Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 18 del 25 novembre 2025 - Resoconto

OBJECT N° 18/XVII - Communications du Président du Conseil.

Aggravi (Presidente) -Alla presenza di 33 colleghi diamo inizio alla seduta del 25 e 26 novembre del Consiglio regionale.

In apertura di quest'adunanza ricordiamol'ami de la Vallée d'AosteMaurizio Sella, scomparso nella notte tra sabato 22 e domenica 23 novembre, banchiere lungimirante, ha guidato la banca di famiglia con dedizione, rigore e visione, trasformandola in un gruppo solido e innovativo. Per il suo profondo amore per la Valle d'Aosta, nel 2011 gli era stato conferito il titolo di "Ami de la Vallée d'Aoste" e così lo vogliamo ricordare: grande appassionato delle nostre montagne, del nostro territorio e della nostra comunità. Ho avuto modo di conoscerlo personalmente alcuni anni fa in occasione di un convegno organizzato dalla Fondazione Courmayeur, ne ricordo l'apertura al confronto e la grande disponibilità. Con lui scompare un pezzo importante della storia bancaria e finanziaria italiana: figure di questo calibro sono sempre più rare. Chiedo ai colleghi e al Presidente se vogliono intervenire.

La parole à la collègue Girod.

Girod (UV) -Voglio ricordare in questa sede, oltre allo straordinario imprenditore, lungimirante, visionario, conosciuto a livello nazionale e internazionale per i ruoli di crescente responsabilità che ha ricoperto nel corso della sua vita e della sua carriera, l'uomo Maurizio Sella, l'uomo gentile, semplice e dotato di un'umiltà fuori dal comune. Passeggiare e trascorrere del tempo con lui nei luoghi a me più cari, nei sentieri della Valle d'Aosta e soprattutto nella Valle del Lys a Fontainemore significava apprendere in un'ora ciò che normalmente richiede anni di esperienza e di formazione. Ricordo ancora, quando sono diventata Sindaco 15 anni fa, una scelta condivisa anche con lui, le sue parole di saggezza: "Le scelte che farai oggi avranno delle conseguenze. Ogni decisione va ponderata perché ne vedrai gli effetti anche dopo 30-40 anni".

Solo poche settimane fa, congratulandosi per l'incarico, mi disse: "Sono contento che sarai alla guida dell'Assessorato dell'agricoltura, perché dalla terra nasce tutto". Parole che raccontano il suo profondo legame con il territorio e con la comunità, un radicamento alla terra che ha guidato anche le sue scelte imprenditoriali, come quella di continuare a investire in agricoltura, o quella di non spostare la sede della banca, delbusiness, a Milano, magari luogo più facile, più semplice, ma, facendo così, ha preservato il legame con Biella, contribuendo allo sviluppo della sua comunità.

Ricordo la sua felicità genuina nel 2011, in occasione del riconoscimento che diceva prima il Presidente, il premio "Ami de la Vallée d'Aoste", per lui un premio con una valenza diversa rispetto a tante altre gratificazioni, magari anche a livello internazionale, un riconoscimento vero, molto intimo e strettamente legato alla comunità della Valle d'Aosta, con particolare riferimento alle amicizie sincere instaurate da lui e dalla famiglia Sella ed è proprio da quel momento che è nata l'idea di scrivere il libro "I Sella e la Valle d'Aosta", che poi è stato presentato un anno e mezzo fa a Fontainemore, in una bella serata molto partecipata e che anche ultimamente ricordava con affetto.

Maurizio Sella lascia un'eredità straordinaria, non solo di lungimiranza imprenditoriale, ma anche un esempio di umanità rara, di rispetto per le persone e per la comunità e di amore autentico per il territorio che ha tanto valorizzato. La sua presenza rimarrà viva in me e in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, nei valori che ci ha trasmesso: la sua integrità, il senso di responsabilità, il vivere il lavoro con passione, dignità, rispetto e dedizione, che resteranno un esempio per tutti noi.

Ai figli Pietro, Federico, ai nipoti, alla famiglia tutta, all'amico di caccia,al gruppo Sella e a tutti coloro che l'hanno conosciuto e hanno avuto il privilegio di lavorare con lui va la mia vicinanza e il cordoglio di tutti noi.

Président -La parole au président Testolin.

Testolin (UV) -Dopo l'intervento della collega Girod rimane poco da aggiungere, se non il cordoglio vero da parte del Governo regionale per una persona, che, come diceva, ha trasmesso dei sentimenti di genuinità, pur nella complessità, di una vita all'interno di un contesto molto difficile come quello della finanza nazionale e internazionale. Personalmente ho apprezzato di questa persona il forte carisma, unito all'attaccamento alla comunità che lo ha così valorizzato e ai territori che ha cercato di sostenere, anche attraverso una presenza positiva e fattiva verso le comunità locali, insieme a un gruppo bancario che è ben presente sul nostro territorio. Vi è sempre stata quella possibilità di esprimere, pur da un angolo della nostra regione, e in rappresentanza di un piccolo istituto di credito, una forza molto importante. Io arrivo un po' dal mondo della finanza, che ha dato forza a dei gruppi che si sono aggregati per essere sempre più importanti, lui alla guida della banca di famiglia ha saputo rappresentare tutti gli istituti di credito italiani per più di un decennio e quest'aspetto mi ha sempre fatto intuire la forza di una persona dai principi profondi, che ha saputo prendere per mano un sistema molto complesso, partendo dalla realtà di tutti i giorni.

Per la comunità valdostana, così come per la sua comunità, penso che la perdita di una persona del suo calibro rappresenti un momento di attenzione, di cordoglio profondo, di vicinanza anche ai suoi parenti che frequentano e vivono la nostra realtà valdostana, partecipando alle attività del nostro territorio e crescendo i propri figli nello spirito di questa grande persona, all'interno di un contesto montano autentico, vero, e capace di far emergere tanti sentimenti. È con questo spirito che nel 2011 è stato insignito del riconoscimento di "Ami de la Vallée d'Aoste", un qualcosa che forse mai più che in quest'occasione ha colpito nel segno delle persone che ci rappresentano e danno lustro al nostro territorio ed è con questo spirito che porgiamo alla sua famiglia le più sentite condoglianze e un ringraziamento a lui, un pensiero a Maurizio per quello che ci ha insegnato e ci ha lasciato.

Presidente -Propongo ai colleghi di osservare un minuto di silenzio in sua memoria.

(Si osserva un minuto di silenzio)

Président -Le 11 novembre les groupes Lega Vallée d'Aoste et La Renaissance Valdôtaine ont présenté une proposition de loi portant : "Disposizioni in materia di attività libero-professionale delle professioni sanitarie". Le texte a été attribué à la Ve Commission.

Le 14 novembre le Gouvernement régional a déposé un projet de loi: "Interventi regionali a sostegno dell'organizzazione della manifestazione multi-sportiva Trofeo CONI Winter 2025", qui a été attribué à la Ve Commission.

Le même jour le Gouvernement a aussi déposé deux actes administratifs et deux projets de loi qui ont été attribués à la IIe Commission :

- razionalizzazione periodica delle partecipazioni pubbliche al 31 dicembre 2024;

- documento di economia e finanza regionale 2026-2028;

- legge di stabilità regionale per il triennio 2026-2028;

- bilancio di previsione finanziario della Regione 2026-2028.

Le 19 novembre le Bureau de la Présidence a déposé le budget prévisionnel du Conseil de la Vallée pour les années 2026-2028.

Enfin, le 24 novembre le Gouvernement régional a présenté un projet de loi portant: "Disposizioni per l'organizzazione del Corpo valdostano dei vigili del fuoco".

La Conférence des Chefs de groupe, réunie hier, a décidé de discuter conjointement les points 10 et 11 (problèmes de chauffage dans les écoles) et les points 20 et 27 (cambriolages). Au cours de la réunion, il a été approuvé le calendrier des réunions de l'Assemblée pour 2026 ainsi qu'une série de désignations :

- la conseillère Minelli a été nommée représentante de la minorité au sein du Comité pour les célébrations du 80e anniversaire de la Résistance, de la Libération et de l'Autonomie;

- les conseillères Trione (pour la majorité) et Baccini (pour l'opposition) ont été nommées au sein du Forum contre la violence de genre ;

- les conseillers Marco Viérin, Marguerettaz, Martinet et Marquis (pour la majorité) et les conseillers Forcellati, Guichardaz et Torrione (pour les minorités) ont été désignés au sein du Bureau de la section valdôtaine de l'Assemblée parlementaire de la francophonie;

- au sein du Comité de coopération interparlementaire avec la Fédération Wallonie-Bruxelles et le Jura les Conseillers effectifs sont : le Président du Conseil, les conseillers Jordan et Trione (pour la majorité) et les conseillers Bellora et Zucchi (pour les minorités). Les membres suppléants sont : Laurent Viérin et Marco Viérin (pour la majorité) et les conseillers Baccini et Carrel (pour l'opposition).

Ci tengo a segnalare che abbiamo introdotto una novità nella titolazione degli atti ispettivi e di indirizzo: i proponenti potranno ora indicare direttamente il titolo, con il coordinamento degli uffici, con l'obiettivo di rendere immediatamente chiaro e coerente l'argomento da sottoporre all'Amministratore competente. Rinnovo ai colleghi - confidando nella piena comprensione - l'auspicio che questa novità sia rispettata nel suo significato, per garantire una corretta assegnazione e trattazione dell'iniziativa, evitando un utilizzo meramente sloganistico.

Ricordo anche che, al fine di sostenere il lavoro dei Consiglieri in questa fase di avvio della legislatura, il 20 novembre si è tenuto un incontro con i dirigenti dell'Assemblea durante il quale sono state fornite le principali informazioni sullo svolgimento dei lavori d'aula e delle Commissioni, un'iniziativa che si affianca al nuovo portale "Consilium", lo strumento digitale sviluppato per semplificare l'accesso ai servizi e alla documentazione relativa all'attività consiliare, così da agevolare l'esercizio del mandato dei Consiglieri.

Je vous informe aussi que le 17 novembre dernier les conseillers Marco Viérin et Trione - Chef et Vice-Cheffe -, Aggravi, Lotto et Marzi ont constitué le groupe "Centro Autonomista-Centre Autonomiste".

Oggi, 25 novembre, ricorre la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Questa è una ricorrenza che richiama a una responsabilità condivisa: difendere la libertà e la dignità di ogni donna, non una battaglia di parte, ma un dovere comune. Come istituzioni e come comunità, dobbiamo creare le condizioni affinché ciascuna donna possa vivere libera dalla paura e pienamente artefice delle proprie scelte. Rinnoviamo il nostro impegno a politiche efficaci, all'educazione al rispetto e a un clima culturale che non tolleri alcuna forma di sopraffazione. Perché una comunità davvero libera è una società in cui nessuna donna deve scegliere tra la propria sicurezza e la propria libertà.

La parole à la collègue Minelli.

Minelli (AVS) -Intervengo sull'ultimo punto delle sue comunicazioni. È difficile parlare del 25 novembre senza retorica, c'è sempre un po' il rischio di scivolare in dichiarazioni che possono suonare come generiche o banali, ma corro questo rischio. Oltre a ricordare i dati impressionanti dei femminicidi nei confronti di donne e ragazze, se non sbaglio quest'anno siamo arrivati - ma sono dati di alcuni giorni fa - a 75 e credo che siano ancora saliti, tra l'altro, con una crescita di vittime giovanissime, oltre a condannare fermamente gli omicidi sempre più efferati, che nell'80% dei casi avvengono in ambito familiare e affettivo e a denunciare gli stupri e gli abusi fisici e sessuali, reati odiosi che colpiscono le donne di qualsiasi Paese e cultura. Occorre, a mio avviso, focalizzare l'attenzione sulla natura sistemica della violenza di genere, che non comprende soltanto le aggressioni fisiche, ma include forme più subdole, come quella economica e psicologica. Ci sono infatti tante forme di violenza che troppe donne quotidianamente subiscono e che devono cessare. Il denaro può essere usato come strumento di controllo e assoggettamento limitando la libertà e l'autonomia delle donne, ma anche la violenza culturale ha un peso significativo. Ogni battuta sessista, ogni atteggiamento possessivo e ogni discriminazione di genere nella società, nei luoghi di studio e di lavoro, nelle nostre comunità sono forme di violenza che contribuiscono a creare un clima che tollera e in certi casi addirittura promuove la violenza di genere. Si tratta di forme radicate e per questo difficili da estirpare, che vengono spesso minimizzate, ma che non sono meno pericolose. Credo che, in quanto rappresentanti delle istituzioni, abbiamo una responsabilità e un dovere: quello di lavorare in modo serio e convinto per realizzare il cambiamento culturale chiesto a gran voce dalle donne e dalle ragazze, un cambiamento che parte dalla nostra quotidianità. Dobbiamo lavorare e far sì che tutte possano sentirsi sicure e libere nelle loro case, nelle loro città, nei loro Paesi. I dati diffusi nel 2025 dalla nostra Questura sulla situazione regionale confermano iltrendnazionale, non siamo un'isola felice. È di pochi giorni fa la comunicazione dell'USL secondo cui dal 1° gennaio di quest'anno al 20 novembre il Pronto Soccorso dell'Ospedale Parini ha registrato 104 accessi riconducibili a violenza domestica e di genere, in nove casi su dieci si è trattato di donne e le violenze di genere maschile hanno riguardato prevalentemente dei minori; italiana la nazionalità più frequente di vittime e autori di violenza, nella metà dei casi partner, mariti, ex partner; dieci violenze sessuali, due a danni di minorenni. È importante la campagna di sensibilizzazione che sta svolgendo l'Unità sanitaria locale con la distribuzione della confezione delle pillole di consapevolezza che contengono elementi utili a riconoscere le situazioni di rischio, oltre alle segnalazioni del numero 1522 e delle altre iniziative che sono attive.

Sicuramente anche a livello istituzionale sono presenti varie iniziative, in questa settimana stiamo assistendo a eventi di vario tipo, ma occorrono impegni ancora più stringenti e concreti e soprattutto investimenti mirati che devono essere implementati a vario livello perché non possono bastare l'indignazione e le parole, vanno sostenute tutte le iniziative perché anche domani, dopodomani e dopodomani ancora sia il 25 novembre.

Président -La parole au collègue Jordan.

Jordan (UV) -Aujourd'hui nous célébrons une journée qui ne devrait pas exister : la Journée internationale pour l'élimination de la violence à l'égard des femmes. C'est un moment de réflexion et de responsabilité collective. La violence contre les femmes n'est pas un phénomène marginal, cela a été déjà bien dit par la collègue Minelli, elle touche toutes les générations, toutes les catégories sociales, tous les territoires. Elle peut être physique, psychologique, économique et numérique. Elle s'exprime dans les foyers domestiques, sur les lieux de travail, dans les rues, mais aussi dans les discours et dans les mentalités.

Chaque acte de violence est non seulement un attentat à l'intégrité d'une femme, mais une blessure portée à notre démocratie, à nos valeurs fondamentales. Face à cela, nous devons agir avec détermination: agir pour protéger, agir pour prévenir, agir pour accompagner; protéger en garantissant des dispositifs juridiques efficaces, accessibles et coordonnés permettant aux femmes victimes de trouver aide et sécurité; prévenir en investissant dans l'éducation, la sensibilisation, en travaillant dès le plus jeune âge à déconstruire les stéréotypes qui alimentent la domination et la discrimination; accompagner en soutenant toutes celles qui ont le courage de dénoncer, de se relever, de reconstruire leur vie. Nous devons aussi reconnaître et soutenir le travail des associations, des services sociaux, des forces de l'ordre, des professionnels de la santé, qui chaque jour luttent contre cette violence, souvent invisible. Leur action est précieuse, elle est la preuve qu'un autre avenir est possible.

La lutte contre la violence n'est pas seulement une affaire d'institutions, elle nous concerne tous. C'est un engagement que nous devons renouveler ensemble aujourd'hui, mais surtout chaque jour.

Presidente -La parola al consigliere Torrione.

Torrione (AVS) -Faccio un brevissimo intervento, ovviamente mi associo alle parole dei miei due colleghi, confermo soltanto alcuni aspetti, nel senso che recentemente sono anche usciti i dati degli accessi al nostro Centro Donne, che confermano quanto appunto i miei colleghi hanno detto sugli accessi delle donne a questo importante servizio, però, siccome di parole sull'aspetto ovviamente centrale, che è la figura della donna in questa giornata… mi permetto di segnalare due aspetti che spesso finiscono un pochettino in secondo piano, però confermano e mantengono una loro importanza notevole: il primo è quello che la violenza sulle donne ha delle ricadute importanti sui figli, sui minori che appartengono a quel nucleo, appunto, familiare, ed è un sottoprodotto assolutamente negativo di un atto e un gesto altrettanto importante e negativo, quindi anche l'attenzione verso i minori e i figli che vivono in un contesto familiare, spesso per tutta la vita… perché c'è anche una questione di non emersione del problema della violenza sulle donne, che spesso è anche solo non soltanto fisico ma anche psicologico, quindi ci sono nuclei familiari che vivono tutta la vita in un contesto di violenza e un contesto in cui i figli crescono ovviamente in un ambito educativo non sano.

Il secondo aspetto, che anche in questo caso spesso non viene considerato, ma fortunatamente si sta sviluppando nell'ambito una maggiore attenzione è quello dei maltrattanti, perché ricordiamoci che la questione della violenza sulle donne è un problema culturale. È chiaro che ovviamente non voglio far polemica, ma non aiutano le parole che abbiamo anche recentemente sentito da parte di un nostro Ministro in merito all'argomento, perché anche le parole, soprattutto le parole di chi occupa posti importanti, non aiutano in questo caso, mentre dovrebbero farlo, a porre delle basi sane per poterlo risolvere. Dicevo che la questione dei maltrattanti è un tema, perché ricordiamoci che non ci sarebbe violenza sulle donne - e dico una banalità totale - se non ci fossero i maltrattanti, quindi l'intervento, sia preventivo che anche successivo, sulle persone che hanno fatto violenza… perché ricordiamoci che sia le donne che i bambini, i figli, hanno come primo desiderio quello di una ricostituzione del nucleo familiare; in alcuni casi non è possibile, in altri casi lo è. Se pensiamo alle misure riparative in altri ambiti di legge, è chiaro che dobbiamo pensarle anche per le persone che hanno fatto violenza, quindi i percorsi affinché si possa tornare a una normalità familiare sono sempre più importanti. Vi ringrazio dell'attenzione.

Président -La parole à la collègue Trione.

Trione (CA) -Proprio solo due parole per rivolgere un pensiero alle vittime, ai figli delle vittime di violenza del nostro territorio, ma di tutto il territorio nazionale e non solo. Io credo che, oltre a tante parole, che comunque hanno un significato e che è importante dirlo e le giornate dedicate servono anche per questo, servano soprattutto i fatti, quindi io credo sia importante che, come rappresentanti della comunità valdostana, ci prendiamo l'impegno, ognuno per le sue possibilità, all'interno, nel mio caso, della V Commissione in quest'aula, di prevedere delle iniziative, delle norme che possano combattere questa piaga.

Président -La parole à la collègue Forcellati.

Forcellati (PD-FP) -Buongiorno a tutte e a tutti. Io intanto ringrazio chi si è già espresso su questo tema e anticipo alcune piccole cose che, però, visto che c'è un'interpellanza su questi aspetti, poi magari riprenderò. Intanto mi fa piacere quello che è stato detto, ma soprattutto quello che è stato detto nell'ultimo intervento dalla consigliera Trione, perché in effetti noi dobbiamo avere delle parole, ma dobbiamo avere delle azioni e le azioni sono quelle che ci competono, quindi, nonostante quello che si fa, che è stato fatto nella nostra Regione, che le istituzioni a diverso titolo hanno fatto e fanno, noi dobbiamo avere in mente che è un fenomeno che interessa tutti, è un fenomeno che riguarda tutte e tutti, quindi il nostro compito è quello di illuminare laddove ci sono delle difficoltà, sostenere e accompagnare, come lo fa un'istituzione, un'istituzione che ha un compito legislativo, ma che ha un compito anche di promozione e di attenzione a questi fenomeni.

Ricordo solo i dati sul fenomeno della violenza: una donna su tre a livello mondiale subisce violenza, una qualche forma di violenza, che, come ricordava la consigliera Minelli, è una violenza, può essere una violenza fisica; ricordo che l'85% dei casi di violenza fisica avviene - purtroppo io dico - tra le mura di casa, laddove si sono condivisi affetti, tenerezze, un percorso di vita, degli obiettivi comuni, quindi è proprio su questo… ma non c'è solo quella fisica, c'è naturalmente quella psicologica, c'è quella economica, molto poco presa in considerazione, che invece è il prologo di quella che poi sarà la violenza fisica.

La violenza di genere è un problema strutturale ormai, non emergenziale, non lo consideriamo un'emergenza, perché, se tutti noi a livello nazionale e regionale lo consideriamo un'emergenza, noi mettiamo in atto delle strategie emergenziali, ma questo non è, ormai lo sappiamo che è strutturale, quindi noi dobbiamo fare investimenti dal punto di vista strutturale, quindi anche economico, allocando risorse importanti per contenere, per affrontare in maniera sistemica, a me viene da dire, questo problema.

Io intanto ringrazio tutte le associazioni che quotidianamente si occupano e cercano in qualche modo, per quello che naturalmente compete loro, di affrontare questa problematica, ma ringrazio anche tutte le operatrici e gli operatori, che sono gli operatori e le operatrici delle politiche sociali, le assistenti sociali, psicologhe e psicologi, psichiatri, che, a diverso titolo, con una diversa competenza, affrontano.

È vero quello che dice - e termino - il collega Torrione: va affrontato sotto due punti di vista: dal punto di vista dell'uomo e dal punto di vista della donna, con politiche e programmi che possono effettivamente provare non dico a risolvere, ma a contenere questo problema.

Président -La parole au collègue Carrel.

Carrel (ADC) -Io intervengo brevemente invece alla luce della sua comunicazione riguardante il neo gruppo Centro Autonomista-Centre Autonomiste, nato il 17 novembre 2025 dall'ex ADC-RV-SA, a sua volta fondato il 5 novembre 2025 da coloro che sono fuoriusciti dal progetto politico Autonomisti di Centro per mere esigenze di poltrona. Non so se questa scelta dei cinque Consiglieri che hanno deciso di accettare il veto del presidente Testolin sulla mia persona e sul movimento creato da Augusto Rollandin derivi dai dubbi che io, in qualità di Capogruppo di Autonomisti di Centro, ho sollevato circa la correttezza di chiamare un altro gruppo con il suo stesso acronimo ma, tutto sommato, poco importa, perché la questione è un'altra. Nel suo discorso di insediamento, presidente Aggravi, lei ha affermato che è proprio nel Consiglio regionale che ogni giorno si gioca la credibilità della democrazia valdostana, ma, per acquisire e conservare credibilità, serve in primo luogo chiarezza e certo questo ennesimo cambio di nome o, meglio, questa inversione di termini, che determina la presenza in Consiglio di due gruppi con denominazioni perlomeno simili non va certo nella direzione di chiarire le idee ai Valdostani, bensì di continuare a confondergliele e, dal mio punto di vista, non è certamente così che raggiungeremo l'obiettivo prioritario di tornare ad avvicinare la popolazione alla politica e a questa importante istituzione.

Visto che stiamo parlando di chiarezza, ritengo indispensabile soffermarmi sulle origini del nuovo gruppo di cui oggi ci ha dato comunicazione. Non tornerò su come sono andate le trattative per la formazione di questa maggioranza, anche perché gran parte della Valle d'Aosta lo ha capito fin troppo bene, tengo però a ribadire con fermezza che mai io o Pour l'Autonomie abbiamo rifiutato ruoli apicali, come qualcuno va dicendo, forse per giustificare comportamenti a dir poco scorretti e che ci siamo alzati dal tavolo delle trattative solamente quando il presidente Testolin, allora incaricato di costituire la maggioranza, ci ha chiaramente informati che il mio posto non poteva essere che all'opposizione, peraltro con il beneplacito e il silenzio-assenso di coloro che fino a quel momento apparivano come i nostri alleati nel comune progetto Autonomisti di Centro.

Ancora per fare chiarezza, mi rivolgo a lei, presidente Testolin, nonostante Pour l'Autonomie, per senso di responsabilità, abbia sostenuto il suo Governo dal 2023 al 2025, in un momento in cui i problemi interni al suo movimento ne mettevano a rischio la stabilità, lei mi ha dato dell'inaffidabile, forse perché minare la maggioranza a 19 era l'unico modo per poter giustificare un'apertura a Destra che per ora rimane a Forza Italia, ma in futuro chissà. Spero per la Valle d'Aosta che si riveli più affidabile chi già al secondo appuntamento del Consiglio è uscito dal gruppo in cui era stato eletto pur di ottenere la Presidenza del Consiglio, due Assessorati e la Presidenza di due Commissioni e chi nella storia recente del Consiglio regionale è ben noto per aver cambiato partito, gruppo e idee politiche più volte.

Per quanto mi riguarda, mi troverà sempre qui, per ora con il nome Autonomisti di Centro, progetto in cui Pour l'Autonomie ha creduto e in cui sono stato eletto con 1.869 preferenze espresse dai Valdostani che tutti noi diciamo di voler rappresentare. Mi troverà qui, più che mai determinato, a richiamare la vostra attenzione sui problemi più rilevanti per la nostra Regione e a sostenervi ogni qualvolta le scelte compiute, le decisioni assunte saranno condivisibili e metteranno al centro l'interesse dei Valdostani, restando coerente con quella che è sempre stata una delle linee guida ispiratrici di Pour l'Autonomie, movimento fondato da Augusto Rollandin, e non lo sottolineo di nuovo a caso, lavorare per e mai contro, anche quando tutto appare poco comprensibile e il lavoro svolto viene deliberatamente sminuito per finalità che sollevano non pochi interrogativi. Sono certo che i Valdostani sapranno valutare correttamente le ragioni che hanno portato alla creazione del gruppo consiliare Centro Autonomista-Centre Autonomiste, come sono sicuro che sapranno riconoscere e apprezzare la determinazione del nostro movimento ad agire coerentemente con trasparenza, senza mai piegarci a pure logiche di poltrona, ma guardando sempre al futuro di questa nostra amata Regione.

Président -La parole au collègue Guichardaz.

Guichardaz (PD-FP) -Ogni anno il 25 novembre ci fermiamo per ricordare che la violenza contro le donne non è un fatto lontano, né episodico, è qualcosa che attraversa silenziosamente le nostre comunità, i nostri quartieri, le nostre case; è una realtà che non possiamo permetterci di guardare solo quando esplode in cronaca o solo il 25 novembre, perché la violenza, quasi sempre, nasce molto prima. Lo sappiamo, quella che chiamiamo "violenza di genere" è un processo, unaescalation, che inizia da segnali sottili, controllo, svalutazione, gelosia, isolamento e che si consolida nel silenzio, nella vergogna, nella solitudine di chi non viene ascoltata. Se non lo vediamo in tempo, è perché non abbiamo imparato a riconoscerlo e questo dovrebbe riguardare tutti noi come uomini, come istituzione e come comunità. Negli anni in cui ho avuto responsabilità nella scuola e oggi nel mio ruolo di Consigliere di minoranza ho incontrato molte storie che non finiscono nei giornali, ma che parlano chiaramente di questo: famiglie disorientate, ragazze che chiedono aiuto senza dirlo apertamente, insegnanti che provano a intercettare segnali difficili da nominare, servizi che fanno il possibile con le risorse che hanno e la domanda è sempre la stessa: dove si rompe la catena di protezione? Dove avremmo potuto arrivare prima? Per questo la risposta non può ridursi a un settore o a un gesto simbolico o a una ricorrenza, la violenza sulle donne è un fatto culturale e sociale, riguarda la scuola, certo, ma riguarda anche le politiche sociali, la salute mentale, la prevenzione, l'accesso alla casa, il lavoro, la giustizia, le forze dell'ordine, la formazione degli operatori, i centri antiviolenza e la capacità della politica di garantirne continuità ai servizi. Una donna che denuncia deve sapere che troverà una porta aperta e non un labirinto, che non perderà il lavoro, la casa, la rete di sostegno, che i suoi figli saranno protetti, che la comunità, e non solo la legge, sarà dalla sua parte. Accanto alla protezione c'è il terreno più difficile: la prevenzione. Non abbiamo ancora avuto il coraggio di affrontare a fondo la questione culturale, il modo in cui molti ragazzi imparano la relazione attraverso modelli distorti, attraverso ilweb, attraverso la pornografia e i linguaggi che normalizzano l'umiliazione, è un tema che abbiamo trattato, abbiamo forse trattato poco e con una certa timidezza, eppure è lì che si formano le idee di possesso, di dominio, di violenza. Spesso i ragazzi crescono con un modello di maschile incapace di gestire il rifiuto, la perdita, la frustrazione, ed è da lì che nasce una parte della violenza, pensare che bastino punizioni più severe o campagne occasionali è illusorio, la prevenzione richiede una politica che affronti le radici e non solo le conseguenze.

La Valle d'Aosta ha costruito negli anni una rete importante, non possiamo negarlo: centri antiviolenza, protocolli interistituzionali, servizi territoriali, competenze diffuse, ma sappiamo anche che fragilità, ricambiamenti, discontinuità amministrative, contratti precari spesso indeboliscono questa rete e, quando la rete si indebolisce, a pagarne il prezzo sono sempre le donne più vulnerabili. Il punto allora non è celebrare il 25 novembre, ma usarlo come un termometro, chiederci se stiamo facendo abbastanza, se stiamo mettendo risorse stabili sui servizi, se stiamo costruendo un lavoro che tenga insieme scuola, sociale, sanità, giustizia, volontariato, se stiamo ascoltando davvero chi opera sul campo.

C'è un'ultima cosa che per me è la più semplice e più difficile da dire allo stesso tempo: la libertà. Una donna che vive nella paura non è libera, una donna che non può decidere del proprio corpo non è libera, una donna costretta a scegliere tra violenza e la precarietà non è libera e misurare la libertà delle donne è il modo più onesto che abbiamo per misurare il livello di civiltà della nostra comunità. Il 25 novembre quindi non è solo una ricorrenza per commuoverci, è un invito a non abbassare lo sguardo e sta a noi decidere se prendere sul serio questo invito ogni giorno e non solo oggi.

Président -La parole au président Testolin.

Testolin (UV) -Chiedo scusa se ho ritardato un attimo nel prenotarmi, non sapevo se c'erano ancora altri colleghi che volevano intervenire in merito a questo 25 novembre.

Esprimo a nome del Governo un ringraziamento per tutti gli interventi che sono stati espressi dall'aula, ma sottolineo ancora l'importanza di questo tipo di date, che non sono solo dei momenti celebrativi, ma sono molte volte il risultato di un percorso lungo tutto un anno di attenzione, soprattutto da parte di certe istituzioni e di certi contesti che credono fermamente in percorsi di condivisione e di prevenzione di questi fenomeni, che purtroppo, toccano la nostra realtà come tutte le realtà mondiali, frutto probabilmente anche di un cambiamento epocale all'interno della nostra società, nel modo di affrontare i valori veri della vita. In questo contesto penso anche che ci siano dei gesti simbolici che vogliano rappresentare e ricordare, durante tutto l'arco dell'anno, determinati fenomeni e riportare certi concetti alla mente delle persone che li vedono. Sono dei gesti molto semplici, in quest'aula, peraltro, ci siamo assunti più volte degli impegni anche tangibili e, magari, apparentemente molto banali, ma che poi si riverberano in una presenza importante sul territorio di simboli quali le panchine rosse.

In questo contesto ci tenevo a ringraziare gli studenti del Liceo artistico per l'iniziativa che hanno messo in campo in questi giorni e che a loro volta fanno parte di una sensibilità che sta crescendo ed è cresciuta all'interno del contesto scolastico, così come ci tenevo a ringraziare gli sforzi fatti in particolar modo in quest'occasione, ma non solo, dall'Università della Valle d'Aosta che ha previsto un programma di lezioni aperte a tutta la cittadinanza, peraltro a ingresso libero, dedicate al tema del contrasto alla violenza di genere, che durano per una settimana, e che sono già iniziate, per sensibilizzare e rendere consapevoli i cittadini di questi fenomeni. A questo proposito ringrazio il lavoro della direttrice, della professoressa Ceretta, che ha reso possibile lo svolgimento all'interno dell'Università di questo tipo di attività che rafforza la centralità del nostro Ateneo all'interno di un contesto sociale che è sempre più complesso e che deve necessariamente attenzionare qualsiasi tipo di situazione che il nostro territorio sta vivendo. In questo senso l'Amministrazione regionale, attraverso le sue strutture, credo che stia lavorando da tempo - è stato sottolineato anche dagli interventi precedenti - per quanto riguarda questo tipo di tematica e di problematica e continuerà a farlo con la convinzione che la società deve ritrovare quei suoi percorsi di solidità e di equilibrio che ci hanno sempre caratterizzato come territorio e che vorremmo continuare a fare in questa direzione.

Président -Point n° 2 à l'ordre du jour: communications du Président de la Région. Il n'y a pas de communications.