Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 165 del 15 gennaio 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 165/XVII - Interpellanza: "Quali soluzioni per la sanità carceraria".

Aggravi (Presidente) -Punto 39 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione, la parola al collega Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) -Sarà un fuoco di fila con queste iniziative, una dopo l'altra, ma tant'è.

Con questa iniziativa trattiamo un tema di cui mi sono occupato in maniera particolare nella scorsa legislatura, ma anche in quella precedente: la struttura penitenziaria del carcere di Brissogne, relativamente a uno dei servizi che vengono gestiti direttamente, o in questo caso indirettamente, ma comunque sono nella gestione diretta della Regione, cioè la parte sanitaria. Parte sanitaria che, soprattutto nelle strutture penitenziarie, è una parte molto importante della gestione, una delle parti principali.

Lo spunto che abbiamo preso è stato quello di una protesta - che in realtà poi è esplosa sugli organi d'informazione - con il personale sanitario che lavora per una cooperativa - faccio sempre fatica a dire cooperativa - che fornisce appunto del personale sanitario alla struttura e succede che è venuta fuori una serie di criticità.

Vado a leggervi quello che direttamente hanno citato le persone in questione. Ieri il collega Bertschy - chiedo scusa se ogni tanto la richiamo - ha detto che la collega Minelli si fida di quello che scrivono i giornalisti. Lei sa che io sono un giornalista iscritto all'albo e sono obbligato a dire che tutto quello che viene scritto è vero, perché noi abbiamo l'obbligo... lo so perché ho avuto dei simpatici scambi con l'Ordine dei giornalisti, quindi quello che scrivono i giornalisti è soltanto la verità e quindi io le leggerò quello che è stato scritto. Penso che riesca a cogliere l'ironia nel mio tono.

Riportano: "Dalla mancata formazione al sostegno psicologico inesistente, dalla mancata fornitura d'indumenti sanitari fino alla questione economica, con stipendi pagati con sistematico ritardo, buste paga con anomalie, incentivi per l'alto rischio non riconosciuti, per finire a turni lavorativi obbligatori per non lasciare scoperto il servizio". Queste sono le criticità che vengono contestate all'azienda che si occupa di questo servizio, che da tre anni gestisce l'assistenza sanitaria con una proroga fino a giugno 2026.

Come sappiamo, a Brissogne lavorano 7 infermieri e 3 medici e la presenza degli infermieri è garantita h24 tutta la settimana, mentre il medico è in servizio 12 ore al giorno, dal lunedì al venerdì, e poi i turni si dimezzano il sabato e la domenica. 4 infermieri lavorano in regime di libera professione, 3 sono dipendenti, e di questi ultimi, peraltro, uno è anche assente per congedo maternità.

Il direttore di area della CM Service, che è l'azienda che si occupa appunto di questo servizio, ha respinto le accuse e addirittura ha detto una cosa che mi è sembrata particolarmente curiosa, cioè che "ogni mese la gestione di Brissogne è in perdita di 10.000 euro, perché riconosciamo cifre superiori ai lavoratori, sia dipendenti che liberi professionisti". Praticamente questo direttore dice che loro partecipano a una gara d'appalto in perdita, cioè loro lavorano per perdere dei soldi. Mi è sembrata una cosa un po' strana, un po' curiosa. Se si divertono e addirittura hanno un contratto fino a giugno 2026, nel quale perdono 10.000 euro al mese, accumuleranno sicuramente un passivo. Io non so quante aziende possano portare avanti un servizio in questa maniera, ma sto a quello che viene dichiarato in questa intervista.

Ci sono anche delle criticità rispetto alle buste paga, quindi emerge tutta una serie di problemi sulla struttura.

Di questo tema ci eravamo occupati più volte, ai tempi c'era l'allora presidente Lavevaz, quando c'era stato il rinnovo di quell'accordo di collaborazione fra Ministero della Giustizia e Regione autonoma Valle d'Aosta rispetto a quella convenzione di collaborazione che prevede tutta una serie di protocolli e di servizi che la Regione e il Ministero della Giustizia concordano, tra cui il servizio sanitario ma non soltanto: ci sono anche i protocolli anti-suicidari e tutta una serie di elementi. Era stato rinnovato, se non sbaglio, nel 2022 - ma vado un po' a memoria, 2022, 2023, adesso non mi ricordo - e prevedeva una serie di servizi.

In quell'occasione avevamo fatto presente più volte che era il caso d'intervenire per garantire... lei sa, Assessore, che noi ci occupiamo non di chi del carcere è ospite, perché, se lo è, è meritato, ma di chi nel carcere lavora e ci difende dai criminali che ivi sono ospitati, quindi ci occupiamo del personale di polizia e del personale amministrativo che vi lavora.

Quello che avevamo sempre chiesto era dare la possibilità, visto che oggi c'è un servizio psicologico, anche se poi vedo che nell'intervista viene detto che in realtà questo servizio psicologico non funziona, o non c'è, ma di questo penso ci parlerà... quello che avevamo chiesto era che questo servizio di supporto psicologico venisse fornito anche al personale in servizio.

Sappiamo che questo è un elemento molto importante, perché lei si immagini cosa significhi lavorare costantemente fianco a fianco con dei criminali, cioè il tuo lavoro è quello di fare in modo che i criminali che sono all'interno del carcere stiano lì dentro.

Con le attuali norme che riguardano la detenzione - io non voglio rubare il lavoro del collega Bellora, finire in carcere ci si finisce soltanto con una condanna superiore ai quattro anni, e per una condanna superiore ai quattro anni di cose devi averne combinate parecchie, diciamo che non ci si trova a che fare con chi ha evaso l'Iva, ma con persone che hanno una notevole carriera criminale alle spalle.

Da questo punto di vista, sicuramente trovarsi a confrontarsi con queste persone - anche a fronte della chiusura degli OPG, quindi con tutte quello che queste criticità poi ha portato, persone che hanno chiaramente delle criticità, delle problematiche importanti alle spalle - aggrava il carico sulle spalle del personale di polizia e del personale amministrativo.

Su tutto questo avevamo chiesto che ci fosse un supporto psicologico anche a beneficio del personale che nella struttura penitenziaria vi lavora. Questo non era stato recepito nella convenzione, nell'accordo, ci auguriamo che in un futuro si possa addivenire a questo.

Dopodiché, noi ci siamo confrontati con il personale di polizia e con il personale amministrativo che lavora nella struttura, che ci hanno sollevato dei problemi. Per esempio, la possibilità che in un prossimo futuro venga messo in servizio, come le ho detto... mentre il servizio infermieristico è presente h24 nella struttura, il servizio medico è garantito solo 12 ore, più il weekend. La paventata possibilità che possa essere messo un servizio medico presente h24 nella struttura porterebbe a dei problemi che non vengono conosciuti, non vengono rilevati, ma che sono importanti per chi nella struttura lavora, cioè il servizio medico h24 permetterebbe ai direttori di altri istituti di trasferire all'interno della struttura del penitenziario di Brissogne delle persone, dei detenuti, che hanno delle criticità importanti a livello psicologico e medico; e questo peggiorerebbe la qualità dei detenuti.

Noi sappiamo che la nostra è una piccola struttura, con numeri piccoli, ma ovviamente se noi aggiungiamo persone con criticità a persone con criticità, non andiamo a far altro che peggiorare la qualità della vita, sia di chi è detenuto, sia di chi con queste persone lavora.

Ecco perché a fronte di tutto questo, a fronte di queste criticità, al netto della necessità, delle segnalazioni, su cui immagino e spero ci potrà dare delle risposte, le chiediamo se sia intenzione, prima, di modificare l'attuale organizzazione, e di effettuare un confronto con la casa circondariale e con i rappresentanti della polizia penitenziaria, del personale amministrativo e del personale sanitario, per trovare la migliore formula che possa adattarsi meglio a quello che la struttura penitenziaria della nostra regione richiede.

Presidente -Per la risposta, la parola all'assessore Marzi.

Marzi (CA) -Precisiamo innanzitutto che all'Assessorato non sono pervenute segnalazioni in merito all'oggetto di quest'iniziativa, né da parte del carcere, né da parte di dipendenti della società richiamata.

Sentita nel merito l'azienda USL, confermiamo che la direzione sanitaria della casa circondariale, alla quale abbiamo rinnovato di recente, è costantemente impegnata naturalmente nel monitoraggio delle condizioni di lavoro del personale, prestando particolare attenzione a ogni eventuale necessità.

Precisiamo altresì che, diversamente da quanto rappresentato, non sono previste imminenti modifiche delle disposizioni che attengono al servizio sanitario presso la casa circondariale. Ci sono appena state.

Informiamo, inoltre, che l'azienda, nelle more di svolgere la procedura di gara per l'individuazione del nuovo fornitore del servizio di assistenza sanitaria, ha approvato fino al 30 giugno 2026 la prosecuzione del servizio attualmente in corso e ci auguriamo che questo dia la possibilità ai più motivati di potersi presentare.

Spetta alla Commissione paritetica per il coordinamento degli interventi di assistenza sanitaria, socio-riabilitativa e di educazione alla salute il compito di monitorare le attività sanitarie svolte presso la casa circondariale. La Commissione paritetica, convocata abitualmente con cadenza semestrale, e con maggiore frequenza in relazione a specifiche esigenze, si è riunita nel secondo semestre 2025.

L'attività della Commissione è volta, tra l'altro, a effettuare una ricognizione sullo stato di avanzamento delle attività di coordinamento degli interventi di assistenza sanitaria, socio-riabilitativa e di educazione alla salute, nonché a raccogliere le istanze presentate proprio dalla direzione della casa circondariale e dal rappresentante del Provveditorato.

A seguito del recente rinnovo dei vertici della casa circondariale, si procederà a breve alla riconvocazione della Commissione per il consueto aggiornamento periodico, e la convocazione avverrà, come di prassi, anche in funzione della riunione dell'Osservatorio di cui all'articolo 8 del protocollo, anch'essa prevista indicativamente con cadenza semestrale.

Come premesso, l'attività sanitaria svolta in carcere è inoltre disciplinata dalla delibera della Giunta regionale n. 1850 del 2015, la quale, tra l'altro, prevede che l'assistenza medica presso la casa circondariale di Brissogne sia assicurata 7 giorni su 7, dal lunedì al venerdì nella fascia oraria 08.00-18.30, con eventuale estensione fino alle 20.00, in base alle necessità, oltre naturalmente alla possibilità, per il sabato, la domenica e nei giorni festivi, dalle 08.00 alle 14.00.

L'assistenza infermieristica è invece garantita h24. Gli infermieri effettuano la valutazione dei detenuti, procedono secondo indicazioni definite, somministrano terapie al bisogno e, se necessario, attivano la CUS, cioè la centrale unica del soccorso, operando sempre in coordinamento con il medico responsabile della sanità penitenziaria, al quale facciamo i migliori auguri per il suo nuovo incarico.

Presso la casa circondariale di Brissogne l'organizzazione dell'attività sanitaria prevede lo svolgimento quotidiano di visite mediche, con aggiornamento delle terapie in corso e il medico è a disposizione per eventuali urgenze giornaliere. Particolare attenzione viene inoltre dedicata alle malattie infettive, alla salute mentale e alle dipendenze da sostanze. Sono inoltre attivi interventi di promozione della salute e medicina di iniziativa, grazie anche al contributo dei dirigenti medici della struttura complessa Malattie infettive, che ringraziamo, e della struttura complessa del SERD (Servizio dipendenze), che ringraziamo ugualmente, dell'azienda USL. Ricordiamo che entrambe queste due strutture nell'ultima riorganizzazione del novembre del 2023 sono diventate primariati, proprio per avere la possibilità di avere un maggior numero di medici da mettere in disponibilità anche di questi servizi.

Le attività sanitarie presso la casa circondariale di Brissogne includono anche consulenze psichiatriche, il cui potenziamento è stato accolto favorevolmente dalla popolazione detenuta. Il dipartimento di Salute mentale garantisce complessivamente 22 ore e mezzo settimanali, tra consulenze psichiatriche e psicologiche.

Informiamo inoltre che è stato recentemente avviato un aggiornamento della dotazione tecnologica presso la casa circondariale e la previsione di utilizzo della piattaforma dell'azienda USL per l'attivazione dei servizi di telemedicina finalizzati a ridurre i trasferimenti di detenuti presso l'ospedale regionale.

Riteniamo quindi che la qualità dell'assistenza sanitaria in carcere sia in miglioramento, grazie naturalmente alla collaborazione tra l'azienda, la direzione della casa circondariale e l'Assessorato, che ringrazio.

La crescente complessità della popolazione detenuta richiede un ulteriore salto di qualità, in particolare nella messa a punto di protocolli e di procedure cliniche, con il contributo dell'azienda. In merito, informiamo che attualmente è in fase di definizione e di approvazione il piano operativo locale per la prevenzione delle condotte suicidarie nella casa circondariale. Si tratta di un documento di fondamentale importanza per il rafforzamento delle azioni di tutela della salute e della sicurezza delle persone detenute.

Per rafforzare le attività sanitarie in carcere, la competente struttura dell'Assessorato ha altresì avviato una serie di confronti istituzionali e di approfondimenti, al fine d'incrementare le risorse finanziarie destinate al settore, sia a livello interregionale, con revisione dei criteri di riparto del fondo ministeriale, che a livello regionale.

Al fine di assicurare la continuità del servizio sanitario in un contesto di piena sicurezza e adeguate condizioni operative, anche sotto il profilo della dotazione organica, in data 23 dicembre 2025, quindi meno di un mese fa, è stata formalmente richiesta alla ditta appaltatrice l'integrazione di almeno un'unità della componente medica. La richiesta ha trovato riscontro positivo con la disponibilità del fornitore all'incremento del personale medico, con attivazione a decorrere già dal mese di gennaio 2026.

Ricordiamo infine che il dialogo tra l'azienda USL e la direzione penitenziaria è costante anche per quanto attiene ai locali. A tal proposito è in corso la sostituzione di alcune dotazioni di attrezzature sanitarie ritenute obsolete. Il confronto periodico contribuisce a rafforzare le relazioni tra i soggetti nel cercare soluzioni condivise, che sono finalizzate a migliorare il più possibile l'organizzazione di questo servizio.

Naturalmente, lo ribadisco, abbiamo già in corso l'intenzione di incontrare la nuova direzione che ha sostituito la dottoressa Velia Nobile.

Presidente -Per la replica, la parola al collega Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) -Mi unisco ovviamente al ringraziamento della dottoressa Velia Nobile Mattei per il lavoro svolto e faccio un augurio al nuovo direttore, dottor Tempesta, per un proficuo lavoro all'interno della struttura.

Quello che posso dire innanzitutto è che mi ha tranquillizzato, nel senso che - ma vorrei un cenno da parte sua - rispetto a quello che ci ha detto sulla delibera, la n. 1850 del 2015, non vi è l'intenzione di estendere la copertura del medico h24, da quello che ci ha detto, perché si rimane alla delibera n. 1850. Questo è già un buon passo avanti e di questo la ringrazio.

La ringrazio anche per aver evidenziato le principali caratteristiche del protocollo di accordo, che sicuramente è un elemento importante nella gestione perlomeno della parte regionale della struttura penitenziaria.

Quello che mi permetto di dire, per esempio prendendo alcuni spunti, è che sarebbe anche su questo interessante fare un confronto, parlando anche col personale che è all'interno della struttura sarebbe interessante per esempio fare un corso di formazione per gli infermieri che, come giustamente sa e come previsto dalla delibera n. 1850, danno copertura h24 all'interno della struttura... su questo sarebbe interessante fare, per esempio, dei corsi di formazione che possano evitare, o ridurre al minimo, l'ospedalizzazione dei detenuti.

Lei sa benissimo che ovviamente i detenuti tendono a provare a fare un'ospedalizzazione, che è la possibilità di poter fare un giro al di fuori delle mura del carcere; sa anche che ovviamente l'ospedalizzazione di un detenuto comporta tutta una serie di procedure complicatissime, molto pesanti e costose, cioè l'utilizzo di una macchina di servizio, l'utilizzo di personale di polizia per il trasporto, la collocazione del detenuto all'interno di un reparto apposito della struttura ospedaliera, con il piantonamento del personale di polizia, il pernottamento del personale di polizia, se succede di notte quando non c'è la copertura del medico all'interno della struttura, con conseguente... peraltro mi permetto di segnalare una cosa, Assessore, se posso: una volta c'erano delle poltrone a disposizione del personale di polizia che andava ad accompagnare i detenuti. Sono state sostituite con delle sedie scomodissime e un po' scompagnate. Se si potessero rimettere delle poltrone, che perlomeno permettevano al personale di riposarsi un po' meglio, forse sarebbe un buon servizio per la comunità.

A prescindere da questo, dicevo, se ci fosse la possibilità di fare un corso di formazione per evitare l'ospedalizzazione in pronto soccorso dei detenuti, probabilmente potremmo avere un miglioramento della condizione della struttura e sicuramente un risparmio in termini tanto di personale, quanto di costi.

La ringrazio ovviamente per aver chiarito soprattutto la questione delle necessità medicali h24. La cortesia che le chiedo è quella di approfondire, se vuole poi le fornirò quello che è uscito sugli organi di informazione, visto che ha detto di non averne avuto notizia... È che ci sono queste grosse criticità col personale, quindi probabilmente una verifica in più con l'azienda, che peraltro dice di perdere soldi, 10.000 euro al mese, va fatta, però diciamo che per il momento il quadro è chiaro.