Oggetto del Consiglio n. 287 del 24 febbraio 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 287/XVII - Interrogazione: "Estensione della sperimentazione sull'uso di droni per i trattamenti fitosanitari".
Petey (Presidente) - Punto 14 all'ordine del giorno. La parola all'assessore Girod.
Girod (UV) - L'Assessorato dell'agricoltura e risorse naturali della Valle d'Aosta conferma il proprio impegno a favore dell'innovazione tecnologica in agricoltura, riconoscendo nell'impiego dei droni per i trattamenti fitosanitari una possibile opportunità per migliorare l'efficienza operativa e la sostenibilità ambientale, soprattutto nelle aree a forte pendenza o di difficile accesso, che caratterizzano il nostro territorio. Tale orientamento è il risultato di un'attenta valutazione normativa e tecnica. Il quadro nazionale di riferimento è ancora in fase di definizione, infatti il decreto attuativo della legge 182 del 2025 dovrà stabilire modalità operative, colture interessate, prodotti impiegabili, requisiti tecnici degli operatori e protocolli di sicurezza.
Fino alla piena attuazione della disciplina è necessario adottare un approccio, quindi, prudente e coerente con la normativa, con le disposizioni dell'ENAC e con la regolamentazione sui prodotti fitosanitari, garantendo il rispetto delle norme ambientali e della sicurezza pubblica.
Le indicazioni del Ministero della salute per le autorizzazioni della sperimentazione prevedono, tra le altre condizioni, l'obbligo di mantenere una distanza minima di 50 metri da abitazioni e aree frequentate dalla popolazione. Si tratta quindi di prescrizioni che incidono in modo significativo sull'applicabilità della tecnologia in un contesto come quello valdostano.
La Valle d'Aosta, come sapete, presenta caratteristiche peculiari, infatti, con appezzamenti di dimensioni ridotte, forte frammentazione fondiaria, colture su versanti ripidi e prossimità a corsi d'acqua, infrastrutture e percorsi ad alta frequentazione.
Queste superfici vitate, frutticole e orticole si collocano a volte in un paesaggio difficile e delicato, talvolta vicino a itinerari turistici come il Cammino balteo, la Via Francigena, la Route des vins, e questo scenario richiede quindi protocolli estremamente rigorosi, valutazioni puntuali caso per caso e un'attenta analisi dei rischi.
Nel contempo, l'attuale quadro normativo consente l'avvio di sperimentazioni controllate, nel rispetto delle procedure autorizzative previste e delle linee guida europee, comprese le certificazioni degli operatori e i controlli tecnici sui mezzi impiegati.
Dietro questa premessa, insieme all'Institut agricole, con il quale abbiamo una convenzione stipulata che è molto importante e fondamentale per l'Assessorato dell'agricoltura in quanto svolge un ruolo di supporto tecnico-scientifico importantissimo, l'Institut ha avviato approfondimenti e valutazioni preliminari per individuare eventuali aree idonee alla sperimentazione e definire protocolli operativi solidi in collaborazione con aziende agricole del territorio.
Parallelamente, nell'ambito del bando "Ricerca 2025", l'Institut agricole sta sviluppando il progetto "Hero Alps rover smart" e a trazione elettrica, finalizzato per la viticoltura eroica, progettato per operare in sicurezza e con flessibilità su terreni difficilmente meccanizzabili. Il rover consente di applicare trattamenti fitosanitari e concimazione fogliare in modo mirato, ottimizzando l'uso delle risorse e riducendo l'impatto ambientale, rappresentando quindi un esempio concreto di innovazione tecnologica applicata alle esigenze della Valle d'Aosta.
La Regione quindi è attivamente impegnata nella valutazione di progetti pilota per prove sul territorio e iniziative controllate che permetteranno di raccogliere evidenze sull'efficacia, sulla sicurezza e sull'impatto ambientale dei trattamenti con droni. In conclusione, conferma la propria volontà di sostenere la sperimentazione dei droni per trattamenti fitosanitari combinando rigore tecnico, prudenza operativa e rapidità d'azione. L'obiettivo è quello di sfruttare le potenzialità delle nuove tecnologie per rafforzare la competitività delle imprese agricole valdostane, ridurre l'impatto ambientale e garantire quanto già detto prima.
Presidente - Per la replica, la parola al consigliere Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Grazie Assessore per la sua risposta. Sono ovviamente lieto che vi siano già delle iniziative, che però lei ha detto essere limitate a un rover, quindi un mezzo terrestre, che sono una possibile variante rispetto a quello che attualmente è nella sperimentazione, cioè la sperimentazione triennale con l'utilizzo di droni per irrorazione aerea di fitosanitari.
Giustamente ho capito anche i rilievi che lei ha fatto rispetto alla questione della vicinanza delle abitazioni e anche dei percorsi turistici, ma abbiamo anche delle aree che possono eventualmente rientrare in parte in un rispetto delle distanze per un utilizzo di questo tipo e anche per queste c'è la possibilità di avere una svolta sicuramente positiva, che è attesa anche da anni da parte della nostra agricoltura, nei contesti in cui i trattamenti addizionali sono anche più problematici.
Giustamente quello che ha detto è che effettivamente noi abbiamo percorsi turistici e anche zone, per esempio, lungo il Cammino balteo e quant'altro ed è altrettanto vero che proprio la conformazione orografica della nostra Regione ha una difficoltà nella percorrenza e nell'utilizzo di alcuni mezzi per l'irrorazione, che l'utilizzo di droni aerei invece a questo punto potrebbe risolvere. Effettivamente avere dei pendii estremi, dei terrazzamenti, delle zone umide o delle superfici frammentate un po' ostacola la possibilità di poter fare un'irrorazione con dei mezzi tradizionali, peraltro con quello che ne consegue, cioè con un eccesso, anzi, con il rischio di utilizzo di prodotto in eccesso e anche quindi con un maggior inquinamento.
Quello che possiamo dire è che nelle evidenze che ad oggi abbiamo delle altre Regioni, che abbiamo utilizzato per approfondire questo tema per questa iniziativa, ovvero i dati che ci arrivano dall'Emilia-Romagna, dal Piemonte e dal Veneto, dove sono già partiti dei progetti pilota, o sono in avvio, ci sono dei dati che dimostrano la riduzione della deriva fino all'80-90%; consumi di prodotto dal 30 all'80% inferiori; zero compattamento del suolo; drastica diminuzione del rischio degli operatori e interventi più tempestivi anche in condizioni meteo-morfologiche proibitive per i trattori. La legge richiede però, lo sappiamo, una relazione agronomica che dimostri i vantaggi ambientali, sanitari ed economici rispetto ai metodi tradizionali, nel rispetto del PAN e anche delle norme, che sono quelle dell'ENAC. È qui che, secondo noi, la Regione può e deve giocare un ruolo da protagonista, utilizzando anche le eccellenze del territorio. Lei ha parlato ovviamente dell'Institut agricole, che sicuramente lo è e che può sicuramente condurre una sperimentazione e darci dei dati utili all'utilizzo ma, siccome ad oggi dalle verifiche che abbiamo fatto non risultavano delle iniziative in questa direzione, a questo punto era giusto anche verificare, anche perché sappiamo che la sperimentazione nazionale è partita da poche settimane, la legge ha preso efficacia dal 18 dicembre 2025, quindi è assolutamente recente, ma proprio per questo era utile intervenire in maniera urgente, ma il decreto interministeriale che deve definire tipologie di terreni, colture, prodotti e modalità operative è ancora in via di definizione. Questo però non deve ovviamente diventare un alibi per ritardare, anzi, ci deve spronare a partecipare ed eventualmente presentare anche delle SCIA motivate, a raccogliere dati preziosi proprio, per esempio, sulle coltivazioni eroiche, che sono tipiche della nostra Regione, valorizzando ulteriormente le nostre eccellenze con un'agricoltura che a questo punto diventa sì ancora più sostenibile, con un impiego di prodotti inferiore e con anche, questo va detto, un notevole risparmio per chi conduce questo tipo di attività, perché è una modalità che sicuramente abbatte di molto i costi. Non possiamo, questo è importante, permetterci di perdere questa finestra triennale. La nostra montagna ha esigenze uniche e i droni possono rappresentare un vantaggio competitivo reale per i nostri produttori, riducendo l'impatto ambientale e i costi e aumentando la sicurezza e la qualità.
