Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 212 del 29 gennaio 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 212/XVII - Interpellanza: "Ennesimo rinvio per le Comunità energetiche pubbliche".

Aggravi (Presidente) -Punto n. 33 all'ordine del giorno.Per la presentazione la parola alla collega Minelli, che ringrazio della disponibilità.

Minelli (AVS) -Com'è noto, ma lo dico soprattutto a beneficio di chi ci ascolta, l'idea delle Comunità di energia rinnovabile riguarda una modalità di produrre e di consumare energia fortemente innovativa e coinvolgente, una modalità relativamente nuova, ma sostenuta anche da direttive europee avviate a partire dal primo decennio degli anni 2000, e che nel 2021 ha ricevuto una nuova spinta e ha potuto beneficiare di più incisive normative europee e anche di consistenti finanziamenti derivanti dal PNRR.

Con quest'interpellanza chiediamo degli aggiornamenti e delle informazioni sullo sviluppo delle Comunità di energia rinnovabile in Valle d'Aosta.

Sull'argomento - lo dico per chi non c'era - avevamo presentato il 1° marzo del 2023 una proposta di legge regionale, che poi, insieme al testo già depositato dalla Giunta regionale, aveva concorso alla definizione e all'approvazione della legge regionale 29 luglio 2024, n. 15.

È un tema che aveva coinvolto nel processo di costruzione di tutto il suo iter anche il CELVA, perché l'attenzione della legge è rivolta soprattutto a incentivare l'azione degli enti locali ed è un tema su cui, dopo tre anni ormai di attività, è bene cominciare a fare dei bilanci, a trarre le prime somme per guardare avanti, per capire se il modello funziona o se c'è qualche cosa da correggere.

Una riflessione necessaria, anche perché c'è un cambiamento in atto, sta finendo tutta una fase: a decorrere dal 30 novembre 2025 non è più possibile presentare al GSE ulteriori richieste per il contributo del 40% per l'installazione d'impianti in ambito CER, un contributo importante, finanziato con il PNRR, che ora è venuto meno. Inoltre, a livello regionale, dal prossimo mese, cioè dalla fine di febbraio 2026, viene meno anche la possibilità da parte dei Comuni di chiedere alla Regione il contributo pari a 50.000 euro per gli studi di fattibilità e la costituzione delle comunità di energia rinnovabile.

Sono due elementi nuovi, due aspetti importanti, che rendono necessario chiedersi a che punto siamo.

Con l'interpellanza chiediamo quindi di sapere: quali e quanti enti locali hanno finora presentato domanda per i contributi al fine di effettuare gli studi di prefattibilità e procedere alla costituzione delle CER, di cui alla legge regionale n. 15/2024; quanti degli 800.000 euro che la legge regionale ha reso disponibili per l'attivazione delle CER degli enti locali sono stati finora utilizzati; sulla base delle richieste di contributo pervenute, o comunque preannunciate, quanti impianti di CER d'iniziativa pubblica si pensa di poter realizzare entro il 2026 e con quale complessiva potenza produttiva; e, infine, quale bilancio complessivo si ritiene di dover trarre sulla gestione del dossier CER d'iniziativa pubblica in Valle d'Aosta nel triennio 2023-25.

Nell'ultimo capoverso della premessa dell'interpellanza richiamiamo poi la discussione che c'era stata nel 2024 sulla scelta da effettuare: puntare su un'unica CER pubblica per tutta la Valle d'Aosta, articolata poi in varie configurazioni, tante quante sono le cabine primarie distribuite sul territorio, oppure tendere a una pluralità di CER a livello di Comune o di Unités des Communes.

Era stato anche commissionato e poi acquisito, lo ricordo, uno studio, lo studio Sani Zangrando, che aveva indicato tra le altre cose anche i vantaggi della CER regionale multicabina, ma la scelta dell'Assessorato competente e poi del Celva era stata di muoversi a livello comunale con una pluralità di CER.

Anche sulla governance del movimento delle CER c'era stata una discussione vivace. Noi avevamo proposto un'azione di coordinamento molto forte da parte della Regione, un coinvolgimento significativo di CVA e l'istituzione di un tavolo tecnico permanente con degli esperti in grado di dare forte impulso alle comunità di energia rinnovabile, ma anche questa proposta era stata accantonata.

A nostro avviso quindi CVA non è stata coinvolta in modo adeguato, non si è voluto affidarle formalmente una mission, quella di sviluppare le CER in Valle d'Aosta, che non significa ovviamente crearle, perché questo non sarebbe stato possibile per CVA, ma essere un riferimento importante proprio per il patrimonio di competenze e di conoscenze che la società ha acquisito nel tempo.

Sappiamo che poi in questo periodo CVA ha fatto altro, ha certamente investito su impianti di energia rinnovabile, ma fuori Valle, e ha messo in atto un'azione, lo abbiamo detto più volte, per spostare il suo baricentro fuori dalla Valle d'Aosta.

Tornando al tema più preciso dell'interpellanza, quindi, quello che in sostanza ci si chiede è se siano state operate scelte lungimiranti e se abbiano prodotto dei buoni risultati. Aspettiamo quindi la risposta dell'Assessore per poi poter avere degli elementi adeguati di valutazione.

Presidente -Per la risposta la parola all'assessore Bertschy.

Bertschy (UV) -Su quest'argomento già nella scorsa legislatura abbiamo sempre avuto un approccio, un atteggiamento, una visione politica differente. La stessa visione che poi abbiamo presentato nei nostri programmi elettorali e negli incontri con la popolazione, che poi è stata premiata anche dal risultato elettorale. Una visione che, a questa misura che sta all'interno delle politiche energetiche, ha sempre dato il peso giusto, ma soprattutto la serietà nell'affrontare un argomento, che è un argomento di grande importanza per il futuro, ma che non può essere semplicemente legato all'idea se non poi messo a terra con i giusti studi e le giuste attenzioni.

Dico questo perché nella scorsa legislatura più volte lei ha ricordato che saremmo stati, come Valle d'Aosta, gli unici a non utilizzare i fondi PNRR.

Il 21 novembre del 2025 il Governo nazionale ha riprogrammato buona parte dei 2,2 miliardi perché ci si era fermati a 795 milioni di utilizzo, quindi il Governo, giustamente, ha destinato queste risorse a programmi del Fondo. Perché? Non perché non ci fosse interesse in tutte le regioni d'Italia, o dappertutto, sul tema, ma perché in così poco tempo sviluppare progetti di questa portata, soprattutto in ambito pubblico, è stato difficile in Valle d'Aosta come in tante altre regioni.

Il lavoro poi nella fase conclusiva della misura si è realizzato da parte degli enti e credo che ci sarà necessità di ritrovare delle risorse.

Per venire alle domande, per poi fare due considerazioni finali, la prima domanda chiede "Quali e quanti enti locali hanno finora presentato domanda per i contributi al fine di effettuare gli studi di prefattibilità e procedere alla costruzione delle CER di cui alla legge regionale n. 15/2024".

Alla data odierna sono state presentate due domande di contributo dai seguenti soggetti: Unité des Communes Valdôtaines Mont-Émilius, per un importo pari a 118.085,08 euro; Unité des Communes Valdôtaines Mont Cervin, per un importo pari a euro 136.760,94. Si specifica che le proposte progettuali dei suddetti soggetti proponenti riguardano in entrambi i casi tutte e tre le cabine primarie di competenza delle Unités. A seguito di un incontro presso il CELVA con i presidenti di alcune Unités, è stato reso noto che sono altresì in fase di presentazione delle domande altre due Unités, Mont-Rose e Valdigne.

Sulla seconda domanda, "Quanti degli 800.000 euro disponibili per le CER degli enti locali sono stati finora utilizzati", a oggi con la somma delle precedenti due domande siamo a 254.846,02 euro, alle quali si aggiungeranno le altre due domande in corso di presentazione.

La terza domanda: "Sulla base delle richieste di contributo pervenute, o comunque preannunciate, quanti impianti di CER d'iniziativa pubblica si pensa di poter realizzare entro il 2026 e con quale complessiva potenza produttiva?". Qui sta proprio l'approccio differente anche su come si pone la domanda, saranno gli studi in corso di presentazione a dirci se si potranno fare queste comunità e quale potenza produttiva potrà essere sviluppata, ma proprio perché agli studi abbiamo dato l'importanza giusta. Senza questi studi avremmo rischiato di mettere gli enti locali in una situazione di difficoltà e anche di poca chiarezza delle proprie scelte politiche e amministrative.

Infine, quale bilancio complessivo si ritiene di dover trarre sulla gestione del dossier CER di iniziativa pubblica in Valle d'Aosta nel triennio 2023-25. Ovviamente noi riteniamo che il bilancio sia molto positivo perché si è partiti dal nulla, si è costruita cultura, si sono messe a disposizione leggi e si sono fatti grandi passi in avanti per avere piena conoscenza di quest'iniziativa, ovviamente con le modalità con le quali può agire l'ente pubblico, a differenza dell'ente privato.

Comunque abbiamo messo a disposizione del territorio: la legge regionale n. 15/2024; un primo studio di potenzialità teorica sviluppato con CVA, messo a disposizione di tutti gli enti locali; uno studio legale effettuato dallo studio Sani Zangrando per il tramite del COA Energia; un bando per sostenere le spese per approfondimenti tecnico-economici volti a favorire scelte consapevoli e sostenibili da parte degli enti locali, nonché per coprire le successive spese di eventuale costituzione, attualmente in corso; un avviso per finanziare gli impianti a fonte rinnovabile da realizzare nel perimetro del Comune di Aosta, cosa allora fatta esclusivamente nella nostra Regione. Lo abbiamo fatto quando ancora il limite del PNRR era fissato a 5.000 abitanti. Poi abbiamo fatto numerosi incontri formativi divulgativi e un supporto informativo da parte dello sportello Info Energia Chez Nous del COA Energia con circa un centinaio di contatti nel corso del 2025. Quest'approccio è stato adottato nella consapevolezza che sul territorio regionale si erano nel frattempo attivate diverse iniziative private che hanno abilitato sia l'accesso alle CER sia l'accesso ai contributi PNRR da parte di cittadini e imprese.

Infatti, sulla base di quanto riportato da parte di un dirigente del MASE, nel corso di una presentazione webinar dedicata alla CER a dicembre 2025, risulterebbe che per la Valle d'Aosta siano pervenute 201 richieste per 7.852 chilowatt di potenza e 3.670.000 euro d'investimento. Non si hanno dati aggiornati circa le domande poi effettivamente finanziate, lo vedremo una volta che saranno fatti i decreti di approvazione.

A questo dato corrisponde un contributo medio di 18.270 euro anche se non è possibile estrapolare un dato relativo a quante di tali domande siano state presentate in questo momento dagli enti pubblici.

Incrociando questi dati con la popolazione Istat, è stato elaborato un grafico che è un interessante confronto fra le regioni. Da questo confronto risulta che noi abbiamo 1,6 richieste ogni 1.000 abitanti e siamo al secondo posto, dietro al Trentino-Alto Adige, per numero di richieste sulla popolazione, che denota una buona propensione del territorio ad aderire alla misura.

Gli approfondimenti tecnico-economici degli enti locali potranno comportare effetti sull'incremento e lo sviluppo delle CER, quantunque al momento non stimabili nel loro impatto complessivo.

Per quanto riguarda il sostegno alla realizzazione d'impianti a fonti rinnovabili, è necessario lo sviluppo delle CER, siano esse d'iniziativa o partecipazione pubblica o d'iniziativa privata. Resta in vigore al momento la misura sul Comune di Aosta sopramenzionata e si sta lavorando all'avviso previsto dall'articolo 15 della legge regionale n. 24/2025 per la concessione di contributi per la diffusione delle fonti rinnovabili su tutto il territorio.

Per concludere quindi, si va avanti, si va avanti a lavorare in accordo con gli enti locali, che, come noi, hanno dovuto affrontare le elezioni e tutto questo ha inciso sicuramente in questa fase anche sulle scelte politiche o amministrative che gli enti hanno dovuto compiere. I rinvii - ho sentito il titolo dell'interpellanza - sono stati obbligati dalla necessità degli enti locali (che sono quelli che li hanno richiesti) di poter disporre di tempo in questa nuova fase della legislatura.

Un dato su tutti credo che sia emblematico: all'inizio di quest'attività, appunto, si parlava molto dell'iniziativa pubblica sulle prime 1.432 domande. Oggi sono molte più e sono stati solo quattro gli enti pubblici a porre domande, lo 0,27% delle domande complessive, il che la dice lunga evidentemente sulla necessità di tempo e di studio per procedere anche in questa direzione.

La cosa importante è che, non dividendo il mondo tra pubblico e privato, le Comunità energetiche in Valle d'Aosta, come abbiamo detto prima, sono presenti e si stanno sviluppando in termini di strategia, e continueremo a farle nei mesi e negli anni che verranno.

Presidente- Per la replica la parola alla collega Minelli.

Minelli (AVS) -Assessore, la sua prima affermazione è stata quella di collegare il presunto successo delle CER, e della politica energetica che avete fatto, con il successo elettorale. Mi sembra una cosa abbastanza discutibile, perché, se i risultati sono poi quelli che lei ha dato, i numeri mi sembra che parlino da soli.

I numeri. I numeri, non sono delle opinioni, i numeri sono quelli, e li ha citati lei, non io.

I numeri sono importanti. Immaginavamo che non fossero tanto positivi, ma devo essere sincera, non così, perché sulle CER pubbliche costituite lei ci dice che sono... non costituite ma sulle domande di contributo che sono arrivate, quindi per gli studi di fattibilità, sono due e ce ne saranno due in arrivo. Di CER pubbliche formalmente costituite quindi non ne abbiamo, e questo è un primo dato.

Il secondo: degli 800.000 euro di fondi previsti dalla legge regionale mi ha detto che ne sono stati utilizzati 254.000. Altro dato che non mi sembra particolarmente confortante e positivo.

Cifre sulle potenze installate non ne ho sentite. Lei ha detto che le potenze dovevano essere in base agli studi presentati: certo, ma se gli studi presentati sono stati due non possiamo dire neanche queste cose. Aggiungo che relazioni del Comitato tecnico permanente, che è previsto dall'articolo 8 della legge regionale, non ne abbiamo mai viste, eppure dovevano essere portate all'esame della competente Commissione consiliare; in quel tavolo non avevate voluto inserire gli esperti, come avevamo chiesto, che forse un impulso lo avrebbero potuto dare, ma è stata una scelta e ne vediamo le conseguenze.

È vero quello che ha detto, e concordo, che anche a livello nazionale si poteva sicuramente fare di più. Il Governo italiano di certo non ha utilizzato al meglio l'opportunità che poteva venire dalle CER. Molti fondi del PNRR per questo scopo sono stati destinati recentemente ad altri utilizzi, ma d'altronde abbiamo visto che interesse c'è per un certo tipo di politica energetica, che è basato su, anche, caratteri alternativi e anche a trazione sociale, in un certo senso.

Dire che la situazione a livello nazionale non è positiva è vero, ma secondo me non attenua minimamente la preoccupazione per la situazione regionale - direi anche la negatività a questo punto, dopo aver ascoltato la sua risposta.

In una regione piccola come la nostra, che ha anche una potestà normativa, con la presenza oltretutto di una società pubblica di grande rilevanza in campo energetico, come la CVA, beh, io credo che si poteva e si doveva fare meglio e aggiungo che il mal comune non può essere considerato mezzo gaudio, visto che in tanti ambiti cerchiamo di primeggiare, giustamente. Forse potremmo farlo anche dove abbiamo delle possibilità di farlo.

Anche dal punto di vista occupazionale, secondo me, si è persa un'occasione per far lavorare centinaia di artigiani.

Non posso non sottolineare che questi scarsi risultati sono per me, per noi, l'ennesima conferma che la Regione autonoma Valle d'Aosta non ha una propria efficace politica energetica. L'abbiamo visto negli anni passati, si delega tutto a CVA mentre sarebbe per noi importante porsi degli obiettivi nell'interesse della comunità valdostana e per perseguire un'effettiva transizione energetica e una solida autonomia in questo campo.

Ricordo che nel dicembre del 2018 il Consiglio regionale si è espresso per una Valle d'Aosta fossil fuel-free al 2040; era stato presentato da Joël Farcoz, ora Presidente dell'Union Valdôtaine. Forse in quel momento, perché si era temporaneamente all'opposizione, era stato un beau geste, però quell'impegno è rimasto, è stato seguito da una roadmap approvata nel 2021 e ci sono degli obiettivi, ma probabilmente non ci arriveremo.

Non è la sua una risposta soddisfacente. Su questo punto, come su altri aspetti della politica energetica, continueremo sicuramente a chiedere e a dire. Lo faremo perché abbiamo creduto e crediamo nel progetto delle CER e nell'idea di far partecipare tutta la popolazione alla produzione di energia e di consumo solidale. A livello nazionale stanno uscendo nuove opportunità per le CER, crediamo che l'approccio della Regione e del CELVA debbano cambiare.

Presidente -La seduta è terminata. I lavori riprenderanno alle ore 15:00.

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La seduta termina alle ore 13:01.