioni dell'articolo 96, familiari del personale volontario, che colma una disparità di trattamento rispetto al personale di ruolo che non aveva ragione di esistere. Lo stesso vale per la modifica all'articolo 40, che include esplicitamente il personale volontario nell'ambito dell'applicazione del comma 11.

Sul piano tecnico-formale la correzione del refuso all'articolo 22, la sostituzione della categoria linguistica all'articolo 58 e l'aggiornamento della copertura finanziaria, articolo 210, sono modifiche che segnaliamo come necessarie e doverose.

Merita un cenno particolare l'aggiornamento finanziario, il bilancio di previsione 2026-2028 era stato approvato dopo la presentazione del DDL in Giunta e adeguare i numeri è un atto obbligato che, al di là del provvedimento, dà una base contabile ovviamente corretta.

Una questione aperta - anche qui mi spiace non avere il Presidente della III, magari su questo ci sarà anche un intervento della Giunta - è l'emendamento relativo all'articolo 8, quindi l'emendamento che in realtà - chiedo scusa, Presidente, lei sa che oggi è centrale in questa discussione - ha sostituito e integrato tale articolo e che sostituisce il riferimento alla sola tabella A con quelle delle tabelle A e B interviene su un punto che il testo base aveva lasciato irrisolto. La tabella A da sola non comprendeva il personale dirigente e direttivo, con il rischio concreto di una riduzione dell'organico del Corpo rispetto alla situazione attuale. Includere la tabella B va dunque nella direzione giusta, ma, prima di esprimere un voto su quest'articolo, chiederemmo - e chiedo al relatore - una conferma esplicita. La dotazione organica risultante dalla modifica corrisponde all'organico attualmente in servizio senza riduzioni rispetto ai livelli esistenti? Perché il nostro voto ovviamente dipenderà dalla risposta a questa domanda.

Come detto, arriviamo poi al nodo centrale, cioè gli emendamenti, che fanno riferimento poi direttamente alla CUS. Su questi emendamenti, che ora sono parte integrante del testo, si concentra la preoccupazione più seria che ha portato le organizzazioni sindacali a proclamare lo stato di agitazione, e ovviamente anche la manifestazione di oggi, e il Soccorso alpino valdostano, che ha segnalato, con puntualità e rigore, le proprie osservazioni tecniche.

L'emendamento 1 riscrive il comma 3 dell'articolo 2 inserendo il riferimento alla CUS come contesto operativo nell'ambito del quale il Corpo svolge le funzioni di soccorso pubblico nel rispetto delle finalità della legge regionale 7/2008, assicurando l'integrazione con gli altri componenti. In sé il principio dell'integrazione tra i soggetti del sistema di emergenza è condivisibile e, anzi, auspicabile, il problema nasce quando questa formulazione viene letta insieme con le modifiche introdotte dall'emendamento n. 7, cioè quello che ovviamente ha modificato l'articolo, in questo caso è il 208, mentre sull'emendamento 1 siamo sull'articolo 2.

L'emendamento 7 modifica la 7/2008 attribuendo alla CUS il compito di assicurare il coordinamento operativo tra gli enti afferenti ed è qui che si genera una contraddizione normativa che non può essere ignorata.

L'articolo 18 del DDL, che è rimasto invariato, affida la direzione e il coordinamento degli interventi tecnici al Corpo valdostano, il nuovo testo della legge regionale 7/2008, come modificato all'emendamento 7, attribuisce invece alla CUS il coordinamento operativo tra gli enti. Due norme di pari rango identificano dunque soggetti diversi come titolari del coordinamento, senza alcun criterio esplicito di prevalenza.

Il Soccorso alpino valdostano ha accolto con precisione questa contraddizione, ricordando che la CUS non è organo sovraordinato rispetto ai propri componenti, essa ottimizza la risposta alle chiamate di emergenza e favorisce l'integrazione informativa tra gli enti, ma non può, né attraverso la legge, né a fortiori, attraverso le procedure del Comitato di pilotaggio, che sono atti amministrativi di raggio inferiore, ridefinire le competenze operative che la legge assegna al Corpo.

Vale la pena notare che per gli incendi boschivi lo stesso pacchetto emendativo ha adottato una soluzione diversa, rimandando a una deliberazione della Giunta la definizione degli ambiti e dei modelli operativi, un approccio che almeno formalizza la questione in un atto delicato, anziché lasciarla sospesa in un'ambiguità normativa.

Le organizzazioni sindacali segnalano inoltre un profilo di incompatibilità con l'ordinamento statale che non va sottovalutato e questo credo sia un altro dei noccioli del problema, che, se non trattato e se non esaminato approfonditamente, darà problemi successivamente all'eventuale approvazione di questa norma.

L'Avvocatura generale dello Stato ha qualificato come inderogabili le norme che attribuiscono nel Corpo dei vigili del fuoco la direzione operativa degli interventi in presenza di proprie squadre e tali principi si applicano anche in ambito regionale per effetto dell'articolo 2, comma 3, della legge regionale 37/2009. Un testo che si ponesse in contrasto con questi principi, anche involontariamente, per effetto di una formulazione ambigua esporrebbe la legge regionale a possibili censure di legittimità costituzionale.

La domanda che porremo in aula e che voglio porre direttamente al relatore è: dopo l'approvazione degli emendamenti che le ho citato, chi dirige le operazioni di soccorso quando su uno stesso scenario operano vigili del fuoco, Soccorso alpino e altri enti? Se la risposta è che il coordinamento operativo della CUS è esclusivamente gestionale e informativo e che la direzione tecnica degli interventi rimane in capo al Corpo, ai sensi dell'articolo 18, la contraddizione si può sciogliere in via interpretativa. Se invece non vi è risposta univoca, la preoccupazione rimane infondata. L'ambiguità non verrà risolta dalla legge, ma sul campo, nei momenti in cui non ci si può permettere incertezze. Lei, collega Jordan, ha detto una frase, cioè ha detto che il 95% degli interventi sono interventi di ordinaria amministrazione, chiamiamoli così, mentre invece ci sono quelli straordinari, ma ovviamente non è che possiamo lasciare quel 5%, anche fosse il 3%, l'1% o lo 0,1% a un'ambiguità e a un'incertezza. Come vedete, quindi, il nostro approccio a questo provvedimento non è pregiudizialmente critico, è selettivo e motivato.

Voteremo a favore degli articoli e degli emendamenti che migliorano il testo senza alterarne l'equilibrio, ci riserviamo il voto, come detto, sull'articolo 8 in attesa di chiarimento sulla dotazione organica effettiva e sugli articoli modificati dagli emendamenti 1, 7 e 8 poniamo una domanda precisa alla quale ci aspettiamo una risposta altrettanto precisa, non per ostruzionismo, ma perché una legge che lascia aperto un conflitto di competenze sulla catena di comando del soccorso pubblico non è una legge ben scritta e questo Consiglio ha la responsabilità di approvare le leggi che funzionino sul campo e non soltanto sulla carta.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Lattanzi, ne ha facoltà.

Lattanzi (FdI) - "Condividiamo 210 articoli di questa legge, non ne condividiamo 3": queste sono state le parole che questa mattina i vigili del fuoco ci hanno espresso nell'incontro che abbiamo tenuto con la Conferenza dei Capigruppo, le persone e tutti i colleghi interessati delle Commissioni, perché allora solo su questi tre articoli c'è tutto questo bailamme?

Io devo riconoscere al presidente della Commissione Jordan, oltre naturalmente al lavoro della nostra II Commissione che era puramente di tipo tecnico-finanziario, il grande lavoro di tessitura che ha fatto in questi ultimi 15-20 giorni, però lei ha detto bene, questa legge ha avuto un lungo percorso: 4 anni e negli ultimi 15-20 giorni c'è stata la necessità di inserire emendamenti, che, a vostro dire, migliorerebbero la legge semplicemente ribadendo concetti di collaborazione, di organizzazione e di efficienza.

Allora la domanda sorge spontanea: perché i vigili del fuoco non ricevono questo messaggio? Perché ai vigili del fuoco il messaggio che invece arriva è: "No, voi state soggiacendo a una vostra dinamica politica che è di restituire al Soccorso alpino valdostano, alla Forestale che arriverà fra qualche ora delle certezze che parevano che questa legge non creassero". Tutto andava bene fino a 15 giorni fa, l'avremmo votato tutti, avreste fatto il capolavoro politico, da quello che emergeva in Commissione tutti, perché vi siete dovuti prendere il badò [traduzione letterale dal patois: fardello] di andare a modificare l'articolo 2, non vi siete osati di andare a toccare l'articolo 18, perché evidentemente lì finiva il mondo, ma andare a ribadire, come ha detto peraltro bene anche lei, presidente collega Jordan, nulla toglie, nulla aggiunge, ribadisce, ribadisce lì, ribadisce qua e la legge si blocca qua.

Altra cosa incomprensibile è perché questa mattina noi non abbiamo accettato l'idea di prenderci 15 giorni per spiegare ai vigili quello che voi dite essere comprensibile… semplice, un'incomprensione, perché poi alla fine voi promuovete l'efficienza del soccorso attraverso la collaborazione, ma è quella che sta funzionando in questi minuti. La Centrale operativa in questi minuti sta lavorando per noi e i Corpi che sono coinvolti in quella Centrale, giustamente ci sono tutti, stanno collaborando da anni, qualche sfriso, sì, c'è stato, è vero, lo sappiamo, ma questa legge, modificando l'articolo 2, non rende più chiara quella collaboratività che in questo istante sta funzionando, quindi a qualcuno sorge la domanda: ma perché volete modificare l'articolo 2 aggiungendo addirittura un comma 3? E la domanda rimane lì, appesa. Se si fa dietrologia, allora si può cominciare a pensare che volete ribadire al Corpo nazionale dei vigili del fuoco regionalizzato che loro sono dipendenti regionali, il messaggio è arrivato loro molto chiaro, infatti questa mattina ci hanno comunicato che, se non li ascoltiamo, tornano nazionali: questa è la notizia, questa è la loro dichiarazione, poi sappiamo che cosa diversa è il processo e la procedura, ma, per arrivare a una posizione così dura e complessa, evidentemente c'è qualcosa che ci sta sfuggendo e noi abbiamo il dovere di ascoltare, perché, se hanno capito male, abbiamo il dovere di dialogare e condividere quello che nelle Commissioni abbiamo condiviso, cioè che questa legge per 210 articoli andava a redimere delle questioni vecchie, decennali, ma che dopo quattro anni di lavori, di consulenze giuridiche pagate, di incontri e di confronti sindacali condivisi, dove anche loro questa mattina hanno ribadito: "Abbiamo dovuto anche noi fare dei passi indietro, su tre dirigenti siamo scesi a due, abbiamo preso atto", poi dopo vediamo che magari le nomine dei dirigenti vengono fatte esternamente, su società private, che il Presidente dice: "Sì, però qui in Valle d'Aosta sono società private di volontariato, ma sono normate, perché noi siamo diversi dal Piemonte". Tutto vero, ma veramente noi non troviamo 15 giorni di tempo per spiegare che non serve quest'articolo 2 modificato, che così com'era andava già bene, che non c'è bisogno di ribadire due norme che già esistono e una cooperazione, un'operatività che in questi minuti sta perfettamente funzionando? È chiaro che sollevano i dubbi, è chiaro che quella modifica dell'articolo 2 solleva dei dubbi.

Poi lei, presidente Jordan, ha ragione a dire: "Mi hanno lasciato il compito, negli ultimi 15-20 giorni, di dare risposte mai date e di affrontare problemi mai affrontati". C'è un piccolo particolare: la maggioranza siete sempre voi. Se c'è stato un percorso complicato, complesso, difficile, che aveva portato a 213 articoli, non completamente soddisfacenti, ma questo fa parte del gioco delle parti, lo sappiamo che i portatori di interesse, come diceva il collega Manfrin, fanno la loro parte, ma, se si era arrivati a una condivisione di 213 articoli, noi continuiamo a non capire qual è la necessità, se non per accontentare delle parti, quindi le accuse semmai al contrario di andare a modificarlo per dire: "State tranquilli Soccorso alpino valdostano, state tranquilli forestali di cui ci occuperemo fra qualche settimana, tranquilli, i vigili sono come voi o voi siete come loro", ma qui c'è in gioco la vita delle persone, qui c'è in gioco la vita delle persone, non la marcatura del territorio dell'identità valdostana, qui c'è la vita delle persone e, se abbiamo dei vigili del fuoco che non sanno come potersi muovere, noi mettiamo a rischio la vita delle persone.

Questi emendamenti non aggiungono nulla alla sicurezza dei Valdostani, anzi, creano quella legittima confusione che questi emendamenti portano: ecco perché noi ci siamo espressi in maniera così dura. Non comprendiamo - e qui è metodo politico - perché non possiamo aspettare 15 giorni. Qualcuno mi risponda. Perché non possiamo aspettare 15 giorni? Perché non possiamo ancora incontrarli? Condividere insieme e comprendere in modo che fra 15 giorni questa legge sia approvata 213 articoli su 213 articoli? Che necessità c'è di fare il pugno duro oggi? È una questione politica? Ci sfugge qualcosa o è un metodo? Ci avete chiesto mille volte di ritirare, vi chiediamo noi di ritirare oggi, oggi ve lo chiediamo noi, ritiratela la legge, rimandiamola fra 15 giorni e poi, se come dite voi, quegli articoli non aggiungono e non tolgono nulla, forse non servono neanche gli emendamenti, la lasciamo esattamente come era una settimana fa, anzi, lunedì mattina, quando siamo entrati in quest'aula per la Commissione e abbiamo sollevato le questioni che oggi sono al tavolo della discussione. Noi non comprendiamo il metodo, non condividiamo il merito e dopo tutti questi anni, tutti i soldi spesi e le energie spese, presidente Jordan, lei ha avuto veramente un lavoro complicato e glielo riconosco, intellettualmente onesto, ci ha messo proprio tanto di lei per cercare di parlare con tutti, ma lei deve prendere atto - lei, come tutti i colleghi della maggioranza di buona volontà - che qualcosa non va, non si giustificherebbe questa tensione. Si è parlato di raffreddare gli animi, noi siamo d'accordo, perché non raffreddate gli animi e, anzi, voi la mettete sullo scontro? Perché voi che avete i numeri e la forza tra 15 giorni di approvare questa legge come la volete, non avete 15 giorni di tempo per parlarne ancora?

Qualcuno ci dirà, io lo so già… mi immagino già l'intervento di Aurelio Marguerettaz, se volete ve lo scrivo io: "Quando arriva il momento, è la politica che deve decidere".

Sì, ho capito, ma a tutto c'è un limite, c'è anche il dialogo in politica, c'è anche il dubbio in politica magari di ricevere così tante sollecitazioni che vale la pena prendersi 15 giorni di tempo.

Io sono convinto che molti colleghi della maggioranza vorrebbero prendersi 15 giorni di tempo, magari per ribadire fra 15 giorni esattamente questo punto, però con l'onestà intellettuale di aver detto: "Abbiamo ascoltato". Io sono sicuro che in quest'aula ci sono tanti colleghi della maggioranza che 15 giorni li vorrebbero avere, anche magari per ribadire lo stesso pensiero, ma non gli è concesso, non gli è concesso perché bisogna fare il pugno duro…

(rumore di pugno dato sul tavolo)

…e mandare un messaggio a tutti "Qui comando io". A noi questa cosa non piace, quindi io invito nel dibattito a raffreddare le posizioni, ad ascoltare e a prenderci il tempo necessario per dirgli magari anche fra 15 giorni che per noi la legge va bene così com'è; se questo non lo facciamo, non si capisce il perché, la politica è dialogo, dateci un esempio.

Presidente - Ricordo sempre ai colleghi che il tavolo è di legno, però ci sono anche dei vetri vicino alle postazioni, quindi evitiamo di farci del male inconsapevolmente. Ha chiesto la parola la collega Minelli, visti i dieci minuti, intende intervenire? Allora, se siete d'accordo, sospenderei i lavori per riprenderli alle ore 15:00 mantenendo le prenotazioni. La seduta è terminata.

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La seduta termina alle ore 12:03.