Oggetto del Consiglio n. 55 del 26 novembre 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 55/XVII - Interpellanza: "25 Novembre: giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne".
Aggravi (Presidente) -Punto 39 all'ordine del giorno.La parola alla collega Forcellati.
Forcellati (PD-FP) -Oggi presento, presentiamo, questa interpellanza non solo perché ieri è stato il 25 novembre, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, ma soprattutto, ne abbiamo parlato ieri e ringrazio il Consiglio anche per l'attenzione e per gli interventi che sono stati portati appunto all'attenzione da parte del Consiglio tutto, ma soprattutto perché il contrasto alla violenza di genere non può essere, e l'abbiamo detto ieri, confinato a una ricorrenza, a un momento simbolico o a un semplice richiamo formale.
Il 25 novembre, lo sappiamo tutte e tutti, immagino, nasce per ricordare le sorelle Mirabal, donne che hanno sacrificato la propria vita opponendosi alla violenza e alla dittatura. È un simbolo sì, ma soprattutto un monito, la violenza contro le donne è un problema strutturale e non emergenziale e questo è un tema importante, radicato nelle relazioni di potere, nelle fragilità sociali, negli stereotipi culturali che ancora oggi, anche nella nostra Regione, si manifestano.
Nonostante le iniziative intraprese negli ultimi anni, iniziative che riconosco e ringrazio naturalmente chi quotidianamente porta avanti, dalle operatrici dei centri antiviolenza alle forze dell'ordine, dai servizi sociali alle associazioni, ma anche alla politica, che con attenzione in questi anni ha portato avanti, ha anche finanziato alcuni eventi, la realtà continua a restituire un quadro abbastanza allarmante, anche nella nostra Regione. Una donna su tre nel corso della propria vita subisce violenza fisica, economica o psicologica, oggi anche ilrevenge porn, quindi a livello informatico, è un altro aspetto importante che purtroppo colpisce i nostri ragazzi, adolescenti, o ancor prima dell'adolescenza, e nell'80% dei casi la subisce da un marito, un compagno, una persona con la quale ha condiviso scelte, tenerezza, famiglia.
Non stiamo parlando di statistiche lontane da noi, ma di fatti che riguardano anche la nostra Comunità, le nostre famiglie, le nostre giovani e i nostri giovani. Ed è proprio con le giovani generazioni che va instaurato e mantenuto un dialogo e un ascolto attivo, con, non su, con, su questi temi. L'educazione affettiva, sessuale e soprattutto l'educazione al rispetto, nonché il poter o saper riconoscere le proprie emozioni e quelle dell'altro, rappresentano contenuti e temi fondamentali per prevenire agiti violenti che non si riesce a mettere in parola.
Guardate, mi sentirete abbastanza raramente portare casi non personali ma di politica professionale, rispetto appunto al mio lavoro. Bene, io devo dire la verità che sono, come professionista sanitario, non dico esausta, ma sono addolorata. Sono stanca di vedere giovani ragazzi e ragazze che non riescono a dire le proprie emozioni, a metterle in parola. Perché? Perché gli è stato detto che i bambini, i maschi, non piangono, i maschi non si fanno male, che la rabbia si può esprimere, ma non con le parole, ma bisogna rispondere a chi ti fa male o, ancor di più, prevenire. Ragazze che confondono, giovani ragazze, che confondono per amore un possesso, la gelosia: beh, però è geloso perché mi vuole bene; beh, mi controlla il telefono, eh vabbè, perché non vuole che mi succeda niente.
Ma anche adulti, uomini e donne. Donne non disperate, ma donne ferite nel corpo e nell'anima, vi assicuro, e uomini che vivono con tristezza anche quando raggiungono la consapevolezza di quello che hanno fatto e che vivono male. Donne con sensi di colpa per non aver saputo scegliere.
Tutto questo io penso che noi dobbiamo politicamente affrontarlo.
La Valle d'Aosta ha una legge, la n. 4/2013, una legge forse, posso dire, obsoleta. Ha bisogno di una legge organica, di una legge aggiornata sulla prevenzione e il contrasto della violenza di genere, ma anche sul contrasto alla violenza per motivi di orientamento sessuale e identità di genere.
È stata fatta una proposta, una proposta di legge, non un disegno di legge, e voi che siete sicuramente più esperti di me sapete la differenza, una proposta di legge fatta dalla maggioranza, depositata a giugno del 2025, che però è decaduta, non è stata portata avanti. Io penso che questa sia una grossa lacuna, sia un tema importante sul quale noi dobbiamo porre l'attenzione.
Per queste ragioni noi presentiamo quest'interpellanza per chiedere se ci sia, non solo da parte del governo, risponde il governo ma risponde la maggioranza, la possibilità, naturalmente, o la volontà di riprendere e riformulare la proposta di legge n. 203. Non possiamo più permetterci di rimandare l'approvazione di uno strumento organico e moderno su un tema così cruciale.
La seconda cosa, la seconda domanda, è se ci sono già stati confronti con i soggetti del territorio, naturalmente, e se ci saranno, perché riformulare la legge significa ricontattare i soggetti interessati, naturalmente del territorio. Tutti noi siamo interessati, ma alcuni, alcune associazioni, le operatrici, gli operatori che quotidianamente lavorano in questo ambito sono sicuramente degli attori e degli interlocutori privilegiati.
Non chiederò quali iniziative, perché sono state tante e sono state tante anche fatte, messe in atto, dall'Assessorato, però chiediamo se nel bilancio 2026-28 siano stati allocati dei fondi adeguati, incrementali e soprattutto strutturali, perché, ripeto, non siamo di fronte a un'emergenza, perché all'emergenza si risponde con misure emergenziali. Qui noi dobbiamo rispondere con misure strutturali, per l'accoglienza, quindi se sono stati messi fondi adeguati per l'accoglienza, la prevenzione e il reinserimento sociale delle donne vittime di violenza.
Perché senza risorse non ci sono servizi e senza servizi non c'è protezione.
Presidente -La parola all'assessore Marzi.
Marzi (CA) -Ringraziamo la Consigliera per l'attenzione posta su un tema che, come abbiamo dimostrato nei fatti, non può limitarsi alla celebrazione della ricorrenza simbolica del 25 novembre, ma che ci vede impegnati con costanza nel quotidiano e con un approccio condiviso con tutto e su tutto il territorio.
La lotta alla violenza sulle donne si costruisce, infatti, attraverso la continuità delle azioni e il rafforzamento della rete territoriale e di un quadro normativo e programmatico capace di sostenere nel tempo le politiche pubbliche. È proprio in questa direzione che l'Assessorato ha orientato il proprio lavoro negli ultimi anni, avviando quindi un percorso strutturato di confronto con il territorio, promuovendo iniziative di sensibilizzazione che si sviluppano lungo l'intero anno, e non soltanto il 25 di novembre, potenziando i servizi di accoglienza, protezione e presa in carico, lavorando, inoltre, per dotarsi di una normativa aggiornata e stabile, che possa sostituire l'attuale legge regionale, la 4/2013, con un quadro più moderno e allineato ai riferimenti nazionali e internazionali.
La Regione è già oggi impegnata in modo significativo con risorse, servizi, personale e iniziative formative di sensibilizzazione, dalla Casa Rifugio al Centro Donne contro la Violenza, alle attività di formazione e prevenzione, sino ai nuovi servizi in avvio, come il CUAV, cioè il Centro per uomini autori e potenziali autori di violenze di genere, oppure con la seconda accoglienza. Accanto a questo è stato costruito un percorso di lavoro partecipativo con numerosi soggetti istituzionali, sociali e professionali, che rappresentano la rete regionale.
Descritto sinteticamente questo necessario quadro d'insieme, rispondo ora puntualmente ai quesiti che vengono posti.
Il governo regionale intende riprendere l'impianto della proposta di legge regionale n. 203, decaduta nei mesi scorsi, portando nuovamente all'attenzione del Consiglio un testo organico in materia di prevenzione e contrasto alla violenza di genere. La volontà è quella di proseguire il lavoro già avviato in collaborazione con l'Istituto di ricerca sociale di Milano, che vanta oltre cinquant'anni di esperienza nel campo delle politiche sociali, valorizzando l'impianto complessivo della proposta precedente, che viene considerato valido e coerente con le esigenze del sistema regionale.
L'obiettivo rimane quello di dotare la Valle di una legge stabile e completa, capace di dare continuità all'azione pubblica, rafforzare la governance interistituzionale e sostenere il lavoro quotidiano della rete che opera sul territorio.
Il percorso di concertazione era già stato avviato nel novembre 2024 con un coinvolgimento ampio e sistematico. Agli incontri, tenuti trasversalmente all'Amministrazione con i coordinatori dei Dipartimenti Politiche sociali, sanità e salute, Politiche del lavoro e Sovrintendenza agli studi, è seguito un tavolo con la rappresentanza estesa di tutti gli attori, tra cui le associazioni, gli ordini professionali, la Consulta pari opportunità, la Procura della Repubblica, la programmazione in ambito sociale e tutti i componenti del Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere. Il lavoro è proseguito nel corso del 2025 e nel mese di settembre del 2025 è stato condiviso con il Forum il testo normativo da cui partire per proseguire nella revisione.
Riguardo alla ricorrenza del 25 novembre, come premesso, l'Assessorato ha scelto di lavorare su un percorso che duri tutto l'anno, come peraltro ribadito anche nel momento istituzionale del 19 novembre, dove tra l'altro lei era presente, allo spettacolo "Meta - Contro la violenza" per la ricorrenza del 25 novembre. Ciononostante sono state organizzate le seguenti iniziative puntuali:
1) appunto lo spettacolo "Meta - Contro la violenza" al teatro Giacosa, con il coinvolgimento del mondo dello sport con lo Stade Valdôtain Rugby, del Centro Donne contro la Violenza e del movimento artistico, sociale e culturale. È da rilevare l'ampia partecipazione all'opera teatrale con ben 445 presenze, di cui almeno il 50% di studenti;
2) "Luci contro la violenza: reti possibili per azioni sicure", con un percorso cittadino della rete interistituzionale coordinata dal Centro per le famiglie e Plus. Qui è da rilevare la partecipazione di oltre venti tra enti e servizi territoriali, tra cui le forze dell'ordine, l'azienda USL, il Centro antiviolenza, la Casa Rifugio, il CSV, le associazioni e i PUA. Io ho avuto la possibilità di fare l'intero percorso e, sicuramente, avere la possibilità di girare tutti i punti sui quali semplicemente ad Aosta si ha la possibilità di avere un momento di incontro e di confronto professionale, tecnico, psicologico e sanitario, oppure sociale: è stato educativo anche per me;
3) proiezione degli spot di forte impatto "Mio fino alla fine" presso il Museo di Scienze naturali, in collaborazione con l'Assessorato Opere pubbliche.
L'azienda USL, sempre in occasione della giornata del 25 novembre, ha inoltre lanciato presso la piazza all'ingresso del Parini una campagna di sensibilizzazione di effetto tangibile: la distribuzione gratuita di pillole di consapevolezza. Una confezione, che è stata tra l'altro distribuita anche a tutti voi qui in Aula, che riporta la definizione della dichiarazione Onu sull'eliminazione della violenza contro le donne, gli elementi utili a riconoscere situazioni di rischio e informazioni dedicate a chi subisce violenza.
Inoltre, sulla confezione è riportato un collegamento al 1522 help/aiuto nazionale violenza e stalking, numero gratuito e attivo 24 ore su 24, in grado di accogliere le richieste di aiuto e dare sostegno alle donne vittime.
I contenuti delle pillole di consapevolezza saranno veicolati nei presidi ospedalieri e territoriali e nelle strutture dell'Azienda, anche con momenti di confronto diretto tra operatrici, operatori e cittadinanza. Anche perché non c'è bisogno di dire che il Parini e il pronto soccorso del Parini sono per loro natura un primo punto d'accoglienza in, ahimè, situazioni drammatiche come queste.
Un'attività che è in continuità con le iniziative, questa, di informazione e formazione che l'azienda già da tempo ha messo in atto in punti cruciali, come l'accesso e presa in carico al pronto soccorso, grazie al lavoro svolto in team, in particolare dalla referente medica per la violenza di genere, dalla referente infermieristica e dalla coordinatrice delle ostetriche dell'area territoriale, che ringrazio tantissimo per il lavoro quotidiano che portano avanti.
Inoltre, accanto a questi appuntamenti, nel mese di novembre, l'Assessorato ha avviato un percorso annuale di prevenzione e sensibilizzazione che include: un concorso regionale per le scuole superiori sul tema delle relazioni sane, con iscrizioni entro il 31 dicembre di quest'anno e lavori da terminare entro il 31 marzo dell'anno prossimo; incontri pubblici e iniziative formative rivolte a operatori e cittadini, ad esempio sulla violenza nelle relazioni familiari, con un percorso di trenta ore per due gruppi; l'organizzazione di un convegno nella primavera del 2026, nel quale vi sarà anche la premiazione dei vincitori del concorso scolastico che ho appena citato.
A tutto ciò aggiungo che sono in avvio il CUAV, cioè il Centro uomini autori di violenza, nel primo quadrimestre 2026, e il servizio di pre-accoglienza e seconda accoglienza per le donne e i minori vittime di violenza, che amplierà la capacità territoriale di risposta alle necessità.
Come si può dedurre dal lavoro svolto, già oggi l'Assessorato investe risorse significative, anche perché altrimenti non potremmo fare tutto ciò. Nel bilancio 2026-28 sono previste risorse dedicate: con l'approvazione della nuova legge sarà possibile incrementare i fondi regionali oltre a valorizzare i trasferimenti statali e i finanziamenti dedicati alla prevenzione e alla protezione.
Presidente -Per la replica, la parola alla collega Forcellati.
Forcellati (PD-FP) -Ringrazio l'Assessore, anche se ho detto nella presentazione che un po' perché ero presente, un po' perché leggo anch'io i giornali oppure le notizie, il quesito rispetto all'elenco delle attività, che conosco essere tante, non era… ma capisco anche la necessità o l'importanza di descriverle.
Mi fa molto piacere che sia prevista la ripresa del percorso della legge, decaduta peraltro. La tempistica mi è sfuggita, ma spero che la tempistica sia proprio nei primi mesi del 2026 perché, come ha detto lei, è proprio necessario, ha utilizzato stabile e moderno, e quindi ammodernata ma migliorata anche alla luce delle nuove norme, anche nazionali e sovranazionali.
Bene anche l'apertura, finalmente, di uno sportello e di un servizio CUAV per uomini autori di violenza, perché se la nostra attenzione, ed è anche quella che l'USL mette in campo, perché oltre a questo c'è anche un ambulatorio dedicato a uomini maltrattanti, è che da una parte la politica deve mettere in campo azioni e risorse importanti per proteggere, per prevenire, e quindi tutti quei progetti che vengono portati avanti sono progetti utili, utilissimi, soprattutto nelle scuole, ma non solo nelle scuole, proprio per prevenire e poi proteggere le vittime di violenza, dall'altra parte - una medaglia, una moneta ha sempre due facce - noi tutti, e la politica ancor di più, dobbiamo lavorare affinché si possa accogliere ed effettuare un percorso di consapevolezza dedicato agli uomini maltrattanti, ad esempio attraverso il Protocollo "Zeus" con la questura, che sappiamo essere sperimentato a Milano e sappiamo adesso invece essere utilizzato anche nelle altre Regioni, perché l'ammonimento non basta, l'ammonimento lascia il tempo che trova.
È, quindi, importante, importante, avere una rete anche con le forze dell'ordine, con i servizi dell'USL, affinché anche gli uomini che sono autori di violenza possano in realtà essere consapevoli intanto delle proprie fragilità, consapevoli delle proprie emozioni, che non si devono mettere e non è corretto, non è giusto, non è opportuno mettere in azioni, quindi in agiti, ma invece bisogna esserne consapevoli e bisogna esprimerle, verbalizzarle con semplicità, e quindi fare in modo che la relazione con il proprio partner, con la propria ragazza, la propria fidanzata, possa essere una relazione accogliente e rispettosa per entrambi.
