Oggetto del Consiglio n. 56 del 26 novembre 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 56/XVII - Interpellanza: "Politiche abitative: azioni concrete per affrontare criticità importanti".
Aggravi (Presidente) -Punto 40 all'ordine del giorno.La parola alla collega Forcellati.
Forcellati (PD-FP) -Grazie Presidente, mi ero un attimo distratta. Si vede che ancora non sono abituata al ruolo dell'opposizione, però piano piano, poi, ci si abitua a tutto. Memore dei dieci anni in opposizione passati in Comune ad Aosta, cerco di riprendere queste buone abitudini. Insomma, è tutto relativo.
Siamo di nuovo in una situazione di legge, lavoro fatto, importante lavoro fatto per tre anni per portare a termine la revisione della legge 3/2013 e poi… oplà, ops, è decaduta. Ora, sulle politiche abitative sappiamo noi tutti che la casa e il diritto alla casa, oltre a essere un diritto costituzionale, è un diritto che ci permette, che permette a ognuno di noi di essere considerato uomo, donna, di avere dignità di essere umano, ok? In più, a livello nazionale e a livello regionale sta diventando quello che si potrebbe chiamare un possibile, potenziale, ma ormai non più solo potenziale, oggetto di esplosione dal punto di vista sociale.
Abbiamo famiglie che purtroppo da anni aspettano un alloggio di edilizia residenziale pubblica, abbiamo più di 500 domande. Guardate, lo dico a scanso di equivoci, lo dico con serenità, perché nei cinque anni precedenti ho avuto la delega alle politiche abitative ad Aosta, delega sufficientemente vuota, e guardo alcuni sindaci che mi possono confermare questo. Gli enti locali, rispetto alle politiche abitative, hanno esclusiva, esclusiva competenza rispetto all'emergenza abitativa e, in più, emergenza abitativa come presentazione della domanda, perché poi diventano i punti di riferimento, ma il percorso viene fatto altrove, cioè in Regione, così come l'abbinamento dell'alloggio con l'emergenza, con colui o colei che ha presentato la domanda.
Noi dobbiamo avere molta buona volontà, molta competenza, e rivedere, questo perché l'articolo 13 della legge 3/2013 parla di emergenza abitativa e parla di competenze, quindi non è che possiamo poi fare diversamente.
Ma c'è stata, anche su sollecitazione di una trasversalità comune, Comune di Aosta e Regione, colta e accolta dalla Regione, una disponibilità a formare un gruppo tecnico-politico che ha lavorato anche facendo proposte, un gruppo che ha messo in campo fior di anche professionisti, professori universitari, professionisti che potevano in qualche modo fare studi, dare segnali, eccetera, eccetera.
Tutto questo è stato fatto nei tre anni precedenti, poi siamo arrivati purtroppo al 2025 e questa legge non ha, purtroppo, visto la luce. Oggi è decaduta.
Io allora mi chiedo: a fronte di questi tre anni di lavoro sicuramente non c'è un disinteresse, perché tutti noi siamo consapevoli che il problema casa è un problema, ma è anche un'opportunità. È un problema per chi oggi lo patisce, ma è un'opportunità politica, per tutte e tutti noi, di dare delle risposte e delle risposte che siano risposte stabili, risposte compatibili con coloro che appunto ne hanno bisogno.
Quali sono, quindi, le intenzioni reali? Qual è la volontà politica? Serve una decisione e serve una decisione a breve, a brevissimo. A brevissimo perché la problematica, oltretutto, si è ampliata, giovani che non riescono a emanciparsi, a uscire di casa, lo sappiamo bene, anche nella nostra Regione. Spesso persone anziane che non riescono a sostenere gli affitti. Lavoratori regionali che vivono in situazioni precarie, lo sappiamo. Famiglie monoreddito che si trovano schiacciate tra stipendi fermi e affitti alle stelle.
Abbiamo anche un mercato immobiliare un po' distorto in questo periodo, da che cosa? Dalla pressione turistica.
Io lo dico subito: non c'è contrarietà rispetto agli affitti brevi, alla legge che è stata fatta per venire incontro e anche per far emergere quel sommerso importante che era presente, e la Valle d'Aosta ha dato una risposta, ma dobbiamo fare i conti, dobbiamo mettere insieme le diverse esigenze. Perché sennò noi abbiamo un centro storico, adesso mi sto allargando perché qua stiamo parlando della revisione della legge 3/2013, ma noi abbiamo i centri storici che si stanno spopolando, abbiamo dei Comuni che si ripopolano solo durante le feste, natalizie, pasquali piuttosto che. Benissimo, ma noi dobbiamo essere consapevoli che bisogna prendere delle decisioni in merito, perché anche la pressione turistica che ha ridotto ulteriormente l'offerta di alloggi a canone sostenibile è un problema. In Aosta abbiamo avuto periodi - adesso non l'ho più controllato - in cui in tutta Aosta c'erano cinque alloggi in affitto, cinque in affitto, a prezzi impossibili.
Noi quindi del problema casa, che sia la legge n. 3, la revisione della legge n. 3, che siano regole attente che possano in qualche modo venire incontro a diverse platee, dobbiamo farci carico. Perché chi non ha la possibilità di accedere a una casa, a un'abitazione…
Guardate, nei cinque anni precedenti, e termino, ho visto, proprio visto, ma non solo sentito, visto, situazioni impensabili, impensabili dal punto di vista della struttura e del mantenimento di alloggi ERP, purtroppo, oppure situazioni impensabili di promiscuità tra genitori, famiglie con figli, tutti in realtà ammassati in pochi metri quadrati perché non possono permettersi un'emancipazione. Primo perché hanno degli stipendi bassissimi, secondo perché c'è penuria, appunto, di casa.
Questo è, quindi, un argomento sul quale noi porremo sempre l'attenzione e chiedo all'Assessore, naturalmente, di rassicurarci rispetto alla legge e rispetto ai tempi. Grazie.
Presidente -La parola all'assessore Marzi.
Marzi (CA) -L'importanza strategica delle politiche abitative costituisce una priorità assoluta dell'Assessorato, nella consapevolezza che il diritto alla casa rappresenta un elemento essenziale per la coesione sociale e la dignità delle persone.
Contrariamente a quanto talvolta riportato nel dibattito pubblico, e lei dovrebbe saperlo, collega, la situazione della graduatoria ERP non ha registrato un peggioramento; al contrario il numero delle famiglie in attesa si è progressivamente ridotto, passando da circa 600 nuclei a poco più degli attuali 400. Questo grazie agli investimenti effettuati negli ultimi anni per il recupero del patrimonio, cosa che ha riguardato anche il Comune di Aosta, e per la maggiore efficienza dei processi di assegnazione.
Si tratta, quindi, di un percorso in continua evoluzione che, pur non potendo produrre risultati nell'immediato, sta già restituendo effetti positivi. Le politiche abitative richiedono, infatti, per loro natura, processi di medio-lungo periodo e un costante lavoro di programmazione.
Sul piano delle competenze istituzionali, secondo me questo è importante ricordarlo, giova ricordare che la legge regionale 1/2002 individua un'unica competenza regionale in materia di politiche abitative, che è ricompresa nell'ambito delle opere pubbliche. Anche, quindi, rispetto al tema che spesso è stato portato avanti, che non dovevano essere i Comuni a occuparsi di questo tema, in realtà la legge regionale dice che sono i Comuni che se ne devono occupare. Glielo dico perché ci sono stati confronti da questo punto di vista e, infatti, i Comuni si sono comportati, tranne quello di Aosta, di conseguenza.
È proprio per rispondere a tale complessità che, come lei sa, la Regione da molti anni supporta i Comuni nello svolgimento delle funzioni in materia di disagio abitativo. Solo a partire dal 1° gennaio 2021, però, la competenza sul disagio abitativo è stata trasferita all'Assessorato Sanità, salute e politiche sociali, permettendo una maggiore integrazione delle politiche sociali con quelle abitative.
In questo quadro istituzionale l'Amministrazione ha avviato un percorso strutturato e approfondito, come richiamato tra l'altro nelle sue premesse, rispetto alla modifica della legge 3/2013, percorso strutturato con il coinvolgimento anche dell'Università della Valle d'Aosta, della durata però di due anni, perché è stato perfezionato alla fine del 2023.
Il lavoro si è concluso con la presentazione della proposta di revisione della legge 3/2013, composta da 87 articoli e, siccome la proposta di legge l'ho presentata io, di fatto, lo dico anche a futura memoria, avendola presentata pensavo anche potesse passare. Non era il caso di essere ridondanti in Capigruppo, come citato poc'anzi, perché di fatto, più che presentarla, cosa mai doveva fare quel "povero Cristo" che aveva un solo voto, e cioè se stesso, all'interno della Conferenza Capigruppo, quando invece gruppi molto più numerosi non hanno voluto portarla avanti?
Comunque, la riforma della legge n. 3 era composta da 87 articoli ed era elaborata in un percorso che ha visto il contributo trasversale della Presidenza della Regione e degli Assessorati Opere pubbliche e territorio e Sanità, salute e politiche sociali, e il confronto con i principali portatori di interesse. Richiamo la Presidenza della Regione perché nella precedente legislatura, collegata alla Presidenza della Regione, c'era anche la delega alle finanze e, all'interno della delega alle finanze, c'è un ufficio dedicato che si occupa naturalmente di tutto il tema del credito legato all'acquisto della casa.
Tale proposta è stata presentata nel giugno 2025, ovvero un anno e mezzo dopo l'avvio del percorso. Una tempistica assolutamente in linea con la complessità del lavoro che abbiamo portato avanti.
Il tema delle politiche abitative è, quindi, al centro dell'azione dell'Assessorato, l'ho appena finito di dimostrare e lo dimostreremo anche con la futura organizzazione dell'Assessorato stesso.
Rispetto ai primi due quesiti, quindi, il governo regionale intende procedere non attraverso una semplice revisione della normativa vigente, e su questo le chiedo di porre la sua consueta attenzione, perché lei è persona molto attenta. Quello che sto dicendo è che non è nostra intenzione riproporre la 3/2013 come una revisione della n. 3, com'era avvenuto a giugno del 2025 con la proposta di legge di riferimento già citata, ma di prevedere un'intera riforma dell'articolato. Di conseguenza, quindi, stiamo già procedendo in tal senso, ma questo comporterà anche che non possiamo partire semplicemente et tout court da quanto avevamo presentato a giugno del 2025.
Una nuova legge, quindi, che tenga conto del mutato quadro sociale, economico e demografico e delle criticità emerse nell'attuazione della legge regionale 3/2013. Criticità che, ovviamente, vanno da sé su una legge che ha oramai dodici anni e che sta per avviarsi ai suoi tredici.
Questo percorso tecnico-politico è già in stato avanzato: è stata infatti svolta l'analisi degli articoli dei primi due capi della proposta; si è già tenuto il confronto con il Consiglio permanente degli enti locali, e per fortuna alcuni colleghi qui presenti lo sanno, finalizzato alla definizione delle funzioni dei Comuni e alla ricognizione delle competenze amministrative; è stato avviato e integrato il coordinamento con l'Assessorato delle Opere pubbliche e il Dipartimento finanze. Il lavoro è stato supportato, inoltre, dalle analisi di carattere tecnico-giuridico portate avanti dall'Università della Valle d'Aosta, che ringraziamo.
Alla luce dello stato di avanzamento del percorso, l'obiettivo del governo regionale è presentare, quindi, la nuova proposta di legge nel corso del 2026 alla Giunta regionale.
In ordine al terzo quesito, nel frattempo, nelle more dell'approvazione della nuova legge organica in materia di politiche abitative, lavoro tra l'altro organico, che ha richiesto, e per questo li ringrazio, gli uffici del Dipartimento politiche sociali e la struttura dedicata, l'Assessorato sta predisponendo le delibere attuative necessarie a rendere operative tre misure sperimentali e prioritarie. Queste misure sono finalizzate a fornire immediate risposte alle situazioni delle famiglie in termini di maggiore fragilità.
La prima misura riguarda il sostegno all'accesso alla locazione privata attraverso contributi ai proprietari che mettono a disposizione alloggi al fine di favorire l'emersione di nuove unità nel mercato privato e ampliare, quindi, l'offerta a canone sostenibile. Tale misura prevede un contributo economico ai proprietari, con l'obiettivo di facilitare l'incontro tra domanda e offerta.
La seconda misura, in corso di definizione, è destinata ai proprietari che sospendono procedure di sfratto già avviate nei confronti di nuclei in situazioni di emergenza abitativa.
La terza misura è rivolta agli assegnatari di alloggi ERP in condizioni di difficoltà economica, prevedendo un sostegno alla copertura parziale del canone delle spese condominiali. L'obiettivo è ovviamente quello di prevenire la perdita dell'alloggio e sostenere la soluzione abitativa ad oggi incontrata.
Nel bilancio di previsione 2026-28, inoltre, sono previsti stanziamenti stabili per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli alloggi di ERP, la riqualificazione energetica, gli interventi di recupero e ampliamento del patrimonio abitativo. Tali risorse rispondono all'obiettivo di garantire nel tempo livelli adeguati di efficienza, sicurezza e disponibilità in merito a quanto sopra.
Ovviamente tutto quanto questo anche perché nel corso dei trenta mesi in cui ho avuto l'onore, nella precedente legislatura, di fare l'Assessore anche a questo tipo di politiche in termini di disagio socio-abitativo, abbiamo scoperto che non tutti quanti gli assegnatari di edilizia residenziale pubblica erano in capo al servizio sociale regionale e, quindi, questo creava non pochi problemi nel momento in cui si arrivasse a definire soprattutto problemi rispetto all'eventuale perdita di alloggi, che avrebbero ovviamente a quel punto riguardato il servizio sociale.
Il fatto di creare una maggiore integrazione in termini di politiche sociali e di politiche dell'abitare è uno dei criteri di riferimento, e lei lo sa perché era presente, appunto come da lei richiamato, a tutta la creazione di quelli che potrebbero essere il prologo e le premesse della nuova legge. È il principale stakeholder dal quale siamo partiti per portare a casa la prima bozza di riforma della n. 3, che ci auguriamo diventi una nuova legge sulle politiche dell'abitare nel minor tempo possibile.
Presidente -Per la replica, la parola alla consigliera Forcellati.
Forcellati (PD-FP) -Assessore, io mi pongo, cerco di pormi sempre le situazioni, i problemi, in modo sufficientemente gentile, tenendo conto del mio ruolo. Io spero che nei prossimi cinque anni la cosa sia reciproca. Non è che dobbiamo sempre porci sulla difensiva, dicendo: ma tutto quello che abbiamo fatto e tutto quello che faremo e tutto quello… Ma anche dire, magari ogni tanto, che il problema delle politiche abitative è un problema che negli anni forse non è stato messo proprio come priorità.
Non do responsabilità né a lei né ai funzionari né ai sindaci né agli ex assessori come me, ok? Ma dobbiamo in qualche modo essere consapevoli che quando lei dice "no, ma è diminuito l'elenco e il numero di persone che sono in attesa" stiamo parlando di 400 - ci dobbiamo confrontare perché non mi sembrano 400 - 400 persone in lista d'attesa, che quotidianamente sono in difficoltà.
Poi le voglio dire una cosa. Guardi che non è mica obbligatorio, e meno male, essere a carico del servizio sociale da parte di un nucleo familiare che sta in ERP, o che fa domanda. Non è mica obbligatorio. Guardate, io ho i dati del Comune di Aosta: cioè, ogni assistente sociale ha almeno 200 cartelle aperte e ha la competenza esclusiva sugli over 65. Ma non possiamo mica pensare che tutti i nuclei familiari presenti in ERP siano obbligati ad avere l'assistente sociale. Sennò altro che implementare, dobbiamo moltiplicare più dei pani e dei pesci.
È quindi vero mantenere, ci sono delle banche dati e quindi ogni persona, ogni nucleo familiare può essere oggetto e può essere contattato, ma non obbligatoriamente. Io conosco nuclei familiari che non sono in contatto e non sono a carico del sistema sociale, per scelta, per stereotipo, per difficoltà. Il compito è compito nostro, nostro, della politica, di portare avanti e fare in modo che coloro che sono in difficoltà, magari non tutti lo sono, abbiano il contatto con l'assistente sociale.
Bene le misure; termino solo perché lei cita il Comune di Aosta e lei sa che quando cita il Comune di Aosta mi sollecita poi, purtroppo, una risposta.
Il Comune di Aosta con un progetto, il PINQuA, un progetto che è stato poi messo nel PNRR, ma che prima è stato oggetto di valutazione ed è stato approvato quando quelli precedenti erano fatti tutti o da università o da enti di ricerca collegati all'università. Il Comune di Aosta è stato inserito e attraverso il PINQuA, tutti noi forse sappiamo che riguarda la qualità dell'abitare, non solo è stato soggetto e oggetto di finanziamento, ma ha messo risorse proprie in un quartiere come il quartiere Cogne, che sappiamo ha bisogno, avrà bisogno e aveva bisogno di non solo manutenzioni. A questo si sono aggiunte, e termino, delle risorse regionali importanti, in più delle risorse ARER, che riguardano appunto l'efficientamento energetico e altre misure.
Io spero e penso che con la nostra interlocuzione, di cui la ringrazio, la revisione della legge, non solo della legge n. 3 ma una revisione organica delle politiche abitative, veda la luce quanto prima.
