Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 80 del 2 dicembre 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 80/XVII - Interrogazione: "Riapertura della sala dialisi a Donnas".

Aggravi (Président) -Point n° 14 à l'ordre du jour. La parole à l'assesseur Marzi.

Marzi (CA) -In premessa il tema del funzionamento dell'organizzazione dei centri di analisi presenti sul territorio regionale è già stato oggetto di approfondite discussioni in sede consiliare, anche alla luce della più ampia e complessa riorganizzazione delle attività della struttura complessa di Nefrologia e appunto dialisi dell'Azienda USL.

È importante infatti evidenziare che in un contesto di riorganizzazione complessa dei servizi è naturale che alcuni aspetti operativi vengano ridefiniti al fine di garantire un utilizzo efficiente delle risorse, anche di quelle professionali, e una migliore risposta ai bisogni assistenziali del territorio.

Vogliamo inoltre ricordare che la presenza in Valle d'Aosta di una struttura nefrologica completa rappresenta di per sé un elemento di particolare rilevanza. Secondo infatti gli standard nazionali - e questo spero lo stiano sentendo i colleghi -, un territorio con una popolazione come la nostra sarebbe chiamato a garantire un ospedale dotato di soli servizi di base, quindi il Pronto Soccorso, la Chirurgia generale, la Medicina interna, l'Ortopedia e l'Anestesia e non come avviene invece nella nostra regione anche di un reparto di Nefrologia con dialisi ospedaliera e addirittura territoriale. La scelta compiuta negli anni dalla Regione di mantenere e sviluppare tali servizi testimonia dunque una precisa volontà politica e sanitaria.

Rispondendo congiuntamente alle domande n. 1 e n. 2, è bene ricordare che negli ultimi 15 anni la Valle d'Aosta ha investito su più fronti per mantenere sotto controllo il numero dei pazienti in dialisi, quindi l'iscrizione tempestiva dei pazienti nelle liste di attesa per il trapianto, la promozione della dialisi a domicilio e ambulatori avanzati per la cura multidisciplinare e diagnostica precoce per individuare e trattare le patologie renali in fase iniziale. Questo naturalmente ha avuto esiti positivi epidemiologici.

Mantenendo quindi gli standard qualitativi elevati del servizio erogato, la volontà rimane in prospettiva quella di potenziare l'organizzazione dei due centri di Aosta e Donnas con percorsi di cura sempre più efficaci, personalizzati e sostenibili, investendo nel miglioramento continuo di un'assistenza nefrologica mirata alle caratteristiche del bacino naturalmente epidemiologico valdostano.

L'Azienda quindi ha comunicato che dal 22 dicembre 2025 finalmente verrà riaperto il centro dialisi di Donnas. È necessario precisare che la chiusura temporanea di questo centro, avviato dal gennaio 2024, non è collegata al progetto che attiene alla casa di comunità, ma è stata motivata dalla necessità di procedere alla completa ristrutturazione del centro, all'ampliamento e alla messa a norma degli ambienti.

Infatti, il centro dialisi non afferisce al progetto della casa di comunità, ma dipende funzionalmente ed organizzativamente proprio dalla struttura complessa di Nefrologia e dialisi, quindi dal reparto.

Al fine della riattivazione del centro dialisi di Donnas, l'Azienda ha condotto un'approfondita rimodulazione dell'organizzazione delle attività dialitiche, quindi ha compiuto una riorganizzazione delle attività dialitiche nel complesso della strutturazione regionale. Questo approfondimento è stato svolto in coordinamento con la Centrale unica di soccorso per garantire sia la massima appropriatezza clinica e logistica nell'assegnazione dei pazienti, sia un uso efficiente delle risorse impegnate nei trasporti secondari per i trasferimenti degli utenti in ambulanza dal domicilio al centro dialitico. Ricordiamo che questi trasporti sanitari, definiti trasporti secondari, sono garantiti e finanziati attraverso i LEA aggiuntivi regionali, quelli di cui abbiamo parlato ieri in sede di discussione del bilancio. Nel resto d'Italia questo tipo di viaggi sono a carico del malato. In tale quadro è stato previsto che i pazienti domiciliati nel distretto 1 vengano trattati presso il centro dialisi di Aosta, mentre i pazienti domiciliati nel distretto 2 vengono trattati presso il centro dialisi di Donnas. Tale organizzazione consente una razionalizzazione dei percorsi di trasporto, una più efficiente distribuzione degli equipaggi dedicati e un miglior allineamento tra sede di cura e territorio di residenza. L'attuale distribuzione dei pazienti sui sei giorni settimanali a Saint-Vincent tiene conto di un insieme ampliato di pazienti provenienti da Donnas, da Saint-Vincent e da Aosta. La programmazione delle sedute presso il centro di dialisi di Donnas sarà articolata su tre giorni a settimana, in considerazione dell'attuale numero effettivo di pazienti afferenti al distretto 2, del loro quadro clinico e della nuova organizzazione sopra evidenziata.

Le tre postazioni aggiuntive aperte a Donnas, realizzate con la ristrutturazione, consentiranno, nei periodi di maggior affluenza turistica, di poter accogliere anche i pazienti vacanzieri, che sono tanti e che chiedono di venire in Valle anche per questo genere di servizio, alloggiati presso le vallate laterali, oltre che naturalmente a ricevere eventuali nuovi ingressi di pazienti di competenza del distretto.

Venendo alle risposte 3 e 4, la dotazione di personale per il buon funzionamento dei Centri dialisi e più in generale il tema dell'organizzazione dei servizi e delle risorse umane sono evidentemente di competenza esclusiva dell'Azienda USL, alla quale spettano appunto la definizione dell'assetto organizzativo delle attività e le valutazioni gestionali necessarie a garantire l'efficienza dei servizi. In tal senso l'Azienda USL ha comunicato che la struttura rinnovata di Donnas sarà servita da tre infermieri e un operatore socio-sanitario per turno, configurazione che risulta pienamente conforme agli standard di un punto sanitario decentrato e naturalmente proporzionata anche al volume di attività previsto. L'Azienda ha inoltre precisato che presso il centro dialisi di Donnas la durata della pausa dedicata alla consumazione del pranzo sarà conforme a quanto indicato ovviamente dal vigente contratto nazionale collettivo e sarà garantita dal servizio già attivo precedentemente alla chiusura per ristrutturazione. Il personale che risulta storicamente assegnato in via esclusiva alla sede di Donnas, due infermieri e una OSS, rimarrà dedicato in tale sede, mentre il restante personale, non essendo assegnato alla sede dialitica bensì alla struttura complessa Nefrologia e dialisi, garantirà i turni anche presso il Centro dialisi di Aosta, che necessita di essere potenziato. Ricordiamo anche che la qualità e gli standard professionali necessari in questo tipo di centri sono assolutamente una delle carenze, che, anche da un punto di vista formativo, abbiamo cercato di mantenere nel corso degli ultimi mesi proprio in occasione della ristrutturazione, legata anche al fatto che in maniera naturale alcuni dipendenti sono andati in quiescenza e quindi coloro i quali sono stati nel frattempo assunti sono stati formati anche per questo tipo di esigenza. Ciò consente di distribuire in maniera equilibrata il maggior carico assistenziale presso il centro di Aosta e soprattutto garantisce la necessaria copertura dei turni di reperibilità, che è possibile soltanto in presenza di un adeguato numero di operatori assegnati al centro dialisi di Aosta. Ciò consentirà anche di accogliere ad Aosta sia i temporanei e sempre più frequenti trasferimenti di pazienti per problematiche cliniche intercorrenti, sia le richieste di utenza vacanziera anche ad Aosta. Tale situazione è comunque dinamica, con discostamenti della prevalenza dei pazienti di un centro piuttosto che di un altro a seconda dell'evoluzione clinica degli stessi, delle necessità assistenziali e dei dati di incidenza di malattia non prevedibili. Infine, i rimborsi sono regolati naturalmente dal regolamento dell'Azienda USL in materia di missioni e trasferte, che disciplina in modo uniforme i diritti e le modalità di riconoscimento delle relative indennità. Quello che quest'iniziativa rende evidente è il fatto che a monte c'è una situazione clinica, che porta a un'organizzazione territoriale e quindi poi a scelte territoriali che hanno a che fare anche con il rapporto di lavoro tra l'azienda e i propri dipendenti.

Président -La parole à la collègue Minelli.

Minelli (AVS) -Grazie Assessore per la risposta. Quest'interrogazione fa seguito a una serie di informazioni che sono giunte dal territorio, sia da parte dei pazienti, sia da parte degli operatori sanitari, riguardanti appunto questo servizio dialisi.

Come lei ha ricordato, la sala dialisi è chiusa dal gennaio 2024, adesso ci ha detto che dopo praticamente quasi due anni, il 22 di dicembre ci sarà questa riapertura e contestualmente la chiusura del centro di Saint-Vincent.

Conferma la questione che tutti i pazienti del distretto n. 1 saliranno ad Aosta, quelli del distretto andranno n. 2 a Donnas con però soltanto tre giorni disponibili a settimana: il lunedì, il mercoledì e il venerdì. Sono circa 8-9 pazienti, so purtroppo quasi per certo che ce ne sarà uno in più, perché c'è una persona che è in cura, è una persona della mia vallata, e che molto probabilmente avrà bisogno della dialisi in via continuativa, quindi ne avremo anche uno in più e ci saranno, come lei ha detto, tre infermieri professionali e una OSS per ogni turno. I turni sono di 12 ore consecutivi.

Attualmente succede, lo posso assicurare… bisognerà capire che cosa farete per la questione della pausa mensa, o cosa farà l'USL, però adesso queste persone mangiano in un quarto d'ora in piedi, non c'è un servizio mensa, lo fanno nel momento in cui c'è il cambio tra il primo turno e il secondo turno e lo fanno in maniera veloce per fare in modo che tutto sia pronto per ospitare chi viene successivamente.

Lei dice: "Sul personale la competenza è esclusivamente dell'Unità Sanitaria Locale, ci sarà una maggiore distribuzione perché su Aosta c'è da coprire e ci sarà anche la necessità della reperibilità". Questa reperibilità arriverà quindi per chi fa dei turni di 12 ore e quindi poi, dopo le 12 ore, potrebbe dover andare anche ad Aosta per coprire l'esigenza della reperibilità, abitando anche, in alcuni casi, in vallate laterali della Bassa Valle. Io credo sia un po' strano che, a fronte di un mantenimento del numero degli utenti, -parlo di quelli dei turni, che non diminuiscono, anzi, sappiamo che, con quasi certezza, aumenteranno- si lasci lo stesso numero di personale e non si preveda anche un potenziamento dell'orario, ma soprattutto che non ci sia un'attenzione a chi lavora e che abita lontano da Aosta. Si parla tanto di attrattività, di attenzione al benessere degli operatori sanitari...: io penso che forse bisognerebbe almeno pensare a un rimborso delle spese di viaggio, a un bonus, non lo so, a qualche cosa che al momento non c'è, eppure questa gente sta facendo, ha fatto e farà dei sacrifici per garantire a chi ha bisogno di cure tutto ciò che è necessario.

Per quanto riguarda la nuova dialisi di Donnas - ringrazio per la precisazione - non è afferente alla ristrutturazione dovuta per la casa di comunità, ma sono fondi che sono a sé stanti. Sta di fatto che i fondi sono stati importanti, da quello che so, e l'utenza nel suo complesso aveva assolutamente immaginato che con una ristrutturazione della sala dialisi ci sarebbe stato anche un ampliamento del servizio, ma così non è perché rimangono queste tre giornate a fronte delle sei che c'erano a Saint-Vincent.

Non posso poi assolutamente fare a meno di domandarmi, vista la situazione del personale, come si gestirà l'ospedale di comunità di Verrès da un punto di vista proprio della forza lavoro, perché c'è sempre più carenza in vari ambiti, e lo sappiamo bene; si investe in strutture che sono necessarie, però bisognerebbe anche avere preventivamente una disponibilità certa del personale. Poi bisogna partire, secondo me, dalle piccole cose, perché, se si vuole che la gente non scappi a lavorare altrove, oltre confine, o magari anche in Piemonte, perché abbiamo anche adesso questa situazione, forse bisognerebbe prevedere, per chi deve spostarsi, di coprire almeno i costi per spostarsi e per le esigenze di servizio che queste persone continuano ad assicurare.