Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 169 del 15 gennaio 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 169/XVII - Interpellanza: "Gestione del potenziale overtourism e impatto sulla tenuta dei servizi pubblici e delle strutture sanitarie regionali".

Aggravi (Presidente) -Punto n. 43 all'ordine del giorno.Per l'illustrazione la parola alla collega Forcellati.

Forcellati (PD-FP) -Quest'interpellanza in realtà coinvolge sicuramente la questione delle strutture sanitarie e il super lavoro delle strutture sanitarie, ma nasce da un possibile elemento che coinvolge la nostra regione. Io dico possibile, potenziale, perché l'overtourism, o il surtourisme che dir si voglia, è un fenomeno che è già presente, potenzialmente presente nella nostra regione, e la nostra regione è attenzionata come regione ad alto livello di pressione turistica.

Faccio una breve cronistoria. Il 15 e il 16 di dicembre dello scorso anno c'è stato in università un convegno, "Du surtourisme à l'antitourisme ?", che ha evidenziato come l'overtourism non sia solo una questione di volumi, ma di rottura di un equilibrio tra residenti e comunità ospitata.

La nostra regione è una regione turistica, è una regione che ha visto un'estate da record, con numeri importantissimi, e questo naturalmente ci rallegra, ci fa onore, vuol dire che le persone, italiane e straniere, gradiscono la presenza nella nostra regione, passare le vacanze, anche se sempre più brevi, nella nostra regione, ma dobbiamo mantenere questo equilibrio di cui si parla tra residenti e comunità ospitata. Questo è il limite entro il quale noi dobbiamo stare per far star bene coloro che vengono a visitare la nostra regione e coloro, come noi, che vivono nella nostra regione.

Abbiamo quindi visto un aumento importante, una presenza importante, per esempio nell'estate 2025, 2.135.000 presenze, con arrivi con quote di 774.000.

Tutto questo, ripeto, è un buon segnale, ma altrettanto, come si diceva, la nostra regione, dalla società, ha un indice di sovraffollamento turistico importante, tant'è vero che è tra quelle ad alto livello di esposizione alla pressione turistica.

Ora, questo non si riflette solo sul mercato della casa, quindi non presenza, per non dire assenza, di appartamenti, di case, per coloro che abitano in Valle d'Aosta, per coloro che arrivano per lavorare in Valle d'Aosta. Parlo di forze dell'ordine, parlo di insegnanti, parlo di medici, ma non solo, che arrivano per lavorare nella nostra regione, ma anche, e sempre di più naturalmente, di turisti.

Ora, tutto questo ha una ricaduta importante, importante anche sulle nostre strutture sanitarie e in particolare sul nostro presidio ospedaliero. Nel 2024, il progetto dell'ospedale adattabile è stato messo in campo proprio per valutare e per fare in modo che si possa rispondere in maniera adeguata a questa necessità. Da una parte è necessario, è essenziale garantire l'attrattività della Valle, ma questo non può tradursi in un peggioramento delle liste d'attesa e sulla qualità di cure per i residenti e anche per coloro che arrivano in Valle d'Aosta.

Che cosa si chiede allora? Abbiamo detto che i tre ambiti vitali sono il diritto alla salute, l'emergenza rispetto all'abitazione, quindi alla possibilità anche per i residenti, e la programmazione: è importante riuscire a programmare gli eventi importanti della nostra regione per fare in modo che la destagionalizzazione non sia solo una parola lunga e difficile, ma che sia un atto concreto.

Ora, si interpella per chiedere che cosa? "La Regione ha degli strumenti che ha messo in campo. anche attraverso l'intelligenza artificiale? In audizione, rispetto all'ultimo bilancio appena approvato, gli stessi operatori turistici e operatori economici hanno chiesto: "C'è un'analisi dei dati in tempo reale rispetto ai grandi eventi, ai flussi stagionali, alla rete dei soccorsi e naturalmente alle presenze in pronto soccorso?"

"Quali sono stati i tempi medi di attesa per questo lavoro extra?" Io dico durante l'estate, poi noi chiediamo anche durante le ultime vacanze natalizie. Mi rendo conto che - forse, proprio perché non abbiamo strumenti in tempo reale che ci possano far capire - è un po' prematuro.

"In che modo questa strategia di destagionalizzazione e la distribuzione degli eventi si può coordinare con il piano di potenziamento dei servizi sanitari territoriali?"

Vedete, io mi sono stupita e mi stupisco perché nelle prime iniziative che ho presentato mi è stata fatta anche una domanda: "Vuole portare all'attenzione di questo Assessore o di quest'altro Assessore?". Beh, io penso che la Giunta, e quindi anche il coinvolgimento di più Assessori, possa e debba lavorare non per compartimenti stagni, ma coordinandosi e, quindi, anche poter dare risposte a una iniziativa a cui possa rispondere anche più di un Assessore. Ma probabilmente ci si sta lavorando.

Da ultimo, e termino, "Se c'è in corso un nuovo patto per il turismo", che sono soluzioni che possono agevolare, ripeto, coloro che risiedono e coloro che vengono a trovarci.

Termino dicendo che ciò che è accaduto a Staffal - e tutti noi lo sappiamo - nelle ultime vacanze natalizie ci dà la quota della difficoltà di conciliare esigenze diverse, ma che altrettanto, con una programmazione e progettazione preventiva, sicuramente si può realizzare.

Presidente -Per la risposta la parola all'assessore Marzi.

Marzi (CA) -Comincio naturalmente col dire che per le parti di spettanza, visto che la Giunta è sempre, qualsiasi sia l'ente nel quale si lavori, un organo collegiale, ringrazio il collega Grosjacques e i suoi uffici per la parte di risposta riferita. Naturalmente avevo deciso di mettere delle premesse, ma le trasformo nella seconda parte della risposta e parto con le risposte alla prima domanda.

L'Amministrazione regionale riconosce naturalmente il valore strategico degli strumenti di analisi dei dati in tempo reale e delle applicazioni d'intelligenza artificiale, (che rappresentano ormai una risorsa trasversale e da valorizzare in tutti i settori, compreso naturalmente quello del pronto soccorso e della sanità) e in tal senso si sta lavorando per valutarne progressivamente l'applicazione e per migliorare la capacità di previsione e risposta dei flussi stagionali e dei grandi eventi.

Rispetto alla rete dei soccorsi sanitari o in occasione dei grandi eventi, le linee guida e di organizzazione dell'assistenza stessa sono approvate con una delibera, che è la 1632/2017, rispetto appunto al piano del soccorso sanitario; si tratta di un documento che, partendo dall'analisi dei fattori di rischio che comportano le manifestazioni e la presenza di partecipanti e spettatori, determina e quantifica le risorse adeguate a garantire il soccorso sanitario da mettere in campo, oltre alla relativa organizzazione, qualora il rischio sia classificato come medio o elevato.

Il piano è validato dall'azienda USL e fornisce indicazioni di sicurezza e assistenza sanitaria adeguata a ogni livello di manifestazioni, sino naturalmente ai grandi eventi.

Rispetto alla domanda n. 2, concentrando l'attenzione sul servizio di pronto soccorso, nel periodo tra il 24 dicembre e il 6 di gennaio si è rilevata una media di oltre 170 accessi giornalieri, con una media di 15 persone inboarding, e cioè in attesa di essere ricoverate nei reparti di degenza.

Venendo alla domanda n. 3, la Regione Valle d'Aosta, in coerenza con il programma di governo 2025-30, orienta le proprie politiche turistiche alla sostenibilità e all'equilibrio tra attrattività del territorio e qualità della vita dei residenti, affrontando il tema dell'overtourism prevalentemente come fenomeno legato a specifici periodi e località, più che come criticità strutturale permanente.

Nel confronto con i portatori d'interesse del settore, e in particolare con l'associazione degli Albergatori, emerge l'esigenza di rafforzare l'attrattività delle destinazioni anche al di fuori dei periodi di alta stagione, con l'obiettivo di averle presenti e distribuite lungo tutto l'arco dell'anno, aumentandole nei periodi di bassa e media stagione.

La Regione tiene conto di queste indicazioni nell'ambito della propria programmazione, nella consapevolezza che le politiche di destagionalizzazione - pur rilevanti sotto il profilo economico e occupazionale - non coincidono però automaticamente con la gestione degli impatti legati ai picchi di affluenza, che richiedono strumenti specifici e mirati.

È in tale quadro che si colloca un'iniziativa sviluppata attraverso la collaborazione tra soggetti pubblici e privati dal sistema turistico, come il Magic Skipass, un'agevolazione usufruibile nelle stazioni sciistiche meno note, evitando i periodi di picco turistico, come Natale e l'Epifania, in modo da favorire una distribuzione più equilibrata degli sciatori nelle grandi stazioni. Tale approccio, oltre a contribuire a ridurre fenomeni di sovraffollamento localizzato, può migliorare le condizioni di sicurezza complessiva e determinare effetti indiretti anche in termini di riduzione della pressione sulle strutture sanitarie.

Venendo alla domanda n. 4, con riferimento al cosiddetto "Patto per il turismo", che il recente convegno ha evocato non tanto come strumento formale e operativo, quanto piuttosto come quadro di principi orientati alla qualità e alla sostenibilità dei flussi, si precisa che non è attualmente adottato uno strumento formale e operativo con tale denominazione. Tuttavia, il dialogo strutturato con i portatori d'interesse, la condivisione degli indirizzi strategici e l'attivazione di strumenti concreti di gestione di flussi configurano già una forma consolidata di governance collaborativa, coerente con i principi richiamati nel dibattito in termini di "Nuovo patto per il turismo".

Le premesse delle mie iniziative, che adesso andrò a leggere, invece, incontrano fondamentalmente quanto da lei rappresentato appunto nel presentare quest'iniziativa, che è un argomento del quale abbiamo parlato più o meno tutte le volte che io ho dovuto parlare di sanità - non ultimo per quanto riguarda le liste d'attesa, la precedente iniziativa - ma soprattutto per quanto riguarda un'iniziativa all'ordine del giorno, vado a memoria, 5.01 dei colleghi di Fratelli d'Italia, i quali nel fare delle domande generali sul tema della sanità pubblica, avevano chiesto un passaggio in Commissione - che tra l'altro dovrebbe esserci la prossima settimana, mercoledì - dove cercavano appunto di avere un quadro generale che abbiamo, grazie anche alla disponibilità della Presidenza della V Commissione, anticipato già a gennaio. Proprio per andare a rappresentare come quello che lei ha richiamato con il progetto adattabile del 2024, non solo non sia un fenomeno caduto dall'alto, ma sia un risultato al quale si è arrivati con tutta una serie di analisi.

Tutta una serie di analisi che hanno portato nel 2024 ad arrivare a presentare un progetto che gestisce i flussi ospedalieri del Parini, proprio in base alla stagionalità, su tutti gli aspetti dell'operatività ospedaliera, e quindi, tanto per essere chiari, dal pronto soccorso alla gestione dei posti letto, e naturalmente poi anche alle attività chirurgiche. In questo periodo dell'anno sono usciti degli articoli di giornale, io in quell'occasione feci l'elenco delle specialità presenti al Parini, che vedono il Parini oggi essere una struttura ospedaliera che si posiziona tra un presidio ospedaliero di primo livello e un presidio ospedaliero di secondo livello.

Che cosa vuol dire "Presidio ospedaliero di primo livello e presidio ospedaliero di secondo livello"? Presidio ospedaliero di secondo livello sono i più grandi ospedali d'Italia; presidio ospedaliero di primo livello sono ospedali che arrivano a gestire e soprattutto a rendere servizi in comunità oltre il mezzo milione di abitanti.

Il Parini è come se fosse un ospedale inserito in una comunità da quasi un milione di abitanti. Ha tutta una serie di reparti aperti, di uno di questi abbiamo parlato ieri parlando dell'iniziativa ottima del collega Guichardaz sulla cardiologia.

Collega Forcellati, se noi dovessimo limitarci - perché questo è l'oggetto del contendere - se noi dovessimo concentrarci su quello che in teoria dovremmo avere come presidio ospedaliero in base al nostro numero di abitanti, noi avremmo quattro reparti aperti. E non ci sarebbe la cardiologia, non ci sarebbe la neonatologia, non ci sarebbe la neurologia. Non ci sarebbe praticamente nulla.

Quello che allora dobbiamo capire è che se noi cerchiamo di guardare questo fenomeno solo da una prospettiva, tutto risulta essere... E non sto ovviamente parlando della sua iniziativa e di lei, che è persona accorta, però sto dicendo che se ognuno di noi guarda il problema della sanità solo da una prospettiva, come sempre capita quando si analizzano questioni complesse, tutto fila. Il problema è cercare di contemperare le varie prospettive dalle quali si può guardare questa prospettiva, cercando di tenere insieme tutto quanto il sistema.

La scelta che quindi è stata fatta, oramai decine di anni fa, di dotare la sanità valdostana di un presidio ospedaliero unico, al di sopra del numero degli abitanti che ha da sempre abitato la Valle d'Aosta, è un percorso rispetto al quale non si può tornare indietro. Non si può tornare indietro non solo per i turisti, ma soprattutto per i residenti, perché quello che noi abbiamo richiamato ieri, ad esempio, parlando di cardiologia parla di una mobilità attiva, quindi parla di cittadini italiani al di fuori della Regione autonoma Valle d'Aosta che decidono di venirsi a fare curare qui, ma se questi cittadini decidono di venire a farsi curare qui, evidentemente questo è un merito anche nei confronti dei cittadini valdostani che, se hanno quel tipo di problemi di salute, possono accedere a servizi che altrimenti, se noi dovessimo avere un presidio ospedaliero di base, non potrebbero assolutamente avere.

Questo vale naturalmente per tutta un'altra serie di specialità. Possiamo parlare dell'urologia, della neurochirurgia, e possiamo andare avanti. Oggi abbiamo parlato di pneumologia, abbiamo parlato di malattie infettive, abbiamo parlato di SerD. Questi servizi in un presidio ospedaliero di base non esisterebbero. 123.000 abitanti producono in maniera demografica figli per 123.000 abitanti e quindi, di conseguenza - nel nostro caso tra l'altro non è neanche vero, io ne sono un esempio, e lo stesso per il momento vale per il collega Carrel, che mi guarda - in questo momento noi ci troviamo nella condizione di avere che cosa? Di avere questo numero di figli rispetto a questa situazione. Di conseguenza, o li precettiamo e li obblighiamo tutti a diventare OSS, infermieri e medici, oppure noi dobbiamo, come abbiamo sempre fatto, accogliere questo tipo di professionalità che arrivavano da altri tipi di regioni.

Questo poteva valere fino a quando in Italia, e questo capitava in tante regioni, le università producevano più medici di quanto le stesse Regioni non potevano poi impiegare.

Per quanto riguarda le infermiere, poi, non ne parliamo, il problema è ancora più grande. Oggi, dove le Regioni che producevano più infermieri e più medici addirittura sono in calo, figuriamoci una realtà come quella sanitaria valdostana.

Per questo motivo è assolutamente importante cogliere il fatto che quello che viene visto come singolo problema, per cui l'over-accesso ad esempio al pronto soccorso di politraumatizzati, che per fortuna vengono a trovarci per frequentare le nostre montagne, è un fenomeno che noi dobbiamo gestire. Non possiamo pensare che non arrivino i turisti in Valle d'Aosta per non avere dei politraumatizzati all'interno del nostro pronto soccorso.

Tutto quello che quindi noi in questo momento stiamo facendo - un esempio è non soltanto il progetto dell'ospedale adattabile ma anche il progetto "ULTRA" - è fatto per fare il meglio possibile con i flussi di persone che vivono in Valle d'Aosta e che vengono a trovarci.

Presidente -La parola alla collega Forcellati per la replica.

Forcellati (PD-FP) -Grazie, Assessore, lei come al solito ci ha fatto una disquisizione interessante, importante, però io non so se vogliamo andare avanti cinque anni così, posto che siano cinque anni, ma cinque anni così, a fare delle domande e avere sempre, e adesso dovrei dire una parola, sempre la stessa lamentela, risposta, eccetera, eccetera. Poi... Tanto nessuno ascolta, quindi io mi fermo, bon.

No, ma lo so, certo, vi ringrazio.

Presidente -Colleghi, per favore. Prego collega.

Forcellati (PD-FP) -Grazie. Capisco che sia difficile tenere l'attenzione, però ce l'hanno i nostri ragazzi a scuola per tante ore. Proviamoci anche noi, che siamo anche un po' più grandini.

Assessore, io capisco che è difficile. Non penserà mica che non capisca e che noi tutte e tutti non capiamo la complessità? Capisco che lei ogni volta deve ripetersi - e di questo in qualche modo si dispiace, dico si dispiace - però io penso che tra il ripetersi tout court e trovare delle soluzioni possiamo farlo insieme. Perché, tante volte, la normalità è questa, si leggono le iniziative della minoranza come degli attacchi, o personali o di Giunta o di maggioranza o di partito, e naturalmente a questi si risponde, ma tante volte, anzi, almeno da parte mia, ma anche da parte dei miei colleghi, e anche da parte, io ne ho viste molte, della minoranza in generale, sono magari dei pungoli o dei fari che si mettono su problematiche che ci vengono portate, ma di cui siete a conoscenza anche voi, e che possiamo affrontare e molto probabilmente magari non risolvere del tutto, però provare a risolvere.

Ora, sono d'accordo con lei, non si può tornare indietro. Abbiamo un ospedale che ha tutta una serie di specializzazioni, di specialità, che sono probabilmente all'origine sovradimensionate rispetto alla nostra popolazione. Sta di fatto che noi dobbiamo trovare delle soluzioni che possano contemperare - ed è questa la domanda - contemperare la pressione turistica e la presenza di turisti. Ben venga che nella nostra regione arrivino i turisti, primo perché è bella, secondo perché economicamente per noi è importante avere dei flussi turistici, ma noi dobbiamo piano piano, ma dobbiamo averlo come obiettivo, riuscire a contemperare la presenza turistica con la pressione sulle strutture sanitarie. Tenendo conto che il turista arriva e deve essere curato, se ne ha bisogno, i residenti rimangono e dobbiamo ridurre il più possibile le loro difficoltà di tutto un anno, nel corso dell'anno.

Questo è l'obiettivo e questo voleva anche essere, vuole essere, l'attenzione che noi vogliamo mettere su questi argomenti. Ripeto, non per forza creare ulteriori problemi, ma provare a porli, i problemi, per provare tante volte a trovare delle soluzioni insieme.