Oggetto del Consiglio n. 48 del 26 novembre 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 48/XVII - Interpellanza: "Notizie e intendimenti circa l'applicazione di misure del PTA in materia di concessioni idroelettriche".
Aggravi (Président) -À la présence de 34 collègues on peut reprendre les travaux.
Point 33 à l'ordre du jour. A demandé la parole la collègue Minelli.
Minelli (AVS) -L'interpellanza ha origine dal deposito di un ricorso effettuato il 18 settembre scorso da Assoidroelettrica al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche contro la Regione, relativamente alla richiesta di annullamento di una misura contenuta nel Piano di Tutela delle Acque approvato dal Consiglio regionale il 18 giugno scorso.
La misura contestata riguarda l'attuazione della direttiva "Derivazioni" sulla valutazione del rischio ambientale connesso alle derivazioni idriche. Attualmente questa norma stabilisce che la disciplina non si applichi alle nuove richieste di concessione, ai rinnovi e ai potenziamenti di grandi derivazioni di potenze superiori ai 3 megawatt.
Assoidroelettrica ritiene che la disposizione sopra citata sia lesiva degli interessi, in particolare dei piccoli produttori idroelettrici, e chiede di annullare la misura proprio nella parte in cui non prevede che la direttiva "Derivazioni" non si applichi ai rinnovi delle piccole derivazioni d'acqua di potenza inferiore o uguale a 3 megawatt.
Più nel dettaglio, leggendo gli articoli di stampa che hanno dato notizia del ricorso, ci pare che lo stesso punti soprattutto su due aspetti. Prima di tutto chiede di annullare la misura del PTA che prevede l'applicazione del caso "repulsione" della direttiva "Derivazioni", con la motivazione che è ostativa al rilascio di nuove concessioni; e poi lamenta il fatto che nella misura si prevede, appunto, che la norma della direttiva "Derivazioni" non si applichi agli impianti che superano i 3 megawatt.
Pare, inoltre, che ci si concentri soprattutto su questo secondo aspetto, in quanto secondo Assoidroelettrica nel testo del PTA non è sufficientemente motivato il fatto che solo le grandi derivazioni siano esentate dall'applicazione della direttiva, e si chiede in buona sostanza che l'esonero sia esteso a tutte le derivazioni.
Ora, quello che va qui chiarito, a mio avviso, è che le centrali che superano i 3 megawatt sono praticamente solo quelle di CVA, più o meno tutte, mentre le centrali degli altri operatori idroelettrici sono inferiori a quella potenza, quindi la clausola che è stata inserita dalla Regione forse potrebbe essere ritenuta discriminatoria, perché fa salva dall'applicazione della direttiva soltanto CVA, e ovviamente gli altri operatori idroelettrici chiedono di avere lo stesso trattamento privilegiato.
Se però si facesse in questo modo, se si dovesse arrivare a questo, è chiaro che la norma che è stata prevista nel Piano di Tutela delle Acque non varrebbe più per nessuno, né chi sta sopra, né chi sta sotto quella potenza, e quindi non sarebbe del tutto applicata. In questo modo, perderebbe completamente di senso e non si risponderebbe in nessuna parte ai dettami della direttiva "Derivazioni".
Come ho detto poco fa, anche nella delibera che autorizza la costituzione della Regione nel ricorso, la delibera 1369/2025, che parlava di un'udienza fissata al 15 ottobre scorso, si precisa che la formula della repulsione viene messa in discussione proprio nella parte in cui non si prevede che la direttiva non si applichi anche alle piccole derivazioni d'acqua.
Ora, quello che noi sappiamo anche da quella direttiva europea è che essa si applica ai casi di nuove domande di concessione, ai rinnovi di vecchie concessioni, a potenziamenti e varianti sostanziali. Per quanto riguarda gli impianti prossimi al rinnovo, ci sono solo quelli di CVA, mi risulta che gli altri non abbiano ancora trent'anni di vita, e anche sui potenziamenti è la Compagnia valdostana delle acque che ha iniziato a muoversi con gli impianti di 1 e 2 e di Chavonne. E anche per quanto riguarda le nuove domande, l'unica in campo che supera i 3 megawatt è quella della discutibilissima centrale di Morgex, proposta appunto da CVA, perché solo un impianto sulla Dora può raggiungere quella potenza, e sappiamo che quello è l'unico tratto della Dora rimasto disponibile per un impianto di quel tipo.
Esaminando la situazione, ci pare anche che, così come è formulata la misura che risponde a questo codice KTM 07 P3 A030, sia effettivamente favorevole a CVA; ma soprattutto, ed è quello che a noi interessa maggiormente, che essa comporti un potenziale danno alla qualità ambientale dei fiumi regionali. Non cambierebbe la situazione per tutte le altre società del settore idroelettrico, se non nel momento in cui arriveranno al rinnovo, o nel caso in cui volessero fare un potenziamento, perché di nuove domande al momento non ce ne sono.
La formulazione attuale a noi pare, quindi, aprire la strada alle richieste di CVA, compresa questa nuova centrale prevista a Morgex che, come sappiamo, è stata al centro dell'attenzione nei mesi scorsi per l'enorme impatto che avrebbe sul territorio circostante e sulle attività economiche e sportive che vi operano; e, se passasse invece la tesi di Assoidroelettrica, rimarremmo in Regione senza la tutela della direttiva "Derivazioni" per tutti i casi, e non ci sembra certo corretto rispetto alla direttiva stessa.
Noi riteniamo, infatti, che la misura contestata dovrebbe essere applicata a tutte le derivazioni, senza distinzione di potenza inferiore, pari o superiore a 3 megawatt, in quanto risponde a una precisa disposizione di quella direttiva europea, che è stata richiesta proprio dall'Unione allo scopo di tutelare i corsi d'acqua, prevedere corretti e adeguati rilasci, e che pertanto, a nostro avviso, tutti i produttori dovrebbero essere tenuti al rispetto di quella misura, senza eccezioni.
Con queste premesse chiediamo di conoscere gli esiti dell'udienza tenutasi presso il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche lo scorso 15 ottobre; quali siano le motivazioni alla base delle esenzioni previste dall'applicazione della misura del programma operativo del Piano di Tutela delle Acque per le derivazioni di potenza superiore a 3 megawatt; se si abbia intenzione di mantenere queste esenzioni, favorendo così di fatto i concessionari delle grandi derivazioni con un impatto ambientale notevole; oppure di estenderle anche ai concessionari di derivazione di potenza inferiore, con l'effetto di annullare, di fatto, la misura stessa, e contravvenire in questo modo alla direttiva "Derivazioni".
Président -La parole à l'assesseur Sapinet.
Sapinet (UV) -Veniamo alla risposta ai tre quesiti della collega Minelli.
Del primo va evidenziato che il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche ha rinviato l'udienza che era prevista inizialmente, come ha ricordato anche lei, il 15 ottobre, al 3 dicembre. Si fa presente, poi, che in quella seduta verranno fissati i termini affinché entrambe le parti possano depositare le memorie in relazione alla causa in discussione. Pertanto, al momento non è ancora possibile conoscere quando il Tribunale la definirà. Infatti, successivamente al deposito delle memorie, il giudice delegato procederà a effettuare la propria istruttoria nel merito e, quindi, a rimettere le proprie valutazioni al Collegio giudicante per la fissazione dell'udienza e per deliberare la sentenza.
In merito al secondo quesito, si evidenzia che la misura KTM 07 P3 A030, di cui alla scheda 10 del Programma operativo delle misure (POM) del Piano Tutela delle Acque Pubbliche, aggiornamento 2030, noto come PTA 2030, prevede la disapplicazione delle disposizioni della direttiva "Derivazioni" non a tutte le derivazioni di potenza nominale superiore a 3 megawatt, bensì solo ai casi di rinnovo, anche se sarebbe più appropriato parlare di riattribuzione, delle concessioni afferenti a impianti di tale taglia. Tale disposizione è coerente con quanto previsto a livello di intero bacino padano e in particolare con quanto previsto dal decreto n. 97 del 21 novembre 2023, del Segretario generale dell'Autorità di bacino distrettuale del fiume Po. Con il suddetto decreto, l'Autorità di bacino ha fornito gli indirizzi distrettuali di competenza in ordine alle procedure di riassegnazione delle concessioni delle grandi derivazioni ad uso idroelettrico. Le indicazioni fornite dall'Autorità distrettuale precisano che la direttiva "Derivazioni" non è lo strumento di valutazione da applicare alle procedure di riattribuzione delle grandi concessioni di derivazione d'acqua; tali procedure, infatti, devono essere conformi a quanto previsto dall'articolo 12 del decreto legislativo 79/1999, che prevedono appositamente, nell'ambito del procedimento di riattribuzione di una concessione di grande derivazione idroelettrica, la valutazione di eventuali prevalenti interessi pubblici afferenti ad un uso diverso delle acque, nonché la valutazione di azioni di miglioramento del bacino sotteso dalla derivazione, in coerenza con gli strumenti di pianificazione a scala di intero distretto idrografico di appartenenza, in attuazione della direttiva eurocomunitaria quadro sulle acque n. 2000/60/CE.
Per quel che riguarda il terzo quesito, si evidenzia che la disposizione contenuta nella scheda del PTA 2030 è coerente con le indicazioni fornite a livello di intero distretto padano ed è adottata da tutte le Regioni che fanno parte dell'Autorità di bacino distrettuale del fiume Po. Va detto, come evidenziato in precedenza, che l'esenzione dell'applicazione delle disposizioni della direttiva "Derivazioni" opera solo sui procedimenti di riattribuzione delle grandi concessioni di derivazioni ad uso idroelettrico, mentre le nuove domande di concessione afferenti a tali tipologie di impianto sono, comunque, assoggettate alle disposizioni della direttiva. Non si ha intenzione di adottare provvedimenti volti all'esonero delle piccole derivazioni dall'applicazione della direttiva "Derivazioni". In particolare, le disposizioni riportate nella scheda 10 del programma operativo delle misure del PTA ricalcano fedelmente quelle indicate negli allegati tecnici alla direttiva "Derivazioni".
Président -Pour la réplique, la parole à la collègue Minelli.
Minelli (AVS) -Sì, volevo avere soprattutto una conferma riguardo all'udienza che era stata fissata il 15 ottobre, perché ci era sembrato di capire che non si fosse poi andati avanti in quella data e adesso lei mi conferma che l'iter, da quello che capisco, sarà anche abbastanza lungo, perché dovranno essere esaminate le memorie delle parti e poi ci sarà tutto il prosieguo.
Come lei sa, nella scorsa legislatura avevamo esaminato con una certa attenzione il Piano di Tutela delle Acque Pubbliche, avevamo fornito tutta una serie di osservazioni sulle misure che erano state previste, alcune anche molto puntuali, e avevo detto in quell'occasione che avevamo chiesto anche il contributo di personale esperto, perché io non ho di certo tutte le competenze per comprendere aspetti molto molto tecnici. Questa misura, che riguardava, appunto, la questione che stiamo affrontando, ci era sfuggita; infatti su questo non avevamo fatto alcuna osservazione.
Ora lei mi dice che la misura che ho citato non si applicherebbe a tutte le tipologie che sono state indicate, ma soltanto al rinnovo, quindi non alle nuove domande. In questo caso rimarrebbe escluso il caso di Morgex, di cui ho parlato. Le sarei grata anche se potesse fornirmi la risposta, o altrimenti andrò a riascoltare, perché, come dicevo, ci sono questioni molto tecniche e riferimenti, anche normativi, che sono importanti.
Lei dice poi, in risposta alla terza domanda, che non c'è intenzione di fare delle ulteriori deroghe, penso che il succo della risposta sia questo. Quindi, in buona sostanza, di mantenere soltanto quella che favorisce le grandi derivazioni. In questo senso, in ogni caso, la direttiva, che punta tutto sulla tutela dei corsi d'acqua, parrebbe mettere a nostro avviso in discussione anche quel tipo di esenzione, e quindi la possibilità per i potenziamenti e i rinnovi a questo punto soltanto di CVA, perché non abbiamo altri impianti di quella potenza.
È un tema che seguiremo con attenzione, sia per quello che riguarda l'iter che verrà fatto dal Tribunale Superiore delle Acque, ma anche, a questo punto, da eventuali delibere che la Regione farà in futuro. Siamo convinti che l'attenzione debba essere tenuta alta anche perché, come ho ricordato in più occasioni, stiamo parlando di un piano che è di tutela delle acque e non, come molto spesso mi è venuto da pensare, un piano di sfruttamento delle acque.
