Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 58 del 26 novembre 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 58/XVII - Ritiro di una mozione: "Riforma legge elettorale".

Aggravi (Presidente) -Punto 41 all'ordine del giorno. La parola al collega Zucchi.

Zucchi (FdI) -Abbiamo sentito, all'atto dell'insediamento del presidente Testolin, nella lettura del suo programma di governo e della maggioranza che lo sostiene, appunto, che si esprime il principio secondo cui "sarà necessario valutare l'introduzione di una riforma elettorale allo scopo di favorire la stabilità nel contesto regionale e di assicurare un'azione più incisiva, utile anche a incoraggiare la partecipazione al voto dei cittadini".

Ebbene, noi partiamo da questo incipit, che è del Presidente, della maggioranza, e ha voluto significare, sennò non l'avrebbe inserito nel programma di governo, se non erro a pagina 3, proprio per dare il senso della nostra preoccupazione affinché le esperienze del passato non si ripetano nel futuro.

C'è modo e modo, quindi, di affrontare le mozioni. Noi abbiamo un approccio pragmatico e vorremmo anche ricondurci alle dichiarazioni del Capogruppo Marguerettaz, che ha voluto, parlando di questo argomento, dire che su certi argomenti, e anche lei, signor Presidente, sia necessaria la più ampia condivisione possibile.

Quale, allora, può essere l'argomento che determina la maggiore condivisione all'interno dell'Aula se non la scrittura delle regole del gioco? Noi riteniamo che se voi avete scritto, come abbiamo scritto noi e come credo tutti i partiti, mi ricordo, penso tutti i partiti all'interno di quest'Aula, e anche fuori, che hanno significato la necessità di evitare che si ripetano delle situazioni che sono avvenute nel recente passato, che hanno dato origine a una serie incredibile di ricorsi che tutti noi conosciamo e che non ha precedenti nella storia della nostra Regione, ci sia una volontà nell'andare ad affrontare non tanto i temi, perché non è con questo spirito che noi affrontiamo quest'argomento, sappiamo quali siano le differenti sensibilità da parte dei gruppi che hanno espresso l'una o l'altra opzione. Dal momento che la maggioranza ha espresso nel suo programma il criterio di andare a ricercare un correttivo per migliorare l'afflusso al voto e l'affluenza al voto, ma soprattutto la stabilità, senza entrare nelle argomentazioni che ci dividono, noi vorremmo che quest'argomento venisse immediatamente calendarizzato, ed è questo il senso della nostra mozione, alla prima riunione possibile della I Commissione, affinché si avvii un cronoprogramma utile a introdurre poi le iniziative che a mano a mano perverranno.

A questo proposito, per dar seguito concreto a un'enunciazione di intenti che debba essere anche corredata da un elemento fattivo quale può essere una proposta di legge, io vi posso annunciare che Fratelli d'Italia, la Lega e Renaissance depositeranno nelle prossime ore un testo che servirà come elemento di discussione per avviare le interlocuzioni in tempo utile per andare ad affrontare con grande calma e serenità i propositi che sono stati introdotti nel programma di governo della maggioranza e che noi condividiamo. Perché, al di là della questione del riportare la popolazione al voto, il requisito della stabilità è un requisito a cui noi teniamo molto e siamo contenti che ci teniate anche voi.

Non vorrei in quest'illustrazione, ed è per questo che mi piacerebbe pensare che la maggioranza possa accogliere con il senso costruttivo che è stato evocato all'inizio della legislatura, su questo tema in modo particolare, che si andasse a parare sulle argomentazioni che ci dividono. Ho sentito poc'anzi, anche in alcune espressioni sulle testate televisive e giornalistiche, il fatto di tornare sulla questione dell'elezione diretta, piuttosto che altri argomenti, che non sono oggetto di questa mozione. Noi vorremmo soltanto avviare nel più breve tempo possibile il dibattito e un cronoprogramma utile per non arrivare alle stesse situazioni che noi abbiamo vissuto nella passata… non le abbiamo vissute noi come gruppo perché non c'eravamo, ma tutti noi conosciamo quali siano stati i risultati che hanno prodotto.

Mi piacerebbe, quindi, sentire da parte della maggioranza un accordo, cioè un assenso allo spirito di questa mozione, con questo io vorrei anche dire, dal momento che ho parlato con il Presidente della I Commissione, Marco Viérin, che in questo momento è assente, che ha dato la disponibilità, beninteso, secondo poi le indicazioni che perverranno dall'Aula, ad affrontare con serietà e con compiutezza questo che è un argomento importantissimo, perché riguarda le regole del gioco. Non ricordo tutti i passaggi che hanno dato origine ai referendum e alle situazioni che hanno portato, appunto, come ricordavo prima, a una serie di ricorsi che sono stati in qualche modo caratterizzanti della passata legislatura.

Mi piacerebbe pensare che su quest'argomento, senza entrare oggi nelle dinamiche e nelle pulsioni dei rispettivi partiti, ci fosse una volontà comune di andare ad affrontare subito, perché queste regole del gioco devono essere affrontate non alla fine della legislatura ma all'inizio della legislatura, perché questo è il momento per poterle affrontare. Ci dev'essere del tempo utile per poter condividere con serenità le valutazioni che per noi devono essere orientate alla ricerca della stabilità.

Naturalmente in questo senso noi produrremo con i colleghi della Lega, con i colleghi della Renaissance e, mi permetto di dire, anche con i colleghi di Forza Italia, che nella passata legislatura hanno condiviso con noi un progetto di legge che hanno firmato, e su questi punti non vedo perché non debbano essere conseguenti, coerenti con quella che è stata la loro linea. Anzi, io posso anche dire che per Forza Italia, se mi ricordo bene, uno dei punti caratterizzanti per i quali tenevano a caratterizzare la loro proposta politica fosse l'elezione diretta.

Ma non è tanto l'elezione diretta l'oggetto di questa nostra richiesta, bensì lo spirito collettivo che ci deve animare per portare quest'argomento nella prima riunione utile di Commissione, perché tanto noi nel frattempo depositeremo un progetto di legge a cui riteniamo, ne seguiranno altri, o comunque che venga avviato il cronoprogramma per non rimanere in zona Cesarini ad affrontare quest'argomento con le conseguenze che tutti noi abbiamo visto.

Presidente -La mozione è stata presentata. Le conseiller secrétaire Laurent Viérin a demandé la parole.

Viérin L. (UV) -Je veux remercier le collègue Zucchi pour cette initiative qui me donne la possibilité de prendre la parole pour la première fois dans cette législature et donc je salue les collègues, tant les collègues nouveaux comme ceux avec lesquels on a eu la possibilité déjà de travailler dans le passé, pour une législature qui, le collègue l'a anticipé, aura la tâche d'affronter des thèmes institutionnels très importants. C'est pour cela que je suis d'autant plus heureux d'être partie du Bureau de la Présidence, organe institutionnel, et de la première Commission, que le collègue a citée, avec les autres collègues qui en font partie, pour réaffirmer la fondamentale importance de cette Commission qui a la tâche de s'occuper surtout de réformes institutionnelles, donc d'un thème transversal.

Ma come lei ha anticipato, il Presidente Marco Viérin della Commissione, con il quale ci siamo confrontati, e a nome anche dei colleghi di maggioranza, ha detto che sicuramente siamo disponibili ad affrontare tutte le tematiche che questa Commissione ha nelle sue funzioni. Anticipo, quindi, che nelle prossime settimane il Presidente convocherà la Commissione. Sicuramente uno degli argomenti sarà quello di calendarizzare una serie di priorità.

Teniamo anche a ribadire che all'interno del programma che lei giustamente ha citato, il programma di governo, ci sono delle parti che citano le priorità della stabilità e della partecipazione. Come lei giustamente ha detto, sono temi sui quali ognuno, ogni forza politica, ogni movimento ha le proprie sensibilità, quindi è lì, è la Commissione, in primis, il luogo deputato ad affrontare queste tematiche. Anche perché, è vero, i due temi sono connessi, la stabilità e la partecipazione, ma il sistema elettorale, lo abbiamo visto in questi giorni, dove quella forte stabilità da cui deriva un'eventuale partecipazione non ha confermato la partecipazione che il modello elettorale che voi avete citato, e che lei ha citato, essere stato presentato nei mesi scorsi, purtroppo non è stato accompagnato da una grande partecipazione alle urne.

Avremo modo per discuterne. Terrei anche a precisare che all'interno del programma di governo si parla di stabilità e partecipazione, si parla di livello regionale ma anche di livello locale, perché anche a livello di sistema Valle d'Aosta gli enti locali e i modelli elettorali fanno parte, chiaramente di concerto con gli organismi degli enti locali, di attenzione particolare.

Insomma, a fronte quindi di un impegno da parte nostra di voler discutere queste tematiche, vi chiediamo di ritirare l'iniziativa in modo, da un lato, di confermare questo impegno e soprattutto anche di riaffermare il fatto che questa mozione afferma nel suo impegno un'ovvietà, cioè impegna il Presidente della Commissione a ritenere altamente prioritario il tema. L'autonomia funzionale all'interno di questo Consiglio delle Commissioni e l'autonomia all'interno di questi organi funzionali del Presidente in primis e dei Commissari noi la riteniamo prioritaria rispetto a un dibattito che prima in Aula viene anticipato, rispetto invece a tematiche sulle quali noi non abbiamo ancora avuto la possibilità di confrontarci. Noi come membri della Commissione.

In questo senso crediamo, quindi, corretto da un punto di vista istituzionale che prima ci sia un dibattito in Commissione, che non è ancora insediata se non nella formazione dei suoi organi, e poi si vada a discutere gli argomenti. Troviamo, quindi, riscontro nelle sue sollecitazioni, ma chiediamo che quest'impegno sia ritirato a fronte, appunto, di un rispetto dei lavori della Commissione.

Presidente -Ha chiesto la parola la collega Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (AVS) -Comincio subito col dire che abbiamo sempre sostenuto che una buona legge elettorale sia fondamentale per una buona attività politica e amministrativa. La legge attuale, secondo noi, lo abbiamo detto più volte, è pessima e, quindi, già nella scorsa legislatura avevamo fatto una proposta di legge organica di revisione.

Ben venga, quindi, un sollecito, come fa appunto questa mozione, a riprendere a lavorare sulla questione. Dico, quindi, che voteremo a favore della mozione.

Osservo, però, anche che la Commissione può lavorare proficuamente se ci sono dei progetti di legge depositati, che possono essere di iniziativa dei Consiglieri o della Giunta, e perché ci siano dei progetti di legge è necessario che le forze politiche affrontino presto la questione. Altrimenti, in assenza di testi, mi pare un po' improbabile che la Commissione possa utilmente lavorare.

Rilevo poi, e non posso farne a meno, con un rinnovato disappunto, che anche cinque anni fa la maggioranza che aveva dato vita al governo Lavevaz si era impegnata nel programma di legislatura ad affrontare il tema della riforma elettorale, ce n'è un accenno un po' meno preciso anche nell'attuale programma, e come ho detto, allora si parlava di riforma entro la prima metà della legislatura, com'è logico che sia. Ma sono rimaste, come sappiamo, parole al vento. Si è arrivati all'ultimo anno, fuori tempo massimo, con tutte le conseguenze del caso, a partorire una leggina e a percorrere tutto un altro iter, che alla fine potrebbe addirittura portare ad annullare le elezioni di ottobre, cosa che sicuramente si poteva evitare e noi abbiamo anche tentato di evitarlo, ma tant'è.

Aggiungo poi, ho ascoltato le parole del collega Viérin, che mi sembra che attribuire la scarsa partecipazione al voto nelle recenti elezioni regionali nel nostro Paese non possa essere un motivo fondante di quest'astensionismo. È un fenomeno molto più articolato e credo che vada analizzato nella sua complessità. Le concause della disaffezione al voto sono tante, non credo che la prima sia la tipologia con cui si possano eleggere gli organismi nelle altre Regioni.

Credo, però, che sia tutta materia che potrà essere affrontata in maniera compiuta nelle discussioni che ci saranno in Commissione.

Apprendo con favore il fatto che si decide, e così è stato detto da parte della maggioranza, che il tema sarà, come molti altri, affrontato a breve. Ribadisco che prendiamo questa mozione proprio come una sollecitazione a lavorare e, quindi, voteremo a favore della mozione.

Presidente -Ha chiesto la parola il collega Centoz, ne ha facoltà.

Centoz (PD-FP)- Sul tema mi trovo abbastanza d'accordo con il collega Viérin quando sollecita il ritiro della mozione, perché credo che il tema vada discusso prima in I Commissione. Se partiamo tutti a presentare una proposta di legge è il modo migliore per non fare una riforma.

Io, quindi, credo che se la volontà del Consiglio sia quella di provare ad arrivare a una riforma partendo da posizioni giustamente anche diverse, credo che sia importante sviscerare il tema in I Commissione, capire quali siano le differenze e capire se si riesca ad arrivare a un testo largamente condiviso. Se ciascun gruppo comincia a presentare la propria proposta di legge, evidentemente si mettono dei paletti per cui poi diventa difficile riuscire a trovare una soluzione condivisa o largamente condivisa.

Sulle riforme, io l'avevo accennato ieri, c'è il tema della riforma degli enti locali, che reputo importante, e mi fa piacere che il collega Viérin l'abbia evidenziato, sul quale anche qui credo che sia importante incominciare a discuterne in Commissione prima di evidenziare elementi di criticità o di divisione, perché se si vogliono fare delle riforme così importanti, delle riforme istituzionali, evidentemente la necessità di trovare dei punti di convergenza è maggiore rispetto a qualsiasi altra legge regionale.

Sulla riforma elettorale tengo a precisare che come Partito Democratico abbiamo posto attenzione nelle passate consiliature anche alla questione di genere, su cui abbiamo fatto una battaglia che non è arrivata a compimento in maniera compiuta, però un passo avanti è stato fatto. Su questo, quindi, noi torneremo a proporre e a evidenziare carenze che ci sono oggi, in particolare per esempio nella rappresentanza di entrambi i generi in Giunta, che ancora non è prevista, e sulla quale, se si fa un ragionamento complessivo della riforma elettorale, evidentemente è un tema su cui bisognerà misurarsi.

Credo, quindi, che la cosa più importante, se si vuole affrontare seriamente quest'argomento, sia un metodo e il metodo secondo me è partire dalla I Commissione, immaginare una serie di audizioni, trovare un punto di equilibrio che possa essere largamente condiviso e discutere su quello.

Ribadisco, se ognuno presenta la sua proposta di legge, è il modo migliore per bloccarsi subito.

Presidente -Ha chiesto la parola il collega segretario Bellora, ne ha facoltà.

Bellora (LEGA VDA) -Già dal mio primo intervento in questo Consiglio regionale, qualche settimana fa, io non avevo nascosto che, a mio modesto modo di dire delle cose, e credo anche a nome del mio gruppo, la riforma della legge elettorale sia un momento assolutamente improcrastinabile ed essenziale. Le modalità, quindi, andranno evidentemente studiate, andranno ragionate, però sicuramente è una tematica che va affrontata e va affrontata rapidamente e con serietà.

Perché sennò corriamo il rischio, come ha sottolineato correttamente la collega Minelli, di fare quello che siamo, quello che siete, perché io non c'ero, ma non voglio farne una colpa a nessuno, però materialmente non esistevo io in questo Consiglio, quello che è accaduto e cioè di arrivare all'ultimo minuto con un nulla di fatto e fare una legge che oggettivamente io ho definito una "schifezza".

Ribadisco questo giudizio volutamente forte, perché alla fine cosa si è fatto? Si sono ampliate le preferenze da una a tre, si è detto che una delle tre preferenze doveva essere di genere diverso, sennò veniva annullata, e la terza, e fine della trasmissione. Una legge cioè abborracciata, malfatta, mal scritta, che è servita assolutamente a nulla e che ha solo esposto questo Consiglio addirittura al rischio di ricorsi, come veniva sottolineato poco fa.

Io credo allora che ci si debba muovere appunto per tempo, quindi all'inizio della legislatura, sicuramente con dei passaggi in Commissione, però credo che non vada buttato via tutto il lavoro che è stato fatto prima di questo momento. Sono state proposte delle leggi, sono stati avanzati dei disegni di legge, per esempio ce n'è uno a firma del centrodestra. Anche qui, io non c'ero, il mio impegno politico non era neanche a livello embrionale, non era neanche stato concepito, non dico che non fosse ancora nato, però il gruppo Lega lo aveva proposto insieme, tra l'altro, al gruppo Forza Italia e, visto che vedo che uno dei firmatari di questa legge era addirittura un attuale Consigliere di Forza Italia, mi auguro e spero che l'intendimento resti il medesimo.

A questo punto vorrei fare una piccola considerazione di tecnica legislativa, visto che è l'esperienza professionale che io credo di poter portare in questo Consiglio, visto che io ho passato 35 anni a studiare e interpretare leggi, e continuo a farlo, perché evidentemente continuo a fare l'avvocato, quindi credo non dico di saperle scrivere ma almeno di capire e di essere in grado di dire come bisogna porsi rispetto a un testo di legge nel momento in cui lo si scrive.

Io credo, allora, che il problema sia di tipo tecnico e si debba partire dagli obiettivi che ci si vuole prefiggere. Noi cioè dobbiamo capire su un testo di legge che cosa ne vogliamo ricavare, quali esigenze vogliamo soddisfare, quali principi vogliamo affermare, lasciando magari un attimo da parte le ideologie, ma cercando di parlare appunto di tecnica legislativa e, ispirandoci a questi principi, a queste esigenze, creare una legge che le soddisfi.

Io credo, almeno questo è il mio pensiero ma penso, spero, che sia il pensiero condiviso da più di una persona, che le esigenze principali di una legge elettorale debbano essere quelle di garantire stabilità in primo luogo, in secondo luogo un rispetto della volontà degli elettori, cioè una legge elettorale che permette agli elettori di avere un potere nelle scelte di fondo e non di delegarlo in bianco ai partiti, e infine quello di sfavorire i cambi di casacca, i salti della quaglia e i cambiamenti di bandiera.

Quest'ultima esigenza, lo sappiamo tutti, non può essere attuata con una norma cogente, perché evidentemente la Costituzione vieta il vincolo di mandato, ma si può sicuramente studiare un sistema elettorale che sfavorisca, o quantomeno non premi, questi atteggiamenti.

Lo dico perché le scorse legislature sono state, secondo me, una prova lampante di questo malcostume e di queste problematiche, perché ne abbiamo viste veramente di tutti i colori. Abbiamo visto numerosissimi cambi di maggioranza, abbiamo visto più presidenti della Regione succedersi all'interno della stessa legislatura e abbiamo visto il cambio di casacca o, comunque, addirittura la creazione dal nulla di un gruppo politico essere stata premiata. Questo noi possiamo evitarlo e su questo noi, secondo me, dobbiamo intervenire.

Il testo di legge che era stato proposto da Forza Italia e dal gruppo Lega, Fratelli d'Italia non è rappresentato, è per esempio un testo di legge che può essere un ottimo punto di partenza. Perché dico punto di partenza? Perché un testo di legge, ne parlavo qualche giorno fa proprio con un collega della maggioranza, nel momento in cui tu sai di non avere, e noi pacificamente non li abbiamo, i numeri per far passare un tuo testo di legge, evidentemente devi fare una proposta che poi può essere modificata ed è suscettibile di modificazioni.

Io credo che questo testo di legge, ho sentito il rappresentante di Fratelli d'Italia dire che verrà ripresentato, possa essere un buon punto di partenza perché, secondo me, garantisce queste tre esigenze fondamentali e primarie che io reputo utili e che reputo essenziali per una corretta dialettica democratica all'interno di questo Consiglio. Può essere un punto di partenza, poi evidentemente tutte le proposte sono da ascoltare e soprattutto per chi, lo ribadisco, come noi non ha i numeri per arrivare a portare ad approvazione una propria proposta.

Quello che, però, io vorrei sollecitare a quest'Aula è l'importanza di intervenire su questa tematica e di farlo subito, per non ridurci come questo Consiglio si è ridotto alla scorsa legislatura.

Chiudo facendo una riflessione. Io non ho mai avuto esperienze politiche, come immagino voi sappiate. L'unica mia esperienza vicina alla politica è stata la Presidenza del Co.Re.Com.. Quando ero Presidente del Co.Re.Com. avevo evidentemente spesso a che fare con il Consiglio regionale, avevo spesso a che fare con l'Ufficio di Presidenza e, in generale, con tutto il Consiglio, e mi ero formato una convinzione, cioè che le persone, lo dico da uomo della strada, quando entrano qui dentro finiscono per perdere completamente un contatto con la realtà. Probabilmente questa, non lo so, è una strana sindrome, magari qualche psicologo la studierà, non ne ho idea, ma è una percezione che io ho avuto e che ho percepito in maniera molto netta.

Io vorrei, finché sono ancora sano, visto che questa sindrome non mi ha ancora catturato perché probabilmente è troppo poco tempo che sono qui, evitare di farmici contagiare e vorrei richiamare l'attenzione di tutti noi sul fatto che i cittadini hanno bisogno di una norma che rispetti la loro volontà, perché è vero quello che diceva il mio collega Consigliere Segretario, e cioè che in altre Regioni in cui c'è una legge elettorale che permette un più diretto potere dell'elettore l'astensionismo c'è stato ugualmente. Ma io penso che se una cosa ha dieci difetti, magari iniziare a eliminare il primo possa essere una buona idea. Si parte da lì e poi magari si riusciranno a eliminare gli altri.

Sicuramente questo, chiamiamolo col suo nome, disprezzo della volontà dell'elettore, il quale firma una cambiale in bianco e dà ai partiti la possibilità di decidere senza alcun tipo di controllo da parte della base ciò che vogliono fare, è un qualcosa che allontana gli elettori dalle urne, perché evidentemente il ragionamento è: tanto il mio voto non conta niente, fanno quello che vogliono loro.

Io direi partiamo da qui, poi ci saranno altre cose da fare, ci saranno altri correttivi da attuare, benissimo, attuiamoli, però, come mi diceva sempre mio padre, quando devi fare qualcosa devi partire da qualche parte, perché sennò finisci per continuare a non fare nulla.

Nella scorsa legislatura con questo principio non si è fatto nulla, si è arrivati all'ultimo minuto, vorrei che in questa legislatura, invece, si partisse dall'inizio.

Presidente -Ha chiesto la parola il collega Zucchi, ne ha facoltà.

Zucchi (FdI) -Come detto nell'illustrazione, questa mozione aveva lo scopo di verificare l'intendimento generale da parte di tutto il Consiglio. Ringrazio, quindi, tutti coloro che sono intervenuti e ringrazio il Consigliere Viérin, che ha parlato a nome della maggioranza.

Il nostro scopo era quello, in qualche modo, di verificare quest'intenzione di voler attuare nel più breve tempo possibile quest'interlocuzione che deve partire. Ho avuto in qualche maniera, a livello di interlocuzioni indirette, rassicurazioni anche dal Presidente, confermate oggi dal Consigliere Viérin; c'è questo intendimento che si verrà a verificare, credo, già a partire dalla seduta dell'11 di dicembre.

Noi, quindi, accogliamo con favore lo spirito espresso nell'aula da coloro che sono intervenuti. Diamo, quindi, fiducia alla maggioranza, che ha preso un impegno di portare quest'argomento con serietà.

Ci renderemo conto immediatamente, visto che è stato richiamato, dell'importanza del ruolo della I Commissione, se la Commissione vorrà affrontare con serietà, impegno, dedizione l'argomento in oggetto. Perché se così non sarà, sarà evidente che ci troverà immediatamente su fronti contrapposti, anche in qualche modo decisi.

Noi, quindi, accogliamo l'invito che ci è stato proposto nel ritirare la mozione. Ritiro pertanto la mozione, signor Presidente, dando per scontato che comunque, per quanto ci riguarda, l'obiettivo che era stato proposto con questa mozione noi lo riteniamo centrato.

Presidente -Si dà atto che la mozione è stata ritirata.

Il Consiglio prende atto del ritiro.