Oggetto del Consiglio n. 292 del 24 febbraio 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 292/XVII - Interrogazione: "Informazioni riguardo all'applicazione del protocollo d'intesa relativo alla ferrovia".
Aggravi (Presidente) - Punto 19 all'ordine del giorno. La parola all'assessore Bertschy.
Bertschy (UV) - La domanda numero 1 è "se il Dipartimento regionale competente è in possesso di copia del quadro esigenziale previsto dal protocollo di intesa di ottobre 2024", no, il Dipartimento non è in possesso di copia del quadro esigenziale.
La domanda 2 è "se in ogni caso ha esaminato e condiviso l'analisi contenuta nel quadro esigenziale e ha fornito, in accordo con la Regione Piemonte, le opportune indicazioni per la successiva redazione del documento di fattibilità delle alternative progettuali come disciplinato dal protocollo". Il protocollo di intesa prevedeva che le risultanze dell'individuazione degli scenari sarebbero state condivise con il gruppo di lavoro, al fine di recepirle in un quadro esigenziale che avrebbe costituito l'input per la successiva redazione, a quella di RFI, del documento di fattibilità delle alternative progettuali. Gli scenari sono stati condivisi prima con la Regione e poi tra le due Regioni, che, di comune accordo, hanno individuato gli scenari che ritengono più interessanti e che sono quindi alla base della redazione del quadro residenziale. Nel mese di maggio RFI ha presentato ai competenti uffici gli esiti dello studio condotto sulla base dei dati di cui sopra e che analizzava le richieste fatte dalle due Regioni, concludendo che era importante migliorare il collegamento per le relazioni fra i due capoluoghi di Regione; che c'era un'elevata gravitazione nei Comuni della Valle d'Aosta nei confronti del capoluogo regionale e un'elevata gravitazione del bacino di Caluso verso Ivrea e Chivasso e i bacini compresi tra Montalto Dora e Montanaro su Torino. Tali dati, coerenti con quelli in possesso dell'amministrazione, sono posti alla base del Docfap. Poi c'è una serie di incontri che il gruppo lavoro, come da protocollo, ha svolto per raggiungere questo risultato.
Punto 3: "su quale documento di analisi si basano le slide elaborate da RFI datate 8 luglio 2025 e presentate dai due Assessori ai trasporti nella conferenza stampa tenutasi nella sala dorata del Municipio di Ivrea il 26 settembre 2025, alla vigilia delle elezioni regionali valdostane? Le analisi si basano sui dati forniti dalle due Regioni. Nel caso della Valle d'Aosta sono stati l'esito dei big data, che sono stati anche utilizzati per il piano regionale dei trasporti, le esigenze in termini di cadenzamento orario, le tipologie di materiale rotabile e la capacità della linea, che sono appunto alla base di una serie di indicazioni. Oltre a queste, c'è il lavoro del tavolo tecnico di ascolto, che ha avanzato negli anni numerose richieste per efficientare le infrastrutture, che hanno fatto parte anche queste di valutazioni da parte del gruppo di lavoro. All'interno di queste schede sono contenute appunto le richieste della Regione a livello di potenziamento delle infrastrutture. Tali richieste sono state fornite come base, insieme alle manifestate esigenze di servizio, per costruire il quadro esigenziale alla base degli scenari presentati. RFI ha dovuto chiaramente raffrontare le richieste delle due Regioni, che sono state discusse all'interno dei tavoli. La cosa più importante, come abbiamo già detto negli scorsi interventi su questo tema, è che avanza la realizzazione del Docfap, che ci permetterà di avere delle prime valutazioni sulla possibilità di realizzare questi interventi, e anche sui costi che questi interventi avranno.
Presidente - Per la replica, la parola alla collega Minelli.
Minelli (AVS) - Grazie Assessore. Ho ascoltato la sua risposta: lei ha detto in buona sostanza che nelle conclusioni di questi studi l'indicazione delle Regioni era stata di migliorare il collegamento tra Piemonte e Valle d'Aosta ed è emerso che c'è un'elevata gravitazione verso Torino. Credo che queste siano conclusioni che conoscevamo in qualche modo anche prima, perché sono sotto gli occhi di tutti. Nelle slide che sono state presentate a Ivrea e che abbiamo visto essere state elaborate a luglio del 2025 si legge che il quadro esigenziale doveva essere pronto a giugno 2025 e che nel secondo semestre del 2025 doveva iniziare la redazione del Docfap, che a questo punto credo dovrebbe essere pronto o quasi, ma non ho sentito nella sua risposta una data di consegna, quindi non so se non c'è una previsione, se si sa… Non l'ho chiesto, pensavo che magari emergesse, ma è una cosa che si potrà approfondire. Non so neanche se ci sono, ma anche su questo vedremo, delle osservazioni dell'Assessorato sulle slide presentate. Quello che noi ci siamo posti come domanda è il livello di interlocuzione che c'è stato fra le due Regioni, e con RFI, proprio sull'impostazione del Docfap stesso: cioè, quale scenario di sviluppo dei volumi di traffico è emerso dall'analisi che avete fatto e dal quadro esigenziale stesso? Si prevede una stabilità, una diminuzione, un aumento dell'utilizzo della ferrovia nel prossimo ventennio? Perché se c'è un incremento, come credo che sia anche auspicabile e ragionevolmente prevedibile, bisogna capire con quale modello di esercizio lo si affronta. Conoscere i dati dell'attuale traffico e le previsioni di incremento, secondo noi, è fondamentale per programmare gli interventi di potenziamento dell'infrastruttura ferroviaria e in particolare la questione dei raddoppi. Se si guarda l'ultima di quelle slide, ma poi lo ha detto anche lei, si capisce che il quadro esigenziale è il punto di partenza di tutto, perché da lì poi si costruisce e si danno le indicazioni per il Docfap. Allora, se così è, e mi sembra che in qualche modo lo si confermi, noi riteniamo che questo documento debba essere noto, che debba essere reso pubblico, perché prima c'è questo quadro, poi arriva il Docfap e poi solo dopo, lo sappiamo, inizia la lunga fase di progettazione vera e propria. Siamo quindi solo all'inizio di un percorso, direi anche purtroppo siamo solo all'inizio. È un inizio che però richiede chiarezza sugli obiettivi e un'interlocuzione davvero robusta da parte delle Regioni nei confronti di RFI, perché sappiamo che spesso questo non è un percorso e un'interlocuzione facile. Quello che a noi non sembra tanto logico è che si faccia un protocollo di intesa il cui obiettivo è redigere il quadro esigenziale e poi questo quadro in qualche maniera non si possa conoscere, perché ci è stato detto che è un documento solo interno, ma sta alla base delle scelte future!
Un'altra osservazione: sui tre scenari infrastrutturali che sono indicati nelle slide non sappiamo che considerazioni ci sono, eppure le due Regioni dovranno fare delle considerazioni. Lei ha detto che sono state date delle indicazioni, ma operativamente sarebbe anche importante capire che indicazioni, perché di quegli scenari almeno due o tre sono discutibili: ad esempio, perché non prevedere il raddoppio tra Strambino e Ivrea, che non comporta dei lavori così onerosi e prevederlo invece, come emerge dalle slide, tra Mercenasco e Caluso, dove sicuramente i costi, per le caratteristiche del territorio, sarebbero elevatissimi?
Altra domanda che ci si pone è: perché si parla della bretella est per arrivare a Chivasso? È davvero fattibile questa opzione? Sono tutte delle questioni che, in un quadro esigenziale che deve essere stato esaminato, io credo saranno venute fuori e che dovranno essere tenute in considerazione per il Docfap. Quello che noi chiediamo, quindi, è ovviamente di sollecitare che questa consegna del documento delle alternative progettuali sia rapida, ma soprattutto chiediamo, lo chiediamo a voi, di ragionare a fondo sugli interventi che si vogliono realizzare e, se possibile, di condividerli con i portatori di interesse, in primis i pendolari.
