Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 39 del 25 novembre 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 39/XVII - Interpellanza: "Intenzioni della Giunta regionale in merito alla riforma del sistema degli Enti locali e alla revisione delle norme sul riparto delle risorse finanziarie".

Aggravi (Président) -Point n° 24 à l'ordre du jour. La parole au conseiller Centoz.

Centoz (PD-FP) -Credo che tutti possiamo concordare che il sistema degli Enti locali è la struttura portante della nostra autonomia, senza Comuni forti l'autonomia resta semplicemente sulla carta e oggi, posso in qualche modo confermarlo, i Comuni sono in affanno.

Le norme più importanti dell'autonomia comunale sono la 54/1998 e la 48/1995, che hanno ormai quasi trent'anni, quindi è passato un lasso di tempo decisamente elevato. Sono due norme molto importanti che hanno scritto l'autonomia dei nostri Comuni, ma sono due norme nate in un mondo che oggi non c'è più, infatti assistiamo oggi a una modifica della nostra società in maniera imponente, c'è un grosso calo demografico, c'è un invecchiamento accentuato della popolazione, c'è crescita esponenziale di bisogni sociali, c'è una carenza strutturale del personale nei Comuni, c'è una difficoltà nella gestione delle funzioni associate e ci sono nuove tecnologie e nuove esigenze amministrative di cui dobbiamo ovviamente tenere conto. In questo scenario i Comuni più piccoli sono quelli che probabilmente soffrono di più, non solo i comuni più piccoli; io ho avuto la fortuna di fare il Sindaco forse nel Comune più piccolo e nel Comune più grande, quindi tutti i Comuni sono in affanno, ma probabilmente quelli più piccoli lo sono di più, faticano a garantire i servizi essenziali, non riescono a programmare correttamente gli investimenti e hanno difficoltà a reperire il personale, soprattutto quello tecnico.

Nel programma di legislatura - l'ho riportato nelle premesse - si dice: "La Regione deve garantire agli Enti locali certezze di risorse - e su questo siamo tutti d'accordo - e che sarà necessaria una riflessione sull'eventuale revisione delle norme che definiscono tale riparto, anche in relazione ai nuovi bisogni", quindi non si dà nessuna indicazione precisa, non si definiscono i tempi e non si presentano delle proposte. Ora, è chiaro che in un programma di legislatura uno forse non si aspetta un'indicazione di dettaglio, ma due linee di indirizzo in qualche modo forse ce le aspettavamo. Secondo noi, occorre una riforma di sistema, una riforma vera, non un ritocco diciamo minimalista o semplicemente tecnico; serve, come si dice, una visione complessiva, la semplificazione delle funzioni associate, un modello di riparto più equo e moderno, un rafforzamento amministrativo dei Comuni, in particolare ovviamente quelli più piccoli, e degli strumenti eventualmente per supportare i Comuni.

Vengo quindi alle domande che abbiamo posto, che ho posto in quest'interpellanza: qual è l'indirizzo politico sulla riforma degli Enti locali? La Giunta intende presentare un disegno di legge organico e quali sono i tempi e le modalità di questo percorso?

Credo che la riforma sugli Enti locali non possa più aspettare, serve una riforma stabile, chiara e che abbia una prospettiva non dico di trent'anni, come l'ultima che è stata fatta, ma perlomeno di una prospettiva decennale che serva a mettere chiarezza sul tema.

Président -La parole au président Testolin.

Testolin (UV) -Quanto alla prima domanda, è opportuno evidenziare come, nel corso degli ultimi tre esercizi, sia stata garantita una stabilità di finanziamenti, nonché un adeguamento degli stessi rispetto alle aumentate necessità dovute, in particolare al rinnovo dei contratti di lavoro e all'incremento delle spese. Ciò evidenzia un'attenzione alle esigenze degli Enti locali, che conosciamo abbastanza bene, e l'essere comunque passati da un'amministrazione degli stessi e la presenza in quest'aula di molti Sindaci, o comunque di Consiglieri e Assessori comunali, lo dimostra ampiamente.

Per quanto riguarda, invece, la revisione della normativa di riferimento, che, al netto di una strutturazione tecnica della norma, può essere imbastita dalle strutture competenti regionali, crediamo che la revisione debba essere anche il frutto di proposte, di intese e di confronti che vengano direttamente avanzate e sviluppate anche dagli Enti locali. Gli stessi enti, peraltro meglio di tutti possono ipotizzare assieme, a valle di un confronto interno, che tenga conto delle peculiarità e delle necessità degli enti di varie dimensioni, così come è stato rappresentato, un percorso che deve essere attuato nell'ambito di un coordinamento di un gruppo di lavoro incardinato principalmente nella I Commissione, così come è avvenuto per la revisione della legge 6/2014, evidentemente, coadiuvato da un adeguato supporto tecnico, deve poi essere in grado di elaborare una proposta che sia frutto delle esigenze e anche delle esperienze del territorio stesso. Le tempistiche possono subire un'accelerazione nel momento in cui ci sia un interesse comune per sviluppare questo tipo di revisione, anche complessiva, degli strumenti normativi che sono attualmente utilizzati e dall'impegno che queste componenti, nel loro complesso, possono dedicare a questo tipo di attività.

Presidente -Per la replica, la parola al consigliere Centoz.

Centoz (PD-FP) -Grazie Signor Presidente della risposta. Mi ritengo parzialmente soddisfatto, nel senso che speravo e mi immaginavo che fosse l'occasione per delineare l'idea che questa maggioranza ha della riforma degli Enti locali, siamo ovviamente tutti consapevoli che una riforma del genere non può essere fatta contro gli Enti locali, ma ovviamente insieme agli stessi, quindi va benissimo la necessità di recepire gli intendimenti dei Comuni e del CELVA, però ovviamente in qualche modo uno si aspetta che una maggioranza regionale abbia un'idea di quale possa essere la riforma degli Enti locali.

Sono invece più soddisfatto sul percorso delineato, facendo parte della I Commissione, sono ovviamente molto interessato al tema e quindi sono contento che quest'iniziativa possa partire dal Consiglio e non essere appannaggio esclusivo della Giunta, non per chissà che tipo di valutazione o di retropensiero, ma semplicemente perché credo che all'interno dell'aula consiliare, e in particolare della I Commissione, si possano toccare tutte le sensibilità e trovare le mediazioni più corrette. Da questo punto di vista, quindi, almeno per quanto mi riguarda, sono pronto a lavorare in questa direzione.