Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 299 del 24 febbraio 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 299/XVII - Interrogazione: "Sport popolari e certificati medici: la Regione come può intervenire?".

Aggravi (Presidente) - Punto n. 26 all'ordine del giorno. Pour la réponse, la parole à l'assesseur Marzi.

Marzi (CA) - Risponderemo insieme alle quattro domande fatte dal collega Carrel. Tra l'altro, per la sua consueta capacità di approfondimento, saprà sicuramente buona parte delle cose che gli anticiperò, ma cercherò di fare una sintesi complessiva rispetto allo stato dell'arte attuale.

Come lei sa, per poter praticare le discipline sportive a livello agonistico, gli atleti agonisti tesserati alle federazioni sportive nazionali delle discipline sportive associate riconosciute dal CONI devono possedere il certificato di idoneità all'attività sportiva agonistica in corso di validità. Non sono previste deroghe rispetto all'applicazione della norma nazionale, che, a tutela della salute degli atleti, prevede l'obbligo di tale certificazione. La medesima regola vige naturalmente per gli atleti che praticano i giochi e gli sport tradizionali della FENT, cioè la Fédérachon Esport de Nohtra Téra, l'associazione sportiva dilettantistica che in Valle d'Aosta funge da organismo di coordinamento territoriale per gli sport tradizionali valdostani. Questo è il motivo per il quale prima le ho detto che lei sicuramente avrà approfondito anche questo tema, perché pratica questi sport, io invece non li ho mai neanche minimamente avvicinati.

La FENT è affiliata alla FIGeST, cioè la Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali, che è una disciplina sportiva associata e riconosciuta dal CONI. L'affiliazione della FENT alla FIGeST permette alle nostre discipline dello tsan, della rebatta, del fiolet e del palet di essere inserite nel quadro ufficiale dello sport italiano e alla FENT stessa di avere autonomia gestionale nei confronti della FIGeST, cioè nell'organizzazione e nella promozione delle attività sul territorio. La FIGeST stessa, in data 14 gennaio 2026, ha inoltrato a tutte le società affiliate una circolare contenente chiarimenti sugli adempimenti relativi alla tutela sanitaria e alle responsabilità, confermando espressamente l'obbligo di sottoporsi periodicamente a visita medica agonistica riferita allo sport praticato. La FENT deve adottare i regolamenti della federazione nazionale FIGeST e pertanto osservare i richiamati obblighi sanitari, in particolare il possesso del certificato medico agonistico A1, specifico per le discipline che comportano un lieve e un moderato impegno cardiorespiratorio. Come peraltro ribadito nella citata lettera, è la FIGeST, in quanto federazione di riferimento, che ha la responsabilità di definire quali attività rientrano nella classificazione agonistica e, conseguentemente, di richiedere la relativa certificazione medica, propone quindi al Ministero l'età di ingresso all'attività agonistica e il livello di sforzo della singola specifica disciplina ai fini dell'inserimento, naturalmente, della stessa nella rispettiva tabella di tipologia di visita medica necessaria. Il certificato A1, quello che è stato richiesto, a differenza del più comune certificato B1, che ricomprende la stragrande maggioranza delle discipline sportive, non prevede di eseguire il test da sforzo o la spirometria, a meno che il medico non li ritenga necessari, conseguentemente è solitamente più economico rispetto al certificato B1. Quello A1 quindi, che è stato richiesto, solitamente è più economico di quello B1, che solitamente viene richiesto proprio in considerazione dei minori esami strumentali richiesti. La visita periodica obbligatoria è a cadenza annuale ed è effettuata da un medico specialista in medicina dello sport presso strutture pubbliche convenzionate o accreditate di medicina dello sport e comprende esami strumentali di laboratorio a corredo dell'accertamento clinico. Al termine della visita viene rilasciato il certificato di idoneità all'attività sportiva agonistica. La visita medica e la relativa certificazione sono gratuite per gli atleti dall'età minima agonistica per lo sport praticato fino al compimento del diciottesimo anno di età; gli sportivi con disabilità di qualsiasi età, le cui attività sportive agonistiche rientrano in quelle a impegno lieve e moderato e a impegno elevato. L'eventuale esigenza di promozione di protocolli o convenzioni con medici disponibili dovrebbe essere manifestata all'Amministrazione regionale dalle associazioni sportive interessate, per il tramite della FENT, per le successive valutazioni del caso.

Fermo restando che le valutazioni sul tema, naturalmente, rispetto alla polarità che caratterizza il mondo sportivo attengono al collega Grosjacques, con il quale abbiamo condiviso quest'iniziativa e che, tra l'altro, domani, assieme al Presidente della Regione, incontrerà sia la FENT che il CONI che gli sport popolari… io non potrò partecipare perché sono impegnato con il Tavolo interistituzionale per gli atti non conservativi… di fatto questi incontri prevedono in alcuni casi che vengano attivate convenzioni con strutture sul territorio proprio per fornire ai propri associati un servizio interno volto ad agevolare l'effettuazione delle visite mediche. In ogni caso nell'ipotesi di convenzioni è da tenere presente che, per eseguire le visite mediche, non sarebbe sufficiente solamente la disponibilità dei medici, che comunque devono essere medici specialisti in medicina dello sport, per cui, indipendentemente da convenzioni, ci deve essere la disponibilità dei medici, che naturalmente anche in questa specialità non abbondano e i costi di riferimento sono quelli indicati, seppure il certificato A1 resti meno caro del certificato B1. Risulterebbe infatti necessaria la disponibilità di strutture pubbliche, convenzionate o accreditate, adeguatamente attrezzate per poter effettuare i necessari previsti esami strumentali di laboratorio a corredo dell'accertamento clinico.

Président - Pour la réplique, la parole au conseiller Carrel.

Carrel (ADC) - Grazie assessore Marzi. Ovviamente rispondendo all'assessore Grosjacques, non siamo noi che decidiamo dove e quali sono gli Assessori che devono rispondere, ma giustamente è una risposta che riguarda sicuramente l'Assessorato dello sport e l'Assessorato della sanità. Io apprendo quanto lei mi ha detto, informazioni di fatto già abbastanza note a chi pratica questi sport popolari. D'altro canto però ci tengo a sottolinearle, forse il collega Grosjacques lo sa un po' meglio di lei, che sono tanti i giocatori che giocano a questi sport e spesso e volentieri sono giocatori anche occasionali, è questo un po' il problema. È una questione di responsabilità da un certo punto di vista, perché qui abbiamo dei presidenti di associazioni sportive che diventano responsabili nel caso in cui succeda qualcosa e, dall'altra parte, essendo degli sport che dipendono da un aspetto culturale tradizionale molto importante, spesso e volentieri non siamo veri e propri atleti. Quando dico: non siamo, è proprio perché partecipo anch'io quest'anno al campionato, quindi so benissimo di cosa stiamo parlando. Spesso e volentieri, soprattutto nelle categorie inferiori, si sceglie la domenica mattina chi può andare a giocare e chi non può andare a giocare. Capite che questo insieme di regole è un vincolo, ma soprattutto è un vincolo per le squadre che si iscrivono, ma soprattutto quello che mi preoccupa di più è la questione della responsabilità che sta in capo al Presidente. Cosa facciamo come Amministrazione? E questo era l'intento di questa mia interrogazione. Bene che ci sia l'incontro domani, ne prendo atto, per vie traverse ne eravamo stati informati. Bene che ci sia, il problema è che dobbiamo visitare circa, a occhio e croce, 2.000-2.100 persone, 2.300 mi indicano, ma circa erano quelle, 2.300 persone, da qui al 22 di marzo. Lei è più appassionato di mucche, e lo so, ma più o meno i campionati iniziano nello stesso tempo. Sicuramente il piano vaccinale andrà più veloce sulle mucche, per quanto riguarda invece gli sport popolari, abbiamo un problema perché il tempo è limitato e le persone che devono recarsi a fare queste visite sono tante.

Come facciamo? Quali sono le misure che mettiamo in atto? A questo punto chiederei all'assessore Grosjacques e al presidente Testolin, dopo la riunione magari, di semplicemente riferirmi quali sono i punti di vista e quali sono soprattutto le opportunità che possiamo mettere in campo come Amministrazione regionale, perché credo sia importante, appunto, trovare una soluzione per permettere a tutti di iscrivere le squadre, ma soprattutto a tutti i presidenti di non assumersi delle responsabilità che sino a ieri si sono assunti, forse inconsciamente, perché questo è il dato di fatto. Abbiamo quindi un problema non di poco conto, sul quale credo sia corretto intervenire e chiediamo, come gruppo Autonomisti Di Centro, di intervenire al Governo regionale quanto prima per dare tutte le risposte del caso, non per una questione economica e ci tengo a sottolinearlo, non è una questione puramente e meramente economica, è una questione organizzativa e di responsabilità dei presidenti.