Oggetto del Consiglio n. 271 del 24 febbraio 2026 - Resoconto
OBJECT N° 271/XVII - Communications du Président du Conseil.
Aggravi (Presidente) - Alla presenza di 32 colleghi possiamo incominciare questa seduta.
In apertura di questa adunanza, desidero esprimere, a nome dell'intero Consiglio, le più vive congratulazioni per la partecipazione degli atleti valdostani ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026.
La loro presenza ha rappresentato motivo di grande orgoglio per l'intera comunità valdostana. I risultati conseguiti, e in particolare le medaglie conquistate, testimoniano talento, sacrificio e determinazione, espressione di una solida cultura sportiva radicata nella tradizione alpina della nostra regione.
Un riconoscimento va all'Asiva, alla FISI e ai Gruppi sportivi delle Forze armate e dei Corpi dello Stato, che costituiscono un pilastro fondamentale del sistema sportivo e contribuiscono in modo determinante alla crescita dei nostri atleti, così come agli allenatori, ai tecnici e alle società sportive che li hanno accompagnati nel loro percorso.
La partecipazione e i risultati ottenuti rafforzano l'immagine della Valle d'Aosta come terra di sport e di eccellenza.
Rivolgiamo ora i nostri auguri ai Valdostani che rappresenteranno la Valle d'Aosta ai Giochi Paralimpici invernali, in programma dal 6 al 15 marzo.
La Conferenza dei Capigruppo, nella riunione di lunedì 23 febbraio, ha deciso la trattazione congiunta delle iniziative n. 11 e n. 13 sui segretari comunali.
Il 20 febbraio la consigliera Eleonora Baccini ha trasmesso una lettera con la quale segnala che, nel corso della discussione di un'iniziativa ispettiva riguardante la Fondazione turistica, sarebbe stato richiamato in modo improprio il suo ambito professionale privato. In quella circostanza, la Consigliera è intervenuta per fatto personale, precisando gli elementi che riteneva non correttamente rappresentati. Vedo che la collega si è prenotata, le darei la parola.
Baccini (LRV) -. Prendo la parola oggi non solo per dare voce a una profonda amarezza personale, ma per porre all'attenzione di quest'Aula una questione che tocca le basi stesse del nostro ruolo pubblico: il confine tra il nostro impegno politico e la vita privata e professionale.
A seguito di un'iniziativa ispettiva presentata dal collega Bellora e da me durante l'ultimo Consiglio, riguardante la Fondazione per la formazione professionale turistica, il dibattito in quest'aula ha preso una deriva che ritengo inaccettabile. Nel corso della discussione è stato impropriamente richiamato il mio lavoro privato.
Voglio essere molto chiara su questo punto: la mia attività professionale non ha alcuna connessione con l'oggetto di quell'ispezione, né con le funzioni istituzionali che esercito in questa sede. Richiamare la vita lavorativa di un Consigliere per commentare, o peggio per screditare un atto ispettivo, rappresenta un'indebita sovrapposizione di piani.
L'attività ispettiva è un diritto e dovere di ogni Consigliere, riguarda atti, nomine, trasparenza e amministrazione della cosa pubblica. Portare nel dibattito elementi della sfera privata non è solo un errore di metodo, è un atto che suona come una forma di pressione o limitazione.
Se accettiamo che il lavoro privato di un eletto diventi strumento di un attacco politico ogni qualvolta egli sollevi dei dubbi sull'agire amministrativo, stiamo minando la base della libertà d'iniziativa di questo Consiglio. Stiamo dicendo implicitamente che chi svolge una libera professione o lavora nel privato deve sentirsi vulnerabile, o limitato nel proprio esercizio ispettivo. Questo è un precedente gravissimo, che non riguarda solo me, ma chiunque sieda oggi e in futuro su questi banchi.
La Costituzione garantisce il diritto al lavoro e la libertà d'iniziativa politica. Nessun Consigliere deve essere costretto a subire insinuazioni che mirano a colpire la propria professionalità per scopi politici.
La politica si fa sui fatti, sugli atti e sulle scelte amministrative, sui contenuti, e non sulle carriere private dei propri avversari.
Per questo motivo ho chiesto formalmente alla Presidenza del Consiglio una presa di posizione netta. Chiedo che venga garantito d'ora in avanti il pieno rispetto della distinzione tra sfera pubblica e quella privata. Chiedo che questa istituzione sia un luogo di confronto, anche duro se necessario, ma sempre rispettoso della dignità personale e professionale di chi la abita.
Se qualcuno pensa di farmi paura o di limitare la mia azione politica, si sbaglia di grosso. Perché io sono qui grazie alla fiducia che hanno riposto in me 664 persone e non arretrerò di un millimetro. La mia libertà di esercitare il mandato ricevuto non sarà scalfita da episodi come questo.
Presidente - Grazie, collega, io ho voluto sottolineare il tema del fatto personale perché sostanzialmente è lo strumento col quale ognuno di noi può difendere appunto la propria persona nel momento in cui nel dibattito d'aula uno venga chiamato nella sua condotta, oppure appunto nella sua posizione.
Enfin, à l'occasion du quatrième anniversaire du déclenchement du conflit en Ukraine, je souhaite attirer l'attention de l'Assemblée sur une guerre qui continue de provoquer des souffrances et des victimes innocentes. Nous renouvelons notre proximité avec les populations touchées et formons le v?u qu'il soit possible de parvenir au plus tôt à une solution juste et durable, fondée sur le dialogue, le respect du droit international et la paix.
Ha chiesto la parola il collega Lotto, ne ha facoltà.
Lotto (CA) - Ci sono giornate che non si dimenticano e il 24 febbraio è senza dubbio una di queste. Il 24 febbraio del 2022 tutti noi ci siamo svegliati vedendo le bombe e una terrificante invasione alle porte della nostra amata Europa.
Oggi è un giorno importantissimo, perché dopo quelle immagini con cui ci siamo svegliati sembrava stessimo contando le ore per la caduta di Kiev e invece gli Ucraini, un meraviglioso popolo, si sono risvegliati in una resistenza enorme, molto importante, ma di cuore. Tutti i cittadini, soldati della mia età, giovani che sono al fronte a 20 gradi sottozero nelle trincee, per difendere qualcosa in cui tutti noi crediamo e per cui i nostri nonni e i nostri padri hanno combattuto a loro volta, cioè la difesa dall'invasore.
Allora oggi è una giornata che noi dobbiamo celebrare, ma che purtroppo non basta celebrare, perché noi stiamo celebrando una resistenza, stiamo celebrando degli eroi che sono al fronte a difendere tutti noi e la nostra Europa, ma forse serve qualcosa in più: dobbiamo ribadire il supporto che tutti noi dobbiamo dare.
Io penso che gli Ucraini stiano vincendo la loro battaglia di resistenza, proprio perché dopo quattro anni stanno recuperando il territorio, stanno iniziando a recuperare il loro territorio. Chi invece sta perdendo questa guerra, che dalle nostre parti è una guerra ibrida, siamo noi: giornali, politici che inseguono la propaganda russa e che si oppongono alla resistenza ucraina li vediamo tutti i giorni e non dobbiamo dimenticarcene.
Io penso che noi in quest'aula, noi istituzioni e noi eletti, dobbiamo invece ribadire un totale sostegno alla resistenza ucraina, perché non esiste pace senza libertà.
Allora viva l'Ucraina, viva l'Ucraina libera e viva la libertà.
Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Grosjacques.
Grosjacques (UV) - Mi allaccio alle sue dichiarazioni, perché dopo la fine delle Olimpiadi credo sia, a nome della comunità valdostana tutta intera, giusto e doveroso ringraziare tutti coloro che in qualche modo hanno contribuito al successo di questa straordinaria manifestazione.
Lo faccio anche a nome del presidente Testolin e del governo regionale, partendo dai nostri due portabandiera, che ci hanno appunto regalato delle emozioni straordinarie: i nostri due atleti di punta, Federica Brignone e Federico Pellegrino, che insieme a Lorenzo Sommariva ci hanno resi orgogliosi di essere Valdostani, attraverso le loro cinque medaglie.
Ma anche Marta Mazzocchi, Tommaso De Luca, Michela Carrara, Federica Cassol e Lisa Francesia Boirai, che pur non essendo saliti sul podio hanno onorato e portato in alto il nome della nostra regione e hanno fatto gioire i Valdostani tutti.
Accanto a loro, protagonisti della scena olimpica, un ringraziamento sentito lo dobbiamo anche a tutti i tecnici, gli allenatori e i preparatori atletici che hanno contribuito, con il loro prezioso lavoro dietro le quinte, ai successi dei nostri atleti e atlete in una Olimpiade che rimarrà per sempre impressa nelle nostre menti e nei nostri cuori. Così come i tecnici valdostani al servizio delle altre squadre straniere, che con la loro professionalità e competenza hanno portato sul podio molti atleti ed atlete nelle varie discipline.
Un pensiero di gratitudine lo dobbiamo anche ai tecnici Rai, ai giornalisti e ai commentatori delle varie catene televisive, così come alle forze dell'ordine, agli operatori sanitari e ai tecnici che hanno lavorato per la preparazione dei siti di gara, che dalla Valle d'Aosta hanno raggiunto le sedi olimpiche per dare il contributo nei vari settori e consentire che tutto si svolgesse nel migliore dei modi e in condizioni di totale sicurezza.
Un grazie sentito anche al Centro sportivo esercito di Courmayeur, che mai come in questa Olimpiade ha portato così tanti atleti a medaglia e che ringraziamo anche per la stretta e fruttuosa collaborazione con l'Asiva, attraverso i propri allenatori.
Grazie anche ai tedofori e a tutti coloro che hanno partecipato ai due giorni, 12 e 13 gennaio, di passaggio della fiaccola olimpica. In particolare alle amministrazioni comunali di Châtillon, di Aosta e delle Valli del Lys, che hanno voluto portare la fiaccola olimpica sul punto più alto d'Italia, alla capanna Margherita. Inoltre, agli alunni delle scuole valdostane, che con i loro disegni hanno riempito di colori l'Università della Valle d'Aosta, che è stata un partner importante in alcune manifestazioni legate al passaggio della fiaccola olimpica.
In ultimo, ma non certamente per importanza, vogliamo indirizzare un ringraziamento speciale e particolarmente sentito a Marco Albarello, che con i suoi compagni della mitica staffetta, medaglia d'oro alle Olimpiadi di Lillehammer 1994, ha portato all'interno dell'arena di Verona la fiamma olimpica durante la cerimonia di chiusura, facendoci rivivere il ricordo e le straordinarie emozioni di quella vittoria in casa dei mostri sacri norvegesi, davanti a oltre 100.000 spettatori.
Oggi ne approfittiamo per fare il nostro più caloroso in bocca al lupo, a nome della comunità valdostana tutta intera, agli atleti valdostani Egidio Marchese, Fabrizio Bich (ed Emanuele Spelorzi, che sarà riserva a casa), che unitamente ad alcuni tecnici ed allenatori si apprestano a scendere sul ghiaccio della pista di curling in occasione delle prossime Paralimpiadi, che si disputeranno a partire dal prossimo 6 marzo, e ai quali non faremo mancare il nostro sostegno e il nostro tifo più caloroso.
Tanta Valle d'Aosta in questa edizione memorabile dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026: una partecipazione importante per una piccola regione come la Valle d'Aosta, che dimostra una volta di più che anche piccoli numeri come i nostri, con un lavoro serio fatto di investimenti negli impianti a fune e di sostegno alle associazioni sportive, associati alle competenze e alle capacità dei nostri professionisti della montagna, possono produrre risultati straordinari come quelli raggiunti in questa Olimpiade. Risultati dei quali oggi tutti insieme dobbiamo essere felici e soprattutto orgogliosi, e che fanno un gran bene al mondo del turismo e dello sport valdostano.
Président - A demandé la parole la collègue Petey.
Petey (UV) - A conclusione dei Giochi olimpici invernali 2026, come Consiglieri - e credo di parlare a nome di tutti - ci uniamo alle parole del Presidente del Consiglio e dell'Assessore Grosjacques e desideriamo esprimere la più profonda gratitudine a tutti coloro che hanno reso possibile questo sogno olimpico.
Un ringraziamento speciale va dunque ai nostri atleti valdostani, che con dedizione e spirito di sacrificio hanno portato l'eccellenza delle nostre montagne sui palcoscenici internazionali.
Tutto questo è stato possibile grazie al sistema Valle d'Aosta, un sistema che parte dal governo regionale, dall'Assessorato allo Sport, all'Asiva, agli sci club, agli atleti e ai tanti tecnici, per aver dimostrato ancora una volta che la Valle d'Aosta non è solo un territorio, ma una vera e propria culla della cultura sportiva. Il loro impegno ha quindi onorato il tricolore e le nostre radici alpine.
Al termine di queste giornate fantastiche, come ha ricordato l'Assessore, ci accingiamo poi a vivere altri momenti fantastici con le Paralimpiadi, quindi a nome di tutti auguriamo ai nostri atleti di ottenere degli ottimi risultati.
Président - Ci sono altri interventi? La parole au président Testolin.
Testolin (UV) - Seulement une petite réflexion, et je remercie le Président du Conseil pour avoir voulu souligner le quatrième anniversaire de la guerre en Ukraine. C'est quelque chose qui nous a concernés dans ces années, avec une présence importante des Ukrainiens, surtout des femmes ukrainiennes et des garçons, qui ont été accueillis même en Vallée d'Aoste.
Notre communauté a ouvert ses portes, il y a quatre ans, pour essayer d'accueillir au mieux ces personnes, ces familles, qu'ont dû quitter leur terre natale ; et nous avons cherché, même comme administration, comme gouvernement, comme communauté valdôtaine, à mettre à disposition plus de services, à partir de l'école, des transports, des habitations. Et je remercie toutes les Valdôtaines et tous les Valdôtains qui ont bien voulu se mettre à disposition de ce moment très douloureux.
Sono momenti che evidentemente perdono un po' della loro intensità mentre il tempo passa e le soluzioni non si trovano. Credo che anche alcune iniziative recenti di proroga di alcuni benefici a favore di queste popolazioni testimonino comunque un'attenzione da parte delle istituzioni valdostane, e italiane in generale, verso questo tipo di necessità. L'augurio non può che essere che si riesca finalmente a trovare una soluzione definitiva.
Dall'altro punto di vista, ringraziamo anche queste persone che ormai fanno parte di un contesto sociale che è il nostro e nel quale hanno saputo inserirsi con quell'attenzione che chi deve lasciare la propria terra sovente ha nei confronti di chi li ospita. Di questo va reso merito anche alle associazioni che più di altre si sono avvicinate a queste problematiche e hanno cercato di sostenere questi momenti di difficoltà.
L'augurio è veramente quello che questo conflitto possa trovare una sua conclusione con degli accordi internazionali, sui quali purtroppo non riusciamo ad intervenire. Quello che è sicuro è che ci sarà una continua attenzione da parte nostra per svolgere, almeno sul nostro territorio, un compito umanitario e di comunità che ci riviene e del quale vogliamo essere protagonisti.
