Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 14 del 6 novembre 2025 - Resoconto

OBJECT N° 14/XVII - Clôture du débat sur le programme de gouvernement. Déclarations de vote.

Aggravi (Presidente) -Alla presenza di 31 Consiglieri inizia la sessione pomeridiana.

Siamo alle dichiarazioni di voto, invito i colleghi che vogliono intervenire a prenotarsi.

Ha chiesto la parola il collega Guichardaz.

Guichardaz (PD-FP) -Comincio io e rompo il ghiaccio. Intervengo solo per ribadire alcuni concetti e per controbattere ad alcune considerazioni emerse oggi, usando questi ultimi cinque minuti di tempo concessimi.

Non torno sulle valutazioni politiche espresse ieri, sono agli atti e non serve ripeterle, ma il dibattito di stamattina, lo ribadisco per l'ennesima volta, ha confermato una sensazione diffusa: non siamo davanti a un cambio di passo, ma a un cambio di campo, una scelta politica chiara, legittima per carità, ma profonda. Chi la compie, ovviamente, se ne assumerà la responsabilità fino in fondo.

Ora approfitto del tempo rimasto per rispondere ad alcuni colleghi che sono intervenuti nel corso del dibattito di questa mattina.

Il collega Baccega ha richiamato la legge sull'invecchiamento attivo presentata da Claudio Restano, dicendo - sintetizzo - che ne parliamo tanto, ma non l'abbiamo votata. Vorrei ricordarle, collega Baccega, con molta serenità, che il testo originario era stato presentato dal collega Restano e che in V Commissione lo abbiamo largamente modificato perché considerava gli anziani come soggetti da prendersi in carico, quasi dei bambini, più che cittadini attivi della comunità. Quella dignità l'abbiamo rimessa noi nel testo finale, collega, che, se ben ricordo, ha continuato, tra l'altro, a riportare il nome del collega Restano. Se oggi quella legge viene evocata, personalmente lo prendo come il riconoscimento indiretto del lavoro che abbiamo svolto.

Quanto al collega Marzi - lo dico senza ironia -, avrei voluto dirle qualcosa, ma sinceramente non ho capito assolutamente il suo intervento, probabilmente per limite mio. Le dico solo che in politica non basta parlare, bisogna indicare una direzione e oggi francamente io non l'ho colta.

Al collega Lotto - e indirettamente al suo difensore, il collega Marco Viérin - dico una cosa semplice: non ho mai messo in discussione la sua buona fede, né le sue intenzioni e mi auguro che nessuno voglia usare la sua giovane età, collega, come scudo per evitare un confronto. Non sarebbe dignitoso per lei e credo che lei per primo non lo accetterebbe. Penso che si cresca con il dialogo e non sotto tutela. Questo glielo dico da papà di due ragazze che hanno proprio la sua età.

Ai colleghi del Centro porgo una riflessione. L'esclusione rapidissima - e per voi indolore a quanto pare - del collega Carrel, il più votato della vostra lista, dovrebbe farvi riflettere, colleghi. Quando la regola diventa "l'Union avant tout" e, aggiungo, "avant tous", nessuno può dirsi al sicuro. Non lo auguro a nessuno, ma sarebbe ingenuo far finta che non sia successo.

Abbiamo poi appreso, dalla lettura dell'accordo sottoscritto con Gasparri, che il deputato Manes sarà garante dell'accordo con Forza Italia e dunque, indirettamente, anche con la segretaria Rini, che per i prossimi anni, immagino, sarà il riferimento politico. Prendo atto che l'equilibrio di questa maggioranza dipenderà da figure che oggi si collocano accanto a chi sostiene il sistema politico guidato da Fratelli d'Italia e Lega. Manes è in Parlamento anche con il nostro voto, lo ricordo senza spirito polemico. Lo abbiamo sostenuto convintamente per dare rappresentanza alla Valle d'Aosta, non perché immaginassimo che il suo ruolo sarebbe diventato quello di garante politico di un'intesa, peraltro fragile, stipulata con Forza Italia.

Dico una cosa, anche con franchezza: faccio sinceramente fatica a pensare che nel 2027 la fiducia di tanti, la nostra no, possa andare a chi oggi si propone come garante di un accordo che sposta l'asse politico regionale verso Destra, accanto a chi fiancheggia le scelte di Fratelli d'Italia e della Lega. La fiducia naturalmente si costruisce con le scelte e qui le scelte parlano.

Concludo. Oggi non è stato il tempo dei grandi ragionamenti, è stato il tempo dell'ascolto, abbiamo ascoltato. Da domani il nostro compito sarà vigilare, analizzare, chiedere conto. Noi faremo la nostra parte in minoranza, non necessariamente all'opposizione, come sempre. D'altronde - lo dico al collega Bertschy, al collega Testolin -, non abbiamo nessuna intenzione di smentire cinque anni di buon governo che, vi ricordo, vi ha portati alle urne, colleghi dell'UV, altrimenti oggi non sareste in 13.

Presidente -Grazie collega Guichardaz. Ci sono altri interventi? Ha chiesto la parola la collega Forcellati.

Forcellati (PD-FP) -Buon pomeriggio a tutte e a tutti. Molto probabilmente ripeterò alcuni concetti che il collega ha appena esposto, ma prendo in prestito - e mi perdonerete, spero che mi perdonerà anche l'ex presidente del Consiglio, Alberto Bertin - alcune sue affermazioni, che sono le nostre. Dico il perché: perché è stato un Presidente del Consiglio che ha condiviso cinque anni di governo, di maggioranza, di lavoro. Non leggerò, chiaramente, ma mi è piaciuto molto quello che lui ha scritto. È chiaro, lo dico senza tema di smentita: oggi il Partito Democratico non è contento. Non è contento di che cosa? Di questa, che è definita una svolta storica e che, secondo noi, non è una svolta storica, ma è un passaggio a Destra - non uso la parola "deriva" -, che per noi, oltre a non essere in sintonia, è doloroso. Lo dobbiamo ammettere, perché anche questo è importante. Effettivamente è uno scollamento da quanto i nostri concittadini, gli abitanti della Valle d'Aosta hanno voluto esprimere con il loro voto, perché non avrebbero certo voluto una maggioranza che nasce - lo dico con le sue parole - sulla riva del Tevere.

Non ci piace l'idea che questa maggioranza scaturisca da un accordo tra l'Union Valdôtaine e non Forza Italia, ma a firma di Maurizio Gasparri. Non lo sentiamo nelle nostre corde. Con questo non vogliamo dire che è un disastro, ma è una cosa che a noi non piace. È un errore politico per noi e io penso che prima o poi ci ragioneremo ancora, ne trarremo delle conseguenze.

Io ho ascoltato attentamente le parole del Presidente e non basta proclamare resilienza, stabilità, responsabilità da parte di tutti coloro che sono intervenuti della maggioranza, perché dietro, se ci sono delle promesse generiche, degli accordi di Palazzo e una mancanza di visione, per noi non è fattibile.

Il Partito Democratico però continuerà a misurare ogni azione del Governo sulla vita reale dei cittadini, sulla sanità, sulla scuola, sul lavoro, sulla tutela del territorio, sui diritti sociali e, quando questo Governo farà bene, noi lo riconosceremo; quando sbaglierà, naturalmente lo denunceremo con forza. Il nostro ruolo non è quello di ostacolare, ma di difendere l'interesse pubblico, quindi noi su questo non possiamo fare sconti.

La Valle d'Aosta merita una politica chiara, coraggio e coerenza, non compromessi al ribasso, non silenzi, non accordi romani "va tutto bene", che umiliano e non fortificano la nostra Regione, quindi saremo qui vigili, propositivi, pronti a far valere la voce dei cittadini, perché l'autonomia per noi non è unoslogan: è un impegno politico quotidiano.

Presidente -Grazie collega Forcellati. Invito i colleghi a prenotarsi perché sennò chiudo il dibattito e si procede alle operazioni di voto. La parola al collega Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) -Innanzitutto per chiederle, a nome dei gruppi Lega, Renaissance e Fratelli d'Italia, il voto in cabina.

In secondo luogo, in maniera ovviamente scontata, io credo che abbiamo dibattuto ampiamente le motivazioni a favore e contro il nascituro Governo. Credo che abbiamo voluto indicare in maniera concreta, come giustamente indicava oggi e richiedeva anche il vicepresidente uscente ein pectoreBertschy, che pronuncerò come correttamente richiede il suo cognome… e credo che abbiamo argomentato, al netto di quelle che possono essere le criticità politiche, di composizione della maggioranza, di orientamento, di sguardo rivolto da una parte o dall'altra, le criticità che abbiamo evidenziato e le manchevolezze rispetto al programma.

Noi vogliamo però cogliere l'invito a collaborare, l'invito a presentare le nostre proposte e rivolgendomi… mi scusi, collega, ma lei mi ha chiamato in causa… noi faremo - e lei mi deve dare atto che lo abbiamo fatto anche nella scorsa legislatura -assolutamente le nostre proposte, ma ci auguriamo che dall'altra parte non vi sia un astensionismo diffuso, come abbiamo trovato nella scorsa legislatura, perché invitarci a formulare le proposte e poi respingerle sempre evidentemente è un po' un gioco a dire: "lavorate tanto" e poi dopo però le proposte rimangono nei cassetti. È di tutta evidenza quindi che, non avendo partecipato alla scrittura, non partecipando a questa maggioranza e non avendo avuto la possibilità di poter supportare, sostenere, indicare, modificare un programma, il nostro voto non sarà favorevole.

Presidente -Se non ci sono altre prenotazioni, chiudo il dibattito. La parola al collega Zucchi.

Zucchi (FdI) -Del programma non parlerò, perché ne ha parlato diffusamente il collega Lattanzi qui a fianco, evidenziando i punti che noi abbiamo ritenuto e non abbiamo esitato a definire positivi. Aggiungo io: "sulla carta", perché per il momento si tratta di intenzioni, buona parte delle quali sono una copia dei programmi precedenti. Su questi temi, i temi che noi condividiamo, vi vogliamo mettere alla prova, vogliamo vedere se effettivamente alle questioni espresse sulla carta ci saranno poi i fatti concreti.

Ci sono poi dei punti che noi non condividiamo affatto, li abbiamo già espressi ieri. Su questi punti noi ci opporremo fin dal prossimo Consiglio.

Ci sono altri punti che sono stati omessi. Questo è il ragionamento che riguarda il gruppo di Fratelli d'Italia e che ci induce a esprimere un voto contrario, ma più che annunciare il voto contrario io vorrei utilizzare questi pochi minuti… io non ho ritenuto di intervenire oggi in sede di replica perché il "batti e ribatti" credo sia un discorso un po' asfittico e che non interessi più di tanto i cittadini.

Io ieri mi sono espresso sul concetto dell'opportunità e della legalità. Poi questa mattina ho sentito diversi Consiglieri che hanno parlato del concetto di opportunismo, che ho capito che non piace, soprattutto al Presidente incaricato. Io non voglio offendere nessuno e quindi, anche per non essere ripetitivo, uso un termine un pochino più neutro, che è quello della necessità. Oggi questo Governo nasce nel nome della necessità. Parliamoci chiaro: tutte le cose che sono state dette in queste ore sono delle questioni che si fanno dire, ma alla fin fine il fatto che oggi si produca un voto sul Governo che è stato annunciato è figlio della necessità. L'Union Valdôtaine aveva la necessità di avere più voti per puntellare quello che è da sempre il suo obiettivo: quello di continuare a maneggiare le carte e dare le carte. Ha trovato un modo per rinforzare la propria posizione.

A noi spiace, non se ne abbiano a male i colleghi di Forza Italia, perché il fatto di acconsentire a una sostituzione… certamente per noi è positivo che voi abbiate sostituito i colleghi della Sinistra, è un dato di fatto, logicamente ci troviamo su dei fronti contrapposti, ma noi non riteniamo che questo basti.

Noi ci eravamo presentati per dare una discontinuità. Noi non riteniamo che la vostra entrata in questa maggioranza possa costituire un elemento di discontinuità. D'altronde, gli interventi che si sono succeduti, anche da parte dei colleghi della maggioranza, l'hanno evidenziato in modo molto forte e chiaro. Il collega Bertschy ha detto che, di fatto, si tratta di una maggioranza autonomista più tre. Noi speriamo che la legislatura che oggi si avvia possa comunque determinare un confronto sui diversi temi che sono stati espressi sul programma e riteniamo che su questi temi ci si debba poi confrontare nel prossimo futuro.

Auspichiamo che magari, di fronte all'evidenza dei fatti, anche i colleghi di Forza Italia, che forse non hanno creduto più di tanto fin dall'inizio al progetto del Centro-Destra, possano ricredersi, perché andare a sostituirsi meramente ai colleghi della Sinistra non lo troviamo il nostro obiettivo, cioè quello di dare discontinuità alla nostra Regione. 11 contro 12, o 13, quelli che saranno… non era un risultato trascurabile, avremmo avuto un potere intercettivo più forte, per andare a realizzare i temi - mi rivolgo soprattutto a lei, consigliere Baccega - a cominciare dalla legge elettorale. Lei si è battuto tante volte sul concetto della legge elettorale, sull'elezione diretta, me lo ricordo in tante riunioni: qui non vediamo traccia dell'elemento dell'elezione diretta, che poi l'elezione diretta non è il mantra. Ci possono essere tanti sistemi per arrivare comunque a una soluzione, basta che non sia una soluzione, come intende sempre il gruppo di maggioranza relativa, l'Union Valdôtaine, nella persona del collega Marguerettaz, che per condivisione intende "così è, se vi pare". Perché nell'ultima riunione che abbiamo avuto in sede di partito sul concetto della condivisione è stata: "Questa è la nostra proposta? O è così, o è pomì". Ecco, non è questa la concezione della condivisione che si chiede in quest'aula.

Mi spiace, collega Lotto - lei è il più giovane qua, mi sembra -, di disilluderla, perché l'esperienza -, per noi è undéjà-vu, della condivisione del partito di maggioranza relativa è diversa dall'auspicio che lei ha fatto, cioè del confronto che ci deve essere tra maggioranza e opposizione su dei temi, su dei contenuti, che devono essere il bene per la nostra comunità.

Presidente -Grazie, collega Zucchi. La prossima volta, se chiudo il dibattito, è chiuso; lo dico a chi volesse… il dibattito è chiuso.